12/05/2008


Gallinaro
è una piccola località in provincia di Frosinone, a pochi chilometri da Cassino. Lì c'è la Cappellina di Gesù Bambino, luogo di pellegrinaggio per migliaia di fedeli all'anno, che accorrono da tutta Italia per venerare la Culla. Fino a dodici mesi fa, io andavo lì almeno una volta al mese e devo a quel posto la mia fede: sull'argomento gestivo pure un blog su Splinder. Ma non ci vado più da quando è finita la mia relazione con Margherita, durata poco più di sei anni. Ma questa è un'altra faccenda. Ciò di cui voglio scrivere è la notizia che ho ricevuto oggi sulla mia casella di posta, essendo abbonato al Google Alert con la parola chiave: Gallinaro. Ebbene, a settembre nella località ciociara ci sarà un concorso di moda, Star of Year, a cui è stato invitato come membro della giuria Erich Priebke, l'ex capitano delle SS, che partecipò alla pianificazione e alla realizzazione della strage delle Fosse Ardeatine. Non si è fatta attendere la risposta del nazista, intervistato dal TG5: "non credo che andrò però mi sarebbe piaciuto molto, spero di tornare almeno per un giorno alla vita normale, cosa che non ho fatto per 14 anni". Intanto un appunto: io sono cristiano ma ho anche origini ebraiche e mi ritengo un sopravvissuto indiretto del genocidio nazista, in quanto mia nonna Ester è riuscita a scampare alla deportazione, grazie anche all'eroismo di mio nonno Giuseppe. Ed un nazista che "spera di tornare almeno per un giorno alla vita normale", mi dà più che fastidio, perché avrebbe meritato la galera a vita, con nessuna speranza di vedere su di sé la luce del sole. La Storia ci ricorda che cosa sono state le Fosse Ardeatine, eppure l'impresario Claudio Marini, l'organizzatore del concorso di bellezza e colui che ha inviato la lettera d'invito a Priebke, si è difeso sostenendo che non lo ha fatto per un intento pubblicitario ma perché "a distanza di 63 anni quest'uomo di 95 anni subisce ancora le conseguenze dell'ultimo conflitto mondiale. Almeno per un giorno sarebbe libero e sarebbe davvero un modo per fare la pace davvero". Innanzitutto, dubito fortemente che non sia stata una mossa pubblicitaria e poi mi provoca un fastidioso ghigno la giustificazione storicista dell'impresario. Il tempo, infatti, non ha cancellato l'abominio nazista e di certo non lo potrebbe fare una sfilata di bellezza con l'ex capitano delle SS tra i membri della giuria, magari con il compito di assegnare la fascia alla vincitrice. Non c'è da fare alcuna pace con la storia del nazismo, anzi nei confronti di essa bisogna sempre stare in guerra: non c'è alcuno spazio per il revisionismo nei confronti di Adolf Hitler e della dottrina diabolica conseguente. E tutto ciò, a livello personale, è più irritante perché il luogo in cui sarebbe dovuto accadere questo insulto alla memoria di quanti hanno perso la vita per colpa della svastica nazista, è quello in cui ho avuto il dono della fede; persino a pochi chilometri di distanza da Cassino, dove ci fu una delle battaglie più dure della seconda guerra mondiale in Italia. 
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03/05/2008
Così come avviene ogni inizio mese, ho appena finito di realizzare il foto-documentario con le cartoline d'epoca della collezione di Giuseppe Romano e con altre immagini, pubblicate ad aprile su Palermo.Blogolandia.It. Niente di che dal punto di vista tecnico, spero di avere anche stavolta realizzato l'obiettivo, cioé muovere la nostalgia nei confronti di una Palermo che non c'è più, tolta di mezzo dall'abuso edilizio mafioso, ed esortare al rinnovamento, ponendolo al di fuori dell'ambito della speranza. Se vi va, potete vedere le puntate precedenti, sfogliando questa pagina.



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categoria:storia, palermo ieri e oggi
17/04/2008


Dopo aver concluso la lettura della "Storia della Mafia Siciliana" di John Dickie (vivamente consigliato), da cui sono scaturiti due post, l'uno sul rapporto tra Forza Italia e Cosa Nostra e l'altro su Giuseppe Pitré, ho deciso ieri di acquistare il libro di Saverio Lodato, intitolato "Ho ucciso Giovanni Falcone", il cui protagonista è Giovanni Brusca, colui che azionato il telecomando che uccise il giudice palermitano nel maggio del 1992: ieri notte, prima di addormentarmi, ho letto i primi due capitoli. Nel primo si racconta il modo in cui il boss di San Giuseppe Jato fu arrestato, mentre nel secondo si narra la sua iniziazione a Cosa Nostra. Ciò che ho subito notato, tuttavia, è il riferimento al fatto che i proventi del libro saranno devoluti in beneficienza. Verso chi, mi chiedo. Quell'uomo, o bestia umana che dir si voglia, che dovrebbe uscire dal carcere quando avrà compiuto 64 anni, in virtù del fatto che si è pentito, ha ucciso "molto più di cento - persone -, di sicuro meno di duecento". E' stato colui che, ad esempio, ha sciolto nell'acido il corpo del piccolo Giuseppe Di Matteo. Conoscere la sua storia è importante, in quanto apre con ancora più forza e violenza gli occhi dei siciliani in relazione alla peste mafiosa e se avessi potere decisionale, proporrei l'inserimento della storia di Cosa Nostra nei programmi scolastici siciliani, giacché la lotta all'organizzazione criminale deve essere anche culturale. Non sarebbe affatto una cattiva idea, non pensate? Anche perché la mafia c'è: il silenzio non coincide con la sua assenza e fa più paura così che quando spara, giacché palesa ordine in corso. A Palermo si sa che il racket è pagato dalla maggioranza assoluta dei commercianti, nonostante i proclami, nonostante le associazioni, nonostante i tentativi istituzionali di soffocare il fenomeno del pizzo. Da ciò ne consegue che tutti sappiamo parlare ma pochi sappiamo agire. Ad esempio, c'è chi non si sognerebbe mai di scrivere un post del genere per paura di ritorsione ma io me ne frego del timore. Sono un pesce piccolo, ovviamente: non mi attendo mica una lettera minatoria con un proiettile allegato, però a Palermo c'è ancora troppa paura perché ci stanno loro, di certo non più forti come prima ma sempre influenti. A tal proposito sogno un esecutivo che possa tornare a combattere con rigidità il fenomeno mafioso, aumentando la durezza del pugno, portando il nemico alla visibilità per eliminarlo in maniera definitiva, in quanto Cosa Nostra non è uno stato d'animo, così come pensavano assurdamente molti intellettuali del secolo scorso, responsabili dell'uguaglianza siciliano = mafioso, bensì un'organizzazione umana e dunque destinata alla scomparsa così come tutte le cose che hanno a che fare con l'uomo. Si dovrebbero mettere da parte i proclami di eroismo su Mangano, giacché sono pericolosi e fuorvianti, derivanti da chi dovrebbe palesare tutt'altro che simili esternazioni e ci si dovrebbe concentrare sulle varie modalità della lotta alla mafia, che deve essere frontale, militare, sociale e culturale. Ci tengo a precisare, in relazione a ciò, che il precedente esecutivo di Silvio Berlusconi è stato quello che ha fomentato la caccia senza confini ai mafiosi: l'arresto eccellente fu Bernardo Provenzano; ricordo, inoltre, che il regime del 41bis divenne norma permanente proprio con il leader del Popolo della Libertà al governo e, a proposito del libro che sto leggendo, nell'indice dei nomi citati da Brusca non c'è quello di Berlusconi. Con ciò non voglio assolutamente sostenere che lo scorso governo di Prodi fu meno attento alla lotta contro Cosa Nostra, giacché essa non ha alcun colore politico. Ad esempio, furono catturati i Lo Piccolo. Però bisogna dare continuità a tutto questo, con estrema durezza ed unità. Io ho fiducia che le cose possano definitivamente cambiare.
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categoria:storia, cronaca, attualitĂ , palermo ieri e oggi
11/04/2008
Accade spesso in questo blog, quando paleso la mia appartenenza politica a Forza Italia, che taluni commentatori mi esortano a scrivere la mia su Marcello Dell'Utri e, dunque, sul rapporto tra il partito di Silvio Berlusconi e Cosa Nostra. Ebbene, è arrivato il momento di soddisfare queste domande.

Innanzitutto, io non sono portatore della verità assoluta e non pretendo che la mia sia considerata primaria rispetto alle altre: ciò che leggerete è il mio commento che si basa sui fatti e non sul sentito dire, perché ho sempre ritenuto fondamentale che il pensiero debba essere fomentato dall'effettualità.

Cominciamo dalla mafia.

Ricordo a chi non mi conosce che io sono palermitano e che so benissimo cosa accadde nella mia città in seguito alle uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (nel 1992 avevo 11 anni). Ho anche qualche memoria su quello che avvenne prima, su com'era Palermo e su com'è diventata.

E la mafia è nata a Palermo, più che in Sicilia. Le premesse della criminalità organizzata sono da ricercare nel tessuto socio-politico-economico dell'Ottocento, soprattutto della sua seconda parte, quella che condusse all'Italia unita. E ciò che avvenne dopo l'unificazione non fu rose e fiori per la mia terra, anzi. Però non voglio scrivere sulle origini, bensì sulle caratteristiche di Cosa Nostra. E' uno Stato d'ombra, in primis e non un anti-Stato che ottenne consenso omertoso in una società senza Stato, cioé quella siciliana. E' uno Stato in quanto ha l'obiettivo di controllare il territorio; ha la sovranità sulla popolazione residente nel suo territorio ed il pizzo equivale alla tassa di un esecutivo legale. Ha un obiettivo economico, in quanto cerca di realizzare un profitto da ricavare da tutto ciò che si può spremere. All'inizio, una delle maggiore risorse per la mafia furono le coltivazioni dei limoni (la Conca d'Oro alimentava enormemente il mercato degli agrumi internazioni e gli inglesi ne sanno qualcosa in relazione al loro the), poi ci furono le zolfatare ed oggi c'è soprattutto il traffico degli stupefacenti, un business che ha reso gli uomini di Cosa Nostra ricchissimi.

E la mafia ha sempre avuto la necessità di non avere ostacoli e la migliore protezione in tal senso non può che non essere la politica. Se Cosa Nostra, infatti, non avesse avuto l'apporto di uomini politici influenti, già sarebbe scomparsa da quasi cento anni. Ci furono momenti, infatti, in cui poteva essere annientata ma non si volle dare credito a chi avrebbe potuto farlo e non si volle ascoltare chi urlava che a Palermo c'era qualcosa di storto e soprattutto di organizzato. Pochi miei concittadini, ad esempio, hanno sentito parlare di Gaspare Galati e di Ermanno Sangiorgi. Di Emanuele Notabartolo, inoltre, alcuni sanno che è semplicemente una via, nei pressi del Giardino Inglese, disconoscendo che fu la prima vittima eccellente di Cosa Nostra. E ci furono tanti altri uomini che cercarono di aprire gli occhi a coloro che riscaldavano le poltrone a Roma: Filippo Antonio Gualtiero, Diego Tajani, Giovanni Nicotera, ecc. La prima vera lotta alla mafia si fece quando al governo c'era Benito Mussolini, che decise d'inviare in Sicilia Cesare Mori, il prefetto di ferro per toglierla di mezzo, che ottenne alcuni successi storici, come quello che derivò dall'assedio di Gangi, in cui furono arrestati 130 latitanti e 300 complici. Il fascismo decise di dichiarare guerra alla criminalità organizzata perché le due forze erano incompatibili. Il pentito Antonino Calderone dichiarò che il regime fascista di Benito Mussolini aveva reso la vita dei mafiosi "dura", perché "molti venivano mandati all'Isola dall'oggi al domani... dopo la guerra non c'era quasi più mafia". Il fascismo pretese di avere risolto il problema ma non era così: indusse al silenzio Cosa Nostra, gli mise paura ma non ce la fece a dare il colpo di grazia. La mafia respirò quando fu rovesciato Mussolini e tornò di nuovo in carreggiata. Ancora oggi si dice in giro che uomini d'onore aiutarono gli americani a sbarcare in Sicilia ed in relazione a ciò c'è la leggenda di Don Calogero Vizzini e il foulard giallo.

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30/03/2008


A Palermo c'è una lunghissima via intitolata a Giuseppe Pitré. Costui fu un importante scrittore e antropologo italiano e si suoleva definire un "demopsicologo". Nel capoluogo siciliano c'è anche un museo etnografico che ha il suo nome. Ora, sto "divorando" con passione ed interesse la Storia della mafia siciliana di John Dickie e lì si legge:

"Ecco come definiva la mafia nel 1889: La mafia non è setta né associazione, non ha regolamenti né statuti. Il mafioso non è un ladro, non è un malandrino... La mafia è la coscienza del proprio essere, l'esagerato concetto della forza individuale... Il mafioso vuol essere rispettato e rispetta quasi sempre. Se è offeso non ricorre alla Giustiizia, non si rimette alla Legge. [...] Per un lungo, lunghissimo periodo, Pitré fu un talismano per i criminali siciliani e i loro avvocati; a metà degli anni Settanta del Novecento la sua compiacente definizione della mafia fu addirittura citata in un'aula di giustizia da Luciano Leggio, il temutissimo boss corleonese. Non è probabilce che Pitré fosse propriamente un membro della mafia. Ma è un fatto che all'epoca della prima rappresentazione di Cavalleria Rusticana (1890) lavorava nel governo locale di Palermo a stretto contatto con un deputato da lui fervidamente proclamato "vero gentiluomo... correttissimo e onesto amministratore". Solo che "l'onesto amministratore" era il più famigerato mafioso della fine dell'Ottocento, un uomo che rappresentava una smentita vivente di qualunque possibile nozione della mafia come una realtà arretrata: don Raffaele Palizzolo". Ed a proposito del processo per l'omicidio di Emanuele Notabartolo, prima vittima eccellente della mafia, si legge: "Un teste la cui deposizione fu seguita con particolare interesse fu Giuseppe Pitré, il folcrorista. Il professore di demopsicologia fornì una dichiarazione entusiastica della personalità di Palizzolo (i due erano colleghi nell'amministrazione comunale palermitana). Pitré affermò che il fatto che  in gioventù Palizzolo avesse scritto un romanzo dimostravfa che il suo era "un animo gentile, devoto alla virtù, avverso al vizio ed a qualsiasi turpitudine". Richiesto di definire la mafia, Pitré spiegò che le sue origini risalivano alla parola araba "mascias", la quale designava un'esagerata consapevolezza della propria personalità, una riluttanza a piegarsi alla prepotenza che nelle classi inferiori poteva condurre al crimine". Ora, per chi non lo conosce, Raffale Palizzolo fu il mandante dell'omicidio di Emanuele Notabartolo ma fu assolto dalla Cortedi Assise di Firenze per insufficienza di prove nel 1905, grazie ai suoi importanti appoggi, soprattutto politici. Quando quattro anni prima, tuttavia, fu condannato, "il demopsicologo Giuseppe Pitré si fece promotore della creazione di un Comitato Pro Sicilia allo scopo di esprimere la pubblica indignazione suscitata dalla condanna di Palizzolo, vista come un attacco contro l'isola nella sua totalità. Duecentomila persone vi aderirono per mostrare il loro sostegno all'iniziativa. [...] Non è affatto impossibile che l'annullamento della sentenza bolognese sia stata un'offerta di pace alle forze organizzate intorno al Comitato Pro Sicilia".

Ora, Giuseppe Pitré fu uno dei letterati palermitani più rilevanti, però questa macchia, poco conosciuta, pesa come un macigno. Brevemente ritengo che bisognerebbe cominciare ad approfondire per bene la storia della mafia, giacché per sconfiggerla occorre "sparare" anche con l'arma della cultura e della diffusione capillare di essa. E non sarebbe male se qualche via perdesse il suo toponimo, magari per assegnarlo a gente come il questore Ermanno Sangiorgi, il quale può essere considerato come l'antenato professionale di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
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categoria:storia, palermo ieri e oggi
12/03/2008


All'età di 110 anni è morto Lazzaro Ponticelli, italiano immigrato in Francia, che fu soldato durante la Grande Guerra. Potete leggere la sua storia in quest'articolo del Corriere della Sera. Ora, ho letto molto su quel conflitto, la cui fine pose le basi della seconda guerra mondiale. La pace di Versailles, infatti, stipulata nel giugno del 1919, dopo 5 mesi di trattative, fu così esasperatamente dura nei confronti dei vinti che i tedeschi covarono un'ira così profonda da cui scaturì costui:



Anche agli italiani non piacque, perché non gli si diede il merito della vittoria, che fu mutilata e tra quelli che s'incavolò parecchio ci fu Gabriele D'Annunzio, il quale diede la colpa alla classe dirigente di allora, chiedendone a gran voce una nuova. Come lui la pensavano in tantissimi e da quel malcontento derivò questa persona:



La dittatura nazista e quella fascista, infatti, nacquero dalla voglia immediata, tedesca ed italiana, di riscattare il proprio onore perduto e di rinnovare velocemente la classe politica, in quanto risultante incapace in maniera democratica di soddisfare l'esigenze della società. Adolf Hitler e Benito Mussolini furono le risposte a ciò che fu inizialmente causato proprio dalla Pace di Versailles. So benissimo che la storia non si fa con i periodi ipotetici, ma se alla fine di quei primi 5 mesi del 1919 i grandi vincitori europei, gli inglesi ed i francesi (gli Stati plutocratici a cui dichiarò guerra il Duce), avessero avuto un pugno meno duro, allora trent'anni dopo forse la Polonia non sarebbe stata invasa dall'esercito nazista. Bastava, magari, che i potenti di allora leggessero con il cuore la poesia di Siegfried Sasson, intitolata Aftermath, March 1919:

Avete già dimenticato?
Abbassate gli occhi e giurate in nome dei caduti in guerra che non dimenticherete mai.
Ricordate i mesi bui quando difendevate il settore di Mametz,
le notti di guardia e di filo spinato e scavi e sacchi di sabbia sul parapetto?
Ricordate i topi; il fetore dei cadaveri putrefatti davanti alla prima linea di trincee,
e l'alba che spuntava, bianchiccia e gelida, e la pioggia incessante?
Vi fermate mai a domandarvi: "Succederà ancora?".
Ricordate quell'ora di frastuono prima dell'attacco,
e la rabbia, la cieca pietà che v'assaliva e vi scuoteva allora
mentre sbirciavate le facce condannate e smunte dei vostri uomini?
Vi ricordate i feriti in barella che tornavano traballando con occhi
morenti e teste ciondolanti, quelle cineree
maschere dei ragazzi che un tempo erano così vivi, e gentili e gai?
Avete già dimenticato?
Alzate gli occhi al cielo e giurate in nome del verde della primavera che non dimenticherete mai.

Purtroppo, dimenticarono:




 
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categoria:storia
03/03/2008
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categoria:storia, palermo ieri e oggi
11/02/2008
Un 27enne di Trofarello, località in provincia di Torino, è stato arrestato oggi dai carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti. Affranto il giovane ha spiegato di essere ricorso a quell'attività illegale per pagarsi le cure dentistiche.

Il primo marzo 1937 il Podestà del Comune di Contessa Edelina, in provincia di Palermo, ha certificato che "la nominata Gloriano Pasqua, figlia di fu Nicolò", nativa e residente del luogo, "è povera ai sensi di legge". "E perchè consti si è fatto il presente, che si rilascia sulla richiesta della interessata per uso assistenza sanitaria".

Per visionare il certificato autentico, cliccate qui (proviene dalla collezione di Giuseppe Romano, protagonista dell'urban blog di Palermo).
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30/01/2008
Ho appena pubblicato nell'urban blog di Palermo questo video che ho realizzato oggi. Buona visione.


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categoria:storia, palermo ieri e oggi
27/01/2008


Grazie a Dio oggi sto esistendo, perché mia nonna Ester non è stata catturata dai nazisti. Lei è sopravvisuta e di conseguenza lo sono pure io. Ma milioni non ce l'hanno fatta.



Aggiornamento 18:22: Previa segnalazione della blogger che cura Liberali per Israele, ho avuto il doloroso dispiacere di leggere questo post (e sono riuscito ad arrivare soltanto alla sesta domanda, senza avere la forza di proseguire oltre). Lì ho pubblicato un commento in cui evidenzio che quelle parole meritano di essere perseguitate a livello penale: c'é chi, infatti, usa la libertà di manifestazione del pensiero in maniera assolutamente sbagliata. Quelle parole, d'altronde, configurano il reato di apologia del nazismo. Tempestiamo quel post di commenti negativi!

Aggiornamento 19:43:
L'autore del post ha appena cancellato ciò che ha scatenato l'ira mia e di molti altri. Una piccola battaglia vinta nel giorno della memoria.

20.02: L'autore di quella schifezza ha pubblicato questo commento in questo post: "
Caro Walter, gridi vittoria troppo presto.  Ho avuto infatti dei problemi col blog e ora anche col mio sistema operativo. Sicuramente qualcuno non ha gradito e ha deciso di farsi giustizia da solo. Eh si... il giorno della memoria  comprensione e tolleranza
".

Sono felice che ciò sia accaduto.
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categoria:storia
30/12/2007


Francesco Totti e Ilary Blasi hanno chiamato la loro bambina Chanel. Gianluigi Buffon e Alena Seredova hanno chiamato il loro primogenito Louis Thomas. Alessandro Del Piero ha optato per Tobias, mentre Lapo Elkann per Oceano.

C'era un tempo in cui i genitori chiamavano i loro figli con i nomi dei nonni a prescindere dal cognome... così è accaduto un Angelo Della Morte e un Santo Campo, però 'sti nomi che i vip stanno appioppando ai propri pargoli sanno di ridicolo... ma ci pensano che un giorno essi cresceranno e dovranno fare i conti con i terribili compagni di scuola? Immagino di già le battute triviali, tipo: Chanel numero 5 (magari dopo un'interrogazione di francese), padre Tobias...


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categoria:storia, attualitĂ 
14/12/2007


Fabio Capello
è il nuovo Commissario Tecnico della nazionale Inglese. Questa non è una notizia meramente calcistica ma intacca pure la storia dello sport più amato dagli italiani e vi spiego brevemente il perché. Tutti sappiamo che il calcio moderno è nato in Inghilterra, quantunque l'ispirazione fu data dal calcio fiorentino del Medioevo. Sappiamo, inoltre, che gli inglesi ci tengono a questo protagonismo storico a tal punto che la loro nazionale non partecipò ai primi campionati del mondo per snobismo, perché si sentivano troppo superiori ma compresero il loro errore nel 1966, quando decisero per la prima volta di fare sul serio ed alzarono al cielo la Coppa Rimet a casa loro, seppur con il goal sì - goal no della finale con la Germania dell'Ovest. Gli inglesi, poi, non hanno mai voluto bene al calcio italiano, sia per l'invidia crescente nei confronti di uno stile che si è fatto più vincente nel corso degli anni, giacché da noi conta più la sostanza che da loro. Ci dicono, inoltre, sempre che siamo catenacciari, soprattutto quando vinciamo contro di loro: ce lo rinfacciarono, ad esempio, in occasione della storica vittoria di Wembley del 12 febbraio 1997 grazie ad un goal di Gianfranco Zola, che tra l'altro allora giocava nel Chelsea degli italiani (c'erano anche Vialli e Di Matteo). In conseguenza di ciò e di altro, il calcio italiano non può che essere superbamente orgoglioso che la nazionale inglese sarà allenata da Fabio Capello, in quanto ciò significa che da quelle parti hanno finalmente compreso che noi ci sappiamo fare con una cosa fondamentale in una partita ufficiale: la vittoria. Siamo pur sempre i Campioni del Mondo.
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categoria:calcio, storia
10/12/2007
I post sull'amore hanno generato oltre 500 pagine viste nella sola giornata di ieri, segno che l'Amore ha sempre il suo fascino nei lettori della blogosfera. Si può criticare o meno la scelta di aver pubblicato le lettere di Filippo e Rosetta ma è un dato di fatto che ne è conseguita una discussione sull'essenza dell'Amore abbastanza interessante. Ora, non esiste solo l'amore di una coppia di innamorati ma anche quello che lega una madre al figlio: si tratta di un sentimento che ha persino un quid di sovrannaturale, un insieme di emozioni che deriva dallo straordinario fatto che la donna crea in sé il proprio pargolo ed è questo il miracolo più grande della vita. Ed oggi vi propongo un esempio epistolare di questo, un esempio composto e volutamente formale in cui si comprende parimenti l'angoscia di una madre, il cui nome è Virginia, perché non ha avuto ancora notizie sul figlio Goffredo impegnato in non si sa quale fronte della Grande Guerra. La lettera in mio possesso è un documento originale:

Lettera del 1916

4 Giugno 1916

Caro Ciccio,

volentieri aderisco all'Opera a favore degli orfani dei morti in guerra. Sottoscrivo come socia affettiva e per tutto il tempo che piacerà a Dio, di mantenermi in vita. Scriverai quindi ciò che crederai nella schedina che ti rimando da me firmata. Spero avrai buone notizie dei tuoi figli - noi in grande preoccupazione per Goffredo ignorando ove egli sia in questo momento - Lo sapevamo in riposo ad Aquileia ma dalle sue brevi cartoline, che da qualche giorno ci arrivano, l'ultima delle quali, in data del 27, ci fanno supporre che dev'essere già tornato in linea e che lo tenghi celato per non angustiarci maggiormente; che il Signore lo assista e lo protegga come ha fatto fin'ora. Accetta i miei più cordiali saluti anche per tuo padre - A Caterina un bacio affettuoso.

Illustrissima Virginia.

P.S.: Quando scenderò in città ti farò pervenire la mia prima contribuzione.


Anche in questo caso si tratta di una lettera comune, di una donna qualunque indirizzata ad un uomo qualunque, di cui non sappiamo nulla né sapremo mai qualcosa. Di Goffredo, ad esempio, non avremo mai la notizia se sia ritornato o meno dal fronte ma anche in questo caso tendiamo ad essere positivi, giacché tra il bene ed il male, quando si ingnora un fatto, bisogna sempre pensare al primo. Immaginiamo, comunque, l'angoscia di una madre (e di un padre) nel comprendere che il figlio non dia notizie di sé in quanto è probabilmente a combattere da qualche parte. E da ciò ne deriva la solidarietà della donna verso coloro che già sanno che non tornerà più un caro vivo dalla guerra, accettando di contribuire al versamento di una quota fissa per gli orfani dei caduti, con la speranza di non soffrire il medesimo dolore.
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categoria:storia, quotidianitĂ 
09/12/2007
Filippo e Rosetta non avrebbero mai potuto immaginare che 51 anni dopo le loro intimissime lettere sarebbero state pubblicate su un blog. Di loro non sappiamo nulla, non sappiamo nemmeno se si sono poi sposati nel mese di settebre del 1956, ma a me piace credere di sì; non sappiamo se poi hanno avuto una vita felice e non sappiamo se sono ancora tra di noi. Abbiamo conosciuto, però, chi erano attraverso le loro parole: siamo entrati nella loro vita di allora, siamo stati lontanissimi testimoni del loro ardore. E non so se la stessa cosa vale anche per voi, però adesso ho una enorme curiosità di saperne più di loro ed indagherò, non solo sperando di trovare qualche altra lettera, ma soprattutto cercando e magari ottenendo informazioni che mi possano condurre a loro. Abbiamo letto che furono pienamente immersi in un amore compiuto, un amore che è passione ed affetto allo stesso tempo (e Catullo soleva dire alla sua Lesbia te amo et te bene velle). Un amore del loro tempo, da tenere lontano dagli occhi indiscreti e dalle critiche delle malelingue, da vivere con pazienza, da godere in ogni momento possibile. I due fanno una distinzione tra sesso e passione carnale e la differenza sta nell'assenza di poesia nel primo: Filippo e Rosetta, infatti, fanno spesso riferimento all'importanza che l'ardore sia poetico, altrimenti perderebbe di significato. Divertentissimo è poi il modo con il quale raccontano le loro vicessitudini erotiche, spesso boccaccesche. Filippo è metaforico e fa riferimento al suo membro usando tue termini: tenente e essere. Ed assistiamo persino ad una sorta di dialogo con l'individuazione carnale della sua sessualità, che sembra uscito dall'estro artistico di Moravia. Rosetta, invece, è più "volgare" (come la definisce qualche volta il suo "maritino"), cioé è più sfacciata ed è memorabile la dichiarazione del suo desiderio di spogliare il fidanzato a mare. Il sesso è considerato come una naturale espressione dell'amore, una necessaria derivazione dell'affetto che provano l'uno per l'altro. Ed i due si amano alla follia e si riempiono in continuazione di parole dolci ed usano sovente epiteti quali "amore mio eterno", "gioia della mia vita", ecc. Filippo, inoltre, dimostra di avere ben definito il proprio modus vivendi e si sforza a scrivere nell'italiano migliore possibile, spesso ricorrendo a vocaboli palesemente ricercati per fare colpo. E' un uomo che ha un'officina meccanica a Piazza Armerina, ma è pieno di debiti e se potesse, regalerebbe il mondo a Rosetta. Ella, invece, sembra avere qualche problema di salute: sia la donna che l'uomo, infatti, fanno riferimento a "visite", a "dolori" ed è inquietante il riferimento al sangue che non riesce a controllare, ma che non ha impedito alla donna di andare al cinema a vedere un film, di cui ha seguito solo il finale. Forse è tubercolotica, perché forse lavora in una miniera. Trascrivere le lettere non è stato facile, perché la grafia dei nostri due promessi sposi non è stata sempre chiara, anzi spesso ho avuto così tante difficoltà che ho dovuto capitolare ed usare la parentesi con scritto "parola incomprensibile". Ma è stato uno stupendo viaggio nel cuore di due semplici siciliani e mi auguro che non sia già finito, giacché la nostra società ha bisogno di genuinità come la loro e di recuperare la beltà dell'Amore, la poeticità dell'Ardore, la pazienza della Relazione.

Eccovi, infine, due fotografie. La prima immortala una busta contenente una lettera di Rosetta con tanto di impronta delle sue labbra. La seconda, invece, riguarda la grafia di Filippo.

La lettera di Rosetta con il bacio

La lettera di Filippo

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categoria:storia, quotidianitĂ 
09/12/2007


Nel 1956 la prima trasmissione televisiva era vecchia solo di due anni e gli italiani stavano imparando ad essere più uniti socialmente ed a parlare una sola lingua, da Bolzano a Lampedusa. Per internet bisognava aspettare tantissimo tempo e le comunicazioni personali avvenivano, se non era possibile farle face-to-face, più con le lettere che con il telefono, che allora non possedevano affatto tutti. Ed al 1956 appartiene un carteggio tra due promessi sposi della Sicilia che ho trovato per caso, in mezzo a buste antiche donatemi da mio zio Giuseppe, che condivide con me la passione per la storia di Palermo. Il loro italiano non è assolutamente perfetto, anzi è molto approssimativo e spesso scritto con una grafia incomprensibile ma traspare da esso il tentativo di usarlo per trasmettere emozioni l'uno all'altro, da fare emergere attraverso ogni singola parola di quei fogli ingialliti dal tempo che oggi ho avuto per la prima volta tra le mani. Ed ho deciso stanotte di riportare alcuni passi di queste lettere, non correggendo nulla ma regalandoveli così come sono. Non so se i due nostri prossimi protagonisti siano ancora vivi o meno ma vi svelo di già i loro nomi: si trattano di Filippo Castrogiovanni, che aveva un'officina meccanica a Piazza Armerina (in via Mazzini 120), e di Rosetta, il cui cognome non riesco a decifrarlo, che scriveva da Licata, precisamente da Corso Roma 89. La donna quando scriveva all'uomo, sulla busta introduceva il suo nome con Egregio Signor, un appellativo formale che cozza troppo con il tono delle parole delle lettere.

Licata 4 maggio 1956

Maritino mio dolcissimo scusami tanto se ti scrivo di pomeriggio invece di questa mattina e ò un dolore al cuore che non ti arriva domani dato che la posta è già partita, avrei voluto farlo ma mi fu impossibile dato che appena partisti (parola incomprensibile) perché per farsi i capelli e terminai all'una di lavorare ma pazienza ti arriverà dopo domani però faccio una cosa ti mando un biglietto domattina per tenerti un po' di compagnia te lo mando con il nipote di Mario acettilo uguale senza scrupoli e dato che ò paura che lo dovrebbe leggere, così sono costretta a scriverlo semplice (parola incomprensibile), che non è educazione dare à una persona estranea una lettera chiusa però sò che tu la gradirai uguale perché ti mando tanti bacioni a non finire (due parole incomprensibili) quelli di ieri e di sabato sera e come pure quelli di (parola incomprensibile). Amore mio vita mia eterna vorrei raccontarti tante cose ma credo che non sono capace, penso alla tua partenza e mi vengono i brividi di freddo sì perché non sono più capace di staccarmi da te sta mattina mi sentivo morire appena tu partisti ò dovuto sfogarmi a piangere se no chissà quando dovevo sofrire molto di più di quando sto sofrendo è amore mio più va è più sofro per la tua lontananza, ma come questa volta te lo dico mai ò sofferto così, troppo doloroso fu stamattina non mi (parola incomprensibile) cuore di staccarmi da te ò signore è meglio che non ci penso più si perché non mai (parola incomprensibile) che questo fino a settembre ò visto che pure tu soffrivi molto amore ma è meglio che lo chiudo questo discorso, vita mia eterna dovrei (parola incomprensibile) anchio ma, bello, poesia della fiammata che abbiamo passato ieri pomeriggio a quella di questa mattina peccato che non gliela faccio ma ti dico che fu proprio bellissima però troppo ci fa sofrire sì perché siamo tanto vicini e non possiamo attaccarci come noi desideriamo per questa mattina fu il colmo ti (parola incomprensibile) che se non c'era Salvatore mi sarei infilata dentro il letto con te. Ti stavo vicino e mi veniva sempre quella tentazione di coricarmi vicino a te amore specie quando ti vedo sofrire (due parole incomprensibili) mi si specchia il cuore ti vorrei fare scapricciare per farti calmare il dolor e questo non è possibile e io ne sofro molto perché ti vorrei aiutare ma farò tutto il possibile che voglio darti la gioia di poterti fare scapricciare e credo che troverò l'occasione di farlo anchio ò tanto bisogno perché vedo che quando tu mi baci e mi stringi mi viene una voglia matta di darmi a te si amore ormai superò i limiti il nostro amore e non può rimanere insenssato quando siamo vicini, ti ripeto che stamani provavo una gioia infinita quando ti stringevo e ti baciavo i brividi che mi venivano a tutta forza e senivo che pure te ti stringevi forte per il dolore e pensare che eravamo così vicini è (parola incomprensibile) che ci voleva un nulla per spogliarmi e mettermi vicino a te amore mio grande, quando poi me ne stavo andando e mi voltai per guardarti ancora una volta e ti vidi con le mutandine con le gambe nude credimi amore Totò mi trateneva, se non era per lui sarei tornata indietro ò che brividi e che dolori che mi vennero ma cosa incredibile quando tu mi mettesti le mani nelle gambe e poi arrivasti nel corpo mi veniva davvero la pelle doca è ò visto che tu ti ritirasti la mano quasi di scatto si perché anche tu ci voleva poco che non ti fermavi più e così amore è come dico io, scrivemelo se è così tesoro mio ma adesso chiudo con questo scritto perché già i brividi e il sentimento sono arrivati al punto che mi fnno dire (hai) però questa notte dovrò molto fantasticare sopra il mio lettino dove ceri tu amore credevo di essere tua moglie stamattina, di come ci carezzavamo, ma adesso torno alla partenza di sta mattina quando tu mettestti in moto la vespa il cuore mio sembrava che non battesse più specie quando tu mi salutasti con l mano mentre ti apprestavi ad andare avevo un nodo alla gola che appena non ti vidi più da lontano non feci che piangere mi dissi che sono stupida tesoro ma è il forte amore che ò verso di te maritino mio sono arrivta davvero più che al massimo dell'amore, certo tu chissà che bella lettera mi scriverai su sabato domenica è lunedì farai forse un pò di poesia su quella roccia dove eravamo soli tu e io peccato che mia sorella venne a disturbarci ma non mi disse niente dopo sennò li avrei risposto che non mi mangiavi tu se restavo sola con te ma fu meglio che non mi disse nulla perché senò li avrei risposto male l'amore mi da un coraggio di affrontare qualsiasi cosa e di sapere rispondere per come e di giusto tu amore non ci badare ai capito? chissà anche tu quando stai soffrendo a questora, posso farci nulla per ora non ci rimane che soffrire fino che non arriva la nostra ora di felicità che cela stiamo sudando per averla. Maritino mio non dici che l' a Piazza già tante persone sanno che ci sposiamo a settembre sai anche qui tanti lo sanno e mi fanno tanti auguri di felicità ormai io dalla gioia io lo griderei al mondo intero sempre che (parola incomprensibile) questo benedetto settembre che per noi sembrerà che non arriverà mai perché tanto lo aspettiamo con ansia. Amore adesso ti debbo chiedere un favore lo so che sono tanto seccante ma non saprei come fare per avere presto la roba che mi serve se ai la comodità che qualcuno va a Catania mi mandi a prendere 3 bottiglie di liquido rosso per la permanente eletrica come quella che mi portasti l'altra volta è un chilo di stagnola per la permanente a freddo (tre parole incomprensibili) ti mando 3.000 £ spero che ti bastino non ti offendere però amore non è cosa che ti comando una volta e poi basta questo cpaita spesso perciò adopera quei soldi fino che dato che se non li avrei ti direi pagameli tu spero di guadagnare (parola incomprensibile) il lavoro non mi manca spero che sia così sempre magari meglio adesso ti bacio ardentemente amore e ti invio delel carezze in tutto il tuo corpo e tocca quell'essere (parola incomprensibile) la tua mano come se lo facessi io e pensami sempre amore ciao vita mia tua Rosetta.

(nella busta in cui c'è questa lettera è presente anche il segno lasciato dalle labbra della donna con il rossetto).

Piazza Armerina, 4 giugno 1956

Mia cara è adorata mogliettina, ecco il solito orario, è sempre il solito giorno di lunedì che mi dedico ha te, agli effetti non me la sento nemmeno di stare allimpiedi avrei di bisogno di un pò di sonno, ma intando pensando che tu mi stai lontana non ne posso fare ha meno, per tanto incomincio ha dirti che ho fatto un ottimissimo viaggio, è di questo sempre ne sono grato a te. Mio dolce amore cosa vorresti che io metterei in questa lettera se non la gioia che mi scaturisce dal cuore? E' adesso ti metto al corrente, pensare che sulla troppa gioia vorrei andare al letto prima per riposare è poi per fantasticare, i momenti belli della mia prenza ha Licata. Ecco ha te amore mio bello è unico nella mia vita che ti raconto il vero è reale sentimento; dal mio arrivo, le cose andarono un pò male, d'altra parte, non potevo predente perciò dovetti fare il paziente, però conscienziosamente ne rimasi male è freddo in quando non mi potevo muovere per nitente, in quando erano tutti atorno, nemmeno poterti abbracciare, è toccare quelle belle e polpose braccia. Sai amore che ci provo un gran piacere toccarti è allora come ti dicevo aspettai con vera pazienza, difatti avevo una voglia matta di stringerti fra le mie braccia, è di questo si (parola incomprensibile) quel piccolo Sifido quando venivano dal porto, mi sentii troncare le braccia, dato che ti stringevo per la strada, cosa vuoi amore sono cose che noialtri stessi abbiamo voluto, è questo è per il forte amore che abiamo, senò come (parola incomprensibile), se fossimo freddi, ecco amore il perché io rimasi freddo, (però tu sei poco comprensiva), scherzo amore, non per tanto ti dico che ancora non sei riuscita ha quello che io ti dissi una volta, ora finisco questo episodio, è prendo quello del sabato, sulla buona notte. Immenso è grande amore mio la stessa sera mi hai dato tutto quello che io desideravo, andai ha letto, dopo un'ora e mezzo circa, non so precisare, perché camminavo nell'aria è non so nemmeno io dove arrivai, so semplicemente che ero allegro è gioioso, avevo non incontrato nessuno per la strada. Dovevo essere solo, però avevo una compagnia che quasi quasi era un pò seccante, voleva per forza essere pigliato per la mano, non io se lo hai capito, era il mio (essere) credimi amore non si calmò per niente. Difatti volle cosa facevano quei due? è inspiegabile per la spiaggia ma per lo scoglio no: ha visto due esseri amarsi, stringersi, non so se altri ce ne siano statti, non so che cosaltro ha visto quel scoglio, so semplicemente che se lui potrebbe parlare, direbbe il suo verdetto in merito ha quei due, direbbe che era una vera copietta è che si amavano, solo questo potrebbe dire, non potrebbe penetrare nei nostri cuori, se invece, di uno scoglio di pietra fosse statto qualche essere vivente che ci avrebbe compresi, ne sono certo che si sarebbe comoso, trasportandoci la dove nessuno ci vedeva ma questo era di pietra (parola incomprensibile) è pungente, però ci diede aggio di potere vedere quelle sue colonne tondi è diritti che regono (parola incomprensibile) il tesoro mio, ecco cosa ha fatto il scoglio, non avevamo parole di buttare fuori, sentivamo solo il bisogno di stringersi è accarezzarsi. Sì amore bello anche questo ci voleva, è fu bellissimo hai avuto un bel sistema per farmi vedere le tue gambe, però non pensre che io li voglia vedre se sono brutte ho belle, è perché sto diventando un pò vizioso, ecco amore mio, per tanto alla prima occasione sarò io ha scoprirli e ammirarti, vedrai che ci riuscirò, comunque volevo finire l'avventura se così la vogliamo chiamare sullo scoglio ci fu una pausa proprio quando i nostri cuori si erano inteneriti, fu un attimo che sentivo una (parola incomprensibile) saltandoci dietro mi prve spuntare in mezzo ha quel mostruoso scoglio tutto spinato, è oscuro, sulla mia città, uno spetro che ci diceva di levarci di la perché (era troppo comodo) bufera sul mare ci avrebbe (parola incomprensibile). Ma guarda un po come non hanno pietà di noi, è intanto avendo paura i qualche cavallone ce ne siamo scesi, però quando niente ci troviamo un posticino quasi incantevole, si è lo era perché era fuori all'aperto, però tu amore stavi scomoda, ma itanto ha me mi piaceva, è sicome non potevamo fare altro che accontentarci così ma ti dico amore mio che era bellissimo. Adesso amore mio non posso più continuare in quando ancora ho meglio sento che sto mettendo sull'attenti quell'essere mi incomincia ha venire quel solito dolore, che ancora non è passato è lieve ma ci vorrebbe un medicinale che la farmacia non hanno, io chi ce la, non farmi un oltraggio al mio dolce è passionato amore, è sicome questo io non lo voglio (parola incomprensibile) fino all'ultimo ha (parola incomprensibile) di rimanere a fare quella passeggiata perché avevo paura che mi veniva quel dolore che tu sai, intendo ti dico, che era troppo agitatto è andai ha letto senza alcun dolore, ho forse l'avevo lieve non so precisare, dato che era ancora nella (luna) il fatto è che non ho parole come ringraziarti. Questo si chiuse nello stesso sabato, che cosa avenne nella domenica? (Mamma mia) (come faccio) gioia mia ti dico che sono è vivo meglio di un sovrano, lui ha soldi ma non avrà è non lo ha quello che io ho, si lo dico perché è vero io ho te è sei un vero tesoro, sei più ricco ancora di quello che può avere un sovrano, è di questo me ne godo uin quando sono io ad amministrarlo, per tanto ti dico che la domenica dopo aver mangiato lo (parola incomprensibile) ha posta andare nel divano, pensando che qualcosa ci univa, difatti non mi posso lamentare, anzi debbo dire che ci provai un piacere immenso dato che ero sdraiato è tu mi svegliavi è tu di questo piacere ne puoi dire qualcosa, in quando (due parole incomprensibili) eravamo diversi, tu straiada ed io svegliato, per tanto continuo, ti vedevo dal basso in alto e ci provavo un piacere scuisito, poi quei baci che scendevano di fuoco quel viseto sorridente che mi guardava, in sostanza ci era la vera poesia, ma cosa successe subito dopo ero quasi addormentato quando ad un tratto mi vidi qualcosa cadere è entrare nelle mie labbra, pensai che era uno scherzo, ma poi chi avrebbe scherzato se non la mia mogliettina? allora pensai che non poteva essere uno scherzo, pensai che era la (lingua) allora mi stavo (parola incomprensibile) per stringerla è mi sfuggii tutta aduntratto, tanto che dissi in me, peccato che occasione, ma tutto questo fu in due secondi esagerato, è per giunta mezzo addormentato, amore mio bello, io bramo per te, è anche tu per me è lo so, è datto tutto questo amore se questo faccia non è piaciuto, oppure, è schifoso, no amore invece ci facessimo invidiare se qualcuno lo sapesse, perché sono rari coloro che si amano come noi, è perciò se qualcuno ho qualunque ieri si indispettì, io credo che ha torto ha se stesso se ci giudica male, in quanto lei sa come noi ci amiamo per tanto voglio continuare di questo perché sciupo carta è tempo, parlo invece di cose sostanziose, è mi riferisco ha quel scoglio. Ecco cosa erano quei due? chi erano quei due? ha quattro piedi ho statto fino adesso è starò fino ha quel fatale giorno, poi penserò io ha farmi passare tutto questo male, ho meglio sarai tu la medicina per guarirlo, avolte penso, ma d'altra parte lei che ne sapesse se io andrei ha sfogarmi? ma poi arrivo al punto di ofendermi io stesso, e mi dico che sono incauto pensando questo, è percio stringo la cinta è l'essere si fa risentire, chiedo anche lui non vorrebbe macchiarsi più adesso che è tutto pulito da quel cingillo bello è profumato, se io farei una cosa del genere, per tanto amore mio ti dico che ci saprò resistere è con gioia, difatti ti stavo dicendo questo dche io scrivendo questa lettera lui si è messo al lavoro è vorrebbe data retta, ed io li ho detto di stare giù senò lo piglio ha schiaffi, difatti vorrei concludere la fine, come si è chiusa la mia venuta è chiudo non ci riesco più in quando non mi fa scrivere mi fa voltare e rivoltare, è poi scrivendo queste cose mi sta mancando la carta, per tanto io vorrei arrivare ha dire che stamattina se Salvatore sapevo che dormiva mi avrei divertitto, ho scapricciato di più, quello che tu hai fatto è grande, grandissimo, però vidi che tu sofrivi è avevi di bisogno di apogiare le spalle, ma la posizione era male è non potevi fare niente, per tanto questo discorso lo tenterò nell'altra lettera, però sarei curioso se dormisti la sera ha pensarti quello che dovevi fare stamattina io scommetterei la testa che tu ieri sera andasti male ha letto come ci andai io, è allora ti mettesti ha studiare, io invece andai ha letto è pensai quello che tu pensasti. Si forse, dissi fra me se stamattina lei salisse, sarebbe una cosa buona, però dovrebbe essere di buon mattino: Tesoro mio ha quando vedo ci dividiamo pure i pensieri, difatti mi svegliai presto, è sentivo la mamma allora pensai che tu stavi male, invece tutto ha un colpo sentii un colpo di tosse, mi sentii scuotere il corpo è risposi con un altro colpo di tosse, ecco che sempre la fatalità, ti giuro che come ti sentii salire la sala ero disteso scoperto, è allora mi cercai di coprirmi per paura che Salvatore ci vedesse, ma avrei avuto piacere che anche tu potevi ammirare il mio corpo. (penso ancora che  stai lavorando per arrivare alla miniera). Ti penso sempre. Filippo.




Piazza Armerina, 23 giugno 1956

Amore mio bello ed eterno, incomincio col dirti che questa settimana la lettera anno avuto un (parola incomprensibile) enorme, si perché senza volere abbiamo risposto ha (parola incomprensibile), però tu hai superato il limite, difatti per come ti dissi ricevettu sue lettere mercoledì sera una cartolina venerdì mattina - è che cartolina, non ti azzardere ha mandarmi di più di quel genere, fortuna che io la guardavo di un altro senso, senò avrei commesso qualche fesseria-, tu mi capici è vero amore mio bello? comunque ti dico che quel bellissimo due pezzi lo guardato sotto altra forma, in fantasia mi sembravi tu che mi salutavi con il tuo bel sorriso, comunque è meglio che passo, però ti dico che la gradisci di cuore, in quanto aveva un'espressione che mi  faceva, ho meglio, quel tenente si mise subito al lavoro, sembrava che sollevava un peso, dio questo perché ero (parola incomprensibile), è lui fu talmente capace di sgombrarsi la strada è marciare, per il suo canto, comunque passiamo perché anche tu come leggi queste cose, diventi un ghiaccio - vorrei vedere - è allora riprendo alla sera del venerdì mi arrivò un'altra lettera, oggi sabato non avrei dovuto aspettare, eppure ha mezzo giorno mi vidi spuntare il fattorino sorridente, dicendomi: ma la tua ragazza non ha da fare ha casa? io risposi che non la conosci, però le dico che è diversa di tutte le altre è lo sarà molto di più di un'altra, è con fatica per giunta, è sa trovare il tempo anche per scrivere; lui mi rispose io scherzo però ho notatto che la vuole bene sul serio, in quando la prova è lampande, difatti questa settimana, non ho fatto altro che portare lettere ha lei. Come vedi amore mio bello anche il postino si è fatto un'idea sul nostro grande è imparagonabile amore, è come lui chi ci conosce pensano la stessa costa, avolte mi dicono che siamo esagerati ad amarci così, ma la mia risposta è facile è lampante, per tanto adesso penso ha qualche tuo scritto, incomincio ha dire che mi è dispiaciuto il fatto sulla puntura è che ti ha (parola incomprensibile), è vero che ci pensavo, ma in verità mi addolora, in quando tu sofri èio non ti posso confortare, certo se ci sarei io farei il buon medico, dato che mi credevi capace, però non è come tu dici guarda che io li faccio le punture, però anno un carattere diverso di quelli normali, è si perché le mie solite guariscono gli amalati, ha volte fanno amalare, è sai come facendoti (parola incomprensibile), poi finisce che non puoi adoperare più le vesti, però questo male ha un carattere, attivo è passivo, quello attivo è quando la mogliettina non si dispera in un caso simile, anzi prova anche lei un nonsoché di gioia, invece quello passivo è quando un donna, è golosa sulla natura è poi se ci capita di essere in statto interessante incomincia ha mormorare anche al marito, è di questo ne so qualcosa, perché ne sono al corrente tutt'oggi. Vedi amore mio è gioia della mia vita ti sto riempiendo un foglio di fesserie, pure che io ti volessi ricordare qualcosa invece mio amore mio bello, io ti conosco abastanza, è ne sono sicuro che ci piglieremo la vita come viene, è necessario che i nostri errori siano sempre felici, è poi noi già sappiamo quello che dobbiamo fare, certo è una cosa poco soddisfacevole ma si tratta di buona volontà, è di forza, io chiedo di averla, però tu mi devi aiutare, come vedi ho di bisogno sempre del tuo aiuto, ha questo punto mi trasferisco ha quasi 5 mesi ha dietro, allora non me ne hai dato per niente, è io ti ho ammirato è stimato di più però era un bel periodo per te che anche superficialmente io ti toccavo, ma tu ha me no, è io sofrivo maledettamente, sai quante volte me ne andavo ha casa con il solito dolore? mi ricordo una sera, ebbi un po di largamano per toccarti, è quando me ne andai sembravo che avevo i geloni nei piedi di come camminavo, ma questo te lo sto dicendo adesso perché ormai io consideravo già sparissi, ma allora potevo parlare nonostante tu te la godevi, è io me la "legavo" è pazienza però era una vita più comoda di oggi, mica mi lamento di te amore mio bello, anzi quello che fu è insuperabile è dato che sono ha questo punto, vorrei dirti, sotto il scritto della tua lettera, che mi dicevi che se vengo domenica farai tutto il possibile di salire di notte come avevo prospettato, vedi amore mio bello questo particolare spero di ricordarmelo è dirtelllo non appena arrivo, comunque lo (due parole incomprensibili) qua così ti farai convinta, ecco amore mio bello, quell'ato deve essere fatto all'improvviso, è non riflettuto, perché io so che le cose studiate non riescono mai, perciò non vorrei che dovresti avere qualche dispiacere con i tuoi familiari, per darmi il piacere a me, capisco che anche tu ha il piacere, però tu devi ben guardare cerca di essere prudente, è forte. Ora passo avanti col dirti che questa settimana sei statta triste perché hai fatto dei brutti sogni, amore mio bello è infinito cerca è fai il modo di non pensare hai sogni, cerca di sorvolarci di sopra, perché se tu ratristi mi (parola incomprensibile) il tuo fisico, è questo fa male anche a me, so che non lo fai per cattiveria, comunque ti supplico fai il possibile di distrarti cerca il modo come puoi scacciare i cattivi pensieri, so che non è facile però se uno si ci accanisce di sopra è peggio perciò ti prego di distrarti la sera cerca di uscire con la mamma magari fai quattro passi, una passeggiata avolte ti mette in uno statto di normalità, anche io questa settimana lo passata triste è non so dire che cosa è accaduto, però oggi sabati mi da una fisionomia diversa pensando che domani sono vicino ha te nella speranza che ti posso baciare ha modo nostro, anche se non ce quello che io spero, non è necessario che mi sei vicina, ho!! come debbo essere felice quando siamo uniti, ne sono certo che (parola incomprensibile), sai amore mio ieri una signorina amica della signora rosa mi ha fatto ridere è una ragazza che è 3 anni che è fidanzata è finalmente ha settembre sposa anche lei, io le ho dato la mano augurandoci reciprocamente la nostra fatale giornata, ma sai amore mio bello mi ha fatto ridere, perché mostrava il modo di come vuole bene il suo fidanzato il bello era che parlava in dialetto (parola incomprensibile), in sostanza non riesco ha metterlo per carta, se ci penso te lo ricordo così anche tu riderai, nella speranza che la incontro. Ora gioia dell'anima mia ti dico che anche ha mezzo giorno mi ho fatto una risata nel legere la lettera che ha mandato la mamma, è che tu la scrivevi, amore mio bello ridevo perché pensavo che eri tu che la scrivevi, è ha questo metto dei punti è butto il (parola incomprensibile); ma cosa fai amore mio bello se uno ti direbbe in buona fede di darci un (parola incomprensibile) giusto daresti? mi riferisco alle parole scritte in quella lettera, ti diro che avevamo un carattere nemmeno di prima elementare, capisco che era mia mamma che ti suggeriva ma tu avresti potuto prndere dei vocaboli almeno legibili? Ora smetto con le risposte è mi accingo al nostro destino, come devi, ho meglio tu mi ricordasti che ieri 22-6-mese sono già sei mesi di fidanzamento, è di questo penso sempre la dichiarazione che ti feci, penso il tuo sottinteso (si) è per concludere quella giornata i balli che ci furono ha casa di mio fratello, quelli furono i primi balli che ci incominciarono ha fare riscaldare, ci misero sulla linea dell'amore, furono, specie per me, la gioia che mai avevo auto io ti incominciai a stringere anche delicatamente, ma con un significato positivo, sai amore mio bello allora fantasticavo è dicevo ma proprio con il mio amore sto balando, mi sembrava una cosa strana, a volte tremavo anche quando ballavo, ho meglio quando ti stringevo, tremando dalla forte gioia che aveva acquistato il mio amore, con questo traduco le impressioni di quel giorno anche tu eri un po suggestionata, però debbo dire sei statta più volgare di me, in sostanza come se non l'avevo con te mi guardavi in faccia invece io non avevo il coraggio di spingere il capo, comunque fu bello è glorioso, ha me sembrò di avere vinto una battaglia è (tre parole incomprensibili), è come credevo però fu un esito favorevole, che trasportandoci ad oggi non si poteva immaginare, né io di trovare una simile è bella mogliettina, né tu secondo il tuo giudizio un simile maritino in sostanza se noi ci avessimo detto il bello è che con il nostro saper fare ci siamo (parola incomprensibile) in amore imparagonabile è senza aiuto di nessuno, con le nostre idee, e con la nostra volontà, così voglia il destino aiutarci come il principio alla fine, senza che ci sarà disaccordo, perché io fortemente ti amo è bramo sempre, perché ti vorrei vicino, tu altretanto perciò non vedo ragione di disaccordo è poi è meglio non ne parlare in quanto non ne abbiamo avuto in 6 mesi e non ne avremo in 60 anni termino col baciarti le braccia alla vite e stringerti cercando i nostri sessi il tuo è per sempre Filippo.

Piazza Armerina, 4 Luglio 1956 (prima scrittura)

Mia dolce è bella mogliettina,
dopo 3 giorni dalla partenza di Licata, ti scrivo ha te è con forte ramarico perché non ho potuto scrivere prima, tu mi potrai dire il perché non ho scritto prima? dirai che qualcosa nella tua vita che vale più di me? no amore non pensare questo perché tu già lo sai il bene che ti voglio. è in un caso contrario acceterei soltanto la morte, ho tu ho la morte, questa è la mia proposta, però adesso ti vorrei dire il perché tanto ritargo agli effetti non sono cose da mettere su carta, ma soltanto ti dico che con la venuta di mia madre, e sorella abbiamo fatto un po di festa in famiglia, è sai amore mio ci siamo divertiti un po ha ballare, ha fare brindisi in sostanza non ho cosa racontarti momentaneamente, è sicome il troppo divertirsi mi ha strapazzato, perciò sono stato con la testa scagliata, tu mi capirai amore mio bello cosa dirai non ti fare che quando uno si diverte, si strapazza? lo sai quando si passano le bellllle giorante mi si riempie di gioiiiiia è no pensa più ha niente, ma adesso tutto è passato la gioia è terminata ed eco ha te col mio scritto, però adesso ti dico che sono più che normale, perché ho ottenuto quello che io volevo, ho meglio quello che io ho sempre sognato, perché io sono sacrificato per incrementare la mia situazione, è mi dispiaceva sentire delle chiacchere, che non avevano nessun valore perché se queste chiacchere avrebbero avuto un basamento non avrei per te afetto, ho dovuto fare sta festiciola per mettere in chiaro una situazione oltre al mio bene anche il bene di mia madre, adesso tutto è preciso, nonostante ti prego di essere più afabile anora ha mia nonna perché ho vuisto che efettivamente ti vuole un modno di bene è lotta per te, nonostante ti sparla sulla tua buona reputazione è guai ha coloro che dovrebbero farti il minimo male, pensa che se la pigliato con me, se sapessi amore mio bello amomentici pigliavo un bel colpo di scarpa, è lo facevo per difendere ha te, perciò vogliala bene, più di quando a me vuoi perché  lo merita, sai comè amore mio ha un momento di rabbia è sparla poi ci pensa è se ne pente, è probabilmente si mette ha piangere, come mia mamma anche così è mio fratello, pensare che ieri sera eravamo arrivati neri, è alla fine si è conclusa con una bellissima risata, non ti dico niente al solito di mio fratello, sai amore mio bello siamo due fratelli è ci vogliamo bene, perciò qualsiasi cosa accade, siamo sempre uniti io credo che mio fratello è stella morirebbero se ci mancasse il mio afetto, è adesso lacio questa discussione è mi rivolgo alla lettera che ti scrissi lunedì, ti dico amore mio bello che è tutto l'amico conforto (parole non chiare) ho letto un mucchio di volte che già la so a memoria, è gelendo e rilegendo ho trovato certi spunti che efettivamente mi fanno capire il fatto che tu mi vuoi tanto bene, comunicare tutto questo non posso spiegarlo però il fatto che mi dici che io sono bello è sono statto sempre bello mi ha fatto fare un soriso sargastico, in quanto io bello non ci sono, poi mi dicevi che la fotografia l'ai ricevuta ha scopo di regallo, no amore mio bello, io non lo mandata ha scopo di farti un regallo, è poi cerca di non me ne parlare di regalli in quanto mi affligi il cuore, perché efettivamente io non ho potuto mai fare un regallo per come io pensavo in fantasia quando non ero fidanzato, Gesù no mi ha voluto dare questa gioia che io ci tenevo, è quando ci penso, ho mi si ricorda mi si pezza il cuore, solo penso è mi conforto che quello che non sto facendo adesso lo voglio fare domani perché efettivamente tu lo meriti è io ho il gran piacere di farlo,
ma pur troppo momentaneamente debbo sotostare al ritmo di vita atuale restandomi l'ancoscia è il dolore. Perché sapi amore che io non ero quello che sono non sono mai statto così statto come oggi, ma non ne posso fare ha meno per tanti motivi ma perché mi si è confonduto un periodo orribile l'altro perché la decisione da noi presa mi ha messo in un imbarazzo forte, però viene invertito in gioia, pensando che avrà la mia mogliettina accanto, è ne sono certo che le cose cambieranno, perché io sarò più sereno, non tralascerò più l'oficina, è nonostante i clienti sono sodisfatti più come meritanol, invece oggi sono al punto che questo non sono in (parola incomprensibile), non lavoro, è (parola incompensibile) i clienti, perché le dico che sto male, ecco amore mio bello come si è presentata la nostra situazione, ma di questo cené ben poco, ha settembre, ho la morte, perché questa non è vita, ma ben se ci fossimo considerare, due animali buttati amargine di una strada, caminando in un lungo cammino, senza meta è senza speranza, con questo io non tralascierò la decisione ho di bisogno soltanto del tuo aiuto è poi niente più ha me basta che anche che io vorrei fare più di quello che tu hai messo in (parola incomprensibile), che tu mi (parola incomprensibile) e mi correggi, in quando se di più io dovrei fare, io lo farei per impegno, ho perché qualcuno sulla tua famiglia ti instigasse, però stai certa che io facendo questo dovrei uscire con i debiti, è con te sarebbero quelli che farebbero ha te infelice è ha me, (due parole incomprensibili), perché la nostra situazione per un uomo è un po critica, poi sarà molto legera, perciò cerchiamo di non agravarci più di quando lo siano, perciò te ne supplico, è perdonami che te lo dico consigliami, perché tutto dipende da te, mi perdoni perché ti ho scritto questo, difatti so che sei del mio parere, ma lo scritto per fare che tu mi aiuti ha confortare il dolore che ho al cuore, per il semplice fatto che io non posso fare quello che è di dovere. Ora tralascio questo, nella speranza di una tua vera collaborazione, è di un aiuto di conforto perché tanto ne ho di bisogno, sarebbe un vero martirio per me se qualcuno della tua famiglia anche che non me lo dici me lo fa capire sotto altre forme -in questo istante mi viene il fattorino portandomi il tuo espresso, vuol dire che smetto è mi mangierò quel baccio che trovero anche che non ce, so che glielai messo col pensiero-. Ecco che riprendo e ti dirò che non mi ero sbagliato che non c'era l'impronta del bacio, però ma quello che io dissi, difatti immaginai quando tu scrivesti la lettera è siccome ti avevo lasciato senza rossetto, pensati, che della lettera, non poteva esserci nessuna impronta però esisteva quel calore, che efettivamente ti esce dal cuore è che senti un forte amore verso di me, è dio di questo ne sono orgoglioso, è me ne sento di avere trovato una mogliettina che veramente mi ama, è io controcambio con più forte amore con tutto quello che esiste nel mio cuore. Ora termino è spero di (parola incomprensibile) un'altro foglio così avrei un bel quartodora di legere, e rilegere, almeno così puoi superare quello che hai perduto di scritto pr questa settimana, agli efetti no ne ho potuto fare a meno, in quando il tempo che io ho dovuto lottare contro utti è con tutte le mie forze, è tu puoi capire che cosa significa parlare con gente di poca esperienza, cioé dico ho cercato di trovare il sistema per convincere ingnorantemente, per tanto ho vinto è ne sono orgoglioso adesso tu ricevi i più forti baci è abbracci di quelli che io posso dare, è cerca di mangiare è farti visitare perché ne hai tanto di bisogno. Ti voglio un mondo di bene tri amo &eg