Il direttore della Specola del Vaticano, José Gabriel Funes, in un'intervista all'Osservatore romano, ha affermato che: "E' possibile credere in Dio e negli extraterrestri e si può ammettere l'esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell'incarnazione e nella redenzione".
Non si tratta di una novità del pensiero cattolico, giacché lo stesso Funes ribadì il medesimo concetto nel giugno del 2000 ed il teologo padre Corrado Balducci lo disse al Giornale nel 1998, però oggi fa di nuovo notizia questa compatibilità tra fede in Dio e credenza nell'esistenza di altre forme di vita nel resto dell'Universo. Senza avere mai avuto bisogno del pensiero altrui, che sia teologico o scientifico, io non ho mai non creduto al fatto che siamo soli e sinteticamente posso fare mia la frase simbolo del film Contact, diretto da Robert Zemeckis ed interpretato da Jodie Foster nel 1997: "Se ci siamo solo noi, beh, mi pare un bello spreco di spazio".
Inoltre, ho sempre ritenuto che la maggioranza degli umani abbiano una visione ossigenocentrica della vita, nel senso che c'è chi crede che non sia possibile la vita al di là del pianeta Terra perché non ci sono altrove le condizioni affinché ci sia. Penso, infatti, che non ci può essere naturalmente causa di esistenza per gli esseri umani su Giove o su Venere, ma può teoricamente esserci per altre forme di vita, che non respireranno ossigeno, bensì azoto, idrogeno, ecc. Può anche darsi che gli extra-terrestri non debbano essere per forza più evoluti intellettualmente e tecnologicamente di noi: magari quelli più vicini a noi potrebbero essere in uno stato paragonabile a quello della pietra. Oppure sono così lontani da essere impossibile un contatto.
Ma passo brevemente al rapporto tra Dio e gli extra-terrestri, alla luce del mio modestissimo pensiero. Nella Genesi c'è scritto che Dio "creò i cieli e la terra" e "tutto l'esercito loro". Di conseguenza Egli è il creatore non esclusivamente del nostro pianeta e della vita in esso ma anche di tutto l'universo: nessun elemento ne è escluso. Sia chiaro: comprendo benissimo il messaggio allegorico del Vecchio Testamento, però da ciò ne scaturisce che il Cristianesimo, così come di riflesso l'Ebraismo, non esclude a priori l'inesistenza della vita altrove. Non c'è scritto da nessuna parte che siamo gli unici; c'è da dire, comunque, che neanche tanto tempo si fa si credeva che il nostro pianeta fosse piatto...
Approfondendo ulteriormente questo tema, concludendolo, l'astronomo gesuita George Coyne nel gennaio del 2002 rispose così alla domanda sulla posizione della Chiesa nei confronti della possibilità della vita extra-terrestre: " Immaginiamo dunque che ci sia. Questo ci dimostrerebbe che Dio ha ripetuto altrove ciò che esiste sulla terra e nello stesso tempo toglierebbe dalla fede quel geocentrismo, quell'egoismo, se posso dire, che ancora la caratterizza. Se io incontrassi un essere intelligente di altri mondi e mi rivelasse una sua vita spirituale e mi dicesse che anche il suo popolo è stato salvato da Dio mandando il suo unico figlio, mi domanderei come è possibile che il suo "unico" figlio sia stato presente in luoghi diversi. Pensieri simili sono una grande sfida. [...] La possibilità di vita extraterrestre intelligente e spirituale ci presenta molte domande. La scienza per un credente, comunque, non demolisce la fede ma la sprona".
Succede. Un infarto e via da questa terra. Però quando ne sei testimone oculare fa un altro effetto, essenzialmente drammatico. Ciò accade nel caso di José Fernando Castro Caycedo, un parlamentare colombiano, colpito da infarto mentre stava parlando: a quanto pare è stato fatale il ritardo dei soccorsi ed è stata aperta un'inchiesta. Quando ho visto per la prima volta il video, sono stato colto dall'ansia e dalla riflessione conseguente, quella spicciola che riguarda la fugacità della vita. Il parlamentare si è accorto che c'era qualcosa che non andava, fermando l'orazione e si è accasciato subito dopo. Oggi ci sei, domani non si sa. Frase retorica, sentita e risentita, pleonastica e semplicistica: però è così. Potrei continuare a scrivere qualcosa a riguardo, però bastano gli occhi ed i gesti dell'uomo colombiano nel momento stesso in cui ha percepito il dolore e poi... Requiescat in pacem.
A Gavinana, in Toscana, il Parroco di San Pietro in Palco, don Vittorio Menestrina, ha denunciato alcuni atti compiuti dai giovani del posto, che segnalano sempre di più la crisi morale degli adolescenti italiani. Al quotidiano Il Firenze, il sacerdote ha raccontato di avere persino beccato "un ragazzo e una ragazza seminudi a fare l'amore su una panca della chiesa. Un'altra volta alcuni di loro sono entrati correndo e urlando durante la Messa, facevano gestaggi al crocifisso sotto gli occhi dei fedeli. Per non parlare di quando hanno tirato le uova sulla facciata e sulla statua di San Pietro". Ed ha aggiunto: "I fedeli hanno paura a entrare in chiesa, si aggrappano alle ringhiere perché questi ragazzi cercano di farli cadere. Alcuni sono di Gavinana, altri arrivano in motorino da Ponte a Ema, ma tanti vivono in zone bene, come Santa Margherita a Montici e via Benedetto Fortini. Sono figli di famiglie facoltose. Arrivano alle due del pomeriggio e restano fino alle otto". I responsabili sarebbero una trentina di bulli, di un'eta compresa fra i 14 ed i 16 anni.
Quand'ero bambino e commettevo qualche monelleria, mia madre mi minacciava con la scusa del collegio: "fallo ancora, e ti ci vado a chiudere subito". Ed io ci credevo e cercavo di comportarmi bene proprio per evitare quel terribile castigo, soprattutto davanti ai suoi occhi. In strada, comunque, ero libero di fare ciò che volevo e mi piaceva talvolta, come agli altri miei amici, emulare il comportamento dei grandi. Ma pur essendo cresciuto nel quartiere popolare della Zisa, non ho mai partecipato a nessun'azione di bullismo. Con i miei compagni di gioco preferivo calciare il pallone in ogni dove: box sotterranei, parchi, in mezzo alle strade quasi deserte di domenica. Ci divertivamo a fare i cattivi solo se decidevamo di essere guardie o ladri, che diventavano sbirri e mafiosi. E guai se un adulto ci scopriva, soprattutto se era una mamma... questa chiamava subito l'altra, che contattava l'altra ancora e da ciò ne conseguiva il ritorno a casa immediato, una sorta di arresto domiciliare, che in alcuni casi poteva durare pure una settimana! Ci insegnavano che non si deve scherzare con il male, perché si può correre il rischio di credere che il male non sia davvero tale.
Però mai avremmo potuto neanche pensare di compiere le azioni che hanno posto in essere quel gruppo di toscani in una Chiesa. Un fatto del genere, trasportato negli anni in cui sono stato adolescente, ed in Sicilia, non sarebbe nemmeno apparso sui giornali, ma si sarebbe regolato tra le mure domestiche dei responsabili. Poniamo il caso se ciò fosse avvenuto una ventina di anni fa in una Chiesa del centro di Palermo. Se il sacerdote avesse trovato due ragazzi che facevano sesso su una panca, li avrebbe presi e gettati fuori a calci nel sedere, completamente nudi in piazza, con l'aiuto degli altri fedeli. E poi ci sarebbero state le legnate dei rispettivi genitori e la macchia della vergogna. Oggi, invece, a Gavignana, i responsabili hanno persino picchiato i vecchietti che stavano nei pressi di San Pietro in Palco, perché li hanno richiamati per il loro comportamento osceno. Non solo hanno fatto un sacrilegio in un luogo di culto ma anche si sono permessi di utilizzare la violenza a causa dell'ammonimento degli anziani.
Ritengo che la differenza tra ieri ed oggi stia nel fatto che è cambiata la modalità di formazione ed educazione degli adolescenti, giacché ad alcuni di loro è concessa troppa libertà, concepita erroneamente come licenza. Non bisogna fare ovviamente di tutta l'erba un fascio, però ogni giorno accade sempre un fatto di cronaca, anche nera, che ci sbatte in faccia la crisi morale della gioventù italiana. Le colpe sono da ripartire non solo tra gli ambienti in cui gli adolescenti crescono, cioé la famiglia e la scuola, ma anche tra ciò che propina la televisione, piena zeppa di palesazioni di falsi valori. Ci sono, ad esempio riferimenti al sesso dalla mattina alla sera, considerato esclusivamente nella sua connotazione materialista. Poi, tuttavia, si producono una marea di talk-show su fatti di cronaca come questi o più gravi, perché qualche volta succede che un ragazzo ci perde pure la vita, in cui ci si chiede ipocritamente il motivo di questo degrado. Parole, parole, soltanto parole, che sono vuote, prive della forza di essere fomentatrici delle azioni sociali necessarie per limitare il fenomeno del bullismo, caratterizzato dall'assenza del rispetto nei confronti del prossimo.
Fitna è il titolo del cortometraggio sull'Islam ed il Corano del deputato olandese Geert Wilders, il cui idolo è Oriana Fallaci. Ma è cosa nota che in Europa, o meglio Eurabia (sempre più colonia musulmana), tutto si può dire contro Gesù, nulla si può dire contro Maometto. Tutto perché il Cristianesimo non minaccia con la morte: nel Vangelo c'è scritto di porgere l'altra guancia, nel Corano invece c'è l'esortazione alla Jihad. In Eurabia, dunque, la libertà di manifestazione del pensiero è tale fino a che non si faccia riferimento negativamente all'Islam. A proposito del cortometraggio di Wilders, infatti, l'Unione Europea si è sbrigata ad affermare: "A nome del Parlamento europeo respingo in modo assoluto l'interpretazione contenuta nel film che l'Islam è una religione violenta" (Hans Gert Poettering). E poco prima persino Ban Ki-Moon, segretario dell'Onu, ha voluto dimostrare la sua contrarietà, appoggiando "gli sforzi del governo olandese per fermare la diffusione di questo film e chiede a chi è comprensibilmente offeso (da queste immagini) di rimanere calmo. La libertà deve sempre essere accompagnata da responsabilità sociale". Ebbene, siamo in un periodo in cui in Tibet accade quello che accade e l'Onu si diletta ad accaparrarsi il ruolo di censore: che tristezza! Alla luce di tutto questo e di molto altro, la domanda retorica è sempre la stessa: Sarebbe accaduta la medesima cosa innanzi ad un cortometraggio contro Gesù Cristo? Di certo, no. Ed il motivo è semplice: il Cristianesimo non gestisce mica il petrolio... E l'Onu e l'Ue abbassano la testa e permettono che l'Iran ed il Pakistan facciano la voce grossa... due Stati di cui si sa che la democrazia è un pasto quotidiano...
Uno dei capisaldi della Rivoluzione Francese fu la "liberté": dopo 219 anni, imperati dai microcosmi, siamo nell'era degli eccessi: a livello individuale confondiamo la licenza con la libertà, a livello sociale si ritiene che la libertà sia permettere tutto fuorché quello che molesta gl'interessi. E di questo non c'è da stupirsi: ricordo che l'Unione Europea decise di non inserire il riferimento alla tradizione cristiana nella costituzione e magari tra qualche tempo si porrà in essere una revisione per introdurre le nostre tollerantissime radici musulmane... Allah è grande!
Ieri notte le campane delle chiese hanno suonato a festa: Cristo è Risorto! Oggi, dunque, è la Santa Pasqua e si celebra il momento liturgico più alto del Cristianesimo, giacché si festeggia il ritorno in vita del Figlio di Dio, dopo la crocifissione. E la gente si fa gli auguri, non va al lavoro, le scuole sono chiuse... a pranzo tutti a tavola a mangiare la qualunque... Quanti, tuttavia, vivono la Pasqua per quello che davvero rappresenta? Pochissimi, naturalmente. Stessa risposta vale per le altre feste religiose, Natale in primis. Alla maggioranza assoluta interessa più che altro essere liberi dai doveri quotidiani e ad essere legittimati a strafogarsi più del solito. Se facessimo, infatti, un sondaggio in relazione a quanti porranno in essere almeno una preghiera di ringraziamento, prima del pranzo, la percentuale sarebbe bassissima. Sia chiaro: questo non vuole essere un post qualunquista ma esortante alla riflessione del valore della festa cristiana. Oggi stanno a casuccia, ad esempio, anche coloro i quali magari ogni giorno scrivono contro la Religione, perché un giorno di relax fa bene a chiunque ed invece dovrebbero avere la coerenza di pretendere di lavorare, poiché questa festa non gli appartiene. Però il laicismo in questo caso perde di significato, non è così? Perché coloro che non tollerano il Papa e la sua funzione di Guida a tal punto da desiderare di mettergli un bavaglio, non lottano per la laicizzazione del calendario? Sarebbe un'azione coerente, seppur di difficile attuazione nel concreto.
E' il Venerdì della Passione di Cristo: un giorno che dà tristezza ai fedeli cristiani, in quanto si commemora il momento in cui l'uomo ha messo sulla Croce il Figlio di Dio, provocandoGli la morte terrena. E' il fulcro centrale del Cristianesimo, poiché il nostro simbolo, infatti, è lo strumento attraverso il quale Gesù fu consegnato alla sofferenza. Egli morì alle 3 del pomeriggio sul colle del Golgota, in mezzo a due criminali, davanti agli occhi di Sua Madre, morsa dal dolore. Doveva andare in quel modo, perché tutto era scritto. Nulla poté arrestare gli effetti della sentenza del popolo di Gerusalemme, che lo volle morto perché blasfemo, convinto dal Sinedrio, dove fu processato. Fu anche una questione politica, di cui fece parte Ponzio Pilato, il Prefetto della Provincia di Roma della Giudea. Costui fece vincere in sé la necessità dell'ordine, giacché se avesse lasciato libero Gesù, avrebbe creato malumori non di poco conto in Caifa, il Sommo Sacerdote. Decise, tuttavia, di non decidere, lavandosene le mani, nonostante fosse il detentore del potere assoluto. Diede la scelta al popolo radunato in piazza, che optò per Barabba, acclamando a gran voce il suo nome. Tutto ciò, comunque, trova il tempo che trova perché doveva andare in quel modo. Ed oggi, dunque, si sta in meditazione, magari digiunando, rispettando in maniera drastica il dolore patito sulla Croce da Cristo. Egli insegnò in 3 anni di vita pubblica le norme fondamentali di comportamento dell'uomo in relazione all'altro uomo: ci spiegò il significato dell'Amore Assoluto, da cui discende la Carità, un concetto nuovo, perché prima di Lui non c'era. Pregno di libertà, Gesù cominciò a contagiare di altrettanta libertà tutti coloro che incrociarono il Suo cammino, tutti coloro che Lo seguirono anche per un solo minuto. Egli diede un nuovo corso alla Storia dell'umanità, quello orientato al Cuore.
Domenico Dolce e Stefano Gabbana alla domanda siete sempre a favore di Berlusconi, posta da Daria Bignardi nella sua trasmissione, hanno risposto: "Sì, ma gli diciamo che se si schierasse dalla parte gay prenderebbe un sacco di voti in più". Poi un riferimento alla posizione della Chiesa sull'omosessualità: "Noi purtroppo abbiamo il Papa. Ma perché il Vaticano è ricco e non aiuta la gente povera? E poi loro vivono nel loro Stato: perché vengono a parlare da noi?".
La mia prima reazione dopo questa notizia è stata il riferimento al titolo di un romanzo di Leonardo Sciascia: "A ciascuno il suo", espressione usata in tal caso in senso lato. Nella risposta degli stilisti, infatti, c'è troppo leitmotiv. L'Italia, innanzitutto, non ha il Papa ma sono i cristiani ad avercelo, giacché è stato Cristo a volerlo accanto al Suo popolo, ponendolo come Guida spirituale. Non capisco, inoltre, come spesso ci si dimentichi di tutte le missioni della Chiesa nel mondo, poste in essere in silenzio ed in luoghi in cui non può arrivare alcun media. Ci sono sacerdoti, infatti, che rischiano la propria pelle in Africa ed in Asia; ci sono sacerdoti che hanno deciso di assistere ogni giorno il povero, non solo garantendogli sopravvivenza ma una parola costante di conforto, in quanto l'uomo vive non di solo pane. Eppure, gente come Dolce e Gabbana ritiene che la Chiesa sia egoista, dimenticandosi che il messaggio fondamentale del Cristianesimo sia quello che bisogna amare il prossimo, giacché non c'è alcun merito nell'amare se stessi. Il Vaticano, inoltre, ha un proprio Stato dal punto di vista politico ed istituzionale: lì gestisce, e non potrebbe fare altrimenti, tutto l'apparato della Chiesa, il quale è molto complesso ed ha bisogno di ordine ma dal punto di vista spirituale non ha confini, in quanto si rivolge direttamente a tutti i cattolici. Queste sembrano affermazioni pleonastiche, eppure siamo in un periodo in cui si assiste troppo spesso a banalità del genere, considerate come verità inconfutabili. Si attaccano troppo facilmente Ratzinger & Co. Ora, essendo la Chiesa costituita da uomini, è normale che ci sia gente che faccia bene il proprio mestiere ed altri che non lo sappiano fare, così come non posso nascondere che il Vaticano abbia commesso alcuni rilevanti errori nel corso della storia. Però lo stesso si può dire per gli altri grandi sistemi della società. Ciò che non mi va giù è, ad esempio, che Dolce e Gabbana possono criticare il Papa ma il Papa non può criticare Dolce e Gabbana: nel senso che si avoca una libertà ma al contempo si tende a limitarne un'altra. Ribadisco, infatti, che il Pontefice ha più il dovere che il diritto di rivolgersi eticamente ai cristiani, giacché è uno dei compiti del suo particolare "mestiere", che per chi ci crede deriva dallo Spirito Santo. Legittimo, dunque, è criticare la Chiesa, poiché gli uomini sono liberi di manifestare il proprio pensiero ma illegittimo è pensare che la Chiesa debba non farlo, soprattutto in considerazione della sua funzione di pastore. E' come se ad un figlio consigliaste di tappare la bocca ai propri genitori.
Era l'11 febbraio 1858 quando a Bernadette Soubirous comparve per la prima volta la Vergine Maria a Lourdes, piccola località francese dei Pirenei. Ecco come descrisse quell'evento la giovane veggente: "Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi". Nella sedicesima apparizione quella Signora si chiamò così: "Que soy era Immaculada Councepciou".
Alla Camera dei Comuni britannici è stata presentata una mozione per la piena separazione fra la Chiesa e Stato: niente di nuovo, direte voi. In realtà, come tutte le proposte, anche questa ha un numero: il 666, cioé l'identificativo della Bestia nell'Apocalisse di Giovanni. Il parlamentare liberal-democratico, Bob Russell, ha commentato così: "E' incredibile che una mozione come questa abbia casualmente questo numero, sembra che Dio o il diavolo vi abbiano messo lo zampino".
Dal Corriere della Sera: "Il corpo di Padre Pio sarà esumato ed esposto alla venerazione dei fedeli, in una teca di vetro, per alcuni mesi, a partire dalla metà di aprile".
Sono stato sempre convinto che Padre Pio sarebbe stato il primo a non essere affatto contento dell'uso economico della sua immagine, delle miriadi di offerte richieste in nome suo e nei luoghi in cui ha vissuto. Provo antipatia, ad esempio, nei confronti di quelle agenzie di viaggio che organizzano tour in pullman per portare gente a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo, pubblicizzando le pentole durante il tragitto. Ed ora ci si mette pure l'arcivescovo di Manfredonia, Domenico Sorrentino, che ha annunciato la decisione di esporre alla devozione pubblica il corpo di Padre Pio. Innanzitutto, non è una cosa autenticamente cristiana: ciò che conta è l'anima la quale, una volta terminata la vita terrena, ritorna a Dio e lì sta. Il corpo non è che il suo contenuto. Non capisco, pertanto, neanche i fedeli che andranno a migliaia a vederlo: perché? Il frate di Pietrelcina è in cielo, non l'avranno mica davanti agli occhi. E quale sarà lo stato di conservazione del suo corpo? Nella biografia ufficiale redatta non c'è traccia di alcun riferimento all'imbalsamazione: non voglio credere che ci sia il "miracolo" dietro alle porte, solo perché c'è chi pensa che i cristiani abbiano bisogno di un segno tangibile, magari ottenendo così qualche nuova entrata economica. Sarebbe un grave errore ed io non ci riporrei fede.
E ricordo che Padre Pio disse: I figlioli di questo secolo hanno sempre i loro occhi rivolti alla terra; noi teniamoli fissi in alto.
"Il Diavolo esiste, negarlo non ha senso. E' il padre della menzogna, un essere perverso e pervertitore, un essere spiritualmente subdolo. Il demonio esiste davvero, non dorme proprio mai ed è sempre pronto alla subdola tentazione" (Cardinale Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano).
Crediamo al magnetismo perché un oggetto di ferro è attratto da una calamita; crediamo all'energia perché c'è luce quando accendiamo il lumetto del comodino della nostra stanza. Crediamo, dunque, a queste cose che non vediamo, in quanto ne captiamo gli effetti. Ed io credo al diavolo, perché lo scorgo nel male che sovente sconvolge il nostro animo, quando ci capita di sapere da una fonte d'informazione che è avvenuto un assassinio efferato e brutale, commesso da un uomo che sostiene di aver perso la testa o non riesce a prendere coscienza di quello che ha fatto. Il male è assenza di bene e c'è laddove non si dà respiro alla bontà, la quale è connaturata all'uomo, essendo "un animale politico", come diceva Aristotele (dove politico qualifica l'uomo che è naturalmente incline alla vita comunitaria). La storia dell'uomo è caratterizzata dalla presenza del demonio, giacché s'insinua prepotentemente quando palesiamo debolezza d'animo o quando ci finiamo dentro per volontà altrui. Pensiamo, ad esempio, alla seconda guerra mondiale: Adolf Hitler era uno che aveva il diavolo dentro, non si può spiegare altrimenti la sua follia omicida, che non solo ha condotto il mondo al conflitto più spaventoso di tutti i tempi, ma ha anche causato la morte di 6.000.000 di persone, uccise come se fossero mosche. Ed il male si avverte sia a livello macrosociale che a livello microsociale: ci sono fatti di cronaca che lasciano basiti, perché generati da una brutalità da film horror. Vi ricordate di certo come fu trucidato, a titolo di esempio, il piccolo Tommaso. E la storia è piena di omicidi del genere. Il diavolo, inoltre, non sta solo in chi commette male fisico ma anche in chi deturpa l'animo altrui, mettendolo sotto pressione psicologica, stravolgendo la scala dei suoi valori. Pensate a chi è colto da depressione per una serie di eventi che lo hanno condotto ad una situazione di stress emotivo insostenibile: lì il male s'intromette nel desiderio dell'uomo colpito. E l'avversario di Dio, da Lui medesimamente creato e non annientato essendo denso di misericordia, utilizza come arma la tentazione, facendo apparire necessari beni che hanno in realtà una rilevanza futile, colpendo soprattutto il sentimento che muove il sole e le stelle, cioè l'Amore. L'uomo, comunque, essendo dotato di spirito intelligente, costituendo con gli altri la coscienza sublime, ha in sé gli strumenti per sconfiggere le tentazioni del male, essendo naturalmente incline all'Amore Assoluto, cioé quello che vige a prescindere dai pregiudizi. Siamo, infatti, propensi alla perfezione della santità, perché ognuno di noi avverte la necessità di compiere il bene, comprendendo la distinzione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra la libertà e la schiavitù. Sappiamo che esistono delle idee che non derivano da alcuno insegnamento ma sono sempre esistite e sono parte integrante dell'essenza della vita. Possiamo, dunque, sconfiggere il male: basta volerlo con tutta l'amore dell'anima.
Manuela Palermi, capo-gruppo di Pdci-Verdi al Senato, ha affermato ai microfoni di Sky Tg 24 che: "Non mi piace la Chiesa di Ratzinger. E' una Chiesa crudele che, invece di esercitare la pietà e la carità verso il prossimo, usa la repressione contro i gay, contro l'aborto, contro le norme sull'omofobia, senza alcun rispetto per la laicità dello Stato. È una cosa che mi preoccupa molto".
Ciò che preoccupa a me, invece, è gente come la Palermi che sta al Parlamento (in cui lo stipendio dei deputati è stato aumentato di 200 euro per equipararlo a quello dei senatori, che guadagnano 5600 euro al mese). Qualificare "crudele" la Chiesa solo perché fa la voce grossa, essendo la guida dei cattolici, è un'affermazione troppo pesante e stucchevole, soprattutto derivante da una comunista che non piacerebbe nemmeno a Palmiro Togliatti. La Chiesa, infatti, ha il diritto di esprimere la propria opinione in merito alle problematiche etiche, giacché questo deriva dal suo dovere mistico e spirituale. Non c'è alcuna esplicita intrusione del Vaticano nelle questioni politiche italiane, giacché si dà a Cesare quel che è di Cesare ed il Papa ha un profondo rispetto per tutte le autorità politiche democratiche, al contrario della Palermi che non vuol capire, come molti, che la società italiana non è soltanto costituita da atei ma anche (e soprattutto) da credenti. Questa donna merita a malapena un posto in una circoscrizione, altro che un seggio parlamentare al Senato della Repubblica.
Ci sono cristiani che non hanno la libertà neanche di celebrare con serenità il Natale. Nel distretto di Kandhmal, nello stato orientale indiano di Orissa, alcuni centri di culto cristiani sono stati attaccati. Padre Babu Joseph, portavoce della conferenza episcopale indiana, ha riferito all'agenzia Misna che oggi "da quello che abbiamo appreso una quindicina tra chiese e cappelle sono state assaltate e danneggiate in diversi villaggi". La stampa locale, inoltre, ha fatto sapere che le truppe della Central Reserve Police Force stanno pattugliando le zone colpite dalle violenze, iniziate alla vigilia di Natale, che hanno provocato finora la morte di un giovane e il ferimento di un'altra ventina di persone. Di questi cristiani, però, se ne parla poco, perché non fanno notizia: essi sono collocati soltanto nella loro area geografica, considerati come problemi di una realtà composita in cui chi crede nella croce è in minoranza. Però, caspita, lasciatemelo urlare: nella nostra società, in cui succedono comunque tante tragedie brutali inerenti ai microcosmi, queste cose a livello macrosociale non accadono. Non sto compiutamente sostenendo che la nostra cultura occidentale sia superiore ma è migliore senza dubbio ed esempi per avvalorare questa tesi ne avrei così tanti che potrei scriverci un libro di almeno cinquecento pagine. Nel nostro Vecchio Continente permettiamo la qualunque, in nome della libertà conquistata sul terreno, a colpi di Rivoluzioni ma in altri posti non è permesso ad un cristiano nemmeno d'indossare una collana con una piccola croce.
Buon Compleanno, mio Signore. Partecipo al giorno che celebra la Tua nascita con tutto quello che ho di me, ringraziandoTi perché hai contagiato l'uomo con la libertà, perché gli hai donato la gioia della speranza. Grazie, inoltre, per il fatto che riesco a sentirTi nel mio cuore. E dai un bacio sulla guancia da parte mia a Tua Madre ed un'affettuosa pacca sulle spalle a Giuseppe, colui che Ti fu padre in terra, che camminò tanto per proteggerTi e di conseguenza per salvaguardare l'anima di ognuno di noi. Io Ti sono fedele.
Se Enrico VIII potesse ancora dirci la sua, non sarebbe per nulla contento del fatto che i cattolici praticanti hanno superato gli anglicani in Inghilterra (e sintomo di ciò è la recente conversione di Tony Blair). Si assiste al fenomeno che le parrocchie anglicane si svuotano mentre quelle cattoliche resistono alla crisi religiosa della nostra era. Dandone la notizia, il Sunday Telegraph lo ritiene un allarme: a partire dal 2000, infatti, il numero di anglicani che va a messa è crollato del 20% pari a 852.000 fedeli contro gli 861.000 cattolici. Il sorpasso, comunque, fa riferimento ai "praticanti", perché se vengono computati i battesimi e le dichiarazioni dei britannici nei censimenti, la religione cattolica rimane una minoranza. La notizia, tuttavia, dimostra come il cattolicesimo, che il laicismo vorrebbe in acerba crisi, sia ben saldo nelle coscienze di chi ha fede in Cristo e ritiene che la propria Guida spirituale stia in Vaticano. Ed il nostro è sempre di più un mondo che ha un bisogno disperato di credere, giacché il materialismo, l'egotismo ed il microcosmismo stanno creando seri danni al substrato della nostra società, in cui si confonde ormai la licenza con la libertà.
Lo scopo di Sooreh Hera, fotografa iraniana, era quello di smentire Ahmadinejad che disse, durante la sua recente visita a New York, che in Iran non esistono omosessuali (cerca, invece, di eliminare apparentemente di nascosto quelli che in realtà ci sono). Ed ha esposto in Olanda qualche scatto che ha fatto inalberare gli islamici, soprattutto i terroristi, che l'hanno puntualmente condannata a morte (e nel Paese dei girasoli hanno già fatto fuori Theo Van Gogh). Il direttore del museo, mosso dalla paura, ha ritirato le fotografie di Sooreh, affermando ipocritamente di non volere fare politica. Ciò che mi fa arrabbiare, inoltre, è che le immagini incriminate, tra cui una in cui sono stati immortalati due modelli raffiguranti Maometto ed il genero Alì, sono state ritirate anche da YouTube, dov'erano apparse per poco, per il contenuto inappropriato. Nel famoso sito, tuttavia, si possono tranquillamente vedere video in cui viene presa in giro la figura di Gesù Cristo, come accade, ad esempio, in questo caso, in quest'altro ed in quest'altro ancora. Dove sta la coerenza, dunque? Si tolgono gli scatti di una donna iraniana, con il palese scopo politico di dimostrare l'ipocrisia dell'Islam nei confronti del sesso e degli omosessuali e di attaccare il governo teocratico di Teheran e si mantengono video che si prendono burla del Protagonista del Cristianesimo. Perché? Una risposta semplice-semplice può essere la seguente: l'Islam ammazza, mentre il Cristianesimo porge l'altra guancia. E non è una differenza da poco. Non c'è nessuna voglia di generalizzazione, naturalmente; mi irrita, tuttavia, l'uso dei due pesi e delle due misure perpetrato non solo da YouTube. Ho contattato, comunque, la fotografa iraniana e spero vivamente di avere i due scatti incriminati così da pubblicarli in questo blog.
Aggiornamento 21:11. Sono riuscito a trovare il video che YouTube ha tolto. Per vederlo, cliccate qui.
Dal Corriere della Sera: "È il 5 aprile dell' anno scorso. Azouz Marzouk parla al telefono con un amico. «Sai che ti dico? Che sono stati i mesi più belli della mia vita. Pensa che mi hanno perfino proposto soldi in cambio di sesso. Sono arrivati a dirmi quanto vuoi per una scopata?".
Tutti sappiamo che Azouk Marzouk è il marito di Raffaella Campagna ed il padre del piccolo Yousseff, entrambi massacrati da Olindo Romano e Rosa Bazzi ad Erba, località in provincia di Como. E sappiamo pure che costui è stato arrestato per spaccio di droga, insieme ad altre sei persone ed ora si trova nello stesso carcere in cui sono reclusi gli assassini che gli hanno spazzato via la famiglia.
Ora, se una simile tragedia fosse capitata a me, io sarei un morto che cammina. Non riesco ad immaginare il dolore che si possa provare in seguito all'uccisione della propria moglie e del proprio figlio (nonché in questo caso anche della suocera). Ma Azouz ha detto che "sono stati i mesi più belli della vita mia". Questa frase mi scuote, come se mi avessero scagliato contro una pietra tagliente. Ma in quella intercettazione c'è qualcos'altro che ci invita a riflettere sullo stato di degrado della nostra società: il notorio attrae carnalmente. Chiedere a qualcuno che è stato in televisione per un tragedia, il cui amico dichiarato è Lele Mora, una prestazione sessuale in cambio di denaro denota che siamo messi davvero male: in Italia sta spopolando il vizio del voyeurismo. I valori sono divenuti, ormai, solo elementi che fanno parte della storia della nostra società. A questo punto, scusate, rimpiango il fascismo ed il comunismo della prima parte del Novecento: prima c'era l'ideologia, prima c'erano le lotte per salvaguardare il modus cogitandi della propria comunità di appartenenza. Adesso tutto è dominato dall'egoismo, dalla voglia di apparire: siamo nell'era della licenza e l'essere è in agonia. La famiglia? Un ostacolo... Il matrimonio? Ma che! E poi non sono libero di scopare con chi voglio... I figli? Giammai! E se no come vado a Praga? Questo mondo non vi disgusta? A me sì ed anche tanto.
Alberto Ruggin ha 20 anni, è iscritto a Forza Italia, è cattolico ed è omosessuale. Ha deciso di mostrare pubblicamente il suo orientamento sessuale nella trasmissione Ciao Darwin di Paolo Bonolis, che andrà in onda stasera su Canale 5. Venuto a sapere della notizia, il parroco della Chiesa frequentata dal ragazzo, don Paolino, lo ha escluso subito dal coro. Ora, dal punto di vista legale, chi conosce il mio blog sa che sono contrario al riconoscimento delle coppie di fatto di stampo omosessuale, però ritengo scandaloso che un sacerdote della Chiesa cattolica possa allontanare un ragazzo dal coro solo perché ha avuto il coraggio di mostrarsi pubblicamente per quello che è, ovvero un ragazzo che ha un orientamento sessuale diverso dalla norma. E' stata perpretata, quindi, una discriminazione che non sta nell'anima del Cristianesimo. Capisco, ad esempio, la decisione dogmatica di impedire il sacerdozio agli omosessuali, ma non è accettabile che si impedisca ad un giovane la vita all'interno della Chiesa, luogo universalmente riconosciuto come accogliente di chiunque voglia entrarci, perché rappresenta la Casa di Dio. E non voglio peccare di superbia nell'affermare che Gesù Cristo non avrebbe mai allontanato il giovane dalla sua cerchia solo perché non eterosessuale, giacché tutti siamo figli di Dio. Per chi conosce il Vangelo, il Figlio dell'Uomo ha accolto tra le sue braccia gente di ogni estrazione sociale, dalla meretrice all'esattore delle tasse ed ha perdonato sulla Croce persino i suoi assassini, mosso dall'Amore Assoluto, ab solutus nel senso di sciolto da ogni pregiudizio, anche sociale.
Fantasmi, angeli, visioni, miracoli... Sul web esistono documenti che attestano il sovrannaturale?
Ebbene, non vi nascondo che spesso ricerco su internet materiale di vario tipo inerente a ciò che la ragione non può spiegare e stasera ho deciso di pubblicare cinque link, più o meno conosciuti, in cui potete soddisfare la vostra voglia di mistero. Buona navigazione...
Angels & Ghosts: questo sito raccoglie moltissimo materiale multimediale inerente al mondo degli angeli e dei fantasmi. Il portale, in linga inglese, è spesso aggiornato e raccoglie molte testimonianze di prima mano. La maggioranza dei contenuti, comunque, risulta spesso conseguenza di forzature suggestionanti. E poi c'è la nota stonata del merchandising di t-shirt e d'altro.
Fantasmi: eccovi un sito italiano, in cui sono presenti scatti, più o meno noti, che pretendono d'immortalare spettri. Personalmente ritengo che non ci sia alcun contenuto sovrannaturale nelle foto proposte da questo sito. Soprattutto sono irrilevanti le immagini in bianco e nero.
Fantasmi alla Finestra: Virgilio e Danila Desideri sono una coppia di Sinalunga, località in provincia di Siena. Dal 1990 si occupano di paranormale. Il sito è strutturato in due parti: la prima è dedicata alla metafonia, la seconda alle fotografie, riconosciute dagli autori come autentiche e non ritoccate. Ho dato un'occhiata soprattutto agli scatti, ma non mi hanno suscitato alcuna emozione.
Visions of Jesus Christ: Questo sito, in lingua inglese, è abbastenza ricco di contenuti multimediali, soprattutto di stampo fotografico. Interessante la sezione dedicata alle immagini di miracoli. Ci sono molti scatti provenienti dall'Italia. Anche in questo caso trionfa lo scetticismo, quantunque il sito sia costruito davvero bene.
Miracles: Eccovi, infine, questo sito californiano che raccoglie una serie d'immagini a carattere religioso. Oltre alle fotografie, comunque sono presenti anche testimonianze scritte di visioni.
Ieri, durante la pausa pranzo della formazione a cui sto partecipando per il mio nuovo lavoro, io ed i miei colleghi, cominciando a discutere del più e del meno, siamo finiti a discutere sulla Chiesa.
C'è stato chi crede in Cristo ma non si fida della Chiesa, chi non la può digerire proprio e chi, come me, la difende. E' avvenuta, a tal proposito, una discussione animata ma corretta, in cui tutti hanno espresso il proprio parere. Da ciò ho preso coscienza del fatto che spesso si fa confusione tra la Chiesa in quanto istituzione politica e la Chiesa in quanto guida spirituale del Cristiano e corpo mistico di Gesù. Io, infatti, tendo a distinguere le due entità. C'è chi ha criticato l'ingerenza politica del Papa, lamentandosi che questo accade solo in Italia, c'è chi ha palesato l'idea che la Chiesa ha non solo il diritto ma soprattutto il dovere di parlare, in quanto deve essere il binario attraverso il quale scorre la condotta del Cristiano. Sono stato proprio io ad esporre il secondo concetto e qualcuno mi ha seguito a ruota, facendone giustamente una questione di fede. Ho notato, comunque, che il Papa e le altre figure della gerarchia ecclesiastica sono viste di cattivo occhio da chi è dall'altra parte dello schieramento politico rispetto a quella in cui mi colloco e ciò non rappresenta di certo una novità. Nel senso che l'anti-papismo sta soprattutto a sinistra. A destra, invece, c'è la tendenza a rispettare la dignità e l'essenzialità della funzione spirituale e morale della Chiesa e c'è la consapevolezza che il Papa non può non avere anche un ruolo politico, giacché ha una fortissima rilevanza nella popolazione cattolica, ovvero ha la finalità del perseguimento del bene spirituale di miliardi di persone. A sinistra, però, si pensa il contrario, poiché non si considera importante ai fini della politica l'elemento della fede, come se gli uomini fossero fatti di sola razionalità. Non voglio, comunque, generalizzare il tutto, poiché ci sono senza dubbio molte persone che stanno a destra e la pensano ugualmente, soprattutto chi sta all'estremo, tendenzialmente contrario alle autorità definite "plutocratiche", quantunque il Papa fugge da questa categoria. E voi che ne pensate di tutto questo? Siete con Peppone o con Don Camillo?