10/07/2009,20:25


Obama
ha guardato il fondoschiena di Mayara Tavares, "una sedicenne brasiliana che vive alla periferia di Rio de Janeiro e che sogna di tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti, soprattutto di quelli che crescono nelle baraccopoli povere del Terzo mondo. Avviata dalla nonna e dalpadre a un attivismo civile e sociale incentrato sulla difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti, negli ultimi mesi, si legge ancora, Mayara si è spesa in interviste a suoi coetanei sulle difficoltà di vivere in una periferia povera come quella di Rio. Un progetto sponsorizzato dall'Unicef e che l'ha portata a partecipare al J8 di Roma. Poi, ieri, l'incontro a Coppito con i leader internazionali".

E se al posto di Obama ci fosse stato Papi, che sarebbe successo?

03/07/2009,08:49

Le strade siciliane stanno generando quotidianamente un vero e proprio bollettino di guerra: non passa ormai giorno in cui non abbiamo notizia di un grave incidente.

Appena due giorni fa, ad esempio, Arianna Rotolo ha scritto questo post di cronaca in cui si è registrata la morte di un ragazzo di 20 anni, vittima di un incidente a Palermo, nei pressi di piazzale Giotto.

Ma il 30 giugno scorso un altro uomo ha smesso di vivere: Sergio Biancucci. L’incidente stavolta è avvenuto all’Addaura (qui la notizia da LiveSicilia).

La vittima aveva 38 anni e lavorava in Fincantieri, sposato con tre figli, residente a Partanna.

Dall’altra parte Giuseppe Ricco, 28 anni. Una volta avvenuto l’incidente, non ha prestato soccorso ed è fuggito: già questo basta per andare in prigione, considerate le nuove norme sulla sicurezza. Si è presentato successivamente alla Caserma dei carabinieri di Pallavicino, dichiarando che era lui alla guida della fiat 500 e che si era allontanato per paura. Ma è stato rivelato dell’altro: Ricco è risultato positivo alle analisi compiute dai carabinieri, avendo assunto cocaina e bevuto alcool.

Insomma, un’altra morte che si poteva evitare (sulle strade raramente un incidente è frutto della casualità). Ma è inutile ragionare coi condizionali, bensì bisognerebbe puntare ai futuri semplici. Siamo in estate, la gente esce, va in motocicletta per godersi un po’ d’aria in movimento. Che fare? Più controlli e più raccomandazioni di prudenza, magari con una forte campagna di comunicazione. Su YouTube, ad esempio, c’è questo video, che parte da un monologo di Giorgio Panariello, ma poi c’è un mix di foto e video incidenti stradali (non per tutti).


Altro post su PalermoBlog:
13/06/2009,18:56


Se uno solo di costoro dovesse andare in giro, anche in una sola sperduta città del Paese, io potrei anche decidere di votare diversamente o non di votare affatto.
13/06/2009,11:45


In questi giorni stanno accadendo cose che non mi convincono.

Su Palermo Blog ho appena pubblicato questo post in cui ho scritto sull'accusa di vilipendio allo Stato per un gruppo di docenti che ha mostrato uno striscione politico durante la ricorrenza del 17° anniversario della strage di Capaci. A prescindere dalla condivisione o meno del messaggio ("La mafia ringrazia lo Stato per la morte della scuola"), ho espresso il mio dubbio circa il pericolo del giudizio soggettivo dell'autorità pubblica sull'opinione. Per leggere e commentare, cliccate qui.

Su Agrigento Blog, invece, si approfondisce il tema del ddl sulle intercettazioni in relazione alla figura del blogger. Il giornalista saccense Massimo D'Antoni, infatti, ha ripreso una dichiarazione di Marco Pancini, responsabile per le relazioni istituzionali di Google Italia. Per leggere e commentare, cliccate qui.

E sempre su Agrigento Blog ho scritto questo post in cui ho espresso il mio pensiero sulla sentenza della Cassazione che ha stabilito che "frequentare un mafioso non significa esserlo". Anche in questo caso, v'invito a leggere e a commentare, cliccando qui.

10/06/2009,07:23
Giuseppe Romano sta partecipando al concorso Diritto di Foto, organizzato da LiveSicilia. Ecco i suoi tre scatti con relativo link per votarle.

È tempo di sconti



(Per votare cliccate qui)

Il Papi e Nino



(Per votare cliccate qui)

Chiuso per lutto



(Per votare cliccate qui)
07/06/2009,11:58


Ho votato per Bil.

Articolo di approfondimento di oggi: Silenzio, vota Agnese (su PalermoBlog).
01/06/2009,09:21


La situazione politica siciliana si fa sempre più complessa e ardente: è cominciato, infatti, l'ammutinamento dei fedelissimi di Gianfranco Micciché dopo la decisione di sospendere dal Pdl Michele Cimino e Titti Bufardeci, rei di avere aderito alla nuova giunta di Raffaele Lombardo (stesso provvedimento è stato preso nei confronti di Luigi Gentile, appartenente al versante di An).


Al grido di battaglia "è sospendeteci tutti", in Sicilia si stanno registrando le defezioni volontarie di molti esponenti del Pdl di vario livello amministrativo e politico. Micciché, inoltre, ha chiesto pubblicamente ad Agrigento il "commissariamento" del partito, magari da affidare a Silvio Berlusconi o ad una sua persona di fiducia, non riconoscendo questa terzietà ai tre coordinatori nazionali (Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini) e ai due regionali (Giuseppe Castiglione e Domenico Nania).

Come scritto, coloro che appartengono alla corrente di Micciché hanno deciso di autosospendersi in segno di solidarietà e protesta. Ecco, a tal proposito, l'agenzia dell'ITALPRESS: "Dopo Siracusa (58 fra amministratori e consiglieri si sono schierati con Titti Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile) , a Palermo si sono autosospesi dal Popolo delle Libertà i sindaci e diversi consiglieri comunali di Piana degli Albanesi, San Cipirello, Alimena, San Giuseppe Jato, Balestrate e Montelepre. Hanno aderito alla protesta anche i consiglieri comunali di Palermo vicini al sottosegretario Gianfranco Micciché, tra i quali Elio Ficarra, Rino Mineo, Manfredi Agnello, Giovanni Greco, Vincenzo Di Gaetano e Salvo Lo Giudice. Nella sola provincia palermitana, secondo quanto apprende l'ITALPRESS, i dissidenti sarebbero al momento circa 200.Defezioni si registrano anche nell'Agrigentino; Trapani (San Vito lo Capo, Provincia e Comune di Trapani); Messina (Rocca di Caprileone, Sant'Agata di Militello, Castel di Lucio); Caltanissetta (il capogruppo del Pdl alla Provincia).In provincia di Agrigento, in particolare, nel corso di una manifestazione elettorale a sostegno della candidatura di Cimino, hanno reso nota l'autosospensione una ventina fra amministratori e consiglieri di enti locali".

La settimana, dunque, comincia col Pdl sempre più nel caos: Silvio Berlusconi non può stare a guardare. A Palermo, inoltre, ieri sera si è registrata la sconfitta della maggioranza del consigio comunale (ma per opera dell'ostruzionismo dell'opposizione) in merito alla questione dell'aumento della Tarsu. Tutto questo a sei giorni dal voto.

31/05/2009,10:48


Le notizie non dovrebbero crearsi, bensì dovrebbero approfondirsi ed essere raccontate nel momento in cui accadono, dando ad esse anche una connotazione politica, perché ciascuna testata è libera di seguire la propria linea editoriale e di pensiero, fatto salvo il dovere sacro dell'informazione obiettiva e genuina.

Tuttavia, come accade dovunque, i giornali, i telegiornali e le riviste hanno bisogno del riscontro consensuale, perché bisogna pagare gli stipendi e le strutture. Così è stato, così è e così sarà. Cinicamente, comunque, occorre essere bravissimi in questo, evitando di non essere scoperti, costruendo la notizia e rendendola un derivato di cronaca piuttosto che un frutto vero e proprio di chi la diffonde, quando si fiuta l'argomento del giorno.

Pare che non siano stati bravi, ad esempio, i giornalisti dell'Espresso che avrebbero voluto fare lo scoop, offrendo 50.000 euro a Laura Drezwica, partecipante dell'ultimo Grande Fratello, come ha raccontato lei stessa a Stefano Zurlo de' Il Giornale. I cronisti del settimanale avrebbero voluto il racconto dei particolari piccanti della sua presunta relazione con Silvio Berlusconi, anche (e soprattutto)  sessuali. Soldi ben spesi, perché ne avrebbero fatti guadagnare il triplo, con relativa risonanza mediatica in tutto il mondo. Le hanno chiesto una foto, un gioiello ma hanno ricevuto in cambio un due di picche.

30/05/2009,10:38


Il gruppo del Popolo delle Libertà al Senato ha presentato un disegno di legge di riforma costituzionale, con l'obiettivo di modificare l'articolo 10 dello statuto della Regione Siciliana, firmato dal presidente Maurizio Gasparri, dal vicepresidente vicario Gaetano Quagliarello e dal presidente della commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini.

Si tratta della conseguenza politica di ciò che sta succedendo nell'isola, all'indomani della strutturazione della nuova giunta di Raffaele Lombardo. Punto focale, infatti, del ddl è che "in caso di violazione del patto programmatico con gli elettori o di trasformazione della maggioranza che sostiene il governo, quest’ultimo possa essere sfiduciato e sostituito con un nuovo presidente eletto dall’Assemblea, nell’ambito della coalizione che ha ottenuto la maggioranza alle elezioni". Non è, comunque, un ddl che nasce oggi, in quanto se ne parlò anche nel gennaio scorso, chiamato "Salva-Ars" (qui il post), ma adesso ha acquisito maggiore rilievo politico. Ulteriore avvertimento o mezzo per giungere al più presto alla conclusione della leadership istituzionale di Lombardo, senza passare dalle urne?


Sia l'uno che l'altro, a mio avviso. Si ricorda che il governatore siciliano ha tenuto per sé tre deleghe, che potrebbero essere utilizzate come calmiere tra lui e il Pdl di Alfano-Schifani-Vizzini, da utilizzare dopo il risultato delle imminenti elezioni europee, che sta
biliranno col conta-voti chi tra i primi tre e Gianfranco Micciché ha più forza consensuale in Sicilia. Il Salva-Ars, insomma, darebbe il coltello dalla parte del manico al Pdl, con l'Udc fuori dai giochi.

Intanto, il leader dell'Mpa ha ottenuto molta risonanza mediatica da leggere in chiave elettorale. È noto che il suo par
tito non correrà da solo ma insieme alla Destra di Francesco Storace con l'obiettivo difficilissimo del superamento della soglia del 4%. Ciò che sta succedendo sta ovviamente mettendo in risalto il politico grammichelese, che così spera di ottenere più voti di quelli che ci sarebbero stati senza la tabula rasa, la conflittualità con l'Udc di Pierferdinando Casini e Salvatore Cuffaro, il contrasto con tutto il Pdl eccetto Micciché. Tra una settimana conosceremo l'esito di questa sua performance con la certezza che all'indomani della consultazione elettorale il panorama politico siciliano cambierà in maniera radicale, da una parte e dall'altra.

Aggiornamento, 14.07: I coordinatori nazionali del Pdl (Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini) hanno sospeso in via cautelativa i deputati dell'Assemblea Regione Siciliana Titti Bufardeci, Luigi Gentile e Michele Cimino, rei di avere aderito alla nuova giunta di Raffaele Lombardo. Da sottolineare che Cimino è uno dei candidati del Pdl al Parlamento europeo, vicino a Gianfranco Micciché.

29/05/2009,19:08


Stamane Raffaele Lombardo ha comunicato i nomi della nuova giunta regionale, dando così inizio al consolato con Gianfranco Micciché e scatenando l'ira funesta del Pdl.


Ecco, innanzitutto, i nomi degli assessori: Michele Cimino, Titti Bufardeci, Luigi Gentile, Roberto Di Mauro, Giuseppe Sorbello, Massimo Russo, Caterina Chinnici, Marco Venturi e Gaetano Armao. Lombardo ha deciso di tenere per sé tre deleghe.

Udc fuori dal governo, come già preventivato, così come il Pdl che fa capo ad Angelino Alfano, Renato Schifani e Carlo Vizzini ma con un neo che ha fatto andare su tutte le furie il Ministro della Giustizia, cioé la presenza nella giunta di Armao, su proposta dell'onorevole Dore Misuraca. Il politico agrigentino, infatti, ha espresso il suo " fermo disappunto" e il suo "indignato dissenso per il metodo della trattativa privata e per chi se ne è reso protagonista". Duro anche il commento del coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castilione, che proporrà al consiglio nazionale del partito l'espulsione degli assessori che hanno deciso di aderire al nuovo esecutivo del leader dell'Mpa. Intento confermato dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nonché uno dei coordinatori nazionali del Pdl, avendo dichiarato che "nessuno ha potuto, né può aderire senza una autoesclusione del Pdl. Non vogliamo che il governo della Sicilia e il suo rilancio possano essere confusi con furbesche manovre elettorali".

28/05/2009,08:23


Il Pdl ha deciso di fare la voce grossa in merito alla "guerra termonucleare" (come l'ha definita il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, qualche giorno prima la decisione di Raffaele Lombardo di azzerare la giunta).


I coordinatori regionali del partito (Giuseppe Castiglione e Domenico Nania), infatti, hanno dichiarato in una nota congiunta che "se domani (n.b. oggi) nascerà una nuova giunta questa sarà espressione solo di Lombardo e il Pdl non ci sarà. Non potranno esserci pezzi del partito. Se ci dovessero essere esponenti politici del Pdl è solo a titolo personale non in nome e per conto del partito, pena l’espulsione".

Destinatario della nota è naturalmente Gianfranco Micciché, il quale ad Acireale ha dichiarato, tuttavia, che "per quanto mi riguarda Raffaele Lombardo fa bene se va avanti" e che "non potrà essere certamente il vertice di un partito a fare venire meno un'alleanza di questo tipo. Sono convinto che la volontà espressa questo pomeriggio a Roma non determinerà il mandato popolare di ciascun deputato". Insomma, il politico palermitano rimane avverso ai suoi compagni di partito in Sicilia, sperando di ottenere alle elezioni europee la vittoria di Michele Cimino, anche con un solo voto in più rispetto a Salvatore Iacolino, costui appoggiato dal Pdl che fa capo a Renato Schifani e Angelino Alfano.

Se Michele Cimino, assessore della giunta azzerata di Lombardo che dovrebbe essere presente anche in quella in via di strutturazione, dovesse risultare il più votato della lista del Pdl, allora Micciché potrebbe usare il risultato a suo favore, presentandosi come esponente di forza della leadership siciliana del partito. Ma se dovesse avvenire il contrario, allora per il politico palermitano si aprirebbe uno scenario del tutto diverso e assai complicato.

Nell'isola, dunque, siamo alla resa dei conti: si ricorda che la spaccatura del Pdl è cominciata all'indomani della mancata candidatura di Gianfranco Micciché alla Presidenza della Regione Siciliana, non sostenuta allora soprattutto da Renato Schifani.

Per quanto riguarda il Lombardo II, non ci sarà l'Udc di Salvatore Cuffaro (ex amico del leader dell'Mpa), la cui assenza di certo si farà sentire in termini di alleanze nelle giunte comunali siciliane. A tal proposito, il politico di Raffadali ha dichiarato: "Lombardo torni a governare e a fare il presidente della coalizione, al servizio della Regione, oppure si torni alle urne".

26/05/2009,11:01


In Sicilia sta serpeggiando il ricordo del milazzismo, la cui storia è raccontata in quest'articolo su LiveSicilia ed anche da Paolo Granzotto sul Giornale.

In estrema sintesi, il termine prende il nome da Silvio Milazzo, politico calatino della Democrazia Cristiana, che il 30 ottobre 1958 fu eletto Presidente della Regione Siciliana coi voti dei partiti di destra e di sinistra (Msi e Pci), andando così contro al candidato ufficiale del suo partito. Stando ai più, infatti, Raffaele Lombardo sta pensando di fare una cosa simile, all'indomani dell'azzeramento della Giunta regionale.

Il milazzismo, tuttavia, avvenne "in nome dei superiori interessi dei siciliani" (come sostennero allora il comunista Emanuele Macaluso e il missino Dino Grammatico), mentre oggi ha come motivazione "la casa da radere al suolo e da ricostruire", obiettivo dichiarato dal governatore della Regione con la conseguente riscrittura del programma, con la creazione di una nuova squadra di assessori (metà politici e metà tecnici), con l'adesione di "chi ci sta".

Quantunque Raffaele Lombardo sostenga il contrario, la sua mossa ha il gusto della propaganda elettorale, giunta a due settimane di distanza dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo e di qualche consiglio comunale dell'isola, alcuni di una certa rilevanza (Caltanissetta, Sciacca e Termini Imerese, in primis). Ha voluto sfidare con la tabula rasa i suoi oppositori all'interno del Pdl e dell'Udc, con la pretesa di dimostrare che può governare l'isola da solo, e tecnicamente può riuscirci con il gioco della maggioranza variabile, facendo leva sugli aficionados di Gianfranco Micciché, in guerra col nuovo coordinatore regionale Giuseppe Castiglione.

A prescindere da ciò, comunque, quando una casa "rade al suolo" dovrebbe essere "ricostruita" dall'elettorato.
25/05/2009,16:10


Raffaele Lombardo
in Sicilia vuole governare da solo. Lo ha dimostrato azzerando la Giunta, spazzando via, dopo una decisione comunicata al suo entourage ieri notte, la squadra degli assessori conseguente alla schiacciante vittoria del 2008, quando il suo Mpa si presentò in alleanza con il Pdl e l'Udc.

Il politico grammichelese ha promesso che in 48 ore sarà allestito il nuovo esecutivo, un governo “istituzionale”,composto da “forze politiche e da esterni” a cui dovrebbero appartenere, stando alle indiscrezioni dell'ultim'ora, gente come Ludovico Corrao (ex deputato del Pci), Pasquale Pistorio (ex amministratore delegato della Stm) e Guido Lo Porto (ex presidente dell'Ars). Lombardo ha dichiarato che sarà riscritto il programma, condiviso da “chi ci sta”, caratterizzato dalla battaglia per ottenere da Roma le accise petrolifere, la riforma degli Ato rifiuti, lo snellimento della burocrazia, ecc.

Gli (ex) alleati l'hanno presa malissimo. Alessandro Pagano (Pdl) ha dichiarato che il governatore “ha perso la testa”. Carmelo Briguglio (vice presidente dei deputati del Pdl) ha affermato che “chi vuole guardare quanto accade in Sicilia con senso storico e politico considera l'esperienza di Lombardo la quarta fase del sicilianismo: la prima è stata il separatismo intrecciato al banditismo, la seconda il milazzismo, la terza la Rete di Orlando e, l'ultima, l'isolazionismo di Lombardo”. Marco Forzese (Udc), infine, ha sostenuto che “evidentemente Raffaele Lombardo non conosce la storia siciliana, se la conoscenza saprebbe che c'è grande differenza tra viceré e presidente. Il padrone assoluto di tutti i siciliani è un modello che mi auguro non vedere mai nascere in questa terra”.

L'altra parte, invece, l'ha presa benissimo. Leoluca Orlando (Idv) ha detto che: “la coalizione di Lombardo è ormai implosa sopraffatta dalle troppe promesse non mantenute, dai troppi interessi affaristici e dall'eccesso di consensi ottenuti pagando, estorcendo e mettendosi sotto la protezione dei boss mafiosi”. Ed il suo compagno di partito, Fabio Giambrone, chiede elezioni anticipate per “far finire questo scempio”. Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars ha tuonato così: “Siamo di fronte al giusto epilogo dell’esperienza fallimentare del centrodestra in Sicilia”.

Lombardo, dunque, ha risposto all'opposizione della sua (ex) maggioranza con la tabula rasa, perché sa di potere governare da solo, perché sa che è improbabile che si vada presto a nuove elezioni, anche perché occorrerebbe la sfiducia della maggioranza dell'Ars ed al momento non ci sono i numeri affinché questo accada, potendo giocare pure sull'attuale conflitto intestino del Pdl siciliano: gli è contro Giuseppe Castiglione (il coordinatore regionale del partito) ma è contro di lui anche Gianfranco Micciché, donde per cui c'è affinità politica tra il grammichelese ed il palermitano.

A questo punto, sarà decisivo il risultato delle elezioni europee, da cui deriveranno due prospettive differenti, il cui discrimine sarà il successo o meno di Michele Cimino, appoggiato dall'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, ricordando che l'altra corrente del Pdl sostiene le candidature di Giovanni La Via e Salvatore Iacolino (consiglio per la lettura: il Pdl spaccato in due).
24/05/2009,13:39
"Ripartiamo dalle elezioni europee proprio da Palermo e per Palermo. Europa significa fondi strutturali, grandi opere, risorse miliardarie da gestire. Per questo sulla nostra città, a maggior ragione, accendereremo i nostri riflettori contro ogni tentativo di disegno affaristico-mafioso e cercheremo, in questo, di mobilitare le migliori intelligenze della nostra città".

Ecco le parole che riassumono il discorso del senatore Carlo Vizzini in conclusione dell'incontro politico "Noi in Europa per una grande Palermo", avvenuto stamane al cinema Golden di via Terrasanta, organizzato dai Circoli di Iniziativa Riformista e dal Forum delle Libertà di Palermo.

Al convegno hanno partecipato anche i due candidati del Pdl alle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, Giovanni La Via e Salvatore Iacolino.

Il primo ha posto l'accento sulle difficoltà di questo tipo di campagna elettorale, diversa da tutte le altre per le dimensioni del collegio, caratterizzata dall'impossibilità conseguente di potere girare in tutte le realtà territoriali. La Via ha sottolineato che queste elezioni sono storicamente poco avvertite dall'elettorato, ma ha ricordato che la nuova Costituzione dell'Ue prevede maggiori funzioni per il Parlamento di Strasburgo grazie alla procedura di co-decisione, che entrerà in vigore a partire dal gennaio dell'anno prossimo. Ha, infine, messo in evidenza l'importanza politica del 6 e del 7 giugno, soprattutto in considerazione dell'obiettivo berlusconiano del 51% del consenso.

L'intervento di Iacolino è stato contraddistinto dall'esposizione di alcuni punti programmatici. Ha fatto riferimento al problema della mobilità, in cui ha grossa rilevanza l'impegno per non permettere il declassamento dell'aeroporto di Palermo, e alle necessità ammodernatrici dell'agricoltura. Ha affermato, infine, che l'eventuale presenza sua e di La Via al Parlamento europeo rappresenterà il lasciapassare per portare nuove risorse al Sud, alla Sicilia e alla Sardegna.

22/05/2009,11:12
Anch'io ho "giocato" con l'euro-politometro proposto da Repubblica, mediante il quale "si scopre" il proprio orientamento rispetto ad alcuni temi importanti della politica europea. Ho risposto alle dieci domande del test ed ecco il risultato: