Il day after della nuova giunta di Diego Cammarata è naturalmente caratterizzato dai commenti, soprattutto dalle polemiche politiche di chi sta all’opposizione e di chi sta alla maggioranza oppositiva.
Cominciando dai primi, diamo la parola a Ninni Terminelli, il segretario cittadino del Partito Democratico: “Nessun elemento di vera novità, se non il fatto che Cammarata non ha più la maggioranza d’aula“. Ed ha aggiunto Davide Faraone, il capogruppo democratico: “L’unica nota positiva è la riduzione, anche se con colpevole ritardo, del numero degli assessori“, ovvero da 16 a 12. Tono da De Profundis, invece, per Fabrizio Ferrandelli (Italia dei Valori): “È stata varata la giunta anti-Cammarata, che lo porterà al declino“.
E passiamo ai miccicheiani, esclusi dalla nuova squadra di Cammarata. Tuoni e fulmini provengono da Franco Mineo: “Noi siamo all’opposizione. E il sindaco non ha più i numeri per governare, è al capolinea“. Tuttavia, sul blog di Gianfranco Micciché, ecco spuntare oggi questo breve post con la dichiaraizone del sindaco: “Non ho disatteso alcun impegno con Micciché. Del resto lui stesso in un’intervista rilasciata qualche giorno fa ha dichiarato che non gli interessava avere assessori in giunta ma programmi e qualità“. Ma la foto scelta è metaforica: tre cassonetti stracolmi d’immondizia.
L’altra esclusione riguarda l’Mpa di Raffaele Lombardo, al secolo presidente della Regione Siciliana. Anche in questo caso, si pensa che Diego abbia i giorni contati; Leanza, infatti, ha dichiarato: “La nuova giunta si muove nel segno della continuità verso il baratro“. Pare un film dell’orrore.
Ma perché si ritiene che la nuova Giunta avrà problemi “matematici”? Orbene, senza i cinque miccicheiani e i cinque autonomisti, al Consiglio Comunale c’è il segno ics; la maggioranza, infatti, può contare su 25 consiglieri su 50.
Donde per cui a Palermo la nuova linea politica sarà medicea: “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza“.
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