29/03/2008


Fitna è il titolo del cortometraggio sull'Islam ed il Corano del deputato olandese Geert Wilders, il cui idolo è Oriana Fallaci. Ma è cosa nota che in Europa, o meglio Eurabia (sempre più colonia musulmana), tutto si può dire contro Gesù, nulla si può dire contro Maometto. Tutto perché il Cristianesimo non minaccia con la morte: nel Vangelo c'è scritto di porgere l'altra guancia, nel Corano invece c'è l'esortazione alla Jihad. In Eurabia, dunque, la libertà di manifestazione del pensiero è tale fino a che non si faccia riferimento negativamente all'Islam. A proposito del cortometraggio di Wilders, infatti, l'Unione Europea si è sbrigata ad affermare: "A nome del Parlamento europeo respingo in modo assoluto l'interpretazione contenuta nel film che l'Islam è una religione violenta" (Hans Gert Poettering). E poco prima persino Ban Ki-Moon, segretario dell'Onu, ha voluto dimostrare la sua contrarietà, appoggiando "gli sforzi del governo olandese per fermare la diffusione di questo film e chiede a chi è comprensibilmente offeso (da queste immagini) di rimanere calmo. La libertà deve sempre essere accompagnata da responsabilità sociale
". Ebbene, siamo in un periodo in cui in Tibet accade quello che accade e l'Onu si diletta ad accaparrarsi il ruolo di censore: che tristezza! Alla luce di tutto questo e di molto altro, la domanda retorica è sempre la stessa: Sarebbe accaduta la medesima cosa innanzi ad un cortometraggio contro Gesù Cristo? Di certo, no. Ed il motivo è semplice: il Cristianesimo non gestisce mica il petrolio... E l'Onu e l'Ue abbassano la testa e permettono che l'Iran ed il Pakistan facciano la voce grossa... due Stati di cui si sa che la democrazia è un pasto quotidiano...

Uno dei capisaldi della Rivoluzione Francese fu la "liberté": dopo 219 anni, imperati dai microcosmi, siamo nell'era degli eccessi: a livello individuale confondiamo la licenza con la libertà, a livello sociale si ritiene che la libertà sia permettere tutto fuorché quello che molesta gl'interessi. E di questo non c'è da stupirsi: ricordo che l'Unione Europea decise di non inserire il riferimento alla tradizione cristiana nella costituzione e magari tra qualche tempo si porrà in essere una revisione per introdurre le nostre tollerantissime radici musulmane... Allah è grande!
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categoria:islam alla guerra, religione e società
18/02/2008

Mentre la Cina esprime la sua preoccupazione per l'indipendenza del Kossovo (ed il chissenefrega è d'obbligo), da Teheran i Guardiani della Rivoluzione hanno affermato che Israele sarà distrutta da Hezbollah nel "futuro prossimo", naturalmente con l'aiuto iraniano. Ed a proposito di questo sostegno, la guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha lanciato il messaggio secondo il quale Allah punirà tutti gli iraniani che non appoggeranno il programma nucleare del loro Paese. Premettendo che grazie a Dio non sono islamico, perché non ci terrei proprio a credere ad uno che punisce coloro i quali non vogliono che l'energia nucleare sia utilizzata per avere un'arma che possa uccidere in quella maniera che hanno imparato sulla proprio pelle arsa gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki nell'agosto del 1945, che si fa nel frattempo? Aspettiamo a braccia conserte il momento in cui queste minacce saranno concretizzate, ricadendo negli stessi errori commessi con Adolf Hitler? Quando Israele sarà attaccata, giacché accadrà, rimpiageremo i momenti in cui il mondo avrebbe potuto fare qualcosa e non l'ha fatto. Occorrerebbe scatenare la rivolta in Iran, sostenere coloro che lì non vogliono la teocrazia tirannica con lo scopo del rovesciamento del potere. E gli aerei dovrebbero annientare tutti quei siti in cui si stanno progettando le bombe atomiche, poiché il loro fine non è la deterrenza ma l'annientamento. La storia ci insegna che la pace non si ottiene esclusivamente a tavola ma occorre talvolta ricorrere all'uso della forza, che è cosa ben diversa della violenza. Qui si sta rischiando grosso ed io non voglio che il popolo ebraico debba subire un'altra ecatombe, giacché quella deve rimanere la sola.

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categoria:politica, islam alla guerra
10/02/2008


Un'offensiva delle milizie arabe janjaweed, sostenute dall'esercito del Sudan, ha attaccato tre città del Darfur (Sirba, Abu Suruj e Seleia), provoncando oltre 200 tra morti e feriti. La denuncia proviene da Ban Ki-Moon, segretario generale dell'Onu, che ha condannato quanto accaduto.

Ed oggi è domenica: pranzerò quando si farà l'orario.
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categoria:islam alla guerra
04/02/2008


Ieri sera a Roma è arrivato Omar, il figlio di Osama Bin Laden, che ha 26 anni. Parteciperà alle 21 alla trasmissione "Niente di Personale", condotta da Antonello Piroso e trasmessa da La7. Ieri sera ha cenato in un ristorante di un albergo a pochi passi da Città del Vaticano, di cui ha apprezzato il colonnato, lo stesso che il padre, se potesse, vorrebbe ridotto a pezzi. Di recente il ragazzo ha annunciato che vuole diventare ambasciatore di pace, pur non rinnegando il papà, con l'obiettivo di non volere più "trovare in una situazione dove si combatte solo" e di "trovare un'altra strada", così come ha dichiarato in un'intervista all'Associated Press. Da un lato, dunque, abbiamo Osama che ha condotto il mondo nel terrore e dall'altra Omar che vorrebbe portare la pace. Come commentare questo post?
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categoria:attualità, islam alla guerra
09/01/2008


Ayaz Marhoni e Mahmoud Asgari, 18 e 16 anni, impiccati nel 2005 perché gay. A proposito degli omosessuali, Ahamdinejad il 24 settembre 2007, presso la Columbia University di New York, ha detto: "In Iran we don’t have homosexuals like in your country. In Iran we do not have this phenomenon, I don’t know who has told you that we have it". Non ce li hanno, perché li sterminano.



E l'Onu fa la moratoria contro la pena di morte, invitando il mondo a non toccare più Caino. Ad Ahmadinejad non gliene può fregar di meno.



Questo era Makwan Muluzdzadeh, che sta guardando la gru che tra poco lo ucciderà per aver commesso la colpa di essere gay. Al momento dell'arresto la polizia lo ammanettò e lo portò a dorso d'asino, esponendolo al dileggio, fino al commissariato.



Altri due omosessuali impiccati: trattasi di sterminio. In Italia gli omosessuali chiedono più diritti, in Iran chiederebbero semplicemente di continuare a vivere.



Questo ragazzo di 25 anni è stato frustato a sangue dalla polizia per le strade di Qazvin, 144 chilometri ad ovest di Teheran. Il motivo: ha bevuto un po' troppo ed ha fatto sesso fuori dal matrimonio.


In Iran la pena di morte è prevista per omicidio, adulterio. stupro, omosessualità, pratiche non sessuali ma erotiche tra uomini per 4 volte, bacio con lussuria in pubblico per 4 volte, reati legati alla prostituzione, reati legati alla droga, blasfemia, apostasia all'Islam, estorsione, corruzione, contrabbando d'arte, terrorismo, preso di alcool per tre volte, rapina a mano armata, pornofografia e teppismo (Fonte: Wikipedia). Possono essere giustiziati i maschi a partire dai 15 anni e le femmine a partire da 9.

In Iran si lapida, si frusta e si tortura. Lì non c'è libertà di parola: i bloggers che accennano una ribellione sono messi in galera.

E' inutile, dunque, fare i pacifisti a tutti i costi: come si può restare impotenti di fronte a tanta crudeltà? Come si può accettare che il presidente dell'Iran abbia il desiderio dichiariato di annientare Israele ed al contempo la volontà di avere la bomba atomica? E Teheran si permette pure di provocare gli Stati Uniti, sapendo orgogliosamente di avere le spalle protette da Putin. Stiamo permettendo al mostro di acquisire più forza ed un giorno ci pentiremo di non aver fatto qualcosa quando ci sarebbe stata la possibilità di farlo. Buon pomeriggio.

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categoria:islam alla guerra
09/01/2008
C'è "una situazione pericolosa. Non avrebbero dovuto farlo, punto e basta. Ignoro quali fossero le loro intenzioni, ma questa è la mia opinione: è stato un atto provocatorio".

Queste parole sono del Presidente degli Stati Uniti, George Bush, di risposta alla voce proveniente da una vedetta iraniana, che alle navi americani ha detto: "Sto piombando su di voi... preparatevi a saltare in aria entro pochi minuti".

Si tratta indubbiamente di un atto ostile: chi si credono di essere 'sti pasradan? Però c'è un fatto positivo: il regime tirannico e teocratico di Teheran si sta creando da solo la fossa; una tale minaccia, infatti, non potrà non convincere gli americani a prendere in considerazione un attacco bellico contro chi vuole dotarsi della bomba atomica anhce per togliere Israele dal mappamondo. Si è fatta la guerra all'Iraq, sostenendo che Saddam avesse le armi di distruzioni di massa e sono sorti dubbi a riguardo. Non si capisce perché non si faccia presto del bene all'umanità, soprattutto quella desiderosa di libertà in Iran, annientando Ahmadinejad ed i suoi fedeli distruttori della speranza di un intero popolo. La guerra sa essere anche necessaria, perché ci sono situazioni in cui le parole non bastano. Ed io darei la mia vita in nome della libertà, anche di quella di un popolo a cui non appartengo in quanto italiano ma in quanto uomo. Non bisogna commettere lo stesso errore che si fece con Adolf Hitler, lasciandogli la possibilità di combinare quello che sappiamo tutti ha fatto: la storia è magister vitae. Infine, se qualcuno dovesse commentare questo post con il concetto :"vacci tu lì a buttare il sangue nelle strade iraniane", rispondo in anticipo in questo modo: se ci fosse la possibilità, non ci penserei su due volte.
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categoria:islam alla guerra
27/12/2007


Da Tgcom: "La leader dell'opposizione pakistana ed ex premier Benazir Bhutto è stata uccisa in un attentato a Rawalpindi, a sud di Islamabad, dove stava tenendo un comizio elettorale".

Benazir sapeva che sarebbe accaduto, prima o poi. Era un personaggio scomodo, perché voleva la vera libertà per il suo Pakistan. Ed Al Qaeda l'ha uccisa, compiendo un atto codardo contro la democrazia. Il terrorismo è la radice del male, che bisogna estirpare con la forza: le parole, infatti, non servono a nulla.
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categoria:politica, islam alla guerra
11/12/2007


Sulla home del sito dell'Inter si può assistere al count-down che porterà al giorno in cui la gloriosa società nerazzura compierà 100 anni e la squadra ha deciso di cominciare le celebrazioni già sul campo, perché sta dominando il campionato di serie A con la speranza da tifoso di fare nostra anche questa Champion's League. Ma la società presideduta da Massimo Moratti mai avrebbe potuto immaginare che la maglietta celebrativa del centenario avrebbe potuto creare un problema storico-politico con gli islamici turchi. Un avvocato musulmano, infatti, tale Barsia Karska, ha chiesto all'UEFA di addirittura multare l'Inter in quanto la maglia bianca con la croce rossa sarebbe "un'offesa all'Islam" poiché ricorda i templari, usata per giunta nella partita del 27 novembre scorso contro il Fenerbahce. Kaska ha affermato che "quella croce ricorda giorni sanguinosi". Ebbene, questa è una esagerazione che infastidisce, non semplicemente perché in questo caso si offende la storia del club nerazzurro, giacché la maglia fu frutto della fusione nel 1928 della FC Internazionale con l'Unione Sportiva Milanese e al centro c'era anche il fascio littorio. E poi la Turchia mi sta antipatica, diciamolo, soprattutto perché si comporta da mostro bicefalo: fa l'europea con l'UE perché vuole ottenere i vantaggi derivanti dall'entrata in essa (e Istanbul sta a Roma come la neve sta a Ibiza ad agosto) e fa l'islamica intollerante contro i curdi. Ed ora ho una ragione in più per essere orgoglioso di essere interista.

Aggiornamento 21:36: Nei commenti di questo post il blogger imagesofme ha pubblicato una immagine che è emblema dell'oggetto di questa discussione. Eccola:





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categoria:calcio, islam alla guerra
05/12/2007


A proposito dell'Iran, lo sapevate che la Rai allontanò il Trio Lopez-Marchesini-Solenghi nel 1986 in seguito alla puntata di Fantastico 7 (condotto da Pippo Baudo) del 22 novembre, perché i tre comici osarono prendere di mira l'Ayatollah Khomeini? Questo perché Teheran rispose garbatamente, cioé l'Iran Air sospese i voli per l'Italia ed il governo iraniano richiamò l'ambasciatore da Roma, dimostrando un senso dell'umorismo pari a quello di un sasso. E ci furono pure alcuni disordini. Sapete chi sistemò il tutto? Il solito ed intramontabile Giulio Andreotti. A che prezzo? La Rai non avrebbe più permesso uno sketch simile. Ho cercato su YouTube il video incriminato ma non l'ho trovato... Di quell'edizione di Fantastico, comunque, eccovi questo breve filmato, in cui si cita Gorbaciov:

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categoria:televisione, islam alla guerra
04/12/2007


Lo scopo di Sooreh Hera, fotografa iraniana, era quello di smentire Ahmadinejad che disse, durante la sua recente visita a New York, che in Iran non esistono omosessuali (cerca, invece, di eliminare apparentemente di nascosto quelli che in realtà ci sono). Ed ha esposto in Olanda qualche scatto che ha fatto inalberare gli islamici, soprattutto i terroristi, che l'hanno puntualmente condannata a morte (e nel Paese dei girasoli hanno già fatto fuori Theo Van Gogh). Il direttore del museo, mosso dalla paura, ha ritirato le fotografie di Sooreh, affermando ipocritamente di non volere fare politica. Ciò che mi fa arrabbiare, inoltre, è che le immagini incriminate, tra cui una in cui sono stati immortalati due modelli raffiguranti Maometto ed il genero Alì, sono state ritirate anche da YouTube, dov'erano apparse per poco, per il contenuto inappropriato. Nel famoso sito, tuttavia, si possono tranquillamente vedere video in cui viene presa in giro la figura di Gesù Cristo, come accade, ad esempio, in questo caso, in quest'altro ed in quest'altro ancora. Dove sta la coerenza, dunque? Si tolgono gli scatti di una donna iraniana, con il palese scopo politico di dimostrare l'ipocrisia dell'Islam nei confronti del sesso e degli omosessuali e di attaccare il governo teocratico di Teheran e si mantengono video che si prendono burla del Protagonista del Cristianesimo. Perché? Una risposta semplice-semplice può essere la seguente: l'Islam ammazza, mentre il Cristianesimo porge l'altra guancia. E non è una differenza da poco. Non c'è nessuna voglia di generalizzazione, naturalmente; mi irrita, tuttavia, l'uso dei due pesi e delle due misure perpetrato non solo da YouTube. Ho contattato, comunque, la fotografa iraniana e spero vivamente di avere i due scatti incriminati così da pubblicarli in questo blog.

Aggiornamento 21:11. Sono riuscito a trovare il video che YouTube ha tolto. Per vederlo, cliccate qui.
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categoria:islam alla guerra, religione e società
27/04/2007



La notizia, innanzitutto: "Insegnanti riluttanti a parlare della Shoah per paura di offendere gli studenti musulmani. Al punto da eliminarla dai programmi di storia per il Gcse, l’equivalente del nostro esame di maturità. Succede in Inghilterra, dove alcune scuole secondarie hanno deciso di non affrontare l’argomento per non offendere i sentimenti degli studenti di religione islamica che negano l’Olocausto...Ma non è tutto. In un’altra scuola ad essere bandito è stato invece lo studio delle Crociate, sempre per non turbare la sensibilità dei musulmani ai quali, nelle moschee, viene insegnata una versione completamente diversa di quell’evento storico".

La vignetta di Cox and Forkum è già molto esplicativa di per sè. Ciò che mi preme ribadire è l'assurdità di quanto stia accadendo in Europa (ormai EuroArabia, così come ci diceva spesso Oriana Fallaci), dove si tende a seppellire ogni radice cristiana e si assiste al rispetto assoluto nei confronti dell'Islam. Ma perché? Spesso ho scritto che ritengo che ci siano due semplici spiegazioni di fondo: la paura e gli interessi economici. Se i cristiani avessero nel loro DNA l'eliminazione dell'infedele ed avessero il controllo del petrolio, allora di certo ci sarebbe ben altro comportamento nei confronti della Croce...
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categoria:islam alla guerra, religione e società
18/04/2007


Dal Corriere della Sera: "ANKARA - Tre persone sono state uccise a Malatya, nelle regioni orientali della Turchia, in un assalto armato a una casa editrice che stampava libri sul cristianesimo. Tre delle quattro vittime sono state «legate, bendate e sgozzate con coltelli», mentre un'altra persona creduta morta dopo essere caduta da una finestra è in fin di vita e un'altra è grave dopo essere stata anch'essa accoltellata alla gola".

La Turchia non può entrare nell'Unione Europea, deve rimanerne fuori. Non si può ammettere che sia considerato europeo uno Stato in cui si uccide in maniera disumana perché in quella Casa Editrice si pubblicano Bibbie.
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categoria:islam alla guerra
05/04/2007


I quindici marinai inglesi torneranno nelle loro case, senza alcuno scambio di prigionieri. Tony Blair è contento. C'è qualcosa, però, che mi fa storcere il naso, comunque, che deriva dalle parole di Ahmadinejad, in base alle quali non si è trattata di una liberazione, bensì di un dono agli inglesi. Come dire: vi dimostro che sono forte, graziandoli, ma rimane il vostro sbaglio. Naturalmente siamo tutti contenti che questa storia sia finita nel miglior modo auspicabile, però il finale era abbastanza scontato, perché di certo Teheran non avrebbe mai potuto nemmeno pensare di torcere neanche un capello ad un marinaio della Corona, giacché le conseguenze sarebbero state drammatiche. Però Ahmadinejad ha voluto ugualmente fare il gradasso. Il popolo iraniano merita la vera democrazia, non di certo un governo teocratico che soffoca le libertà fondamentali. Mi auguro che la soluzione ai problemi iraniani possa nascere dall'interno, ma quando c'è una forma di governo autoritario, ciò è praticamente impossibile, così come la storia dimostra. C'è sempre bisogno di un aiuto esterno e questo ce lo insegna anche l'Italia.

P.S.: Da notare, nella foto, che i 15 marinai sono in abiti borghesi. Non c'è peggiore offesa alla dignità di un soldato che essere spogliato della sua divisa.
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categoria:politica, islam alla guerra
02/04/2007


Ieri ho visto in televisione le immagini dei due velivoli americani che hanno violato lo spazio aereo iraniano. Di certo i due piloti non hanno sbagliato rotta. Più che una provocazione, si è trattato di un avvertimento. Alcuni media russi hanno scritto che addirittura gli Stati Uniti stiano preparando l'attacco per la notte del venerdì santo. Altri pensano che ciò accadrà in estate.
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categoria:islam alla guerra
31/03/2007


Gli Americani e gli Inglesi non faranno come gli Italiani. Nessuno scambio di prigionieri da pattuire con l'Iran. I quindici soldati britannici non saranno liberati in cambio di cinque pasdaran catturati in Iraq. Naturalmente c'è una differenza fra questa situazione e quella di Mastrogiacomo, non pienamente risolta. I primi fanno un rumore incredibile, perché fanno parte di un esercito, perché dovrebbero essere tutelati dalle leggi internazionali in materia. Il secondo è un giornalista, andato in Afghanistan per documentare ciò che sta accadendo in quella zona di mondo. Gli italiani hanno trattato coi talebani per salvargli la vita. Massimo D'Alema ha, comunque, detto che il governo di Romano Prodi non ha fatto nulla, ma tutto è nato da Kabul. Sono d'accordo con il salvare le vite, sempre e comunque, ma sono contrario a questo scaricabarile. Londra non tratterà con Teheran, perché sa di avere ragione. E Ahmadinejad sta scherzando con il fuoco roventissimo. Se gli inglesi intervenissero militarmente contro il regime teocratico iraniano, nessuno potrebbe dirgli nulla, soprattutto alla luce della presa di posizione netta e rigida dell'Unione Europea. L'Iran vuole la guerra e sta provocando affinché questa accada al più presto. Non si deve cadere nella loro trappola.
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categoria:islam alla guerra
25/03/2007


Mentre in Italia la discussione politica è accesissima, a Farah, in Afghanistan, è stata fatta esplodere una bomba al passaggio di un convoglio di nostri soldati. Nessun ferito grazie a Dio. Ma questo ulteriore avvenimento pericoloso  per i nostri militari esorta all'armamento più consistente per l'esercito e al cambiamento delle regole d'ingaggio. Ed in Iran la situazione peggiora sempre di più, soprattutto alla luce dei 15 marinai inglesi fermati dai soldati iraniani per aver violato le acque territoriali, condotti a Teheran. Attenzione, il casus belli è in agguato. Questa notizia si inserisce, poi, nella decisione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di predisporre nuove sanzioni economiche e militari contro l'Iran per il rifiuto del governo di Ahmadinejad di sospendere il programma per l'arricchimento dell'uranio.

Da ciò è facile evincere che la situazione nelle due zone più calde del mondo sta peggiorando. In Afghanistan è in corso una guerra, sminuita volontariamente dal governo di Prodi. In Iran Ahmadinejad sta provocando, cercando di mettere soggezione al mondo, convinto che la bomba atomica s'ha da fare. Londra ovviamente chiede l'immediato rilascio dei suoi soldati, mossi dal fatto che si trovavano in Iraq e non in Iran. Ed in Italia il voto per l'Afghanistan è ormai alle porte. Nell'ultimo momento Prodi ha trovato un altro alleato voltagabbana, cioé l'Udc di Casini, che non fa più parte ormai della CDL. Questo è a dir poco vergognoso. Silvio Berlusconi, invece di convincere l'incomprensibile Casini, dovrebbe rimboccarsi le maniche e sistemare la nuova Casa delle Libertà, che può essere molto più forte di quanto lo sia ora, giacché al Senato si sa come sono vanno le cose. Ho un punto fermo, comunque: i nostri soldati in Afghanistan non possono essere lasciati soli. Hanno bisogno di sentire lo Stato accanto ed hanno bisogno di avere più possibilità di difesa, con un miglior armamento, anziché quello attuale. La CDL dovrebbe andare al Senato chiedendo esplicitamente questo. Poi se dovesse passare al Senato con i voti rilevanti dell'opposizione e dei senatori a vita, allora non ci sarebbe più spazio per Prodi. Ma a questo ci pensiamo a tempo debito.
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categoria:politica, islam alla guerra
09/01/2007


Gli Stati Uniti sono intervenuti nel conflitto in Somalia tra le forze leali al Governo di transizione e le Corti islamiche. Raid aerei, infatti, hanno colpito la zona sud-orientale somala, provocando la morte di 27 persone tra i civili. Obiettivo? Uccidere il massimo rappresentante di Al Qaeda nell'Africa Orientale ed un suo dirigente influente, che sarebbe coinvolto negli attentati del 1998 contro le due ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania, che causarono la morte di 225 persone. Risultato? Secondo gli americani gli obiettivi sarebbero stati raggiunti. Ma la portaerei Eisenhower si sta avvicinando alle coste somale, facendo preludere ad altri imminenti attacchi aerei. Si sta aprendo, dunque, un nuovo campo di battaglia della guerra contro il terrore islamico, cominciata dagli Stati Uniti d'America in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001. L'azione bellica è stata posta in essere senza consultazione delle istituzioni internazionali, che hanno dimostrato ancora una volta la loro inutilità ed inadeguatezza. Ora pioveranno le critiche aspre sul capo di Bush. Gli Stati Uniti, comunque, hanno sempre fatto e faranno sempre di testa loro, potendoselo permettere, essendo la più forte potenza economica e bellica del pianeta. Che ne penso? Strano che Wasghinton non abbia preannunciato questo tipo di attacco. Prepariamoci a qualcosa di più eclatante.
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categoria:politica, islam alla guerra
28/11/2006

Mentre il Papa si trova ad Ankara, capitale della Turchia, in Italia sono avvenuti altri fatti che testimoniano che stiamo vivendo in una società che sta esasperando l’integrazione della cultura islamica, basandola su una sorta di trade-off religioso: più Maometto, meno Cristo. Nella scuola media Barsanti di Firenze un calendario islamico ha sostituito il crocifisso. Ed il capogruppo dell’Udc nel Consiglio comunale del capoluogo toscano, Mario Razzanelli, ha commentato in questo modo: “Di questo passo arriverà il giorno in cui i crocifissi delle chiese verranno sostituiti con la mezzaluna islamica”. Il nostro Parlamento, inoltre, si prepara addirittura ad ammettere la poligamia nel nostro Paese: oggi, alla Camera dei deputati, infatti, inizia la discussione di una legge sulla libertà religiosa che legittima di fatto il matrimonio musulmano in Italia. Il titolo all’ordine del giorno è “Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi”. La preoccupazione sta nell’articolo 11 di questa norma, ai sensi del quale il ministro di culto islamico non sarà tenuto a pronunciare, durante il rito in moschea, gli articoli 143, 144 e 147 del codice civile sulla parità di diritti e doveri fra moglie e marito, “qualora la confessione abbia optato per la lettura al momento della pubblicazione”. Merita di essere riportata la reazione di Souad Sbai, presidentessa dell’Associazione delle donne marocchine, la quale ha affermato: “Ci siamo liberate dalla poligamia in Marocco e ora ritroviamo questa piaga in Italia”.
Sta avvenendo, dunque, ciò che non riuscirono a fare militarmente gli arabi alcune centinaia di anni fa: cioè la colonizzazione culturale islamica. Si fa sempre più largo l’Eurabia, di cui ha scritto Oriana Fallaci nel libro La forza della ragione. E si arriverà allo scontro, ma non a quello tra le due religioni, bensì a quello tra le due culture. Non ci sarà alcuna jihad, anche perché in Europa il cristianesimo non è più trattato un culto da rispettare, ma un elemento marginale della società. Ci sarà una sorta di Rivoluzione sociale, il cui esito è aperto, seppur la cultura islamica sta già cominciando ad occupare molte posizioni strategiche, usando come arma seducente soprattutto l’oro nero. E’ solo una questione di tempo.
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23/11/2006

Ad Istanbul non si vuole il Papa e si cerca di ricordarlo in molti modi: ieri, ad esempio, un gruppo di dimostranti di estrema destra ha occupato un’ex moschea, oggi adibita a museo. Ma il Vaticano minimizza: Benedetto XVI andrà in Turchia, nonostante il clima di tensione sempre più crescente. Si tratterà di certo del primo difficile viaggio del Capo della Chiesa Cattolica: si recherà in uno Stato ad alta densità islamica, con la bandiera che fa riferimento alla religione di Maometto, con un Premier che andrà altrove pur di non incontrarlo, con un Paese che a Cipro commette errori di tutti i colori contro i cristiani, profanando le chiese, adibendole persino a porcai. Se Papa Giovanni Paolo II sfidò l’ateismo comunismo, Papa Benedetto XVI sta sfidando l’intransigenza intollerante del nuovo islamismo. E fa bene a recarsi ad Istanbul e la Turchia si deve preoccupare sinceramente a rendere il suo viaggio più tranquillo possibile, se vuole davvero entrare a far parte dell’Unione Europea. Passi, infatti, la vergognosa assenza del riferimento alle radici cristiane nella “costituzione” dell’UE, ciò fatto proprio per permettere l’entrata dei Turchi, ma non potrebbe passare alcuna azione oltraggiosa nei confronti del Papa. Se qualcosa di grave avvenisse, beh i cristiani di Europa dovrebbero senza dubbio organizzare manifestazioni pubbliche in ogni piazza di ogni capitale del vecchio continente, così da sancire la fine di ogni possibilità di appartenenza del governo di Ankara alle istituzioni della UE. Il Papa non si tocca e di ciò dovrebbero essere d’accordo anche tutti i laicisti europei, comunisti e non: Benedetto XVI non rappresenta, infatti, “solo” il cristianesimo cattolico, ma anche la cultura e l’identità del vecchio continente.
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12/09/2006
La prima puntata della nuova stagione di Matrix, dedicata alle verità (cosiddette) contrapposte sull’11 settembre, di cui ieri si è commemorato il 5° anniversario, mi ha lasciato davvero sgomento sulle ipotesi complottistiche, alcune già conosciute, dei due giornalisti in studio, Blondet e Chiesa. In estrema sintesi, per entrambi questi signori l’11 settembre è stato il giorno non del più grande attentato terroristico di matrice islamica della storia contemporanea, bensì il giorno del più grande complotto politico mai architettato nell’intera storia del mondo. Hanno sostenuto che le due torri gemelle sono state fatte saltare dagli stessi americani; che sul Pentagono è finito un missile Cruise e non un aereo con più di sessanta passeggeri, tutti morti, ma non hanno saputo spiegare la loro destinazione; che il volo 92 si è schiantato in altro luogo rispetto a quello in cui è precipitato. E tutto perché? Non hanno risposto, ma hanno sottolineato che i criminali americani devono pagarla. E c’è da dire che Blondet si è dimostrato anche antisemita, sostenendo anche la funzione oscura di qualche ragazzo israeliano di una ditta di traslochi presenti in quel triste giorno per l’intera umanità civile a New York. Per fortuna gli altri due giornalisti presenti, uno dei quali era il responsabile della CNN in Italia, hanno saputo ottimamente affrontare e confutare le ipotesi di chi farebbe meglio che occupasse il tempo in qualcosa di più utile, soprattutto per sé, lasciando perdere gli altri. L’11 settembre 2001 sono morte più di due mila persone. Le due torri gemelle sono crollate in seguito ad una reazione a catena di eventi generati dall’impatto dei due aerei di linea. Esistono le conversazioni telefoniche delle hostess degli aerei ai loro diretti responsabili dal dirottamento al momento della tragedia. Sono state le hostess che hanno subito informato sulle generalità dei terroristi, segnalando le numerazioni dei posti lasciati vuoti per telefono, così da velocizzare l’identificazione di quei kamikaze, che di certo staranno marcendo all’inferno, laddove finirà (o spero che già sia finito) Osama Bin Laden, la mente dell’11 settembre e di altri mali. E non certo quei kamikaze sono usciti dal cilindro della FBI o della CIA, creati a tavolino. Sul velivolo precipitato nei pressi di Pittsburg c’erano degli eroi e si è schiantato nel luogo noto. Sul Pentagono si è schiantato un aereo con 63 passeggeri, esseri umani che hanno addolorato le loro rispettive famiglie. Vi sono numerosi testimoni e vi è il video in cui si nota la coda dell’aereo, poco prima dell’impatto. E da quel giorno il mondo si è accorto di avere un nemico globale, una parte decise di controbattere, l’altra decise di schierarsi implicitamente dall’altra parte. Ed io sto con gli USA. Ciò perché ho il "brutto" vizio di stare sempre dalla parte dei buoni...
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