Walter Schels è un fotografo tedesco di 72 anni che ha deciso di occuparsi della più grande paura dell’uomo, cioè la morte. Ed a Londra, più precisamente al Wellcome Collection di Euston Road, c’è una mostra dei suoi scatti, intitolata “Life before Death”. Ventuno di queste immagini possono vedersi sul sito di Repubblica e sono adatte a lettori non facilmente impressionabili. Cliccate qui se volete darci un’occhiata. Io le ho viste, dedicando ad ognuna di esse più che una toccata e fuga, giacché hanno esortato la riflessione non tanto nel prima o nel dopo, quanto nel durante. Le fotografie di Schels, infatti, pongono quegli interrogativi che caratterizzano da sempre il pensiero umano e soprattutto non hanno una risposta certa ma tante quante sono le fedi in merito. L’artista tedesco ha affermato che i suoi scatti servono per “vincere la paura”, in realtà contribuiscono a fomentarla, perché testimoniano il passaggio sul volto dall’essere al non essere, individuato, ad esempio, dagli occhi chiusi e dalla pelle ritratta. Ritengo che il timore possa essere superato esclusivamente dalla fede, che non è soltanto quella religiosa, giacché anche l’ateismo lo è, perché si crede che nessun Dio esista e la morte è considerata lo stato del non essere, cioè dell’assenza dell’io che piomba nel nulla. Da un lato, dunque, si ha fede nel fatto che ci sia un’altra vita dopo questa; dall’altro che abbiamo a disposizione solo questa esistenza. Per dirla alla Epicuro, quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo noi, da cui discende il celeberrimo carpe diem di Orazio. Il Cristiano autentico, invece, vive la vita proiettata a quella che sta al di là della morte, concepita come un momento di passaggio. Ci si deve comportare bene adesso per meritarsi il Paradiso dopo, altrimenti si rischia di essere dannati per l’eternità all’Inferno. C’è anche il Purgatorio, il quale è una invenzione medievale: non c’è alcuna traccia di esso nelle Sacri Scritture. Si tratta di un escamotage che diede possibilità alla Chiesa di allora di ricevere sostegno economico dai ricchi attraverso le indulgenze. Sono cristiano, così come si evince dal sottotitolo di questo blog, però non accetto tutto in toto, eccetto i dogmi fondamentali che costituiscono gli elementi del mio credo. Della morte, ad esempio, ho paura e non la nascondo: è uno dei temi fondamentali del mio primo romanzo, il Cuore ha sempre Ragione, in cui il protagonista, Alessandro, riesce a superare la paura grazie ad un aiuto davvero straordinario. So che non riuscirò mai a superare questo timore e di conseguenza ne sono attratto. Perciò la mostra di Walter Schels ha catturato la mia attenzione. Attendo adesso un vostro pensiero a riguardo.
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