15/05/2008


L'assassinio brutale di Lorena e l'ennesimo caso di stupro di gruppo, stavolta avvenuto a Palermo e ai danni di una tredicenne, sottolineano ancora di più il monito di Papa Benedetto XVI, che cinque giorni fa ha affermato: "In una cultura sottoposta alla prevalenza dell'avere sull'essere - ha osservato Benedetto XVI - la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. [...] Si assiste sempre più spesso, purtroppo, a vicende tristi che coinvolgono gli adolescenti, le cui reazioni manifestano una non corretta conoscenza del mistero della vita e delle rischiose implicanze dei loro gesti". Non penso che ci sia nessuno che possa essere contrario con queste parole del Pontefice, che sottolineano l'esistenza di un disagio negli adolescenti e di una progressiva corruzione dei valori fondamentali, a cui ho già dedicato questo post nove giorni fa. Il sesso, infatti, ormai è concepito come mero appagamento fisico ed è allontanato dal sentimento; appartiene, inoltre, al gruppo ed ha perso di conseguenza la sfera dell'intimità. La televisione e soprattutto talune pubblicità di certo esasperano questa visione assolutamente materiale del rapporto sessuale e si dà sempre di più poco spazio al "non c'è sesso se non c'è amore". Naturalmente la società in sé non è direttamente responsabile dei minorenni che hanno ucciso la ragazza di Niscemi o dei giovani che hanno violentato quella di Palermo, però lo è dal punto di vista morale, perché in entrambi i fatti di cronaca è forte la presenza dell'elemento sessuale ed i giovanissimi, essendo nel periodo della formazione e della definizione del proprio modus vivendi e cogitandi, si conformano agli input che la comunità gli offre. E visto che non tutti siamo buoni, ci sono poi quelli che rispondono alle sollecitazioni in maniera criminale. Proprio così, in questo ho una visione olistica del rapporto tra uomo e società. I rei, pertanto, meritano una pena dura e certa, però la società deve cominciare ad interrogarsi anche sulle proprie responsabilità, che sono più che evidenti. E chi deve concretamente occuparsi della questione non è solo il sociologo, che ha il compito di evidenziare analiticamente il problema, ma anche il politico, che ha le capacità per influenzare la società almeno dal punto di vista dell'ordine legislativo. Non sarebbe male, ad esempio, istituire una commissione parlamentare ad hoc, con lo scopo di trovare le strade migliori per offrire agli adolescenti una visione più uniforme possibile del giusto e del lecito, ponendo in essere politiche pubbliche condivise a carattere morale. Perché ogni qual volta accadono fatti di cronaca, come quello di Niscemi, non possiamo limitarci allo sgomento ma dobbiamo interrogarci sui perché e sui come tentare di evitare che possano riaccadere.
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categoria:cronaca, attualitĂ 
10/05/2008
Succede. Un infarto e via da questa terra. Però quando ne sei testimone oculare fa un altro effetto, essenzialmente drammatico. Ciò accade nel caso di José Fernando Castro Caycedo, un parlamentare colombiano, colpito da infarto mentre stava parlando: a quanto pare è stato fatale il ritardo dei soccorsi ed è stata aperta un'inchiesta. Quando ho visto per la prima volta il video, sono stato colto dall'ansia e dalla riflessione conseguente, quella spicciola che riguarda la fugacità della vita. Il parlamentare si è accorto che c'era qualcosa che non andava, fermando l'orazione e si è accasciato subito dopo. Oggi ci sei, domani non si sa. Frase retorica, sentita e risentita, pleonastica e semplicistica: però è così. Potrei continuare a scrivere qualcosa a riguardo, però bastano gli occhi ed i gesti dell'uomo colombiano nel momento stesso in cui ha percepito il dolore e poi... Requiescat in pacem.

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categoria:cronaca, quotidianitĂ , religione e societĂ 
06/05/2008
A Gavinana, in Toscana, il Parroco di San Pietro in Palco, don Vittorio Menestrina, ha denunciato alcuni atti compiuti dai giovani del posto, che segnalano sempre di più la crisi morale degli adolescenti italiani. Al quotidiano Il Firenze, il sacerdote ha raccontato di avere persino beccato "un ragazzo e una ragazza seminudi a fare l'amore su una panca della chiesa. Un'altra volta alcuni di loro sono entrati correndo e urlando durante la Messa, facevano gestaggi al crocifisso sotto gli occhi dei fedeli. Per non parlare di quando hanno tirato le uova sulla facciata e sulla statua di San Pietro". Ed ha aggiunto: "I fedeli hanno paura a entrare in chiesa, si aggrappano alle ringhiere perché questi ragazzi cercano di farli cadere. Alcuni sono di Gavinana, altri arrivano in motorino da Ponte a Ema, ma tanti vivono in zone bene, come Santa Margherita a Montici e via Benedetto Fortini. Sono figli di famiglie facoltose. Arrivano alle due del pomeriggio e restano fino alle otto". I responsabili sarebbero una trentina di bulli, di un'eta compresa fra i 14 ed i 16 anni.

Quand'ero bambino e commettevo qualche monelleria, mia madre mi minacciava con la scusa del collegio: "fallo ancora, e ti ci vado a chiudere subito". Ed io ci credevo e cercavo di comportarmi bene proprio per evitare quel terribile castigo, soprattutto davanti ai suoi occhi. In strada, comunque, ero libero di fare ciò che volevo e mi piaceva talvolta, come agli altri miei amici, emulare il comportamento dei grandi. Ma pur essendo cresciuto nel quartiere popolare della Zisa, non ho mai partecipato a nessun'azione di bullismo. Con i miei compagni di gioco preferivo calciare il pallone in ogni dove: box sotterranei, parchi, in mezzo alle strade quasi deserte di domenica. Ci divertivamo a fare i cattivi solo se decidevamo di essere guardie o ladri, che diventavano sbirri e mafiosi. E guai se un adulto ci scopriva, soprattutto se era una mamma... questa chiamava subito l'altra, che contattava l'altra ancora e da ciò ne conseguiva il ritorno a casa immediato, una sorta di arresto domiciliare, che in alcuni casi poteva durare pure una settimana! Ci insegnavano che non si deve scherzare con il male, perché si può correre il rischio di credere che il male non sia davvero tale.

Però mai avremmo potuto neanche pensare di compiere le azioni che hanno posto in essere quel gruppo di toscani in una Chiesa. Un fatto del genere, trasportato negli anni in cui sono stato adolescente, ed in Sicilia, non sarebbe nemmeno apparso sui giornali, ma si sarebbe regolato tra le mure domestiche dei responsabili. Poniamo il caso se ciò fosse avvenuto una ventina di anni fa in una Chiesa del centro di Palermo. Se il sacerdote avesse trovato due ragazzi che facevano sesso su una panca, li avrebbe presi e gettati fuori a calci nel sedere, completamente nudi in piazza, con l'aiuto degli altri fedeli. E poi ci sarebbero state le legnate dei rispettivi genitori e la macchia della vergogna. Oggi, invece, a Gavignana, i responsabili hanno persino picchiato i vecchietti che stavano nei pressi di San Pietro in Palco, perché li hanno richiamati per il loro comportamento osceno. Non solo hanno fatto un sacrilegio in un luogo di culto ma anche si sono permessi di utilizzare la violenza a causa dell'ammonimento degli anziani.

Ritengo che la differenza tra ieri ed oggi stia nel fatto che è cambiata la modalità di formazione ed educazione degli adolescenti, giacché ad alcuni di loro è concessa troppa libertà, concepita erroneamente come licenza. Non bisogna fare ovviamente di tutta l'erba un fascio, però ogni giorno accade sempre un fatto di cronaca, anche nera, che ci sbatte in faccia la crisi morale della gioventù italiana. Le colpe sono da ripartire non solo tra gli ambienti in cui gli adolescenti crescono, cioé la famiglia e la scuola, ma anche tra ciò che propina la televisione, piena zeppa di palesazioni di falsi valori. Ci sono, ad esempio riferimenti al sesso dalla mattina alla sera, considerato esclusivamente nella sua connotazione materialista. Poi, tuttavia, si producono una marea di talk-show su fatti di cronaca come questi o più gravi, perché qualche volta succede che un ragazzo ci perde pure la vita, in cui ci si chiede ipocritamente il motivo di questo degrado. Parole, parole, soltanto parole, che sono vuote, prive della forza di essere fomentatrici delle azioni sociali necessarie per limitare il fenomeno del bullismo, caratterizzato dall'assenza del rispetto nei confronti del prossimo.



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categoria:cronaca, religione e societĂ 
05/05/2008


Oggi voglio mettere da parte la politica, l'attualità e la cronaca, perché semplicemente mi va di scrivere su ciò che rende la vita di un uomo tutta un fremito. Non faccio riferimento alla banconota da 500 euro ed alla Ferrari ma al motore che muove il sole e le altre stelle, che ha la capacità di occupare la mente con un solo pensiero, non concedendo agli altri alcun posto, perché sarebbe uno spreco. Di fronte all'Amore, infatti, non si può fare altro che lasciarsi travolgere, a prescindere dall'esito, dal tempo e dallo spazio. Non esiste tra l'altro per il sentimento il passato ed il futuro, ma esclusivamente l'attimo ed esorta l'amante all'impossibile e ad allontanare il cuore dalla ragione. E basta poco per infiammarlo, per dargli il ricordo della sorgente da cui attengere l'acqua per dissetarsi avidamente, anche dopo mesi e mesi di distanza; bastano due ore, la condivisione della stessa porzione d'aria ed un sorriso. Ed il cuore non ne vuole sapere nulla di tutto ciò che potrebbe limitare la sua volontà: è egoista ed assolutista, un tyrannus ex defectu tituli. Ciò perché, raggiunta la felicità, non ce la fa a starne senza, istaurando con essa un rapporto morboso di dipendenza. E come gli si può dare torto: mi annoia l'esistenza priva di sentimento, essendo come avere tra gli scaffali della propria stanza il libro più bello mai scritto dall'uomo e non sfogliato per pigrizia.  E poi, se voi doveste ricevere un regalo, messo da parte dopo averlo aperto, senza usarlo, non offendereste colui che ve lo ha donato con affetto? La vita, infatti, è un regalo da godere amando, altrimenti è mera sopravvivenza.

Concludo questo post con la riproposizione di un mio semplice componimento poetico in lingua siciliana, già pubblicato il 2 ottobre qui, dove in esso volli condensare la bellezza della comparsa dell'Amore.

'Nto U' Munti
accuminciò 'st'amuri novu:
Idda m'abbrazzò, mi vasò
e immiscati 'a natura
nasciu 'a spiranza

di viviri 'na storia ricca
di filicità, di ggioia, d'arduri:
vuliri beni è 'a cchiù bedda cosa 'ru munnu.
E io te vogghiu bene assai.
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categoria:la mia vita, cronaca
30/04/2008


Una delle prime azioni di destra che l'esecutivo berlusconiano dovrebbe porre in essere è la proposizione della sanzione della castrazione chimica per chi si macchia del reato di abuso sessuale sulle donne e sui bambini. Non si può, ad esempio, rimanere semplicemente sgomenti di fronte all'ennesima notizia di oggi, che proviene dalla mia città, prontamente pubblicata qui sull'urban blog. E' accaduto, infatti, che 3 fratellini, tutti al di sotto dei 10 anni, sono stati vittime dei giochi sessuali di 4 adulti, tra cui c'è anche la loro madre. Gli abusi avvenivano in un appartamento della zona del mercato di Ballarò, dove si coinvolgevano i bimbi anche nel classico gioco della bottiglia: a conclusione del suo giro, la bottiglia indicava chi doveva subire la violenza sessuale. Terribile. I fratellini, inoltre, erano costretti a fumare le canne e a vedere i film pornografici. Spaventoso. Cosa fare, dunque, a questi orchi se non la peggiore pena possibile? Per gli uomini ci vorrebbe la castrazione chimica permanente, per le donne la sterilizzazione in maniera tale che non mettano più al mondo bambini nei confronti dei quali perpetrare la loro deformità mentale. Queste sanzioni, che avrebbero un carattere assolutamente afflittivo, fungerebbero più da punizione che da deterrente, in quanto ritengo che alla base degli abusi sessuali ci siano delle deficienze dell'intelletto che non possono però essere giustificate ma circoscritte e limitate. E' inaccettabile, infatti, che i pedofili e gli stupratori possano essere tranquillamente in libertà, definiti "predatori di vittime innocenti" dal presidente francese Sarkozy. Egli è convinto che "il crimine sessuale dovrà in primo luogo scontare intermanente la sua pena. Al termine della detenzione sarà esaminato da una commissione medica. Se i sanitari lo riterranno ancora pericoloso, il criminale sessuale dovrà andare nell'ospedale chiuso per farsi curare", cioé per sottoporsi alla castrazione chimica. Il primo ospedale per pedofili sarà aperto a Lione nel 2009. In Italia, tra i politici pubblicamente favorevoli alla castrazione chimica, ricordo Alessandra Mussolini, Antonio Di Pietro e Roberto Calderoli.
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categoria:politica, cronaca, palermo ieri e oggi
25/04/2008


In relazione alla notizia del murales con l’effigie di Matteo Massimo Denaro, dopo essere stato contattato da un giornalista dell’Ansa, è stato diffuso il seguente comunicato stampa:

PALERMO, 24 APR - Le foto del murales che ritrae il volto del boss latitante Matteo Messina Denaro, dipinto sul muro di cinta dietro la cattedrale di Palermo, sono apparse su un blog il 23 gennaio scorso inserite da uno studente universitario di 27 anni Walter Gianno’. Dopo la notizia dell’ANSA di stamani, ripresa da diversi organi d’informazione e pubblicata sui siti internet, sul blog e’ cominciato il dibattito. Rudy Bandiera scrive: ‘Walter sei sempre troppo avanti!! questa e’ la dimostrazione che blogolandia ha una capillarita’ sul territorio, dannatamente superiore ai media tradizionali’. Orsetto lavatore commenta: ‘Secondo me e’ un semplice dipinto (deturpante senza dubbio) ma ha un intento artistico e non celebrativo nei confronti del latitante’. E Bibi Bianca scrive: ‘Molto rumore per nulla. Il murales e’ chiaro. I colori predominanti sono il giallo e il rosso : i colori della squadra del Messina. La lettera in alto a sinistra (F) e’ l’iniziale del nome del Presidente Franza e la ‘A’ a destra e’ il richiamo ad una serie A sempre piu’ lontana. Sotto ancora piu’ chiaro: ‘Messina-denaro’ e il segno dei dollari. Quindi ‘ultimo’, ultimo richiamo al Presidente Franza di mettere mano al portafoglio, rafforzare la squadra e puntare alla serie A. Il murales, non a caso, e’ stato fatto a gennaio quando il Messina rischiava addirittura di retrocedere in serie C. Mi resta solo da scoprire se il viso con gli occhiali e’ quello del mister o di un calciatore. Con buona pace di tutti’. 

Il Messaggero, il celeberrimo quotidiano romano, sul suo sito ha pubblicato subito questa notizia in cui ha voluto ricordare (giustamente) che Il mural era stato segnalato sul blog Palermo.blogolandia.it il 23 gennaio da uno studente universitario di 27 anni, Walter Giannò. Sul blog si legge che le foto sono state inviate «da un lettore, che ha scelto di rimanere anonimo», il quale ha sottolineato che «da un lato è d’accordo con il messaggio del murales, ma che dall’altro sarebbe stato più opportuno utilizzare un altro spazio».

SiciliaInformazioni, invece, ha semplicemente riportato che: “Addirittura in gennaio era stato pubblicata su un blog l’immagine del boss“, riproponendo nel titolo dell’articolo il mese in cui Palermo.Blogolandia.It ha pubblicato le foto del murales. Il sito mi ha deluso, considerato che il portale di informazioni siciliano è presente esclusivamente sul web; mi attendevo un link o almeno un esplicito riferimento. Allo stesso modo dispiace aver notato un comportamento simile anche da Rosalio: sul post sul murales si legge, infatti, soltanto: “l’immagine era presente in Rete da molti mesi“.

Su Repubblica di oggi, invece, edizione nazionale, a pagina 22 si legge: “Le foto del murale erano già comparse su un blog a gennaio, ma dopo la pubblicazione sui siti Internet è esploso il dibattito“. Naturalmente il sito in questione è l'urban blog, di cui sono il "sindaco"… peccato, non sarebbe stato male un riferimento ed il dibattito è esploso ieri.

Il Giornale di Sicilia, invece, non ha deluso: a pagina 24 c’è scritto: “Lo segnala anche Walter Giannò, studente universitario di 27 anni, che aveva scovato e pubblicato la notizia su internet il 23 gennaio“.

Essendo stato al lavoro ieri sera, non ho potuto seguire, infine, i notiziari televisivi che hanno raccontato del fatto, però sono stato informato che un telegiornale locale ha addirittura sostenuto che il murales è stato realizzato addirittura l’altro ieri notte: disinformazione allo stato puro a tal punto da non potere non riportare il commento di Ape, rilasciato nel post di ieri: “fondamentalmente il problema è che ormai gli articoli si scrivono leggendo le 4 righe che scrive l’ansa e facendo due telefonate“.

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categoria:comunicazioni di servizio, cronaca, websurfing
20/04/2008


Eccovi, innanzitutto, il testo di una breve notizia apparsa ieri sul Giornale di Sicilia, precisamente nell'edizione palermitana a pagina 32:

"Manifesteranno giovedì davanti al negozio Wind di  via Libertà, i lavoratori ex interinali che chiedono la stabilizzazione. L'iniziativa unitaria dei Cgil Slc, Fistel Cisl e Uil comunicazione, segue l'incontro avuto dai lavoratori con le segreterie provinciali dei sindacati. La possibile stabilizzazione, spiega Rosario Faraone della Slc Cgil, è inserita come primo punto nella piattaforma di rinnovo della contrattazione aziendale nazionale che sarà presentata lunedì".

Comincio con una premessa d'obbligo: gli ex interinali, a cui fa riferimento la breve, sono i miei ex colleghi a cui ho dedicato questo post, che è stato pubblicato pure sul Giornale di Sicilia del 1 aprile nella sezione dedicata alle lettere. Inoltre, ho anche scritto un articolo che dovrebbe essere pubblicato sul giornale aziendale del contact center di Wind, presente qui.

Ora, chi in questo momento sta lavorando al Palazzo Gamma, con la stessa tipologia di contratto di chi non c'è più, non sapeva nulla né della manifestazione né della "piattaforma di rinnovo". E non perché non ci siamo interessati della questione ma perché il sindacato in questione ha deciso volutamente di tagliarci fuori dalla discussione. Ciò è stato palesemente sostenuto nel corso degli incontri avuti con gli ex consulenti, così come ho appreso da fonti certe e dirette. I rappresentati del sindacato hanno, infatti, consigliato ai partecipanti di non divulgare nulla del contenuto degli incontri ai colleghi in carico. Ho saputo, ad esempio, che martedì prossimo, alle 15:30, Rosario Faraone insieme ad altri ex interinali sarà a Palazzo Gamma ed a proposito di ciò l'imperativo è stato di non informare gl'altri, giacchè "è meglio che lo sappiano dopo, altrimenti vorrebbero esserci tutti", alla faccia dell'interesse di parte tutelato dal sindacato, così come si evince dal diritto di riferimento. Tutto ciò è a dir poco incredibile. Mi è stato riferito, inoltre, che durante gli incontri degli scorsi giorni, è stato sostenuto che non tutti saranno stabilizzati e la strada per l'ottenimento di ciò è lunga, senza specificare il criterio in relazione al quale alcuni saranno fortunati ed altri no. E di tutto questo io ed i miei colleghi siamo stati tenuti fuori: nella bacheca sindacale non c'è alcun riferimento al calendario degli incontri, alla manifestazione, alla piattaforma... nella casella di posta aziendale la Rsu ha solo informato di problemi relativi alla mensa che riguardano esclusivamente i dipendenti. Le domande da porre a chi di dovere, dunque, sono assolutamente conseguenti e giustificate:

  • Perché il sindacato ha voluto tenere nascosto agli interinali in attività di tutto ciò che è inerente alla questione della stabilizzazione?
  • Perché il sindacato non ci ha informato sulla manifestazione di giovedì, tra l'altro promossa in un punto vendita di Wind e non direttamente sul luogo di lavoro?
A proposito dell'ultimo aspetto, è come se ai tempi della Fiat di Termini Imerese, il sindacato avesse indetto una protesta innanzi ad una concessionaria...

Ci sarebbe altro da scrivere (tenete conto che ho anche le e-mail inviate dal sindacato agli ex interinali) ma oggi è il momento della richiesta legittima dei chiarimenti in merito. Invierò una e-mail al sindacato e poi una delucidazione in merito ai fatti al Dipartimento di Diritto del Lavoro dell'Università di Palermo, nonché un commento a qualche politico siciliano. Informerò, inoltre, i miei colleghi su ciò che sta accadendo, giacché ritengo che la maggioranza assoluta sia completamente all'oscuro. Tutto ciò parte dal presupposto che il problema della stabilizzazione non riguarda naturalmente solo coloro che non hanno più il momentaneo diritto a non essere nella loro postazione ma anche coloro che sono in piena attività, giacché il sindacato deve tutelare l'interesse di tutta la parte, non solo del suo sottoinsieme non operativo. E sono davvero fastidiosi gli inviti a non spargere la voce posti in essere negli incontri affinché noi non ne sapessimo nulla. Tutto, comunque, è emerso. Sono certo che il sindacato si è preparata la risposta o se la sta preparando in merito e noi la attendiamo con ansia. Eccovi, intanto, i fatti: a voi il giudizio. E non finisce qui.

Aggiornamento 14:20, 21 aprile 2008:
Ho saputo che stamattina è stato rovente il clima a Palazzo Gamma per via di questo post e dei commenti relativi alla faccenda. La domanda fondamentale da chiedere a chi di dovere è sempre la stessa: Perché non siamo stati informati direttamente dal sindacato sulle iniziative in favore della stabilizzazione degli interinali? D'accordo sul fatto che si sta lavorando per il bene di tutti, però bisogna parlare con tutti e non con pochi intimi, cioé non soltanto con coloro che rappresentano la parte più debole di quella che debole già lo é, ovvero gli ex colleghi a cui è scaduto il contratto. Alla luce di ciò la nostra richiesta d'informazioni di prima mano è sacrosanta.

Aggiornamento 15:47, 21 aprile 2008: C'è stato il contatto tra Giornale di Sicilia e sindacato. Quest'ultimo ha affermato che davvero c'è stata l'omissione, la cui colpa è imputabile ad un buco dell'organizzazione sindacale all'interno di Palazzo Gamma e d'ora in poi saranno coinvolti negli incontri e nelle manifestazione anche gli interinali che sono in operativo. Proprio quello che volevamo.

Aggiornamento 20:00, 21 aprile 2008: Nell'edizione di domani del Giornale di Sicilia ci sarà l'articolo con la risposta di Rosario Faraone.

Aggiornamento 8:37, 22 aprile 2008Ed ecco il testo integrale della breve pubblicata a pagina 2
2 dell'edizione palermitana del Giornale di Sicilia "La vertenza per la stabilizzazione degli operatori call center Wind interessa sia gli ex interinali che gli attuali lavoratori di Palazzo Gamma". Lo dice il segretario della Sic Cgil, Rosario Faraone, per spegnere le polemiche del mancato coinvolgimento alle proteste del personale che attualmente presta servizio. "Si è trattatato di un difetto di comunicazione - spiega Faraone -. Ci siamo concentrati prima verso coloro che non hanno contratto, ma è logico che i benefici che scaturiranno dalla contrattazione di secondo livello interessaranno tutti".

Ecco fatto: il motivo che ha scaturito questo post è stato suffragato dal riferimento al "difetto di comunicazione", inteso come mancanza d'informazione dei rappresentanti del sindacato all'interno di Palazzo Gamma; le mie parole, dunque, non sono state affatto esagerate o frutto di ricezione di notizie errate. Ho avuto ragione e mi è stata data dal diretto interessato. E' chiaro che la vertenza per la stabilizzazione degli operatori call Center Wind riguarda tutti ma occorre parlare con tutti e non solo con una parte, escludendo l'altra ("ci siamo concentrati prima verso coloro che non hanno contratto"). Il prima presuppone un ora o un dopo? Staremo a vedere. Il difetto di comunicazione del sindacato, comunque, dimostra la crisi dell'organizzazione che dovrebbe tutelare gli interesse dei lavoratori: se la sinistra non ha ottenuto alcun seggio, da questo campione rappresentativo si può comprendere benissimo il motivo.
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categoria:cronaca, attualitĂ 
17/04/2008


Dopo aver concluso la lettura della "Storia della Mafia Siciliana" di John Dickie (vivamente consigliato), da cui sono scaturiti due post, l'uno sul rapporto tra Forza Italia e Cosa Nostra e l'altro su Giuseppe Pitré, ho deciso ieri di acquistare il libro di Saverio Lodato, intitolato "Ho ucciso Giovanni Falcone", il cui protagonista è Giovanni Brusca, colui che azionato il telecomando che uccise il giudice palermitano nel maggio del 1992: ieri notte, prima di addormentarmi, ho letto i primi due capitoli. Nel primo si racconta il modo in cui il boss di San Giuseppe Jato fu arrestato, mentre nel secondo si narra la sua iniziazione a Cosa Nostra. Ciò che ho subito notato, tuttavia, è il riferimento al fatto che i proventi del libro saranno devoluti in beneficienza. Verso chi, mi chiedo. Quell'uomo, o bestia umana che dir si voglia, che dovrebbe uscire dal carcere quando avrà compiuto 64 anni, in virtù del fatto che si è pentito, ha ucciso "molto più di cento - persone -, di sicuro meno di duecento". E' stato colui che, ad esempio, ha sciolto nell'acido il corpo del piccolo Giuseppe Di Matteo. Conoscere la sua storia è importante, in quanto apre con ancora più forza e violenza gli occhi dei siciliani in relazione alla peste mafiosa e se avessi potere decisionale, proporrei l'inserimento della storia di Cosa Nostra nei programmi scolastici siciliani, giacché la lotta all'organizzazione criminale deve essere anche culturale. Non sarebbe affatto una cattiva idea, non pensate? Anche perché la mafia c'è: il silenzio non coincide con la sua assenza e fa più paura così che quando spara, giacché palesa ordine in corso. A Palermo si sa che il racket è pagato dalla maggioranza assoluta dei commercianti, nonostante i proclami, nonostante le associazioni, nonostante i tentativi istituzionali di soffocare il fenomeno del pizzo. Da ciò ne consegue che tutti sappiamo parlare ma pochi sappiamo agire. Ad esempio, c'è chi non si sognerebbe mai di scrivere un post del genere per paura di ritorsione ma io me ne frego del timore. Sono un pesce piccolo, ovviamente: non mi attendo mica una lettera minatoria con un proiettile allegato, però a Palermo c'è ancora troppa paura perché ci stanno loro, di certo non più forti come prima ma sempre influenti. A tal proposito sogno un esecutivo che possa tornare a combattere con rigidità il fenomeno mafioso, aumentando la durezza del pugno, portando il nemico alla visibilità per eliminarlo in maniera definitiva, in quanto Cosa Nostra non è uno stato d'animo, così come pensavano assurdamente molti intellettuali del secolo scorso, responsabili dell'uguaglianza siciliano = mafioso, bensì un'organizzazione umana e dunque destinata alla scomparsa così come tutte le cose che hanno a che fare con l'uomo. Si dovrebbero mettere da parte i proclami di eroismo su Mangano, giacché sono pericolosi e fuorvianti, derivanti da chi dovrebbe palesare tutt'altro che simili esternazioni e ci si dovrebbe concentrare sulle varie modalità della lotta alla mafia, che deve essere frontale, militare, sociale e culturale. Ci tengo a precisare, in relazione a ciò, che il precedente esecutivo di Silvio Berlusconi è stato quello che ha fomentato la caccia senza confini ai mafiosi: l'arresto eccellente fu Bernardo Provenzano; ricordo, inoltre, che il regime del 41bis divenne norma permanente proprio con il leader del Popolo della Libertà al governo e, a proposito del libro che sto leggendo, nell'indice dei nomi citati da Brusca non c'è quello di Berlusconi. Con ciò non voglio assolutamente sostenere che lo scorso governo di Prodi fu meno attento alla lotta contro Cosa Nostra, giacché essa non ha alcun colore politico. Ad esempio, furono catturati i Lo Piccolo. Però bisogna dare continuità a tutto questo, con estrema durezza ed unità. Io ho fiducia che le cose possano definitivamente cambiare.
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categoria:storia, cronaca, attualitĂ , palermo ieri e oggi
20/03/2008


In Canada 325.000 foche saranno uccise a partire dalla fine di questo mese e gli animalisti di tutti il mondo si stanno organizzando per alzare la voce contro questo scempio. In questo sito, ad esempio, è possibile firmare una petizione, indirizzata alla Commissione Europea, che sta decidendo se vietare nel Vecchio Continente l'importazione di prodotti derivanti dalla caccia alle foche.

Si può anche scrivere una e-mail di protesta all'ambasciata e ai consolati del Canada, indirizzando il vostro disappunto a: rome@international.gc.ca; cancons.nap@tiscali.it e consolatocanada.padova@virgilio.it

Eccovi, infine, un duro video che testimonia la crudeltà di questa caccia:

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categoria:cronaca
18/03/2008
Stavolta si chiama Friedrich Vernarelli: ha 32 anni ed ha ucciso 2 ragazze irlandesi, Elizabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins. La loro vita è stata spazzata via da un folle, figlio di un ufficiale della polizia municipale di Roma, che con la sua Mercedes ha scambiato le strade della capitale per un circuito di Formula 1. Era ubriaco: le analisi hanno attestato un tasso di alcool 4 volte e mezzo superiore al limite previsto della legge.

In Italia, comunque, si sa che a bordo di un'auto l'omicidio non garantisce la galera: a Friedrich, infatti, già sono stati assegnati gli arresti domiciliari. Poco conta che due ragazze non vivranno più per colpa di uno, di cui sulla rete c'è questo video: si nota con disgusto che l'assassino, infatti, si riprende con un videofonino mentre guida ed accenna persino un ballo. La giustizia italiana? Non pervenuta, anche stavolta. Se, dunque, avete in mente di uccidere qualcuno, bevete e poi salite a bordo della vostra auto...
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categoria:cronaca
13/03/2008


Wichita (Kansas, Usa), 13 mar. (Ap) - Una donna di 35 anni è rimasta per due anni seduta sulla toilette del suo fidanzato a causa di una fobia che le impediva di uscire dalla stanza da bagno. Quando la polizia, avvertita finalmente dall'uomo, è intervenuta, il corpo della poveretta appariva ormai incastrato nella tavoletta del water, che non aveva mai abbandonato. Il fidanzato, Kory McFarren, 36 anni, non è mai riuscito a convincere la donna, Pam Babcock, a uscire dal bagno e neanche, una volta incastrata nella tavoletta, a chiedere soccorso. Ha vissuto per due anni seduta lÂŤ, compiendo sul posto insolito le normali attività, mangiando e bevendo quel che le portava il fidanzato. Quando McFarren si è deciso a chiedere aiuto alla polizia, gli agenti hanno dovuto staccare la tavoletta con un cacciavite e trasportare donna e tavoletta in ospedale per separare le due parti. L'uomo, ha riferito all'Associated Press, ogni giorno la scongiurava di uscire dal bagno. Lei rispondeva immancabilmente: "Forse domani". McFarren ha aggiunto: "E' un'adulta. Era una sua decisione. Certo, avrei dovuto chiedere aiuto prima, lo ammetto". Ora rischia di essere incriminato per omissione di soccorso.


Senza Parole

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categoria:cronaca
04/03/2008


Ieri, durante l'incontro con Gianfranco Micciché di mattina e la discussione pomeridiana senza di lui, è emersa una grande passione politica, la cui caratteristica principale è stata la voglia di novità, di porre in essere un nuovo asfalto alla strada del sistema politico, magari allestendo meno curve. Sto facendo riferimento, ad esempio, a Beppe Vicari, assetato di cambiamento con tutta la buona fede di chi ritiene la politica lo strumento essenziale per migliorare le cose, proponendo il giusto mix di cuore e ragione. Averlo conosciuto è stata una fortuna, perché senza di lui ora non starei qui a raccontarvi di politica attiva; crede in me così come credo in lui e siamo in sintonia. Ritengo che debba al più presto prendere la decisione di mettersi in campo, poiché è di certo una delle facce nuove che la gente pretende di votare. Io e lui vogliamo essere il futuro prossimo. Faccio anche riferimento ad Alfio Fiamingo, che ieri ha palesato una passione politica entusiasta, senza alcun pelo sulla lingua, puntando all'idea piuttosto che al compromesso. Ho condiviso spesso ciò che ha detto, soprattutto perché animati entrambi dal desiderio della Politica 2.0. Ed io e lui abbiamo il difetto di non aver mai fatto politica, che può essere facilmente trasformabile in pregio. Diamo soprattutto voce all'entusiasmo, anche se ci dobbiamo necessariamente accorgere che bisogna metterci sulle spalle dei giganti per vedere meglio in fondo. Sia a Beppe che a Alfio, dunque, consiglio di non fermarci qui, d'incamerare tutto ciò che di positivo è accaduto ieri, poiché è nato qualcosa di grandioso, giacché stiamo apparendo sulla scena. Al primo vivamente scrivo di non mollare mai e di cominciare a prendere tra le mani il megafono; al secondo consiglio di armonizzare il cuore alla ragione. Poi ho avuto la possibilità di testare la passione esperta di Adelaide Mazzarino, una donna che merita di essere rappresentante, già sia spregiudicata che temperante. E' una di quelle che non fa il passo indietro per dire la sua, anche se potrebbe non piacere ai più. La politica 2.0, dunque, ha bisogno di gente come me, Beppe, Alfio ed Adelaide. Forza ragazzi: crediamoci. Questo è il nostro tempo.
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categoria:politica, cronaca
26/02/2008
"Francesco e Salvatore sono morti per freddo e fame", stando alla dichiarazione del Procuratore di Bari, Emilio Marzano. A prescindere dal fatto se fu un tragico incidente o un omicidio, le prime ricerche dei due fratellini Pappalardi furono colpevolmente inefficienti, a quanto pare. Non riesco ad ammettere, infatti, che fu tralasciato quel casolare abbandonato a poche centinaia di metri dal luogo in cui i due bambini furono visti per l'ultima volta. Un luogo del genere doveva per forza di cose essere rovistato da cima a fondo. Occorre assolutamente un'indagine a tal proposito.
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categoria:cronaca, attualitĂ 
25/02/2008


Siamo a Gravina di Puglia. Un ragazzino di 13 anni sta giocando a calcio con gli amici. Non si sa come finisce dentro ad un pozzo. I Vigili del Fuoco intervengono e lo liberano e Michele se l'è cavata con le gambe rotte.

Ma in fondo a quel pozzo ci sono delle ossa ed il Prefetto pensa che siano quelle di Salvatore e Francesco Pappalardi, scomparsi il 5 giugno del 2006, anche se i vertici della Polizia suggeriscono cautela, giacché faranno "accurati controlli sui reperti recuperati".

Con la speranza che quei resti non siano dei due fratellini, giacché prego Dio affinché siano vivi, c'è chi parla di ritrovamento casuale. Ma io al destino non credo; mi fido di Ben Altro. E voi?

Aggiornamento, 20:39: Potrebbero proprio essere dei fratellini Pappalardi i resti ritrovati questa sera nel pozzo di Gravina. E' quanto trapela, pur nel massi riserbo, da fonti investigative qualificate. A far propendere per questa ipotesi sarebbero alcuni brandelli di vestiti (pantaloni bianchi e felpa arancione) in qualche modo simili a quelli indossati dai due fratelli al momento della scomparsa.

(20:46) Anche il questore di Bari, Carlo Maria Speranza, ha dichiarato che "Per le condizioni dei corpi e per il tempo trascorso riteniamo che i resti umani trovati nel pozzo siano quelli di Francesco e Salvatore''.

Un bambino cade nel pozzo... i Vigili del Fuoco lo salvano... là sotto ci sono i resti dei due fratellini. C'è ancora qualcuno di voi che crede nel caso o nel destino? Adesso i corpi dei due piccoli avranno la loro sepoltura: riposino in pace.
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categoria:cronaca, attualitĂ 
28/01/2008
In Italia succede che un uomo ne uccide un altro ed è stato scarcerato con il consenso della giustizia. L'omicida si chiama Corrado Piazza, che il primo settembre dello scorso anno colpì al volto con un fortissimo pugno Andrea Lazzarotto, operaio di 29 anni che stava vendendo magliette del Genoa per aiutare un bambino ammalato a Casarsa Ligure.  A causa di quella violenza, mossa da una lite avvenuta per futili motivi, il giovane cadde per le scale, riportando un grave trauma cranico che lo fece morire due giorni dopo.

Ora, Corrado è stato scarcerato e messo agli arresti domiciliari grazie al patteggiamento concordato tra il Pubblico Ministero e i legali dell'indagato ed accettato dal Gip del tribunale di Chiavari. Adesso l'uomo seguirà un programma di disintossicazione dall'alcolismo, naturalmente pagato dai noi contribuenti.

Questo è un altro esempio della nostra giustizia che tende più all'emenda del reo piuttosto che all'afflittività. Ed intanto ad Andrea è stata tolta la possibilità di essere ancora vivo.
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categoria:cronaca, attualitĂ 
01/01/2008


Fino ad ora ecco cos'è accaduto stanotte:

  • A Roma i soccorsi del 118 sono stati 153: 27 codici verdi, 7 gialli e 2 rossi.
  • A Napoli un morto e 85 feriti: è stato ucciso da un proiettole vagante un uomo, mentre giocava a carte coi suoi familiari nella sua abitazione. Un bambino di 11 anni della provincia di Caserta è in gravi condizioni: è stato colpito mentre era nel giardino di casa sua.
  • Ad Ancona 8 le persone che hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici: un uomo di 36 ha perso la falange del pollice della mano destra. Un ragazzo di 15 anni è rimasto ferito al volto a causa dello scoppio di un botto: ustioni di primo grado guaribili in 7 giorni.
  • A Foggia 11 feriti: un uomo di 37 anni rischia di perdere la vista ad un occhio.
  • A Vibo Valentia 7 persone sono finite in ospedale: ad un uomo di 50 anni sono state amputate le falangi di due dita; analoga sorte ad un ragazzo di 26 anni.
  • A Milano il parziale bilancio parla di 2 feriti di un certo rilievo: un ragazzo di 25 anni rischia l'amputazione di 3 dita della mano; ustione all'orecchio per una ragazza di 16 anni.
  • A Genova 2 feriti lievi: una donna di 52 anni ha subito ustioni alla mano perché ha afferrato un petardo che voleva allontanare da sé; un giovane di 15 anni è stato ferito da una fontana pirotecnica mal funzionante, che gli ha procurato ustioni al volto guaribili in 10 giorni.
  • A Taranto sono stati medicati 6 giovani, feriti lievemente dai botti: un appartamento di via Atenisio ha preso fuoco a causa di un petardo lanciato sul balcone.
  • A Catania ad un giovane calabrese di 27 anni hanno amputato la mano sinistra.
  • A Trani una donna è stata ferito di striscio alla nuca da una pallottola vagante.
  • E qui ho pubblicato il bilancio dei botti a Palermo.
  • A Vescovato, nel cremonese, un uomo di 36 anni è rimasto ferito dallo scoppio di un petardo: ferite al volto e ad una mano, guaribili in 30 giorni.
  • A Torino, in lutto per i 7 morti della Thyssenkrupp, ci sono stati 4 feriti lievi.
  • A Poggiomarino, nel salernitano, un ragazzo di 29 rischia di perdere la vista da un occhio.
  • A Lanciano è stato ricoverato un giovane di 16 anni per le ustioni al volto riportate a causa dello scoppio di un fuoco pirotecnico, appiccato dalla stessa vittima. I medici hanno sostenuto che guarirà in 30 giorni.
  • A Matera è stato ricoverato un uomo di 45 anni di Policoro, ferito gravemente ad un occhio per lo scoppio di un petardo.
  • In Emilia-Romagna si contano 10 feriti lievi.
Avrei potuto pubblicare altre notizie e so che i bilanci non sono definitivi. Vi riporto il mio breve commento già presente sul post dell'urban blog del capoluogo siciliano:

"Ancora una volta la stoltezza ha rovinato la festa a molte persone, non solo a Palermo, il cui bilancio non è ancora definito. Poco fa, ad esempio, ho sentito un botto nei pressi di casa mia (abito alla Zisa) e delle grida e poi è arrivata un’ambulanza. Ieri notte ho trascorso la mezzanotte accanto al mio cane, così impaurito dai botti che l’ho trovato tremante dentro al camerino. Una volta si lanciavano i piatti dalle finestre, ora, invece, si festeggia il nuovo anno con un clima da bombardamento bellico. E le tragedie derivanti sono annunciate e ritengo che sia giunto il momento di proibire severamente e rigidamente questa pratica pericolosissima, con sanzioni penali ed amministrative, non colpendo solo i venditori ma anche gli acquirenti".
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categoria:cronaca
29/12/2007
Dopo questo post ho appena pubblicato sull'urban blog di Palermo un'altra triste notizia di violenza sui cani, accaduta nel giorno di Natale. In Polonia, però, è accaduto un altro fatto, parimenti tragico ma di diversa fattura. A Olsztyn, nel nord del Paese, due uomini di 33 e di 34 anni hanno perso la vita dopo aver salvato un cane, caduto nelle acque di un lago ghiacchiato: la lastra di ghiaccio, che copriva il lago Kortowskie, si è spezzata sotto il loro peso.

Sono convinto che ci sarà gente che, una volta letta questa notizia, penserà che non ne valeva la pena rischiare la propria vita per salvare un cane, poiché le esistenze degli uomini contanto di più di quelle degli animali. Mi va di credere, tuttavia, che quei due polacchi abbiano pensato di salvare la vita di quel cane senza lontanamente fare a caso al rischio che stavano correndo. Hanno compiuto quel gesto perché l'esistenza è un dono così grande che non si può lasciare andare via, se esiste almeno una possibilità che ciò non accada e di certo sono stati mossi dal loro affetto per quel cane, che è stato sottratto alla morte. Lo avrei fatto al loro posto? Beh, premettendo che non so nuotare, ci avrei pensato più di una volta ma se mi vengono in mente gli occhioni del mio cane, forse anch'io ci avrei tentato.
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categoria:cronaca
29/12/2007


Credo fermamente nell'inesistenza del destino e ritengo che ogni attimo sia frutto di tutte le scelte precedentemente fatte che hanno condotto un uomo in un determinato spazio in un determinato momento. E poi considero il tempo come il parametro di misura per eccellenza dell'agire, cioé la più importante convenzione tra tutte le convenzioni. Non esiste, infatti, né il passato, che è ricordo, né il futuro, che è aspettativa ma solo il presente, inteso come la porzione di tempo in cui si sta effettivamente esistendo. Per questo motivo non sopporto i cosiddetti "maghi", che abusano spesso dell'ansia dei malcapitati per mero scopo di lucro. E mi rattrista, dunque, la notizia che in Italia ogni giorno 33 mila persone fanno ricorso alla loro fasulla ultrasensibilità. E sono responsabili di tutto questo non solo i diretti farabutti ma anche tutti i media che gli concedono lo spazio pubblicitario. A tal proposito, l'associazione Telefono Antiplagio ha conferito il primo "premio dalla parte dei ciarlatani" a Ebay, perché avvalora cartomanti e produttori di sostanze miracolose, che di miracoloso hanno soltanto il fatto che producono soldi per chi le fa, addirittura dando lo spazio per metterle all'asta. Ora, sono un innamorato cronico del sito dell'
e-commerce per antonomasia ma non capisco perché non giudichi illegali gli oggetti "magici": lì si combatte con prontezza (e giustamente) la pirateria ma non si fa nulla contro chi esplicitamente truffa l'acquirente, configurando così la complicità nella circonvenzione d'incapace.
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categoria:cronaca, websurfing, attualitĂ 
24/12/2007
Domani sarà il 25 dicembre, ovvero  il Santo Natale. Ma ci sono notizie che scuotono la mia anima, notizie nei confronti delle quali la mia fede si chiede un perché che non avrà risposta. E' accaduto ad Hilla, in Iraq, che 12 bambini sono morti investiti in pieno da un treno merci, mentre a bordo della loro auto familiare cercavano di attraversare un passaggio a livello a Sayahiyya. Ed ora la polizia del posto sta dando la caccia al macchinista, che sta fuggendo. Credo in Dio ma a volte non Lo capisco. D'accordo, c'è il libero arbitrio e via discorrendo, però a volte mi sembra che Ci lasci un po' troppo soli e che permetta che il male abbia il sopravvento, soprattutto a danno degli innocenti, come nel caso di questi 12 bambini. Dovrei credere pienamente che ora stiano meglio, che si trovino tra le Sue braccia amorevoli, però non riesco ad accettare umanamente simili tragedie. Mi fido di Lui, comunque: mi fido che i loro angeli custodi abbiano sottratto le loro anime dai loro corpi prima dell'impatto con il treno, giacché Dio sapeva che era giunto il loro momento di abbandonare la vita, in quanto è onnisciente. Perché Egli è così buono che non può avergli fatto patire, anche per un solo secondo, la sofferenza fisica e psicologica della comprensione che la fine sarebbe giunta in un attimo, il giorno prima di Natale.
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categoria:cronaca, quotidianitĂ 
24/12/2007
Ho appena pubblicato questo post nell'urban blog di Palermo: 2000 volantini per trovare Antonio e Stefano Maiorana.
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categoria:cronaca