28/04/2008


Da bambino, a chi mi chiedeva qual era la donna più bella del mondo, io rispondevo senza pensarci due volte, dichiarando solennemente un solo nome ed un solo cognome: Marilyn Monroe. Sapevo che era morta da molto tempo, ed in relazione all'attrice americana di certo non avevo alcun desiderio sessuale, però la concepivo come l'individuazione concreta della bellezza. Se alla televisione trasmettevano un film su di lei, io stavo immobile davanti allo schermo per ammirarla, e la preferivo di gran lunga ai cartoni animati, al pane con la nutella ed alle partite a calcio con gli amici. Nel corso degli anni, naturalmente, ci fu l'approfondimento della sua vita e soprattutto di tutto ciò che caratterizza il mistero attorno alla sua morte, però non me ne sono mai fatto un assillo e Marilyn continua ad essere la donna più bella del mondo ed è in seguito a ciò che vi confesso di avere un debole incredibile per le bionde. E mi sa che andrà a finire che mi sposerò una mora...

Ora, Carlo Croccolo ha dichiarato di avere avuto una storia d'amore proprio con Norma Jean Baker ed "era pazzamente innamorato di lei, solo che stare con lei era un inferno e io, alla fine sono fuggito". Nonostante ciò, comunque, ha vissuto un sogno e magari ha pensato di rivelarlo al mondo, in quanto gli 81 anni l'avranno spinto ad analizzare la sua lunga ed intensa vita. Ha detto che "Lei era stupenda, ma aveva un po' di cellulite". Di certo il doppiatore di Totò non ci avrà fatto così tanto caso, anche perché la vera bellezza non è quella perfettibile ma è quella che conquista il desiderio di un uomo così com'è, senza ritocchi.

Jean de La Bruyère
, ad esempio, scrisse che la bellezza è qualcosa di più reale e di più indipendente dal gusto e dall'opinione. La bellezza, infatti, non è imponibile ma è naturale, perché l'uomo non giudica bella la donna che vuole apparire bella, bensì quella che lo è davvero e capita addirittura spesso che le belle non si ritengano tali, affermando che lo sono esclusivamente le altre ed è una missione impossibile convincerle! La bellezza, inoltre, è ineffabile: non si può descrivere ma si evince e basta. E' inconfutabile. C'è uno, ad esempio, che può sostenere davvero che Marilyn Monroe non sia stata una bellissima donna? Non si può mentire ai propri occhi e non si può soffocare il piacere estetico della bellezza, che fugge dal materialismo e s'insinua nel metafisico, giacché qui non si tratta di mera attrazione sessuale, bensì di superba contemplazione.

Ed a proposito, infine, di Andy Warhol e dei recenti murales palermitani, è questo quello che di gran lunga avrei preferito vedere su qualche parete:


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categoria:cinema, la mia vita, quotidianitĂ 
15/01/2008

Ho seguito entrambe le puntate della fiction “L’Ultimo Padrino”, trasmessa su Canale5 domenica e lunedì, diretta da Marco Risi, con Michele Placido nel ruolo di Bernardo Provenzano, il cui nome non è mai menzionato ma sostituito con “iddu” e “ziu”.

Innanzitutto, ho avuto la sensazione che Placido abbia interpretato il boss con gli stessi schemi recitativi utilizzati in “Tra cielo e terra”, dove ha interpretato la figura di Padre Pio. Il mafioso corleonese, infatti, è risultato eccessivamente bonaccione e non c’è stato quasi nulla che abbia fatto riferimento al reale alto tasso di criminalità del protagonista. Ricordo, a tal proposito, che uno dei soprannomi di Provenzano è binnu u tratturi, per la violenza con cui falciava le vite dei suoi nemici. L’azione del film è stata dosata col contagocce ed è risultato più un racconto della vita di un malato ricercato dalla giustizia  piuttosto che di quella di uno dei corleonesi che ha causato così gravi danni alla Sicilia, che li stiamo ancora pagando. Patetica, inoltre, la stretta di mano finale tra il vice-commissario ed il boss: ammetto che non so se sia avvenuta o meno ma mi è sembrata una forzatura per palesare l’onore insito in iddu. Questa fiction, dunque, non merita di per sé alcuna polemica stile Il capo dei capi, che non ho seguito a parte qualche scena caricata su YouTube, giacché trattasi di un prodotto scadente, che non dovrebbe piacere nemmeno al diretto interessato (è stato più “fortunato” Totò Riina), che si trova meritatamente in regime di carcere duro. Però ho una brevissima considerazione da stillare: basta con ‘ste produzioni che hanno come protagonisti dei criminali. La fiction a carattere storico dovrebbe esaltare i personaggi positivi o demonizzare quelli negativi e non essere caratterizzata da simili congestioni.

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categoria:cinema, televisione
16/12/2007


Potete definirmi un sentimentale ma ieri mi sono commosso guardando il film "I passi dell'amore" (A Walt to Remember), tratto dal romanzo di Nicholas Spark. La trama è semplice e ricorda per certi aspetti il celeberrimo Love Story e la mutuo dal retro della copertina del DVD: "Ambientata in una piccola cittadina del Nord Carolina, il film narra la storia di un amore travolgente. Landon, un diciassettenne di buona famiglia, vivace e irrequieto, per uno scherzo del destino si ritrova a frequentare Jamie, una ragazza semplice, di tutt'altra estrazione. Figlia del pastore locale, Jamie è ingenua, piena di candore e introversa, proprio il genere di ragazza che lui ed i suoi amici hanno sempre deriso. Tra i due nasce un'inaspettata e sorprendente amicizia che sboccerà in un amore intenso, destinato a cambiare per sempre la vita di Landon. L'amore per Jamie lo condurrà a decisioni estreme, segnando il rito di passaggio dalla adolescenxza all'età adulta". Il film è diretto da Adam Shankman, nel cast ci sono Mandy Moore, Shane West, Al Thompson e Daryl Hannah (la sirenetta a Manhattan qui mora e visibilmente invecchiata: il tempo passa per tutti) ed è stato prodotto nel 2002. Non si tratta del solito filmetto generazionale, per intenderci alla 3 metri sopra il cielo, ma in questo caso si assiste alla trasformazione della personalità di un adolescente attraverso l'amore provato per una ragazza, il cui conformismo tradizionale nella società attuale prende le vesti dell'anticonformismo. Non è per nulla noioso, anzi l'attenzione dello spettatore è sempre tenuta viva in ogni fotogramma ed alla fine occorre asciugarsi gli occhi, soprattutto (per quanto mi riguarda) nella scena dell'abbraccio tra padre e figlio. La tristezza, infatti, scuote l'animo nella conclusione della storia. Il motivo? Jamie ha la leucemia e non ha molto tempo da vivere e Landon decide lo stesso di continuare a starci accanto perché non ne può fare a meno in quanto l'Amore non bada al tempo ma all'intensità concentrata nell'attimo vivente. E quello che conta è rendersi felici reciprocamente, l'uno propenso all'altro: il meraviglioso sta proprio in questo. La tua amata ha un desiderio? Fai di tutto per esaudirlo: assicurando la sua felicità, garantisci la tua.

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categoria:cinema
03/12/2007


Ratatouille? Bello, bello, bello e bellissimo. Uno dei più straordinari film d'animazione mai visti in vita mia (ed io ho ammirato tutti quella della Disney).
E' un letterale trionfo dei colori, un'estasi dal primo all'ultimo fotogramma per gli occhi, ai quali è stato dato il motivo della loro esistenza. E Ratatouille non è soltanto questo ma è anche esortazione al coraggio di realizzare il proprio talento, perché "
non tutti possono diventare grandi artisti, ma il grande artista può trovarsi ovunque". Inoltre, protagonista del film è la bellezza della vita senza l'assillo della premura, giacché il meraviglioso sta nel vivere ogni momento, attimo dopo attimo, gusto dopo gusto: l'importante è seguire il consiglio oraziano del Carpe Diem ed accettare il risultato conseguente alle nostre azioni, giacché così ogni spazio temporale diventa pienamente soddisfacente, essendo privo del rimorso, pregno della frase: "almeno ci ho provato". Ratatouille insegna, infatti, ai grandi e ai piccini il modo ideale per vivere la vita. Ed è puro divertimento, per nulla triviale, assolutamente nemico della noia e delle scene morte. Non sto qui a raccontarvi la trama, perché vi toglierei proprio il sapore della scoperta. Buon Appetito.


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categoria:cinema
23/11/2007


Ilfreddo, piantala. Puoi scrivere e riscrivere quanto vuoi che la petizione per chiedere al sindaco Diego Cammarata di intitolare una strada a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sia scandalosa perché il primo ha ricevuto un avviso di garanzia da Giovanni Falcone nel 1989. Premesso che l'avviso di garanzia non è l'anticamera di una condanna, non sto qui certo a ricordarti come sono andati a finire altri casi simili che rovinarono le carriere di Enzo Tortora e di Walter Chiari. Così come ho scritto nei due commenti irabondi del precedente post, non m'importa un fico secco della tua opinione negativa sulla mia petizione. Io la penso diversamente da te e Franco Franchi è un mito, un'icona della commedia italiana, orgoglio di Palermo. Riporto, comunque, alcuni commenti che sono presenti in un post che Lino Banfi ha dedicato proprio al famoso duo:

  • "Del resto proprio ieri Ciprì e Maresco hanno parlato nella loro trasmissine di Giuseppe Greco che lavorò con Franco in Crema cioccolato e paprika ed entrambi pagarono solo la colpa di aver partecipato ad un film prodotto dal padre di Greco famoso boss dell'epoca.Anche qui è assurdo far ricadere le colpe dei padri sui figli!!"
  • "Sì la cosa più assura è che un semplice sospetto fatto da un bugiardo di pentito ha impedito a Franco di lavorare negli ultimi anni di carriera mentre ora vediamo alcuni politici condannati per mafia sedere nei banchi del Parlamento.Purtroppo questo è il nostro paese.Visto che i giornali non fecero chiarezza su quel caso spero che Lino ricordi un po quella brutta ed ingiusta vicenda.è facile sbattere il presunto mostro in prima pagina ma poi quando si scopre essere innocente allora tutti tacciono!!!"
  • "Concordo con Andrea specie l'accusa di mafia a Franco mai chiarita bene dai giornali!Anzi mi farebbe piacere sapere un po da Lino qualche retroscena di quegli anni bui dei due.Sarebbe giusto fare un po di chiarezza visto che schifosi pentiti spararono a zero di tutto sul povero Franco che era innocente".
Ora, ilfreddo, tu sei libero di continuare questa polemica sulla petizione ma io la continuerò a pensare sempre nella maniera in cui voglio pensarla. Ti auguro una tranquilla notte.
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categoria:cinema, palermo ieri e oggi
20/11/2007

Ho realizzato una petizione, indirizzata al sindaco Diego Cammarata, il cui testo è il seguente:

Chiediamo di intitolare una strada del capoluogo siciliano ai comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, meritevoli di avere un riconoscimento pubblico dalla città in cui sono nati e dove hanno mosso i loro primi passi da artisti”.

Per firmare la petizione cliccare qui o nel banner presente sulla colonna di destra.

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categoria:cinema, palermo ieri e oggi
18/11/2007


Ho appena finito di guardare il film "La Zona Grigia", film statunitense del 2002, girato in Bulgaria, diretto da Tim Blake Nelson, con Steve Buscemi, Mira Sorvino, David Arquette, Harvey Keitel e Allan Corduner. In Italia è stato distribuito in ritardo e quasi clandestinamente dagli indipendenti regionali. Eccovi la trama, presa da qui: "E' l'autunno del 1944. La macchina dello sterminio nazista è ormai nel pieno del suo viaggio di morte attraverso tutta l'Europa ed in Polonia, ad Auschwitz, un posto come tanti altri diviene il simbolo del terrore che il mondo non potrà mai dimenticare: i campi di concentramento e sterminio ospitano giudei da tutto il vecchio continente. Nei lager sono stati costituiti i sonderkommando: "squadre speciali" di prigionieri stessi a cui i nazisti stessi ordinano l'infame compito di far funzionare il sistema delle camere a gas. Pena per il rifiuto: l'esecuzione immediata".

Si tratta di un film assolutamente vietato ai minori di 14 anni, in quanto presenta molte scene crude, che possono impressionare soprattutto coloro che non riescono a sopportare per nulla immagini che mostrano la brutalità degli assassini nazisti. Ritengo addirittura che vi siano scene più cruente di quelle di Schindler's List di Steven Spielberg. La storia è tratta dal libro Auschwitz: a Doctor's Eyewitness Account di Miklos Nyiszli, medico e scrittore di religione ebraica, deportato ad Auschwitz nel 1944, assieme alla moglie ed alla figlia. Al centro della storia c'è un sonderkommando, un gruppo speciale di deportati obbligati a collaborare con i nazisti all'interno dei campi di sterminio.



Dal film sorgono i soliti interrogativi che sconquassano il mio essere, di origine ebraica, quando la tragedia della Shoah investe i miei occhi. Ed una delle domande che mi sono sorte riguardano il silenzio-assenso tedesco nei confronti dello sterminio perpretrato dall'esercito nazista, promosso da Adolf Hitler. Non riesco a credere, infatti, che sei milioni di persone possano essere state uccise senza che nessuno al di fuori dei campi di sterminio lo sapesse. La colpa della Shoah, inoltre, non è assolutamente imputabile al solo Hitler, che rappresenta la mente della tragedia più nefanda della storia dell'uomo, ma anche a tutti coloro che stavano sotto di lui, soldati compresi. Ritengo stucchevole, infatti, limitare la colpevolezza della mera fanteria che, ad esempio, collocava gli ebrei nei treni che li avrebbero condotti alla morte. Questo perché gli ordini si possono disattendere quando infrangono la morale e la dignità umana e ci si può ribellare. Da ciò ne deriva la mia idea della responsabilità generalizzata verso tutti coloro che hanno almeno fatto parte delle SS, nessuno escluso. Dalla Shoah, poi, derivano anche interrogativi non storici, soprattutto esistenziali e religiosi. Una delle domande più frequenti è senza dubbio questa: Dov'era Dio ad Auschwitz? A proposito di questa questione sul web è presente una pagina interessante, che proviene da Dire Dio ad Auschwitz: Edith Stein e la Sho'ah di Rocco Pititto. Io, innanzi a questa domanda, riconosco di essere spiazzato, in quanto non riesco a trovare in me una risposta che possa soddisfare la mia sete di conoscenza. Ed è per questo, ad esempio, che mi ritengo un cristiano non compiuto, giacché dovrei riuscire ad essere tranquillo davanti a tale questione però non ci riesco. Sono convinto, tuttavia, che Hitler e coloro che collaborarono allo sterminio di sei milioni di esistenze, non solo ebree, furono senza dubbio demoni di densità immensamente crudele. E mi fido del fatto che quegli assassini stiano bruciando costantemente nelle fiamme dell'inferno, anche perché se così non fosse, allora non esisterebbe la giustizia divina.
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categoria:cinema, storia
13/11/2007
Il cinema fa parte della storia contemporanea ed oggi voglio dedicare il post alle cinque scene più belle (secondo me) mai viste sul grande schermo. Buona visione.



Nuovo Cinema Paradiso (1989)




La Vita è Bella (1997)




L'Attimo Fuggente (1989)



Full Metal Jacket (1987)



La Meglio Gioventù (2003)

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categoria:cinema, storia
30/10/2007


Ieri sera ho visto per almeno la decima volta Independence Day, il film di fantascienza diretto da Roland Emmerich, uscito nelle sale americane il 2 luglio 1996. So che la critica non è assolutamente benevola con questo film (e non poteva essere altrimenti, perché a chi si occupa di cinema dà fastidio per snobismo il blockbuster), ma non ci posso fare nulla se si tratta di una pellicola che riesce a divertirmi sempre, pur conoscendola a memoria, dialoghi compresi (tant'è che qualche anno fa decisi di gustarmelo pure in lingua originale). Lo considero, infatti, come un giocattolo. Non c'è una scena che risulta noiosa, ma tutto è stato costruito per rendere viva l'attenzione dello spettatore, creando un perfetto mix tra gli effetti speciali (grazie ai quali il film ha vinto l'Oscar del 1997) ed i dialoghi effervescenti, seppur a volte possono sembrare scontati ed eccessivamente patriottici. Ci sono, comunque, battute che non possono non lasciare il segno, come il "benvenuto sulla terra" che Will Smith dà al malcapitato alieno, dopo avergli inferto un pugno sul cranio. E poi è sempre piacevole leggere tra le righe l'esortazione alla fratellanza interplanetaria, enfatizzata soprattutto nella scena dei piloti palestinesi che interagiscono con quelli israeliani per combattere lo stesso nemico, che ha lo scopo di annientare tutto quanto il genere umano. Naturalmente sono gli americani che trovano il modo per annullare le speranze di colonizzazione degli alieni, grazie ad un semplice virus informatico, di certo per rendere onore al romanzo di H.G.Wells "La Guerra dei Mondi", dove gli apparentemente imbattibili extra-terrresti sono alla fine sconfitti dai batteri. In Independence day, inoltre, c'è eroismo a raffica, come nel caso dell'eccentrico padre (Randy Queid) dei tre figli che decide di sacrificare la propria vita per la loro, facendo il kamikaze, bloccando col proprio velivolo la fuoriuscita del laser atomico, che altrimenti avrebbe raso al suolo la mitica Area 51. Ora, sono certo che ieri sera non è stata l'ultima volta in cui ho assistito piacevolmente ai 145 minuti del film (e so che c'è in circolazione la special edition con 480 secondi in più, da trovare al più presto da qualche parte). Non certo ciò accadrà a breve, ma magari un giorno me lo rigusterò coi miei figli, costringendoli a guardare qualcosa che reputeranno antico, proprio come succede a me quando penso a Casablanca.

P.S: Quando i terroristi di Al Qaeda rasero al suolo le torri gemelle, mi sa che non solo io pensai in quel giorno alla distruzione dei simboli americani che avviene all'inizio del film. O mi sbaglio?
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categoria:cinema
03/10/2007


"Se saprai aspettare 100 giorni e 100 notti sotto al mio balcone, alla fine io sarò tua".

Ed ecco cosa fece Salvatore:


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categoria:cinema
18/05/2007


Ultimamente mi è capitato di scrivere brevi recensioni sui film visti soltanto nel Forum. Ma stasera ho deciso di dedicare un post a Spider-Man 3. Premesso che sono stato un fan sfegatato dei primi due episodi (li ho visti più di una volta e con il volume così alto da far tremare i vetri della finestra della mia stanza), ho atteso con conseguente trepidazione il terzo capitolo della saga di Sam Raimi. Immediatamente lo qualifico così: splendido. Bisogna, innanzitutto, non commettere lo stesso errore di taluni critici cinematografici, che si specchiano così tanto da mostrarsi snob; non occorre, cioé, confrontare il terzo Spider-Man con gli altri due, bensì unirlo. L'eroe interpretato da Tobey Maguire, infatti, sin dall'inizio ha sempre fatto trasparire una verità inconsueta rispetto agli altri film in cui i protagonisti sono stati altri eroi, cioé la sua umanità con tutte le complessità tipiche di ogni esistenza. L'Uomo Ragno è, innanzitutto, un ragazzo (e non un extra-terrestre come Superman), di estrazione sociale modesta (e non come il ricco Batman), in cerca di una collocazione ben definita all'interno della comunità. Peter Parker, inoltre, non è un uomo sempre uguale a se stesso, anche perché in giro non ce ne sono, essendo tutti un pò come Giano. Ed è proprio per questo che i film di Raimi hanno catturato così tanto l'attenzione degli spettatori, molto più degli straordinari effetti speciali, soprattutto evidenti in quest'ultimo capitolo della trilogia. Ed il regista ha trasmesso al pubblico l'idea che l'eroe non è tale per l'immortalità o per l'imbattibilità, bensì per la costante e fedele ricerca della giustizia e del valore, giammai scontata, soprattutto quando l'animo è corroso dalla vendetta, dall'umiliazione e dal senso del fallimento. Per tutto questo e per altro sostengo che Spider-Man 3, al pari dei due predecessori, è un capolavoro.
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categoria:cinema
27/04/2007


Scrivo, in primo luogo, dietro ispirazione di questo post di Lino Banfi. Considerato che siamo in periodo di campagna elettorale, chiedo agli aspiranti sindaci ed agli aspiranti candidati del comune di Palermo di proporsi anticipatamente per l'assegnazione di una strada a Franco Franchi e a Ciccio Ingrassia, i due comici palermitani che hanno fatto la storia del nostro cinema. E' giunta l'ora anche di questo tributo, no? Ho già inviato a tal proposito una e-mail a Diego Cammarata, con la speranza di ottenere una risposta a breve. Non sarebbe male intitolare ai due attori una piazza... ma basterebbe anche una via...

P.S.: a) La scena che vi propongo, intitolata su youtube con La Guardia Notturna, è tratta da un film di cui non riesco a trovare il titolo. Sembra che la voce di Lino Banfi sia stata doppiata; b) Nel Forum un sondaggio sul film più bello interpretato dai comici palermitani ed in più due siti da visitare...
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categoria:cinema, palermo ieri e oggi
15/04/2007


Oggi è il 40° anniversario della scomparsa di Totò, l'attore italiano più comico della storia del cinema. Il Principe Antonio De Curtis, infatti, è scomparso il 15 aprile del 1967. Ancora oggi io non mi stanco mai di vedere e rivedere i suoi capolavori della risata, come Totò, Peppino e la Malafemmina (di cui propongo la mitica scena della lettera) e Totò, Peppino e i Fuorilegge. La sua comicità non fu mai volgare né gratuita e fu sempre indirizzata a tutti: un esempio che purtroppo non è più preso in considerazione, essendo la commedia contemporanea troppo ricca di scurrilità, eccetto qualche raro caso. Nel giorno del suo funerale, in una Napoli stracolma di gente addolorata, l'attore Nino Taranto fece questa orazione:


Omaggio a Totò in occasione dei 40 anni dalla sua morte


P.S.: Nel Forum un sondaggio sul più bel film di Totò, quantunque la scelta sia davvero ardua...
Amico mio questo non e' un monologo ,ma un dialogo perche' sono certo che mi senti e mi rispondi.La tua voce e' nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli che e' venuta a salutarti, a dirti grazie perche' l'hai onorata. Perche' non l'hai dimenticata mai,perchè sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso quella cappa di malinconia che l'avvolge. Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno. I tuoi napoletani,il tuo pubblico e' qui. Ha voluto che il suo Toto' facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera e tu, tu maestro del buonumore, questa volta ci stai facendo piangere tutti. Addio Toto', addio amico mio. Napoli, questa tua Napoli affranta dal dolore vuole farti sapere che sei stato uno dei suoi figli migliori e non ti scordera' mai. Addio amico mio, addio Toto'.

E cliccando qui potete ascoltare l'audio originale di queste parole.
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categoria:cinema
04/04/2007


Dopo aver visto le due puntate del film di Giulio Base, L'Inchiesta, dedicata alle indagini volute dall'imperatore Tiberio per trovare il corpo di Gesù, vi scrivo che c'è una rassomiglianza tra il protagonista del mio romanzo, Alessandro, e Tito Valerio Tauro, l'ufficiale romano addetto alle indagini. Entrambi inizialmente sono atei, poi divengono agnostici ed infine credenti, mossi da due grandi segni. Il primo ve lo celo, il secondo deriva dalla guarigione dell'amata, Tabithà. Senza questi movimenti esterni, l'anima dei due non si sarebbe mai potuta ricordare di Dio, perché troppo assuefatti dall'uso esasperante della Ragione, togliendo la voce al Cuore, posto ai margini dell'esistenza. Entrambi si trovano in mezzo ad una quete: Alessandro involontariamente, senza indagare, perché tutto gli accade di per sé davanti ai suoi occhi; Tito Valerio Lauro è costretto a cercare la verità dalla necessità di Tiberio di dare una risposta anticipata alla fine della vita, perché in preda alla paura cronica nei confronti della morte. Significativa la frase in tal senso dello schiavo-libero del protagonista del film di Giulio Base, che fa più o meno così: "E' inutile trascorrere la vita a cercare la risposta, perché tutti prima o poi ne giungeremo a conoscenza".
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categoria:cinema, ilcuorehasempreragione
20/03/2007


Ho visto il film "Vero come una Finzione" (Stranger than Fiction), regia di Marc Foster, con Will Ferrell, Maggie Gyllenhaal, Dustin Hoffman ed Emma Thompson. Innanzitutto, è difficile classificarlo in un genere ben preciso, ma in linea di massima è un fantasy, perché è caratterizzato dall'impossibile, cioé dal fatto che si intrecciano nello stesso piano temporale e spaziale una scrittrice (Emma Thompson) ed il protagonista del suo ultimo romanzo di difficile stesura (Will Ferrell). Questa situazione, comunque, si mostra agli occhi dello spettatore non subito, ma durante. All'inizio, infatti, ho pensato di stare assistendo ad un film con la stessa trovata del mitico "La Storia Infinita" (1984), cioé con due mondi paralleli: quello della realtà e quello della fantasia. Poi si capisce, in realtà, che Harold Crick e la sua scrittrice vivono nella stessa dimensione. La domanda di fondo del film è la seguente: Come vive un uomo in seguito alla notizia della sua imminente morte? In questo caso, si lascia andare all'ineluttabilità della fine dell'esistenza, con relativo happy end. In conclusione, il film di Marc Foster (Neverland) non mi ha entusiasmato più di tanto, però è da lodare l'originalità del soggetto, che a Luigi Pirandello avrebbe interessato alquanto.
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categoria:cinema
12/03/2007


Ho appena finito di vedere la prima puntata della fiction di Mediaset, intitolata "Nassiriya, per non dimenticare", con Raul Bova, diretta da Michele Soavi. Mi è piaciuta così tanto che avrei preferito che la fiction fosse mostrata al pubblico nella sua interezza, anziché divisa in due. Guardando le scene, la proposizione delle storie dei singoli soldati, i disagi della città irachena, le migliorie apportate dal contingente italiano, non può non essere venuta a molti questa domanda: Ma perché ce ne siamo andati da lì?

Sono convinto che domani mattina si dirà che questa fiction è di destra, voluta da Silvio Berlusconi per legittimare la decisione del suo governo di mandare i soldati italiani in Iraq. E questi sbaglieranno, sbaglieranno di gran lunga. Perché? Stasera abbiamo assistito alla rappresentazione della verità, che culminerà domani sera.
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categoria:politica, cinema
27/02/2007


Peccato. James Cameron mi stava simpatico, soprattutto perché è il regista di film splendidi, come Titanic e Terminator. Il suo documentario sull'immaginario ritrovamento della tomba di Cristo è uno squallido tentativo di partecipare al filone contemporaneo del discredito della religione cristiana.

Ora, il documentario ha la presunzione di affermare il ritrovamento di un ossario di Gesù Cristo, smentendo in questo modo il caposaldo della religione cristiana, cioé la Resurrezione. Gli archeologi, comunque, hanno già affermato che si tratta di una tesi ridicola, posta in essere solo per guadagnarci sopra. Ma non servivano certo loro per capirlo.

Questa è un'altra dimostrazione di come la società occidentale tende a trattare con superficialismo ed irriverenza il Cristianesimo, a cui si deve inconfutabilmente il pregio di aver posto le basi della nostra cultura. Realizzare, inoltre, simili schifezze contro la fede di miliardi di persone è un atto di vigliaccheria a priori. Il Cristiano, infatti, non emetterà una fatwa contro James Cameron...

P.S.: Nel forum il sondaggio: Quale dovrebbe essere la reazione della Chiesa?
postato da: WG alle ore 15:20 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, religione e societĂ 
25/02/2007
Ho notato dalle chiavi di ricerca che molti utenti stanno giungendo in questo blog con la speranza di conoscere il modo di assistere alla notte degli Oscar direttamente sul PC. Ebbene, nel forum spiego come fare...

P.S.: Aggiornerò il topic stanotte, se vi dovessero essere problemi e nuove possibilità per assistere alla kermesse.
postato da: WG alle ore 19:17 | Permalink | commenti
categoria:cinema
15/02/2007


A proposito di cinema e di oscar, il più bel film che ho visto in vita mia è senza dubbio Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. E vi è una scena che più di qualsiasi altra riesce sempre a farmi commuovere, a farmi arrossire gli occhi. Si tratta di quella finale. Ed oggi su youtube l'ho trovata.
postato da: WG alle ore 15:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema
15/02/2007


Il 25 febbraio prossimo andrà di scena la 79° edizione della notte degli oscar. Ecco i candidati ed in grassetto chi vorrei che vincesse la statuetta.

Actor in leading role:
  • Leonardo Di Caprio (Blood Diamond)
  • Ryan Gosling (Half Nelson)
  • Peter O' Toole (Venus)
  • Will Smith (The pursuit of happyness)
  • Forest Whitaker (The last king of Scotland)
Actor in a supporting role:
  • Alan Arkin (Little Miss Sunshine)
  • Jackie Earle Haley (Little Children)
  • Djimon Hounsou (Blood Diamond)
  • Eddie Murphy (Dreamgirls)
  • Mark Wahlberg (The Departed)
Actress in a leading role:
  • Penelope Cruz (Volver)
  • Judi Dench (Notes on a scandal)
  • Helen Mirren (The Queen)
  • Meryl Streep (The Devil wears Prada)
  • Kate Winslet (Little Children)
Actress in a supporting role:
  • Adriana Barraza (Babel)
  • Cate Blanchett (Notes on a scandal)
  • Abigail Breslin (Little Miss Sunshine)
  • Jennifer Hudson (Dreamgirls)
  • Rinko Kikuchi (Babel)
Animated Feature Film:
  • Cars
  • Happy Feet
  • Monster House
Art Direction:
  • Dreamgirls
  • The Good Shepherd
  • Pan's Labyrinth
  • Pirates of the Caribbean
  • The prestige
Directing:
  • Babel
  • The Departed
  • Letters from Iwo Jima
  • The Queen
  • United 93
Makeup:
  • Apocalypto
  • Click
  • Pan's Labyrinth
Best Picture:
  • Babel
  • The Departed
  • Letters from Iwo Jima
  • Little Miss Sunshine
  • The Queen
Visual Effects:
  • Pirates of the Caribbean
  • Poseidon
  • Superman Returns
postato da: WG alle ore 14:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema