18/05/2008


Ed è arrivato il giorno dello scudetto: nerazzurro o giallorosso? Lo deciderà, innanzitutto, il campo di Parma dopo il triplice fischio dell'arbitro. Per l'Inter, infatti, è di scena l'ultimo match-point, estremamente più difficile di quello della settimana scorsa, in cui la Beneamata avrebbe dovuto passeggiare sull'appagamento del Siena ed invece sappiamo tutti com'è andata. Materazzi? E' scemato il nervosismo per il rigore sbagliato, che il mitico difensore interista ha voluto battere a tutti i costi, anche se doveva essere compito di Cruz. Gli voglio bene lo stesso, anzi di più. Se avesse segnato, sarebbe stato l'eroe intoccabile del Meazza nerazzurro. E chissà... magari sarà proprio chi ha siglato il goal del pareggio con la Francia nella finale dei mondiali del 2006 (io non me lo dimentico mica) a regalare ai tifosi interisti la gioia del terzo scudetto di fila, che avrebbe un gusto ben differente rispetto a quello vinto per l'onesta e all'altro stravinto perché oltre alla squadra di Mancini c'era il vuoto. Sarebbe un finale da leggenda ma io sono uno di quelli che vorrebbe vincere con il Parma grazie anche ad un autogoal all'ultimo secondo dell'ultimo minuto di recupero del secondo tempo, ma poi dovrei farmi ricoverare d'urgenza al reparto di cardiologia dell'ospedale. Potrebbe anche darsi che il Parma, che non vuole di certo andarsene in serie B senza colpo fierire (e sarebbe la prima retrocessione della squadra emiliana, perché non è mai andata dalla A alla B, una volta promossa nel 1990, quando in panchina c'era Nevio Scala), decidesse di giocare una delle partite più belle della sua storia ed a quel punto ci sarebbe un ulteriore dramma per un interista-palermitano, giacché dovrei fare il tifo per il Catania (non so se mi sono spiegato). Al Massimino, infatti, sarà di scena la Roma di Spalletti, che sono convinto farà di tutto per segnare subito così da mettere il fiato sul collo a Mancini e spingere il Parma all'impresa, che sarebbe informato del risultato dall'isterismo dei suoi tifosi. Comunque vada non sarà un successo. Se l'Inter non dovesse vincere lo scudetto, si ripeterebbe la tragedia del 5 maggio, in seguito alla quale sono rimasto sotto shock per giorni e giorni ed è ancora vivo il ricordo dei caroselli dei tifosi bianconeri con annessa bara interista, che svolazzavano sotto casa mia ed io, in preda ad un attacco sadomasochista, stavo affacciato al balcone per guardarli con la vista da essere inanimato. No, che non si ripeta! Stando alle formazioni, in panchina ci sarà Ibrahimovic, la cui disgraziata assenza ha generato quest'ultima giornata da cardiopalma: è un dato di fatto inconfutabile, perché con lui questa stagione stava sembrando la seconda passeggiata consecutiva. In attacco, dunque, dovrebbero giocare Cruz (il Ganz argentino) e Balotelli, il ghanese-italiano-palermitano-concesiano che ha un talento ineffabile. Ed ora non mi resta che attendere, con l'ansia solida in corpo che non desidera altro che uscire sotto forma di boato. Stamattina potevo alzarmi alle undici, visto che l'azienda mi ha accordato il giorno di ferie (grazie alla TL Gloria, juventina, che ringrazio pubblicamente), però già alle 8 ero in piedi e mi sono catalputato alla ricevitoria più vicina per ricaricare il credito alla scheda di Mediaset Premium. Ed ho pure scommesso: Parma - Inter 2; Siena-Palermo X2; Catania-Roma 1X; Empoli-Livorno 1; Milan-Udinese 1; Lazio-Napoli Goal; Torino-Fiorentina 2. Ora, passo e chiudo... e forza Inter!



Ed è scudetto!

17:40: Scrivo senza alcun barlume di voce, essendosi esaurita nei novanta minuti che hanno dato il 16° Scudetto all'Inter. Dopo un primo tempo pieno di spergiuri a destra e a manca, la seconda frazione di gioco è stata con il mio cuore che ha fatto registrare una tachicardia costante. Le urla di gioia orgasmica sono state tre: due per la doppietta del fantastico, meraviglioso, stupendo, mitico, attaccante più forte del mondo Zlatan Ibrahimovic e l'ultimo per il triplice fischio dell'arbitro. E' il momento della gioia, del godimento supremo, ricordando che il Milan guarderà la prossima Champion's League solo grazie alla televisione (ed il 17esimo tricolore è ad un solo anno di distanza). Complimenti, inoltre, al Catania (e lo scrivo anche e soprattutto da RosaNero), perché il derby più bello di Sicilia è salvo e se gli etnei avessero perso la partita di oggi, sarebbe stata un'ingiustizia. Adesso concludo qui questo post, perché ho molta più voglia di andare a guardare i festeggiamenti (e quanto vorrei essere a piazza Duomo in questo momento, peccato che sia lontana poco più di 1000 chilometri). E non posso non lasciarvi con...




P.S.: Avete notato che ho anche vinto la scommessa? Magari qualcuno di voi l'ha giocata...
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15/05/2008


Premettendo che l'azienda ha accolto la mia richiesta di ferie per domenica, così non sarò al lavoro, bensì a casa ad avere il cuore che sussulta per Parma-Inter (e Catania-Roma), per l'altra metà della mia fede calcistica, fra tre giorni non ci sarà una partita come le altre, perché Amauri indosserà per l'ultima volta la maglia RosaNero. Il campione brasiliano sembra destinato alla Juventus e nonostante ciò difficilmente mi risulterà antipatico, cosa che è avvenuta subito con Luca Toni, il pavullese che dovrebbe baciare l'erba del Renzo Barbera, piuttosto che sputarci sopra. Amauri è di altra pasta ed ha il merito leggendario di avere fatto sognare per un intero girone di ritorno il tricolore a tutti i tifosi palermitani, almeno fino a quel maledetto infortunio del 23 dicembre del 2006, quando Manninger commise un "attentato" nei confronti dei suoi legamenti crociati. E sarà proprio il portiere austriaco del Siena a doversela vedere con il brasiliano, che di certo vorrà prendersi una personale rivincita e lasciare la maglia RosaNero nel modo a cui ci ha abituato, cioé segnando e spesso alla grande. Nell'urban blog di Palermo, di cui sono il "sindaco", ho pubblicato in questi giorni vari post che fanno riferimento a lui e l'ultimo è di ieri notte, in cui ci sono delle foto in esclusiva e un semplice video di meno di un minuto, senza commenti, che lo ha catturato in uno dei suoi ultimi allenamenti al Renzo Barbera. Eccolo anche qui:


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11/05/2008


Inter - Siena 2-2
. Due volte in vantaggio, due volte raggiunti e per di più il rigore sbagliato di Marco Materazzi, che lo ha voluto battere a tutti i costi. Il suo errore ha trasformato l'allenatore di Jesi in un vulcano in piena eruzione pliniana. Nel frattempo la Roma ha vinto con l'Atalanta, il Parma ha perso con la Fiorentina, il Catania ha pareggiato con la Juventus. Da ciò ne consegue che domenica prenderò un giorno di ferie. Sono certo che a partire dal primo minuto la Roma farà di tutto per passare in vantaggio con il Catania ed al più presto in maniera tale da esortare la squadra di Hector Cuper, l'allenatore nerazzurro del celeberrimo 5 maggio, a fare di tutto per sconfiggere gli undici di Roberto Mancini. In tutto questo la squadra etnea, allenata da Walter Zenga, rischia la retrocessione se dovesse perdere con la Roma, anche perché l'Empoli gioca con il Livorno, già in serie B.  L'Inter è pazza, si sa. Però stavolta è da manicomio.

P.S.: Il campionato italiano di calcio è il più bello del mondo.

P.P.S.: Spero che vi sia piaciuto l'esperimento della diretta web della partita, nonostante il risultato. Il post non c'è più, perché avrebbe sempre azionato in automatico il video.
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04/05/2008


Alle ore 15 a San Siro ci sarà uno dei derby più interessanti degli ultimi tempi. La Beneamata può in un sol colpo, battere il Milan, vincere lo scudetto (il terzo di fila) ed impedire di fatto ai "cugini" di andare in Champion's League. Tutto ciò con il Meazza con più tifosi rossoneri che nerazzurri, visto che giocano "in casa". Meraviglioso.

Io già non sto più nella pelle e sto conservando la voce per sfogarla nei novanta minuti e soprattutto dopo il triplice fischio dell'arbitro. Il campionato non poteva offrire migliore epilogo di questo. Naturalmente il touching balls è d'obbligo e non ho deciso di scrivere tale post per ottimismo, bensì per fede... io credo che alle 17 meno qualche minuto ci sarà il momento del numero 16... un altro campionato così e quelli del Milan la finiranno finalmente di fare gli sboroni...

Prima di andare a letto, riporto una frase del mitico avvocato Peppino Prisco: "L'Inter è stata fondata da soci dissidenti del Milan. Ecco dove si può arrivare, pur essendo partiti dal niente".

Aggiornamento, 4 maggio 2008 (17.36): Milan batte Inter 2 a 1. Vittoria meritata per i rossoneri, perché gli sono stati concessi 60 minuti di piena libertà, durante i quali quasi tutti i giocatori nerazzurri hanno fatto le belle statuine, primo tra tutti l'inguardabile Patrick Vieira, che ha letteralmente regalato il secondo goal a Kakà. Roberto Mancini ha toppato la formazione, puntando chiaramente ad un gioco difensivo: Suazo e Balotelli, una volta entrati, hanno fatto capire che le cose potevano andare diversamente. A proposito dell'allenatore di Jesi, durante le pause pubblicitarie di Mediaset Premium, si è spesso visto Mourinho... L'Inter, dunque, ha aperto lo svincolo al Milan per entrare nell'autostrada, tutta dritta, che condurrà i rossoneri alla qualificazione in Champion's League, grazie anche alla concomitante sconfitta viola. Domenica prossima a San Siro ci sarà il Siena, che oggi si è conquistato la salvezza, battendo la Juventus. Dovrebbe essere una passerella... il match-point di oggi è finito abbondantemente out.
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11/03/2008


Inter-Liverpool
: è giunto il momento della partita che può entrare nella storia del calcio nerazzurro, giunta al suo 100° anno. Io ci credo: la beneamata può farcela, essendo una delle squadre più forti del pianeta. Servono tre goal di scarto, magari due nei primi novanta minuti senza prenderne uno ed il colpo di grazia nei supplementari. In attacco ci saranno Ibrahimovic e Cruz: magia e cinismo, cuore e ragione. Zanetti, il capitano, ha detto: "Abbiamo fiducia, abbiamo una partita di calcio che va giocata. Dobbiamo cercare di essere tranquilli per cercare di giocare alla grande. Siamo primi in classifica in campionato e abbiamo a disposizione 90 minuti per cercare un'impresa che vogliamo portare a termine in una partita importante. Sarà una sfida combattuta anche perché loro hanno grande esperienza in questa competizione: l'Inter dovrà commettere meno errori possibili". Altro che tranquillità, caro Javier: in campo scenderanno 11 leoni con lo scopo di rendere agnelli gli inglesi, a cui non bisogna dare alcuno spazio, nemmeno quello per respirare. Occhio al contropiede, comunque. Alle 20:30, momento del collegamento televisivo, avrò gli occhi puntati sullo schermo del televisore, con gli battiti del cuore accelerati, con le urla in canna. Avrò un attaccamento morboso nei confronti di quel pallone, che almeno tre volte dovrà finire dietro alle spalle del portiere del Liverpool. Julio Cesar, invece, dovrà imperare: il nome è dalla sua parte. Forza ragazzi: è il momento di dare la partita di stasera alla storia.

21:34:
Primo tempo zero a zero. La tensione sale ed il coefficiente di difficoltà aumenta. Ora ci vuole la pazza Inter e più sicurezza. Soprattutto bisogna tirare in porta ed evitare gli scivoloni. Si può fare, anche perché come caspita abbiamo perso all'andata? Grande Javier Zanetti, salta i giocatori inglesi come i birilli: speriamo che trasmetti la stessa follia agli altri. Io ancora ci credo.

22.06: Inter - Liverpool 0-1. Goal di Torres. Poco prima espulso Burdisso per un fallo da deficiente a centrocampo. Niente da fare, anche quest'anno.
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14/02/2008


Di Ronaldo ricordo subito quel giorno d'estate del 1997 in cui seppi la notizia del suo passaggio all'Inter dal Barcellona: per la contentezza mi feci, correndo, due volte il giro del tavolo della sala da pranzo di casa mia. Ed ai tifosi nerazzurri regalò una stagione indimenticabile con 25 goal realizzati in 32 partite disputate: la serie A fu persa a causa di quel famoso rigore negato proprio al brasiliano, che impattò contro Iuliano ed entrò nella storia quel laissez-faire di Ceccarini che nell'azione successiva concesse la massima punizione alla Juventus a causa del fallaccio per ira di West su Del Piero. Già allora si parlò insistentemente del fatto che nel campionato italiano ci fosse del marcio ma abbiamo dovuto attendere ancora qualche anno per avere conferma di quella ipotesi. Poi accadde ciò che ancora rappresenta un mistero: Ronaldo sì sentì male prima della finale di Coppa del Mondo di Francia 98 ed il Brasile perse 3-0. Non ci si può dimenticare del fenomeno sofferente che scese dall'aereo aiutato e lentamente all'indomani della sconfitta. E da lì comincio il suo inferno, giacché gli infortuni si susseguirono l'uno dopo l'altro e piansi quando il suo ginocchio scricchiolò in quella maledetta partita allo Stadio Olimpico di Coppa Italia. Ma Ronaldo si rialzò e fu, tra l'altro, protagonista di uno dei giorni più pazzi della storia nerazzurra, cioé il 5 maggio 2002. A causa dei dissapori con Cuper (ed io avrei preferito Ronnie piuttosto che l'argentino), il fenomeno decise di accasarsi al Real Madrid, con cui vinse una Liga, segnando a catinelle. In seguito, essendo interista, ci fu la sua scellerata decisione d'indossare la maglia rossonera, però vi confesso di non essere mai stato dispiaciuto di fronte ai suoi goal milanisti. Ed ora un altro gravissimo infortunio. Al contrario dei maligni, io ho una certezza: Ronnie si rialzerà di nuovo e ci regalerà ancora uno scatto.

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categoria:calcio
12/02/2008


In anteprima, riporto qualche stralcio di ciò che ha detto Silvio Berlusconi, presentato come il Presidente del Partito delle Libertà, a Porta a Porta, la trasmissione di Bruno Vespa, che andrà in onda stasera su Raiuno.

  • Credo che ci sia bisogno di un grande movimento che metta insieme tutti i moderati e tutti i liberali
    che non si riconoscono nella sinistra e ancora oggi in Italia per tenere insieme tutte queste forze pare che Silvio Berlusconi sia ancora indispensabile.

  • Per Casini e Mastella non sono ancora definite le cose. E' questione di giorni.
  • Erano tutti scettici sul fatto di far cadere il governo Prodi e che si sarebbe andati alle elezioni in primavera. E' un nostro, un mio, successo. Otto milioni di elettori nei gazebo ci avevano chiesto di mandare a casa Prodi.
  • Le cose sono abbastanza chiare: gli elettori ci vogliono uniti, non capiscono divisioni e personalismi.
  • Quando eravamo al governo io dovetti rinunciare al 15% di programma che non realizzai e di fronte a certe volontà di riforma e di modernizzazione del Paese l'Udc disse no.
  • Vediamo con favore uno schieramento alla nostra destra.
  • Francesco Storace ha insistito sull'identità del suo movimento, La Destra. Mi sembra legittimo che  voglia continuare così. Noi come Pdl siamo posizionati al centro e guardiamo bene al fatto che ci sia una destra. L'apparentamento penso di escluderlo.
  • Ferrara negli ultimi tempi è stato rapito da questa missione, io penso che la questione dell'aborto non sia un problema da inserire nell'agone politico, ritengo che sia un tema che attiene le coscienze e debba stare fuori dalla politica.
  • L'abolizione dell'Ici sulla prima casa non comporta una diminuzione molto grande delle entrate. E quindi si può tranquillamente fare.
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categoria:politica, calcio
05/02/2008
Ho appena pubblicato su Youtube questo foto-documentario in cui racconto con le immagini, le quali sono state messe a disposizione da Daniele Romano, com'era Palermo ai tempi della storica promozione in serie A. Su Palermo.Blogolandia.It troverete anche la premessa di Carlo Brandaleone, firma illustre del Giornale di Sicilia.


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categoria:calcio, palermo ieri e oggi
12/01/2008


Diego Armando Maradona ha regalato una sua maglietta col numero 10 al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, nei confronti del quale prova sincera stima.

Il Pibe de Oro è stato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi ma ha sempre dimostrato di non essere un campione compiuto, poiché ciò che ha combinato nella sua vita privata non l'ha mai reso un esempio da seguire. Ed ora ha commesso un altro errore, giacché come si fa a dare un tributo elogiativo ad uno che, se potesse, cancellerebbe Israele dalla faccia della terra?

Maradona ha perso un'altra occasione per stare zitto.

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categoria:calcio, attualità
16/12/2007


Il Milan ha vinto la Coppa Intercontinentale, battendo 4-2 il Boca Juniors grazie ad uno straordinario Kakà (che ha dedicato il suo goal a Gesù) e ad un ottimo secondo tempo. Onore al merito. Non mi piace, comunque, che sia "sotto attacco" Roberto Mancini, il vincente allenatore della corazzata interista, per questa recente dichiarazione: "Il Mondiale per club? con questa formula sembra il torneo dell'amicizia. Era più affascinante con la vecchia formula. Sei partite mi sembrano assurde. Ci sono due squadre che si devono giocare la finale: il Milan campione d’Europa e il Boca campione del Sudamerica. Così la sfida sarebbe molto più bella e prestigiosa. Sino a due anni fa, quando c’era la partita secca, la cosa era più affascinante. Ma questo è solo il mo parere. Ognuno ha la propria opinione. Così come preferisco la Coppa Campioni a eliminazione diretta". I giornalisti, che non sono di norma stupidi, hanno di certo compreso il senso di queste parole ma per fare lo scoop hanno volutamente travisato il messaggio del tecnico interista. Non ci vuole chissà quale conoscenza approfondita dell'italiano, infatti, per comprendere che il Mancio non ha per nulla sminuito il valore della Coppa Intercontinentale ma l'attuale forma, organizzata apposta per incassare più soldi possibili dagli spot, facendo partecipare alla competizione squadre a cui darebbe filo da torcere pure il Cassino (con tutto il rispetto per la squadra del frusinate). Comunque, Milan campione del mondo: complimenti ed il calcio italiano ha dimostrato ancora una volta di essere il più forte del globo. Il 23 dicembre l'Inter gli farà la festa.
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categoria:calcio
14/12/2007


Fabio Capello
è il nuovo Commissario Tecnico della nazionale Inglese. Questa non è una notizia meramente calcistica ma intacca pure la storia dello sport più amato dagli italiani e vi spiego brevemente il perché. Tutti sappiamo che il calcio moderno è nato in Inghilterra, quantunque l'ispirazione fu data dal calcio fiorentino del Medioevo. Sappiamo, inoltre, che gli inglesi ci tengono a questo protagonismo storico a tal punto che la loro nazionale non partecipò ai primi campionati del mondo per snobismo, perché si sentivano troppo superiori ma compresero il loro errore nel 1966, quando decisero per la prima volta di fare sul serio ed alzarono al cielo la Coppa Rimet a casa loro, seppur con il goal sì - goal no della finale con la Germania dell'Ovest. Gli inglesi, poi, non hanno mai voluto bene al calcio italiano, sia per l'invidia crescente nei confronti di uno stile che si è fatto più vincente nel corso degli anni, giacché da noi conta più la sostanza che da loro. Ci dicono, inoltre, sempre che siamo catenacciari, soprattutto quando vinciamo contro di loro: ce lo rinfacciarono, ad esempio, in occasione della storica vittoria di Wembley del 12 febbraio 1997 grazie ad un goal di Gianfranco Zola, che tra l'altro allora giocava nel Chelsea degli italiani (c'erano anche Vialli e Di Matteo). In conseguenza di ciò e di altro, il calcio italiano non può che essere superbamente orgoglioso che la nazionale inglese sarà allenata da Fabio Capello, in quanto ciò significa che da quelle parti hanno finalmente compreso che noi ci sappiamo fare con una cosa fondamentale in una partita ufficiale: la vittoria. Siamo pur sempre i Campioni del Mondo.
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categoria:calcio, storia
11/12/2007


Sulla home del sito dell'Inter si può assistere al count-down che porterà al giorno in cui la gloriosa società nerazzura compierà 100 anni e la squadra ha deciso di cominciare le celebrazioni già sul campo, perché sta dominando il campionato di serie A con la speranza da tifoso di fare nostra anche questa Champion's League. Ma la società presideduta da Massimo Moratti mai avrebbe potuto immaginare che la maglietta celebrativa del centenario avrebbe potuto creare un problema storico-politico con gli islamici turchi. Un avvocato musulmano, infatti, tale Barsia Karska, ha chiesto all'UEFA di addirittura multare l'Inter in quanto la maglia bianca con la croce rossa sarebbe "un'offesa all'Islam" poiché ricorda i templari, usata per giunta nella partita del 27 novembre scorso contro il Fenerbahce. Kaska ha affermato che "quella croce ricorda giorni sanguinosi". Ebbene, questa è una esagerazione che infastidisce, non semplicemente perché in questo caso si offende la storia del club nerazzurro, giacché la maglia fu frutto della fusione nel 1928 della FC Internazionale con l'Unione Sportiva Milanese e al centro c'era anche il fascio littorio. E poi la Turchia mi sta antipatica, diciamolo, soprattutto perché si comporta da mostro bicefalo: fa l'europea con l'UE perché vuole ottenere i vantaggi derivanti dall'entrata in essa (e Istanbul sta a Roma come la neve sta a Ibiza ad agosto) e fa l'islamica intollerante contro i curdi. Ed ora ho una ragione in più per essere orgoglioso di essere interista.

Aggiornamento 21:36: Nei commenti di questo post il blogger imagesofme ha pubblicato una immagine che è emblema dell'oggetto di questa discussione. Eccola:





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categoria:calcio, islam alla guerra
01/12/2007


A proposito del derby di domani ho scritto questi tre post presenti nell'urban blog di Palermo.

  1. Niente tifo rosanero al Massimino
  2. Domani il derby
  3. Catania-Palermo on YouTube (9 marzo 2003)
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categoria:calcio, palermo ieri e oggi
22/11/2007


Quando c'è da vincere l'Italia non si tira mai indietro, anzi tende a primeggiare. Ed è successo ancora una volta, giacché il gruppo di qualificazioni per Euro 2008 è stato vinto e la Nazionale, campione del mondo (non dimentichiamocelo mai), cercherà di conquistare il double. La classifica finale del girone B, infatti, è la seguente:
  1. Italia 29
  2. Francia 26
  3. Scozia 24
  4. Ucraina 17
  5. Lituania 16
  6. Georgia 10
  7. Far Oer 0
All'inizio del percorso per Euro 2008 sembrava che l'Italia non avrebbe dovuto farcela e che Roberto Donadoni avrebbe avuto poca vita nella panchina e serpeggiava sempre l'ombra di Marcello Lippi, almeno così dicevano i giornalisti sportivi. Eppure, la Nazionale non ha solo conquistato il posto ai prossimi campionati europei, non ha solo conquistato il primo posto, ma ha dato un'altra lezione di stile alla Francia, ormai nostra dichiarata acerrima "nemica", soprattutto perché l'allenatore dei galletti vallespluga è Raymond Domenech, a cui bisognerebbe ricordare col sorriso sulle labbra che i tempi di Giulio Cesare sono finiti da un pezzo.

Agli Europei, inoltre, non parteciperà l'Inghilterra, eliminata clamorosamente al Wembley dalla Croazia. Ed ora gli inglesi pretendono la ghigliottina per McClaren, confermando che questo non è assolutamente un buon anno per chi porta quel cognome (Ferrari docet). Le nazionali, dunque, che si sfideranno in Austria e Svizzera saranno le seguenti:
  1. Polonia
  2. Portogallo
  3. Italia
  4. Francia
  5. Grecia
  6. Turchia
  7. Repubblica Ceca
  8. Germania
  9. Croazia
  10. Russia
  11. Spagna
  12. Svezia
  13. Romania
  14. Olanda
  15. Austria
  16. Svizzera
Ed ora non ci resta che attendere il calcio d'inizio...
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categoria:calcio
18/11/2007


Avevo dieci anni. Era il 2 giugno del 1991 e fu la mia prima volta allo stadio, la domenica successiva alla mia prima comunione. Mi fece quel regalo mio zio Giuseppe e ci sedemmo in gradinata. Era una partita importantissima, perché il Palermo si giocava la serie B non tanto nella sfida diretta con la Fidelis Andria, quanto in quella a distanza col Perugia, impegnato dentro casa con il Casarano. Tutto quello che vissi quella domenica accrebbe il mio amore per il gioco del calcio. Non solo fui affascinato dalla partita, ma anche e soprattutto dall'ambiente in sé, dal tifo genuino e assolutamente non violento, dalla gente tutt'unita sotto un'unica bandiera, quella rosanero. Il match terminò 1-1 ed il Palermo andò in serie B grazie alla sconfitta interna del Perugia. Quella promozione fu uno spettacolo magnifico, che ho rivissuto di nuovo quando la squadra rosanero riuscì a raggiungere la serie A dopo più di vent'anni. Da allora non riesco a stare senza calcio. Mi ricordo con gioia altre esperienze particolari avute allo stadio. Ad esempio mi viene in un mente un Palermo-Crotone, sempre in serie C-1, girone B. Vincemmo 2-1 e quando ci giunse la notizia della momentanea sconfitta della Juve Stabia a Battipaglia, io ed uno sconosciuto ci abbracciammo dalla contentezza, perché quel risultato significava la promozione in B. Addirittura feci l'invasione di campo, pacificissima e provai l'ebbrezza ineffabile di assaggiare l'erba del campo sotto alle mie scarpe e calciai un pallone in rete, così da potere dire che anch'io ho segnato un goal alla Favorita. Ma la Battipagliese perse e non ci fu la promozione.

Potrei scrivere un libro sul mio amore per il calcio ma sono quasi le due di notte ed il sonno mi impedisce di andare oltre. Concludo, tuttavia, affermando con veemenza che noi innamorati del pallone non possiamo permettere che gli ultras violenti ci distruggano la nostra passione, che ha un quid di romantico. Ed è per questo che insisto ancor'oggi sulla mia idea già ribadita in altri post: bisogna proibire l'ingresso del tifo organizzato negli stadi, perché le curve sono di tutti.

P.S.: Questo post è stato emotivamente ispirato dalla visione del film Goal.
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categoria:calcio, la mia vita
12/11/2007
Domenica prossima molto probabilmente la serie B non scenderà in campo: questo ha affermato Renzo Ulivieri, presidente dell'associazione allenatori, uscendo dalla riunione dei vertici del calcio presso la sede della Figc di Roma. Il ministro dello sport, inoltre, ha sostenuto che "si deve decidere per un gesto significativo, dal mondo del calcio aspetto una decisione esemplare".

Scusate, ma io non sono d'accordo. Sono favorevole alla sospensione delle trasferte per gli ultras, più che altro alla decisione di proibire il loro ingresso persino negli stadi di casa, ma sono contrario alla decisione di sospendere la serie A per una domenica, figuriamoci per tutta la stagione. Fermo restando che ieri non doveva scendere in campo nessuna squadra, così come ho già scritto qui, in quanto si doveva salvaguardare l'incolumità delle forze dell'ordine, una sospensione del campionato sarebbe l'individuazione concreta di un'arresa formale al potere del tifo organizzato. A che servirebbe, infatti, chiudere gli stadi al gioco del calcio per tanto tempo? A nulla, poiché al momento dell'apertura gli ultras tornerebbero tranquillamente sulle curve, macchiando con la violenza arrogante lo sport più bello del mondo. Occorre, invece, porre in essere misure rigidissime nei confronti dei supporter che si ritengono più rilevanti della legge, non solo di quella sportiva. Come ha scritto Sbloggato nel suo commento al post di ieri, ad esempio, occorrerebbe costringere "le società a prendere seri provvedimenti pena la radiazione, investendo sul controllo della sicurezza come è stato fatto in Inghilterra, casomai imponendo un limite agli stipendi del calcio, perdendo forse campioni ma facendo investire i soldi risparmiati in questo ambito". Già, gli inglesi sono riusciti a soffocare il fenomeno degli hooligans e non vedo perché non dobbiamo riuscire anche noi nella soppressione della violenza degli ultras. Bisogna, infine, considerare i supporter violenti come terroristi, poiché con il terrore vogliono destabilizzare l'ordine pubblico, attaccando i garanti della sicurezza comune, rovinandoci il nostro gioco.



Ed ora un Noi che dedicato a Gabriele Sandri, preso in prestito da qui:

  • Noi che...finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa;
  • noi che...costretti alla regola di "portieri volanti" o " chi si trova para",
  • noi che..."portieri volanti" e..."segnare da oltre centrocampo vale?" - Vale...vale tutto!
  • noi che...quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
  • noi che...l'ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta;
  • noi che...avevamo sempre un soprannome passibilmente infamante ma nessuno si offendeva;
  • noi che...chi arriva prima a dieci ha vinto;
  • noi che...mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c'era sempre qualcuno che diceva: "chi segna l'ultimo vince" incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1,
  • noi che...abbiamo vissuto con terrore l'epoca delle "Espadrillas" con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;
  • noi che...se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu' forti di Pelè;
  • noi che...invece avevamo ai piedi le Tepa Sport,
  • noi che...il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
  • noi che...capivano il senso della seconda maglia quando in Tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter
  • noi che...o il SUPER TELE (in mancanza d'altro) o l'ELITE (lo standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa
  • noi che... non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
  • noi che...il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta;
  • noi che...anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. "Goal o rigore" metteva sempre tutti d'accordo;
  • noi che...al terzo corner è rigore;
  • noi che..."rigore seguito da goal è goal" ;
  • noi che..."siete dispari posso giocare?" - "Eh non lo so, il pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno scarso)!";
  • noi che..."mi fate entrare?" - "Si basta che ne trovi un altro sennò siamo dispari";
  • noi che...riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c'era scritto il nome;
  • noi che..."Una vita da mediano" (Oriali-Ligabue) era già una filosofia di vita;
  • noi che...il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper, il n° 6 il libero, il n° 7 l' ala destra, il n° 8 una mezzala , il n° 9 il centravanti, il n° 11 l'altra punta possibilmente mancina, il n° 10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il piu' bravo;
  • noi che...perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una trafila di 2/3 anni ad alto livello;
  • noi che...gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti;
  • noi che...dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino ;
  • noi che...quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non trovare triplone o quadriplone PILONI ; il 2° mitico portiere della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;
  • noi che...avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre
  • noi che...il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì;
  • noi che...il sabato mattina eravamo terribilmente stanchi perché la sera prima avevamo visto Cesare Cadeo dopo Premiatissima;
  • noi che...la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di calcio;
  • noi che...vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Stroppa "riporto" da Bari o Lecce
  • noi che...la Stock di Trieste è lieta di presentarvi ...papapà...papapà ...papapapaaaaaa...paparapà ;
  • noi che...Ciotti :..."scusa Ameri,scusa Ameri....clamoroso al Cibali" (che nella nostra fantasia era piu' famoso di Catania);
  • noi che..."tutta la squadra dell' Internazionale retrocede a protezione dei 16 m" (sempre Ciotti);
  • noi che...ci ricordiamo i festeggiamenti del n. 1.000 della Domenica Sportiva;
  • noi che...alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, Tennis. Basket e la pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal;
  • noi che...Galeazzi l'abbiamo visto magro;
  • noi che..."il piede proletario di Franco Baresi" (Beppe Viola); "Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro" (Gianni Brera);
  • noi che...andavamo all'amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: "Dici a Maria se si vuole mettere con me?" Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: "Ha detto che ci deve pensare..."
  • noi che...Maria ancora ci stà pensando!
  • noi che...agli appuntamenti c'eravamo sempre tutti, anche senza telefonini;
  • noi che...oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l'angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica;
  • noi che...oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili sondaggi tipo: "chi è stato il piu' forte giocatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona?" senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;
  • noi che...se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
  • Voi che...questo giocattolo ce lo avete rotto... brutti bastardi!
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11/11/2007


Il 2 ottobre scorso pubblicai questo post in cui scrissi che "serve proibire negli stadi l'ingresso del tifo organizzato". Alla luce di quanto è accaduto oggi nell'aria di servizio di Badia al Pino, sono sempre più convinto della mia idea, poiché non si può permettere agli ultras di rovinare il nostro calcio e di decidere con la violenza se una partita possa svolgersi o meno, così com'è successo a Bergamo. Sono dispiaciuto naturalmente e profondamente per la morte di Gabriele Sandri, che non era un teppista, e bisogna ora con celerità definire il livello della gravissima responsabilità dell'agente della Polstrada, poiché due colpi sparati in aria di certo non possono uccidere un essere umano. Inoltre, vista e considerata la portata violenta degli ultras, non doveva essere rinviata soltanto Inter - Lazio, ma anche tutti gli altri incontri della giornata, dalla serie A alla C-2, a causa del rischio della vendetta (assurda, perché una colpa del singolo non è di conseguenza colpa del gruppo di appartenenza) dei supporter contro le forze dell'ordine, così com'è puntualmente avvenuto a Bergamo. A tal proposito, comunque, è imbarazzante che la decisione della sospensione della partita Atalanta - Milan sia stata letteralmente presa dagli ultras, che hanno minacciato "qualcosa di brutto" se i calciatori avessero continuato a giocare. E sul sito della squadra bergamasca si legge che la società "comunica di avere incaricato i propri legali per denunciare e perseguire legalmente i responsabili degli episodi criminosi avvenuto nel corso di Atalanta - Milan. La società, esprimendo solidarietà alle Forze dell’Ordine, manifesta il proprio dispiacere per il danno arrecato alle migliaia di veri sportivi accorsi allo stadio per assistere a una partita di calcio
".

Se avessi, infine, un quid di potere decisionale a livello nazionale, promuoverei già domani la promanazione di un decreto per la proibizione dell'ingresso negli stadi ai tifosi organizzati. Permetterei, infatti, l'ingresso negli spalti soltanto ai tifosi semplici, cioé a coloro che vanno allo stadio per gustarsi il match e non per guastare il clima di gioia che dovrebbe essere naturale negli avvenimenti sportivi.

Aggiornamento, 19:51. A Roma sono in atto scontri tra tifosi e poliziotti. Quest'ira dei supporter contro le forze dell'ordine è un fenomeno socio-criminale insostenibile, tutto italiano. Certa gente si dimentica che gli agenti di polizia garantiscono la nostra sicurezza, rischiando la loro, per poco più di 1000 euro al mese. Tutto ciò è a prescindere dall'azione criminale di un poliziotto dal grilletto facile, ripeto un poliziotto.
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10/11/2007


Ed ecco finalmente una vittoria dopo cinque pareggi consecutivi. Il Palermo, infatti, ha sconfitto il Napoli 2-1, grazie alla doppietta di Tedesco. Tutta la squadra, comunque, ha giocato bene ma meritano una menzione in particolare Brienza, Caserta ed il solito Fontana. Il primo tempo è stato caratterizzato da due pali colpiti dai rosanero (l'uno di Tedesco e l'altro di Brienza) e da qualche azione frizzante dei partenopei. La seconda metà di gioco è cominciata male per il Palermo, essendoci stato il goal di Bogliacino al nono, doloroso non solo per i tifosi di casa ma soprattutto per lo stesso calciatore napoletano, in quanto si è preso pure una dolorosa scarpata di Zaccardo sul naso. Tre minuti, dopo, però Tedesco ha portato le aquile al pareggio con una bel tiro deviato da un difensore campano ed al ventunesimo sempre lui ha realizzato la rete della vittoria, festeggiata abbracciando il figlio-raccattapalle.

Un successo che ci voleva, dunque, non tanto per la classifica quanto per la serenità di tutto l'ambiente, in primis per quella di Colantuono, che sta facendo decisamente un buon lavoro. In attesa dei match di domani, i rosanero ora si trovano al sesto posto ed hanno superato la Sampdoria, oggi vittoriosa con l'Empoli (3-0). La prossima partita sarà una di quelle che faranno palpitare il cuore dei tifosi, in quanto i palermitani andranno a sfidare la Juventus a casa loro.

P.S.: Stasera ho seguito la partita in streaming grazie a questo software.
postato da: WG alle ore 22:47 | Permalink | commenti (2)
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04/11/2007


E' stata una partita ricca di emozioni ed i rosanero avrebbero potuto vincerla ed invece hanno agguantato il solito pareggio al novantesimo grazie ad Amauri. Prima di lui hanno segnato Cavani e Brienza. Nella prima frazione di gioco i ragazzi di Colantuono hanno dominato l'incontro e peccato che Simplicio sia riuscito a non concludere a rete un contropiede che non doveva finire con un nulla di fatto. Nel secondo tempo il Palermo ha troppo abbassato il baricentro d'azione ed il Genoa ne ha approfittato, mettendo per tre volte la palla alle spalle di uno strepitoso Fontana. I rosanero, comunque, hanno ancora dimostrato un grande carattere, così come sottolineato anche dallo stesso allenatore: "
Nel primo tempo non siamo purtroppo stati bravi in alcune ripartenze nonostante abbiamo giocato molto bene la prima mezz’ora. Abbiamo comunque disputato una buona gara lottando su ogni pallone contro un avversario non facile e su un campo dove tutte hanno fatto fatica. Quello che più conta è l’ennesima dimostrazione che non ci stiamo mai a perdere e lo abbiamo fatto vedere anche oggi non mollando mai e questo è un dato molto positivo". In virtù di questo sesto pareggio della stagione, il Palermo ora condivide la settima posizione col Napoli, a cinque lunghezze dal quarto posto, occupato dalla Juventus, che giocherà stasera contro l'Inter (e mi sa che la beneamata non tradirà l'appuntamento con l'allungo). E sabato prossimo ci sarà proprio il match con i partenopei e di conseguenza al Renzo Barbera si ripresenterà più spettacolare che mai (almeno si spera) il derby delle due Sicilie.
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01/11/2007


Ieri sera il Palermo ha pareggiato col Parma, uno a uno. Il match è cominciato malissimo con il goal di Morrone, uno dei tanti ex in campo. Il pareggio è stato raggiunto solo nel finale grazie ad un calcio di rigore di Amauri. Andrea Barzagli, il capitano dei rosanero, è stato molto duro coi tifosi che sono accorsi allo stadio: "Siamo molto arrabbiati per l'atteggiamento della gente. Da oggi in poi giocheremo soltanto per noi stessi e per la società, facendo gruppo e isolandoci da tutti". Ora, io non sono uno di quelli che fischia, quantunque davanti alla televisione ieri sera ho spesso inveito contro la scarsa cattiveria dei giocatori del Palermo, che non hanno dato quel qualcosa in più che ha contraddistinto il nostro gioco negli scorsi campionati. Non mi piace, tuttavia, l'atteggiamento di quei sostenitori che al Renzo Barbera si dimenticano che la serie A è una conquista degli ultimi anni, giacché fino a qualche tempo fa sul nostro campo solcavano l'erba i giocatori della Battipagliese, del Savoia, del Giarre, eccetera. Chi va allo stadio, seppur paga il biglietto e quindi ha il "diritto" ad uno spettacolo decente, dovrebbe sempre recuperare la memoria storica e di conseguenza non smettere mai d'incitare la squadra rosanero, soprattutto in questo momento di crisi. Se guardiamo la classifica, è naturalmente ben diversa da quella dell'anno scorso, perché si sta pareggiando troppo. Ma sappiamo tutti che poi non è finita come sognavamo, avendo vinto solo qualche volta nel girone di ritorno. Al Palermo ritengo che stia mancando essenzialmente la cattiveria agonistica, perché sta subentrando la cosiddetta paura di vincere, ma il carattere non manca, palesabile con il fatto che i pareggi col Parma e con la Reggina sono stati raggiunti allo scadere. Con l'Inter, inoltre, la squadra si è comportata benissimo, nonostante abbia creato pochissime azioni da goal. E poi c'è la sfortuna di non godere pienamente di Fabrizio Miccoli, che non riesce a recupare la forma, essendo in preda ad un infortunio che non ne vuole sapere di sparire. Domenica prossima i rosanero saranno a Genova dove sfideranno i grifoni, che ieri hanno sonoramente perso a San Siro: la beneamata è troppo forte per tutti. Io sono ottimista, come sempre, perché un vero tifoso non può non esserlo.
postato da: WG alle ore 10:52 | Permalink | commenti (1)
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