Le strade siciliane stanno generando quotidianamente un vero e proprio bollettino di guerra: non passa ormai giorno in cui non abbiamo notizia di un grave incidente.
Appena due giorni fa, ad esempio, Arianna Rotolo ha scritto questo post di cronaca in cui si è registrata la morte di un ragazzo di 20 anni, vittima di un incidente a Palermo, nei pressi di piazzale Giotto.
Ma il 30 giugno scorso un altro uomo ha smesso di vivere: Sergio Biancucci. L’incidente stavolta è avvenuto all’Addaura (qui la notizia da LiveSicilia).
La vittima aveva 38 anni e lavorava in Fincantieri, sposato con tre figli, residente a Partanna.
Dall’altra parte Giuseppe Ricco, 28 anni. Una volta avvenuto l’incidente, non ha prestato soccorso ed è fuggito: già questo basta per andare in prigione, considerate le nuove norme sulla sicurezza. Si è presentato successivamente alla Caserma dei carabinieri di Pallavicino, dichiarando che era lui alla guida della fiat 500 e che si era allontanato per paura. Ma è stato rivelato dell’altro: Ricco è risultato positivo alle analisi compiute dai carabinieri, avendo assunto cocaina e bevuto alcool.
Insomma, un’altra morte che si poteva evitare (sulle strade raramente un incidente è frutto della casualità). Ma è inutile ragionare coi condizionali, bensì bisognerebbe puntare ai futuri semplici. Siamo in estate, la gente esce, va in motocicletta per godersi un po’ d’aria in movimento. Che fare? Più controlli e più raccomandazioni di prudenza, magari con una forte campagna di comunicazione. Su YouTube, ad esempio, c’è questo video, che parte da un monologo di Giorgio Panariello, ma poi c’è un mix di foto e video incidenti stradali (non per tutti).
- author: WG
- category: politica, attualità , blogsicilia
- comments: commenti (1)(popup) | commenti (1)























