03/07/2009,08:49

Le strade siciliane stanno generando quotidianamente un vero e proprio bollettino di guerra: non passa ormai giorno in cui non abbiamo notizia di un grave incidente.

Appena due giorni fa, ad esempio, Arianna Rotolo ha scritto questo post di cronaca in cui si è registrata la morte di un ragazzo di 20 anni, vittima di un incidente a Palermo, nei pressi di piazzale Giotto.

Ma il 30 giugno scorso un altro uomo ha smesso di vivere: Sergio Biancucci. L’incidente stavolta è avvenuto all’Addaura (qui la notizia da LiveSicilia).

La vittima aveva 38 anni e lavorava in Fincantieri, sposato con tre figli, residente a Partanna.

Dall’altra parte Giuseppe Ricco, 28 anni. Una volta avvenuto l’incidente, non ha prestato soccorso ed è fuggito: già questo basta per andare in prigione, considerate le nuove norme sulla sicurezza. Si è presentato successivamente alla Caserma dei carabinieri di Pallavicino, dichiarando che era lui alla guida della fiat 500 e che si era allontanato per paura. Ma è stato rivelato dell’altro: Ricco è risultato positivo alle analisi compiute dai carabinieri, avendo assunto cocaina e bevuto alcool.

Insomma, un’altra morte che si poteva evitare (sulle strade raramente un incidente è frutto della casualità). Ma è inutile ragionare coi condizionali, bensì bisognerebbe puntare ai futuri semplici. Siamo in estate, la gente esce, va in motocicletta per godersi un po’ d’aria in movimento. Che fare? Più controlli e più raccomandazioni di prudenza, magari con una forte campagna di comunicazione. Su YouTube, ad esempio, c’è questo video, che parte da un monologo di Giorgio Panariello, ma poi c’è un mix di foto e video incidenti stradali (non per tutti).


Altro post su PalermoBlog:
02/07/2009,08:29


Da PalermoBlog:

La Sicilia è l’isola più grande e densamente popolata del Mediterraneo, nonché la Regione più estesa d’Italia. Primati di grandezza che s’iperbolizzano “un po’ troppo“, dando un’occhiata ai tempi di collegamento ferroviario tra una città e l’altra:
  • Palermo – Trapani: 2 ore e 19 minuti (min.); 3 ore e 44 minuti (max.). Chilometri di distanza: 107.
  • Palermo – Agrigento: 2 ore e 10 minuti (min.); 2 ore e 12 minuti (max.). Chilometri di distanza: 130.
  • Palermo – Enna: 3 ore e 48 minuti (min.); 4 ore e 48 minuti (max.). Chilometri di distanza: 148.
  • Palermo - Caltanissetta: 1 ora e 59 minuti (min.); 3 ore e 15 minuti (max). Chilometri di distanza: 132.
  • Palermo – Messina: 2 ore e 55 minuti (min.); 3 ore e 47 minuti (max). Chilometri di distanza: 231.
  • Palermo – Catania: 4 ore e 39 minuti (min.); 5 ore e 58 minuti (max). Chilometri di distanza: 213.
  • Palermo - Siracusa: 6 ore e 32 minuti (min.); 8 ore (max). Chilometri di distanza: 264.
  • Palermo – Ragusa: 5 ore e 51 minuti (min.); 6 ore e 37 minuti (max.). Chilometri di distanza: 259.

Questi dati provengono naturalmente da Trenitalia e già da sé assumono un effetto scioccante, ma paragonati ai tempi di percorrenza del continente, la meraviglia aumenta. Bastano solo tre esempi:

  • MilanoTorino: 1 ora e 29 minuti (min.); 1 ora e 55 minuti (max.). Chilometri di distanza: 142 (ovvero poco meno della distanza tra Palermo e Enna).
  • Milano - Firenze: 2 ore e 9 minuti (min.); 3 ore e 19 minuti (max.). Chilometri di distanza: 305 (ovvero 41 km in più della distanza tra Palermo e Siracusa).
  • MilanoRoma: 3 ore e 30 minuti con la Freccia Rossa. Chilometri di distanza: 576.

D’accordo, ci sono le “scusanti”: unico binario, più treni per giungere a destinazione, ecc. Ma la Sicilia è Italia, no? Eppure, stando a ’sti orari…

Foto di Giuseppe Romano.

Altri miei post consigliati:

20/06/2009,09:05


Oggi è il giorno di Not Magazine, il nuovo magazine della provincia di Agrigento, il cui direttore responsabile è Michele Ruvolo.

In questo numero il mio servizio su Facebook.

Da AgrigentoBlog:

"La rivista, unica nel suo genere, si occupa di inchieste sui problemi sociali, di mode, stili, tendenze, personaggi, storie della provincia di Agrigento. In questo primo numero si parlerà, fra le altre cose, del record di divorzi.

Del boom della prostituzione, con interviste esclusive alle “squillo” che operano nell’Agrigentino. Della “Facebook mania” che coinvolge tutta la provincia di Agrigento e che vede in rete giornalisti, politici, avvocati, attori, cantanti, professionisti e gente comune. Ci saranno le storie e i volti di centinaia di uomini e donne della provincia che non si staccano mai dal loro profilo Facebook. Si parlerà di tanti conterranei di successo che hanno conquistato il resto d’Italia e il mondo. Si racconterà e ci saranno le foto di tutte le ragazze che partecipano alle decine di concorsi di bellezza su internet e sulle passerelle di mezza provincia.

05/06/2009,06:57


Il Rynchophorus ferrugineus, comunemente noto come il punteruolo rosso, è un coleottero terrorista che trascorre la sua esistenza con l’obiettivo di annientare le palme, indifese innanzi a cotanta crudeltà. Giunto in Sicilia nel 2005 a causa “della globalizzazione del mercato e degli insufficienti controlli fitosanitari delle palme adulte” (come si legge nel report della Regione Siciliana, diffuso l’anno scorso), tarda ad abbandonarci, anche perché nell’isola la sua vittima fa parte del sontuoso panorama ambientale e si trova dappertutto.

Si tratta di un avversario ostico, contro il quale si organizzano convegni ed esperimenti, come quello svoltosi il 7 maggio del 2008 a Palermo: allora si presentò l’arma per vincere la battaglia, il Neemazal, brevettato dall’ Intrachem Bio Italia. Enrico Camerata Scovazzo, responsabile dell’area agronomica dell’ A.S.A. Consulting, disse che “questo prodotto biologico e non tossico viene applicato alle radici della pianta. Attraverso i vasi conduttori della palma, il Neemazal arriva sulla gemma apicale, dove si accumula nei tessuti rendendoli tossici per le larve dell’insetto. La possibilità di non trattare direttamente sulla chioma riduce i costi degli interventi rendendoli accessibili anche ai privati”.

Guerra vinta? Macché! Il punteruolo rosso ha continuato a far danni, anche economici. Bisogna sottolineare, infatti, che il 50% delle palme italiane è prodotto proprio in Sicilia: bloccandosi la loro vendita, crolla il relativo mercato. Il Neemazal in questione non è stato utilizzato in maniera capillare, perché ritenuto poco incisivo sul coleottero.

Ma l’architetto Paolo Costa, che si occupa nella vita di ben altro, è di parere opposto ed insieme ad altri “amatori” delle palme ha sperimentato il prodotto con risultati eccellenti, il cui trattamento è stato esposto in questo video:



“Il Neemazal funziona. Abbiamo adottato, ad esempio, il trattamento ad una palma di 15 metri, già attaccata (con la chioma calata ma non rinsecchita) con esito positivo. La quantità di prodotto è di 200 millilitri per 50 litri d’acqua data con scadenza settimanale per il primo intervento d’urto
”, ci ha raccontato Costa. E domanda: “Perché non se ne fa uso? Se non tutte, almeno si potrebbe salvare la vita ad un cospicuo numero di palme, anziché abbandonarle al loro destino di morte in attesa di una cura valida al 100%”.

Altrimenti invitiamo in Sicilia i Latmul, una popolazione indigena della Papua Nuova Guinea, la cui dieta ha come elemento importante proprio il punteruolo rosso… così risolviamo il problema alla radice.
31/05/2009,10:48


Le notizie non dovrebbero crearsi, bensì dovrebbero approfondirsi ed essere raccontate nel momento in cui accadono, dando ad esse anche una connotazione politica, perché ciascuna testata è libera di seguire la propria linea editoriale e di pensiero, fatto salvo il dovere sacro dell'informazione obiettiva e genuina.

Tuttavia, come accade dovunque, i giornali, i telegiornali e le riviste hanno bisogno del riscontro consensuale, perché bisogna pagare gli stipendi e le strutture. Così è stato, così è e così sarà. Cinicamente, comunque, occorre essere bravissimi in questo, evitando di non essere scoperti, costruendo la notizia e rendendola un derivato di cronaca piuttosto che un frutto vero e proprio di chi la diffonde, quando si fiuta l'argomento del giorno.

Pare che non siano stati bravi, ad esempio, i giornalisti dell'Espresso che avrebbero voluto fare lo scoop, offrendo 50.000 euro a Laura Drezwica, partecipante dell'ultimo Grande Fratello, come ha raccontato lei stessa a Stefano Zurlo de' Il Giornale. I cronisti del settimanale avrebbero voluto il racconto dei particolari piccanti della sua presunta relazione con Silvio Berlusconi, anche (e soprattutto)  sessuali. Soldi ben spesi, perché ne avrebbero fatti guadagnare il triplo, con relativa risonanza mediatica in tutto il mondo. Le hanno chiesto una foto, un gioiello ma hanno ricevuto in cambio un due di picche.

22/05/2009,16:14

Sono trascorsi 17 anni dalle 17:58 di sabato 23 maggio 1992, quando cinque quintali di tritolo uccisero Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Cirillo e Antonio Montinaro sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo.

Uccidendo il magistrato (e commettendo la medesima ferocia due mesi dopo, in via D’Amelio), i Corleonesi si vendicarono di chi li aveva messi con le spalle al muro, costituendo uno dei caposaldi della lotta alla mafia, il Maxiprocesso, che si svolse a Palermo dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987. Essi speravano che la Cassazione avrebbe annullato le sentenze più eclatanti ed invece nel gennaio del 1992 subirono la conferma della batosta, a causa della quale decisero di dare una dura lezione allo Stato, colpendo prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino.

Ma fecero un grosso errore, perché risvegliarono la coscienza dei siciliani onesti, di quelli che non ne potevano più di essere infettati quotidianamente dalla peste mafiosa, di quelli che decisero di fare camminare con le loro gambe le idee degli eroi. Essi cominciarono ad alzare la voce, ad appendere le lenzuola bianche sui balconi, a stringersi per mano formando una lunga fila umana da via Libertà a Mondello: decisero di fargliela pagare.

Non fu un caso, infatti, che dopo il 1992 uno ad uno furono assicurati alla giustizia i boss corleonesi ed affini (Totò Riina e Bernardo Provenzano, in primis).

20/05/2009,09:42


Propongo oggi un'inchiesta dell'amico e giornalista Lorenzo Tondo, accogliendone l'invito, già pubblicata sull'edizione palermitana di Repubblica l'8 febbraio scorso, intitolata "Pallone amaro: truffe, intrighi e sogni infranti: così muore il calcio giovanile".

L'articolo merita di essere diffuso sul web (e discusso) in quanto sottolinea lo stato di degrado etico del calcio minore siciliano, caratterizzato da storie malinconiche (che suscitano ira) come quella di Alfonso Sclafani.


Pallone Amaro

Hanno le facce tristi di chi al pallone ha dato tutto. Pessime pagelle, ginocchia lacerate, caviglie a pezzi e un’adolescenza passata a tirar calci in un rettangolo di terra e polvere. Loro però dal calcio, vigliacco, non hanno avuto niente in cambio. E oggi, l’unica sfera che rincorrono, è quella stampata in rilievo sulle insegne dei Bar dello Sport.

Sono i “calciatori mancati”: sogni infranti, qui in Sicilia, di un mondo lontano dalle glorie azzurre. Tariffari gonfiati, certificati medici falsificati, stadi pericolanti, giovani talenti ostaggio di club pronti a tutto pur di speculare sui loro contratti: è la Sicilia del calcio giovanile, una Gomorra del pallone gestita e sponsorizzata da società senza scrupoli e spesso con lo zampino di Cosa Nostra.

Alfonso Sclafani ci aspetta seduto ad uno di quei bar, mentre davanti ad una birra sfoglia le pagine rosa della Gazzetta. Prima che la “guerra di religione” tra Uomo e Zona imperversasse anche nel calcio giovanile, Alfonso ricopriva il ruolo di libero in una rinomata società agrigentina. Una storia come tante altre: famiglia umile, la madre morta quando era ancora un bambino e un padre che vedeva in quel figlio la possibilità di un riscatto. A ragione, perché fino a 10 anni fa, nella provincia di Agrigento, il nome di Alfonso Sclafani era sulla bocca di tutti. Tecnica, tenacia, atletismo e una straordinaria visione di gioco.

Alfonso oggi ha 26 anni, la barba incolta e un’ampia stempiatura sopra una faccia da bambino. E fu proprio grazie a quell’aspetto da adolescente— Alfonso dimostrava 3 anni in meno rispetto ai suoi coetanei— che i dirigenti della Scuola Calcio per anni sperimentarono su di lui quello che in gergo viene chiamato “cartellino truccato”. Il “trucco” è presto svelato: sul cartellino del giocatore, grazie ad una raffinata tecnica artigianale, viene cambiato nome e data di nascita. In questo modo la società può schierare ragazzi di 14 anni di età (categoria giovanissimi) in una squadra di 11enni (categoria esordienti).

19/05/2009,15:05


L'11 maggio scorso a Palermo è nata l'associazione culturale Onlus I-Generation, di cui sono vice-presidente. Essa ha durata illimitata, è rigorosamente apolitica, apartitica, democratica e non si propone scopi di lucro.
Presidentessa dell’associazione è Eleonora Di Trapani; segreteria è Maria Abbate. Soci fondatori sono Veronica Femmino e Maurizio Zoppi.

L'associazione si prefigge come scopo l’esortazione alla partecipazione attiva dei giovani in azioni rivolte alla promozione dei valori fondamentali per la società civile come il dialogo interculturale, l’integrazione europea, le politiche ambientali e il protagonismo laborioso nella comunità di appartenenza.

Inoltre, consapevole della rivoluzione copernicana della comunicazione in corso, l’associazione punta alla promozione del territorio della Provincia di Palermo attraverso gli strumenti propri della trasmissione dell’informazione via web con particolare riferimento all’universo giovanile.

Come evidenzia il nome dell’associazione, infatti, il destinatario della nostra attività è la I-Generation, a cui appartengono i giovani contemporanei caratterizzati da ritmi di vita scanditi dalla tecnologia, che non è soltanto un mezzo ma anche (e soprattutto) uno strumento di comunicazione. Sono ragazzi, per di più, che creano autonomamente contenuti derivati da una riflessione personale (pubblicandoli sui blog), che si scambiano i punti di vista (attraverso i social network), che si mettono in discussione e che verificano le fonti di informazione (secondo la filosofia wiki). Essi hanno superato sia la visione olistica che individualista della società, sintetizzandone appieno i pregi di entrambe.

18/05/2009,08:26


Il Times ha dato una lezione di giornalismo, rettificando (con imbarazzo) un errore, segnalando che non è stato frutto della superficialità di giudizio, bensì di un'affermazione di un giornalista campano, a quanto pare "tradotta" male.

Ciò è accaduto in relazione al caso gossipparo di Noemi (nella foto) e specificatamente a quest'articolo dedicato anche alla madre della ragazza, Anna Palumbo, firmato da Richard Owen, in cui si rivela una speranza della donna: "Che il signore possa fare per sua figlia quello che non era riuscito a fare per lei".


Insomma, non si trattava del signore Berlusconi, bensì del Signore Dio:

"L'articolo soprastante originariamente citava Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, dicendo che lei sperava che Silvio Berlusconi potesse fare per sua figlia quello che non era riuscito a fare per lei, lasciando intendere che (la signora) conoscesse Berlusconi negli anni '80, durante la sua giovanile carriera in tv. Questa affermazione, di fatto è stata data a un giornalista italiano ed è stata tradotta male nel nostro servizio. La signora Palumbo non si riferiva a Berlusconi, quando diceva il signore, ma a Il Signore, intendendo Dio. Il che dunque non implica che lei conoscesse Berlusconi negli anni 80. Chiediamo scusa per l'imbarazzo creato".

Naturalmente l'articolo fu ripreso dai giornali italiani, per esempio da Repubblica, che dedicò il titolo all'errore rettificato dal Times:

"Spero - ha aggiunto la signora Palumbo in Letizia, un fugace passato in alcune televisioni private - che Berlusconi, che io ho conosciuto negli anni Ottanta, si prenderà cura di Noemi e riuscirà a dare a mia figlia la carriera che io non sono riuscita ad avere".

Altra nota da sottolineare: in Italia è stato sostenuto che la madre di Noemi fosse stata intervistata dal quotidiano inglese, invece l'autore del pezzo ha raccontato che "la signora non ha fatto nessun dichiarazione a me a Napoli. Ho parlato con il padre di Noemi, Benedetto Letizia, ma non con la madre. Infatti nel mio articolo non ho mai scritto o indicato che ho intervistato Anna Palumbo. Ho citato solo dichiarazioni che la signora Palumbo ha rilasciato nel passato alla stampa napoletana".

Una differenza non di poco conto quella tra l'intervista ed un estratto derivato da un riferimento altrui, perché ovviamente la prima forma dà più autorità alla notizia: ("Le imprese di Silvio Berlusconi continuano a fare discutere all'estero" è stato l'incipit dell'articolo già citato di Repubblica).

15/05/2009,20:01


È stato diffuso il video scioccante che documenta l'aggressione folle ed omicida di Fabio Conti Tozzo, che ha aggredito a colpi di martello una coppia di anziani, uccidendo Antonio Raccuglia. La tragedia è avvenuta a Palermo quattro giorni fa, nei pressi della stazione centrale, intorno alle 10 del mattino.

Ciò che emerge dalle immagini non è soltanto la ferocia con cui il folle si è scagliato contro le due vittime, colpite alle spalle e poi trascinate a terra, calpestate e prese a calci; ma anche il disinteresse vigliacco e per certi versi voyeuristico dei passanti.

Permettetemi la durezza degli aggettivi qualificativi, ma è inammissibile che la coppia non sia stata aiutata da nessuno. D'accordo, l'uomo aveva un martello in mano e stava commettendo qualcosa di così crudere da scioccare, ma la violenza non si è perpetrata in pochi attimi, come si evince dal filmato. È vero che è facile ragionare col senno del poi, tuttavia più persone avrebbero potuto fermare in qualche modo l'omicida, soprattutto quando la coppia era riversa a terra, nello spazio d'ingresso principale della stazione.

Il pazzo, libero di scappare, è stato poi bloccato da due nigeriani, a cui è stato concesso il permesso di soggiorno come premio. Lo hanno fermato senza pensarci due volte, di certo senza alcuna lauta prospettiva, per di più da clandestini, conducendo l'uomo all'ufficio della Polfer della stazione.

Ecco il video:

13/05/2009,22:13


Dopo questo post dell'11 dicemb
re dello scorso anno, torno a scrivere sul punteruolo rosso, ovvero il coleottero nemico mortale delle palme, elementi costituenti della storia naturale del Sud.

Ciò perché l'architetto Paolo Costa ha pubblicato oggi il seguente commento:

"RAGAZZI IL Neemazal FUNZIONA ALLA GRANDE!!!!!!! abbiamo adottato il trattamento ad una palma di 15 mt già attaccata (CON LA CHIOMA GIA’ CALATA MA NON RINSECCHITA) e SI E’ RIPRESA BENE, questa è la sesta settimana di trattamento. la quantità di prodotto è di 200ml per 50 lt di acqua data con scadenza settimanale per il primo intervento d’urto. Ma poi voi all'università che fate visto che a me è bastata un pò di ricerca su internet per trovare sto prodotto...... vi dovreste muovere un po di piu forse..... ".

Stando al commentatore, il punteruolo rosso dovrebb
e avere dappertutto i giorni contati grazie al Neemazal, brevettato dall'Intrachem Bio Italia e presentato a Palermo il 7 maggio del 2008.

Tuttavia, sempre in questo post, un dottorando in agro-ecosistemi mediterranei ha rivelato il 12 dicembre dello scorso anno, prendendo le mosse da un dialogo sull'argomento avuto con un professore (di cui non rese noto il nome) che "l'utilizzo di un prodotto biologico ad altissime concentrazione, pur essendo consentito dalle normative in materia, non dovrebbe essere considerato quale forma di controllo biologica per diverse ragioni che ora non espongo (anche se gli addetti ai lavori, spero, comprenderanno). Scusate se i periodi sono complessi".

A Bagheria, comunque, si sta utilizzando un particolare procedimento per vincere la guerra contro il coleottero, come è raccontato da questo comunicato stampa del Comune siciliano di oggi:

"[...] Intanto l'assessorato al Verde è ancora impegnato nella lotta al punteruolo rosso. Nei giorni scorsi le 10 palme di Villa Cattolica, sede del museo Guttuso, sono state protagonista di un innovativo trattamento eseguito dalla ditta Green Worl di Nabawy Metwaly. Si tratta di endoterapia, un trattamento specifico per la palma attraverso il quale si inietta nei vasi vascolari vegetali del tronco un particolare prodotto che mira a cura la pianta dal punteruolo. Il processo si chiama Trivital ed agisce attraverso la corteccia nella linfa della pianta. Tre le piante che erano state colpite dal dannoso insetto ma che erano ancora recuperabili, per le altre palme si è trattato di un intervento preventivo".

La notizia più rassicurante, infine, proviene da quest'articolo de' Il Quotidiano, pubblicato il 29 aprile scorso, il cui titolo è: "Palme, mai più abbattimenti". Una informazione che dovrebbe essere girata a Molfetta, in Puglia, perché lì i consiglieri comunali del Partito Democratico si sono lamentati con l'assessore ai Lavori Pubblici Mariano Caputo per non avere ancora prestato attenzione al famigerato parassita delle palme.
09/05/2009,20:51
La ragazza scammer è colei che adesca il malcapitato via e-mail, facendogli credere di essere interessata ad una relazione, allegando fotografie da calendario. È sempre una splendida donna che nel suo Paese non se la passa bene, stanca degli uomini della sua zona (soprattutto alcolizzati), desiderosa di essere trattata come si deve, con coccole e carezze.

Consapevole di questo fenomeno, ho ricevuto finalmente anch'io la prima e-mail domenica scorsa, con due fotografie allegate ed ho deciso di cominciare il "gioco".

Lei si chiama Yuliya e si è presentata così:

"Hello ! have good day! I am glad, that we with you can have a contact. Your profile seemed me by very interesting for me, and it coincides my by search. I studied preliminary and to send to you messege. I hope that you have time to send to me several messege, which we would can this better to learn each other. I will describe a little about itself, my age from 23 years, my name is Yuliya. I was not married, and I live in the apartment of my grandmother. Several years ago I finished instruction obtained the degree of the teacher of foreign languages. I work in the secondary school and teach children English language. I very much like active rest I sometimes play sports for improvement of my body. I like to travel, but my job does not allow to make it often. I have many friends, we to sometimes together spend time, to play into the billiards and bouling, are other entertainments. I send photograph to you, that you saw my face. Furthermore, I want to ask you to send to me several photographs of you. If you please, pose the interesting questions about me and you will report to me, if you please, information about you: What you do love entertainments? What your nature? What you do love qualities among the women? If you were Married? I will answer your questions and report to you that more about itself in the following write! I will wait your communications. Your friend Yuliya".

L'e-mail ha la stessa struttura di quella ricevuta da questo blogger quattro giorni fa. La ragazza fa riferimento ad un profilo consultato (ma non scrive su quale sito), racconta di essere insegnante d'inglese (giustificando così la lingua utilizzata nel messaggio), desiderosa di ricevere informazioni sulla mia personalità. Eccola:

Yuliya - Scammer girl
Ragazza meravigliosa, non c'è che dire. Le ho risposto l'indomani, chiedendole subito di aggiungermi su Facebook o su Msn. Poi le ho raccontato qualcosa (bla-bla-bla), le ho allegato una foto ed ho spedito il tutto.

01/05/2009,22:49


Il 4 giugno del 2005 scrissi il racconto Prima della fine, riproposto in questo post del 29 gennaio scorso, in occasione della giornata della memoria. Ed oggi ho ricevuto questa email: "Ciao Walter, sono Mina, docente di lettere di un istituto superiore. Da due anni con i miei ragazzi lavoro a un laboratorio sulla shoah. Navigando in internet ho trovato la tua storia:- Prima della fine. Davvero emozionante. l'ho proposta ai miei ragazzi, da leggere, ma a loro è venuta l'idea di rappresentarla. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi...".

Ne sarei onorato.

Prima della Fine

Eccomi ebreo, appena sceso da un treno carico di deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Anziché selezionato per i lavori forzati nelle fabbriche, vengo posto in una densa fila che termina in un edificio, al di sopra del quale si estende una lunga canna fumaria attiva. Davanti a me c’è una madre col volto affranto, consapevole di quanto sta per accadere a lei e alla sua piccola bambina di quattro o cinque anni, tenuta per mano, il cui dolce viso, al contrario, è ricco di gioia come ogni pargolo del mondo.

Anch’io so cosa sta per capitarmi: durante il disumano viaggio in un vagone carico di cadaveri viventi, c’è stato un mio coetaneo che mi ha detto: “Una volta giunti nel campo polacco ci metteranno in fila e ci condurranno alla morte immediatamente. Ed una volta arrivati presso un forno, ci spareranno un colpo alla nuca e poi getteranno il nostro corpo all’interno di esso e le nostre ceneri si assimileranno a quelle di tanti altri e usciranno dalla canna fumaria e si spargeranno nell’aria. Di questo ne puoi star certo, caro Walter. Io lo so poiché mi è stato raccontato da un soldato tedesco prima di essere sbattutto qui per divertirsi, volendo vedere la paura scolpita sul mio volto. Ma sai cosa gli ho detto? Non mi metti paura: quando il mio corpo sarà cenere sarà nuovamente libero; volerò dal mio Dio. Nonostante io mi sia mostrato a lui fermo, dentro di me ho provato una paura ineffabile. Non voglio morire, Walter, essendo ancora troppo presto“.


Tuttavia, quel ragazzo è stato fortunato: i medici del campo, dopo avergli controllato la gola e ascoltato il respiro, lo hanno scelto per lavorare nelle fabbriche. Almeno per qualche giorno avrà la possibilità di vivere. Io sono stato scartato, perché ho tossito durante i controlli. Intanto, la fila davanti a me si fa sempre più corta ma dietro si accresce.

27/04/2009,12:47


Su YOUrban è stato pubblicato stamattina un mio post, intitolato In Sicilia panifici aperti sette giorni su sette: il pericolo del lavoro non stop.


Per leggerlo (e magari commentarlo), cliccate qui.
26/04/2009,21:39


Prima le mucche, poi i polli ed ora i maiali. E se Obama ha dichiarato di essere "molto preoccupato", la situazione allora non è delle migliori.
Faccio riferimento naturalmente alla febbre suina, influenza che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità potrebbe mutare in una "forma più pericolosa".

In Messico sono morti in 81; negli Stati Uniti per ora sono stati accertati 12 casi, di cui 8 a New York; in Francia ci sono "dubbi" per 2 rientrati dalle vacanze messicane, così come per altri 3 in Spagna. Numeri destinati a salire, stando agli esperti.

In Italia il sottosegretario alla salute Fazio ha subito rassicurato il Paese, affermando che da noi non c'è alcun rischio e la nostra carne di maiale è sicura.

Sì, ma cos'è 'sta nuova febbre che ha spinto gli Stati Uniti a dichiarare lo stato d'emergenza? Interessante, a tal proposito, è quest'articolo de' La Stampa, in cui si spiega che "la fe
bbre suina è un problema respiratorio tipico dei maiali causato da un tipo particolare di virus influenzale (tipo A). Episodi di questa malattia sono piuttosto frequenti tra i suini, le persone normalmente non vengono contagiate ma un’infezione di questo tipo è comunque possibile. Le probabilità di contrarre la malattia sono più alte nel caso di persone che lavorano a contatto stretto con gli animali ma, dopo il primo malato, il virus si propaga velocemente da una persona all’altra". Il contagio può avvenire in 2 modi: o entrando in contatto con l'animale malato o con una persona colpita dall'influenza. Ed è senza dubbio la seconda modalità d'infezione che preoccupa.

Nel corso della storia sono avvenute altre epidemie simili. La
più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese, per scomparire spontaneamente. Per approfondire, cliccate qui.

Esiste un vaccino ad hoc? Ecco cosa si legge su Farmacoecura.it: "Non esiste al momento un vaccino efficace per il virus dell’influenza suina, mentre secondo l’Oms non tutti i farmaci antivirali oggi disponibili sono efficaci: sensibile all’Oseltamivir (Tamiflu in Italia), mentre sembra resistente all’amatadina e alla rimantidina. Al momento l’infezione sembra circoscritta agli Stati Uniti e, con sintomatologia più grave, in Messico; quello che spaventa è che il virus responsabile è un virus tutto nuovo".

Ovviamente è appena cominciata anche la psicosi: da domani ci sarà senza dubbio la diminuzione dell'acquisto della carne suina, che sarà direttamente proporzionale al numero dei contagiati (non importa se siano neozelandesi o canadesi).

Siamo in un mondo globalizzato e di conseguenza lo sono anche le influenze.

Aggiornamento 27 aprile, 12.28:

Un segnale di preoccupazione per quanto sta avvenendo è senza dubbio l'anticipo di un giorno della riunione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Anziché domani, si svolgerà oggi. Ed ormai si susseguono le notizie di casi d'infezione, accertati o presunti. Ad esempio, è stato confermato il primo contagio "europeo", più precisamente in Spagna. Si tratta di un giovane di 21 anni, tornato da una vacanza messicana.

Arriverà anche in Italia? , stando a Pietro Crovari, ordinario d'Igiene generale all'università di Genova, che ha precisato: "Non parlerei di pandemia ma di epidemia influenzale. Non ci troviamo di fronte ad un virus del tutto nuovo perchè si tratta dell'erede del 'H1N1' isolato nel 1933. Questo virus che sta colpendo il Messico forse è mutato nel 60-70% ma non è comunque completamente nuovo".


Intanto, la febbre suina si trova su tutte le prime pagine dei siti d'informazione del mondo. La Cnn sta aggiornando in tempo reale la developing story; Le Monde sta dedicando il titolo d'apertura al primo caso di grippe porcine in Spagna; La Bbc segnala che i governi di tutto il mondo stanno agendo per contenere il new flu virus.

(13.01) In questo link, il punto della situazione sui casi accertati o presunti. La paura per l'influenza, nel frattempo, comincia a far danni economici. A Piazza Affari il titolo dell'Autogrill è in rosso, avendo registrato un ribasso del 6,37%. La Confederazione Italiana Agricoltori, tuttavia, ci tiene a precisare che la nostra carne suina è sanissima: "E' fondamentale consumare carne di maiale e salumi italiani, evitando di creare paure collettive e totalmente infondate che possono soltanto avere conseguenze disastrose per gli allevamenti e per l'occupazione, con riflessi per tutta la filiera agroalimentare".