31/10/2006

Karl Marx: conoscere il nemico

Karl Marx nacque nel 1818 e morì nel 1883, curiosamente nello stesso anno in cui nacque Benito Mussolini, padre del fascismo e “nonno” del nazismo. La famiglia del filosofo tedesco era ebrea successivamente passata al cristianesimo: uno dei tanti tratti di lui che non piaceva affatto al suo connazionale Adolf Hitler. Il suo sistema di pensiero fu originariamente influenzato da un altro tedesco, Hegel, quello della dialettica costituita da tesi, antitesi e sintesi. Nella sua vita fu soggetto a tre espulsioni, la prima dalla Germania, la seconda dalla Francia e la terza dal Belgio. Trovò fissa dimora a Londra, dove visse per 33 anni fino alla sua morte; passò soprattutto il suo tempo sulle scrivanie del British Museum. Per molti Karl Marx è il padre del comunismo, per alcuni è addirittura tacciato come russo, per analogia ideale con l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Non ci credete? Provate ad intervistare dieci persone sulla nazionalità di Marx, dandogli quattro opportunità: a) Francia; b) Germania; c) Russia; d) Svizzera. Di certo qualcuno vi risponderà russo, ma ci sarà anche chi vi dirà che fu svizzero, così per spirito di neutralità. Ora, il suo nome è naturalmente accostato al sistema economico-politico socialista e comunista, ma Marx si dedicò soprattutto allo studio di ciò che chiamò capitalismo. La sua opera principale, infatti, la intitolò: Il Capitale. Ed in tutta la sua vastissima produzione vi sono pochissimi riferimenti a come si debba organizzare un’economia socialista o comunista, al di là di un breve elenco delle caratteristiche del comunismo che apparve nel Manifesto del partito comunista, uscito nel 1848, il celeberrimo anno delle rivoluzioni. Strano ma vero. Ed ora un’altra domanda: qual è la differenza tra socialismo e comunismo secondo Marx? Naturalmente da porre a tutti coloro che escono di casa con la maglia rossa con al centro la faccia con sigaro di Che Guevara e che dicono “a sinistra e a manca” di essere fieri ed orgogliosi comunisti. Beh, ve la do io, che sono un ragazzo di destra, che più di dire “a destra e a manca” di essere di destra piuttosto agisco come tale. Allora, per Karl Marx il socialismo è un particolare insieme di rapporti di produzione che avrebbe seguito il capitalismo e che ancora ne avrebbe contenuto delle tracce. Ebbene, se una delle principali caratteristiche del capitalismo è quella per cui i mezzi di produzione non sono posseduti o controllati dal proletariato, il cambiamento principale che sarebbe intervenuto nella transizione dal capitalismo al socialismo sarebbe stata l’espropriazione degli espropriatori, cioè il possesso dei mezzi di produzione da parte del proletariato. Ma il socialismo avrebbe conservato residui del capitalismo, nel senso che l’attività economica sarebbe stata organizzata in base ad un sistema di incentivi: per indurre le persone a lavorare si sarebbe dovuto compensarle, munendole di reddito. Il comunismo, invece, sarebbe scaturito dal superamento del socialismo e avrebbe comportato rispetto a questo differenze notevolissime. Le persone sarebbero state motivate al lavoro autonomamente, senza bisogno di incentivo di tipo monetario o materiale, e inoltre sarebbero scomparse le classi sociali esistenti sia nel capitalismo che nel socialismo: il comunismo avrebbe portato ad una società senza classi, dove addirittura lo stato si sarebbe ridotto fino a scomparire: da qui l’anti-statalismo comunista. Mentre, infine, nel socialismo ciascuno avrebbe contribuito al processo economico secondo la propria abilità ed avrebbe ricevuto un reddito commisurato al proprio contributo, nel comunismo ciascuno avrebbe ancora contribuito al processo produttivo secondo la propria abilità, ma avrebbe consumato secondo i propri bisogni. Vi ho interessato? Mi auguro di sì. Almeno così qualcuno sa di cosa si parla, quantunque superficialmente, quando si cita il comunismo, il socialismo ed il capitalismo. Per quanto mi riguarda: per sconfiggere il nemico, bisogna conoscerlo.
Karl Marx nacque nel 1818 e morì nel 1883, curiosamente nello stesso anno in cui nacque Benito Mussolini, padre del fascismo e “nonno” del nazismo. La famiglia del filosofo tedesco era ebrea successivamente passata al cristianesimo: uno dei tanti tratti di lui che non piaceva affatto al suo connazionale Adolf Hitler. Il suo sistema di pensiero fu originariamente influenzato da un altro tedesco, Hegel, quello della dialettica costituita da tesi, antitesi e sintesi. Nella sua vita fu soggetto a tre espulsioni, la prima dalla Germania, la seconda dalla Francia e la terza dal Belgio. Trovò fissa dimora a Londra, dove visse per 33 anni fino alla sua morte; passò soprattutto il suo tempo sulle scrivanie del British Museum. Per molti Karl Marx è il padre del comunismo, per alcuni è addirittura tacciato come russo, per analogia ideale con l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Non ci credete? Provate ad intervistare dieci persone sulla nazionalità di Marx, dandogli quattro opportunità: a) Francia; b) Germania; c) Russia; d) Svizzera. Di certo qualcuno vi risponderà russo, ma ci sarà anche chi vi dirà che fu svizzero, così per spirito di neutralità. Ora, il suo nome è naturalmente accostato al sistema economico-politico socialista e comunista, ma Marx si dedicò soprattutto allo studio di ciò che chiamò capitalismo. La sua opera principale, infatti, la intitolò: Il Capitale. Ed in tutta la sua vastissima produzione vi sono pochissimi riferimenti a come si debba organizzare un’economia socialista o comunista, al di là di un breve elenco delle caratteristiche del comunismo che apparve nel Manifesto del partito comunista, uscito nel 1848, il celeberrimo anno delle rivoluzioni. Strano ma vero. Ed ora un’altra domanda: qual è la differenza tra socialismo e comunismo secondo Marx? Naturalmente da porre a tutti coloro che escono di casa con la maglia rossa con al centro la faccia con sigaro di Che Guevara e che dicono “a sinistra e a manca” di essere fieri ed orgogliosi comunisti. Beh, ve la do io, che sono un ragazzo di destra, che più di dire “a destra e a manca” di essere di destra piuttosto agisco come tale. Allora, per Karl Marx il socialismo è un particolare insieme di rapporti di produzione che avrebbe seguito il capitalismo e che ancora ne avrebbe contenuto delle tracce. Ebbene, se una delle principali caratteristiche del capitalismo è quella per cui i mezzi di produzione non sono posseduti o controllati dal proletariato, il cambiamento principale che sarebbe intervenuto nella transizione dal capitalismo al socialismo sarebbe stata l’espropriazione degli espropriatori, cioè il possesso dei mezzi di produzione da parte del proletariato. Ma il socialismo avrebbe conservato residui del capitalismo, nel senso che l’attività economica sarebbe stata organizzata in base ad un sistema di incentivi: per indurre le persone a lavorare si sarebbe dovuto compensarle, munendole di reddito. Il comunismo, invece, sarebbe scaturito dal superamento del socialismo e avrebbe comportato rispetto a questo differenze notevolissime. Le persone sarebbero state motivate al lavoro autonomamente, senza bisogno di incentivo di tipo monetario o materiale, e inoltre sarebbero scomparse le classi sociali esistenti sia nel capitalismo che nel socialismo: il comunismo avrebbe portato ad una società senza classi, dove addirittura lo stato si sarebbe ridotto fino a scomparire: da qui l’anti-statalismo comunista. Mentre, infine, nel socialismo ciascuno avrebbe contribuito al processo economico secondo la propria abilità ed avrebbe ricevuto un reddito commisurato al proprio contributo, nel comunismo ciascuno avrebbe ancora contribuito al processo produttivo secondo la propria abilità, ma avrebbe consumato secondo i propri bisogni. Vi ho interessato? Mi auguro di sì. Almeno così qualcuno sa di cosa si parla, quantunque superficialmente, quando si cita il comunismo, il socialismo ed il capitalismo. Per quanto mi riguarda: per sconfiggere il nemico, bisogna conoscerlo.
postato da: WG alle ore 08:46 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: storia

Commenti
#1    10 Luglio 2009 - 12:19
 
Non ho mai visto un'analisi più anacronistica della tua,su una persona che ha vissuto più di un secolo e mezzo fa,che non si è limitata a fare il presidente dell'internazionale,ma è stato soprattutto un filosofo e analista storico.Un secolo e mezzo fa,qusto tale Marx,ha previsto la globalizzazione,la delocalizzazione delle industrie e il dominio del monopolio...e poi potrei andare avanti ore a scrivere.
Certo anche Darwin,non poteva provare in manieria empirica e scientifica le sue teorie essendo nato prima dell'evento della genetica..ma le sue teorie sono sempre più salde....ALT...GUARDO LA HOME PAGE:pregare la santuzza??????????????????
Spiegato tutto.
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