Lo stupro è una delle malvagità più aberranti che un uomo possa compiere. Significa violare con violenza inaudita la dignità di una donna, uccidendola nell'intimo.
Come spesso ho scritto in questo blog, ad esempio il 30 aprile dello scorso anno, ritengo che la punizione esemplare per gli stupratori sia la castrazione chimica, da allargare anche ai pedofili. Insomma, occorre trattare questi criminali nella maniera peggiore possibile, copiando l'esempio degli Stati Uniti d'America, che sono intransigenti con chi compie delitti del genere. Si ricorre, inoltre, a questo metodo anche in Germania (dal 1969), in Svezia, in Danimarca e in Norvegia.
Stando agli ultimi discorsi politici in merito, di recente anche il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha dichiarato di essere d'accordo con la castrazione chimica, "se la scienza trovasse forme che garantiscano l'obiettivo di disincentivare tali reati". Suffragando così la stessa tesi sovente proposta dalla Lega Nord e dalla parte di An del Pdl. Si potrebbe, dunque, trovare una convergenza politica per discutere seriamente l'applicazione di questa sanzione afflittiva ai rei di stupro e pedofilia. Basterebbe volerlo, smettendo di parlare retoricamente ogni qual volta la cronaca ci offre purtroppo l'ennesima tragedia.