14/01/2009,07:50


Il gruppo "Fuori la Mafia da Facebook" ha proclamato per oggi una giornata di sciopero dal social network, intitolata: "Spegniamo Facebook, accendiamo la memoria".


Ha dichiarato che parteciperà all'iniziativa anche la senatrice siciliana del Pdl, Simona Vicari (post su Palermo.Blogolandia.It), motivando la scelta in questo modo: "Il permanere all’interno di Facebook, nonostante le tante proteste degli utenti, di pagine, gruppi e profili che inneggiano ai boss della mafia è l’ennesima offesa che il popolo siciliano è costretto a subire a causa di Cosa Nostra".

Innanzitutto, mi preme sottolineare che non è stata diffusa una notizia, pubblicata anche dal Giornale di Sicilia con questo mio specifico articolo, che più di un gruppo è sparito da Facebook. Ci sono anche i post relativi, su C'è Walter e sugli urban blog di Palermo e Sciacca. Il pezzo sul Gds risale al 9 gennaio, mentre i post sono stati pubblicati il giorno precedente.

Questa notizia, al contrario di quella sempre da me data per la prima volta il 26 dicembre, non ha fatto il giro del mondo. Solo in pochi hanno appurato la notizia e l'hanno commentata: domenica scorsa, ad esempio, ho pubblicato su Palermo.Blogolandia.It il commento dell'Udc siciliano: "In relazione alla presenza su Facebook dei gruppi inneggianti ai boss mafiosi, di cui il nostro urban blog si è interessato attivamente, il Coordinatore Regionale Giovani Udc, Gianfranco Gentile, e il segretario di Palermo, Valerio Barrale, hanno espresso compiacimento per la chiusura di alcuni di questi gruppi, seppur tardiva, e rammarico perché altri rimangono ancora accessibili".


Qualcosa, dunque, si sta muovendo: il tiro, pertanto, dovrebbe essere un po' corretto, fermo restando il malcontento per quelli ancora online (e sono certo che ne compariranno altri, perché ne sta scaturendo l'effetto della simulazione per andare a caccia di qualche giorno di esasperato protagonismo).

La mia posizione è nota, perché si trova negli ultimi post scritti sull'argomento. In estrema sintesi, non sono d'accordo sulla provocazione di andarsene via da Faceook, qualora il social network non dovesse cancellare tutti i gruppi inneggianti ai boss mafiosi. Ciò perché sono convinto che bisogna utilizzare lo strumento per sensibilizzare culturalmente sul fenomeno mafioso (ed in genere su tutti quelli che colpiscono il bene comune e la coscienza civile). Insomma, restituire pan per focaccia, anche perché credo che i gruppi siano soprattutto frutto di gente "ignorante", mossa soprattutto dalla "fiction" di Canale 5 e dall'assurda idea giustificativa che la mafia sia derivante dalla fame, dall'assenza dello Stato, che trae giovamento da una ideologia stile Robin Hood. Sono per lo più sicuro che i problemi non vanno eliminati, ma risolti.

Insomma, la mia posizione è la medesima di quella resa nota da Rita
Borsellino, la sorella del giudice Paolo, ucciso da Cosa Nostra il 19 luglio del 1992: "Verrebbe la tentazione di dire 'mi tiro fuori dal social network', invece non è così, anzi bisogna occuparlo per fare in modo che chi ha cattive intenzioni non trovi spazio e sia costretto a confrontarsi con chi invece ne fa un uso corretto".

Inoltre, mi piacerebbe che Facebook imparasse da questa storia, che ha fatto doverosamente il giro del mondo (oggi se ne parla anche in Cina), che ha bisogno di sedi nazionali, in nome del relativismo culturale. Il social network, infatti, non può avere la medesima percezione della mafia e delle brigate rosse di un italiano, gestendo tutto quando dalla California.

Pur rispettando e comprendendo lo sciopero di oggi, proposto dal gruppo Fuori la Mafia da Facebook, io ho segnalato nella pagina di quest'evento che non parteciperò.
  • author: WG
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    Commenti
    #1   14 Gennaio 2009 - 10:50
     
    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/mafia-6/mafia-6/mafia-6.html
    utente anonimo

    #2   15 Gennaio 2009 - 17:59
     
    finalmente vedo che metti in risalto "nomi" nuovi...
    utente anonimo

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