12/01/2009,11:20


La situazione della politica siciliana è sempre più incadescente, soprattutto nell'area governativa. Questo post, pertanto, ha bisogno di un aggiornamento.

Da Palermo.Blogolandia.It: "Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, è stato ieri a Catania, nella sede dell’Mpa, per ufficializzare l’ingresso della formazione liberalsocialista dei Democratici autonomisti nel Movimento. Ed ha attaccato il governo nazionale e Silvio Berlusconi, definendo “residuale” la sua attenzione per il Sud:

Mi sarei aspettato, ad esempio, che venissero ripristinati i fondi per la viabilità provinciale. E invece niente, se non in parte. Mi riferisco al mezzo miliardo e mezzo per la Sicilia, ai 450 milioni per la Calabria, che erano stati stanziati nel novembre 2007 da Prodi dopo la nostra manifestazione di protesta a Roma e, poi, stornati da questo esecutivo, per la copertura del taglio dell’Ici.

Ed ha aggiunto: I fatti, al di là della buona volontà, parlano purtroppo di politiche dei vari ministri e dei settori dell’azione di governo che si muovono esclusivamente nel senso di un Nord che raggiunge meglio gli obiettivi che non il Sud. Adesso, non so che faremo. Deciderà il gruppo parlamentare di Mpa. Purtroppo, non abbiamo i numeri della Lega Nord perché allora avremmo fatto sentire in ben altro modo la nostra voce".

Quel "non so che faremo" è enigmatico ed ha un quid di minaccioso, contenente magari il profondo risentimento di Lombardo nei confronti del disegno di legge "Salva-Ars", mediante al quale si vuole evitare che il parlamento siciliano si sciolga (e ci siano le conseguenti elezioni) in caso di "dimissioni, sfiducia, impedimento o morte" del Presidente della Regione.

Lombardo, comunque, ha un alleato di tutto rispetto all'interno del Pdl siciliano: Gianfranco Micciché, recentemente intervistato da Giuseppe Sottile de' La Sicilia, non solo ha sostenuto il suo pieno appoggio al Presidente della Regione, ma ha anche accusato l'attuale strategia del Pdl in Sicilia, definendola "al pistacchio". In estrema sintesi, in Sicilia gli azzurri sarebbero divisi in due sottopartiti, diversi e contrapposti: il primo, capitanato dallo stesso Micciché, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si chiama Forza Lombardo e sostiene le ragioni del governo siciliano; il secondo, capeggiato dal senatore catanese Pino Firrarello, si chiama Forza Cuffaro e mira a fiancheggiare la resistenza dell'ex presidente della Regione contro Lombardo.

Il riferimento "al pistacchio" è conseguenza di un appuntamento politico che si è tenuto a Bronte, in provincia di Catania, dove si sono riuniti Firrarello e Pippo Castiglione (vice-presidente della Regione Siciliana), in cui sarebbe stata creata la suddetta "fronda".

Naturalmente adesso il più atteso è Angelino Alfano, Ministro della giustizia, che è formalmente il coordinatore di Forza Italia in Sicilia, al momento in silenzio su questa situazione che rischia di immobilizzare l'attività governativa dell'isola.
  • author: WG
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    Commenti
    #1   12 Gennaio 2009 - 14:46
     
    Ma lombardo cosa vuole ancora? hanno versato una valanga di denaro al comune di Catania,per sanare i debiti!!
    utente anonimo

    #2   12 Gennaio 2009 - 18:53
     
    una cosa e' Catania(il Comune con i suoi debiti),ben altra cosa e' la Sicilia,che casca a pezzi...
    utente anonimo

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