08/01/2009,14:34
Sul sito danese Italy.dk è stato pubblicato non solo un articolo che riguarda il gruppo dei fans di Totò Riina su Facebook, ma è presente una colonna dedicata a questo post (l'ho scoperto traducendo la pagina con lo strumento apposito di Google), in cui si fa riferimento al fatto che la notizia è esplosa da C'è Walter.

Vi consiglio, inoltre, la lettura di questo post del blogger toscano Luca Ciccarelli, in cui si dà un'altra chiave di interpretazione del fatto. Ecco il mio commento:

"Quando sono giunto per caso nel gruppo pro-Riina, ho provato subito disgusto, forse perché sono palermitano, siciliano, che vive sulla sua pelle i danni causati da cosa nostra. Avevo 11 anni nel 1992 ed ho vissuto un periodo storico, tragico, drammatico. Si camminava per strada e ci si fermava di botto quando passava un auto della scorta, facendosi il segno della croce… non si sa mai che si stava per saltare in aria…

Per questo ho provato disgusto nei confronti di quei ragazzini che ancora imbevuti di latte, mossi da una fiction, hanno inneggiato a Riina, ed hanno screditato le vittime della mafia, come Dalla Chiesa. Non ho potuto accettarlo, ho scritto ed i media di tutto il mondo ne hanno fatto una notizia.

Sono un po’ perplesso sulle dichiarazioni di Grasso: credo che i gruppi siano frutto dei giovani voyeuristici del nostro tempo, che non sanno un cavolo di storia e che pensano che la storia la faccia la fiction. Per questo hanno bisogno di una lezione culturale. Perciò sono convinto che sia sbagliato “andare via” da Facebook ma che bisogna dare pan per focaccia… usare il social network per fare una battaglia culturale… non so gruppi in memoria della prima vittima di mafia (Emanuele Notabartolo), ecc.

Stiamo parlando della nostra gioventù, che si ciba di pochezze strutturali. E per me questo ha un quid di importanza, perché l’Italia prima o poi sarà governata da gente simile"

La notizia, intanto, continua a fare il giro del mondo. Se ne parla, ad esempio, in Messico (articolo letto quasi 18.000 volte) e Salvatore Aloise ha scritto questo pezzo su Le Monde, il cui titolo è: "Su Facebook i mafiosi sono simpatici". E termina con quest'interrogativo: Facebook è al servizio dei padrini?, riprendendo una dichiarazione di Salvatore Borsellino, figlio del giudice Paolo.

Su questo altro sito in lingua spagnola, inoltre, c'è stato persino un effetto collaterale, ovvero un pezzo dedicato alla storia della mafia: ciò è altamente positivo, perché bisogna proprio diffondere cosa sia davvero la criminalità organizzata siciliana, in maniera tale da comprendere al meglio il motivo di così tanta indignazione.