Luca Barbareschi: "L'onorevole Mussolini vuole boicottare la Giornata Nazionale contro la pedofilia"

Luca Barbareschi, su Facebook, ieri ha pubblicato la seguente nota: "L'onorevole Mussolini sta cercando di boicottare la Giornata Nazionale contro la pedofilia, se siete d'accordo con me nel sostenerla scrivete una mail al Presidente della Camera dei Deputati Fini (fini_g@camera.it) e al presidente del senato Schifani (schifani_r@posta.senato.it ) per evitare che la mafia dei pedofili vinca ancora una volta nel nostro paese". (Il grassetto è mio).
Ciò mi ha lasciato basito. L'onorevole Alessandra Mussolini è la presidentessa della Commissione Bicamerale per l'infanzia, il 13 novembre scorso ha pure presentato alla stampa Clicksicuro, un software contro la pedopornografia online, che si potrà scaricare gratuitamente dal 15 dicembre sul sito del Ministero delle Comunicazioni, eppure ecco spuntare la notizia della sua volontà di boicottare la Giornata Nazionale contro la Pedofilia, che avrebbe lo scopo di monitorare e proporre strumenti per combattere questo fenomeno (contro il quale istituirei la sanzione penale della gogna).
La domanda sorge spontanea: Perché?
Sulla nota di Luca Barbareschi, deputato del Popolo della Libertà, colui che ha presentato la proposta di legge di istituzionalizzazione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia, naturalmente sono stati pubblicati vari commenti di amici su Facebook che chiedono le motivazioni di una simile scelta da parte della Mussolini, palesando uno sgomento, che ha bisogno di una risposta.
In relazione all'argomento, inoltre, ieri è stato comunicato dal Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che "la lotta contro la pedofilia è tra gli obiettivi primari", segnalando tuttavia che "le perplessità espresse in relazione alla proposta di legge per l'istituzione di una giornata nazionale contro la pedofilia sono esclusivamente legate al pericolo del proliferare di giornate di lotta che lasciano però invariata la gravità del problema". Perplessità che non condivido, perché le soluzioni al problema si trovano anche con la capillarizzazione del disgusto nei confronti di un reato che colpisce indegnamente l'innocenza dei bambini. Comunque, il ministro Carfagna "si rimette alle decisioni del Parlamento in merito alla opportunità e utilità dell'istituzione di una giornata di lotta contro la pedofilia''.
Ritornando alla Mussolini, sul sito della Camera dei Deputati (precisamente in questa pagina) l'11 novembre scorso, durante l'audizione del Ministro per le pari opportunità, on. Mara Carfagna, sullo stato di attuazione dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 286 del 1998, relativamente ai programmi di assistenza e integrazione sociale delle vittime dei reati di tratta e riduzione in schiavitù, si legge la sua dichiarazione:
"Condividendo le finalità generali del provvedimento in esame, ma nutrendo delle perplessità circa l'opportunità di istituire una giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia ulteriore e distinta rispetto alla Giornata nazionale italiana per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, preannuncia la presentazione di una proposta di parere favorevole, a condizione che gli articoli della proposta di legge in titolo siano sostituiti da un articolo unico, il quale, all'articolo 1 della legge 23 dicembre 1997, n. 451, aggiunga, in fine, il seguente comma: 6-bis. Nell'ambito della giornata italiana per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, si svolgono iniziative volte alla lotta contro la pedofilia e la pedopornografia".
Dunque ecco trovata una risposta: Alessandra Mussolini ritiene superflua la Giornata Nazionale contro la Pedofilia.
A mio avviso, invece, non è mai sprecato il tempo impiegato per lottare contro gli orchi.
- author: WG
- category: politica
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