
Sono trascorsi quasi quattro mesi dalla scadenza del contratto che ha sancito la fine della mia collaborazione con Wind spa, avvenuta precisamente il 30 giugno. Insieme a me, hanno perso il lavoro quasi 70 ragazzi, che si sono uniti a quelli del 30 marzo e del 31 dicembre. In totale, più di 100.
Sia prima che dopo quel giorno, ho dato anima e corpo alla lotta contro il precariato, soprattutto nel web, pubblicando vari post sulla piaga sociale che non permette a tantissimi giovani di guardare in faccia il futuro: basta spulciare l'archivio di giugno e luglio per leggere tutto ciò che ho scritto in merito all'argomento. Una lotta anomala, considerato che non sono di sinistra ed il 7 luglio ho dovuto persino difendermi da qualcheduno che mi ha accusato pubblicamente di tale incoerenza. In questo post, infatti, sostenni che essere contro il precariato non è di destra né di sinistra, soffermandomi sul compito della politica: "il perseguimento del bene comune, che non è la mera somma dei beni individuali, perché il tutto ha un valore superiore all'insieme delle parti che lo costituiscono. Ed il precario ha un bisogno: non esserlo più, perché è stanco di esserlo. Non si tratta di un interesse di parte, bensì di un interesse comune, giacché il precario di norma è un giovane; ed i giovani sono tutti uguali. Non lo sentenzio io, ma la Costituzione, che si rivolge sia alla destra che alla sinistra. Non è una questione di principi ma di valori".
Ebbene, ho appena ricevuto un'e-mail dalla redazione di Annozero, il programma televisivo di Raidue, condotto da Michele Santoro, in quanto ha colpito la mia storia di ragazzo di destra contro il precariato. Poi, durante una conversazione telefonica, ho approfondito il mio pensiero e la mia denuncia, perché essere precari in Sicilia non è solo una condizione lavorativa, ma è uno stato d'animo.
Considerato, infine, che nell'isola governa costantemente il centrodestra, è chiaro che i destinatari della rabbia sono il Pdl e l'Mpa, che hanno il dovere politico di salvaguardare il futuro dei giovani siciliani, nutrendo la speranza, tutelando l'aspettativa, garantendo la dignità. Sinceramente fino ad oggi è stato fatto troppo poco e pare che la Sicilia stia diventando sempre di più un posto solo per vecchi, dove la pubblica amministrazione è una questione di famiglia. Sono fermamente convinto che sia necessario premere il tasto reset nel sistema politico siciliano, dando il benservito ai politicanti, proponendo facce nuove, bramosi di occuparsi del bene comune, figli della voglia di cambiare le cose, fomentata dagli esempi di chi ha dato la vita per estirpare la peste dell'isola. Faccio riferimento ad una riforma radicale del sistema politico siciliano, sia a destra che a sinistra, lottando contro il clientelismo, il nepotismo, l'immobilismo ed il vittimismo; pragmatica, rigida e meno chiaccherata.
Ma siamo pronti a questo?
Aggiornamento, 12.07: Preciso che non parteciperò alla puntata di stasera. Ho dato alla redazione la mia disponibilità a prendere parte ad una trasmissione in cui si occuperanno di lavoro o di un tema affine.
- author: WG
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