
E’ scoppiato lo scandalo di Parentopoli, che sa di scoperta dell’acqua calda, perché dalla notte dei tempi si sa che per entrare nella pubblica amministrazione siciliana bisogna avere l’amicizia giusta, essere parenti di Tizio, Caio e Sempronio. Il coperchio della pentola è stato tolto dalla Cgil (chi ha peccato scagli la prima pietra). Ed ora sappiamo che Giovanni Ilardi, assessore regionale alla presidenza della Sicilia, aveva (essendosi dimessa) la figlia che era dirigente dell’ufficio del gabinetto del collega Antonello Antinoro, assessore regionale ai beni culturali; sappiamo che Piero Cammarata, il figlio del sindaco, lavora presso una partecipata della Regione; sappiamo che l’ex autista di Gianfranco Micciché, Ernesto Davola, è stato assunto all’assessorato al bilancio; sappiamo che la sorella di Francesco Scoma è impostata con Ilardi ed il cugino omonimo lavora con lui (ufficio di controllo strategico); e sappiamo che ce ne sono molti altri…
In Sicilia, insomma, l’amministrazione pubblica è un fatto privato, una questione di famiglia. I concorsi? Ma che sono? Qui conosciamo solo quelli che servono per vincere i premi alla televisione.
E poi: sei laureato con 110 e lode in Scienze Politiche? Sei laureato in ingegneria, in lettere moderne, in geologia, in beni demoentnoantropologici? E ti sei fatto un mazzo a tarallo per potere camparti gli studi? Ebbene, caro dottore siciliano, hai perso tempo e denaro, perché in questa nostra terra raccomandata non conta il merito, non conta se sei un giovane valido e di belle speranze, ma il cognome...
Il dramma è che parentopoli non è di certo una novità, anzi. E per di più siamo sadici, perché quella gente lì è la stessa che votiamo e rivotiamo: coloro che ci amministrano hanno sempre le medesime facce. Insomma, la colpa è anche nostra. Votiamo non chi potrebbe perseguire il bene comune, bensì chi potrebbe soddisfare il nostro interesse privato, chi potrebbe sistemarci o impostare nostro figlio, nostro cugino, nostra moglie. Qualunquismo? Macché! Un esame di coscienza, please. Noi siamo vittime della concezione clientelare della politica, che appoggiamo con il nostro consenso al momento delle elezioni.
P.S.: La mia partecipazione politica all'attuale centrodestra siciliano è seriamente in discussione.
- author: WG
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