06/08/2008,17:25
Lampedusa in lontananzaPiù di dieci ore per percorrere in nave il tragitto Lampedusa - Porto Empedocle. Un viaggio stancante, cominciato poco prima delle nove del mattino.

Tra i passeggeri del traghetto della Snav c'erano almeno cento clandestini.Sono stati imbarcati prima degli altri viaggiatori, accompagnati anche da un'indigena schiera di uomini con maglietta e pantaloncini blu ed un manganello tra le mani. Alcuni di questi avevano il volto stucchevolmente divertito, perché si sentivano importanti. Non li avevo mai visti prima di quella mattina, neanche in un servizio di un telegiornale. Mi hanno infastidito: alcune facce mi erano note, perché erano clienti del panificio in cui ho lavorato per due settimane. Non erano né militari né carabinieri né poliziotti. Forse sono disinformato a riguardo.

Una volta entrato nel traghetto il pullman bianco, con la scritta Lampedusa con colori sgargianti, che conteneva quei disperati, c'è stato l'ok per l'imbarco degli altri passeggeri.

Presa la tessera della cabina, sorseggiato un caffé al bar, sono andato sul ponte superiore della nave, in direzione della prua, perché volevo assistere al progressivo allontanamento della Snav dalla costa di Lampedusa.

Ma un'altra vista ha attratto con violenza il mio sguardo: i volti dei clandestini, ammassati tutti in una parte. Ho incrociato gli occhi di molti di loro, che sbirciavano dagli oblò la partenza della nave. C'era chi li aveva arrossati, chi semichiusi, chi spalancati. Nessuno rideva. I carabinieri sorvegliavano l'ingresso della zona a loro destinata ed un ufficiale stava disponendo gli ordini del pattugliamento durante la traversata: pretendeva almeno due uomini fissi davanti alla porta. Ad un tratto da lì è sbucato un clandestino ed ha fatto segno ad un carabiniere di volere una sigaretta, che non gli è stata concessa. Lo sbarcato non ha ripetuto la richiesta e si è accovacciato in prossimità dell'ingresso.

Ero nella posizione ideale per fare una fotografia con il mio telefonino, per meglio documentare ciò che stavo assistendo, ma ho deciso di desistere dall'intento perché ho pensato che avrei umiliato quegli sguardi disillusi che avrei immortalato con uno scatto (mi sono accontentato dell'immagine che vedete all'inizio del post).

Oltre ai carabinieri, sulla nave c'erano anche alcuni poliziotti, taluni intenti più a flirtare con le ragazze a bordo che a vigilare. Ho visto uno di loro mangiare un calippo con una bionda; un altro a braccetto con una riccia ed uno che condivideva l'ascolto di musica da un lettore mp3 con una mora. Naturalmente tutti in divisa.

La nave ha attraccato a Porto Empedocle alle 19 e 30 circa. Al contrario di quanto avvenuto all'andata, prima sono usciti i viaggiatori "normali". Per i clandestini c'erano pronti i pullman della ditta Cuffaro Tours. Ho assistito al dialogo di un conducente che ad un altro diceva che sulla sua vettura ne sarebbero saliti poco più di venti.

Alzato lo sguardo verso la cima della nave, i volti dei clandestini erano sempre lì a sbirciare la speranza dagli oblò, magari si stavano chiedendo: e ora?
  • author: WG
  • category: politica, attualità
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    Commenti
    #1   06 Agosto 2008 - 18:32
     
    facevi le consegne del pane con la bicigletta?
    Onore a te,dottore
    utente anonimo

    #2   06 Agosto 2008 - 18:50
     
    Certo che deve lasciare un po' di amaro in bocca assistere a certe scene... Ma, d'altronde, una politica estera perpetrata per decenni, che ha permesso che divenissimo lo zerbino d'Europa, ora ci ha portato a dover affrontare quasi in solitudine il problema dell'ingresso di tutti questi disperati dal sud del mondo. E non abbiamo gli strumenti per farcene carico. Comprendo, umanamente, il dramma di tutta questa gente, ma bisogna che ci rendiamo conto che l'accoglienza, fino ad ora, è servita solo come slogan per una certa sinistra... non ha fatto bene ne' ai migranti ne a noi italiani. Dovremmo davvero immaginare ex-novo una politica estera con la P maiuscola: anche se malconci, siamo comunque un popolo fra i più ricchi del mondo! Farsi carico della tragedia di chi, in molti paesi africani (somalia, mozambico, etiopia, eritrea, ecc.), non riesce nemmeno più a sognare un futuro, dovrebbe indurci a sbarazzarci di certi "imbarazzi" ideologici che ci trasciniamo da 60 anni: è arrivato il momento di intervenire in forze esportando cultura, capitali ed intelligenze per portare, dall'interno, questi Paesi davvero sulla Via dello Sviluppo, fino ad ora solamente sbandierata come slogan politicamente corretto. Cosa ne pensi Walter? Se un nostro sottosegretario (Mantica, solo per fare un esempio) decidesse di riaprire un dialogo con il governo etiope per la gestione politico-amministrativa di quei territori che, in armi, gli etiopi hanno strappato agli estremisti armati di Al-Quaeda in Somalia? Tanto per cominciare...?
    utente anonimo

    #3   06 Agosto 2008 - 18:53
     
    @2) Sono d'accordo. La questione dei clandestini è un problema internazionale ed essenzialmente come tale dovrebbe essere affrontato.
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    #4   06 Agosto 2008 - 21:10
     
    Bentornato caro Walter
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    #5   07 Agosto 2008 - 09:03
     
    @4) Grazie, Floripedis...
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    #6   07 Agosto 2008 - 15:02
     
    Pensavo restassi a Lampedusa più a lungo.
    Volevo consigliarti alcune letture interessanti nel caso avessi tempo libero in quel paradiso naturale... un pò disastrato come tutta la Sicilia purtroppo, almeno com'era le ultime volte che l'ho visto.

    Ii libri sono Mani Sporche e I Complici...
    Se li leggerai poi magari ci spiegherai, se permarrai nelle tue convinzioni forzitaliote, come fai ancora a non capire...
    utente anonimo

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