E' morta Giuseppina Norcia, la veggente della Culla di Gesù Bambino di Gallinaro, località che si trova vicino Cassino, in provincia di Frosinone. Aveva 68 anni ed è deceduta nella notte di sabato stroncata da un attacco cardiaco.
La conoscevo ed ho avuto la fortuna di parlarle qualche volta, solo io e lei, a casa sua: è stata determinante nel mio percorso di fede. Prescindendo dal Mistero della Cappellina, Giuseppina era una donna con un carattere splendido, pronta costantemente all’ascolto, dispensatrice di consigli, di una bontà semplicemente naturale. Non smetterò mai di ricordare il suo volto rilassato, i suoi occhi cortesi, la sua voce soave, con sempre il medesimo tono placido e mai dimenticherò ciò che mi ha detto nei nostri brevi ma intensi dialoghi.
Per chi non conosce la sua storia, riporto quello che ho pubblicato nell'articolo scritto per Palermo.Blogolandia.It:
Così come si legge nel sito NuovaGerusalemme.it, Giuseppina Norcia, a due giorni dalla Prima Comunione, nel maggio del 1947, “vide apparire e scendere dal cielo una nuvoletta soffice e luminosa, sulla quale era adagiato dormiente un pargoletto di sovrumana bellezza. Era Gesù Bambino!“. Nel 1974 la donna cadde malata e “durante la sua degenza, il 15 Maggio, alle ore 14,30, mentre si dedicava ad una più intensa preghiera, fu investita da una vivissima Luce, che invase tutta la sua stanza. Subito le comparvero accanto: Gesù, la Madonna e S. Michele Arcangelo“. L’anno dopo fu eretta la Culla di Gesù Bambino, a pochi passi dal luogo della prima apparizione, chiamata affettuosamente Cappellina, “per volontà divina” con lo scopo di “ottenere da Lui le grazie desiderate, non solo per la salute delle anime, ma anche per quella dei corpi“.
Io misi per la prima volta piede a Gallinaro nell'ultimo week-end del giugno del 2003, in occasione della Grande Festa, l'evento annuale in cui si celebra l'anniversario dell'apertura della Cappellina, edificata nel 1975. Trascorsi due giorni indimenticabili, che misero le basi alla mia fede. Continuai ad andarci quasi ogni mese da allora, fino al maggio dell'anno scorso. Per molto tempo, tra l'altro, curai pure un blog dedicato alla Culla, in cui raccontavo il mio personale rapporto con il luogo. Decisi di chiuderlo su consiglio proprio di Giuseppina, perché la Cappellina stava attraversando un momento delicato ed occorreva non dare possibilità a taluni di screditare. Ed io accettai di cancellare centinaia di post sulla Culla, senza pensarci due volte, convinto della bontà del motivo. Ma con Giuseppina ebbi sopratutto altro genere di dialoghi. Il primo, attraverso la finestrella dalla quale parlava con tutti i pellegrini, fu divertente, perché non riuscivo a darle uno scritto, visto le dimensioni dello spazio disponibile, ma ci tentai in tutti i modi. E lei si mise a ridere di gusto, consigliandomi di farlo passare sotto la fessura della porta laterale della Cappellina.
Ho saputo la notizia della sua morte stamattina, con il Google Alert: un fulmine a ciel sereno. Ma vi confesso che in me c'è più gioia che dolore: non so trovare adesso le parole per spiegarvi al meglio il perché di questo sentimento; so solo che è così.
Io ho conosciuto una Santa.
Riposa in Pace, Giuseppina.
Aggiornamento 13:13, 8 luglio: So che molti stanno giungendo sia qui che sull'urban blog di Palermo, cercando notizie su Giuseppina Norcia. Ringrazio, innanzitutto, coloro che hanno lasciato un commento.
Sono stato informato sul fatto che il funerale si è tenuto ieri mattina nella chiesa di San Gerardo, che si trova nella piazza in cui comincia la discesa per la Culla di Gesù Bambino. Sia la chiesa che i dintorni erano gremiti di gente: le fonti in mio possesso sostengono che hanno partecipato al funerale almeno 5000 persone. Giuseppina è stata sepolta in un semplice loculo nel cimitero di Gallinaro, che testimonia ancor di più la riservatezza di una donna che ha illuminato i cuori dei pellegrini, che sono giunti alla Culla da tutto il mondo, senza alcuna mediatizzazione del luogo.
Il rito funebre è stato officiato da don Loreto Salvelli, parroco di Gallinaro, che nel suo intervento ha detto:"Un'apostola del Santo Rosario. Basti pensare che tante persone che forse nemmeno conoscevano l'Ave Maria si sono messe a pregare diventando guida per i rosari. Giovani, tanti giovani con la corona in mano. Si deve anche alla sua costanza le conversioni che durano. Seguiamo il suo esempio ed oggi non deve rappresentare la fine di un bel sogno ma diventare un inizio anche se Lei non c' è più".
Giuseppina è stata salutata con preghiere, e canti. Spesso ha echeggiato una strofa di una canzone notissima per chi conosce il luogo: "Abbraccio d'amore al di là di ogni sogno, abbraccio d'amore mio Signore con te".
Aggiornamento, 15:05: Vi consiglio di leggere questo post del blog di Atina.
18:25: In quest'altro post del blog di Atina ci sono due servizi, l'uno andato in onda su Studio Aperto e l'altro sul Tgr del Lazio.
Come ho scritto ieri, curavo qualche anno fa un blog dedicato alla Culla di Gesù Bambino. Prima era sulla piattaforma de' Il Cannocchiale, poi l'ho trasferito su Splinder e la cancellazione di entrambi è avvenuta all'inizio del 2007, dopo un dialogo con Giuseppina in merito all'opportunità di non dare adito ai millantantori. Grazie a WayBackMachine, sono riuscito a recuperare una pagina ed ho deciso di proporvi un post, pubblicato più di 3 anni fa, in cui raccontai sinteticamente quale dono ricevetti dalla Culla di Gesù Bambino.
Chi ero e chi sono - 24 febbraio 2006
Nel giugno prossimo compierò il mio terzo compleanno da pellegrino della Nuova Gerusalemme e spero di poterlo festeggiare direttamente lì, come quelli precedenti. Ed in questi anni alcuni di voi sanno già quanto sia cambiata la mia vita, ormai felicemente orientata ai valori cristiani. Se non avessi conosciuto la Cappellina, di certo avrei conformato l’esistenza quotidiana su altri valori, basati su interessi egoistici e materiali; le finalità sarebbero state diverse, cioè caratterizzate dal raggiungimento del bene particolare, del soddisfacimento esclusivo della sfera microcosmica. Avrei interpretato ogni aspetto fenomenico della realtà sociale e fisica alla luce della sola ragione e del conseguente principio di causalità. Avrei basato ogni mia scelta sulla fugacità strutturale dell’esistenza, poiché senza Dio la vita è limitata, entro i confini stabiliti dalle categorie del tempo e dello spazio, che ora ritengo semplici mezzi per misurare l’azione e la sua dimensione. Il raggiungimento del bene comune sarebbe stato il mero scopo per mantenere la serenità nel sistema sociale, poiché senza Dio l’uomo si vede come un lupo tra lupi in una situazione di tutti contro tutti. Ma io ho conosciuto la Culla di Gesù Bambino, grazie alla quale ho compreso che la vera virtù sta nell’Amore ed il vero valore sta nella Carità. Non guardo più il mondo cercando di cogliere le corrobazioni per giungere alle comprensioni dei nessi di causalità, bensì tentando di individuare i modi più adeguati per conformare la mia interazione con gli altri alla luce dell’Amore sciolto da ogni pregiudizio, cioè quello proprio della vera Causa Efficiente di ogni cosa: Dio. Sono riuscito a sconfiggere le barriere che separavano il mio microcosmo con l’ambiente circostante, poiché avverto sempre più la necessità di confrontarmi con gli altri, di aderire così alla vita collettiva, quella in cui bisogna perseguire il bene comune non per annullare la conflittualità tra gli uomini ma per garantirci una vita degna dell’Amore di chi ci ha creati. Avere avuto la Grazia di comprendere quale sia la retta strada da percorrere è, dunque, un dono che non avrei mai potuto avere se non fossi stato chiamato tra la folla dei pellegrini di Gesù Bambino. Alla Cappellina devo la rinascita della mia vita. A Giuseppina devo chi sono.