E’ durata davvero poco la statua di cera di Adolf Hitler, perché un uomo l’ha decapitata all’apertura del museo di Madame Tussauds a Berlino. Questo dimostra che la Germania ha ancora una paura sfegatata del proprio passato nazista e cerca di eliminarlo, non provando neanche ad affrontarlo, ma la svastica non si cancella col silenzio. La statua aveva lo scopo di non glorificare il dittatore, ritraendolo da solo nel bunker, con la faccia affranta, crucciata perché c'è l'avvertimento del fallimento, nella stessa stanza in cui si suicidò il 30 aprile del 1945. Tuttavia, le polemiche sono state tante, anzi troppe, incentrate sul fatto che non bisogna permettere che la figura del dittatore nazista diventi un’attrattiva turistica. Ma in questo caso il valore simbolico della statua era quello di non dimenticare ciò che accadde in Germania e di conseguenza in tutto il mondo poco più di 60 anni fa. L’opera è stata ritenuta volgare dai politici tedeschi, palesando che non sanno ancora fare per bene i conti con la storia: bisogna guardarla negli occhi e con audacia. Da questo punto di vista, il nostro Paese è molto più avanti della Germania, perché il fascismo non fa più paura; conoscere Benito Mussolini e tutto ciò che ruota attorno alla sua figura ha permesso all’Italia del dopoguerra di arricchire il proprio spirito democratico. Il rapporto con il fascio non c'imbarazza, perché altrimenti faremmo come i tedeschi, che cercano di evitare in ogni modo d'imbattersi contro il nazismo, optando per il silenzio, concependo il passato come una mera categoria temporale che non può più tornare e su cui è inutile concentrarsi. E quando in Germania qualcuno tenta di rispolverare Hitler, altro che Sturm und Drang!
E’ già successo, ad esempio, con lo splendido film di Oliver Hirschbiegel, La Caduta, del 2004, in cui si raccontano gli ultimi giorni di Adolf Hitler, interpretato magistralmente da Bruno Ganz, che è riuscito a delineare i caratteri “demoniaci” del dittatore nazista. Molti hanno criticato quel film per lo stesso motivo per cui hanno giudicato negativamente la statua di cera del Fuhrer.
Una pubblicità di molti anni fa, su ben altro tema, diceva: “Se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide”.
- author: WG
- category: storia, attualitÃ
- comments: commenti (10)(popup) | commenti (10)
Commenti












