
(Quasi) tutti contro il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna. Chi per invidia, chi per maschilismo, chi perché deve assolutamente trovare un motivo per andare contro l'esecutivo di Silvio Berlusconi, altrimenti non ci dorme la notte.
Filippo Facci, orientato a destra, sul Riformista ha scritto che "Mara Rosaria Carfagna dovrebbe dimettersi perché tutto sommato è un danno per il governo cui appartiene". E' il "punto di non ritorno per un elettorato cui puoi propinare quasi tutto ma non tutto. Ha cominciato a fare politica nel 2006 e a metà del 2008 è diventata ministro: è troppo, punto". E Massimo Donaldi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, ha chiesto retoricamente: "Se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no?".
Innanzitutto, a Facci bisogna chiedere di approfondire il "troppo", soprattutto alla luce di ciò che sta portando avanti il Ministro delle Pari Opportunità. Ad esempio è stata sua la proposta di inserire nel DDL sulla sicurezza le misure contro gli atti persecutori (Stalking) e le misure contro la violenza sessuale. Chi commette atti persecutori sarà punibile dalla legge con pene severe fino a 4 anni di reclusione e se lo stalker dovesse uccidere la propria vittima, andrà in galera per sempre. Spettabile Facci, è chiedere troppo che al Ministro Carfagna sia permesso di fare tranquillamente il suo rilevantissimo lavoro, senza che nessuno gli debba rinfacciare di aver fatto un calendario, che non è un reato, dandole l'implicita colpa di essere bella? Cos'é? Intolleranza allo splendore altrui? E poi: un Ministro non si giudica in base al suo passato, per altro non criminale, non mafioso, senza il sospetto di avere intascato tangenti, senza un processo che la riguardi direttamente! Meglio cento Carfagne che un Ministro attempato, attorno a cui gravano sospetti che non c'entrano nulla col perseguimento del bene comune! Spettabile Facci, inoltre, lei ce l'ha proprio con tutti! Ha affermato qualche tempo fa pure che i frequentatori del blog di Beppe Grillo, un comico così come si definisce lo stesso genovese, sono il "peggio di questo Paese"!
Alessandra Mussolini ha detto: "Ricordo più di un ministro per le Pari opportunità che scippava i disegni di legge a noi parlamentari. Noi studiavamo, e quelle si pigliavano gli applausi. Mara no. Ci ascolta, è umile. E poi fare il ministro è come fare la mamma: all'inizio non sai fare nulla, ma giorno dopo giorno impari". Per l'appunto.
Che volgarità gratuita, inoltre, il paragonare la Lewinsky con la Carfagna, perpetrata da Massimo Donaldi, che è membro della Commissione Affari Costituzionali! Ma i politici dell'Italia dei Valori (chissà quali) ci stanno abituando quotidianamente alla rozzezza dialettica. Qualche giorno fa Antonio Di Pietro ha definito "magnaccia" il Presidente del Consiglio dei Ministri, confondendo le Veline con le prostitute. Se il leader dell’Idv è arrivato a tanto, non volendosi scusare, è chiaro che non ci si può attendere di meglio dai suoi adepti.
L’Italia, inoltre, è davvero un Paese a dir poco strano. C’è il già citato Beppe Grillo, che ha fatto dell’antipolitica la sua politica, però nessuno gli rinfaccia con costanza (giustamente) che agli inizi della sua carriera faceva divertire il suo pubblico con sketch demenziali. Neanche per lui è una colpa. L’altra stranezza è che gli italiani non fanno altro che lamentarsi dei politicanti di mestiere, acclamando a gran voce una nuova classe politica, che parli poco e faccia molto… però quando c’è una novità, la si attacca senza mezzi termini, cercando di trovare con assillo il pelo nell'uovo. Anche perché, diciamocela tutta, l’Italia è un paese maschilista. Molti attaccano la Carfagna perché è donna, per giunta oggettivamente bella. Maria Laura Rodotà, nell’articolo di oggi sul Corriere della Sera, ha concluso così: “Smettiamo di insultarla; pensiamo cosa fanno tanti uomini ambiziosi, per compiacere un potente, in genere restando vestiti (in genere, di peggio)”. Sottoscrivo.
- author: WG
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