A Jaffa Road, una delle vie principali di Gerusalemme, un palestinese a bordo di un bulldozer si è lanciato contro un bus e un'auto, facendo capovolgere i due veicoli con decine di passeggeri a bordo, causando morti e feriti. L'attentatore è stato ucciso dalla Polizia. Sul sito del Jerusalem Post si legge: "At least four people were killed and 36 were wounded - two seriously, four moderately and 30 lightly - on Wednesday afternoon when a bulldozer driver went on a rampage in downtown Jerusalem. [...] The bulldozer was apprently being used for construction work on the Jerusalem light rail project". Ma il bilancio delle vittime pare destinato a salire.
Eccovi 2 foto; la prima riguarda il bulldozer, la seconda il bus rovesciato.


Eccovi 2 foto; la prima riguarda il bulldozer, la seconda il bus rovesciato.
Appena tre giorni fa c'è stata la notizia di uno scambio tra prigionieri, accordato tra il governo israeliano e Hezbollah: una volta ricevuto un rapporto sul soldato Ron Arad, scomparso nel Libano meridionale nel 1986, il governo di Gerusalemme deciderà quanti prigionieri palestinesi saranno rilasciati.
Ma questo attentato potrebbe già avere rovinato quest'accordo e ben altro. Sami Abu Zuhri, un dirigente di Hamas a Gaza, ad esempio ha affermato all'Ansa che: "Se fosse confermato che si tratta di una operazione condotta dalla resistenza palestinese si tratterebbe della conseguenza logica e naturale per le continue aggressioni e per le violenze condotte da Israele in Cisgiordania, a Gerusalemme e anche a Gaza".
Israele e Palestina: una guerra che dura da troppo tempo e la cui soluzione sembra così lontana che l'orizzonte pare più raggiungibile. Eppure "il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale dell'Onu, con la risoluzione 181, decise la spartizione della Palestina, che si trovava sotto mandato britannico, in due Stati, Israele e Palestina. Allora tutto il territorio della Palestina mandataria occupava un'aerea complessiva di 26.322 km2 e aveva una popolazione di 1.935.000 abitanti, di cui 1.327.000 arabi e 608.000 ebrei. Il piano di spartizione assegnava allo Stato di Israele il 56,47% del territorio, con 498.000 ebrei e 497.000 arabi; e allo Stato della Palestina il 42,88% del territorio, con 725.000 arabi e 10.000 ebrei; infine stabiliva una zona internazionale a Gerusalemme sullo 0,65% del territorio, con 105.000 arabi e 100.000 ebrei. Il piano di spartizione venne respinto ufficialmente dai paesi arabi che, poche oro dopo la proclamazione dello Stato di Israele, il 14 maggio 1948, dichiararono la guerra. Il risultato fu la liquidazione dello Stato di Palestina" (da Viva Israele di Magdi Allam, pp. 118-119).
Ma questo attentato potrebbe già avere rovinato quest'accordo e ben altro. Sami Abu Zuhri, un dirigente di Hamas a Gaza, ad esempio ha affermato all'Ansa che: "Se fosse confermato che si tratta di una operazione condotta dalla resistenza palestinese si tratterebbe della conseguenza logica e naturale per le continue aggressioni e per le violenze condotte da Israele in Cisgiordania, a Gerusalemme e anche a Gaza".
Israele e Palestina: una guerra che dura da troppo tempo e la cui soluzione sembra così lontana che l'orizzonte pare più raggiungibile. Eppure "il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale dell'Onu, con la risoluzione 181, decise la spartizione della Palestina, che si trovava sotto mandato britannico, in due Stati, Israele e Palestina. Allora tutto il territorio della Palestina mandataria occupava un'aerea complessiva di 26.322 km2 e aveva una popolazione di 1.935.000 abitanti, di cui 1.327.000 arabi e 608.000 ebrei. Il piano di spartizione assegnava allo Stato di Israele il 56,47% del territorio, con 498.000 ebrei e 497.000 arabi; e allo Stato della Palestina il 42,88% del territorio, con 725.000 arabi e 10.000 ebrei; infine stabiliva una zona internazionale a Gerusalemme sullo 0,65% del territorio, con 105.000 arabi e 100.000 ebrei. Il piano di spartizione venne respinto ufficialmente dai paesi arabi che, poche oro dopo la proclamazione dello Stato di Israele, il 14 maggio 1948, dichiararono la guerra. Il risultato fu la liquidazione dello Stato di Palestina" (da Viva Israele di Magdi Allam, pp. 118-119).
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