
La petizione per chiedere al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, di risolvere il problema dei posteggiatori abusivi sta andando benissimo, essendoci state al momento (10.52) ben 268 adesioni. Tutta gente che ha voluto metterci il nome, il cognome e l'e-mail, nonché spesso un commento altamente significativo. L'ultimo sfogo, in ordine di tempo, è quello di Giorgia Alioto, la quale ha scritto, usando le maiuscole come se stesse urlando, che: "SONO STUFA DI TROVARE LE GOMME BUCATE, E DI SENTIRMI DIRE CHE CON 20 CENTS NON VIENE NEANCHE UN LECCA LECCA!!! IL "POSTEGGIATORE PALERMITANO" è UN LADRO A CIELO APERTO, DEVE ESSERE ELIMINATO!". Quest'ultima parola è molto forte, però sottolinea che il disagio sociale c'è e non può essere sminuito. C'è stato, tuttavia, chi ha affermato poco delicatamente nel forum del meetup palermitano di Beppe Grillo che questa petizione sia una "cazzata", eppure ciò non lo pensano coloro che hanno messo la loro firma e coloro che stanno diffondendo l'iniziativa, soprattutto sul web e Bruno Mendola è un esempio. Se fosse stata di poco conto, inoltre, il Giornale di Sicilia non gli avrebbe dedicato alcuno spazio, come invece ha fatto giovedì scorso. Ora, comunque, è il momento di dare un senso alle firme, facendo intervenire chi di competenza. Ho già avviato il motore che dovrebbe portarmi ad ottenere risposte da chi ha a Palermo una degna voce in capitolo, con lo scopo principale di avere un riscontro da Diego Cammarata. Se il Primo Cittadino, infatti, desse una risposta in merito alla petizione, darebbe dimostrazione di accettare l'interazione diretta con quei tanti palermitani che hanno usato il web per urlare il loro disappunto nei confronti di chi guarda la macchina in cambio di un euro o anche di più. E la gente non dà la moneta per solidarietà o per l'effettivo servizio, seppur illecito, ma per il timore di non trovare una sorpresa al momento del ritorno in auto. Volete un esempio?

A Palermo, dunque, il posteggiatore abusivo ha attorno la patina della mafia e così come ho già scritto qui ieri, "non si lotta contro Cosa Nostra soltanto a livello macro, ma anche a quello micro, perché conta pure infierire sul corpo della peste siciliana con piccole ferite che, propagate ed estese, possono velocizzare il suo naturale processo di morte".
- author: WG
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