
Nei miei tanti post sul precariato, ribadendo il concetto spesso nei commenti, ho scritto varie volte quali potrebbero essere le vie per la risoluzione del problema e grazie ad una segnalazione di un lettore, presente qui, precisamente nel commento 23, eccomi stamattina "suffragato" da Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare. Innanzitutto, riporto testualmente ciò che ho scritto io:
- 31 marzo 2008 (post): "Del pacchetto Treu, della legge Biagi? Beh, in quest'ultima è previsto lo staff-leasing e l'indennità d'indisponibilità ma quest'istituto è usato col contagocce dalle agenzie di lavoro. Sarebbe una soluzione al problema, creando un rapporto di lavoro a contratto a tempo indeterminato tra il precario e l'agenzia di lavoro".
- 31 marzo 2008 (commento 6): "Emanuele: la penso come te. La legge Biagi (o legge 30) ha in sé la possibilità di essere modificata in meglio o abrogata in talune parti, come quella del limite della 4° proroga. Dobbiamo lavorare noi in tal senso ed esortare la classe politica ad ascoltarci":
- 22 aprile 2008 (commento 8): "La legge Biagi è da risistemare ma non è da buttare (faccio riferimento ad esempio allo staff leasing ed all'indennità d'indisponibilità). La lotta si fa contro l'abuso dei contratti che pongono in essere il precariato, la cui unica stabilità sta nell'essere tale".
- 23 aprile 2008 (commento 2): "La legge Biagi è da sistemare, soprattutto incentivando le aziende allo staff-leasing":
- 24 aprile 2008 (post): "Precisamente non si tratta di un mancato rinnovo del contratto di lavoro, in quanto la fattispecie contrattuale utilizzata può essere prorogata solo 4 volte e gli ex colleghi hanno raggiunto questa soglia. Bisogna attaccare l'abuso di questa strategia, che si basa sulla legge in vigore".
Illustrissimo Ministro,
ho appreso stamattina da un articolo comparso sul sito de' "Il Giornale", la Sua volontà a porre in essere una deroga al limite dei 36 mesi per i contratti a termine. Ritenendo tale proposta un ottimo punto d'inizio per limitare i danni, economici ed esistenziali, dei tanti che sono immersi nel precariato, con la presente La esorto a dare un corpo a quanto affermato. Chi le scrive, infatti, è un lavoratore cosiddetto precario, soggetto al non rinnovo del contratto di lavoro somministrato a tempo determinato presso l'azienda in cui presto servizio, la Wind Telecomunicazioni s.p.a., dopo che sarà scaduto il termine della quarta proroga. AugurandoLe, infine, un buon lavoro, con la concreta speranza che Lei possa essere di sostegno ai giovani che chiedono allo Stato la sicurezza di potere guardare al futuro con certezza e con stabilità, La saluto e La ringrazio anticipatamente per il Suo impegno in favore della nostra causa.
Aggiornamento 11.38: Ho inviato l'e-mail alle 11:03 ed ho già ricevuto risposta dal back office del Ministero del Welfare. Mi è stato chiesto di riferire con quale agenzia di lavoro ho stipulato il contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato, cioé la Quanta s.p.a. Ho ricevuto, inoltre, il consiglio di leggere la circolare sul contratto a tempo determinato della fattispecie relativa a quello stipulato con l'agenzia di lavoro, che si trova in questa pagina. Da ciò che ne consegue che il Ministero risponde, evidenziando che l'esortazione via e-mail s'ha da fare.
Per scaricare la circolare ministeriale in oggetto, cliccare qui.
Aggiornamento 16.08: Dai commenti ricevuti fino ad ora, urge una semplificazione del mio appoggio al pensiero del Ministro del Welfare. Così come ho scritto, l'eliminazione dei limiti ai termini del contratto a tempo determinato non vieterebbe, perché è la legge che oggi lo impone, ad un'azienda di non rinnovare la proroga ad un lavoratore "interinale". Il Ministro, inoltre, fa esplicito riferimento allo staff-leasing, che di fatto trasformerebbe il lavoratore precario in lavoratore flessibile, perché nei momenti di vuoto avrebbe diritto all'indennità mensile di disponibilità. La differenza non è affatto di poco conto e faccio un esempio pratico, prendendo ad esempio un mio ex collega x, che non ha avuto il contratto rinnovato all'indomani del 31 marzo, perché ha esaurito le 4 proroghe. Ebbene, senza questo limite, la Wind avrebbe deciso per un'ulteriore proroga e se poi essa avesse scelto di non porne in essere un'altra, dopo un dato periodo temporale, al lavoratore in questione spetterebbe un indennizzo d'indisponibilità finché l'Agenzia di Lavoro non gli trova un'altra occupazione. Questo è ciò penso bisogna fare per limitare i danni del precariato, facendo incontrare offerta e domanda del mercato lavoro, arrivando ad un punto di equilibrio: da un lato ci sarebbe, infatti, la soddisfazione della flessibilità, dall'altro la certezza di una retribuzione (c.d. indennità mensile di disponibilità).
- author: WG
- category: politica
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