31/05/2009

NoemiGate e l'esame di coscienza della stampa italiana (sia di destra che di sinistra)



Le notizie non dovrebbero crearsi, bensì dovrebbero approfondirsi ed essere raccontate nel momento in cui accadono, dando ad esse anche una connotazione politica, perché ciascuna testata è libera di seguire la propria linea editoriale e di pensiero, fatto salvo il dovere sacro dell'informazione obiettiva e genuina.

Tuttavia, come accade dovunque, i giornali, i telegiornali e le riviste hanno bisogno del riscontro consensuale, perché bisogna pagare gli stipendi e le strutture. Così è stato, così è e così sarà. Cinicamente, comunque, occorre essere bravissimi in questo, evitando di non essere scoperti, costruendo la notizia e rendendola un derivato di cronaca piuttosto che un frutto vero e proprio di chi la diffonde, quando si fiuta l'argomento del giorno.

Pare che non siano stati bravi, ad esempio, i giornalisti dell'Espresso che avrebbero voluto fare lo scoop, offrendo 50.000 euro a Laura Drezwica, partecipante dell'ultimo Grande Fratello, come ha raccontato lei stessa a Stefano Zurlo de' Il Giornale. I cronisti del settimanale avrebbero voluto il racconto dei particolari piccanti della sua presunta relazione con Silvio Berlusconi, anche (e soprattutto)  sessuali. Soldi ben spesi, perché ne avrebbero fatti guadagnare il triplo, con relativa risonanza mediatica in tutto il mondo. Le hanno chiesto una foto, un gioiello ma hanno ricevuto in cambio un due di picche.

postato da: WG alle ore 10:48 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: politica, attualità
30/05/2009

Presentato al Senato il ddl Salva-Ars (e il Pdl sospende Bufardeci, Cimino e Gentile)



Il gruppo del Popolo delle Libertà al Senato ha presentato un disegno di legge di riforma costituzionale, con l'obiettivo di modificare l'articolo 10 dello statuto della Regione Siciliana, firmato dal presidente Maurizio Gasparri, dal vicepresidente vicario Gaetano Quagliarello e dal presidente della commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini.

Si tratta della conseguenza politica di ciò che sta succedendo nell'isola, all'indomani della strutturazione della nuova giunta di Raffaele Lombardo. Punto focale, infatti, del ddl è che "in caso di violazione del patto programmatico con gli elettori o di trasformazione della maggioranza che sostiene il governo, quest’ultimo possa essere sfiduciato e sostituito con un nuovo presidente eletto dall’Assemblea, nell’ambito della coalizione che ha ottenuto la maggioranza alle elezioni". Non è, comunque, un ddl che nasce oggi, in quanto se ne parlò anche nel gennaio scorso, chiamato "Salva-Ars" (qui il post), ma adesso ha acquisito maggiore rilievo politico. Ulteriore avvertimento o mezzo per giungere al più presto alla conclusione della leadership istituzionale di Lombardo, senza passare dalle urne?


Sia l'uno che l'altro, a mio avviso. Si ricorda che il governatore siciliano ha tenuto per sé tre deleghe, che potrebbero essere utilizzate come calmiere tra lui e il Pdl di Alfano-Schifani-Vizzini, da utilizzare dopo il risultato delle imminenti elezioni europee, che sta
biliranno col conta-voti chi tra i primi tre e Gianfranco Micciché ha più forza consensuale in Sicilia. Il Salva-Ars, insomma, darebbe il coltello dalla parte del manico al Pdl, con l'Udc fuori dai giochi.

Intanto, il leader dell'Mpa ha ottenuto molta risonanza mediatica da leggere in chiave elettorale. È noto che il suo par
tito non correrà da solo ma insieme alla Destra di Francesco Storace con l'obiettivo difficilissimo del superamento della soglia del 4%. Ciò che sta succedendo sta ovviamente mettendo in risalto il politico grammichelese, che così spera di ottenere più voti di quelli che ci sarebbero stati senza la tabula rasa, la conflittualità con l'Udc di Pierferdinando Casini e Salvatore Cuffaro, il contrasto con tutto il Pdl eccetto Micciché. Tra una settimana conosceremo l'esito di questa sua performance con la certezza che all'indomani della consultazione elettorale il panorama politico siciliano cambierà in maniera radicale, da una parte e dall'altra.

Aggiornamento, 14.07: I coordinatori nazionali del Pdl (Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini) hanno sospeso in via cautelativa i deputati dell'Assemblea Regione Siciliana Titti Bufardeci, Luigi Gentile e Michele Cimino, rei di avere aderito alla nuova giunta di Raffaele Lombardo. Da sottolineare che Cimino è uno dei candidati del Pdl al Parlamento europeo, vicino a Gianfranco Micciché.

postato da: WG alle ore 10:38 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: politica
29/05/2009

Habemus Consulatum



Stamane Raffaele Lombardo ha comunicato i nomi della nuova giunta regionale, dando così inizio al consolato con Gianfranco Micciché e scatenando l'ira funesta del Pdl.


Ecco, innanzitutto, i nomi degli assessori: Michele Cimino, Titti Bufardeci, Luigi Gentile, Roberto Di Mauro, Giuseppe Sorbello, Massimo Russo, Caterina Chinnici, Marco Venturi e Gaetano Armao. Lombardo ha deciso di tenere per sé tre deleghe.

Udc fuori dal governo, come già preventivato, così come il Pdl che fa capo ad Angelino Alfano, Renato Schifani e Carlo Vizzini ma con un neo che ha fatto andare su tutte le furie il Ministro della Giustizia, cioé la presenza nella giunta di Armao, su proposta dell'onorevole Dore Misuraca. Il politico agrigentino, infatti, ha espresso il suo " fermo disappunto" e il suo "indignato dissenso per il metodo della trattativa privata e per chi se ne è reso protagonista". Duro anche il commento del coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castilione, che proporrà al consiglio nazionale del partito l'espulsione degli assessori che hanno deciso di aderire al nuovo esecutivo del leader dell'Mpa. Intento confermato dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nonché uno dei coordinatori nazionali del Pdl, avendo dichiarato che "nessuno ha potuto, né può aderire senza una autoesclusione del Pdl. Non vogliamo che il governo della Sicilia e il suo rilancio possano essere confusi con furbesche manovre elettorali".

postato da: WG alle ore 19:08 | link | commenti | commenti
categorie: politica
28/05/2009

Pdl: "Se ci sarà la nuova giunta regionale prima delle elezioni, saranno espulsi i pezzi di partito del Pdl che aderiranno"



Il Pdl ha deciso di fare la voce grossa in merito alla "guerra termonucleare" (come l'ha definita il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, qualche giorno prima la decisione di Raffaele Lombardo di azzerare la giunta).


I coordinatori regionali del partito (Giuseppe Castiglione e Domenico Nania), infatti, hanno dichiarato in una nota congiunta che "se domani (n.b. oggi) nascerà una nuova giunta questa sarà espressione solo di Lombardo e il Pdl non ci sarà. Non potranno esserci pezzi del partito. Se ci dovessero essere esponenti politici del Pdl è solo a titolo personale non in nome e per conto del partito, pena l’espulsione".

Destinatario della nota è naturalmente Gianfranco Micciché, il quale ad Acireale ha dichiarato, tuttavia, che "per quanto mi riguarda Raffaele Lombardo fa bene se va avanti" e che "non potrà essere certamente il vertice di un partito a fare venire meno un'alleanza di questo tipo. Sono convinto che la volontà espressa questo pomeriggio a Roma non determinerà il mandato popolare di ciascun deputato". Insomma, il politico palermitano rimane avverso ai suoi compagni di partito in Sicilia, sperando di ottenere alle elezioni europee la vittoria di Michele Cimino, anche con un solo voto in più rispetto a Salvatore Iacolino, costui appoggiato dal Pdl che fa capo a Renato Schifani e Angelino Alfano.

Se Michele Cimino, assessore della giunta azzerata di Lombardo che dovrebbe essere presente anche in quella in via di strutturazione, dovesse risultare il più votato della lista del Pdl, allora Micciché potrebbe usare il risultato a suo favore, presentandosi come esponente di forza della leadership siciliana del partito. Ma se dovesse avvenire il contrario, allora per il politico palermitano si aprirebbe uno scenario del tutto diverso e assai complicato.

Nell'isola, dunque, siamo alla resa dei conti: si ricorda che la spaccatura del Pdl è cominciata all'indomani della mancata candidatura di Gianfranco Micciché alla Presidenza della Regione Siciliana, non sostenuta allora soprattutto da Renato Schifani.

Per quanto riguarda il Lombardo II, non ci sarà l'Udc di Salvatore Cuffaro (ex amico del leader dell'Mpa), la cui assenza di certo si farà sentire in termini di alleanze nelle giunte comunali siciliane. A tal proposito, il politico di Raffadali ha dichiarato: "Lombardo torni a governare e a fare il presidente della coalizione, al servizio della Regione, oppure si torni alle urne".

postato da: WG alle ore 08:23 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica
27/05/2009

La Policy dei Commenti di C'è Walter

Mi riservo di rimuovere senza preavviso e a mio insindacabile giudizio commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili; che contengano promozioni relative a religioni o sette, movimenti terroristici o estremistici e contenuti ispirati da fanatismo, razzismo, odio o irriverenza; che possano arrecare danno, in qualsivoglia modo, a minori d’età; che forniscano informazioni riservate, confidenziali anche apprese in forza di un rapporto di lavoro o di un patto di riservatezza; che contengano dati personali o numeri telefonici propri e di terzi; che siano lesivi di brevetti, marchi, segreti, diritti di autore o altri diritti di proprietà industriale e/o intellettuale di terzi soggetti; che abbiano contenuti di natura pubblicitaria e più in generale che utilizzino i messaggi a scopo commerciale (promozione, sponsorizzazione e vendita di prodotti e servizi); che comunichino utilizzando messaggi in codice; che utilizzino un linguaggio scurrile o blasfemo.

postato da: WG alle ore 21:06 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: comunicazioni di servizio
27/05/2009

Continuiamo a farci del male

Magliette in Vendita
A sinistra il Padrino (don Vito Corleone), al centro baciamo le mani e  a destra non vedo-non sento-non parlo.

Foto di Giuseppe Romano.

 
postato da: WG alle ore 15:05 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: palermo ieri e oggi
26/05/2009

Quando la casa rade al suolo va ricostruita dall' elettorato



In Sicilia sta serpeggiando il ricordo del milazzismo, la cui storia è raccontata in quest'articolo su LiveSicilia ed anche da Paolo Granzotto sul Giornale.

In estrema sintesi, il termine prende il nome da Silvio Milazzo, politico calatino della Democrazia Cristiana, che il 30 ottobre 1958 fu eletto Presidente della Regione Siciliana coi voti dei partiti di destra e di sinistra (Msi e Pci), andando così contro al candidato ufficiale del suo partito. Stando ai più, infatti, Raffaele Lombardo sta pensando di fare una cosa simile, all'indomani dell'azzeramento della Giunta regionale.

Il milazzismo, tuttavia, avvenne "in nome dei superiori interessi dei siciliani" (come sostennero allora il comunista Emanuele Macaluso e il missino Dino Grammatico), mentre oggi ha come motivazione "la casa da radere al suolo e da ricostruire", obiettivo dichiarato dal governatore della Regione con la conseguente riscrittura del programma, con la creazione di una nuova squadra di assessori (metà politici e metà tecnici), con l'adesione di "chi ci sta".

Quantunque Raffaele Lombardo sostenga il contrario, la sua mossa ha il gusto della propaganda elettorale, giunta a due settimane di distanza dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo e di qualche consiglio comunale dell'isola, alcuni di una certa rilevanza (Caltanissetta, Sciacca e Termini Imerese, in primis). Ha voluto sfidare con la tabula rasa i suoi oppositori all'interno del Pdl e dell'Udc, con la pretesa di dimostrare che può governare l'isola da solo, e tecnicamente può riuscirci con il gioco della maggioranza variabile, facendo leva sugli aficionados di Gianfranco Micciché, in guerra col nuovo coordinatore regionale Giuseppe Castiglione.

A prescindere da ciò, comunque, quando una casa "rade al suolo" dovrebbe essere "ricostruita" dall'elettorato.
postato da: WG alle ore 11:01 | link | commenti | commenti
categorie: politica
25/05/2009

Raffaele Lombardo ha fatto tabula rasa: azzerata la Giunta



Raffaele Lombardo
in Sicilia vuole governare da solo. Lo ha dimostrato azzerando la Giunta, spazzando via, dopo una decisione comunicata al suo entourage ieri notte, la squadra degli assessori conseguente alla schiacciante vittoria del 2008, quando il suo Mpa si presentò in alleanza con il Pdl e l'Udc.

Il politico grammichelese ha promesso che in 48 ore sarà allestito il nuovo esecutivo, un governo “istituzionale”,composto da “forze politiche e da esterni” a cui dovrebbero appartenere, stando alle indiscrezioni dell'ultim'ora, gente come Ludovico Corrao (ex deputato del Pci), Pasquale Pistorio (ex amministratore delegato della Stm) e Guido Lo Porto (ex presidente dell'Ars). Lombardo ha dichiarato che sarà riscritto il programma, condiviso da “chi ci sta”, caratterizzato dalla battaglia per ottenere da Roma le accise petrolifere, la riforma degli Ato rifiuti, lo snellimento della burocrazia, ecc.

Gli (ex) alleati l'hanno presa malissimo. Alessandro Pagano (Pdl) ha dichiarato che il governatore “ha perso la testa”. Carmelo Briguglio (vice presidente dei deputati del Pdl) ha affermato che “chi vuole guardare quanto accade in Sicilia con senso storico e politico considera l'esperienza di Lombardo la quarta fase del sicilianismo: la prima è stata il separatismo intrecciato al banditismo, la seconda il milazzismo, la terza la Rete di Orlando e, l'ultima, l'isolazionismo di Lombardo”. Marco Forzese (Udc), infine, ha sostenuto che “evidentemente Raffaele Lombardo non conosce la storia siciliana, se la conoscenza saprebbe che c'è grande differenza tra viceré e presidente. Il padrone assoluto di tutti i siciliani è un modello che mi auguro non vedere mai nascere in questa terra”.

L'altra parte, invece, l'ha presa benissimo. Leoluca Orlando (Idv) ha detto che: “la coalizione di Lombardo è ormai implosa sopraffatta dalle troppe promesse non mantenute, dai troppi interessi affaristici e dall'eccesso di consensi ottenuti pagando, estorcendo e mettendosi sotto la protezione dei boss mafiosi”. Ed il suo compagno di partito, Fabio Giambrone, chiede elezioni anticipate per “far finire questo scempio”. Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars ha tuonato così: “Siamo di fronte al giusto epilogo dell’esperienza fallimentare del centrodestra in Sicilia”.

Lombardo, dunque, ha risposto all'opposizione della sua (ex) maggioranza con la tabula rasa, perché sa di potere governare da solo, perché sa che è improbabile che si vada presto a nuove elezioni, anche perché occorrerebbe la sfiducia della maggioranza dell'Ars ed al momento non ci sono i numeri affinché questo accada, potendo giocare pure sull'attuale conflitto intestino del Pdl siciliano: gli è contro Giuseppe Castiglione (il coordinatore regionale del partito) ma è contro di lui anche Gianfranco Micciché, donde per cui c'è affinità politica tra il grammichelese ed il palermitano.

A questo punto, sarà decisivo il risultato delle elezioni europee, da cui deriveranno due prospettive differenti, il cui discrimine sarà il successo o meno di Michele Cimino, appoggiato dall'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, ricordando che l'altra corrente del Pdl sostiene le candidature di Giovanni La Via e Salvatore Iacolino (consiglio per la lettura: il Pdl spaccato in due).
postato da: WG alle ore 16:10 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: politica
24/05/2009

23 maggio 1992, ore 17.58: ecco come il web ha condiviso il ricordo


Dal blog dell'Associazione I-Generation:

23 maggio 1992, ore 17.58: tu dov’eri?” è la domanda che abbiamo posto venerdì scorso su internet, sia sul blog che su Facebook, creando un evento ad hoc. Le risposte non soltanto sono state tante (32 sul social network e 31 su questo sito, fino ad ora), ma anche significative, toccanti e decisamente partecipative.

Hanno risposto alla nostra iniziativa utenti di varie città italiane, blogger di fama nazionale, giornalisti e attori; molti hanno condiviso il link dell’evento sulle loro bacheche di Facebook, concepito come segno di condivisione del ricordo, pur decidendo di non pubblicare alcun commento. Di questo siamo più che contenti, soprattutto perché l’associazione I-Generation è nata appena tredici giorni fa, palesando così subito uno degli obiettivi fondamentali, ovvero l’esortazione alla partecipazione attiva sul web.

Premesso ciò, eccovi una selezione dei racconti più suggestivi:

Carmelo Sardo (giornalista del Tg5) - Quel giorno ero a pranzo a Caltanissetta a casa di Attilio Bolzoni, amico e collega di Repubblica. Nel tardo pomeriggio decidemmo di uscire per una passeggiata. Il tempo di scendere una rampa di scale e la moglie lo chiamò perché c’era “il giornale” al telefono. Risalimmo, Attilio rispose al telefono, erano le 18,10, lo vidi quasi immobile con la cornetta in mano: “c’è stato un attentato a Palermo, hanno fatto saltare qualcuno in aria, non si sa quanti morti ci siano”. Si versò un po’ di grappa, la mandò giù d’un fiato, sussurrò un nome “Falcone, potrebbe essere Falcone “. Si sedette alla scrivania, tirò fuori il block notes, si attaccò al telefono. Io accesi il televisore, presi carta e penna e cominciai a prendere appunti sulle prime concitate notizie che le prime improvvisate dirette fornivano. Non uscimmo più. Lavorammo fino a notte. Sconvolti, turbati. L’indomani Attilio pubblicò in prima su “Repubblica” un pezzo memorabile, che non avrebbe mai voluto scrivere.

Aldo Occhipinti: Io avevo 12 anni, quel pomeriggio del maggio 1992. Ero in casa mia, all’Addaura. Ricordo che appresi la notizia dalla Tv, lo sgomento che prese la mia famiglia fu notevole. Certo io a quella giovane età non avevo la coscienza adeguata a percepire l’entità dei fatti, ma ricordo che mi turbarono molto. Poi ricordo la reazione della città, lo stato di emergenza dilagante… l’indignazione della gente. Da allora la mafia è cambiata… è più subdola, nascosta, silente… ma c’è. Secondo me la mafia non è solo l’organizzazione criminale, è anche una componente caratteriale tipica della gente di Palermo. L’omertà, l’arroganza, la voglia di ottenere molto con poco, il menefreghismo ed il disprezzo dell’altro… E penso che questa componente caratteriale del popolo siciliano sia una cosa peggiore dell’organizzazione criminale in se. Comunque molte cose stanno cambiando, credo che le nuove generazioni abbiano mitigato - in parte - questo aspetto dell’essere siciliani.

Giorgia Cavera: Un bel sabato pomeriggio di primavera. Io e alcune compagne andammo a casa di una nostra amica, Luciana. La sera avevamo la festa di 18 anni di Giulio, un suo amico. Non sentii notizie alla tv, ma mia mamma mi chiamò al telefono per darmi la notizia a casa di Luciana. Avevo 16anni, la cosa mi scosse, ma poi andai alla festa. Solo alla fine della serata, quando vennero a prenderci mi resi conto di quello che era effettivamente successo. Tutto bloccato, una sensazione di smarrimento, angoscia, sconfitta. Ma la cosa più toccante fu il giorno del funerale. La mia prof d’Italiano (romana) forse si rese conto che noi dovevamo essere presenti ed essere testimoni di ciò che stava accadendo nella nostra città. E così andammo, mano nella mano, ci ripeteva…”teniamoci d’occhio, non ci perdiamo, mi raccomando attenzione!” Poveretta! Sarà stata in apprensione per quell’insolita mattinata. Eppure trovarci in piazza S.Domenico quel giorno fu una delle lezioni migliori che potessimo ricevere!

postato da: WG alle ore 16:17 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: palermo ieri e oggi
24/05/2009

Noi in Europa per una grande Palermo

"Ripartiamo dalle elezioni europee proprio da Palermo e per Palermo. Europa significa fondi strutturali, grandi opere, risorse miliardarie da gestire. Per questo sulla nostra città, a maggior ragione, accendereremo i nostri riflettori contro ogni tentativo di disegno affaristico-mafioso e cercheremo, in questo, di mobilitare le migliori intelligenze della nostra città".

Ecco le parole che riassumono il discorso del senatore Carlo Vizzini in conclusione dell'incontro politico "Noi in Europa per una grande Palermo", avvenuto stamane al cinema Golden di via Terrasanta, organizzato dai Circoli di Iniziativa Riformista e dal Forum delle Libertà di Palermo.

Al convegno hanno partecipato anche i due candidati del Pdl alle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, Giovanni La Via e Salvatore Iacolino.

Il primo ha posto l'accento sulle difficoltà di questo tipo di campagna elettorale, diversa da tutte le altre per le dimensioni del collegio, caratterizzata dall'impossibilità conseguente di potere girare in tutte le realtà territoriali. La Via ha sottolineato che queste elezioni sono storicamente poco avvertite dall'elettorato, ma ha ricordato che la nuova Costituzione dell'Ue prevede maggiori funzioni per il Parlamento di Strasburgo grazie alla procedura di co-decisione, che entrerà in vigore a partire dal gennaio dell'anno prossimo. Ha, infine, messo in evidenza l'importanza politica del 6 e del 7 giugno, soprattutto in considerazione dell'obiettivo berlusconiano del 51% del consenso.

L'intervento di Iacolino è stato contraddistinto dall'esposizione di alcuni punti programmatici. Ha fatto riferimento al problema della mobilità, in cui ha grossa rilevanza l'impegno per non permettere il declassamento dell'aeroporto di Palermo, e alle necessità ammodernatrici dell'agricoltura. Ha affermato, infine, che l'eventuale presenza sua e di La Via al Parlamento europeo rappresenterà il lasciapassare per portare nuove risorse al Sud, alla Sicilia e alla Sardegna.

postato da: WG alle ore 13:39 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: politica
23/05/2009

Caro Giovanni, sono felice di essere stato tuo contemporaneo



Caro Giovanni,

17 anni fa, alle 17.58, io avevo 11 anni. Ero un bimbo che frequentava le elementari all’Aristide Gabelli. Era una giornata come le altre ed ero sdraiato sul letto di mia nonna, mentre lei stava guardando Ok, il Prezzo è Giusto, trasmesso allora su Canale 5.

Ad un tratto l'ascoltai leggere ad alta voce qualcosa… C’è stato un attentato a Palermo, con te coinvolto… Notai che era sbalordita, sorpresa e intimorita. Ed io, mosso dalla curiosità, lessi più volte quella scritta che scorreva in fondo allo schermo, mentre il gioco, condotto da Iva Zanicchi, andava avanti. Poco dopo ci furono i telegiornali e la notizia della strage di Capaci e la tua morte.

Quando vidi la tua fotografia, mi ricordai di quel giorno in cui c'incrociammo: io ero seduto dietro, a bordo dell’auto di mio padre; tu pure, in un’altra in cui c’era una sirena sopra. Il semaforo era rosso. Avevi la tempia poggiata sul vetro e guardavi senza guardare; avevi il pensiero altrove. Non sapevo chi tu fossi ma ti fissai, perché mi suscitasti tristezza. Ti accorgesti di me, mi guardasti e poi si accese la luce verde e la tua auto accelerò.

A distanza di 17 anni, il tuo ricordo è vivo ed è sacro: mette d'accordo chiunque abbia a cuore la legalità e soprattutto l'amore per la Sicilia, per la nostra Palermo. Sei l'eroe della città della Santuzza insieme al tuo amico Paolo e a tutti gli altri che diedero la vita per far sì che la mafia avesse l'esistenza difficile.

Ed oggi, caro Giovanni, ti do una bella notizia che al meglio rende omaggio al tuo lavoro: Rosario Gambino è in Italia, espulso dagli Stati Uniti. Al suo arrivo a Roma, gli agenti hanno notificato al boss il provvedimento che porta la tua firma, datato 21 giugno 1980. Un altro tuo successo, nostro allo stesso tempo. Chissà quanto sarà stata grande l'emozione di coloro che lo hanno atteso a Fiumicino, sapendo che stavano per compiere un'azione da te ordinata, proprio nel giorno in cui si ricorda con rabbia la violenza con cui i mafiosi decisero di sottrarti alla vita. Una consegna alla nostra giustizia che va al di là dell'atto in sé, pregno di simbolismo e di ringraziamento per il lavoro che tu ed i tuoi colleghi svolgeste in quei terribili anni 80.

Sono felice, dunque, di essere stato per 11 anni tuo contemporaneo: tu mi hai insegnato a non avere paura, giacché chi non ce l'ha muore una volta sola; a conoscere il senso del coraggio, ovvero sapere convivere col timore; a credere alla vincibilità della mafia, perché "è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una FINE".

Salutissimi.


postato da: WG alle ore 10:35 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: palermo ieri e oggi
22/05/2009

Condivisione del ricordo: 23 maggio 1992, 17.58. Tu dov'eri?

Sono trascorsi 17 anni dalle 17:58 di sabato 23 maggio 1992, quando cinque quintali di tritolo uccisero Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Cirillo e Antonio Montinaro sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo.

Uccidendo il magistrato (e commettendo la medesima ferocia due mesi dopo, in via D’Amelio), i Corleonesi si vendicarono di chi li aveva messi con le spalle al muro, costituendo uno dei caposaldi della lotta alla mafia, il Maxiprocesso, che si svolse a Palermo dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987. Essi speravano che la Cassazione avrebbe annullato le sentenze più eclatanti ed invece nel gennaio del 1992 subirono la conferma della batosta, a causa della quale decisero di dare una dura lezione allo Stato, colpendo prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino.

Ma fecero un grosso errore, perché risvegliarono la coscienza dei siciliani onesti, di quelli che non ne potevano più di essere infettati quotidianamente dalla peste mafiosa, di quelli che decisero di fare camminare con le loro gambe le idee degli eroi. Essi cominciarono ad alzare la voce, ad appendere le lenzuola bianche sui balconi, a stringersi per mano formando una lunga fila umana da via Libertà a Mondello: decisero di fargliela pagare.

Non fu un caso, infatti, che dopo il 1992 uno ad uno furono assicurati alla giustizia i boss corleonesi ed affini (Totò Riina e Bernardo Provenzano, in primis).

postato da: WG alle ore 16:14 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: attualità
22/05/2009

I risultati del mio euro-politometro

Anch'io ho "giocato" con l'euro-politometro proposto da Repubblica, mediante il quale "si scopre" il proprio orientamento rispetto ad alcuni temi importanti della politica europea. Ho risposto alle dieci domande del test ed ecco il risultato:

postato da: WG alle ore 11:12 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: politica
21/05/2009

Guerra di mafia scongiurata o rallentata?



Avevo due anni quando si concluse la seconda guerra di mafia, soprannominata La Mattanza, che vide la vittoria dei Corleonesi e causò più di mille morti soltanto tra il 1979 ed il 1980. Fu terribile e furono uccisi non solo mafiosi (a qualunque orario della giornata, sotto gli occhi di tutti), ma anche e soprattutto uomini di cui oggi commemoriamo l'eroismo ed il forte senso dello Stato, a prescindere dalla reale presenza di esso attorno alla loro attività.

Dopo la vittoria del clan di Totò Riina e Bernardo Provenzano, fu stipulata la pax mafiosa ed il successivo scontro vide da un lato i Corleonesi e dall'altro lo Stato, nel quale i primi decisero di adottare una strategia terroristica, vincendo battaglie ma perdendo la guerra. Il 1992, infatti, fu l'anno di svolta di questo conflitto, cioé quando Riina decise di mandare a morte Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nei modi che noi tutti purtroppo conosciamo, subito dopo aver fatto fuori Salvo Lima, perché il politico siciliano promise ai corleonesi che le sentenze del Maxiprocesso non sarebbero state confermate dalla Cassazione. Lo Stato, allora, decise di fare sul serio (anche sostenuto dal risveglio della Palermo onesta, perché impaurita dalla tattica stragista mafiosa, a causa della quale nessuno era più sicuro) e nel giro di pochi anni sconfisse i Corleonesi. In carcere finirono non solo i due boss, ma anche altri uomini di spicco, come Giovanni Brusca di San Giuseppe Jato.

postato da: WG alle ore 18:09 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: storia, palermo ieri e oggi
20/05/2009

Pallone amaro: truffe, intrighi e sogni infranti



Propongo oggi un'inchiesta dell'amico e giornalista Lorenzo Tondo, accogliendone l'invito, già pubblicata sull'edizione palermitana di Repubblica l'8 febbraio scorso, intitolata "Pallone amaro: truffe, intrighi e sogni infranti: così muore il calcio giovanile".

L'articolo merita di essere diffuso sul web (e discusso) in quanto sottolinea lo stato di degrado etico del calcio minore siciliano, caratterizzato da storie malinconiche (che suscitano ira) come quella di Alfonso Sclafani.


Pallone Amaro

Hanno le facce tristi di chi al pallone ha dato tutto. Pessime pagelle, ginocchia lacerate, caviglie a pezzi e un’adolescenza passata a tirar calci in un rettangolo di terra e polvere. Loro però dal calcio, vigliacco, non hanno avuto niente in cambio. E oggi, l’unica sfera che rincorrono, è quella stampata in rilievo sulle insegne dei Bar dello Sport.

Sono i “calciatori mancati”: sogni infranti, qui in Sicilia, di un mondo lontano dalle glorie azzurre. Tariffari gonfiati, certificati medici falsificati, stadi pericolanti, giovani talenti ostaggio di club pronti a tutto pur di speculare sui loro contratti: è la Sicilia del calcio giovanile, una Gomorra del pallone gestita e sponsorizzata da società senza scrupoli e spesso con lo zampino di Cosa Nostra.

Alfonso Sclafani ci aspetta seduto ad uno di quei bar, mentre davanti ad una birra sfoglia le pagine rosa della Gazzetta. Prima che la “guerra di religione” tra Uomo e Zona imperversasse anche nel calcio giovanile, Alfonso ricopriva il ruolo di libero in una rinomata società agrigentina. Una storia come tante altre: famiglia umile, la madre morta quando era ancora un bambino e un padre che vedeva in quel figlio la possibilità di un riscatto. A ragione, perché fino a 10 anni fa, nella provincia di Agrigento, il nome di Alfonso Sclafani era sulla bocca di tutti. Tecnica, tenacia, atletismo e una straordinaria visione di gioco.

Alfonso oggi ha 26 anni, la barba incolta e un’ampia stempiatura sopra una faccia da bambino. E fu proprio grazie a quell’aspetto da adolescente— Alfonso dimostrava 3 anni in meno rispetto ai suoi coetanei— che i dirigenti della Scuola Calcio per anni sperimentarono su di lui quello che in gergo viene chiamato “cartellino truccato”. Il “trucco” è presto svelato: sul cartellino del giocatore, grazie ad una raffinata tecnica artigianale, viene cambiato nome e data di nascita. In questo modo la società può schierare ragazzi di 14 anni di età (categoria giovanissimi) in una squadra di 11enni (categoria esordienti).

postato da: WG alle ore 09:42 | link | commenti | commenti
categorie: calcio, attualità, palermo ieri e oggi

Chi sono

Utente: WG
Nome: Walter Giannò



BlogSicilia




Profilo Facebook di Walter Giannò

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte

Clicky Web Analytics