30/04/2009

Abrogato l'emendamento D'Alia


Roberto Cassinelli
, deputato del Pdl, (nella foto) sul suo blog ha annunciato ieri che il famigerato emendamento D’Alia è stato abrogato. La decisione è stata presa durante una riunione delle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Giustizia, grazie al lavoro congiunto di Cassinelli e Barbara Mannucci, anch’essa deputata del Popolo della Libertà.

L’emendamento D’Alia, se approvato, avrebbe previsto la possibilità dell’oscuramento dei siti accusati di commettere il reato di apologia o istigazione a delinquere, nato sulla scia della scoperta della presenza su Facebook dei gruppi inneggianti ai boss mafiosi, il cui la fu dato dal sottoscritto il 26 dicembre dello scorso anno...

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categorie: politica, blogosfera
30/04/2009

Approvato il Federalismo Fiscale: ecco i punti fondamentali



Il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione con 156 voti favorevoli, 6 contrari e 108 astenuti.

Nello specifico, i voti contrari sono giunti da 3 senatori del Partito Democratico e da 3 dell'Unione di Centro. L'Italia dei Valori ha votato sì "non per fare un favore a una parte politica che tanto tiene a questa riforma, ma perché riteniamo che questo paese meriti l'innovazione e l'Idv accetta questa sfida". La Lega Nord rivendica la paternità del successo: Roberto Maroni ha affermato che ieri è stato "un giorno storico", mentre Roberto Cota ha dichiarato che "non si torna più indietro, è la fine del centrismo".

Tra le novità contenute nel disegno di legge che passa ora all'esame della Camera dei deputati la perequazione infrastrutturale. Il Senato ha, infatti, approvato il testo dell’emendamento proposto dal governo che sancisce un principio fondamentale di equità e di riequilibrio tra la Sardegna e le altre regioni italiane.

"Il riconoscimento dell’insularità e della sua compensazione nell’ambito del federalismo fiscale è per la Sardegna un fatto storico" - ha dichiarato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed ha aggiunto: "Il progetto di riequilibrio varato oggi consentirà ai cittadini sardi e alle imprese isolane di avere pari condizioni di produzione e di trasporto considerato che tutti i divari socio-economici e infrastrutturali saranno misurati e compensati dallo Stato e dall’Unione Europea”.

Il federalismo fiscale, che stabilisce un nuovo fisco su misura per le autonomie  territoriali, inizierà il suo regime tra cinque anni ed i punti fondamentali sono i seguenti:

  • Le Regioni disporranno di compartecipazioni erariali, in via prioritaria all'Iva, tributi propri e quote di fondo di perequazione per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di loro competenza, che sono divise in funzioni fondamentali e non essenziali, distinzione che prevede anche un diverso sistema di finanziamento. Anche Comuni e Province disporranno di compartecipazioni e quote di fondo perequativo, oltre che di tributi propri, per le proprie funzioni.
  • Le funzioni fondamentali delle Regioni riguardano l'assistenza e la sanità, a cui si aggiunge la quota di spese amministrative per l'istruzione.
  • Le spese essenziali dei Comuni riguardano territorio e ambiente, istruzione con gli asili nido o l'edilizia scolastica, viabilità, settore sociale; sono finanziate con le imposte immobiliari, un mix di compartecipazione a Iva e Irpef e fondo di perequazione. Per le altre ci sono tributi propri e compartecipazione a tributi regionali.
  • Le funzioni fondamentali delle Province sono la tutela dell'ambiente, i trasporti, e l'istruzione; sono finanziate con tributi connessi al trasporto su gomma; compartecipazione a tributi erariali; perequazione. Mentre per le altre il meccanismo è uguale a quello dei Comuni.
Inoltre, c'è l’istituzione di nove città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, per le quali si punta a cancellare le corrispondenti Province. Sono state escluse le città che fanno parte delle Regioni a statuto speciale. Per la realizzazione di ciò, la proposta spetta innanzitutto alle singole città, ma poi ci dovrà essere il via libera delle Regioni entro 90 giorni ed il voto favorevole della cittadinanza con l'indizione di un referendum. Norme ad hoc per Roma, in quanto ci sarà un nuovo ente che sostituirà il Comune. Il consiglio comunale diventa assemblea capitolina e si occuperà di valorizzare beni storici, artistici, ambientali e fluviali oltre che di edilizia pubblica e privata.

Il testo prevede, infine, premi per le Regioni e gli enti locali che abbiano ottenuto risultati positivi in termini di maggior gettito sul fronte dell'azione di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale e a tutte le amministrazioni locali sarà garantito, a costo zero, un proprio patrimonio, commisurato alle dimensioni territoriali, capacità finanziarie e alle singole competenze svolte.

Fonti: Il Giornale, Corriere della Sera, Governo.It e Il Sole 24 ore
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categorie: politica
29/04/2009

Veronica chiederà il divorzio da Silvio Berlusconi



Se dovessi un giorno avere una moglie che mi critica pubblicamente ed aspramente, ne sarei turbato a dir poco. Mi riferisco naturalmente all'intervista che Veronica Lario, la moglie di Silvio Berlusconi, ha rilasciato all'Ansa.

Parole dure quelle della first lady italiana (altro che Michelle Obama), che s'inseriscono non solo nel periodo di massima popolarità del Premier, ma anche a meno di due mesi dalle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Veronica (al secolo Miriam Raffaella Bartolini) non è nuova a questi interventi, perché già due anni fa fece parlare di sé con una lettera inviata al quotidiano Repubblica (mai mossa più azzeccata di questa per farsi sentire ed irritare il destinatario della missiva).

A prescindere dal contenuto dell'intervista, mi chiedo come una moglie possa dedicarsi allo "sbuttanamento" del marito "davanti a tutti", soprattutto la consorte del Premier.Se fossero divorziati, si potrebbe anche tentare di capire una mossa del genere, ma "stanno insieme", anche se da questa intervista si potrebbe ipotizzare che Silvio e Veronica siano dei "separati in casa".

Ma passiamo a ciò che ha dichiarato la moglie di Berlusconi, che ha deciso che i panni sporchi non si lavano in casa. In relazione all'uso delle candidature delle donne alle prossime elezioni europee, Veronica ha dichiarato: "Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire". Accipicchia! Eppure, qualche ora prima il Premier ha commentato così le critiche su questo tema: "Le candidature che ho letto sui giornali sono quasi tutte inventate. E' veramente assurdo che se una persona ha una o due lauree e conosce due o tre lingue, per il solo motivo che sia stato in tv o abbia fatto cose nell'informazione o nello spettacolo sia da considerarsi preclusa per quanto riguarda la politica". Ho scritto sull'argomento ai tempi delle forti e scurrili critiche nei confronti del ministro Carfagna. Qui il post, che nel luglio dell'anno scorso fu molto letto e discusso.

Andiamo avanti, perché c'è molto di più. "Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere". In
primis, anche la moglie di Berlusconi pensa che suo marito sia il Napoleone dei nostri giorni; inoltre, ci va pesante col giudizio. D'ora in poi sentiremo spesso definire "ciarpame senza pudore" le candidature che non ci vanno a genio per un motivo o per un altro.

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categorie: politica
28/04/2009

Vi presento Il Blogghettino



Sia per esperimento che per passatempo ho creato un altro blog, stavolta dedicato al mondo della blogosfera, il cui titolo è semplice: Il Blogghettino.

Come scritto sul post introduttivo, il sito "nasce con l’obiettivo d’informare sui movimenti più significativi della blogosfera italiana ed internazionale. Scopo ambizioso è di dare news costanti ed aggiornate, ma anche consigli per aiutarvi a massimizzare l’efficienza dei vostri blog".

Volutamente ho optato per una struttura semplice, perché mi interessano più i contenuti che il contesto grafico. Oggi ci sono tre post. Oltre a quello già citato, il secondo è dedicato agli Euro Blog Award, il terzo all'Intergruppo Parlamentare 2.0.

Grazie alla cortesia di un amico, presto il nuovo blog avrà un logo tutto suo e nei prossimi giorni perfezionerò la sua organizzazione.

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categorie: blogosfera
28/04/2009

25 aprile: non solo partigiani, tantomeno repubblichini, ma soprattutto americani



Il 25 aprile è stato il giorno del "vogliamoci bene": uniche voci fuori dal coro sono state quelle di Antonio Di Pietro & Co., coerenti al loro modo di concepire l'opposizione politica, cioé essere contrari a tutto ciò che proviene dalla maggioranza, senza se e senza ma.

Ma non voglio decisamente scrivere sull'Italia dei Valori, bensì su uno dei temi che è scaturito da sabato scorso, cioé la contrapposizione tra partigiani e repubblichini. Dopo che il leader del Partito Democratico Dario Franceschini, compiaciuto per le parole del premier, ha esortato Silvio Berlusconi a ritirare dal Parlamento la proposta di legge per l'equiparazione delle parti che si scontrarono durante la guerra civile, la risposta è stata positiva.

Decisione corretta, perché sono convinto che il Parlamento non debba occuparsi di legiferare sul passato e che il giudizio storico non debba essere formato a colpi di maggioranza.

E poi come si possono equiparare i repubblichini ai partigiani? Si trattano, infatti, di due fazioni che hanno combattuto per un obiettivo diverso: gli uni per riproporre il modello fascista, gli altri per cacciare definitivamente il nazifascismo dall'Italia. Premessa la pietà per coloro che sono morti, non riesco ad individuare il senso di metterli sullo stesso piano. Ognuno è libero di fare questo procedimento in sé, ognuno è altrettanto libero di teorizzarlo e diffondere la propria opinione pubblicamente, ma spendiamo il tempo parlamentare per cose che riguardano il presente (e di riflesso il futuro) del nostro Paese.

E se proprio vogliamo fare gli storici, io porterei la discussione sul fatto che la liberazione dal nazifascismo, col contributo significativo dei partigiani (che non erano naturalmente tutti rossi), sarebbe stata a dir poco complicata senza l'intervento degli alleati, soprattutto degli americani. Si ricorda, infatti, che il 25 aprile 1945 non avvenne la liberazione dell'intera penisola, ma quella di Milano e Torino. La Sicilia, ad esempio, era già libera da quasi 2 anni e a Roma i tedeschi furono cacciati nel 1944 ed essenziale e inconfutabile fu l'apporto delle truppe alleate, acclamate quando entravano in ogni città sottratta al nemico occupante.

Un racconto su tutti: Jack Belden fu il corrispondente della rivista americana Life: il 6 agosto 1943 pubblicò un lunghissimo articolo sull'avanzata delle truppe di Patton verso Palermo, soffermandosi sul comportamento tenuto della gente nei confronti dei soldati conquistatori-liberatori. Scrisse Belden:

"... giungemmo nel paese di San Giuseppe Jato. Strane cose stanno avvenendo qui. Una colonna americana di camion cingolati, cannoni d'assalto, carri Sherman e camionette si era fermata in colonna nel mezzo del paese. Attorno a questa, dai balconi con balaustre di ferro, ragazzi e vecchi gridavano, gesticolavano e sventolavano drappi bianchi e fazzoletti, come se fossero bandiere di gioia. Tra le grida, molto spesso, si udivano le parole: bravo americano. Fiori erano gettati, quasi scagliati, da giovani donne che apparivano al di sotto della cima verde degli elmetti. Le mani lanciavano baci e sembrava che tutta la strada fosse in movimento..." (da Sicilia 1943 di Ezio Costanzo).

Insomma, per i siciliani i liberatori furono gli americani (e non solo per loro). Ma il 25 aprile si commemora davvero poco quest'aspetto, come se in Italia il fascismo ed il nazismo furono sconfitti prevalentemente dai partigiani, con l'apporto collaterale degli americani e degli inglesi. Ad esempio, nella manifestazione di sabato scorso a Milano ho visto in televisione sbandierare il drappo palestinese (?), qualche effige di Che Guevara (?), ma di stelle e strisce neanche l'ombra, sottolineando che bisogna fare ancora molta strada per depurare dall'ideologia politica la festa della liberazione d'Italia, cioé di quello stesso Paese (uno dei pochissimi del mondo) che non celebra la propria nascita rivoluzionaria.

Bisognerebbe essere storicamente corretti: senza il decisivo sostegno bellico degli alleati, i partigiani avrebbero difeso a più non posso il Nord d'Italia dai tedeschi, ma avrebbero perso, perché le differenze di equipaggiamento, di coordinazione e di strategia erano naturalmente notevoli ed incolmabili.

Per quanto riguarda il cosiddetto repubblichino, ha combattutto dalla parte sbagliata, ma convinto di trovarsi in quella giusta, perché nato e cresciuto in nome di un'unica verità ideologica, essendosi formato in un'Italia che non prevedeva altro. Fu consapevole dell'imminente sconfitta e della conseguente ritorsione partigiana, a volte scioccante, ma lo stesso decise di combattere per difendere la sua prospettiva di vedere le cose. La storia lo ha giudicato ma non deve rivalutarlo, perché sono certo che lui non lo vorrebbe, in quanto sapeva per chi e per cosa combatteva. E tantomeno lo deve fare la politica.
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categorie: politica, storia
27/04/2009

In Sicilia panifici aperti sette giorni su sette: il pericolo del lavoro non stop



Su YOUrban è stato pubblicato stamattina un mio post, intitolato In Sicilia panifici aperti sette giorni su sette: il pericolo del lavoro non stop.


Per leggerlo (e magari commentarlo), cliccate qui.
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categorie: blogosfera, attualità
26/04/2009

La febbre suina (swine flu), una nuova influenza globale



Prima le mucche, poi i polli ed ora i maiali. E se Obama ha dichiarato di essere "molto preoccupato", la situazione allora non è delle migliori.
Faccio riferimento naturalmente alla febbre suina, influenza che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità potrebbe mutare in una "forma più pericolosa".

In Messico sono morti in 81; negli Stati Uniti per ora sono stati accertati 12 casi, di cui 8 a New York; in Francia ci sono "dubbi" per 2 rientrati dalle vacanze messicane, così come per altri 3 in Spagna. Numeri destinati a salire, stando agli esperti.

In Italia il sottosegretario alla salute Fazio ha subito rassicurato il Paese, affermando che da noi non c'è alcun rischio e la nostra carne di maiale è sicura.

Sì, ma cos'è 'sta nuova febbre che ha spinto gli Stati Uniti a dichiarare lo stato d'emergenza? Interessante, a tal proposito, è quest'articolo de' La Stampa, in cui si spiega che "la fe
bbre suina è un problema respiratorio tipico dei maiali causato da un tipo particolare di virus influenzale (tipo A). Episodi di questa malattia sono piuttosto frequenti tra i suini, le persone normalmente non vengono contagiate ma un’infezione di questo tipo è comunque possibile. Le probabilità di contrarre la malattia sono più alte nel caso di persone che lavorano a contatto stretto con gli animali ma, dopo il primo malato, il virus si propaga velocemente da una persona all’altra". Il contagio può avvenire in 2 modi: o entrando in contatto con l'animale malato o con una persona colpita dall'influenza. Ed è senza dubbio la seconda modalità d'infezione che preoccupa.

Nel corso della storia sono avvenute altre epidemie simili. La
più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese, per scomparire spontaneamente. Per approfondire, cliccate qui.

Esiste un vaccino ad hoc? Ecco cosa si legge su Farmacoecura.it: "Non esiste al momento un vaccino efficace per il virus dell’influenza suina, mentre secondo l’Oms non tutti i farmaci antivirali oggi disponibili sono efficaci: sensibile all’Oseltamivir (Tamiflu in Italia), mentre sembra resistente all’amatadina e alla rimantidina. Al momento l’infezione sembra circoscritta agli Stati Uniti e, con sintomatologia più grave, in Messico; quello che spaventa è che il virus responsabile è un virus tutto nuovo".

Ovviamente è appena cominciata anche la psicosi: da domani ci sarà senza dubbio la diminuzione dell'acquisto della carne suina, che sarà direttamente proporzionale al numero dei contagiati (non importa se siano neozelandesi o canadesi).

Siamo in un mondo globalizzato e di conseguenza lo sono anche le influenze.

Aggiornamento 27 aprile, 12.28:

Un segnale di preoccupazione per quanto sta avvenendo è senza dubbio l'anticipo di un giorno della riunione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Anziché domani, si svolgerà oggi. Ed ormai si susseguono le notizie di casi d'infezione, accertati o presunti. Ad esempio, è stato confermato il primo contagio "europeo", più precisamente in Spagna. Si tratta di un giovane di 21 anni, tornato da una vacanza messicana.

Arriverà anche in Italia? , stando a Pietro Crovari, ordinario d'Igiene generale all'università di Genova, che ha precisato: "Non parlerei di pandemia ma di epidemia influenzale. Non ci troviamo di fronte ad un virus del tutto nuovo perchè si tratta dell'erede del 'H1N1' isolato nel 1933. Questo virus che sta colpendo il Messico forse è mutato nel 60-70% ma non è comunque completamente nuovo".


Intanto, la febbre suina si trova su tutte le prime pagine dei siti d'informazione del mondo. La Cnn sta aggiornando in tempo reale la developing story; Le Monde sta dedicando il titolo d'apertura al primo caso di grippe porcine in Spagna; La Bbc segnala che i governi di tutto il mondo stanno agendo per contenere il new flu virus.

(13.01) In questo link, il punto della situazione sui casi accertati o presunti. La paura per l'influenza, nel frattempo, comincia a far danni economici. A Piazza Affari il titolo dell'Autogrill è in rosso, avendo registrato un ribasso del 6,37%. La Confederazione Italiana Agricoltori, tuttavia, ci tiene a precisare che la nostra carne suina è sanissima: "E' fondamentale consumare carne di maiale e salumi italiani, evitando di creare paure collettive e totalmente infondate che possono soltanto avere conseguenze disastrose per gli allevamenti e per l'occupazione, con riflessi per tutta la filiera agroalimentare".

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categorie: attualità, palermo ieri e oggi
24/04/2009

Bloggalo! non è più cosa mia

Comunico che non mi occupo più di Bloggalo!, l'urban blog network che ho ideato ed adesso è gestito da altri.

La mia decisione è derivata dal fatto che nel corso delle prime settimana di vita del progetto è affiorata una profonda ed insormontabile incompatibilità tra me e l'investitore, sia a livello umano che gestionale.



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categorie: comunicazioni di servizio
15/04/2009

In edicola: 2 dicembre 1945 (Il Becco Giallo)

Da Palermo Bloggalo!

Considerate le rubriche altrui, ho deciso di averne una pure io. Innanzitutto, è storica: il passato mi attrae, forse perché è certo che non può più tornare, perché si trova indietro a noi ed è di fatto inesistente (così come il futuro); forse perché nel passato c’è la chiave d’interpretazione del presente, perché questo preciso momento è frutto di ogni evento e di ogni scelta scaturiti nell’attimo precedente.

D’accordo, la pianto con la filosofia, anche perché è quasi mezzanotte (il presente dell’istante in cui sto scrivendo questo post) ed il letto comincia ad essere un’attrattiva per le mie stanche membra.

Dicevo: una rubrica storica… caratterizzata dalle prime pagine dei giornali. Ho, infatti, la mania di collezionarle, di catalogarle, di cellofanarle a seconda la testata di appartenza, di custodirle gelosamente dentro ad una grande valigia.

Il Becco Giallo, 2 dicembre 1945

Ed oggi si comincia con Il Becco Giallo (dinamico di opinione pubblica). In particolare con l’edizione del 2 dicembre 1945, dunque a neanche 9 mesi di distanza dal 25 aprile. E ciò si nota con un richiamo che si legge a sinistra del titolo del giornale palermitano: “Imbecillità di Governo: lasciare dire alla Radio, ente governativo, tutte le fesserie che passano per il microcervello dei radio trasmittenti“. Durezza tale che Marco Travaglio al confronto è Madre Teresa di Calcutta.

E si sottolinea che: “Soppresso dal soppresso Mussolini nel 1925″.

Sono due gli elementi di quell’edizione che voglio porre alla vostra attenzione. Cominciamo con Lo Statuto della Repubblica del Becco Giallo:

In attesa che i 123.547 lettori che hanno votato per la Repubblica del Becco Giallo ci inviano la designazione del Presidente formuliamo lo Statuto che regolerà la nostra Repubblica.

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categorie: storia
14/04/2009

Tra Sicilia e Calabria: un ciclopico ponte sullo stretto

Ingegnere Mario Palmieri

Il Ponte di Messina è uno dei temi caldi del momento. C’è chi ritiene che sia una grande opera necessaria per lo sviluppo economico, c’è chi crede che sia solo uno spreco inutile di risorse.

Comunque la pensiate, pare che ormai ci siamo: lo Stretto dovrebbe essere unito tra una decina d’anni da una delle infrastrutture più imponenti mai realizzate dall’uomo. Scrivo “pare”, perché la storia ci insegna che si parla del Ponte di Messina da secoli e secoli.

Ed oggi vi riporto uno di questi esempi, proveniente dal mensile di attualità Giorni di Sicilia, diretto da Vito Maggio. Precisamente faccio riferimento al numero del gennaio del 1962 e all’articolo scritto da Giovanni Zanasi, intitolato “Tra Sicilia e Calabria: un ciclopico Ponte sullo Stretto“.

Buona lettura…

“I geologi affermano che risale a qualcosa come seicentomila anni addietro la frattura dell’odierna Sicilia dalla Penisola Italica. Una cifra che non ci sentiamo di discutere. Il geografo Strabone, molto più recente (soltanto la quisquilia di duemila anni fa) aveva notato che Punta Pezzo, sulla riviera calabra, e Punta del Peloro, sulla costa sicula, si contrappongono reciprocamente, quasi a conferma della remota frattura. Seimila secoli quindi ci guardano dalle acque dello Stretto, che hanno una mutevolezza prodigiosa di colori e di umori, e alternano alla dolce sinuosità delle ore suggestive e serene il minaccioso roteare vorticoso e la plumbea insidia dei periodi tempestosi.

Due sponde della stessa Patria si fronteggiano dalla sperduta notte dei tempi, e ora pare si tendano braccia amorose, ora pare si guardino in cagnesco, ringhiando come nemici in catene. Pur sempre fuse in sostanza inscindibile dalla possente linfa comune che non conosce fratture né barriere.

Fu nella seconda metà dell’800 che ebbero origine i primi concreti piani di riunione delle due rive separate dal mare. L’ing. Carlo Alberto Navone, nel 1876, ideò un tunnel sottomarino, e sempre per un collegamento simile si pronunziarono successivamente gli ingegneri Gabelli, Vismara, Santi, Sturiale e Tullio Russo.

Ma è nell’immediato decennio di ripresa, dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, nel fervore di attività conseguente anche al sorgere dell’ordinamento autonomo regionale, che si vedono concretati i piani che in passato erano rimasti sporadici sogni.

Forse il più grande dei progettisti di ponti sospesi nel mondo, l’ingegnere americano David Steinman, vuole allora legare il suo nome a una opera colossale. Vuole levare tra mare e cielo il suo canto del cigno, dopo la creazione del colossale ponte di San Francisco, il Golden Gate, di 1280 metri. Vuole costruire il “Ponte della Umana Fratellanza”, tra l’Italia continentale e la Sicilia, lanciando tra Punta Pezzo e S.Agata sulla riviera messinese, una campata stupenda di ben 1524 metri, battendo il record mondiale nella tecnica dei ponti sospesi. Un sogno che ha del fantastico e che deve in seguito venire ridimensionato.

Intanto, nel 1953, si riunisce a Messina, nel pieno fulgore dell’agosto, un importante Convegno per il Ponte, ad iniziativa dell’allora Presidente della locale Camera di Commercio, commendatore Milio Cangemi. Vi partecipano tecnici di ogni settore interessato, ingegneri, architetti, geologi (anche stranieri).

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categorie: politica, storia, attualità
13/04/2009

Intervistato dalla rivista canadese Maisonneuve su Facebook


Ecco riportata l’intervista che ho rilasciato a Lorenzo Tondo, giornalista della rivista canadese Maissonneuve. Oggetti dell’articolo sono i gruppi inneggianti ai boss mafiosi presenti su Facebook, di cui per primo ho dato la notizia il 26 dicembre scorso sul mio blog personale e sul Giornale di Sicilia.

- Ora, tu che di quegli account sei stato lo “scopritore”…qualche pentimento?

No, anzi. Essere stato il primo ad aver posto l’attenzione sulla presenza su Facebook dei gruppi inneggianti ai boss mafiosi è senza dubbio un motivo di “vanto”, in quanto da quel giorno si è aperta una seria discussione sul rapporto tra i giovani e la storia nera del nostro Paese: si è evidenziato che in Italia si corre il rischio di conoscere come sono andate realmente le cose solo attraverso fiction televisive che hanno lo scopo fondamentale di accaparrare ascolto più di approfondire veramente le dinamiche di un fenomeno negativo, com’è la mafia. Ho scoperto, contattandoli privatamente, che molti autori dei gruppi “incriminati” erano giovani, in larga parte non siciliani, mossi dal Totò Riina del Capo dei Capi, la serie andata in onda su Canali 5 pure nel periodo di Natale. Per loro Totò Riina non è il mandante di innumerevoli omicidi, uno dei fattori più rilevanti del malessere siciliano, ma una sorta di Robin Hood, che ha compensato l’assenza dello Stato, che ha dato lavoro, ecc.

- Che mi dici del senatore D’Alia?

Il senatore D’Alia ha subito compreso il grave fenomeno di distorsione della storia e dell’attualità in atto (su Facebook non ci sono solo gruppi inneggianti ai mafiosi, ma anche quelli dedicati alle Brigate Rosse, agli stupri di gruppo, agli autori della strage di Erba, ecc.); tuttavia, a mio avviso, non bisogna “colpire” il quaderno, bensì la penna e solo quella. Ovvero, il problema non è Facebook (o gli altri social network o strumenti di espressione libera sulla rete), bensì la superficialità della conoscenza storica e dell’approfondimento relativo dei giovani di oggi, soprattutto gli adolescenti. Non è l’oscuramento del sito la risposta, bensì bisogna entrare nelle scuole e cominciare ad insegnare la storia recente con realismo e immediatezza, magari a scapito di qualche nozione in meno sulla preistoria o su qualche battaglia delle guerre puniche. Ovvero, la politica dovrebbe impegnarsi ad esortare l’avvio di una battaglia culturale, soprattutto nelle zone a rischio, dov’è alto il concentramento della criminalità organizzata. Perché la mafia, la camorra, ecc. non si combattono solo nelle aule dei tribunali, ma anche nelle teste di chi dovrebbe assolutamente considerarle come erbacce da estirpare, e non come distributori di ciò che lo Stato fa mancare. D’accordo su D’Alia, dunque, sulla proposizione pubblica del tema che è scaturito dalla vicenda; ma contrario sulla scelta della sua metodologia di risposta. 

- Se la sua legge passasse, come te lo immagini il futuro della rete in Italia?

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categorie: politica, blogosfera, attualità
12/04/2009

Sondaggio su Palermo Bloggalo!: Chi vorreste come prossimo sindaco di Palermo?



Su Palermo Bloggalo! ho appena proposto un sondaggio politico sul capoluogo siciliano, che si chiuderà alla mezzanotte di domenica prossima. La domanda è: "Chi vorreste come prossimo sindaco della città?"

Per votare, cliccate qui. Il tool per esprimere il vostro consenso si trova nella colonna di destra.
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categorie: politica, palermo ieri e oggi
11/04/2009

Le Processioni del Venerdì Santo a Palermo

Questo video, montato da me, è stato realizzato con gli scatti di Elena Montalto, Giuseppe Romano e Roberta Piazza. Le immagini provengono da alcune processioni svoltesi nella giornata di ieri a Palermo: in particolare, riguardano il mercato del Capo, l’Albergheria, corso Vittorio Emanuele e piazza Ingastone. Pubblicato anche su Palermo Bloggalo!

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categorie: palermo ieri e oggi
11/04/2009

L'Italia è un Paese Antico, ma non per questo deve restare Vecchio



Il terremoto in Abruzzo ha causato la morte di quasi 300 persone, più di 1000 feriti, lo sfollamento di 40.000 residenti, danni ambientali e strutturali irreparabili. Effetti terrificanti e numeri inquietanti.

Non solo, il sisma ha altresì generato interrogativi (alcuni sacrosanti, altri pleonastici o strumentalizzati) ed ha ancora una volta messo l'accento sulla sicurezza del patrimonio edilizio italiano, sottolineando che nel nostro Paese non vige il principio del "Prevenire è meglio che Curare".



Ho già scritto sul terremoto in chiave analitica in questo post in cui ho tentato di fare un parallelismo tra la scossa della notte del 6 aprile con quella avvenuta a Palermo il 6 settembre del 2002. In estrema sintesi, pur ribadendo che la differenza fondamentale tra le due scosse sia stata che la prima ha avuto epicentro a terra, mentre la seconda in mare, nonostante un'intensità simile, il capoluogo siciliano tenne bene quel terremoto ("crollarono i cornicioni e talune abitazioni furono lesionate, però i danni non furono irreparabili"). Ci furono due morti, ma per infarto. Ho sottolineato, tuttavia, che "
però ciò non significa che non ci dobbiamo pensare attivamente, nel senso che bisognerebbe agire preventivamente anziché dovere per forza comportarci di conseguenza solo dopo una catastrofe. La Sicilia, infatti, non è per niente una zona tranquilla dal punto di vista sismico. Sono zone rosse, ad esempio, la Valle del Belice, Messina e Catania; mentre è arancione tutto il resto". A tal proposito, consiglio la lettura di quest'articolo pubblicato ieri su SiciliaInformazioni. Il presidente della Commissione Grandi Rischi, Giuseppe Zamberletti, ha infatti dichiarato che se avvenisse un sisma in Sicilia Orientale, i morti potrebbero essere almeno 50.000. Aldilà dell'allarmismo della previsione, l'isola è "come la California per gli Stati Uniti. Lì si aspetta il Big One, il grande terremoto, e qui da noi è atteso per la Sicilia Orientale", dove l'Etna è un vulcano molto indicatore. La prevenzione, dunque, è d'obbligo ed è una necessità da promuovere sia a livello centrale che a livello locale e regionale. Occorre, ad esempio, istruire la gente, puntando molto sulle esercitazioni in caso di catastrofe: soprattutto bisogna concentrarsi sulla formazione a riguardo dei volontari dei luoghi, così che sappiano immediatamente come comportarsi e come attivarsi, se la terra dovesse tremare e tanto.



Il sisma in Abruzzo ha scatenato, inoltre, la discussione sulla prevedibilità dei terremoti. Un caso su tutti ha il nome del tecnico Giampaolo Giuliani. Comincio con una premessa, basandomi sulla letteratura scientifica imperante sull'argomento: non si possono prevedere i terremoti nella loro dimensione temporale. Non c'è una legge scientifica che ci dica con certezza dove e quando avverrà un sisma. Ma si possono prevedere le zone con un alto rischio di sismicità, in relazione a cui le conseguenze principali sono la prevenzione, la formazione e la funzionalità peculiare della modalità di costruzione degli edifici, nonché la messa a sicurezza (nel limite del possibile) di quelli che per ragioni storiche (si pensi alle Chiese) o per ragioni criminali (si pensi alle case abusive, alle strutture in cui è stato utilizzato il cemento disarmato, ecc.) hanno un altissimo rischio di collasso.

postato da: WG alle ore 12:23 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: politica, attualità

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