
Ma cosa ha spinto, dunque, tutti gli altri ad iscriversi al gruppo del boss corleonese? Una ragazza che ha definito Riina un “mito”, contattata da me privatamente, ha dichiarato di averlo definito tale perché appassionata di film mafiosi e trova straordinario “il modo di fare a livello caratteriale di queste persone”. Chi, invece, si è scagliato contro la gente che ha rovinato "l'atmosfera del gruppo", ha sostenuto che “sarebbe bello parlare di come Totò, cresciuto nella miseria, è riuscito a diventare il più potente boss di Cosa Nostra”, perché “lui voleva inizialmente aiutare la sua gente, poi il potere gli ha dato alla testa". Un altro mi ha risposto di avere preso "lo zio Totò Riina come esempio da confrontare con tutti i politici e dico tutti i politici corrotti"; ed un altro ancora, che ritengo essere il creatore della pagina, ma ne nascondo volutamente il nome, perché non ne ho la prova certa, mi ha semplicemente ribadito la sua "stima" incondizionata per il boss mafioso.
Risposte non tanto adiranti, quanto desolanti. Causa di ciò (e lo sostengo a spada tratta) è la fiction di Canale 5 su Totò Riina, addirittura riproposta in questo periodo di feste. Ne è convinto anche Salvino Caputo, componente della commissione regionale Antifamia, che ha dichiarato che "il fenomeno è seriamente allarmante. Questo è il risultato di troppi film sui boss mafiosi".
Totò Riina è ritenuto da alcuni giovani un "mito", un "eroe che si è fatto da solo, mosso dalla fame", ecc. Definizioni che uccidono due volte tutti coloro che hanno dato la propria vita per combattere la mafia: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà, Natale Mondo, Libero Grassi, Pio La Torre, Giuseppe Fava e tutti gli altri.
Credevo di stare vivendo nel periodo di rinascita della mia terra, più convinta nel lottare duramente contro la peste mafiosa. Ma se ci sono giovani che diventano "fan" di Totò Riina, Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, allora la strada da percorrere è tanto lunga quanto impervia e pregna d'ostacoli.
Un appunto finale, i miei eroi sono gente come loro:

Aggiornamento 11:03: Mentre i gruppi dedicati ai boss mafiosi sono sempre online (ed il numero dei fan accresce con costanza), paradossalmente Facebook ha deciso di censurare le immagini di donne che allattano naturalmente i propri bimbi. Il portavoce del social network, Barry Schnitt, ha sostenuto che "foto che mostrano un seno per intero (con capezzolo e aureola) violano queste condizioni (sul materiale osceno, pornografico e sessualmente esplicito) e possono essere rimosse". Ma una mamma americana, Kelli Roman, ha subito risposto con questa petizione online, dal titolo: "Hey Facebook, breastfeeding is not obscene!".
Insomma, un bimbo che si allatta attraverso il seno della madre è immediatamente da cancellare; pagine in cui si osannano i boss mafiosi rimangono lì dove sono (almeno per il momento).
Aggiornamento 12.04: Dei gruppi di Facebook dedicati ai boss mafiosi ne parla anche questo sito tedesco, riferendo che la notizia è stata data da Repubblica (sbagliato: è stato il Giornale di Sicilia). Poi è stato scritto sull'argomento anche qui e su Afp.com (in francese). Le tre fonti riportano una dichiarazione indignata di Maria Falcone, la sorella del giudice Giovanni.
Aggiornamento 13.04: Alessandro Giloli ha appena pubblicato questo post su L'Espresso, in cui si fa riferimento all'insostenibile leggerezza di Facebook. Segnalo inoltre quest'articolo di Giovanna Maggiana Chelli su Antimafia Duemila.
Aggiornamento 15.28: Anche su questo blog sono stati pubblicamente commenti assai discutibili, naturalmente anonimi. Ieri sera, ad esempio, ecco cos'è stato scritto: "Riina è stato un uomo capace di portare avanti con successo l'istituzione di cosa nostra... come uomo ha sbagliato ma come boss lo stimo". Intanto, ho chiesto a Raffaele Bruina, creatore della pagina "Fuori i mafiosi da Facebook", il motivo che lo ha spinto a proporla. Il 18enne siciliano mi ha risposto così: "l'ho fatto per riscattare l'immagine di tutti coloro che hanno dato la vita per lottare contro la mafia".








Martedì 23 alle 15
Mercoledì 24 alle 20.10
Giovedì 25 alle 23.10
Venerdì 26 alle 20.10
Domenica 28 alle 15
E per chi non abita dalle parti di Sciacca? Niente paura! Non solo Tele Radio Monte Kronio trasmette anche online, basta accedere al sito, non solo caricherò il programma su YouTube (quando avrò il Dvd della registrazione), ma sarà trasmessa anche su C'è Walter e su altri blog che accetteranno di trasmetterla (pubblicherò progressivamente la lista dei link relativi). E non mancherà il live-blogging e l'approfondimento dei temi nei commenti.
Pertanto: i blogger che hanno intenzione di trasmettere la puntata di Vesper sulle nuove forme di comunicazione, possono richiedere l'embed da inserire nel codice del post al mio indirizzo di posta elettronica: walter.gianno@email.it
P.S.: Su FaceBook c'è anche la pagina relativa all'evento (cliccate qui).
