30/06/2008,09:58



Naguib Sawiris è uno degli uomini più ricchi del pianeta, imprenditore egiziano, magnate delle telecomunicazioni. Nel marzo del 2005 la Weather Investments, una società finanziaria guidata da lui, acquisisce da Enel il 65% della Wind Telecomunicazioni s.p.a. e ne diventa Presidente. L’anno successivo l’Enel esercita l’opzione di vendita , permettendo alla Weather Investments di acquisire il 100% di Wind.

L’azienda italiana di telecomunicazioni, nata nel 1993, è il terzo operatore di telefonia cellulare del nostro Paese e il secondo di telefonia fissa. Ha chiuso il primo trimestre del 2008 con un utile di 39,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 6,6 milioni dell’anno precedente. L’Ebitda (margine operativo lordo) è salito del 6,6%, a 456 milioni, mentre l’Ebit ha registrato un incremento del 25,5%, a 197 milioni. I ricavi sono avanzati del 4,4%, a 1,3 miliardi di euro, mentre l’indebitamento finanziario è calato di 70 milioni, a 6,37 miliardi di euro. A proposito di ciò, in una intervista rilasciata al Sole 24 ore, Sawiris, alla domanda se pensa di vendere Wind, ha risposto così: “No, al momento non ce ne sono. Abbiamo dimostrato efficienza, Wind chiude in utile il bilancio e i giudizi delle agenzie di rating sono positivi. Amo questo business e non intendo lasciarlo”.

Alla Wind, dunque, le cose non vanno affatto male, anzi.

Eppure, oggi scade il contratto di 68 interinali di Palazzo Gamma, che si trova a Palermo nei pressi del velodromo Paolo Borsellino, dove l’azienda di telecomunicazioni cura l’assistenza tecnica dell’Adsl, della telefonia fissa; dove c’è la retention, il back-office (seppure in chiusura) ed altro. Durante una conversazione telefonica di cinque giorni fa, tra il rappresentante provinciale dell’Ugl, Antonio Vitti ed un dirigente di Wind, a cui ho assistito, l’azienda ha motivato il mancato rinnovo del contratto, sostenendo che il bilancio non lo permette. Incredibile, no? Mi sa che c’è qualcosa sotto…

Sempre oggi, intanto, a Palazzo Gamma ci sarà la visita di Alessio Calisti, responsabile del Customer Management di Wind. Nell’edizione di giugno di Voice Up, il giornalino aziendale, gli hanno chiesto se le cose vanno bene ed ecco come ha risposto: “direi proprio di si! abbiamo portato i livelli di servizio in area target”, raggiungendo risultati che non hanno mai avuto in passato. E non manca il ringraziamento per tutti coloro che lavorano nel customer care (interinali compresi), “che stanno facendo un lavoro di sempre maggiore qualità”. Se il ragioniere Ugo Fantozzi fosse stato uno di noi, avrebbe risposto così ad Alessio Calisti: “Quant’è umano lei!”.

E domani ci sarà l’incontro a Roma tra l’azienda ed i sindacati per discutere sulla nostra condizione di ex-precari, ora disoccupati in piena estate, a cui è stato negata la 3° proroga contrattuale. E noi siamo qui, in attesa ma non con le mani in tasca.

Per chi vuole saperne di più, eccovi i link degli ultimi post in merito:

Aggiornamento 12.40: L'Ugl ha inviato i propri comunicati a Wind. Il sindacato e l'azienda s'incontreranno domani a Roma, così come già noto. Se non ci sarà alcuna risposta soddisfacente, si alzerà il tiro della lotta sindacale, con tanto di presidio, già in fase di organizzazione a quanto pare per la giornata di domani.

Consiglio per la lettura: Da consumare preferibilmente entro, dal blog PrecariWind. Ecco un estratto: "si legge su Voice Up di maggio 2008: … lanciamo un messaggio postivo: è vero che il precariato non consente di avere certezza di un lavoro duraturo, ma è anche vero che questa “flessibilità” è la nostra realtà! In caso contrario, la scelta cadrebbe sul binomio: precarietà o disoccupazione? Guardiamo allora la questione da una nuova prospettiva e sfruttiamo questa possibilità come un’occasione per riprendere in mano i nostri sogni!".

Aggiornamento 13.37: Su Ugl News del 25 giugno si legge: "Wind «mantenga gli impegni occupazionali e riconfermi da subito i lavoratori interinali di Palermo». Lo afferma Gianni Fortunato, segretario nazionale dell’Ugl Telecomunicazioni, che oggi ha incontrato nel capoluogo siciliano 60 lavoratori interinali che non si vedranno riconfermare il contratto in scadenza il 30 giugno prossimo. «Oggi ci troviamo a Palermo per sostenere questi lavoratori e le loro famiglie. Non è accettabile – continua il sindacalista - che un’azienda come Wind continui a giocare con il futuro di questi lavoratori, pur avendo più volte di recente dichiarato il conseguimento di straordinari risultati economici». «Chiediamo all’azienda di convocare, quanto prima, le organizzazioni sindacali per avviare i necessari e inderogabili processi di stabilizzazione». «Per tutte queste ragioni domani dalle ore 9 (26 giugno)– conclude Fortunato – saremo davanti alla sede Wind di Palermo insieme a tutti i lavoratori interinali per manifestare contro questa decisione inconcepibile e inaccettabile". La «decisione di Wind di non riconfermare 60 lavoratori interinali di Palermo è inconcepibile». Lo dichiara il presidente dell’Ale Ugl, Giancarlo Bergamo, in relazione alla notizia che alcune decine di lavoratori interinali del capoluogo siciliano non si vedranno riconfermare il contratto in scadenza il 30 giugno prossimo. «Il comportamento dell’azienda va in controtendenza rispetto al processo generale di stabilizzazione in corso. Wind provveda, dunque, - conclude Bergamo - a fermare questa decisione e ad assicurare ai lavoratori di Palermo il diritto ad un lavoro ed ad una retribuzione dignitosa».

Aggiornamento 17.09: Questo post è stato ripreso dal NetMonitor di Repubblica.it, linkato nell'articolo di Vittorio Zambardino: cliccate qui (e commentate).

Aggiornamento 17:19:
Eccovi il comunicato della Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil: "Domani davanti la sede di Wind (Palazzo Gamma via Lanza di Scalea, 1350 Palermo) si svolgerà alle ore 10:00 un presidio dei Lavoratori Interinali di Wind per manifestare contro la politica aziendale che non sta tutelando l'occupazione degli interinali, oggi, tutti fuori dal circuito lavorativo. Abbiamo, inoltre, ricevuto, convocazione da parte della Prefettura di Palermo per il giorno 10/07/2008 che avrà all'ordine del giorno le problematiche concernenti la stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione di Wind Palermo".

Domani Presidio davanti a Palazzo Gamma
Ore 10


Aggiornamento 8:08 1 luglio: In attesa del sit-in di stamattina, eccovi un documento (in pdf) della Wind Telecomunicazioni S.p.a. in cui si attestano gli splendidi risultati del primo trimestre del 2008. Per visualizzarlo, cliccate qui.



29/06/2008,14:06

L’Italia è il Paese delle Raccomandazioni: è stato sempre così e difficilmente potrà mutare tale stato di cose, soprattutto nelle città politiche, cioè quelle in cui ci sono le sorgenti dell’energia centripeta dell’amministrazione politica. Da palermitano, so che senza l’amicizia di un politico con enorme difficoltà si può avere il posto fisso per far sì che la vita non sia caratterizzata dalla necessità quotidiana della sopravvivenza. Il clientelismo è un dato di fatto, però attenzione: la colpa non è esclusiva del raccomandante ma anche (e soprattutto) del raccomandato (o del raccomandabile), perché la raccomandazione è il punto di equilibrio tra le rette dell’offerta e della domanda. Ogni qual volta in Sicilia c’è un’elezione, che sia europea, nazionale, regionale, provinciale o comunale, il cittadino s'avvicina al candidato per l’ottenimento di un favore, per sé o per chi gli sta direttamente accanto e non perché ritiene di avere innanzi chi meglio di un altro possa perseguire il bene comune. Il politico, infatti, è inteso dalla maggioranza della popolazione non come il rappresentante degli interessi comuni della società di riferimento, bensì come il fattore di un aiuto con lo scopo di migliorare la vita del singolo elettore, anche a discapito dell’altro, calpestando il criterio della meritocrazia. E se il candidato non fa intendere all’elettore di essere disponibile almeno alla promessa di tentare di fare qualcosa per lui, rischia concretamente di avere una manciata di voti e di avere speso inutilmente tempo e denaro, nonostante i buoni propositi. Attenzione: non sto facendo di tutta l’erba un fascio, perché ci sono politici e politici. C’è quello che incontra i cittadini tutti insieme o il cittadino a quattr’occhi, garantendogli che, se eletto, ce la metterà tutta per il raggiungimento del bene comune; ma c’è anche quello che approfitta del sistema della raccomandazione per accaparrare il consenso con la frase: “tu aiutami ad essere eletto ed io ti prometto che farò di tutto per trovarti un posto” o per la moglie, per il figlio, per il nipote, ecc.


Vanno così le cose, purtroppo: siamo dominati dall’esasperazione del microcosmo e di certo non si tratta di una situazione che è emersa con le intercettazioni delle conversazioni di Agostino Saccà con Silvio Berlusconi, con Francesco Rutelli, con Piero Fassino e compagnia bella. Eppure Antonio Di Pietro, dal basso del suo aplomb, ha definito “magnaccia” il Presidente del Consiglio dei Ministri ed ha confuso le veline con le prostitute. Se io fossi in Elisabetta Canalis, citerei in tribunale l’ex Ministro delle Infrastrutture del breve governo di Romano Prodi per diffamazione. E poi perché Di Pietro nel suo blog non scrive sull’assoluzione di Clementina Forleo, che chiese alla Camera l’autorizzazione ad usare le intercettazioni delle conversazioni tra Giovanni Consorte e Piero Fassino, Massimo D’Alema e Nicola La Torre nell’ambito dell’inchiesta sulle scalate bancarie? Giammai, perché criticherebbe indirettamente il Partito Democratico di Walter Veltroni, che, nel giorno in cui il Presidente della Repubblica si auspicaun clima più sereno nella vita politica”, ha dichiarato che il dialogo con Silvio Berlusconi è finito, dando a Giorgio Napolitano un regalo per l’83° compleanno coi fiocchi.


Ma ritorniamo al sistema delle raccomandazioni. Il Premier, così come Francesco Rutelli, Piero Fassino, Gianni Letta, ed altri, di certo non stanno facendo una bella figura… Già: sembra che a Saccà telefonava solo il Presidente del Consiglio, mentre, ad esempio, Ciccio ha telefonato ad Agostino per sollecitare una fiction sulla famiglia Loren. E’ un problema diffuso e riguarda sia destra che sinistra e di certo questo Silvio non mi piace, così come non mi piacciono gli altri (e la pensa così anche Giorgia Meloni). Io sono sincero, non ipocrita, né moralista esclusivamente con chi voglio esserlo, e non ce l’ho con uno solo, fermo restando che sono berlusconiano convinto ma ciò non significa che bisogna sempre essere d’accordo con il Premier o con tutto ciò che sforna il centrodestra: ho la mia testa e tendo a seguire ciò che penso piuttosto che quello che pensano gli altri. E mi “schifia” la ricerca della raccomandazione, anche perché irrita avere la consapevolezza che ci sia gente come me o meglio di me in un call-center, per giunta licenziato in piena estate dalla Wind, laureando o laureato, in piena lotta per restarci o per tornarci, mentre in altri posti ci sono persone che combinano guai a non finire, messi lì senza alcun rispetto del merito e grazie all’intercessione di un politico, a cui si dovrebbe chiedere essenzialmente l’obiettivo di perseguire il bene comune, il quale non è la mera somma dei beni individuali: è molto di più, essendo il tutto superiore all’insieme dalle parti.

28/06/2008,13:32


In questo post del blog di Gianfranco Micciché, il commentatore Andry ha scritto: "anche se uno è eletto dal popolo bue, non è che diventa persona x bene sempre delinquente resta è Berlusconi è questo, speriamo che riescano, malgrado i ml di euro che paga ai duoi avvocati ed i favori facendoli eleggere tutti in parlamento, facendondoceli pagare a noi poveri fessi, ad incastrarlo e a mandarlo in galera così il suoi Yesman e miracolati spariscono con lui". Ed io ho lì risposto brevemente con questo incipit: "Popolo Bue? Solo perché non ha votato di tuo gusto? Rispetto per la democrazia e per il principio di maggioranza, please".

Popolo Bue... non è la prima volta che leggo tale epiteto per quella stragrande maggioranza degli italiani che ha scelto di essere governata dall'esecutivo di centrodestra, assegnando a Silvio Berlusconi l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri (per la terza volta).

Innanzitutto, tale professore Pelanda scrisse che "Loro sono aristocratici, noi saremo orgogliosamente «plebei». Ci dicono, di fatto, «popolo bue»?" Ed io aggiungerei che il bue è mite, calmo e docile al volere dell'uomo tanto che una comune credenza, usata per spiegare il motivo per il quale i buoi, così forti e potenti, ubbidiscano pazientemente agli ordini dell'uomo,vuole che essi vedano gli oggetti e le persone più grandi del naturale. E' forse questo ciò che vuol far credere la visione neoaristocratica riguardo il "popolo bue"? Ma come si sottolinea egregiamente nell'articolo "l'ansia di segnalare l'irrilevanza politica della manifestazione dei due milioni di «plebei», per rassicurare la sinistra che questa non avrà conseguenze politiche, ha svelato il sostegno al modello neoaristocratico" e soprattutto, a mio avviso, manifesta un'altra preoccupazione: il bue, come ho detto, è, sì, tranquillo, lavora e produce, ma se stuzzicato a dovere s'infuria e diventa toro ed a quel punto non guarda più in faccia nessuno. Ha sicuramente una grande capacità d'incassare colpi, ma li restituisce con gli interessi".

Popolo Bue, dunque, è il Popolo che ha votato per Silvio Berlusconi, come emerge da questo post pubblicato sul blog "più di Sinistra della Rete" il 16 aprile del 2008. Alla faccia del rispetto per la democrazia e del conseguente principio di maggioranza. Come sarebbe stato definito il medesimo Popolo se avesse vinto due mesi fa Walter Veltroni? Popolo Volpe? Il Popolo più straordinario del Pianeta? E questo Popolo cos'ha di differente con quello che volle, grazie a poco più di 20.000 voti, affidare il governo (ovviamente con la g minuscola) a Romano Prodi appena 2 anni fa? Mica nel frattempo c'è stato un ricambio di ogni cittadino italiano con un altro. Gli elettori sono sempre i medesimi ed hanno deciso in massa di non dipendere da chi ha preferito scannarsi a vicenda nella stessa disomogena famiglia, in cui da un lato c'erano i cattolici e dall'altro gli antipapisti; da una parte Clemente Mastella e dall'altra Antonio Di Pietro; ecc. Però per chi ha perso, questo Popolo è Bue, offendendo per di più ingiustamente un animale che è il migliore amico del contadino ed è protagonista di vari proverbi positivi, come il celeberrimo "è forte come un bue".

Beh, chi sta a sinistra può chiamare la maggioranza come vuole, anche perché deve sfogarsi in qualche modo, altrimenti esplode, considerato che non ha alcuna rappresentanza parlamentare e di certo la colpa di ciò non è di Silvio Berlusconi, bensì dell'atteggiamento kamikaze di Walter Veltroni e della lontananza dall'essenza della sinistra di quei politici "comunisti" che hanno preferito lottare a suon di no e per clandestini e omosessuali, anziché per gli operai, che hanno scelto di non votare o di distribuire il consenso piuttosto altrove (Lega Nord), visto che si sono sentiti presi per i fondelli. Mica sono pecore...

Consiglio di lettura:

VIA IL PIZZO DAL POSTEGGIO
Sen. Prof. Carlo Vizzini - Saturday 28 June 2008
27/06/2008,23:35


Secondo uno studio su coppie di gemelli condotto da James Fowler dell'Università di San Diego, reso noto dalla rivista American Political Science Review, l'interesse e la partecipazione alla vita politica del proprio Paese dipende per il 53% dai geni e molto poco dall'educazione ricevuta in famiglia.

Stando a questa ricerca, dunque, ho la politica nel sangue. Può darsi: ciò che so con certezza è che sono cresciuto con il mito di mio nonno paterno, Giuseppe, l'uomo con la sciarpa nella foto, politico e sindacalista palermitano del dopoguerra. Ma con una differenza non di poco conto: io sono di destra, mentre lui era comunista e negli ultimi anni della sua vita è stato segretario della Uil. Se lo ricorda bene il senatore Carlo Vizzini e mia nonna, Ester, ebrea, mi ha raccontato spesso circa gli incontri tra suo marito e Casimiro, il padre dell'attuale Presidente della Commissione degli Affari Costituzionali al Senato. Il primo contatto con il senatore fu proprio in nome di mio nonno, perché inviai qualche anno fa un sms ad una trasmissione sportiva a cui partecipava Carlo Vizzini, attraverso il quale gli chiesi se si ricordava di Giuseppe Giannò e non ci pensò neanche un attimo a rispondere, quando glielo lessero, definendolo come colui che rese grande un sindacato piccolo. Quando vado a trovare mia nonna tendo sempre a sapere di più su quel ragazzo che la salvò dagli effetti tragici delle leggi razziali, avendola sposata in una notte di San Silvestro, nella stessa cerimonia in cui la moglie si battezzò, si prese la prima comunione e si cresimò, prima di giurare l'amore eterno davanti a Dio. Fu per quella scelta che Giuseppe perse il suo lavoro dirigenziale al Banco di Sicilia (e i Giannò fecero la storia di quell'istituto agli inizi del secolo) e divenne antifascista. Ebbero una caterva di figli, tra cui Vittorio, l'ultimogenito, mio padre. Conservo gelosamente le foto di Giuseppe che parla alla massa che pende dalle sue labbra e solo Dio sa quanto avrei voluto conoscerlo.

Ma non sono cresciuto comunista, anche se la mia famiglia non è assolutamente quella tipica di destra. Eppure mi sono formato sui valori e sulle visioni del mondo che non possono essere senza dubbio definibili di sinistra. Ai tempi del liceo, ad esempio, mi candidai ad essere rappresentante d'istituto in una lista che si contrapponeva a quella dichiaratamente comunista e ci furono duri scontri verbali con il capo-lista, che veniva a scuola con la maglietta sulla quale dominava il Che. Non tolleravo tutto ciò che diceva a proposito di politica e provai una gioia orgasmica quando Silvio Berlusconi vinse l'elezioni del 2001 ed io andai a scuola con la prima pagina de' Il Giornale a bella vista. Il mio antagonista, se avesse potuto, mi avrebbe preso a pugni, anche perché non potevo non ridergli in faccia, visto il successo del centrodestra di quell'anno. Ma c'era una particolarità in quella lista in cui mi trovavo: non era di destra, perché non c'era, ma di centrosinistra, capeggiata da uno che di recente si è candidato alle Provinciali nel Partito Democratico. Io mi turai il naso e ci partecipai ma non ottenni i voti necessari per essere eletto: fu una batosta, perché vinsero i comunisti. Nello stesso anno in cui decisi di iscrivermi alla Facoltà di Scienze Politiche, di colore rosso predominante, scelsi di avvicinarmi ad Alleanza Nazionale e mi tesserai, entrando a far parte del Circolo Marzio Tricoli, che prima era intestato a Giuseppe Tatarella ma poi fu nominato allo sfortunato uomo politico palermitano, che perse la vita nel febbraio del 2003 a causa di una maledetta stufa. Lì ottenni, dopo un po' di mesi di attivismo, la carica di responsabile del tesseramento universitario ma poi decisi di abbandonare non solo il circolo, ma anche il partito, perché non sopportai l'antisionismo di qualche elemento. Mi disturbò di vedere una donna che aveva sul polso l'orologio con la faccia di Benito Mussolini ed un ragazzo che palesava odio anti-ebraico senza il clamore di nessuno. Scrissi una dura lettera al presidente del circolo e mi allontanai definitivamente da Alleanza Nazionale. Io non sono, infatti, né fascista né comunista. E dopo un lungo periodo di osservazione esterna della politica, ma sempre con la passione viva e a destra, ci fu il primo incontro con il senatore Carlo Vizzini, che firmò il mio modulo di adesione a Forza Italia.

La passione per la politica è scritta nel DNA? Chissà... intanto non so fare a meno né della politica né del conseguente e piacevole assillo per il bene comune.

27/06/2008,11:44


Ecco il pezzo di Marzia Latina, pubblicato sul quotidiano La Sicilia. Non è presente ciò che ho rivelato alla giornalista ma va benissimo lo stesso: so di avere rilasciato una dichiarazione pesantissima. Sull'incontro di Roma pubblicherò ciò che saprò una volta avute notizie in merito. Al lavoro, intanto, cresce la rassegnazione e la gestione della chiamata di conseguenza ne risente (ed è giusto che sia così). Ci sono colleghi che propongono una mobilitazione all'interno dell'azienda, causando danni alla produttività, gestendo le chiamate nella maniera peggiore possibile. Non sarebbe male, invece, organizzare subito un incontro, coinvolgendo anche i colleghi che hanno avuto il contratto scaduto il 31 dicembre del 2007 ed il 31 marzo di quest'anno. Mancano, infatti, solo 3 giorni alla scadenza della 2° proroga del contratto di quelli che sono entrati a Palazzo Gamma il 13 novembre, le cui agenzie di lavoro di riferimento sono la Quanta e la Metis. Bisogna fare un rumore assordante, coinvolgendo più persone possibili.

Aggiornamento 17:42
: La riunione a Roma si terrà molto probabilmente martedì 1 Luglio.

Aggiornamento 18:11: Riporto il comunicato stampa dell'Ugl in merito al licenziamento degli interinali della Wind di Palazzo Gamma:

Per la grave situazione dei 60 lavoratori di Wind a Palermo che dal 1° Luglio l'Azienda ha comunicato di voler mandare a casa, la UGL appresa la notizia ha organizzato ieri un presidio sindacale davanti la sede di Palazzo Gamma. Hanno partecipato una vasta delegazione di lavoratori del settore Tlc, oltre i lavoratori interinali liberi dal servizio in quanto l'azienda ha negato il regolare permesso retribuito a quanti avrebbero voluto partecipare alla manifestazione. A seguito della protesta della UGL l'Azienda ieri mattina stessa ha contattato il ns. Segretario nazionale per fissare un incontro a Roma per affrontare la problematica in corso. La scrivente segretaria invita i lavoratori a mantenere la compattezza e a non dar credito a eventuali voci di corridoio che mirano soltanto alla divisione e indebolimento dei lavoratori. La UGL mantiene una sola linea la difesa dell'occupazione affrontando il grave problema in maniera seria come sin dall'inizio ha sempre fatto. La Ugl chiede che i lavoratori in servizio siano prorogati, in attesa di una definizione al tavolo nazionale di tutti i lavoratori somministrati, anche di quelli cessati nei mesi scorsi.

Il Comunicato Stampa è firmato dal Segretario Regionale Paolo Mitri e dal Segretario Provinciale Antonio Vitti.
26/06/2008,15:25


Cuffia consegnata e ferie fino al 30 giugno, giorno della scadenza contrattuale. Salvo accordi dell'ultim'ora, è giunta al capolinea la mia esperienza lavorativa alla Wind di Palazzo Gamma, insieme a quella di 67 colleghi. Dopo sei mesi da precario, ora sono un disoccupato.

Stamattina c'è stato il sit-in, organizzato dall'Ugl. Avrebbero voluto partecipare anche i lavoratori di turno, ma l'azienda non ha dato il beneplacito, rifiutando le richieste di permesso. Il motivo? L'alta quantità delle telefonate in coda non ha acconsentito di stare neanche un'ora senza gli interinali, sia quelli impegnati nell'assistenza tecnica ADSL, sia quelli che si occupano delle problematiche relative al telefono. Caspita! Il mancato rinnovo sarà giustificato con la non necessità dell'impiego dei lavoratori a tempo determinato, eppure non è stato accordato il permesso di un'ora per partecipare al sit-in! Ciò dovrebbe significare che non è vero che la Wind non ha bisogno degli interinali.

E' successo, inoltre, che ho alzato un po' il tono della voce contro un sindacalista della Cisl, che si è permesso di sostenere verso le 8 che il sit-in sarebbe stato senza utilità e che dovevamo ancora fare di tutto per compiacere l'azienda, lavorando al meglio, dimostrandosi così di stare dalla parte di Wind anziché degli interinali e non c'è niente di peggio di un sindacato appiccicato all'azienda piuttosto che interessato alle sorti di chi lavora al suo interno.

Io ho rilasciato due interviste, entrambe a dir poco cruente. L'una ad un giornalista di un'emittente televisiva locale e l'altra ad una corrispondente de' La Sicilia, il cui articolo sarà pubblicato nell'edizione di domani.

Ho saputo, infine, che dovrebbe esserci un incontro tra le parti in causa per cercare di trovare un accordo. Staremo a vedere, anche se ci credo poco, considerato l'atteggiamento della Wind. Ma di certo la battaglia è appena cominciata.

Aggiornamento 17:00. In questo post ci si chiede come si possa giustificare il licenziamento dei precari.

Inoltre, al sit-in di stamattina ha partecipato anche una rappresentanza di quei colleghi che non hanno avuto il contratto rinnovato dopo il 31 marzo.

Aggiornamento 18.08: Il comunicato stampa dell'Ugl sul sit-in di stamane, pubblicato dal Giornale di Sicilia a pagina 23 (edizione di Palermo), è visualizzabile, cliccando qui.

Aggiornamento 18.54: Il seguente video riguarda un servizio della trasmissione 360° sui precari della Wind di Palazzo Gamma, andato in onda due settimane fa. Protagonisti sono gli ex colleghi che hanno dovuto abbandonare la propria postazione chi dal primo gennaio e chi dal primo aprile. Interessante il riferimento all'azienda che va bene... perché non hanno concesso la 3° proroga agli interinali che hanno cominciato a lavorare il 13 novembre dello scorso anno?

26/06/2008,07:48


Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro alla Wind Telecomunicazioni Spa. Il mio contratto scade il 30 giugno ma è inutile che io rimanga fino a quella data: chiederò le ferie. Dal primo luglio, dunque, dovrò cercarmi un altro lavoro e già ho i brividi, perché so che a Palermo ci sono soltanto briciole. Nella mia stessa situazione ci sono altri 67 colleghi: giovanissimi che sperano che un futuro migliore li attenda, giovani che cominciano a non crederci più, meno giovani che hanno il disagio di dovere mantenere una famiglia senza l'entrata a fine mese, almeno finché non troveranno un altro impiego che li possa aiutare a sopravvivere. Ma alla Wind non importa e per l'azienda non è una novità. Ciò è avvenuto con i colleghi che hanno avuto il contratto scaduto il 31 dicembre; con gli altri che non sono più entrati a Palazzo Gamma a partire dall'1 aprile. Ed ora noi, buttati per strada all'inizio dell'estate, quando le offerte di lavoro a Palermo sono senza dubbio minori di quelle già poche che si potrebbero trovare a settembre. Con un'altra differenza: avevamo, stando alla legge, a disposizione altre 2 proroghe, almeno per arrivare al 31 dicembre. La Wind ha detto che non può regalarci altri mesi in azienda perché il bilancio non glielo consente. Chissà come mai, però, in questo articolo de' Il Giornale si legge che l'azienda di Sawiris "ha chiuso il primo trimestre 2008 con un utile di 39,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 6,6 milioni di un anno prima". E' una presa per i fondelli, ma non tutti siamo stupidi. Ritengo che l'azienda abbia deciso di buttarci fuori per paura, in quanto hanno sulla testa una vertenza che gli pesa come un macigno e sa che questo è un tempo in cui i precari vincono quando c'è da vincere. La Wind, quindi, ha pensato bene di darci il benservito prima del tempo in modo tale da ridurre il numero dei beneficiari dell'azione dei sindacati, essendosi stancata delle loro pressioni. Altro che problemi di bilancio, inesistenti.

A Palazzo Gamma ci sono, almeno fino al 30 giugno, più lavoratori interinali che dipendenti ed i primi sono incastrati nei secondi, nel senso che non sono stati resi necessari per coprire le lacune lasciate da coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, sopravvenendo alla causa della fattispecie del contratto a tempo indeterminato. Già c'è un vizio di forma grande quanto la densità di un atomo e ce la discuteremo in tribunale, ma non in quello di Palermo in cui i processi durano troppo ma in quello di Roma, dove si è più lesti e chiederemo pure il risarcimento del danno esistenziale, perché il precario è così anche nell'animo.

Alle 9 ci sarà un sit-in davanti a Palazzo Gamma, che si trova nella strada di fronte al velodromo Paolo Borsellino. A proposito di ciò, ieri sera sono andato a letto sfiduciato ed iracondo. Alcuni colleghi mi hanno detto che non parteciperanno perché "non ci sarà praticamente nessuno", perché "è inutile ed in fondo c'è l'1% di possibilità di rimanere"; "il bordello si fa dopo il 30 non ora che siamo ancora lì dentro". Facendo ragionare la logica, se in un insieme di tre persone, ognuno degli elementi da sé ritiene che l'altro non andrà in un dato posto, nessuno ci andrà. Non riesco ad essere comprensivo con costoro, in quanto è facile lamentarsi, è facile prendersela con i politici, con le aziende, con il tipo di contratto, con la sfortuna di essere giovani e non raccomandati nel 2008. Siamo tutti bravi con le parole, capaci di costruire opere ben più imponenti di tutte le piramidi messe insieme. Ma nulla si edifica facendo ricorso soltanto alla parola, perché essa è un mezzo per raggiungere un fine e da sola non serve a nulla: è spreco di tempo, abuso di materia grigia.

Poniamo il caso che stamattina saremo davvero pochi; quelli che ci saranno faranno "bordello" anche per chi ha deciso di starsene a casa, anche per chi ritiene che quelli "non concluderanno nulla". Ma si sa, per chi conosce la storia, che le più grandi conquiste sociali sono state ottenute non grazie all'intervento della massa, bensì mediante il coraggio di una parte di essa. Il menefreghismo, l'egotismo, la rassegnazione che nulla può cambiare, sono elementi tipici dell'uomo che ritiene che sia l'altro quello che deve fare qualcosa per lui. Sapeva questo, ad esempio, John Fitzgerald Kennedy, il quale un giorno disse una frase che fa tremare le pareti della muraglia cinese: "Non chiederti che cosa lo Stato fa per te, ma chiediti cosa fai tu per lo Stato". Ma pochi se lo chiedono ed è stato, è e sarà sempre così; nonostante tale certezza, però m'innervosisco lo stesso. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, però taluni dovrebbero fare a meno di lamentarsi quando si mettono da parte nel momento della protesta per manifestare pubblicamente e concretamente una lamentela con consistenza sociale. In siciliano si dice che queste persone siano quaquaraquà. Hanno paura di essere beccati dall'azienda, ad esempio, perché pensano che ancora ci sia qualcosa di salvabile, quando non vogliono capire che la decisione è stata ormai presa; hanno paura di non partecipare alle vertenze perché temono di avere il cartellino professionale compromesso, ma non sanno che l'azienda b non può conoscere se il lavoratore x ha posto in essere una vertenza contro l'azienda a, a patto che non sia lo stesso lavoratore x che ne dia la comunicazione. E poi costoro sono travolti dalla rassegnazione cronica, un aspetto del nichilismo, che trova avido nutrimento nel precariato, nei confronti del quale tutte le parti politiche hanno finalmente aperto gli occhi, altrimenti non si vincerebbero tutte le cause, di cui abbiamo spesso notizia. Però poi qualcuno di loro si sveglia quando tutto è perso ma lo fa per disperazione, perché sa che il mercato del lavoro del palermitano non offre che impieghi di poco conto, remunerati malissimo con i quali arrivi alla sopravvivenza per intercessione divina. Ma la loro lotta non dura che una settimana o al massimo due, giacché si stancano presto perché il nichilismo se li riprende, sbattendogli in faccia la rassegnazione di cui è costituita la loro volontà.

A questo punto, a che serve battersi per gli altri? Perché non pensare esclusivamente a me, in quanto senza di me nessuno ci penserebbe? Perché non cominciare ad essere totalmente egoista? Ma chi me lo fa fare? Ieri, da quando ho saputo la notizia del mancato rinnovo per mezzo di un sms di un collega, ho dato il meglio di me: ho speso 30 euro di telefonate, ho scritto in ogni dove, ho contattato chi dovevo contattare, ho partecipato alla riunione di ieri pomeriggio, i cui partecipanti sono stati avvisati sempre da me... ed a che pro? Ho agito anche per coloro che stamattina non ci saranno perché il sit-in è "inutile" e perché c'è ancora "l'1%" (illusorio) di possibilità di rimanere a Palazzo Gamma. Il gioco vale la candela? Eppure, non ce la faccio a stare con le mani in mano, perché sono abituato ad essere così, perché non ci riesco a farmi travolgere dalle cose senza tentare di schivarle, nonostante per il 99% dei casi non serve a nulla, perché io sugnu nuddu immiscatu cu' nenti. Però non mi piace il silenzio rassegnante; non sopporto l'inerzia; sono nemico dell'assenza di volontà. E tra poco sarò dove so che dovrò essere.

Nonostante la notizia non sarà diffusa e di conseguenza pochissimi lo sapranno, stamattina non si agirà solo per i precari della Wind di Palermo ma anche per tutti gli altri, perché il problema è condiviso da troppi giovani che non chiedono altro di potere guardare in faccia il proprio futuro, anziché doverlo ammirare da lontano alla stregua di una stella. Il precariato, frutto acerbo dell'abuso delle aziende dei contratti che lo pongono in essere, è una peste che ci fa dire: "essere giovani è una colpa", ma non siamo colpevoli di non essere vecchi, di non essere nati qualche decennio prima in cui a calci e a morsi si poteva avere un lavoro dignitoso tale da non essere sopraffatti dal costo della vita. Che lo vogliamo o no, questo è il nostro tempo e dobbiamo pretendere che tale tempo sia vissuto nella maniera migliore possibile, giacché siamo ragazzi con dignità ed uguali sostanzialmente e formalmente agli altri. Non andiamocene in silenzio.

25/06/2008,19:42


E' ufficiale: la Wind non rinnoverà i contratti di 68 lavoratori interinali che prestano servizio a Palermo.

Domani mattina, a partire dalle ore 9, ci sarà un sit-in davanti a Palazzo Gamma, che si trova di fronte al Velodromo Paolo Borsellino.

Io sono uno dei 68 che dal primo luglio dovrà trovarsi un nuovo lavoro per campare. L’azienda Wind Telecomunicazioni Spa ha deciso di non rinnovare il contratto per una questione di bilancio, anche se da questa notizia non sembra proprio che le casse dell’azienda di Sawiris siano in deficit, anzi. Misteri dell’economia. Dal primo luglio decine di ragazzi dovranno cercarsi un altro impiego e Palermo non offre che briciole. Alcuni di loro hanno una famiglia alle spalle, altri vorrebbero farsela ma non possono. Vi chiedo, pertanto, se domani mattina doveste passare dalle parti di Palazzo Gamma, di fermarvi per dimostrare fisicamente la vostra solidarietà. Più siamo, meglio è.

Aggiornamento 20.10: Wind: Sindacati, decine di interinali non stabilizzati
 
«Denunciamo il grave comportamento assunto dall'azienda Wind in relazione alla mancata conferma di decine di lavoratori in somministrazione». Lo scrivono in una nota le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, sottolineando che l'azienda «è ben consapevole che tra i primi punti della vertenza aperta per il rinnovo del contratto di 2° livello vi è proprio la richiesta di stabilizzazione per tutti i lavoratori in somministrazione». «Non vorremmo - sottolineano le tre sigle - che l'azienda sottovaluti l'importanza della richiesta o, peggio, abbia deciso di giocare con carte truccate riducendo, a vertenza aperta, il numero dei possibili beneficiari dell'azione sindacale».


25/06/2008,12:26


Così come prontamente comunicato nell'urban blog di Palermo, in maniera tale da avere più risonanza mediatica, la Wind di Palazzo Gamma, dove lavoro, "avrebbe deciso di non rinnovare il contratto interinale ai circa 50 ragazzi palermitani che lì lavorano dal 13 novembre, in scadenza il 30 giugno, aggiungendosi così agli altri che non sono stati rinnovati il 31 marzo ed il 31 dicembre".

Per chi legge questo blog con costanza, in relazione al precariato, sa che ho scritto spesso sulla situazione degli interinali di Palazzo Gamma, essendone coinvolto in prima persona. Eccovi, per tutti gli altri, un riassunto delle puntate precedenti, cominciando dal post più recente:


Io non mi trovo al lavoro, essendo oggi il mio giorno libero: sarò a Palazzo Gamma domani mattina, dalle 9 alle 14. Non so cosa stia succedendo e non conosco al meglio la fonte d'informazione della notizia della decisione della Wind di non rinnovare il contratto, a cui mancavano, stando alla legge in vigore, altre 2 proroghe, regolarmente concesse agli ex interinali del 31 marzo e del 31 dicembre. Ma ho già telefonato qua e là: a colleghi, alla Quanta Spa, all'Ugl. Dai primi ho saputo che "la situazione allo stato attuale è confusionale. Nessuno lavora e nessuno ha voglia di lavorare. Sembra ci sia alla base, ma è solo una voce ufficiosa, il fatto che Wind si sia stancata delle pressioni per il contratto da parte dei sindacati a tempo indeterminato e allora ha pensato bene di chiudere ogni rapporto il 30 giugno". Dall'agenzia per il lavoro non ho avuto alcuna informazione rilevante, perché ignari di quello che sta accadendo; dal sindacato idem, però hanno già azionato tutti i motori del caso. Ed io ho già inviato la segnalazione dell'accaduto al Giornale di Sicilia.


Aggiornamento 13.26.

E' stata indetta una riunione straordinaria presso la sede dell'Ugl alle 17.10 in corso Calatafimi 884

(all'incontro parteciperanno i legali del sindacato).

Nuovo post: cliccate qui.

24/06/2008,14:20


Il
Senato della Repubblica ha votato a favore del pacchetto sicurezza ed ora tocca alla Camera dei Deputati. Ecco le novità fondamentali del testo:

L’esercito nelle grandi città: circa 3000 soldati saranno impiegati, per un periodo massimo di 6 mesi e rinnovabile una sola volta, per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili in modo tale da potenziare l’attività di controllo e di presidio notturno in alcune zone particolarmente a rischio.
Ergastolo per chi uccide un agente delle forze dell’ordine con la modifica dell’articolo 576 del codice penale.
La clandestinità è un’aggravante: pene aggravate di un terzo se il reato è commesso da una persona che è presente illegalmente in Italia. Si applica sia agli extracomunitari che ai cittadini di un Paese membro dell’Ue irregolarmente entrato nel nostro Paese.
Espulso il clandestino condannato a pene superiore ai 2 anni: con la legislazione precedente il rimpatrio era previsto dopo una pena di almeno 10 anni. Se il clandestino, nonostante il mandato di espulsione o allontanamento, rimane in Italia, è punito con la reclusione da 1 a 4 anni. I Cpt diventano “centri di identificazione ed espulsione”.
Carcere e confisca dell’immobile se affittato a clandestino: Si rischia la galera da 6 mesi a 3 anni e la confisca dell’immobile per chi dà alloggio ad uno straniero illegalmente presente in Italia. Badanti e colf sono esclusi da tale provvedimento e si applica solo nel caso in cui il proprietario vuole trarre ingiusto profitto dall’inquilino, lucrando sulla sua situazione di irregolarità.
Pugno duro contro i pirati della strada: pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza o in preda a sostanze stupefacenti. E’ prevista, infatti, l’aggravante della sanzione penale in caso di lesioni gravi o gravissime a persone e di omicidio colposo. Carcere da 3 a 10 anni, confisca definitiva del veicolo, ritiro della patente. Chi non si ferma a prestare soccorso non rischia più soltanto la sanzione amministrativa, ma quella penale: arresto da 3 mesi ad 1 anno, sospensione della patente. Confisca, infine, dell’autoveicolo per chi si rifiuta di sottoporsi ai controlli antialcol e antidroga.
Cambia il 416-bis: Le pene di mafia aumentano di 2 anni e si estendo il reato anche alle mafie straniere. Confisca dei patrimoni mafiosi in via definitiva ed i mafiosi già condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio. Divieto di patteggiamento per i reati di mafia.
Blocco dei Processi: blocco dei processi per i reati che non creano allarme sociale commessi fino al giugno 2002 (per dare priorità a quelli per fatti gravi e gravissimi). Sono sospesi, dunque, tutti i processi per reati fino a 10 anni di reclusione, quando lo stato del processo sia tra l’udienza preliminare e il dibattimento di primo grado. Sono esclusi dalla sospensione i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro i minori, di criminalità organizzata e quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Non sarà possibile, inoltre, sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità nonché per la produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. L'imputato può rinunciare alla sospensione; in ogni caso la prescrizione resta sospesa. Per le parti lese, è possibile trasferire l'azione in sede civile. Per i processi che andrebbero sospesi, le parti possono proporre patteggiamento, anche se la richiesta era già stata presentata o erano scaduti i termini. I processi potranno essere accelerati con l’obbligo (e non la facoltà) per il Pm di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per tutti i reati per cui sono previsti riti speciali.
Lotta alla contraffazione: nuove norme specifiche in materia di distruzione delle merci contraffatte sequestrate, semplificando le procedure relative.
23/06/2008,20:31
Nell'edizione italiana del Corano, curata da Hamza Roberto Piccardo, la più diffusa nelle moschee d'Italia, revisionata e controllata dottrinalmente dall'Ucoii, si legge:

  • La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso (V, 33).
  • Quando incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente (LXVII,4).
  • Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati (IX, 29).
  • Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attacateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti (II, 191).
  • E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: "Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra il capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! E ciò avvenne perché si erano separati da Allah e dal Suo Messaggero". Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi (VIII, 12-17).
  • Quando poi sono trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso (IX, 5).

Questo, ed altro, si trova nella versione del Corano diffusa nelle moschee sul nostro territorio.

E' vero che nel Vecchio Testamento s'incontrano alcuni scritti molto duri ed estremisti, specialmente nel Deuteronomio, però sono spariti dai pulpiti delle messe cattoliche, soprattutto perché il Nuovo Testamento rifiuta la violenza e promuove l'Amore Assoluto (ab solutus, sciolto da ogni pregiudizio) per il Prossimo, senza se e senza ma, altro che annientamento dell'infedele. Il Cristianesimo contemporaneo educa al rispetto per la vita, considerata sacra, mentre l'estremismo islamico esorta all'ideologia della morte, concentrandosi sull'eliminazione dello Stato d'Israele:

  • "Non ci sono civili in Israele. La popolazione, uomini, donne e bambini, sono dei soldati della riserva, quindi possono essere uccisi": citazione di Ezzat Andraws, Enciclopedia della storia dei copti d'Egitto, reperibile online in lingua araba in questo sito).

Il tema dell'antisionismo (e non antisemitismo, perché anche gli arabi sono semiti) è, infatti, l'anello che lega tutti i movimenti estremisti islamici, che hanno la propensione alla violenza già nei simboli:

Fratelli Musulmani:



(Corano circondato da due spade affilate che s'intersecano con in mezzo l'ordine: "E preparate", incipit del seguento verso coranico: "E preparate contro di loro forze e cavalli quanto potete, per terrorizzare il nemico di Dio e vostro, e altri ancora, che voi non conoscete ma Dio conosce, e qualsiasi cosa avrete speso sulla vita di Dio vi sarà ripagata e non vi sarà fatto torto" (VIII; 60)

Hamas:



(c'è lo stesso versetto coranico del logo dei Fratelli Musulmani ma ai lati ci sono due bandiere palestinesi allungate a formare un cerchio)

Hezbollah:



(c'è il Corano, sormontato da un kalashikov e affiancato da un globo terrestre con la scritta in rosso: "In verità, il Partito di Dio, loro saranno i vincitori".

Lashkar-e-Taiba:



(kalashnikov che spunta tra le pagine aperte del Corano con sullo sfondo un sole giallo e l'ordine coranico: "Combatteli dunque fino a che non ci sia più sedizione, e la religione sia quella di Dio")

Brigata dei Martiri di Al Aqsa:



(al centro c'è la moschea Al Aqsa di Gerusalemme, sormontata da 2 kalashnikov che, nel punto in cui s'incrociano le canne, sorreggono una bomba a mano e si legge quest'ordine coranico: "Combatteli, dunque, e Iddio li castigherà per mano vostra e li coprirà d'obbrobrio, e vi assisterà a trionfo contro di loro, e guarirà il petto dei credenti").

A proposito di questi simboli, Magdi Allam, nel suo libro Viva Israele (da cui ho tratto le fonti e l'ispirazione per questo post), ha scritto: "Ebbene, voi come giudicate queste raffigurazioni del Corano? Per me sono blasfeme e inneggianti all'ideologia dell'odio, della violenza e della morte. Tuttavia, nessun musulmano si è finora sentito offeso e ha protestato per questa profanazione del Corano e della moschea sacra Al Aqsa. A nessun musulmano è passato per la mente di sporgere denuncia presso i tribunali di Gaza, Il Cairo, Beirut, Islamabad o Algeri. Ecco perché non convince l'ondata di proteste e di terrorismo su scala mondiale contro gli oltraggi al Corano compiuti a Guantanamo, le vignette che offenderebbero Maometto o la denuncia del papa Benedetto XVI della violenza perpetrata nel nome di Dio. Prima di scagliarsi contro gli Stati Uniti, la Danimarca o il Vaticano, i musulmani dovrebbero combattere la blasfemia, il fanatismo e la cieca violenza a casa propria" (pag. 158).
23/06/2008,18:14
Quando l'8 giugno, in qualità di "sindaco" di Palermo.Blogolandia.It, decisi di promuovere questa petizione per chiedere a Diego Cammarata "di intervenire lestamente per risolvere il fastidioso problema dei posteggiatori abusivi", pur sperandoci, non immaginavo che ci sarebbero state 500 adesioni in 15 giorni, senza alcuna pubblicità, eccetto una breve pubblicata sul Giornale di Sicilia il 12 giugno. Ed ora bisogna dare un senso a coloro che stanno credendo all'iniziativa, il cui numero pare destinato a salire nelle prossime ore.

Come ho scritto poco fa sull'urban blog, la "Petizione non solo testimonia che il problema del posteggiatore abusivo è molto avvertito in città, ma anche che nel web può nascere un nuovo modo d’interazione tra il rappresentato (l’elettore) ed il rappresentante (l’eletto)". Ed io in questo ci credo fermamente, perché ritengo il blog uno strumento con una potenzialità comunicativa di altissimo livello, capace di modificare l'opinione pubblica in un rapporto di do ut des, inteso come interscambio costruttivo tra il blogger ed il commentatore, a prescindere dai gusti politici di entrambi. Ora lo scopo è quello di ottenere una risposta pubblica ed esaustiva da chi di competenza e non solo dal destinatario della petizione, ponendo in essere un precedente che mi spingerebbe ad attivare iniziative simili per altri problemi, non solo palermitani, usufruendo del ricco e variegato popolo della blogosfera, costituito soprattutto da gente comune che finalmente può dire pubblicamente la sua, senza avere bisogno di intermediari. E' il momento, infatti, di cavalcare l'onda della Rivoluzione Copernicana della Comunicazione in corso, convinto che questo è il momento giusto per accelerare il passo e per ottenere il massimo dalla condivisione costruttiva dell'informazione.
22/06/2008,13:33


La notizia, innanzitutto: (PRIMA) ROMA
- Ali spa e 10 agenzie di lavoro interinale in contrasto con Assolavoro hanno minacciato l’uscita in blocco dal sindacato dopo i risultati delle recenti trattative con Confindustria, Alai Cisl, Nidil Cgil e Uil Cpo per il rinnovo del contratto di lavoro nazionale del comparto. “Il punto previsto dal rinnovo dal contratto nazionale e che ci vede in evidente disaccordo - dichiara Antonio Lombardi, Amministratore Delegato di Ali spa - è quello legato alla stabilizzazione dei lavoratori delle Agenzie dopo un periodo di lavoro di 36 mesi presso lo stesso utilizzatore o di 42 mesi presso la stessa Agenzia. Tale criterio – precisa ancora Lombardi – porterà solo ad una sostituzione del lavoratore con l’approssimarsi della scadenza contrattuale temporanea favorendo di fatto la precarietà”. Il pericolo ventilato dalle agenzie, in polemica con Assolavoro, è quello di rinnovare un contratto che produrrà maggiore “instabilità garantita” favorendo il contenzioso tra le parti e bloccando il sistema produttivo. Secondo l’Ad di Ali Spa la lettura dei dati ISTAT, con l’inquietante 17% del PIL che sfugge alla legalità e i tre milioni di lavoratori che operano senza tutele, avrebbe richiesto un fronte comune fra Governo, Parlamento, Imprenditori e Sindacati per affrontare con chiarezza una questione che incide sulle dinamiche economiche di ripresa del Paese".

Il grassetto in rosso è mio, perché Antonio Lombardi forse non sa che la sua preoccupazione già è effettiva ed è a prescindere dalle trattative per il rinnovo del contratto nazionale. In questo post del 16 maggio scrissi che occorreva appoggiare la proposta del Ministro Maurizio Sacconi di eliminare i limiti sui contratti a termine, considerato un buon punto di partenza (e non di arrivo), mentre sono stato molto polemico in relazione all'accordo, di cui fa riferimento Lombardi, in quest'articolo del 3 giugno, sostenendo la relativa non idoneità alla risoluzione del problema del precariato degli interinali. Il timore, infine, dell'amministratore delegato di Ali Spa è in pieno svolgimento e da non poco tempo... Dove? Quanto fa 2+2?
22/06/2008,12:12
A proposito del post di ieri
 Il Decalogo di Veltrinocchio
22/06/2008,09:58


Andreai Arshavin, classe 1981, è una delle stelle di Euro 2008 e se stasera l'Italia dovesse farcela con la Spagna, la difesa nostrana dovrà fare i conti con lui. Ieri il russo è stato il protagonista del successo contro l'arrogante Olanda, divertendo la platea a sazietà; la formazione di Guus Hiddink, che si è preso la sua personalissima rivincita che rimarrà sugli annali, è stata spettacolare e sembrava di assistere ad una delle migliori partite del Brasile, quando non si specchia. Se avesse vinto la formazione di Marco Van Basten, chi ama il calcio sarebbe stato delusissimo; però sarebbe stato meglio per la formazione di Roberto Donadoni incontrare l'Olanda, pur se ci ha battuti 3 a 0 nella prima gara, anziché i veloci russi, nonché tecnici ed in piena forma. Ma prima dobbiamo affrontare le "Furie Rosse", che non ci battono in una gara ufficiale dal 2 settembre del 1920, e che hanno di conseguenza una paura sfegatata dell'azzurro; addirittura su Marca.com, la cui prima pagina di oggi ha come titolo: "A cambiar la historia", qualche giorno fa è stata simulata la sconfitta (per scaramanzia) nel modo seguente:



Nella prima pagina di As, invece, si sprona la formazione di Aragones con l'esortazione di Obama (yes, we can), che però non ha portato assolutamente fortuna a Walter Veltroni (sì, si può fare):



Considerato che la traduzione della frase del candidato a diventare Presidente degli Stati Uniti non è stata affatto di buon auspicio per il sempre meno leader del Partito Democratico, allora c'è da stare un po' più tranquilli. Ma non bisogna correre il rischio di pensare che la partita di stasera sia una formalità, anzi: sarà una battaglia, una di quelle che non ci dimenticheremo per toda la vida. Già si fanno calcoli: Italia - Russia in semifinale ed Italia - Germania in finale... Ma i battiti del mio cuore calcistico sono sintonizzati sulle frequenze del match di stasera. Vi lascio, infine, con la notizia che Zinedine Zidane seguirà l'incontro allo stadio e di certo farà il tifo per gli spagnoli... Marco Materazzi sarà in panchina.

Aggiornamento 23:34: I calci di rigore hanno sancito l'eliminazione dell'Italia. Due tiri dagli undici metri sbagliati (De Rossi e Di Natale), nonostante una parata di Buffon, hanno portato la Spagna alla semifinale di giovedì sera. Migliore in campo è stato Chiellini, il che testimonia che non abbiamo affatto giocato una bella partita, anzi. Inesistente Aquilani, sostituito troppo tardi, ed improduttivo Perrotta.  Per il resto, non è che sono dispiaciuto... sto per andare a letto con la delusione!