30/04/2008


Una delle prime azioni di destra che l'esecutivo berlusconiano dovrebbe porre in essere è la proposizione della sanzione della castrazione chimica per chi si macchia del reato di abuso sessuale sulle donne e sui bambini. Non si può, ad esempio, rimanere semplicemente sgomenti di fronte all'ennesima notizia di oggi, che proviene dalla mia città, prontamente pubblicata qui sull'urban blog. E' accaduto, infatti, che 3 fratellini, tutti al di sotto dei 10 anni, sono stati vittime dei giochi sessuali di 4 adulti, tra cui c'è anche la loro madre. Gli abusi avvenivano in un appartamento della zona del mercato di Ballarò, dove si coinvolgevano i bimbi anche nel classico gioco della bottiglia: a conclusione del suo giro, la bottiglia indicava chi doveva subire la violenza sessuale. Terribile. I fratellini, inoltre, erano costretti a fumare le canne e a vedere i film pornografici. Spaventoso. Cosa fare, dunque, a questi orchi se non la peggiore pena possibile? Per gli uomini ci vorrebbe la castrazione chimica permanente, per le donne la sterilizzazione in maniera tale che non mettano più al mondo bambini nei confronti dei quali perpetrare la loro deformità mentale. Queste sanzioni, che avrebbero un carattere assolutamente afflittivo, fungerebbero più da punizione che da deterrente, in quanto ritengo che alla base degli abusi sessuali ci siano delle deficienze dell'intelletto che non possono però essere giustificate ma circoscritte e limitate. E' inaccettabile, infatti, che i pedofili e gli stupratori possano essere tranquillamente in libertà, definiti "predatori di vittime innocenti" dal presidente francese Sarkozy. Egli è convinto che "il crimine sessuale dovrà in primo luogo scontare intermanente la sua pena. Al termine della detenzione sarà esaminato da una commissione medica. Se i sanitari lo riterranno ancora pericoloso, il criminale sessuale dovrà andare nell'ospedale chiuso per farsi curare", cioé per sottoporsi alla castrazione chimica. Il primo ospedale per pedofili sarà aperto a Lione nel 2009. In Italia, tra i politici pubblicamente favorevoli alla castrazione chimica, ricordo Alessandra Mussolini, Antonio Di Pietro e Roberto Calderoli.
postato da: WG alle ore 11:19 | Permalink | commenti (21)
categoria:politica, cronaca, palermo ieri e oggi
30/04/2008
Ho deciso di pubblicare anche qui un post che ho scritto per Palermo.Blogolandia.It, il cui tema è notevolmente scottante:

"In seguito ad una segnalazione da parte di una lettrice, che preferisce restare anonima, cerchiamo di raccontare una storia, la quale può essere più delicata del previsto. C’è un uomo, che chiameremo S., nato nel 1965 a Palermo, che all’età di due anni e mezzo fu condotto all’orfanotrofio di Baida dalle autorità competenti, perché pare che la madre biologica avesse deciso di vendere lui e sua sorella ad una coppia americana. La donna fu arrestata, così come raccontò a S. la madre adottiva. L’orfanotrofio di Baida, un ricovero per le ragazze madri, era gestito da una certa Mamma Apollonia.

S. ora cerca di saperne di più sulla sua permanenza in quel luogo ma non è riuscito a scoprire assolutamente nulla. Ha chiesto informazioni presso tutti gli orfanotrofi palermitani e moltissimi gli hanno risposto con la solita solfa: “Non so nulla“; “Non so dove sei stato“; “Non posso dirle nulla“. Utilizzando internet, S. ha scovato il gruppo su Msn dei “figli adottivi e genitori naturali“, grazie al quale ha beccato due persone che sono state in quell’istituto, entrambe convinte fermamente che lì accadeva qualcosa di molto strano e soprattutto illecito. Una di loro si è pure recata nei locali di quel rifugio, accorgendosi che erano sotto sequestro; ha affermato che lì c’era un mercato di bambini. Ha rivelato, infatti, di essere sicuro che il fratello è stato venduto il giorno dopo la nascita, così com’è successo anche alla sorella di S.

S. ha provato a chiedere informazioni presso l’anagrafe del Comune per ottenere il certificato di nascita integrale ma gli è stato sostenuto che serve un permesso speciale del Tribunale, da cui, interpellato, ha avuto come risposta che non esiste più alcun visto da richiedere, in quanto la legge è decaduta diversi anni fa: il cane che si morde la coda.

Tramite il web, sostenendo l’appello di S. e di altri, abbiamo deciso, dunque, di cercare di ottenere informazioni in merito a quel ricovero per le ragazze madri. Per chi sa qualcosa su questa faccenda, può lasciare un commento qui o inviare una e-mail a walter.gianno@email.it".

postato da: WG alle ore 00:41 | Permalink | commenti
categoria:attualitĂ , palermo ieri e oggi
30/04/2008


Renato Schifani
è il nuovo Presidente del Senato della Repubblica. La nomina è arrivata al primo turno, dando così subito una nettissima prova di forza della nuova maggioranza parlamentare in quella Camera in cui l'esecutivo di Romano Prodi ci ha lasciato le penne (e ricordo che Franco Marini fu eletto alla terza votazione con tre voti in più del quorum previsto). Ciò che innanzitutto tengo a sottolineare è che Schifani è palermitano e la sua elezione alla seconda carica istituzionale più importante dello Stato è un motivo d'orgoglio per tutto il capoluogo siciliano, nonché un fattore di speranza più concreta della concentrazione dell'attenzione del prossimo esecutivo di Silvio Berlusconi sulla Sicilia. E le piacevoli sorprese potrebbero non finire qui, visto che si attende un ruolo degno di nota anche per Gianfranco Micciché e Angelino Alfano. Il primo dovrebbe essere il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per il Sud ed il Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica); al secondo potrebbe andare il Ministero alla Funzione Pubblica. Staremo a vedere; intanto ci godiamo l'elezione di Renato Schifani.

Domani, invece, sarà il turno di Gianfranco Fini, che sarà eletto alla Presidenza della Camera dei Deputati, sottolineando così sempre di più il protagonismo della destra nella nuova scena politica italiana, che coincide con il suicidio della sinistra estrema, aiutato dal Partito Democratico di Walter Veltroni, capace di fare in una manciata di mesi ciò che ha tentato inutilmente di fare la Cia in sessant'anni, cioé la scomparsa della falce e martello dal Parlamento. Non solo, attraverso la candidatura di Francesco Rutelli alla poltrona di sindaco di Roma, il leader del PD è riuscito pure a donare alla capitale il primo sindaco di destra dai tempi della caduta del fascismo: roba da Guinness dei Primati! Premettendo che i panni sporchi si lavano a casa, però il Partito Democratico dovrebbe discutere qualcosina circa la leadership, avendo decisamente toppato e non soltanto per i meriti del centrodestra ed i demeriti della DisUnione nella scorsa e breve legislatura. Problemi loro, comunque. Il Popolo della Libertà ha quelli del Paese.
postato da: WG alle ore 00:16 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica
28/04/2008


Gianni Alemanno
è il nuovo sindaco di Roma e la sua vittoria suggella quella del Popolo della Libertà a livello nazionale, avendo sconfitto nettamente Francesco Rutelli
, candidato del Partito Democratico, il cui leader è il sindaco uscente: Walter Veltroni. Gli sconfitti hanno dato la colpa al tema della sicurezza, soprattutto alla luce dello stupro di qualche giorno fa, che sarebbe stato strumentalizzato dalla destra. La verità sta nel fatto che l'Italia ha dimostrato di non poterne più del centrosinistra e di quello che (non) ha combinato nella legislatura neanche biennale di Romano Prodi, di cui Francesco Rutelli ne era il vicepresidente. La vittoria di Alemanno è stata schiacciante e Silvio Berlusconi ha commentato semplicemente con l'affermare di essere strafelice, mentre Gianfranco Fini ha dichiarato che sta vivendo di certo la vittoria più bella. L'Italia, dunque, è un Paese con un chiaro orientamento politico, in cui il divario con l'altra faccia della medaglia è così ampio da garantire la stabilità necessaria per affrontare un periodo che si preannuncia difficilissimo a livello economico. Ciò non significa, comunque, che bisogna mettere da parte il Partito Democratico, seppur già in crisi esistenziale, perché l'opposizione ha il diritto di essere interpellata attivamente e di collaborare per il bene comune, dando così dimostrazione di essere un Paese davvero moderno, pur con tutto il rispetto del principio di maggioranza, elemento essenziale della democrazia. Quest'ulteriore successo dà all'imminente legislatura una responsabilità senza alibi: bisogna riformare ciò che è cristallizzato e puntare alla risoluzione dei problemi fondamentali, soddisfacendo la domanda dei cittadini, guardando in faccia la realtà, senza promettere miracoli, ma facendoli. Ci sono tutti i mezzi per dare una svolta al Paese, giacché il nord, il centro ed il sud parlano la stessa lingua e con la medesima forza. Noi sì che possiamo.
postato da: WG alle ore 23:28 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica
28/04/2008


Da bambino, a chi mi chiedeva qual era la donna più bella del mondo, io rispondevo senza pensarci due volte, dichiarando solennemente un solo nome ed un solo cognome: Marilyn Monroe. Sapevo che era morta da molto tempo, ed in relazione all'attrice americana di certo non avevo alcun desiderio sessuale, però la concepivo come l'individuazione concreta della bellezza. Se alla televisione trasmettevano un film su di lei, io stavo immobile davanti allo schermo per ammirarla, e la preferivo di gran lunga ai cartoni animati, al pane con la nutella ed alle partite a calcio con gli amici. Nel corso degli anni, naturalmente, ci fu l'approfondimento della sua vita e soprattutto di tutto ciò che caratterizza il mistero attorno alla sua morte, però non me ne sono mai fatto un assillo e Marilyn continua ad essere la donna più bella del mondo ed è in seguito a ciò che vi confesso di avere un debole incredibile per le bionde. E mi sa che andrà a finire che mi sposerò una mora...

Ora, Carlo Croccolo ha dichiarato di avere avuto una storia d'amore proprio con Norma Jean Baker ed "era pazzamente innamorato di lei, solo che stare con lei era un inferno e io, alla fine sono fuggito". Nonostante ciò, comunque, ha vissuto un sogno e magari ha pensato di rivelarlo al mondo, in quanto gli 81 anni l'avranno spinto ad analizzare la sua lunga ed intensa vita. Ha detto che "Lei era stupenda, ma aveva un po' di cellulite". Di certo il doppiatore di Totò non ci avrà fatto così tanto caso, anche perché la vera bellezza non è quella perfettibile ma è quella che conquista il desiderio di un uomo così com'è, senza ritocchi.

Jean de La Bruyère
, ad esempio, scrisse che la bellezza è qualcosa di più reale e di più indipendente dal gusto e dall'opinione. La bellezza, infatti, non è imponibile ma è naturale, perché l'uomo non giudica bella la donna che vuole apparire bella, bensì quella che lo è davvero e capita addirittura spesso che le belle non si ritengano tali, affermando che lo sono esclusivamente le altre ed è una missione impossibile convincerle! La bellezza, inoltre, è ineffabile: non si può descrivere ma si evince e basta. E' inconfutabile. C'è uno, ad esempio, che può sostenere davvero che Marilyn Monroe non sia stata una bellissima donna? Non si può mentire ai propri occhi e non si può soffocare il piacere estetico della bellezza, che fugge dal materialismo e s'insinua nel metafisico, giacché qui non si tratta di mera attrazione sessuale, bensì di superba contemplazione.

Ed a proposito, infine, di Andy Warhol e dei recenti murales palermitani, è questo quello che di gran lunga avrei preferito vedere su qualche parete:


postato da: WG alle ore 12:51 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema, la mia vita, quotidianitĂ 
27/04/2008
Non sopporto i posteggiatori abusivi ed a Palermo ce ne sono troppi, che spuntano come funghi soprattutto il sabato sera nei punti nevralgici della città. Non stanno lì di certo per "guardare la macchina", bensì per accaparrarsi l'euro, intimorendo anche senza dire una parola, giacché il cittadino pensa: "se non lo pago, mi fa lo sfregio alla macchina". E' un'attività illegale, eppure la polizia municipale non interviene come dovrebbe ma li lascia lì dove sono. Di mattina, dunque, ci sono le zone blu; di sera i posteggiatori abusivi e parcheggiare a Palermo è ormai un'uscita da preventivare nei bilanci mensili delle famiglie, già di per sé preoccupanti. Basterebbe semplicemente far rispettare la legge, riprendendo la sentenza 41462 del 2004 della Sezione Seconda Penale della Corte di Cassazione, ai sensi della quale i posteggiatori abusivi, che chiedono soldi in cambio della custodia dell'automobile, commettono reato e ciò indipendentemente dalla somma richiesta agli automobilisti. Carta canta, eppure nisba. Questo è un problema, una di quelle piaghe da Johnny Stecchino, per intenderci. Ma ora c'è ne pure un'altra: i lavavetri che ti minacciano se non li paghi dopo che ti hanno per forza "pulito" il vetro della macchina, anche se è splendido-splendente. Sembrava già abbastanza dovere tollerare le zingare che ti chiedono l'elemosina ai semafori e ti riempiono di maledizioni, se non dai retta alle loro richieste; ora è arrivato persino il momento dei lavavetri violenti. Ma almeno in questo la polizia si è mossa e ne ha arrestati sette all'incrocio di via Perpignano con la Circonvallazione, grazie al "coraggio" di qualche automobilista. Tutta questa lamentela, naturalmente, non è di stampo razzista (così metto le mani avanti a qualche commentatore che potrebbe pensarlo e scriverlo a più riprese), perché la superiorità della razza è un'assurdità che non ha nulla a che vedere con l'intelligenza; non è nemmeno anti-cristiana, in quanto la carità è tale se spontanea. E' solo frutto della rabbia nei confronti dell'inerzia del Comune in relazione a questi problemi storici ma come al solito tutti ci lamentiamo ma nessuno fa nulla. Ah, se fossi un miserrimo consigliere comunale!
postato da: WG alle ore 20:44 | Permalink | commenti (1)
categoria:attualitĂ , palermo ieri e oggi
27/04/2008


Ho trovato su YouTube il video della manifestazione del 24 aprile 2008 degli ex interinali della Wind di Palazzo Gamma, di cui ho abbondantemente scritto negli scorsi giorni, a cominciare proprio dal "difetto di comunicazione" del sindacato a proposito di questo evento, scoperto dai lavoratori in corso solo grazie ad una breve del Giornale di Sicilia. Nel video ho visto molte facce note, quelle per cui ho scritto questa lettera. In relazione a loro, ho saputo che qualcuno ritiene e diffonde la voce che io voglia mettere in pericolo la loro battaglia: assolutamente falso. Io sono uno di loro, solo che il mio contratto non è ancora scaduto, così come quello degli altri che attualmente prestano servizio a Palazzo Gamma. E' stato triste, ad esempio, che il primo ragazzo che si vede nel filmato, incrociato nel giorno della manifestazione, mi avrebbe passato avanti, se non l'avessi salutato. Tra l'altro la frase: "Houston, abbiamo un problema" è diventata celebre all'interno del call-center proprio per me, in quanto la uso come introduzione all'e-mail aziendali in cui rilevo un problema ad un sistema o ad una zona. Nessun diritto di copyright, per carità! Soltanto incomprensione del motivo per cui io sia considerato un nemico, invece che uno che ha voluto porre all'attenzione pubblica che la lotta per la stabilizzazione dovrebbe essere posta in essere da tutti e non solo da quelli che non hanno più un contratto attivo. Ho voluto rilevare che c'è stata una stucchevole mancanza di informazioni su incontri, manifestazioni ed altro, il tutto confermato da Rosario Faraone nella breve del Giornale di Sicilia del 22 aprile. Eppure, ho dovuto indirettamente, perché non c'è stato alcun face-to-face (chissà per quale motivo), sorbirmi le critiche di qualche rappresentante sindacale interno all'azienda e di certo il livello di tensione con qualche dipendente è aumentato a causa di questo, giacché è stato ad esempio frainteso un mio riferimento al premio della produttività durante uno scambio di e-mail aziendali, da me considerato come un chiaro segno del buon lavoro posto in essere dal Call Center della Wind. Ho avuto, infatti, la sensazione che il fraintendimento è stato voluto, come se qualcuno avesse cercato e finalmente trovato il momento giusto per avercela pubblicamente con me. Alla luce di questo e di altro, io ribadisco che più siamo e meglio è e che non si debba più rinunciare al coinvolgimento di chi attualmente lavora a Palazzo Gamma, anche perché la scusa del contratto in corso non regge. Così facendo, infatti, si rischia di diffondere il sospetto che ci sia del clientelismo, cioé di puntare esclusivamente al ritorno di taluni ex colleghi, usandone altri ex, nascondendo il tutto a quelli che ex prima o poi lo diventeranno ma al momento non lo sono. Il sindacato, comunque, ha perso credibilità all'interno dell'azienda: è un dato di fatto. Non ci si fida più di chi ha posto in essere il "difetto di comunicazione", che ho reso noto pubblicamente, ma evidente di certo altresì ai colleghi che hanno avuto il contratto scaduto il 31 marzo. Essendo un utopista alla Tommaso Moro, non sarebbe male lottare senza intermediari e sostegni, conducendo il tutto sul piano della legge, fomentando la Direzione Provinciale del Lavoro con una vertenza comune. Tutti insieme: gli ex interinali del 31 dicembre, gli ex interinali del 31 marzo e gli interinali in corso. Dalla nostra avremo, magari, la mediatizzazione della battaglia, che sarebbe una lotta contro tutto il sistema del precariato; a prescindere dal risultato, metteremmo su strada, senza bandiere, lo sdegno nei confronti di una società contemporanea in cui il futuro della maggioranza dei giovani non è progettualizzabile. Se, invece, si continua a lottare in questo modo, cioé dividendo gli ex da chi non lo è ancora, informando gli uni e disinformando gli altri, non si arriva da nessuna parte. E' uno spreco di tempo ed è proprio il tempo quello che vogliamo recuperare.
postato da: WG alle ore 11:31 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, attualitĂ 
26/04/2008

Ed è apparso un nuovo murales con la faccia del boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993, stavolta sulla parete che confina con la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, firmato sempre con “F.A.”. La cornice è nera e c’è un’unica effigie del boss, di colore giallo e rosso. Un commento a caldo: ritengo che l'autore abbia voluto sfruttare al meglio la pubblicità e non sarebbe male se rivelasse anche lo scopo del disegno: semplice arte? incitamento alla cattura? goliardata? segnale che vuole inquietare?

Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri di Piazza Verdi.

Sembra, dunque, che il murales davvero sia recente, al contrario del primo, di cui è stata diffusa la notizia l'altro ieri, prontamente riportata qui e sull'urban blog, segnalando che l'effigie del boss era almeno presente da gennaio, in quanto pubblicai due foto il 23, scattate quattro giorni prima ed inserite su Flickr.

Così come già ribadito, ho la sensazione che F.A. (o chi per lui) abbia voluto cavalcare l'onda del successo, giacché il suo primo murales ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica e mi sa che ne vedremo degli altri nei punti nevralgici del capoluogo siciliano.

Nel suo blog, il senatore Carlo Vizzini ha risposto con questo post all'autore dell'effigie, sottolineando che si tratta di "un episodio inquietante e grave", "che la dice lunga sulla difficoltà a compiere il cambiamento di mentalità necessario per battere la mafia".

Per quanto mi riguarda, quando pubblicai la notizia il 23 gennaio, scrissi di essere stato "d'accordo con il messaggio del murales", in quanto la qualificazione "Ultimo" mi spinse a ritenerlo un incitamento all'arresto del boss, essendo ritenuto uno dei capi più rilevanti di Cosa Nostra. In relazione, tuttavia, a questo nuovo murales, penso che sia solo mosso dalla pubblicità e dalla voglia di continuare ancora a fare parlare più dell'autore che del messaggio. Certo è che F.A. magari avrebbe dovuto cambiare personaggio, non so... Giovanni Falcone, ad esempio.


postato da: WG alle ore 10:19 | Permalink | commenti (15)
categoria:attualitĂ , palermo ieri e oggi
25/04/2008
"Buongiorno, sono Marco
come posso aiutarla?"

Oggi il contratto termina;
domani di nuovo in strada,
alla ricerca d'un altro lavoro, uno qualunque,
purché riempia il vuoto, non solo del portafoglio.

"Non riesco ad andare su internet".

Sono entrato qui un anno fa,
con la solita speranza:
chissà... magari ci sarà la stabilità...
forse una legge... un gesto di bontà dell'azienda...

"Qual è il suo numero di telefono?"
"06301422003"
"Intestato a?"
"Dottor Giuseppe Maria Florio"

Ma il primo mese nulla; il secondo idem.
E poi il terzo e dopo il quarto.
Ed ora ne son passati dodici:
altro violento schiaffo dell'illusione.

"Qual è il sistema operativo del suo PC?"
"Windows Vista: è un portatile, appena acquistato"

C'è stato, nel frattempo, chi ha promesso mari e monti,
il sindacato x, il sindacato y:
ce la faremo stavolta!
il politico di turno: votatemi e vi darò il futuro!

"E qual è il suo modem o router?"
"Nella scatola c'è scritto: NetGear DG834G:
ho comprato questo perché c'è il Wireless,
così ci sarà l'adsl anche per i computer dei miei figli:
si stanno laureando ed hanno bisogno d'internet"

Ed io, stolto, che ci ho creduto!
Manifestazione di qua, manifestazione di là;
incontro di qui, incontro di lì:
ero un numero e non me ne accorgevo

"Il led luminoso che indica la presenza della linea adsl è acceso? fisso o lampeggiante?"

E non ero solo ma parecchi:
tutti affamati di parole da cui estirpare
una speranza di certezza.
Macché! Che illusi!

"Acceso e fisso ma internet non va lo stesso"

Per un attimo ho pure pensato:
e se mandassimo tutti a quel paese?
e se ci coalizzassimo? Siamo tanti, giovani e forti:
altro che rumore, faremmo un boato!

"Mi risulta connesso:
ritengo che il suo router abbia bisogno di essere configurato".
"Mi può aiutare, vero?"
"Certo, è il mio lavoro".

Ed anche gl'altri l'hanno pensato:
ne abbiam parlato spesso:
chi ha proposto sciopero a oltranza, chi ha esortato: a Roma!
chi voleva far vertenza, chi era disposto ad incatenarsi al cancello.

"Apra una pagina d'internet explorer e scriva sulla barra degli indirizzi..."
"Dove?"
"Sulla striscia in cui digiterà www.google.it"
"Ah, ecco".
"Allora, scriva 192.168.0.1"

Peccato che il mondo non è un quaderno
e noi un'unica penna:
non siamo che matite di diverso colore:
microcosmi rassegnati, nonostante l'età.

"Mi è apparsa una finestra"
"Bene, scriva admin come user e password come password"
"Admin?"
"Ancona...  Domodossola... Milano.... Imola... Napoli"
"Ok, ho capito".

E nessuno vive al posto mio:
questo è il mio tempo, fatto solo di presente.
Ci vorrebbe una raccomandazione, un bel calcio
così da mettere fondamenta. Ma non conosco nessuno.

"Sul menù di sinistra, clicchi su impostazioni di base".
"Non lo trovo".
"A sinistra, signor Florio".
"Trovato... comunque, dottor Florio".

Vorrei sposarmi con lei, mettere su famiglia,
una casa nostra ed i nostri figli:
l'amore è più forte del precariato.
Ma poi penso all'affitto ed a tutto il resto ed evito l'argomento.

"Tipo di connessione: PPPoE".
"Fatto".
"Username: Benvenuto".
"Ok".
Password: Ospite"
"Ed alla fine della pagina clicchi su applica".
"Perfetto".

Un amico che abita a Trento mi ha detto di andare da lui:
qui c'è lavoro! qui ci sono le fabbriche!
qui 1500 al mese per te, buoni pasto pagati!
Magari... ma sono troppo attaccato alla mia terra: diamine.

"Adesso, dottor Florio, vada su impostazioni adsl"
"Dove, quindi?"
"Proprio sotto impostazioni di base, sempre nel menù a sinistra".
"Ecco, ci sono".

Non si può proprio rimanere in Sicilia e vivere,
anziché sopravvivere? Chissà quando.
Le cose non possono cambiare anche da noi,
nonostante la Peste? Sì, come no.

"VPI deve essere 8, VCI 35"
"Sono già così".
"Metodo di multiplazione: LLC".
"Già c'è".
"Ci siamo quasi allora. Apra un'altra pagina di internet explorer".

25 anni. Laureato in Giurisprudenza.
Dovrei volere spaccare il mondo:
entrare dentro la fessura ed essere parte attiva di esso.
Ma sono precario, uno stato d'animo.

"Perfetto! Navigo!"
"Bene, abbiamo risolto il problema".
"La ringrazio, buona giornata".
"Grazie per averci chiamato".

Finita l'ultima chiamata. Spengo il PC.
Libero la postazione. Metto la firma d'uscita.
Esco fuori. Eccomi in macchina.
E ora?

postato da: WG alle ore 19:32 | Permalink | commenti (8)
categoria:la mia vita, quotidianitĂ 
25/04/2008


In relazione alla notizia del murales con l’effigie di Matteo Massimo Denaro, dopo essere stato contattato da un giornalista dell’Ansa, è stato diffuso il seguente comunicato stampa:

PALERMO, 24 APR - Le foto del murales che ritrae il volto del boss latitante Matteo Messina Denaro, dipinto sul muro di cinta dietro la cattedrale di Palermo, sono apparse su un blog il 23 gennaio scorso inserite da uno studente universitario di 27 anni Walter Gianno’. Dopo la notizia dell’ANSA di stamani, ripresa da diversi organi d’informazione e pubblicata sui siti internet, sul blog e’ cominciato il dibattito. Rudy Bandiera scrive: ‘Walter sei sempre troppo avanti!! questa e’ la dimostrazione che blogolandia ha una capillarita’ sul territorio, dannatamente superiore ai media tradizionali’. Orsetto lavatore commenta: ‘Secondo me e’ un semplice dipinto (deturpante senza dubbio) ma ha un intento artistico e non celebrativo nei confronti del latitante’. E Bibi Bianca scrive: ‘Molto rumore per nulla. Il murales e’ chiaro. I colori predominanti sono il giallo e il rosso : i colori della squadra del Messina. La lettera in alto a sinistra (F) e’ l’iniziale del nome del Presidente Franza e la ‘A’ a destra e’ il richiamo ad una serie A sempre piu’ lontana. Sotto ancora piu’ chiaro: ‘Messina-denaro’ e il segno dei dollari. Quindi ‘ultimo’, ultimo richiamo al Presidente Franza di mettere mano al portafoglio, rafforzare la squadra e puntare alla serie A. Il murales, non a caso, e’ stato fatto a gennaio quando il Messina rischiava addirittura di retrocedere in serie C. Mi resta solo da scoprire se il viso con gli occhiali e’ quello del mister o di un calciatore. Con buona pace di tutti’. 

Il Messaggero, il celeberrimo quotidiano romano, sul suo sito ha pubblicato subito questa notizia in cui ha voluto ricordare (giustamente) che Il mural era stato segnalato sul blog Palermo.blogolandia.it il 23 gennaio da uno studente universitario di 27 anni, Walter Giannò. Sul blog si legge che le foto sono state inviate «da un lettore, che ha scelto di rimanere anonimo», il quale ha sottolineato che «da un lato è d’accordo con il messaggio del murales, ma che dall’altro sarebbe stato più opportuno utilizzare un altro spazio».

SiciliaInformazioni, invece, ha semplicemente riportato che: “Addirittura in gennaio era stato pubblicata su un blog l’immagine del boss“, riproponendo nel titolo dell’articolo il mese in cui Palermo.Blogolandia.It ha pubblicato le foto del murales. Il sito mi ha deluso, considerato che il portale di informazioni siciliano è presente esclusivamente sul web; mi attendevo un link o almeno un esplicito riferimento. Allo stesso modo dispiace aver notato un comportamento simile anche da Rosalio: sul post sul murales si legge, infatti, soltanto: “l’immagine era presente in Rete da molti mesi“.

Su Repubblica di oggi, invece, edizione nazionale, a pagina 22 si legge: “Le foto del murale erano già comparse su un blog a gennaio, ma dopo la pubblicazione sui siti Internet è esploso il dibattito“. Naturalmente il sito in questione è l'urban blog, di cui sono il "sindaco"… peccato, non sarebbe stato male un riferimento ed il dibattito è esploso ieri.

Il Giornale di Sicilia, invece, non ha deluso: a pagina 24 c’è scritto: “Lo segnala anche Walter Giannò, studente universitario di 27 anni, che aveva scovato e pubblicato la notizia su internet il 23 gennaio“.

Essendo stato al lavoro ieri sera, non ho potuto seguire, infine, i notiziari televisivi che hanno raccontato del fatto, però sono stato informato che un telegiornale locale ha addirittura sostenuto che il murales è stato realizzato addirittura l’altro ieri notte: disinformazione allo stato puro a tal punto da non potere non riportare il commento di Ape, rilasciato nel post di ieri: “fondamentalmente il problema è che ormai gli articoli si scrivono leggendo le 4 righe che scrive l’ansa e facendo due telefonate“.

postato da: WG alle ore 15:33 | Permalink | commenti (4)
categoria:comunicazioni di servizio, cronaca, websurfing
24/04/2008
Avrei dovuto fregarmene; avrei dovuto soprassedere sulla notizia pubblicata sul Giornale di Sicilia del 19 aprile, acquistato perché sapevo che a pagina 4 avrei letto un mio articolo: è stato un caso, una goccia che ha fatto traboccare il vaso; avrei dovuto dare più energia alla mia rassegnazione di giovane senza un futuro certo; avrei dovuto non essere un blogger, uno di quelli che ha sempre scritto ciò che ha pensato per la voglia di comunicare al mondo ciò che ritengo vada storto. Ma dentro di me rugge uno spirito guerriero che non ne vuole sapere di starsene zitto, a prescindere dalle conseguenze, purtroppo. Ed è scoppiato il finimondo: ciò che avete o leggerete nei commenti dei post in cui ho fatto riferimento ai precari che prestano per ora servizio a Palazzo Gamma è molto ma non è tutto. Dovrebbe essere il momento della calma e dell'organizzazione, della coesione e dei chiarimenti, eppure è in atto il paradossale scontro tra giovani che dovrebbero pensarla allo stesso modo e lottare per il bene comune, che nel nostro caso equivale alla conquista di un futuro senza contratti di lavoro con una scadenza. La cosa tremenda di ciò è che qualcuno sta girando voce che io sia quello che ha voluto tutto questo, dandomi una importanza che non merito. Vi confesso che sono mentalmente sfinito ed avverto un clima di antipatia accrescente su di me. Tutto ciò perché sono stanco, in quanto giovane e precario, di non avere la possibilità di progettualizzare una vita normale. Questa è una colpa? E non mi sento tutelato da un sindacato che ammette "difetti di comunicazione" su manifestazioni, incontri e tavoli di trattative, mentre non li ha quando manda una e-mail aziendale per segnalare ai dipendenti che avrebbero avuto il premio di produzione. Sia chiaro, non ce l'ho con chi ha un contratto a tempo indeterminato; conosco la maggioranza di loro e lavorano ottimamente e poi beati loro che non hanno il tormento del futuro instabile. E non ce l'ho affatto col premio di produttività, giacché è meritato, considerati i risultati ottenuti. Ma perché il sindacato ha mandato tranquillamente quell'e-mail, mentre non l'ha fatto per dare comunicazioni su incontri, manifestazioni e altro per gli interinali? Sarà un altro interrogativo stupido di Walter Giannò, colui che vuole la guerra tra poveri per mania di protagonismo. Non ce l'ho nemmeno con la Wind: anzi sono grato a quest'azienda che mi sta permettendo di vivere per il momento con la possibilità di partecipare attivamente al mercato dei beni e dei servizi da consumatore a tutti gli effetti con uno stipendio più che dignitoso. Però so che non durerà a lungo, anzi è una questione di mesi e poi di nuovo in edicola a comprare quei maledetti giornali per sperare di cercare una misera offerta di lavoro tra gli annunci. Ed ho 27 anni ed il tempo di certo non mi aspetta: quello va e non guarda in faccia a nessuno. E la società diventa sempre di più microcosmica ed egotista, soffocando la voglia di cambiamento. E chi me lo fa fare? Sarebbe stato meglio starsene zitto, continuare ad attendere, vivendo al giorno, la data di scadenza del contratto. Forse davvero nulla può cambiare.

P.S.: Non ce l'ho nemmeno con gli ex colleghi, altrimenti non avrei scritto quest'articolo, che è finito sul Giornale di Sicilia: non ve lo dimenticate.
postato da: WG alle ore 22:20 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, attualitĂ 
24/04/2008


L'Apcom, in un'agenzia delle 10.15, ha divulgato questa notizia:

Un dipinto raffigurante il volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro è stato scoperto su un muro dietro la Cattedrale di Palermo. Il murales, ripreso da una vecchia foto del boss, è una immagine a colori, composta da quattro ritratti, dove alla base vi sono otto simboli del dollaro americano e una scritta: "Messina Denaro è L'ultimo!". In alto, invece, vi è anche una sigla "F.A.", che potrebbero essere le iniziali dell'autore del disegno. Sull'espisodio indaga la Questura di Palermo.

Ebbene, sull'urban blog di Palermo, di cui sono il "sindaco", ho pubblicato 2 foto del murales il 23 gennaio, presenti anche sull'account di Flickr che è collegato al sito ed ho appena riportato la notizia (cliccate qui).

Aggiornamento 13:27: Precisazione. La notizia e la foto sono state riportate sabato scorso sull’ultimo numero del mensile S… sempre tre mesi dopo...

Aggiornamento 17:23: E' uscito il seguente comunicato Ansa:

PALERMO, 24 APR - Le foto del murales che ritrae il volto del boss latitante Matteo Messina Denaro, dipinto sul muro di cinta dietro la cattedrale di Palermo, sono apparse su un blog il 23 gennaio scorso inserite da uno studente universitario di 27 anni Walter Gianno’. Dopo la notizia dell’ANSA di stamani, ripresa da diversi organi d’informazione e pubblicata sui siti internet, sul blog e’ cominciato il dibattito.
Rudy Bandiera scrive: ‘Walter sei sempre troppo avanti! questa e’ la dimostrazione che blogolandia ha una capillarita’ sul territorio, dannatamente superiore ai media tradizionali’. Orsetto lavatore commenta: ‘Secondo me e’ un semplice dipinto (deturpante senza dubbio) ma ha un intento artistico e non celebrativo nei confronti del latitante’. E Bibi Bianca scrive: ‘Molto rumore per nulla. Il murales e’ chiaro. I colori predominanti sono il giallo e il rosso : i colori della squadra del Messina. La lettera in alto a sinistra (F) e’ l’iniziale del nome del Presidente Franza e la ‘A’ a destra e’ il richiamo ad una serie A sempre piu’ lontana. Sotto ancora piu’ chiaro: ‘Messina-denaro’ e il segno dei dollari. Quindi ‘ultimo’, ultimo richiamo al Presidente Franza di mettere mano al portafoglio, rafforzare la squadra e puntare alla serie A. Il murales, non a caso, e’ stato fatto a gennaio quando il Messina rischiava addirittura di retrocedere in serie C. Mi resta solo da scoprire se il viso con gli occhiali e’ quello del mister o di un calciatore. Con buona pace di tutti’. (ANSA).



postato da: WG alle ore 11:02 | Permalink | commenti (4)
categoria:websurfing, attualitĂ , palermo ieri e oggi
24/04/2008
Io sono nessuno immischiato col niente: non ho mai pensato di avere trovato la bacchetta magica in seguito a ciò che ho scritto riguardo all'assenza d'informazione delle manifestazioni sindacali all'interno di Palazzo Gamma. Non sono stato populista, qualunquista e demagogo e di certo non lo sarò mai. Ho solo polemicamente sottolineato con coraggio che c'è qualcosa che non va nel meccanismo della rappresentanza sindacale nell'azienda in cui lavoro ed il mio lamento è stato così fondato che Rosario Faraone ha ammesso il "difetto di comunicazione". Tutto qui e nonostante ciò, sono stato tacciato di avere mosso una guerra tra poveri (interinali da un lato ed ex interinali dall'altro); di avere infangato l'operato del sindacato; di avere testimoniato il falso. Caspita! Nemmeno io riesco a darmi tutta questa importanza! Non sono, infatti, che un tele-operatore call-center in-bound con contratto a tempo determinato, nel pieno della 2° proroga. Con ciò significa che al massimo potrò stare dove sono fino al 31 dicembre, termine della eventuale 4° proroga, con possibilità (concreta) di trovarmi in una strada o il 1° luglio o il 1° ottobre. E poi? Di nuovo a cercare lavoro; di nuovo ad accontentarmi di ciò che offre il convento per trovare i soldi che non mi servono per pagarmi la rata della macchina nuova; che non mi servono per riempire il vestiario con gli abiti all'ultima moda ma per mangiare e per contribuire alle spese della mia famiglia. In seguito a ciò ho avuto il sacrosanto diritto di arrabbiarmi quando ho letto sul Giornale di Sicilia che era stata organizzata una manifestazione per la stabilizzazione degli ex interinali... e mi sono chiesto: ed io che non sono (almeno per ora) un ex non conto nulla? dov'è stata l'informazione a riguardo? Ed ecco dunque questo post, quest'altro e quest'altro ancora. E dire che c'è stato chi ha scritto qui e chi ha detto con astio a Palazzo Gamma che ho fatto tutto questo per mania di protagonismo. No, l'ho fatto per rabbia e lo rifarei. Però vorrei non essere l'unico che si espone, che ci mette il nome ed il cognome. Da soli non si arriva da nessuna parte. In poche ore ho sentito molte voci, la maggioranza delle quali preoccupanti circa il futuro degli attuali interinali della Wind di Palermo. Ma non posso accollarmi la responsabilità di renderle note, perché non sarei altro che un trasmettitore indiretto. Chiedo, dunque, ai miei colleghi che sanno notizie che devono essere note agli altri di avere il coraggio di esporsi, anche perché a quanto pare non abbiamo nulla da perdere. Io ho fatto la mia parte, basandomi su informazioni certe e dirette; vorrei che anche gli altri facessero la loro, altrimenti tutto questo rientra nella categoria delle urla nel deserto. Ci vuole una coesione d'intenti ed una strategia comune; magari non raggiungeremo l'obiettivo fantasioso della stabilizzazione a breve termine(è molto più probabile che un asteroide impatti sulla terra), però si può fare più che rumore. E se io, con un solo post, sono riuscito a "infangare il lavoro del sindacato" ed "a smuovere una guerra tra poveri", cosa si potrebbe fare con più gente che partecipa per la difesa del futuro? Si genererebbe un boato, il cui eco si sentirebbe a migliaia di chilometri di distanza dalla fonte. Eppure noto rassegnazione e timore e ciò mi dà rabbia e non faccio solo riferimento al caso specifico degli interinali di Palazzo Gamma, in quanto il precariato è una piaga nazionale. Domani, comunque, ci sarà la manifestazione degli ex colleghi davanti ad un negozio della Wind di via Libertà. In bocca al lupo, a tal proposito, ai partecipanti, giacché tutti quanti condividiamo il medesimo problema, cioé quello dell'incertezza. E non è la differenza tra contratto in corso e contratto in scadenza che ci pone su due piani diversi, perché chi oggi risponde all'assistenza tecnica di Wind, domani sarà di nuovo alla ricerca di un altro impiego. Peccato, tuttavia: in questi casi conta il numero e la pressione che ne deriva. Da soli, ribadisco, non si va da nessuna parte...

Aggiornamento 13:16: ITALPRESS: Un centinaio di lavoratori interinali della Wind sta manifestando a Palermo in via Libertà, davanti ad un punto vendita dell'azienda. L'iniziativa è stata organizzata per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro. La maggior parte di questi giovani ha prestato servizio per più di 24 mesi nei call center della società di telecomunicazioni. "L'azienda - dicono all'ITALPRESS i rappresentanti di Slc Cgil, Rosario Faraone, Fistel Cisl, Francesco Assisi, e di Uilcom Uil, Giuseppe Tumminia - ha utilizzato i lavoratori in maniera strutturata. Ha chiuso il 2007 con un bilancio in attivo, ma non ha confermato questi dipendenti. Lunedì abbiamo presentato alla  Wind una piattaforma di rinnovo del contratto aziendale e chiesto di aprire un confronto sugli organici. I lavoratori - concludono i sindacalisti - chiedono di essere stabilizzati. Questo è l'inizio di una vertenza più ampia che vede il coinvolgimento anche dei lavoratori a tempo indeterminato".

Ecco riportata l'agenzia stampa delle 12:46. Precisamente non si tratta di un mancato rinnovo del contratto di lavoro, in quanto la fattispecie contrattuale utilizzata può essere prorogata solo 4 volte e gli ex colleghi hanno raggiunto questa soglia. Bisogna attaccare l'abuso di questa strategia, che si basa sulla legge in vigore. La stabilizzazione, inoltre, è un bene di tutti e mi auguro che davvero ci sia il coinvolgimento dei dipendenti, giacché paiono ancora troppo restii: una solidarietà da parte loro sarebbe più che auspicabile, sempre per il medesimo concetto del più siamo, meglio è. A Palazzo Gamma, nel frattempo, tutto tranquillo.
postato da: WG alle ore 01:17 | Permalink | commenti (15)
categoria:politica, attualitĂ , quotidianitĂ 
23/04/2008


Sono stanco, mentalmente sfinito ma appassionato. Ho saputo parecchie cose in relazione a ciò che ho scatenato in virtù di questo post e di quest'altro, nonché attraverso l'intervento del Giornale di Sicilia ed all'impegno a Palazzo Gamma. E prima di andare a letto, ho voglia ancora di scrivere.

Innanzitutto, non mi sto comportando in questo modo per mania di protagonismo: non ho bisogno di un piedistallo su cui salire per farmi vedere meglio. Ho deciso di reagire perché sono stanco di essere trattato come un burattino; sono stanco di non avere la certezza di un futuro da vivere con dignità; sono stanco di non avere la possibilità di sognare di mettere su famiglia nella mia amata città; sono stanco di stare zitto, tollerando ciò che accade attorno a me senza sprecare almeno un po' di fiato per palesare la mia rabbia. Perciò ho scritto quello che avete letto con tono polemico, perché ho deciso che questo è il mio momento per dire basta, non in quanto è semplicemente quello opportuno: così è. Ed io non ho paura.

I commenti, per lo più giustificatamente anonimi, dei miei colleghi stanno dimostrando che sono riuscito nell'intento di creare un piccolo forno entro il quale mettere legna da ardere. Ma avverto ancora troppa rassegnazione ed il "tanto non cambia nulla" è una frase triste di cui troppi fanno abuso. Non è così ed il coraggio è lo strumento per tentare di giungere ad almeno una speranza di vedere le cose da una prospettiva ottimista. E bisogna sapere incassare, senza dare sfogo alla rabbia, giacché l'attacco iracondo è l'arma dei deboli e di chi sa di stare per perdere o di chi vuole vendicarsi per un tremendo rimprovero subito. Non arrendiamoci e lottiamo per essere liberi di sognare un futuro stabile, senza farci mettere il bastone alle ruote da nessuno. Non c'è un uomo più uguale dell'altro, anche se questa società vorrebbe insegnarci il contrario e ricordiamoci che la nostra età è il migliore tempo possibile per provare a cambiare lo stato delle cose, giacché non lo facciamo solo per noi ma anche e soprattutto per coloro che verranno da noi. Ed io, nel frattempo, sono fiero di essere un "pinco-pallino" e criticato perché ho usato un tono polemico contro ciò che ho accusato e di conseguenza ottenuto. Le conquiste non si ottengono con le carezze: ciò ha dimenticato il sindacato contemporaneo, figlio dell'egoismo della società di oggi. Strano, comunque, che debba affermare ciò uno che sa di essere di destra, lontano dalla prospettiva attraverso il quale la gente di sinistra vede il mondo. E "forse somigli davvero a tuo nonno ma non ai moderni sindacalisti che sono scarsi, distratti e si arrendono sempre". Proprio così: io non mi arrendo mai, neanche se fossi lasciato solo con me stesso e continuerei a farlo anche per chi lo ha permesso.

Dunque, dico basta. E voi?
postato da: WG alle ore 00:18 | Permalink | commenti (47)
categoria:politica, quotidianitĂ 
22/04/2008


Ritorno doverosamente sul post "Il sindacato che occulta", il quale ha ottenuto una risposta da Rosario Faraone attraverso il Giornale di Sicilia, partendo dalla riproposizione della breve di Salvo Ricco, pubblicata a pagina 22 dell'edizione palermitana:

"
La vertenza per la stabilizzazione degli operatori call center Wind interessa sia gli ex interinali che gli attuali lavoratori di Palazzo Gamma". Lo dice il segretario della Sic Cgil, Rosario Faraone, per spegnere le polemiche del mancato coinvolgimento alle proteste del personale che attualmente presta servizio. "Si è trattatato di un difetto di comunicazione - spiega Faraone -. Ci siamo concentrati prima verso coloro che non hanno contratto, ma è logico che i benefici che scaturiranno dalla contrattazione di secondo livello interessaranno tutti".

Il grassetto è mio e sottolinea che il contenuto del post è stato fondato, nonostante sia stato ritenuto disinformante da alcuni ex colleghi, che hanno pubblicato il loro commento in forma anonima. Il "difetto di comunicazione", per l'appunto, fa riferimento al fatto che io ed i miei colleghi non siamo stati informati sugli incontri, sulle manifestazioni e sulle trattative in progress in merito alla stabilizzazione e la colpa è stata imputata ai rappresentanti sindacali in seno a Palazzo Gamma. I benefici che scaturiranno dalla contrattazione di secondo livello è chiaro che dovranno beneficiare su tutti ed allo stesso tempo però spero che questa polemica raggiunga l'effetto del discutere costantemente con tutti e non solo con una parte, cioé quella che non ha un contratto attivo. La visibilità della questione, infatti, ha come obiettivo quello di rendere trasparente l'attività del sindacato all'interno dei call center della Wind, sfuggendo dal timore che in questo modo l'azienda possa mettere il bastone alle ruote degli interinali in corso d'opera, perché non siamo mica agli inizi del '900, allorché i datori di lavori potevano fare la qualunque, vista e considerata l'assenza di mediatizzazione degli avvenimenti. Dalla nostra parte, infatti, c'è lo Statuto dei Lavoratori del 1970. Il sindacato, così come dichiarato da Rosario Faraone, si è concentrato dapprima su coloro che non hanno contratto, essendo "in mezzo alla strada": decisione strategicamente giusta ma incompleta, considerando l'universalità degli effetti scaturenti da un eventuale successo della vertenza. Il "difetto di comunicazione", inoltre, fa riflettere sull'inefficienza dei rappresentanti sindacali di Palazzo Gamma, i quali si sono dimostrati carenti e poco solidali, giacché come hanno potuto celare tali informazioni così rilevanti che avrebbero drasticamente accresciuto il numero dei partecipanti agl'incontri? Magari un giorno si avrà una risposta a questo legittimo quesito.

Un commento politico: alle scorse elezioni politiche nazionali sappiamo tutti com'è andata a finire per la Sinistra, la quale nell'immaginario collettivo è da collegare anche al sindacato. Prendendo in considerazione questo fatto come campione rappresentativo, si può facilmente comprendere il motivo della disfatta, in quanto la Sinistra ha perso la sua base essenziale, cioé il dialogo diretto coi destinatari del suo messaggio politico.

Un commento da blogger per i blogger: questa storia dimostra ancora una volta quale sia la potenza della blogosfera. Se non ci fosse stato, infatti, questo post e se non ci fosse stato il conseguente interesse del Giornale di Sicilia, non ci sarebbe stata né la legittima polemica del call center in cui lavoro né la risposta del sindacato, caratterizzata altresì dall'ammissione di colpa. Lo reputo un successo di C'è Walter.

Aggiornamento 13:11:
Ne saprò meglio quando sarò al lavoro più tardi; ho saputo, comunque, che un rappresentante sindacale di Palazzo Gamma mi ha attaccato, definendomi pure "pinco-pallino", sostenendo la falsità della notizia della disinformazione, tra l'altro confermata da Rosario Faraone nella breve del Giornale di Sicilia. Mi sa che avrò un pomeriggio movimentato. Sono certo che chi mi ha attaccato è stato rimproverato dal sindacato stesso, avendo saputo che la notizia è arrivata pure a Roma. Ad una mia collega ha persino risposto così: "Tu non sai chi sono io!". A mia difesa c'è soprattutto la disinformazione palese dei miei colleghi, da cui vorrei uno slancio di solidarietà, anche anonima.

Aggiornamento 23 aprile 2008, 11:11: Considerato il commento numero 30 di Gian Piero Lo Sciuto, a cui ho risposto per le rime con quello successivo, ecco con quali frasi un rappresentante del sindacato ha aggredito una mia collega ieri mattina:

  • Tu chi cazzo sei?
  • Tu non ti rendi conto che è stato il sindacato che ti ha permesso di lavorare qui.
  • Tu non sai chi sono io!
Avere deciso di informare sulla disinformazione è proprio una polemica priva di sottofondo... come no! Inoltre, i commenti di colleghi o ex colleghi stanno dimostrando che questo post non è nato affatto da un sentore errato. Non c'è in atto alcuna voglia di mettermi su un piedistallo; non sto fomentando una "guerra tra poveri", giacché io punto l'accento sul benessere di tutti, parlando con tutti, senza alcun difetto di comunicazione.  E se tutto questo è "populismo", ben venga! Ma si sa, quando non si ha nulla di concreto da rispondere, si tende sempre a definire "populista" o "qualunquista" colui il quale la pensa in maniera diversa. Qui non c'è alcun attacco generalista al sindacato ma alla strategia posta in essere da quello che si sta occupando degli interinali della Wind, con la speranza che alla luce di tutto questo (e di altro) possa cambiare.


postato da: WG alle ore 09:30 | Permalink | commenti (42)
categoria:politica, attualitĂ 
21/04/2008


Il Senato della Repubblica è stato convocato per il 29 aprile e sarà presieduto da Rita Levi Montalcini, anche se molto probabilmente accadrà come due anni fa, cioé darà il posto al secondo più anziano, Oscar Luigi Scalfaro. Sta per cominciare, dunque, la terza legislatura di Silvio Berlusconi a capo del governo e siamo in piena campagna di allocazione dei ministri. Nonostante il leader del Pdl abbia detto che non è stato ancora deciso nulla, promettendo sorprese, pare che il Ministero dell'Interno andrà a Roberto Maroni della lega Nord, che nello scorso esecutivo berlusconiano fu al Welfare. La scelta mi convince, in quanto la sicurezza ha bisogno di essere organizzata rigidamente ed un leghista fa al caso nostro. Bisogna, infatti, limitare quanto più possibile avvenimenti tragici come lo stupro avvenuto a Roma ai danni di una ragazza africana per opera di un rumeno di 37 anni con precedenti penali. La regola fondamentale dovrà essere: via dall'Italia tutti gli immigrati che non hanno un posto di lavoro, ovvero privi di capacità produttiva. L'idea della ronda di Maroni, inoltre, risponde alla domanda di sicurezza della gente, quantunque appaia un po' troppo rigida, giacché ritengo che debbano essere sempre i professionisti ad occuparsi della salvaguardia della cittadinanza, tuttavia con più durezza ed intransigenza. Di conseguenza occorrono più controlli nei mari e migliorare ancora di più l'organizzazione della gestione degli sbarchi, in quanto spesso siamo troppo liberali e Lampedusa ne è un esempio. Naturalmente non sto discutendo sul concetto del potere lasciare liberamente le porte aperte, come spesso ci raccontano i nonni a proposito di ciò che accadeva una sessantina d'anni fa: non facciamo inutili e ridicoli parallelismi. Qui si tratta di mano dura, ferma e forte.
postato da: WG alle ore 14:17 | Permalink | commenti (50)
categoria:politica
20/04/2008


Eccovi, innanzitutto, il testo di una breve notizia apparsa ieri sul Giornale di Sicilia, precisamente nell'edizione palermitana a pagina 32:

"Manifesteranno giovedì davanti al negozio Wind di  via Libertà, i lavoratori ex interinali che chiedono la stabilizzazione. L'iniziativa unitaria dei Cgil Slc, Fistel Cisl e Uil comunicazione, segue l'incontro avuto dai lavoratori con le segreterie provinciali dei sindacati. La possibile stabilizzazione, spiega Rosario Faraone della Slc Cgil, è inserita come primo punto nella piattaforma di rinnovo della contrattazione aziendale nazionale che sarà presentata lunedì".

Comincio con una premessa d'obbligo: gli ex interinali, a cui fa riferimento la breve, sono i miei ex colleghi a cui ho dedicato questo post, che è stato pubblicato pure sul Giornale di Sicilia del 1 aprile nella sezione dedicata alle lettere. Inoltre, ho anche scritto un articolo che dovrebbe essere pubblicato sul giornale aziendale del contact center di Wind, presente qui.

Ora, chi in questo momento sta lavorando al Palazzo Gamma, con la stessa tipologia di contratto di chi non c'è più, non sapeva nulla né della manifestazione né della "piattaforma di rinnovo". E non perché non ci siamo interessati della questione ma perché il sindacato in questione ha deciso volutamente di tagliarci fuori dalla discussione. Ciò è stato palesemente sostenuto nel corso degli incontri avuti con gli ex consulenti, così come ho appreso da fonti certe e dirette. I rappresentati del sindacato hanno, infatti, consigliato ai partecipanti di non divulgare nulla del contenuto degli incontri ai colleghi in carico. Ho saputo, ad esempio, che martedì prossimo, alle 15:30, Rosario Faraone insieme ad altri ex interinali sarà a Palazzo Gamma ed a proposito di ciò l'imperativo è stato di non informare gl'altri, giacchè "è meglio che lo sappiano dopo, altrimenti vorrebbero esserci tutti", alla faccia dell'interesse di parte tutelato dal sindacato, così come si evince dal diritto di riferimento. Tutto ciò è a dir poco incredibile. Mi è stato riferito, inoltre, che durante gli incontri degli scorsi giorni, è stato sostenuto che non tutti saranno stabilizzati e la strada per l'ottenimento di ciò è lunga, senza specificare il criterio in relazione al quale alcuni saranno fortunati ed altri no. E di tutto questo io ed i miei colleghi siamo stati tenuti fuori: nella bacheca sindacale non c'è alcun riferimento al calendario degli incontri, alla manifestazione, alla piattaforma... nella casella di posta aziendale la Rsu ha solo informato di problemi relativi alla mensa che riguardano esclusivamente i dipendenti. Le domande da porre a chi di dovere, dunque, sono assolutamente conseguenti e giustificate:

  • Perché il sindacato ha voluto tenere nascosto agli interinali in attività di tutto ciò che è inerente alla questione della stabilizzazione?
  • Perché il sindacato non ci ha informato sulla manifestazione di giovedì, tra l'altro promossa in un punto vendita di Wind e non direttamente sul luogo di lavoro?
A proposito dell'ultimo aspetto, è come se ai tempi della Fiat di Termini Imerese, il sindacato avesse indetto una protesta innanzi ad una concessionaria...

Ci sarebbe altro da scrivere (tenete conto che ho anche le e-mail inviate dal sindacato agli ex interinali) ma oggi è il momento della richiesta legittima dei chiarimenti in merito. Invierò una e-mail al sindacato e poi una delucidazione in merito ai fatti al Dipartimento di Diritto del Lavoro dell'Università di Palermo, nonché un commento a qualche politico siciliano. Informerò, inoltre, i miei colleghi su ciò che sta accadendo, giacché ritengo che la maggioranza assoluta sia completamente all'oscuro. Tutto ciò parte dal presupposto che il problema della stabilizzazione non riguarda naturalmente solo coloro che non hanno più il momentaneo diritto a non essere nella loro postazione ma anche coloro che sono in piena attività, giacché il sindacato deve tutelare l'interesse di tutta la parte, non solo del suo sottoinsieme non operativo. E sono davvero fastidiosi gli inviti a non spargere la voce posti in essere negli incontri affinché noi non ne sapessimo nulla. Tutto, comunque, è emerso. Sono certo che il sindacato si è preparata la risposta o se la sta preparando in merito e noi la attendiamo con ansia. Eccovi, intanto, i fatti: a voi il giudizio. E non finisce qui.

Aggiornamento 14:20, 21 aprile 2008:
Ho saputo che stamattina è stato rovente il clima a Palazzo Gamma per via di questo post e dei commenti relativi alla faccenda. La domanda fondamentale da chiedere a chi di dovere è sempre la stessa: Perché non siamo stati informati direttamente dal sindacato sulle iniziative in favore della stabilizzazione degli interinali? D'accordo sul fatto che si sta lavorando per il bene di tutti, però bisogna parlare con tutti e non con pochi intimi, cioé non soltanto con coloro che rappresentano la parte più debole di quella che debole già lo é, ovvero gli ex colleghi a cui è scaduto il contratto. Alla luce di ciò la nostra richiesta d'informazioni di prima mano è sacrosanta.

Aggiornamento 15:47, 21 aprile 2008: C'è stato il contatto tra Giornale di Sicilia e sindacato. Quest'ultimo ha affermato che davvero c'è stata l'omissione, la cui colpa è imputabile ad un buco dell'organizzazione sindacale all'interno di Palazzo Gamma e d'ora in poi saranno coinvolti negli incontri e nelle manifestazione anche gli interinali che sono in operativo. Proprio quello che volevamo.

Aggiornamento 20:00, 21 aprile 2008: Nell'edizione di domani del Giornale di Sicilia ci sarà l'articolo con la risposta di Rosario Faraone.

Aggiornamento 8:37, 22 aprile 2008Ed ecco il testo integrale della breve pubblicata a pagina 2
2 dell'edizione palermitana del Giornale di Sicilia "La vertenza per la stabilizzazione degli operatori call center Wind interessa sia gli ex interinali che gli attuali lavoratori di Palazzo Gamma". Lo dice il segretario della Sic Cgil, Rosario Faraone, per spegnere le polemiche del mancato coinvolgimento alle proteste del personale che attualmente presta servizio. "Si è trattatato di un difetto di comunicazione - spiega Faraone -. Ci siamo concentrati prima verso coloro che non hanno contratto, ma è logico che i benefici che scaturiranno dalla contrattazione di secondo livello interessaranno tutti".

Ecco fatto: il motivo che ha scaturito questo post è stato suffragato dal riferimento al "difetto di comunicazione", inteso come mancanza d'informazione dei rappresentanti del sindacato all'interno di Palazzo Gamma; le mie parole, dunque, non sono state affatto esagerate o frutto di ricezione di notizie errate. Ho avuto ragione e mi è stata data dal diretto interessato. E' chiaro che la vertenza per la stabilizzazione degli operatori call Center Wind riguarda tutti ma occorre parlare con tutti e non solo con una parte, escludendo l'altra ("ci siamo concentrati prima verso coloro che non hanno contratto"). Il prima presuppone un ora o un dopo? Staremo a vedere. Il difetto di comunicazione del sindacato, comunque, dimostra la crisi dell'organizzazione che dovrebbe tutelare gli interesse dei lavoratori: se la sinistra non ha ottenuto alcun seggio, da questo campione rappresentativo si può comprendere benissimo il motivo.
postato da: WG alle ore 10:57 | Permalink | commenti (28)
categoria: