Ed è apparso un nuovo murales con la faccia del boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993, stavolta sulla parete che confina con la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, firmato sempre con “F.A.”. La cornice è nera e c’è un’unica effigie del boss, di colore giallo e rosso. Un commento a caldo: ritengo che l'autore abbia voluto sfruttare al meglio la pubblicità e non sarebbe male se rivelasse anche lo scopo del disegno: semplice arte? incitamento alla cattura? goliardata? segnale che vuole inquietare?
Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri di Piazza Verdi.
Sembra, dunque, che il murales davvero sia recente, al contrario del primo, di cui è stata diffusa la notizia l'altro ieri, prontamente riportata qui e sull'urban blog, segnalando che l'effigie del boss era almeno presente da gennaio, in quanto pubblicai due foto il 23, scattate quattro giorni prima ed inserite su Flickr.
Così come già ribadito, ho la sensazione che F.A. (o chi per lui) abbia voluto cavalcare l'onda del successo, giacché il suo primo murales ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica e mi sa che ne vedremo degli altri nei punti nevralgici del capoluogo siciliano.
Nel suo blog, il senatore Carlo Vizzini ha risposto con questo post all'autore dell'effigie, sottolineando che si tratta di "un episodio inquietante e grave", "che la dice lunga sulla difficoltà a compiere il cambiamento di mentalità necessario per battere la mafia".
Per quanto mi riguarda, quando pubblicai la notizia il 23 gennaio, scrissi di essere stato "d'accordo con il messaggio del murales", in quanto la qualificazione "Ultimo" mi spinse a ritenerlo un incitamento all'arresto del boss, essendo ritenuto uno dei capi più rilevanti di Cosa Nostra. In relazione, tuttavia, a questo nuovo murales, penso che sia solo mosso dalla pubblicità e dalla voglia di continuare ancora a fare parlare più dell'autore che del messaggio. Certo è che F.A. magari avrebbe dovuto cambiare personaggio, non so... Giovanni Falcone, ad esempio.



























