Ed ecco che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha incaricato Franco Marini per "verificare le possibilità di consenso per una riforma elettorale".
Trattasi di tempo perso, innanzitutto perché si sa che la Casa delle Libertà è compatta nel volere le elezioni anticipate, senza se e senza ma, cioé con la legge elettorale in vigore, consapevole che non ci saranno problemi d'ingovernabilità, considerato l'ampio consenso popolare, dovuto dal disastroso governo di Romano Prodi.
La scelta del Presidente della Repubblica sa di aiuto al centrosinistra, una vera e propria boccata d'ossigeno. E poi perplime l'idea di porre in essere un esecutivo solo per realizzare una legge elettorale diversa dall'attuale: l'Italia ha urgente bisogno di un esecutivo che s'impegni ad occuparsi di tutto, non di una sola cosa, inficiata dal fatto che non c'è "la possibilità di consenso per una riforma elettorale". E Franco Marini sa benissimo questo, tant'è che poco fa ha dichiarato che "Proverò a cercare una maggioranza larga per fare una riforma elettorale, un'impresa che si può tentare soltanto se ci sta Berlusconi, perché oramai è chiaro che Casini non si scopre". Da notare che l'ex Presidente del Senato ha usato la parola "impresa" ed ha sottolineato la necessità che sia d'accordo Silvio Berlusconi: in poche parole, la missione pare fallita prima di cominciare.
In Italia succede che un uomo ne uccide un altro ed è stato scarcerato con il consenso della giustizia. L'omicida si chiama Corrado Piazza, che il primo settembre dello scorso anno colpì al volto con un fortissimo pugno Andrea Lazzarotto, operaio di 29 anni che stava vendendo magliette del Genoa per aiutare un bambino ammalato a Casarsa Ligure. A causa di quella violenza, mossa da una lite avvenuta per futili motivi, il giovane cadde per le scale, riportando un grave trauma cranico che lo fece morire due giorni dopo.
Ora, Corrado è stato scarcerato e messo agli arresti domiciliari grazie al patteggiamento concordato tra il Pubblico Ministero e i legali dell'indagato ed accettato dal Gip del tribunale di Chiavari. Adesso l'uomo seguirà un programma di disintossicazione dall'alcolismo, naturalmente pagato dai noi contribuenti.
Questo è un altro esempio della nostra giustizia che tende più all'emenda del reo piuttosto che all'afflittività. Ed intanto ad Andrea è stata tolta la possibilità di essere ancora vivo.
Sono riprese le consultazioni ma ormai si sta facendo sempre più insistente la voce che si arriverà ad elezioni anticipate, giacché Forza Italia, un partito dalla cui volontà non si può prescindere, è risoluta nel chiederle. Ed il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo sa benissimo. Così come ne ha consapevolezza Anna Finocchiaro, capogruppo del PD al Senato, la quale ha affermato che "Sono realista e non vedo grandissimi spazi ma l'appello per un governo di responsabilità nazionale e per una nuova legge elettorale il Pd lo fa nell'interesse del Paese". Ora, mentre si sa che la CDL riproporrà Silvio Berlusconi come candidato Premier, dall'altra parte non è poi così scontato che lo sarà Walter Veltroni, così come ha fatto intendere Rosy Bindi, che tra le altre cose appartiene proprio al PD di cui è segretario il sindaco di Roma: "Andare al voto da soli è un lusso che lasituazione del Paese non ci consente. Dobbiamo mettere in campo una sintesi intelligente di novità etradizione. Il Pd ha grandi risorse, una si chiama Veltroni, ma c'è‚ anche Prodi ed altri leader". Da ciò si evince la presenza di conflittualità all'interno di quel partito che dovrebbe essere lo zoccolo duro del centrosinistra nelle prossime elezioni politiche nazionali. Ebbene, è chiaro che il prossimo esecutivo italiano sarà di centrodestra: il divario tra le due coalizioni è così ampio che permetterebbe un'ampia maggioranza sia al Senato che alla Camera anche con questa legge elettorale. Ad esempio, credete voi che la Campania voterà di nuovo per il centrosinistra in seguito al tragico problema dei rifiuti? E quanta gente opterà per Silvio Berlusconi per la voglia di un governo stabile? Ricordo, infatti, che alla CDL si può imputare qualsivoglia critica politica ma almeno è riuscita a dare all'Italia un governo che è durato per tutta la legislatura.
Grazie a Dio oggi sto esistendo, perché mia nonna Ester non è stata catturata dai nazisti. Lei è sopravvisuta e di conseguenza lo sono pure io. Ma milioni non ce l'hanno fatta.
Aggiornamento 18:22: Previa segnalazione della blogger che cura Liberali per Israele, ho avuto il doloroso dispiacere di leggere questo post(e sono riuscito ad arrivare soltanto alla sesta domanda, senza avere la forza di proseguire oltre). Lì ho pubblicato un commento in cui evidenzio che quelle parole meritano di essere perseguitate a livello penale: c'é chi, infatti, usa la libertà di manifestazione del pensiero in maniera assolutamente sbagliata. Quelle parole, d'altronde, configurano il reato di apologia del nazismo. Tempestiamo quel post di commenti negativi!
Aggiornamento 19:43: L'autore del post ha appena cancellato ciò che ha scatenato l'ira mia e di molti altri. Una piccola battaglia vinta nel giorno della memoria.
20.02: L'autore di quella schifezza ha pubblicato questo commento in questo post: "Caro Walter, gridi vittoria troppo presto. Ho avuto infatti dei problemi col blog e ora anche col mio sistema operativo. Sicuramente qualcuno non ha gradito e ha deciso di farsi giustizia da solo. Eh si... il giorno della memoria comprensione e tolleranza".
Negli Stati Uniti è allarme per un satellite spia uscito fuori dall'orbita dopo aver perso potenza e che i tecnici non riescono più a controllare. Il satellite, ha spiegato una fonte anonima dell'amministrazione, è destinato a cadere a terra non si sa dove tra febbraio e marzo.
Mi raccomando, dunque, non uscite di casa senza gli ombrelli, anche con il sole che spacca le pietre... non si mai...
E' appena terminato il live-blogging su Palermo.Blogolandia.it, dove la discussione è vivissima.
Adesso a Palermo potrebbe perfino configurarsi un particolarissimo election-day, giacché i cittadini del capoluogo siciliano potrebbero votare nello stesso giorno per il governo nazionale, per l'assemblea regionale siciliana e per la provincia.
Facciamo il punto della situazione, partendo dal dato di fatto più importante: non ci sarà un terzo governo di Romano Prodi a carattere transitorio, così come ha affermato lo stesso ex Presidente del Consiglio dei Ministri: "Non credo che possa essere io la persona che può adempiere a questo Governo" ed ha dichiarato che ora potrà fare il nonno a tempo pieno. Bisogna, comunque, dare al Professore il cosiddetto "onore delle armi", perché ha avuto il coraggio istituzionale di mettere in atto una crisi parlamentare, anziché extraparlamentare, che avrebbe potuto condurre a risultati diversi di quelli che sono in procinto di realizzarsi. Ha dimostrato una dignità politica da elogiare, a prescindere dalla partecipazione attiva o passiva ad uno dei due schieramenti.
Ed ora sono cominciate le consultazioni: il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha già sentito Marini e Bertinotti e come avvenne nella prima crisi del governo di centrosinistra, anche in questo si fa il nome del Presidente del Senato per un eventuale governo di transizione che dia all'Italia una nuova legge elettorale. Si sa che il lavoro di Napolitano sarà tutt'altro che facile ed è consapevole che non ci può essere alcuno sbocco senza l'appoggio di Forza Italia, perché rappresenta il partito italiano con maggiore consenso popolare rispetto agli altri. E Silvio Berlusconi, che già si ritiene (giustamente) il vincitore, è riuscito di già a ricompattare la Casa delle Libertà, perché sia Fini che Bossi hanno annunciato pubblicamente che sarà proprio lui il candidato premier. Bisogna attendere ancora la risposta di Casini in merito ma non tarderà ad arrivare, in quanto l'Udc non può prescindere dalla coalizione di centrodestra, essendo il progetto del centro, seppur caldeggiato dall'Udeur, lungi dall'essere realizzato. E che cosa farà Clemente Mastella? Di certo non ha nulla a che vedere più col centrosinistra e la Casa delle Libertà gli sta dimostrando che per lui le porte sono aperte, benché Storace abbia dichiarato che la presenza dell'ex Ministro della Giustizia non lo rende di certo entusiasta.
Elezioni o non elezioni? Il centrodestra sa che anche con questa legge elettorale può contare su un ampio consenso popolare ed è inutile che il PD s'illuda che questo possa anche non avvenire. Quindi è naturale che la CDL voglia subito il voto, almeno quella che non ha in mente altri progetti politici; ed è altrettanto ovvio che il blocco disomogeneo del centrosinistra non voglia assolutamente le elezioni anticipater, sperando che si possa prima porre in essere una legge elettorale che gli dia più possibilità di farcela lo stesso, nonostante il disastro di questo anno e mezzo del governo di Romano Prodi.
Infine, sono certo che è cominciato un nuovo scontro politico, tutto da gustare: Silvio Berlusconi vs Walter Veltroni. Buon divertimento: lo show della politica italiana è cominciato.
Finisce qui il live blogging culminato con la splendida notizia della caduta del governo di Romano Prodi.
20.37 IL SENATO NEGA LA FIDUCIA!
20.36 Domenico Fisichella ha votato no.
20.35 Giulio Andreotti è risultato assente alla prima chiama per la fiducia.
20.34 Tre senatori diniani tre voti diversi alla fiducia al governo. Lamberto Dini vota no. Giuseppe Scalera si astiene, vale per voto contrario al Senato. Natale D'Amico vota si'.
20.33 Romano Prodi è rientrato a palazzo Chigi. Il premier ha lasciato palazzo Madama dove è in corso la chiama nominale per la fiducia al governo. Nella sede dell'esecutivo è arrivato poco dopo anche il ministro dell'Interno Giuliano Amato.
20.31 Il senatore diniano Giuseppe Scalera si è astenuto sul voto di fiducia al governo. Voto di astensione che per il regolamento del Senato è voto contrario.
20.23 Il senatore Clemente Mastella ha appena votato no.
20.21 Alla prima chiama del voto in Senato per la fiducia al Governo Prodi, si registrano due assenze, quella di Willer Bordon e Domenico Fisichella.
20.04 La giornalista di RaiNews 24 sta affermando che Prodi potrebbe salvarsi grazie alla pensione dei parlamentari nuovi. Il telegiornale della Rai ha dimostrato ancora una volta di essere di parte.
20.02 L'Udeur ha espulso dal partito Nuccio Cusumano per "idegnità politica".
20.00 Sono terminate le dichiarazioni di voti. L'ultima a parlare è stata Anna Finocchiaro. Adesso comincia il voto nominale. Si comincia con Possa di Forza Italia, che ha votato no con tanto di stampelle.
19.59 Metà degli italiani è contro le elezioni anticipate. E' quanto emerge da un sondaggio commissionato dalla trasmissione Annozero alla societa' Swg. I risultati del sondaggio saranno diffusi questa sera. Trattasi del solito fazioso sondaggio della trasmissione di Michele Santoro.
19.51 Sono presenti in aula cinque senatori a vita. Gli ex presidenti della Repubblica Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, e i senatori di nomina presidenziale Rita Levi Montalcini ed Emilio Colombo. Giulio Andreotti, che ha preso parte alla prima parte fase della seduta pomeridiana, non è ancora rientrato in Aula. Assente finora Sergio Pininfarina.
19.39 Il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, sta seguendo il dibattito in Senato dagli schermi della sede del Pd, a Santa Anastasia.
19.34 Ha appena finito di parlare il senatore Zanone, che ha sottolineato che Clemente Mastella ha citato la poesia di Pablo Neruda, che era comunista. La poesia non ha colore politico. Meno male che anche questo finirà prestissimo all'opposizione.
19.31 Natale Ripamonti (Verdi): "Walter Veltroni ha indebolito il governo e la coalizione, e ci ha portato a questa situazione, con la coalizione spaccata e la crisi di governo".
19.30 Francesco D'Onofrio (Udc): "L'Udc per bocca mia dice che voterà no e quindi, visto che come dice il senatore emerito Cossiga da quello che dico io si capisce come andranno a finire le cose, posso dire che per voi le cose finiranno male".
19.28 Roberto Castelli (Lega Nord): "Presidente lei oggi ha l'occasione di fare felici tanti, tanti italiani: vada a casa".
19.23 Antonio Di Pietro (Idv): "Davvero Mastella non sa a che cosa attaccarsi. Invece di giustificare il suo tradimento del patto con gli elettori che lo hanno votato, Mastella cerca di buttare fango sugli altri".
19.14 Clemente Mastella (Udeur): "Cosa accadrà ora? Mica sono il capo dello Stato".
19.02 La votazione, che dichiarerà la fine del governo di Romano Prodi, avverrà intorno alle 20.
18.55 Domenico Fisichella voterà in seguito al fatto che lo faranno anche altri senatori dimissionari ed il suo sarà un altro no.
18.54 Vi informo, intanto, che l'Assemblea Regionale Siciliana ha respinto la mozione di sfiducia nei riguardi di Salvatore Cuffaro con 53 no. Per saperne di più, cliccate qui.
18.47 Il senatore a vita, Giulio Andreotti, potrebbe non partecipare al voto di questa sera al Senato, sulla fiducia a Romano Prodi, stando a fonti interne a Forza Italia.
18.43 Tommaso Barbato (Udeur): "A me dispiace per quel che è accaduto in aula, ma è stato un momento di grave delusione al momento della dichiarazione del senatore Cusumano. Non mi aspettavo un tradimento del genere, perché è stato eletto nelle liste della Campania, che sta soffrendo in tutti i sensi. Non ho sputato nella sua faccia nella maniera più assoluta".
18.37 Maurizio Gasparri (AN): "Il governo non dovrebbe avere la fiducia, stando ai conti. Si è chiusa la pagina dell'esecutivo di Prodi nello stesso modo in cui si chiuse quella del 1996".
18.33 Rocco Buttiglione (Udc): "Votiamo no alla fiducia e voteremo compatti: siamo in 20 e io vorrei assicurare addirittura che ci saranno 21 no".
18.30 Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi): "Ora la strada maestra sono le elezioni ad aprile. Vedo con piu' probabilità le elezioni. A meno che, non ci sia la possibilita' di un Prodi bis con questa maggioranza ma ampliata".
18.24 Clemente Mastella ha esordito la sua dichiarazione, facendo riferimento a Lentamente Muore di Pablo Neruda. "Io dico no con molta fermezza. Non sono tra quelli che in questo momento rinnegano l'amicizia con lei. Non si può più andare avanti così com'è".
18.23 Francesco Cossiga "Per responsabilità politica, seppur con molte perplessità, voterò la fiducia a questo governo, ma signor Presidente non doveva venire qui".
18.20 Sergio De Gregorio (Italiani nel Mondo): "Il voto di fiducia al Senato e' l'atto finale di un calvario che il Paese ha subito impotente e sconcertato. La politica del Governo appare ormai interessata soltanto alla conservazione dei suoi privilegi e dei propri equilibri di potere".
18.13 Francesco Storace (La Destra): Prodi "non sa governare, dura al massimo due anni, così com'è successa pure l'ultima volta".
18.11 Giuseppe Scalera (Gruppo Dini): "Avevamo invitato a non parlamentarizzare la crisi. Era una scelta necessaria anche rispetto alle tante posizioni di queste ore, che hanno confermato che e' venuta meno la maggioranza politica e numerica". Il Gruppo di Dini, dunque, voterà no.
18.08 Considerazione Personale: Stando ai conti, al momento non c'è la maggioranza in Senato, giacché mancano 4 voti.
18.07 Franco Turigliatto: "In questo Paese va oggi costruita una sinistra di opposizione. Ha questo significato il mio voto negativo alla fiducia".
17.58: Domenico Fisichella (Misto): "Se gli altri senatori dimissionari dovessero votare, lo farei anch'io" e direbbe di no.
17.57 E' terminata la replica di Romano Prodi.
17.55 Claudio Grassi (Prc): "La crisi di governo è stata causata solo formalmente da Mastella in seguito alle vicende giudiziarie che lo riguardano. Essa ha a che fare con il modo scriteriato con cui è stato gestito il dialogo sulla legge elettorale".
17.54 Rocco Buttiglione (Udc): "Se cade Romano Prodi l'Udc proporrà un governo di responsabilità nazionale con Fi, An, il Pd e chi ne potrà far parte".
17.53 Romano Prodi: "Sono qui per il rispetto che nutro per il Parlamento, e per ribadire la necessita' di continuare a operare per un futuro di sviluppo. La mia non è testardaggine, ma coerenza".
17.50 Alfonso Gianni (Prc): "Non si può andare a elezioni al buio, serve un governo, chiamiamolo come si vuole a termine, istituzionale, per le riforme, che faccia almeno una nuova legge elettorale".
17.47 Paolo Ferrero: "Molto probabilmente questa è l'ultima occasione, per me, di fare un dibattito da ministro. Se avessi dei soldi, scommetterei sul fatto che la prossima settimana non lo sarò più".
17.46 E' cominciata la replica di Romano Prodi.
17.41 Alla ripresa della seduta, fra 4 minuti, ci sarà la replica di Romano Prodi e poi inizieranno le dichiarazioni di voto. Il primo sarà Francesca Cossiga.
17.39 Il senatore di Forza Italia, Guido Possa, la cui presenza era data per incerta per motivi di salute, è appena giunto nell'aula di palazzo Madama per il dibattito sulla fiducia.
17.37 Francesco Cossiga: "Se voterò si' alla fiducia al Governo Prodi, sara' certamente per l'ultima volta". Considerazione personale: perché ha utilizzato la proposizione ipotetica?
17.34 Il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, è appena giunto al Senato.
17.28 Anna Finocchiaro (PD): "Sono rimasta molto segnata e impressionata dalla barbarie dell'aggressione a Nuccio Cusumano. E' un fatto incredibile e le relazioni politiche e umane non c'entrano nulla. E' stato un espisodio molto brutto e duro anche dal punto di vista emotivo".
17.26 Dario Galli (Lega Nord): "Vada in pensione tranquillo onorevole Prodi, ha già dato. Di certo in pensione lei vivrà agiatamente con tutti gli emolumenti che ha messo da parte e sarà l'unica tassa che in Padania non ci dispiacerà di votare".
17.23 Stefano Stefani (Lega Nord): "Vorrei ringraziare l'ineffabile collega Pallaro per la lezione di partecipazione che, dai suoi possedimenti in Argentina (e quindi ben distante dal Parlamento dove invece dovrebbe oggi sedere), ci sta dando non partecipando alla votazione in Senato sulla fiducia al Governo".
17.17 Montezemolo (Confindustria): Siamo più vicini a Suk che ad altro.
17.07 Nicola La Torre (PD): "Oggi il Pd è fortemente determinato a sostenere il governo Prodi e domani a raccogliere le indicazioni del suo discorso al Senato per proseguire sulla strada da lui indicata per il Paese".
17.07 Mario Fabris (Udeur): "Mastella e Barbato andranno a votare e voteranno no. L'Udeur nel centrosinistra non rientra più ne con Prodi né con altri. L' unica via d'uscita che noi indichiamo è il voto anticipato".
17.03 Manfred Pintzger (Svp): "La Svp ha stretto un patto programmatico con Prodi e il partito non verrà meno a questo patto e lo onorerà sino alla fine".
16.56 Beppe Giulietti (PD): "Pensavamo che l'odierna delicata e importantissima discussione al Senato seguita all'intervento del presidente del Consiglio portasse la tv, a partire dalla Rai a trasmettere in diretta il dibattito. E invece no". La diretta è su RaiNews24.
16.51 La Lega Nord si mobilita in tutte le piazze della Lombardia per una raccolta firme con l'obiettivo di ottenere subito elezioni anticipate.
16.48 Francesco Nitto Palma (FI): "Ci eviti questo inutile rito del voto, vada dal presidente Napolitano e liberi il Paese dalla tragedia a cui lei ha dato corso".
16.41 Dopo circa un'ora e trenta è finito l'incontro tra il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e quello di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini. I due, alla presenza anche del capogruppo di An, Altero Matteoli, hanno assistito all'intervento del presidente del Consiglio Romano Prodi in Senato. Dopo circa un'ora e trenta, Fini si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni.
16.34 Il premier Romano Prodi seguirà nell'Aula del Senato tutto il dibattito e le dichiarazioni di voto che seguono alle sue comunicazioni, e a quanto si apprende, aspetterà il voto di fiducia chiesto a palazzo Madama.
16.31 Tommaso Barbato (Udeur): "Non capisco, davvero. Fino a poche ore fa le sue dichiarazioni sul voto di fiducia erano diverse. Cosa è cambiato? Cosa gli ha fatto cambiare idea? Gli hanno offerto qualcosa? Non lo so, verificheremo. Ma quanto è successo è grave, la politica e l'Italia hanno bisogno di uomini seri".
16.27 Alessandra Mussolini (As): "Mi sembra evidente che la scelta del senatore Cusumano, in spregio alle indicazioni di partito, debba essere oggetto di indagine penale, al pari di quelle che hanno coinvolto Mastella. Concussione, corruzione o altro?".
16.26 "Io non mi sono avvicinato...magari avessi avuto la possibilita', gli avrei sputato in faccia'': così Il senatore Tommaso Barbato dopo lo scontro in aula con il senatore Nuccio Cusumano.
16.23 Dopo aver ascoltato in diretta l'intervento di Cusumano, Fabris e Giuditta sono andati a palazzo Madama. Dice Fabris prima di entrare al Senato: "Andiamo al Senato ad esprimere la nostra solidarietà al sen. Barbato e a vedere se Cusumano rimette il suo mandato al partito".
16.17 Il Consiglio di presidenza si occuperà di quanto accaduto dopo l'intervento del senatore Nuccio Cusumano, culminato con il suo malore. Lo ha annunciato il presidente del Senato Franco Marini.
16.14 Mauro Fabris (Udeur): "Se Cusumano è coerente con i suoi alti principi, rimetta il suo mandato al partito e agli elettori che lo hanno eletto".
16.11 Sull'esito negativo del voto di fiducia al Governo Prodi in Senato "siamo sereni, i numeri ci sono, non c'è nessun problema, del senatore Cusumano già si sapeva". Lo dice il presidente di Forza Italia al Senato Renato Schifani.
16.10 Considerazione Personale: Tommaso Barbato ha sbagliato nettamente, soprattutto perché ora rischia di non essere legittimato a votare. Nuccio Cusumano, comunque, ha dimostrato di essere di pasta frolla. Trattasi di sceneggiata napoletana.
16.06 Tommaso Barbato si è diretto verso il banco del collega di partito dell'Udeur, Nuccio Cusumano, e gli ha "sputato in faccia, cercando anche di colpirlo con le mani". Cusumano, sentitosi aggredito, "e' svenuto".
16.05 Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto".
16.01 In Transatlantico, di fronte ai giornalisti, Barbato vede lo schermo che trasmette l'intervento di Cusumano ed urla: "Pezzo di merda, te lo vengo a dire in aula". La seduta ora è sospesa.
15.57 Si è scatenata la rissa verbale in Senato in seguito alle dichiarazioni di Nuccio Cusumano, che ha dichiarato che darà la fiducia a Prodi. Seduta sospesa per 5 minuti.
15.53 Nei prossimi giorni i comitati provinciali della Campania dei Popolari-Udeur si riuniranno per chiedere a Nuccio Cusumano, che nel 2006 è stato eletto in Campania di comportarsi con correttezza e linearità dimettendosi dalla carica e cedendo il proprio posto al primo dei non eletti senatori in Campania.
15.51 Titti Di Salvo (SD): "Apprezziamo molto la scelta di Prodi di presentarsi anche in Senato. Portare la discussione e la decisione in Parlamento non era l'unica possibile né l'unica legittima, ma è la più giusta per una discussione trasparente di fronte al Paese".
15.50 Francesco Cossiga dichiarerà in Senato che voterà a favore del governo Prodi per carità di patria, aggiungendo che "questa volta sarà l'ultima, perché la democrazia e il sistema politico italiano non può passare da cardiopalma a cardiopalma"
15.47 I principali impegni di politica estera del governo restano in sospeso per la crisi di maggioranza: la riunione del Comitato interministeriale italo-sloveno in agenda per domani a Villa Madama e, soprattutto, il vertice Italia-Egitto di martedì prossimo, che il premier Romano Prodi dovrebbe presiedere con il capo di stato egiziano Hosni Mubarak.
15.45 Massimo D'Alema non partecipa al dibattito in corso al Senato sulla fiducia perché‚ presente, in rappresentanza del Governo, ai funerali del partigiano Arrigo Boldrini, a Ravenna. Il vice premier è arrivato alla cerimonia manche con Piero Fassino, presente per il Pd.
15.44 Mario Baccini (Udc): "Il nostro gruppo voterà contro la fiducia".
15.42 Altero Matteoli (AN): "Un discorso surreale, disperato. Prodi crede di essere insostituibile.E crede soprattutto di esserlo rispetto alla sua ex maggioranza. Non vede i fatti come sono e come purtroppo il suo governo li ha aggravati. E' giunto il momento che Prodi passi la mano e si apra un'altra pagina per il Paese che sia scritta dagli elettori".
15.41 Clemente Mastella: "Non c'è spaccatura, non vedete che siamo tutti uniti, siamo tutti qui. Tranne uno". Il leader dell'Udeur fa riferimento a Nuccio Cusumano.
15.40 Domenico Fisichella: "Per prudenza politica e per il bene del Paese le suggerisco, presidente Prodi, di evitare il voto di fiducia al Senato".
15.37 Il capogruppo dell'Udeur Senato, Tommaso Barbato, ha comunicato che la dichiarazione di voto con la quale il Campanile negherà la fiducia al governo di Romano Prodi sarà letta in aula dal segretario del partito Clemente Mastella.
15.35 Roberto Mazzotta, presidente della Banca Popolare di Milano: "Bisogna che gli eletti siano al livello delle loro responsabilità e ci facciano uscire da questo disastro civile, perché non ce lo meritiamo".
15.33 Nell'aula del Senato sono ancora assenti il senatore Lamberto Dini e l'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. Sono al loro posto in aula i senatori a vita Emilio Colombo, Giulio Andreotti e Rita Levi Montalcini.
15.32 Clemente Mastella: "Cusumano? Chi vota come noi, come me e Barbato, è nel partito. Chi vota contro, è fuori dal partito. E' evidente".
“Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”: così cantava Giorgio Gaber in una canzone politica in cui mise in risalto le nostre contraddizioni sistemiche e microcosmiche. Ed, infatti, siamo davvero un popolo con peculiarità tali che non abbiamo nulla da spartire con gli altri: tra noi ed i francesi, ad esempio, c’è una differenza così abissale che chiamarli “cugini” è una forzatura bella e buona; sarebbe più appropriato definirli “extra-terrestri”. Se guardiamo alla nostra storia, l’Italia ebbe due momenti storici di unità, il primo risale all’Antica Roma ed il secondo al Risorgimento ma pare che la Nazione si sia fatta in seguito alla caduta del regime fascista ma c’era anche con i Savoia e con Mussolini, seppur con tutti i problemi di cui la storia c’informa abbondantemente. A tal proposito, a differenza di altri paesi occidentali, da noi non si festeggia il Risorgimento, non si celebra un giorno in cui si ricorda l’indipendenza italiana e questo non è un fatto di poco conto. A nessun francese, ad esempio, si può toccare il 14 luglio 1789, giorno della Rivoluzione Francese, che segnò l’inizio della fine della tirannia dispotica, poi tornata ma con la certezza che qualcosa era definitivamente cambiato; stessa sorte per il 4 luglio 1773 americano, giorno della dichiarazione d’indipendenza, posta in essere da Thomas Jefferson. Sia chiaro, non sto sminuendo affatto la Resistenza, giacché ha condotto l’Italia alla democrazia moderna, quantunque stiamo oggi assistendo alla sua degenerazione in oclocrazia ed alla tirannia della maggioranza. Però noto con mestizia che non siamo uniti ma egoisti e ci facciamo carico dei problemi solo quando ci colpiscono direttamente ed una volta risolti ce ne freghiamo se gli stessi possano capitare al vicino di casa. Ci accorgiamo di un’ingiustizia solo quando entra nel nostro microcosmo e facciamo di tutto per risolverla: c’è chi ha causato persino una crisi di governo, sottolineando, comunque, che l’Italia ha bisogno urgentemente di un esecutivo che non sia incline alla paralisi ma efficiente, a prescindere dal colore politico. Non abbiamo, dunque, la coscienza del bene comune, cioè di quel bene che non è la mera sommatoria dei beni individuali. Siamo un popolo frammentato socialmente, economicamente e politicamente. Siamo un popolo che tende ad esasperare il concetto di proprietà privata, ritenendo la dimensione pubblica come una sorta di amministrazione condivisa delle cose che riguardano i privati. E ci meritiamo l’attuale stato politico; ci meritiamo che al Senato oggi Romano Prodi potrebbe avere la fiducia grazie ai giochi d’interesse, che tendono ad essere fattispecie legittimate di concussione. Ci meritiamo che i giovani hanno solo la certezza di essere vivi nel presente, senza avere la possibilità di progettualizzare il futuro; ci meritiamo che ci sono anziani con una pensione di 600 euro al mese, anche se per sopravvivere ormai ne occorrono almeno 1000; ci meritiamo l’immondizia per le strade, la soppressione della libertà di manifestazione del pensiero nei confronti del Papa (ma se al posto suo ci fosse stato Fidel Castro, gli studentelli della Sapienza lo avrebbero accolto col tappeto rosso) e la copertura delle cariche istituzionali da chi ha avuto una condanna a cinque anni. Ci meritiamo tutto questo e molto di più perché siamo un popolo menefreghista che non ha il senso dell’unità. Io non mi sento italiano, ma per fortuna e purtroppo lo sono.
Comincia il Live-Blogging dalla Camera dei Deputati. Vi aggiornerò, minuto dopo minuto, su ciò che sta accadendo lì e altrove.
16.45: I Liberaldemocratici, al termine di una valutazione congiunta dell'Ufficio politico presieduto dal senatore Lamberto Dini, annunciano che non voteranno la fiducia al Governo.
16.47: Arturo Parisi (PD): "Non posso crederci, non posso crederci. Sono certo che arriverà una smentita". Così il ministro della Difesa ha commentato le agenzie che riportano fonti del Pd secondo le quali il partito starebbe considerando l'ipotesi di dimissioni di Prodi subito dopo il voto della Camera.
16.48: Giovanni Russo Spena (PRC): "Se Prodi oggi avrà la fiducia alla Camera e domani non verrà al Senato ma si recherà dal Presidente della Repubblica, è possibile che su un programma a termine, che ha al centro la riforma elettorale, si possa ricostituireun governo con un rimpasto che dimezzi il numero dei sottosegretari e ministri''. Lo ha detto a Sky Tg24 Pomeriggio.
16.51: Pierferdinando Casini (UDC): "Non c'e' nessuna possibilità di proseguire la legislatura o di dar vita ad un governo istituzionale se Prodi non rinuncerà a chiedere la fiducia al Senato e non andrà invece a dimettersi dal Capo dello Stato".
16.52: Umberto Bossi (Lega Nord): "Mastella mi ha un po' commosso quando l'ho visto difendere così la sua famiglia".
16.54: Gianfranco Fini (AN): "In 18 mesi non avete governato, ma vivacchiato, e avete dato vita solo a controriforme. Vi siete trovati insieme solo per smontare quanto fatto dal centrodestra. Che senso ha l'accanimento terapeutico? Che senso ha la roulette del Senato?".
17.00: Dario Franceschini (PD): "E' quasi umiliante dover smentire una delle tante bufale che girano in queste ore. Il Pd, come sta dicendo da tempo, sostiene convintamente le scelte del Presidente del Consiglio. Tutto il resto, sono invenzioni prive di ogni fondamento".
17.02 Elio Vito (FI): "Senza l'Udeur lei non ha più il diritto al premio di maggioranza, e quindi dovrebbe dimettersi. E' ancora in tempo per prendere atto del fallimento del suo progetto politico, e per rassegnare le sue dimissioni al capo dello Stato. E' venuto il momento di restituire la parola agli elettori".
17.04 Natale D'Amico (LD): "Se ci sarà un voto di fiducia sul governo Prodi in Senato io certamente voterò a favore del governo''.
17.10 Roberto Castelli (Lega Nord): "Se anche i Liberaldemocratici votano no alla questione di fiducia, posto che Dini e i suoi riescano a resistere alle enormi pressioni che subiranno da qui a domani, cio' pone di fatto fine al Governo Prodi. Allora sarebbe meglio che Prodi ne prendesse atto e, invece di venire al Senato a fare una brutta figura, andasse al Quirinale a rassegnare le proprie dimissioni".
17.15 Si sono concluse nell'Aula della Camera le dichiarazioni di voto dei Gruppi parlamentari sulla fiducia al Governo. Il presidente della Camera ha dato il via alle dichiarazioni di voto dei deputati a titolo personale.
17.17 Stando ai conti, domani al Senato Romano Prodi potrà contare su 157 voti, che sono insufficienti per il raggiungimento della fiducia. Gliene servono 161. Infatti, si sa del mancato sostegno di Franco Turigliatto, Domenico Fisichella, Clemente Mastella, Tommaso Barbato, Nuccio Cusumano, Lamberto Dini e Giuseppe Scalera.
17.20 E' iniziata alla Camera la votazione per appello nominale sulla fiducia chiesta dal Governo. La conclusione è prevista fra circa un'ora e mezzo.
17.24 Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha votato per primo la fiducia alla Camera e si è poi subito recato nella sala del governo a Montecitorio, dove è stato raggiunto da Tommaso Padoa-Schioppa, Rosy Bindi, Beppe Fioroni, Vannino Chiti e Massimo D'Alema. Con loro c'è anche Piero Fassino.
17.31 Tommaso Barbato (Udeur): "Non voteremo la fiducia al Senato. Sgombro il campo da qualsiasi dubbio a riguardo. Se dovesse venire al Senato per la fiducia, non voteremo per Prodi. Siamo usciti da questa maggioranza perché vogliamo che si ritorni a votare. Bisogna mettere tutto quanto in gioco. Non è possibile andare avanti, perché tante risposte non sono state date. Noi crediamo al progetto del centro".
17.38 Maurizio Lupi (FI): "Il centrodestra non ha problemi di alleanza, perché già abbiamo governato per 5 anni. Lo scenario che abbiamo davanti è molto semplice: più tempo si perde, più si fa male al Paese. Quindi è meglio andare subito al voto".
18.18 Romano Prodi, così come previsto, ha ottenuto la fiducia dalla Camera dei Deputati: 326 sì, 275 no.
18.56 Secondo fonti di palazzo Chigi Prodi potrebbe salire questa sera al Colle per rimettere il mandato nelle mani del presidente Napolitano.
19.10 Da circa un'ora è in corso nella sede del Partito democratico, a piazza Sant'Anastasia, un vertice per esaminare la situazione politica con il leader del partito, Walter Veltroni, il vicesegretario Dario Franceschini, il ministro Pierluigi Bersani, i capigruppo del Pd, alla Camera Antonello Soro e al Senato Anna Finocchiaro, Piero Fassino e Goffredo Bettini.
19.17 Rosy Bindi (PD): "Se Prodi andrà al Senato? Io credo di si. Io ci andrei. Abbiamo deciso di parlamentarizzare la crisi e che il Senato è figlio di un dio minore? Ripeto, io andrei al Senato anche perché' oggi èsuccesso un fatto nuovo".
19.21 Beppe Fioroni: "Comunque, se Prodi decide di andare al Senato vuol dire che sa di avere la fiducia. Vediamo che cosa succede nelle prossime ore".
19.25 Emma Bonino: "Io penso che Prodi, per rispetto alle istituzioni, debba completare la parlamentarizzazione della crisi".
19.28 Si conclude qui il live-blogging di oggi. A domani per la giornata cruciale del voto di fiducia al Senato della Repubblica, salvo sorprese dell'ultim'ora.