30/11/2007
In Paradiso, assieme all'amata Beatrice, Dante Alighieri ieri sera avrà riso dalla contentezza per tutta la durata dello spettacolo di Roberto Benigni, dedicato al celeberrimo V Canto dell'Inferno, quello di Paola e Francesca. E con il sommo poeta ieri si sono divertiti e si sono soprattutto emozionati oltre dieci milioni di spettatori, che hanno preferito "amor ch'a nullo amato amar perdona" a Totò Riina. L'inizio dello spettacolo di Benigni è stato caratterizzato dalla romboante satira politica, ma non quella spicciola della Guzzanti, per intenderci. E' stata una satira così divertente che avrà fatto ridere anche i soggetti coinvolti, in primis Silvio Berlusconi, il protagonista delle battute dell'artista toscano. Tra le frasi più belle, inoltre, proferite da Roberto mi piace ricordare questa: "Tutti gli uomini hanno una cosa in comune, sono tutti diversi", celebrando poi un inno all'unicità. Ma il clou della serata è stata la parafrasi del V canto dell'Inferno, uno dei più famosi della Divina Commedia, contraddistinto dal monologo toccante di Francesca. E leggendaria è stata la recita finale, tutta d'un fiato: i versi si comprendevano così com'erano, senza che fosse necessaria alcuna spiegazione e la commozione di Benigni si è trasmessa di certo negli animi degli spettatori, giacché "l'amore che move il sole e le altre stelle" è il motore dinamico di ogni azione e l'ispirazione di ogni pensiero farcito di bellezza. La trasmissione di ieri ha dimostrato che il pubblico italiano non è "pecorone", non è un pubblico a cui si può dare solo "L'Isola dei Famosi" e compagnia bella. E' pur sempre un pubblico "italiano", nel senso che è naturalmente incline allo spirito artistico, poiché da noi "è nata prima la cultura e poi la Nazione". Mille di questi spettacoli, allora: ci vorrebbe almeno un canto a settimana in prima serata piuttosto che altro...
29/11/2007
Se un antisemita qualunque se ne andasse in giro a dire ai quattro venti che "Israele non sopravviverà", meriterebbe di essere ignorato o per lo più un'occhiataccia. Ma se a dirlo è Mahmoud Ahamdinejad, il presidente della Repubblica Teocratica dell'Iran, deve suscitare necessariamente un effetto ben più che sgradevole, in quanto Teheran vuole l'atomica e di certo non per migliorare le risorse energetiche del Paese. E poi Ahmadinejad è un politico eccessivamente intransigente, che sembra volere ripercorrere le orme di Adolf Hitler. Qualche giorno fa, ad esempio, l'agenzia "Norouz" ha riferito che il governo iraniano ha proibito di vietare la parola "donna" nei programmi televisivi e di usare al suo posto la parola "famiglia". Ed udite udide: Ahmadinejad ha pure un blog con tanto di possibilità di aggiungere un commento ma di certo non sarà pubblicato quello che tra poco gli scriverò... Non ci credete? Cliccate qui.
28/11/2007
Ci risiamo: fiducia alla Camera dei Deputati per il Welfare alle ore 19. Trattasi ormai di un governo che ha sconfitto di gran lunga i carabinieri sull'ispirazione per le barzellette. Certo bisogna sempre sperare nella dignità di chi in questo momento ha la capacità di porre la parola fine a questa stucchevole situazione politica, che fa il bene solo di chi riscalda le poltrone parlamentari. Noi italiani rappresentati, innanzi a tutto questo, siamo impotenti. Se avessimo avuto la possibilità di sfiduciare Prodi & Co., lo avremmo fatto già da un pezzo. Ma dobbiamo sorbirci questo teatrino, dobbiamo sopportare passivamente la DisUnione del centrosinistra. Questo è eticamente ingiusto, però la nostra Repubblica Parlamentare permette l'intrusione dell'elettorato soltanto al momento delle consultazioni elettorali. Dopodiché possiamo essere pure carne da macello.
27/11/2007
Ieri notte ho seguito quasi tutto il dibattito di Porta a Porta sulla richiesta di risarcimento di Casa Savoia (che non condivido) ed in conseguenza di ciò ora molti chiedono soldi a loro per ripicca. Il Comitato Cagliari Capitale del Regno d'Italia, ad esempio, ha deciso d'intentare una causa per i danni recati al Regno di Sardegna con gli avvenimenti del 17 marzo 1861. Il Comune di Gaeta, invece, vuole 500 milioni per "l'invasione infame del 1860-61 che causò 1 milione di morti e 25 milioni di emigranti".
Da questa storia giudiziaria sono ormai imminenti le due seguenti cause:
- Il Comune di Palermo contro i discendenti degli Angioini per i danni procurati all'immagine della città durante la loro dominazione, che hanno portato ai Vespri del 31 marzo 1282.
- Il Comune di Palermo contro il Governo degli Stati Uniti d'America per i danni procurati dagli aerei dell'esercito a stelle e strisce durante i duri bombardamenti del 1943.
P.S.: Posso sussurrare a Gaeta e a chi si sta divertendo ora a chiedere i danni ai Savoia che la Casa Reale ha contribuito non poco all'Unità d'Italia?
27/11/2007
Da Tgcom: "Con l'accusa di aver ucciso i suoi due figli e di aver abilmente nascosto i loro corpi, la polizia ha arrestato Filippo Pappalardi, l'autotrasportatore di 41 anni, padre di Francesco e Salvatore, i due ragazzini di 13 e 11 anni scomparsi da Gravina in Puglia (Bari) il 5 giugno 2006. Secondo una ricostruzione dei fatti, Pappalardi avrebbe ucciso i suoi due figli mentre li stava punendo per non avergli obbedito per l'ennesima volta".
Come si può? Certa cattiveria non riesco ad accettarla, in quanto è troppo contraria all'umanità. I figli dovrebbero essere al primo posto nei pensieri di un padre, protagonisti di tutto l'amore che può dare. Eppure, c'è chi ha il brutale coraggio di compiere un'azione del genere, senza dubbio propria di un "demone". Ed ora: quale punizione? Naturalmente è necessaria una condanna penale esemplare ed io in questi casi opterei sempre per l'ergastolo, perché sarebbe ingiusto permettere all'assassino di avere la speranza un giorno di godere nuovamente della libertà. Come può, comunque, quel padre riuscire a sopravvivere a ciò che ha fatto? Come può dormire tranquillo, come può non essere sopraffatto dagli incubi? Mi auguro che sia tormentato dal terribile reato commesso. Un delitto così efferato merita, ribadisco, la galera a vita e vissuta nel peggiore dei modi possibili e non m'importa nulla se Amnesty International dovesse offendersi per questo. Qui, infatti, non si tratta di un reato politico o di un reato con una pena sproporzionata all'offesa. In questo caso l'assassino non ha solo perpretato un omicidio contro i suoi due figli, ma ha compiuto un azione contraria all'umanità. Non sono per la pena di morte, non solo per motivi religiosi. Ritengo, infatti, così come ho scritto anche in altre occasioni, che lo Stato non può togliere quello che non dà, però non vi nascondo che certe volte, quando permetto all'istinto di capeggiare sulla ragione, penso che certa gente non meriti di continuare a godere della beltà della vita, ma avrebbe bisogno di essere "aiutata" nel raggiungere velocemente il posto che gli spetta, ovvero l'inferno.
26/11/2007
Grazie ad una stupenda e-mail ricevuta oggi, ho la possibilità di avere un albero genealogico meglio definito. Eccolo, partendo da me.
Walter Giannò (1981)
Vittorio Giannò (1955) - Giovanna Romano(1958)
Giuseppe Giannò (1909-1968) - Caden Ester Cori (1917)
Pietro Giannò - Angela Caliò
Giovanni Nepomuceno Giannò - Marianna Paternò di Sessa
Ho scoperto, inoltre, che mio nonno aveva tre sorelle, una di nome Maria Concetta, ancora in vita. E forse lo è anche Maria Teresa, che dovrebbe vivere a Bolzano. E' morta, invece, la terza, cioé Maria Cristina.
Una pagina interessante, infine, circa la storia della mia famiglia si trova qui, dove c'è una sfilza di personaggi autorevoli che hanno portato il mio cognome, che è raro, sicuramente imparentati.
P.S.: Chi mi ha inviato l'e-mail lo ha fatto perché mi ha beccato grazie a questo blog. Egli è il nipote della sorella di mio nonno. Tutto questo fa comprendere, se ce ne fosse di bisogno, quanto sia bello e magico il mondo di internet.
Aggiornamento 14:51, 27 novembre: Fratello di Marianna Paternò di Sessa (dunque, la mia trisnonna), era Emanuele, nato nel 1847 e morto nel 1935. Il mio trisnonno, invece, era il Conte di Cartulano (ho discendenze nobili, dunque). Marianna e Giovanni ebbero otto figli. Oltre al mio bisnonno Pietro, infatti, ebbero Giuseppe, Emanuele, Caterina, Vincenzina, Luigia, Giuseppina e Francesca. Il mio bisnonno poi si sposò con Angela Caliò, da cui ebbe undici figli, tra cui mio nonno Giuseppe. Ora, il mio bisnonno Pietro ebbe un incarico di prestigio come gli altri fratelli al Banco di Sicilia ma fu costretto ad andare in pensione anticipatamente. Ebbe poi un modesto incarico all'anagrafe. Crebbe una famiglia umile, forse troppo umile rispetto a quelle nobili e ricche dei suoi fratelli (Giuseppe fu direttore generale del banco, cavaliere di Malta, Caterina sposò il barone Di Stefano, Giuseppina sposò il barone Prost De Royer, Emanuele divenne direttore del Casinò di Taormina, Luigia sposò il fratello della bisnonna Caliò ed emigrò in America). Il bisnonno Pietro non ebbe un trattamento alla pari rispetto agli altri e ciò si desume dal fatto che non è stato sepolto nella tomba di famiglia, ma ai Rotoli.
Quest'aggiornamento è nuovamente frutto dell'e-mail ricevuta, dunque, da un mio parente. Ho scoperto addirittura che il mio bisnonno è sepolto ai Rotoli, mentre la tomba di mio nonno si trova a Sant'Orsola ma non è quella gentilizia, che non so dove sia e che ora devo assolutamente ritrovare, non solo per curisosità storica.
Alla luce di queste novità, il Giuseppe di cui si parla qui è il fratello del mio bisnonno, che pare abbia ereditato i titoli e gli averi. Costui fu: "Doctor in Economics and Colonial Sciences, Driver's Captain and decorated with Red Cross gold medal, moved to Tripoli-Libya in 1916 as the General Manager of Banco di Sicilia and became a pioneer in the agrarian land reclamation".
Altri parenti illustri con cui condivido il cognome furono:
- Nicolò, Captain of Justice in Catania (1400)
- Ubertino, Justice of Magna Curia, Ambassador and Archibishop of Palermo (1500)
- Giovanni, membro del Senato di Palermo (1591-1592)
- Giacomo, Great Court Tribunal's Judge (1609)
- Giovanni, Palermo's Pawnshop Governor (1700-1702)
- Paolo, was invested with the baronage in 1731
- Onofrio, got a marquisate title in 1751
Infine, i Giannò giunsero in Sicilia dalla Spagna al tempo della dominazione aragonese.
26/11/2007
Ho semplicemente incrociato i suoi occhi dopo cinque anni e ne è scaturito questo ricordo.
Era il 30 ottobre 1999: sabato. Non era un pomeriggio come tutti gli altri ma era quello del mio primo appuntamento fissato con una ragazza. Ero emozionatissimo e scelsi con cura il vestiario. Puntai sull'eleganza ed optai per un accoppiamento monocromo: camicia e pantaloni scuri. Decisi di portarla al cinema e scelsi un film horror, Haunting - Presenze, che allora era in programmazione al non più esistente Cinema Nazionalino (oggi al suo posto c'è una Sala Bingo). Durante quel film accadde qualcosa che non avevo mai provato prima, giacché sulla mia pelle scorsero i brividi che desideravo da troppo tempo, perché lei cominciò a stringermi la mano. Ed al momento delle scene più paurose ella si avvicinava per la paura. Alla fine del film, comunque, ero troppo sulle mie, a causa dell'emozione ed una volta giunti in via Dante, all'incrocio di via Antonio Veneziano, era arrivato il tempo del congedo. La guardai negli occhi e desideravo baciarla, desideravo fortemente che il mio primo bacio in assoluto avvenisse proprio lì ma non sapevo come chiederglielo. Però poi ebbi uno slancio di coraggio e le chiesi che forse era giunto il fatidico momento ma le premisi che non avevo mai baciato in vita mia. Ella rise, si avvicinò e mi baciò. Il mio cuore andava a mille mentre le nostre labbra erano le une sulle altre e riconosco che non fu un bel bacio dal punto di vista sostanziale però fu il primo, quello che non potrò mai più dimenticare, quello che racconterò ai miei figli e magari anche ai miei nipoti. Dopo quegli attimi che furono storia, ci salutammo ed io ce la ebbi aspramente con me perché ero stato così emozionato da non averle regalato un bacio degno di nota. Cominciai a rifarmi, comunque, dal giorno successivo...
La mia prima storia amorosa terminò il 16 gennaio 2001.
26/11/2007
In questi giorni ho ricevuto villani attacchi da chi ha criticato di certo con assenza di rispetto la mia posizione politica. E non c'è niente di più grave di questo, perché un uomo non dovrebbe trascorrere il tempo a giudicare con faziosità il pensiero altrui ma dovrebbe dedicarsi a rendere forte il proprio. Chi mi legge da molto tempo sa che ci sono abituato, giacché pago con piacere il dazio di avere deciso di rendere pubblico quello che penso, anche quando non è accostabile al conformismo ideologico dei nostri tempi. In seguito alle accuse ricevute (addirittura c'è stato chi mi ha additato di essere mafioso per sillogismo), avevo pensato di scrivere un post sul perché ho stabilito di fare politica sotto la bandiera di Forza Italia; dopo una successiva riflessione, tuttavia, ho deciso che non devo giustificare a nessuno il perché della mia scelta politica, in quanto questa deriva non da calcolo, bensì da passione e da desiderio di partecipare alla ricerca del bene comune. Io, infatti, amo la politica, non la uso per interessi di stampo personale, per voglia di protagonismo, per avere un giorno chissà quale ricompensa per l'impegno profuso. E' vero che sono stanco dell'assenza di spirito democratico in quanti detestano la figura di Silvio Berlusconi, mossi da una inconscia invidia e dall'incapacità strutturale di ritenere che un uomo così ricco non possa interessarsi di conseguenza agli interessi della società. Il potere, d'altronde, logora chi non ce l'ha. Prima di entrare in Forza Italia, comunque, ho fatto politica attiva in Alleanza Nazionale, perché da giovanissimi si tende sempre ad esasperare la propria posizione politica, a prescindere dal fatto che si sia di destra o di sinistra. Ma sono scappato da lì perché non ho retto innanzi all'antisemitismo dei componenti che mostrano al pubblico una faccia completamente differente da quella che hanno. E l'antisemitismo è una delle cose che odio più al mondo, in quanto nelle mie vene scorre sangue ebraico. Nonostante ciò, comunque, non mi diletto a visitare i blog di chi è iscritto ad Alleanza Nazionale, tartassandoli di commenti nel chiedere una posizione ufficiale di contrarietà a chi ce l'ha con gli ebrei per nostalgia storica.
A qualche domanda, comunque, voglio rispondere:
- Ma davvero pensi che uno come Berlusconi,sia interessato al bene dell'Italia? Sì.
- Non ti fanno pensare quelle intercettazioni su Berlusconi che parla con Dell'Utri di Mangano? No. Mangano, poi, avrebbe voluto uccidere Berlusconi nel 1975.
- E di Previti che mi dici di uno come Previti? E' stato condannato. Rispetto la giustizia.
- E poi tu da cristiano credente e osservante cosa pensi del fatto che un divorziato risposato che (detto da lui)ha avuto e ha tante amanti si faccia portatore dei valori della famiglia? Oskar Schindler ebbe una moglie e tanti amanti, eppure salvò migliaia di vite e di certo ora si trova nella Grazia di Dio. Forza Italia, comunque, non coincide con la vita privata di Berlusconi, eppure si commette spesso quest'errore.
- O sei di quei cattolici che si nascondono dietro al siamo tutti peccatori e Dio ci perdona,roba da paraculismo religioso? Non giudicare la fede altrui. Dopo il peccato originale, l'uomo è passato dal non poter peccare al non poter non peccare. Proprio così, dunque: ogni uomo è peccatore ma c'è chi per Grazia di Dio riesce a vivere una vita santa.
- Voti forza italia perchè credi che berlusconi ti farà pagare meno tasse e ti procurerà un futuro da ricco (e stronzo) uomo "panormitanus" che lotta contro la mafia e intanto vota CUFFARO? Innanzitutto, io non ho votato per Cuffaro: alle ultime elezioni regionali io mi sono volutamente astenuto. Nel mio futuro non voglio ricchezza ma solo la possibilità di avere una famiglia in cui potere esprimere tutto l'amore che ho nel cuore. Ed io lotterò sempre contro la mafia, giacché amo Palermo.
P.S.: Le suddette domande non sono naturalmente mie, ma sono state copiate ed incollate alcune presenti nei commenti ricevuti nel precedente post.
25/11/2007
Totò Riina sì ma Graziella Campagna no.
D'accordo, da un lato abbiamo Mediaset e dall'altra la Rai, da una parte la televisione privata, dall'altra la televisione pubblica. Ma l'illogicità rimane e m'inalbera.
24/11/2007
Pare che sia rottura definitiva tra Silvio Berlusconi e la coppia Fini-Casini, in seguito alla dichiarazione del leader di Forza Italia in merito alla costituzione imminente del nuovo Partito, che pretende di essere l'antagonista politico al PD di Walter Veltroni. I capi di AN e UDC, che fino a qualche tempo fa non si piacevano a vicenda, hanno addirittura stillato una nota comune, in cui si legge: "La gravità della situazione italiana impone di elaborare progetti che nulla hanno a che fare con l'improvvisazione propagandistica nè con estemporanee sortite populistiche. Il rispetto per il popolo del centro e della destra rappresentati in Parlamento dall'Udc e da An, ci obbliga al dovere della verità e della serietà: abbiamo idee diverse sulla riforma della legge elettorale ma comune consapevolezza che solo partendo dai problemi degli italiani (sicurezza, giustizia sociale, modernizzazione del paese, fisco, energia) sarà possibile creare un'alternativa credibile al fallimentare governo della sinistra". E la risposta di Silvio Berlusconi non si è fatta di certo attendere, come al solito concreta e diretta: "Se continuano così a noi va benissimo: noi ci teniamo gli elettori loro si tengono il progetto".
Allora, facciamo due semplici conti. Stando ai dati elettorali dell'aprile 2006, premettendo che il consenso popolare per il centrodestra è accresciuto rispetto a quel mese, Forza Italia ha il 23,7%, mentre AN e UDC insieme hanno il 19%, cioé i due partiti globalmente sono distanti quasi cinque punti da quello di Berlusconi. E come già scritto, la situazione politica è cambiata ed è certo che è aumentato l'indice di gradimento per il centrodestra e soprattutto per FI, così come testimonia, ad esempio, il successo delle firme della fine della scorsa settimana. Ora, il senso fondamentale del nuovo Partito è senza dubbio quello di essere l'avversario politico ideale del PD, ma avrebbe significato solo nella promanazione di una nuova legge elettorale, basata sul proporzionale con uno sbarramento, almeno, del 5%. E da ciò ne consegue, ad esempio, anche la sensatezza del confluimento di Forza Italia all'interno della nuova creatura politica, che ha anche lo scopo di sotterrare definitivamente i dinosauri della Prima Repubblica. Il duo Casini-Fini, comunque, non ha in sé rose e fiori, anzi ha molte difficoltà strutturali. Di certo a molti iscritti di AN non può piacere il legame con gli ex Democristiani e viceversa. E poi dentro al partito di Fini è ancora in fase di resolving la problematica derivante dalla nuova formazione politica di Storace, che si promette di essere portavoce degli interessi di chi sta puramente a destra. E l'Udc non sta meglio, giacché all'interno del partito segretariato da Cesa c'è già chi, come Giovanardi, vede con simpatia lo stato nascente della nuova creatura politica di Silvio Berlusconi. Alla luce di tutto questo, quanto può convenire a Fini e Casini borbottare pubblicamente contro il leader di Forza Italia? Io ho la mia risposta...voi?
24/11/2007
Ho ricevuto questa e-mail dal comitato AddioPizzo ed ho deciso di pubblicarla, senz'aggiungere un mio commento, perché sarebbe pleonastico:
"Sosteniamo il commerciante del Borgo Vecchio che ha denunciato. Il Comitato Addiopizzo e l'associazione LiberoFuturo ti invitano a sostenere con i tuoi acquisti Damiano Greco, il commerciante di Borgo Vecchio che l'estate passata ha fatto arrestare i suoi estortori. Vende ricambi d'auto in via Ettore Pais, 14 (traversa di via Scinà). Per mesi abbiamo evitato che il suo nome fosse reso pubblico per ragioni di sicurezza ma ormai la data del processo si avvicina e le condizioni economiche della sua azienda stanno peggiorando significativamente. Sappiamo per certo che già prima della denuncia l'estorsore aveva provato a dirottare i suoi clienti (meccanici, carrozzieri ecc..) verso altri esercizi. In ogni caso sentiamo il dovere di sostenerlo e vi chiediamo di parlare con i titolari delle officine presso cui vi servite invitandoli ad effettuare gli acquisti dal nostro Damiano Greco".
24/11/2007
Da oggi è cominciata la mia collaborazione al sito di Forza Italia di Palermo. D'ora in poi, dunque, potete trovare i miei post politici anche lì.
23/11/2007
Cliccando sull'icona potete scaricare integralmente la lettera che Silvio Berlusconi ha inviato agli iscritti di Forza Italia, concernente il nuovo Partito, per il nome del quale è in atto un sondaggio nel sito ufficiale.
23/11/2007
Ilfreddo, piantala. Puoi scrivere e riscrivere quanto vuoi che la petizione per chiedere al sindaco Diego Cammarata di intitolare una strada a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sia scandalosa perché il primo ha ricevuto un avviso di garanzia da Giovanni Falcone nel 1989. Premesso che l'avviso di garanzia non è l'anticamera di una condanna, non sto qui certo a ricordarti come sono andati a finire altri casi simili che rovinarono le carriere di Enzo Tortora e di Walter Chiari. Così come ho scritto nei due commenti irabondi del precedente post, non m'importa un fico secco della tua opinione negativa sulla mia petizione. Io la penso diversamente da te e Franco Franchi è un mito, un'icona della commedia italiana, orgoglio di Palermo. Riporto, comunque, alcuni commenti che sono presenti in un post che Lino Banfi ha dedicato proprio al famoso duo:
- "Del resto proprio ieri Ciprì e Maresco hanno parlato nella loro trasmissine di Giuseppe Greco che lavorò con Franco in Crema cioccolato e paprika ed entrambi pagarono solo la colpa di aver partecipato ad un film prodotto dal padre di Greco famoso boss dell'epoca.Anche qui è assurdo far ricadere le colpe dei padri sui figli!!"
- "Sì la cosa più assura è che un semplice sospetto fatto da un bugiardo di pentito ha impedito a Franco di lavorare negli ultimi anni di carriera mentre ora vediamo alcuni politici condannati per mafia sedere nei banchi del Parlamento.Purtroppo questo è il nostro paese.Visto che i giornali non fecero chiarezza su quel caso spero che Lino ricordi un po quella brutta ed ingiusta vicenda.è facile sbattere il presunto mostro in prima pagina ma poi quando si scopre essere innocente allora tutti tacciono!!!"
- "Concordo con Andrea specie l'accusa di mafia a Franco mai chiarita bene dai giornali!Anzi mi farebbe piacere sapere un po da Lino qualche retroscena di quegli anni bui dei due.Sarebbe giusto fare un po di chiarezza visto che schifosi pentiti spararono a zero di tutto sul povero Franco che era innocente".
Ora, ilfreddo, tu sei libero di continuare questa polemica sulla petizione ma io la continuerò a pensare sempre nella maniera in cui voglio pensarla. Ti auguro una tranquilla notte.
22/11/2007
C'è Walter. Che significa? Beh, si tratta di una proposizione forte, che rappresenta la voglia di entrare prepotentemente nel tour pubblico dei pensieri urlati o sussurrati al mondo. E spesso soltanto qui sono riuscito nell'intento di dare voce a chi sono davvero, trovando enormi difficoltà nel tentare di fare la medesima cosa altrove. Anche in alcuni post, tuttavia, ho dovuto a volte fingere di essere un altro, perché non ho potuto sempre mostrare il mio pensiero per quello che è ma ho dovuto fare i conti con quei lettori che vivevano non il mio essere, bensì la mia apparenza. Già, sono stato capace, solo per la contemporanea voglia di essere giudicato positivamente, di convincere gli altri di avere di fronte il cosiddetto bravo ragazzo. Ma io non sono né un bravo né un cattivo ragazzo, io sono me con il desiderio di essere orgoglioso di colui che sono. E so che è finito il tempo di credere che la cosa più importante sia piacere agli altri, giacché è fondamentale che io intraprenda la mia vita a stretto contatto con me stesso ed è il prossimo che deve accettarmi nella stessa misura in cui io lo accetto: basta con le gerarchie. Questo di conseguenza si dovrà ripercuotere in ogni tipo di interazione sociale, anche e soprattutto in quella amorosa. Al momento sono single ma spero di non restare solo per tanto tempo, però chi starà con me dovrà accettarmi per quello che sono e non per quello che dovrei essere perché così fan tutti. Ho sbagliato in passato proprio per questo motivo, avendo soffocato il mio io solo per mantenere un rapporto a cui ero troppo legato, ma che non poteva andare avanti per una divergenza naturale nelle prospettive di guardare il mondo. Ho il desiderio, dunque, di avere accanto a me una donna con la quale essere libero di essere me stesso ed orgoglioso e fiero dell'uomo che sono diventato, perché solo in questo modo potrò assicurarle la felicità che meriterà.
Buonanotte, mondo.
22/11/2007
Quando c'è da vincere l'Italia non si tira mai indietro, anzi tende a primeggiare. Ed è successo ancora una volta, giacché il gruppo di qualificazioni per Euro 2008 è stato vinto e la Nazionale, campione del mondo (non dimentichiamocelo mai), cercherà di conquistare il double. La classifica finale del girone B, infatti, è la seguente:
- Italia 29
- Francia 26
- Scozia 24
- Ucraina 17
- Lituania 16
- Georgia 10
- Far Oer 0
All'inizio del percorso per Euro 2008 sembrava che l'Italia non avrebbe dovuto farcela e che Roberto Donadoni avrebbe avuto poca vita nella panchina e serpeggiava sempre l'ombra di Marcello Lippi, almeno così dicevano i giornalisti sportivi. Eppure, la Nazionale non ha solo conquistato il posto ai prossimi campionati europei, non ha solo conquistato il primo posto, ma ha dato un'altra lezione di stile alla Francia, ormai nostra dichiarata acerrima "nemica", soprattutto perché l'allenatore dei galletti vallespluga è Raymond Domenech, a cui bisognerebbe ricordare col sorriso sulle labbra che i tempi di Giulio Cesare sono finiti da un pezzo.
Agli Europei, inoltre, non parteciperà l'Inghilterra, eliminata clamorosamente al Wembley dalla Croazia. Ed ora gli inglesi pretendono la ghigliottina per McClaren, confermando che questo non è assolutamente un buon anno per chi porta quel cognome (Ferrari docet). Le nazionali, dunque, che si sfideranno in Austria e Svizzera saranno le seguenti:
- Polonia
- Portogallo
- Italia
- Francia
- Grecia
- Turchia
- Repubblica Ceca
- Germania
- Croazia
- Russia
- Spagna
- Svezia
- Romania
- Olanda
- Austria
- Svizzera
Ed ora non ci resta che attendere il calcio d'inizio...
21/11/2007
Sembra che sia giunto il momento: stiamo probabilmente, infatti, vivendo finalmente il periodo della svolta politica. Presto potremmo avere anche in Italia il sistema bi-partitico, il cui scopo sarebbe precipuamente quello di migliorare la governabilità del Paese. Due grandi partiti: da una parte il Partito delle Libertà (o Partito del Popolo delle Libertà), dall'altra il Partito Democratico. Ciò conseguirebbe la caduta dei piccoli partiti, cioé di quelli che fino ad ora possono con il loro scarno consenso elettorale permettersi di essere determinanti nella scelta delle politiche pubbliche. E naturalmente ciò non può piacere a chi è troppo legato al sistema politico attuale, figlio di compromessi conseguenti alla fine della Prima Repubblica. Gianfranco Fini non ne vuole sapere, ad esempio, di tutto questo e definisce le idee di Silvio Berlusconi "campate in aria": è ormai concluso il rapporto politico tra il leader di Alleanza Nazionale e il fondatore di Forza Italia. Ora, così come ci insegna la tradizione politica anglosassone, la presenza di due partiti forti conduce a determinate cause, le cui principali sono le seguenti:
- La necessaria esigenza di dialogo costruttivo tra le due forze nel momento del governo, a prescindere dal colore di esso.
- Istituzione ad hoc di vere primarie, lontane anni luce da quelle proposte di recente dal centrosinistra per la scelta dei candidati da presentare per un motivo o per un altro, giacché non ci sarebbe più la scelta a priori del vincente da semplicemente far legittimare all'elettorato, proponendo una lista di sfidanti non competitiva (com'è accaduto nel caso delle primarie che hanno condotto alla scelta di Romano Prodi, Rita Borsellino e Walter Veltroni).
- La necessità di un nuovo sistema elettorale, innanzitutto proporzionale così da impedire l'ingresso al Parlamento di secondarie forze politiche con scarno consenso elettorale.
Naturalmente per potere da subito intraprendere questa nuova strada politica per il nostro Paese, occorre lestamente mettere in moto la macchina delle riforme, a cominciare da quella elettorale e poi concordare una data per le nuove elezioni, prendendo atto dell'inefficienza e del carattere obsoleto dell'esecutivo in corso. Serve, infatti, una presa di posizione responsabile da chi ha la capacità e la potenzialità istituzionale e costituzionale di dare il la al cambiamento dell'assetto del sistema politico. Naturalmente mi sto riferendo al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
20/11/2007

Ho realizzato una petizione, indirizzata al sindaco Diego Cammarata, il cui testo è il seguente:
“Chiediamo di intitolare una strada del capoluogo siciliano ai comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, meritevoli di avere un riconoscimento pubblico dalla città in cui sono nati e dove hanno mosso i loro primi passi da artisti”.
Per firmare la petizione cliccare qui o nel banner presente sulla colonna di destra.
20/11/2007
Alberto Ruggin ha 20 anni, è iscritto a Forza Italia, è cattolico ed è omosessuale. Ha deciso di mostrare pubblicamente il suo orientamento sessuale nella trasmissione Ciao Darwin di Paolo Bonolis, che andrà in onda stasera su Canale 5. Venuto a sapere della notizia, il parroco della Chiesa frequentata dal ragazzo, don Paolino, lo ha escluso subito dal coro. Ora, dal punto di vista legale, chi conosce il mio blog sa che sono contrario al riconoscimento delle coppie di fatto di stampo omosessuale, però ritengo scandaloso che un sacerdote della Chiesa cattolica possa allontanare un ragazzo dal coro solo perché ha avuto il coraggio di mostrarsi pubblicamente per quello che è, ovvero un ragazzo che ha un orientamento sessuale diverso dalla norma. E' stata perpretata, quindi, una discriminazione che non sta nell'anima del Cristianesimo. Capisco, ad esempio, la decisione dogmatica di impedire il sacerdozio agli omosessuali, ma non è accettabile che si impedisca ad un giovane la vita all'interno della Chiesa, luogo universalmente riconosciuto come accogliente di chiunque voglia entrarci, perché rappresenta la Casa di Dio. E non voglio peccare di superbia nell'affermare che Gesù Cristo non avrebbe mai allontanato il giovane dalla sua cerchia solo perché non eterosessuale, giacché tutti siamo figli di Dio. Per chi conosce il Vangelo, il Figlio dell'Uomo ha accolto tra le sue braccia gente di ogni estrazione sociale, dalla meretrice all'esattore delle tasse ed ha perdonato sulla Croce persino i suoi assassini, mosso dall'Amore Assoluto, ab solutus nel senso di sciolto da ogni pregiudizio, anche sociale.
19/11/2007
Silvio Berlusconi ha voglia di regalare alla storia il Partito del Popolo della Libertà, che potrebbe contare almeno sul 30-40% dei consensi dell'elettorato. Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini ed Umberto Bossi ne hanno paura ed hanno puntato sulla durezza degli interventi. Ma l'Italia ha bisogno di questo partito così come ha la necessità del PD. Questo perché per restaurare il sistema politico bisogna, innanzitutto, sfoltire il sistema partitico e porre in essere una legge elettorale che si basi sul proporzionale puro con una soglia di sbarramento abbastanza alta così da impedire l'ingresso al Parlamento dei piccoli partiti, in modo tale che non abbiano in futuro quello stesso potere che hanno oggi, come cioé accade nel caso dell'Udeur di Clemente Mastella. Ed incredibilmente io e Romano Prodi la pensiamo allo stesso modo, in quanto poco fa il Presidente del Consiglio ha affermato che: "L'Italia ha bisogno di due grandi partiti, uno di centro destra ed uno di centro sinistra". Già, basta con questo nostro sistema politico frammentario, in cui si adombrano ancora i dinosauri della Prima Repubblica: occorre una nuova era politica per il nostro Paese e questa può cominciare proprio con la riforma in toto del sistema dello Stato, cominciando da un nuovo assetto politico-istituzionale. Non occorre, dunque, solo una nuova legge elettorale proporzionale ma anche il rinnovamento della classe politica e la creazione di nuove realtà partitiche che prendano esempio soprattutto dall'esperienza anglosassone.