
Non sono stato sempre d'accordo con Beppe Grillo, ma non sono nemmeno mai stato in disaccordo. L'ho apprezzo come comico provocatore che vuole sconvolgere l'opinione pubblica con verità spesso celate dai media tradizionali attraverso l'arma dell'ironia. Storici, ad esempio, gli spettacoli con cui metteva in luce qualche anno fa le stravaganze delle case farmaceutiche. Ed ora sta cavalcando l'onda del successo, facendo politica attaccando i politici. Ormai, infatti, non si fa altro che parlare di lui, forse più di quanto si è fatto in tutta la sua carriera. Ha ragione o torto?
Beh, la politica ha bisogno di una scossa, di essere rifondata; ha necessità di volti nuovi che non siano soprattutto professionisti della politica, bensì della vita di tutti i giorni con una rappresentanza in Parlamento proporzionale alla composizione della società contemporanea. Ad esempio, ci vogliono le benedette quote rosa. E occorre una politica "ateniese", cioé più diretta possibile, meno ricca, non solo di privilegi. Una politica che sappia sempre voltarsi verso la base elettorale, non sfruttando il popolo solo al momento della caccia al consenso. E ci vorrebbero davvero i politici regolati dal contratto LAP: se non raggiungono gli obiettivi prefissati dal programma elettorale, allora a casa, senza se e senza ma, senza inciuci e trasformismi. Ci vorrebbe, dunque, una democrazia moderna, spogliata dallo snobismo che deriva dalla Prima Repubblica. Si dovrebbe passare direttamente alla Terza, senza passare dal via, magari con qualche turno da passare in prigione per qualcheduno.
Ebbene, C'è Walter sta con Beppe Grillo in questa battaglia di sensibilizzazione politica.