






Appena due giorni fa ho scritto qui così: "Personalmente aspetto di incontrare Serena Autieri. Sono disposto a tutto pur di avere una foto con lei".
Ebbene, ci sono riuscito. E' accaduto ieri sera, intorno alle 20, prima di occupare un tavolo del Glenadin per assistere alla trionfale vittoria del Palermo sul Milan. Stavo parlando con mio padre ed un collega di lavoro. Ad un tratto una ragazza mi sfiora...mi passa avanti...la riconosco dalle spalle e dalla capigliatura: è proprio lei...Serena Autieri..La seguo e chiedo la foto. Accetta volentieri, ma prima deve parlare al telefono. Finisce la conversazione, sorridendo si avvicina. Il mio collega impugna il cellulare e Serena si appiccica. I suoi ricci cadono sulla mia spalla destra, sento la pressione della sua tempia sulla mia. Ma lo scatto non arriva...e mi scappa un "Va buona tu", con forte accento siciliano. Lei ride e la foto parte. Poi la ringrazio e va via.
Ci sono riuscito. Non posso pubblicare l'immagine, in quanto il mio cellulare non può comunicare con il computer dell'Internet Point...
Morale della storia: nella vita non serve solo la volontà, ma conta anche la fortuna: essere al posto giusto nel momento giusto.
Aggiornamento 28 settembre, 23:49
L'ho incontrata di nuovo. Era all'aeroporto di Lampedusa, seduta in attesa del volo per Roma. Mi sono avvicinato a lei con una copia del mio primo romanzo e l'ho chiamata per nome. Serena si è subito alzata ed io le ho regalato il libro (con tanto di dedica). Mi ha ringraziato, promettendomi che l'avrebbe letto subito e poi ci siamo salutati. Ho una foto anche di questo momento, che pubblicherò a breve. Avrete le prove, lo giuro.

Ed è cominciato "O' Scia" da due giorni, la kermesse organizzata da Claudio Baglioni con ospiti di tutto rispetto. La manifestazione si è aperta col meraviglioso concerto dell'Orchestra di Piazza Vittorio, costituita da membri di nazionalità diversa: un orgasmo per le orecchie. Deludente, invece, lo spettacolo del mago Antonio Casanova, forse anche per colpa della pioggia battete ed improvvisa?
Ed ora si attendono le altre serate. Stasera, ad esempio, ci sarà il cineforum sempre in piazza Brignone. E poi ci sono gli altri ospiti. Personalmente aspetto di incontrare Serena Autieri. Sono disposto a tutto pur di avere una foto con lei. Ma ci saranno anche Paolo Bonolis, Laura Pausini, Matia Bazar, Pino Daniele, Fabrizio Moro, Alex Britti, Mariella Nava, eccetera.Un bel programma per cui sono disposto a sacrificare qualche ora di sonno.
Per l'occasione la popolazione di Lampedusa si è di nuovo moltiplicata, grazie all'arrivo di molti turisti. Meglio così, mi piace la confusione.

Non sono stato sempre d'accordo con Beppe Grillo, ma non sono nemmeno mai stato in disaccordo. L'ho apprezzo come comico provocatore che vuole sconvolgere l'opinione pubblica con verità spesso celate dai media tradizionali attraverso l'arma dell'ironia. Storici, ad esempio, gli spettacoli con cui metteva in luce qualche anno fa le stravaganze delle case farmaceutiche. Ed ora sta cavalcando l'onda del successo, facendo politica attaccando i politici. Ormai, infatti, non si fa altro che parlare di lui, forse più di quanto si è fatto in tutta la sua carriera. Ha ragione o torto?
Beh, la politica ha bisogno di una scossa, di essere rifondata; ha necessità di volti nuovi che non siano soprattutto professionisti della politica, bensì della vita di tutti i giorni con una rappresentanza in Parlamento proporzionale alla composizione della società contemporanea. Ad esempio, ci vogliono le benedette quote rosa. E occorre una politica "ateniese", cioé più diretta possibile, meno ricca, non solo di privilegi. Una politica che sappia sempre voltarsi verso la base elettorale, non sfruttando il popolo solo al momento della caccia al consenso. E ci vorrebbero davvero i politici regolati dal contratto LAP: se non raggiungono gli obiettivi prefissati dal programma elettorale, allora a casa, senza se e senza ma, senza inciuci e trasformismi. Ci vorrebbe, dunque, una democrazia moderna, spogliata dallo snobismo che deriva dalla Prima Repubblica. Si dovrebbe passare direttamente alla Terza, senza passare dal via, magari con qualche turno da passare in prigione per qualcheduno.
Ebbene, C'è Walter sta con Beppe Grillo in questa battaglia di sensibilizzazione politica.
Una volta le mie mani erano da pianista, talvolta avevano il callo da scrittore e c'era chi impazziva per loro. Ora sono mani da operaio, da chi suda sette camicie per guadagnare. E sono soldi che hanno un valore superiore rispetto a quello che indicano, in quanto sono frutto del lavoro, di quello che dà cibo alla gente. Sono, infatti, l'aiuto panettiere di mio padre. Ora, non sto sminuendo gli altri mestieri, anzi li nobilito tutti a patto che siano leciti e socialmente utili. Ciò ha provocato in me una certa "avarizia" nei riguardi di quello che è futile: ci penso due volte prima di compiere un determinato acquisto e tendo al risparmio. Niente stravaganze, niente acquisti folli, ma solo compravendite sensate. E dire che potrei permettermi di fare spendi e spandi, di avere le mani bucate (come le avevo qualche mese fa), perché ho la fortuna di lavorare presso un'impresa che sa gratificare e stimare, che non considera l'operaio come un mero mezzo di profitto privo di emozioni (come accade spesso a Palermo), ma come una risorsa umana di valore fondamentale per il bene dell'attività. I capitali fissi, infatti, hanno una scarsa utilità seza chi li sa massimizzare. E trattare l'operaio nella maniera più cortese possibile provoca di conseguenza un'alta produttività per via dello stimolo motivazionale molto alto. Ed è un peccato che ciò accada raramente nel mondo del lavoro meridionale. La chiave di questo sta nella fortuna di trovare un imprenditore che conosce il significato della parola "sacrificio" inerente alla classe operaia. Chi, invece, è caratterizzato dallo snobismo e dalla superficialità, magari tutto ciò confluente in un "figlio di papà", è il peggior datore di lavoro possibile, quello che ritiene l'operaio un capitale piuttosto che una risorsa necessaria. E Dio allontani i lavoratori da loro.
Antefatto: "Sig. Walter noto che lei è un attento osservatore della politica o meglio della vita amministrativa di Lampedusa, questo mi può pure fare piacere, ma prima di mandare in rete degli articoli bisogna documentarsi e conoscere la verità per non dare notizie false hai lettori e non riccorrere a possibili azioni penali. Vede sig. Walter quando lei scrive che il manifesto anonimo sui muri di Lampedusa dal titolo "Il Popolo Ammucca e frutto dell'opposizione, lei affermà il falso.L'opposizione quando le cose che fa le dice apertamente anzi li pubblica anche a mezzo stampa e con tanto di firma. La prego dunque la prossima volta a documentarsi meglio. er quanto riguarda il suo blog..non me ne può fregare di meno io continuerò a votare Prodi ed il CentroSinistra, si stia bene il Capogruppo Consiliare dell'Ulivo Giuseppe Palmeri" (il neretto è mio).
Spettabile Giuseppe Palmeri,
in primo luogo è necessario che io le dica che prima di scrivere il post, dove ha lasciato il suo commento, ho chiesto qualche informazione in giro. Ebbene, tutti mi hanno detto la stessa cosa: "è stata la sinistra...è opera di Martello". La "notizia", dunque, è frutto di documentazione popolare. Ho semplicemente espresso il sentire dei lampedusani, per cui dovrebbe prendersela con la stessa gente dell'isola e magari particolarmente con chi ha deciso di affiggere un manifesto anonimo, che non è mai una bella cosa, perché bisogna avere coraggio nella definizione delle proprie idee, soprattutto in campo politico. E se la vuole sapere tutta, la stessa gente mi ha sottolineato che la politica lampedusana ha un sottile confine tra interesse pubblico e privato: non so se sia davvero così, ma è significativo che la sfiducia dell'elettorato sia motivata spesso dalla medesima motivazione, a prescindere dalla collocazione del consenso. Tutti hanno affiancato ai nomi dei politici le proprietà: ristoranti, alberghi, fattorie. Inoltre, è davvero esagerato il suo riferimento alle "possibili azioni penali". Le ricordo che in Italia vige il principio della libertà di manifestazione del pensiero (articolo 21) e che non ho commesso alcunché che possa configurare un reato. La invito, pertanto, alla convinzione che non sono affatto uno che si lascia intimorire dalle provocazioni eccessive. Conosco la legge discretamente. Sia chiaro che non ho nulla contro la sua persona, non avendo alcuna notizia precipua sulla sua attività politica.
Saluti.