Oggi è il giorno della nona intervista ad un candidato delle prossime elezioni comunali palermitane. Stavolta è il turno di Davide Matranga, candidato del Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo.
1) Se un elettore di 18 anni, quindi per la prima volta alle urne, le chiedesse il motivo fondamentale per cui ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni comunali, quale sarebbe la sua risposta?
Il motivo fondamentale per cui mi sono candidato è uno ed uno solo: è arrivato il momento di «rompere» un sistema che spesso, nonostante gli sforzi di alcuni, vede affermarsi solo ed esclusivamente quanti riescano a rientrare nel mondo delle clientele. Io dico a tutti i giovani di 18 anni, ma non solo, che per entrare nel mondo del lavoro è giusto che tutti abbiano le stesse carte da giocare. Un diciottenne deve sapere che, per affermarsi nella vita, non deve essere solo più bravo degli altri nel numero di «conoscenze, ma deve essere più bravo degli altri nel campo in cui si vuole cimentare. È importante che tutti si calino nella cultura meritocratica che gli USA esportano a tonnellate nel nostro Paese attraverso le proprie produzioni cinematografiche: non ultimo il film di Muccino, «La ricerca della felicità», nel quale il «sogno americano» emerge con forza, il sogno che tutti possono farcela. Senza ostacoli. Basta volerlo con forza e passione.
2) E perché con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo?
Il Movimento di Lombardo, oggi, è una forza politica emergente che ha deciso di fare comprendere ai propri alleati l’importanza del dialogo, della coralità nella presa delle decisioni. Decisioni che vanno intraprese nell’interesse di un unico popolo, quello siciliano. Non possono esistere nella nostra terra viceré, ma devono esistere solo ed esclusivamente buoni, e perché no ottimi, amministratori che non trattino i siciliani da sudditi ma da cittadini.
3) Che cosa si deve aspettare di buono la città di Palermo, se Diego Cammarata dovesse essere rieletto sindaco?
Diego Cammarata ha indubbiamente alle spalle la forza di un’intera coalizione che unita e decisa lo sostiene. Una coalizione che potrà garantirgli la serenità per portare avanti i buoni progetti fin qui avviati e, perché no, correggere in corso quelli che avrebbero bisogno di essere rivisti e modificati in meglio. In ogni caso penso che il gioco di squadra possa essere più utile alla città piuttosto che il semplice «assolo» di qualche «superpolitico».
4) E perché un palermitano non dovrebbe votare per Leoluca Orlando?
Il problema del non votare Orlando, a mio avviso, è solo un falso problema. Orlando è stato un buon amministratore di questa città, ma, diversamente da quanto accade per Cammarata, non ha alle spalle una coalizione unita e forte. Il problema è, a mio avviso, non votare a sinistra. La sinistra, in Sicilia, purtroppo non ha veri dirigenti politici e la modalità in cui sono state svolte le primarie ne è dimostrazione. L’indecisione dei Ds, con la scelta finale della Siragusa, è espressione chiara di un’incapacità di produrre una valida classe dirigente che sia allo stesso tempo giovane e capace. Orlando, per la sinistra, è solo un ripiego. Tanto è vero che l’ultimo sondaggio di Ekma assegna più punti all’uomo piuttosto che alla coalizione. Un uomo carismatico che si vorrebbe come trascinatore di un’intera coalizione. Chi voterà Orlando rischierà dunque di avere un sindaco di sinistra, con una giunta fatta di tecnici, ed un consiglio comunale di destra. Il che sarebbe abbastanza grave. Inoltre, è incredibile che un personaggio politico del livello di Leoluca Orlando debba essere «condannato» a ricandidarsi a sindaco della sua città perché Prodi ed il centrosinistra non hanno voluto siciliani al governo del Paese, a causa di un gioco di veti incrociati che dimostra l’immaturità della classe politica di sinistra.
5) Quali sono i punti cardini del suo programma politico?
Innanzitutto vorrei fare una piccola premessa. Sebbene io stesso parli di «programma» nel mio sito, vorrei puntualizzare che il programma politico lo stila la coalizione, il sindaco. I consiglieri comunali vi si attengono, ma tengono per sé alcuni obiettivi da portare avanti e spingere, proponendoli ai colleghi, al sindaco ed alla sua giunta. Ad ogni modo, prima d’ogni cosa, dovrebbero essere istituiti dei punti di informazione e consulenza per tutti i palermitani che vogliano avviare un’attività e/o che vogliano conoscere opportunità e regole che stanno alla base di ogni settore. Questo per spingere al meglio i progetti di auto imprenditorialità, che possono essere uno dei motori più importanti per quanto concerne il lavoro. Ho poi individuato altri 5 punti che ritengo fondamentali e che nell’arco della legislatura voglio spingere per quanto possibile:
a) Dare vita ad una nuova politica ambientale in città, basandola su due punti fondamentali: promozione dell’educazione ambientale nelle scuole ed attivazione di una più solerte attività di controllo del territorio con conseguente attenzione alle sanzioni amministrative da applicare agli indisciplinati
b) Avviare la nascita di nuovi centri di aggregazione e la definizione di nuovi spazi verdi. Senza trascurare alcuna zona della città.
c) Attuare una migliore distribuzione delle risorse economiche. Evitare dunque gli sperperi, favorendo nello stesso tempo una migliore e maggiore spesa nelle politiche sociali.
d) Trasformare il centro storico in un salotto, tirato a lustro per palermitani e turisti, dove le persone abbiano l'opportunità di passeggiare tranquillamente senza dovere temere pirati della strada o episodi di microcriminalità. E dove anche i commercianti, grazie al ritrovato piacere di uscire a fare compere, vedranno crescere le proprie attività.
e) Incrementare il turismo nella nostra città, aprendoci particolarmente a quello giovanile. Il tutto attraverso la realizzazione delle dovute condizioni perché ciò sia adeguatamente promosso.
6) A tutti i candidati finora intervistati ho posto una domanda sui giovani lavoratori palermitani in preda ai LAP, contratto atipico che non può dare alcuna garanzia per il futuro. Come affronterebbe questo problema d’insicurezza e d’immoralità nel mondo del lavoro contemporaneo?
Il precariato esistente andrebbe certo stabilizzato. Non va però commesso l’errore di crearne di nuovo. A mio avviso i giovani vanno tutelati maggiormente dalle Istituzioni: spingendoli a diventare imprenditori di sé stessi, aiutandoli anche economicamente, senza che però intoppi burocratici o mafie diventino ostacoli insormontabili. Il turismo, come ho detto in precedenza, è un settore che andrebbe meglio sfruttato ed i giovani, ma non solo, ne hanno le potenzialità.
7) Qual è il principale problema irrisolto della nostra città?
Una parola che ancora non ho sentito in campagna elettorale è Mafia.
Siamo tutti convinti che sia stata ormai sconfitta ma gli episodi di questi ultimi tempi non possono che farci stare ancor di più all’erta. La Mafia non è un problema, è una radice culturale della nostra terra che deve e che può essere estirpata.Per quanto riguarda invece problematiche più «tecniche» direi che Palermo non ha ancora la cultura della metropoli europea quando si parla di rifiuti: i nostri concittadini devono capire che la città va rispettata e tutelata, anche sotto questi punti di vista. Quanti sono i turisti che annualmente si lamentano della sporcizia delle nostre strade? Tanti.
8) Nel suo sito personale capeggia a tutto tondo il suo slogan: “Nuove idee in Comune”, individuazione concreta della voglia di rendere più giovane l’amministrazione palermitana: come si può convincere, comunque, un anziano a votare per un giovane?
Gli anziani sono la risorsa più importante di una società. Nella nostra, di società, vi è una spiccata tendenza a rappresentarli come un peso. Io dico, è giusto che si dia spazio ai giovani perché la classe politica ha sempre di bisogno di rinnovarsi, ma è probabile che gli anziani non votino i giovani per paura di essere messi da parte. Gli anziani, per esperienza e saggezza, sono il bagaglio culturale di un popolo e per questo motivo andrebbero valorizzati ed ascoltati. Ma loro devono avere il coraggio di dare fiducia ai più giovani, assumendo il fondamentale ruolo di maestri di vita, di vita anche politica.
9) Nel mio blog ho ultimamente scritto che è giunto il momento d’intitolare una strada palermitana a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia: che cosa ne pensa di questa mia iniziativa?
Nonostante ci siano alcune ombre su Franco Franchi, per ventilate amicizie in odor di mafia, ritengo che sia giusto dare spazio a questi importanti personaggi del panorama cinematografico siciliano ma non solo.
10) Infine, cosa ne pensa della blogosfera politica, soprattutto dei blogger che scrivono di politica, pur non essendo dei politici di mestiere o aspiranti tali? Ne segue qualcheduno in particolare?
Sono a favore di qualsiasi forma di espressione di pensiero. In Italia la libertà d’espressione è addirittura sancita dalla Costituzione. Internet ormai è un grande veicolo di pensieri. Allora perché no, che ciascuno abbia la possibilità di dire la sua. Niente di meglio può esistere, soprattutto se pensiamo a quei paesi dove vigono forti forme di censura.
In attesa di pubblicare altre interviste (magari a candidati delle circoscrizioni, sia di destra che di sinistra), ecco l'elenco di quelle finora già presenti nel blog:
Naturalmente anche questa intervista sarà pubblicata pure nel Forum del Blog. E vi ricordo, altresì, di votare nel box presente a destra.