31/03/2007


Dopo l'intervista all'avvocato Michele Pivetti, oggi è il turno di Massimo Costa, candidato a sindaco di Palermo per conto dell'Altra Sicilia-Antudo.

  1. Se un elettore di 18 anni, per la prima volta al voto,  le chiedesse di spiegargli il motivo della sua candidatura a sindaco, che cosa gli risponderebbe?

Che proprio perché è giovane non deve portarsi dietro logore distinzioni del passato. La vera alternativa non è oggi tra indistinguibili “destra” e “sinistra”, bensì tra “libertà” e “colonialismo”. Oggi la Sicilia è una grande colonia d’Italia, governata e sfruttata da una classe locale parassitaria di collaborazionisti; se si crede al teatrino della politica, al finto scontro tra questi due soggetti, è finita, altrimenti non resta che lottare per la liberazione, economica e sociale, prima ancora che politica, della nostra Terra. Per questo l’unica via d’uscita è l’autonomismo confederalista proposto da noi, e per questo tale autonomismo non può passare – per principio vorrei dire – dall’appoggio ai due candidati degli schieramenti italiani ma dalla presentazione di una candidatura autonoma in ogni elezione in cui ciò è possibile.

2. Quali sono i punti cardine del suo programma politico?

Cercherò di riassumere un progetto complesso in poche battute. Intanto c’è una condizione “preliminare” di pulizia morale e di generico buon governo che sembra poco ma che da noi non è ancora tanto di casa, ma questa è solo una precondizione iniziale. Il vero e proprio programma specifico de L’Altra Sicilia si basa su tre pilastri.

 Il primo, il più “diverso” dagli altri, è la rottura definitiva con l’assistenzialimo: Palermo non ha bisogno di altri precari ma di imprese e di lavoro vero. Bisogna snellire il pachiderma pubblico e spendere i soldi per realizzare quelle infrastrutture che attirano investimenti e quindi sviluppo ovvero restituirle alla comunità sotto forma di servizi degni di una città civile o di defiscalizzazione (che serve anch’essa all’attrazione ed allo sviluppo delle imprese). Questo sviluppo passa soprattutto dal turismo, per una città d’arte che potenzialmente nulla ha da invidiare a Firenze, ma non solo dal turismo, con un progetto “industriale” integrato e con la liberalizzazione di ogni attività economica e sociale, oggi troppo debitrice per non dire schiava della politica. Gli altri ragionano sempre con la logica “soldi pubblici incambio di voti”, anche se quei soldi pubblici sono uno spreco che fa andare sempre più indietro la nostra città.

Il secondo pilastro è la progettualità: Palermo non ne può più di “arripizzamenti” vari, dalla viabilità, alla metropolitana, al rapporto con l’Università, alla qualità della vita. La nostra vittoria segnerebbe l’inizio di una grande stagione in cui verrebbe ridisegnato l’abito di una grande capitale.

Il terzo pilastro è l’identità: via dalle strade i nomi o le statue di coloro che hanno fatto massacrare migliaia di Siciliani (Francesco Crispi, Nino Bixio) o che ci hanno disprezzato (come quell’Alberto Amedeo che rifiutò la Corona di Sicilia) per restituirle ai nomi originali o a quelli di grandi Siciliani. E poi il “bilinguismo” nelle strade e nelle indicazioni pubbliche, come accade in Catalogna e nelle altre regioni identitarie d’Europa. E poi la “Bandiera”, quella Siciliana, che dovrebbe sventolare in permanenza e in buone condizioni davanti ad ogni edificio pubblico e di cui bisognerebbe incentivare l’uso e la diffusione da parte dei privati e degli esercizi commerciali.

3. Cosa non le piace di Diego Cammarata, candidato della CDL? E cosa non le piace di Leoluca Orlando, candidato dell’Unione? E se non si fosse proposto per la carica di primo cittadino, avrebbe votato per uno dei due o si sarebbe astenuto?

Non mi piace quasi nulla della gestione di Diego Cammarata e spero di essere in buona compagnia di tanti palermitani, tanti anche fra i sostenitori dei “suoi” partiti. Ma ciò che trovo più disdicevole è l’arrogante trionfalismo compiaciuto del nulla. Mi sembra l’espressione vuota e sorridente di una razza padrona che vive lontana dai drammi veri di questa città. E poi, come ha detto Cuffaro, chi vota Cammarata è come se votasse per il Presidente della Regione…

Di Orlando, che sappiamo come ha amministrato questa città – non è certo una new entry - , dico che è totalmente superato. Ha dato, a suo tempo, un contributo all’immagine (solo a quella) di una città avvilita, ma non seppe riempire di contenuti e di sviluppo quell’immagine. È caduto poi nelle stesse pratiche democristiane del reclutamento di nuovi precari, ha buttato a mare l’esperienza della Rete, che poteva diventare quel soggetto politico siciliano che non c’era e che fu diluito nelle varie “margherite” che poi lo hanno sostanzialmente espulso. Poteva essere il candidato dei Siciliani, si è trasformato in un candidato di sinistra e questa scelta è stata perdente, alle Regionali del 2001 come molto probabilmente ora. Ma non impara la lezione: ha bisogno sempre di un “capo” nazionale, questa volta Di Pietro che, con tutto il rispetto, mi pare di statura politica inferiore a lui stesso. Basta con il cercare “capi” a Roma! Ragioniamo con la nostra testa! E se la sinistra italiana non sa chi candidare in fondo in fondo sono fatti che non ci riguardano. Anche qui, voti Orlando, e dietro ci sono Fassino, Padoa Schioppa, Prodi e compagnia bella…

Votare un candidato non sicilianista? Preferirei di no. Certo, se non avessimo avuto la forza di esprimerne uno nostro e se uno dei due avesse, sostanzialmente, ma davvero sostanzialmente, modificato il suo programma (cosa che entrambi non sono in grado di fare perché i loro capi al di là dello Stretto non vogliono), chissà… Ma è uno scenario del tutto ipotetico. Ad essere del tutto trasparente, però, col “coltello puntato”, tra i due farei una scelta, ma ormai sono competitori e non posso rivelarla in modo esplicito.

4. Vi sono molti giovani a Palermo che lavorano regolati dal contratto LAP, soprattutto nei call center, dove vige il principio “oggi ci sei, domani può darsi, dopodomani sicuramente no”. Questi non hanno l’opportunità economica di finanziarsi una propria attività. Cosa propone per loro? Quale politica pubblica metterebbe in pratica per permettere a questi giovani la possibilità di godere della piena dignità del lavoratore, ovvero anche dando loro l’opportunità di crearsi una famiglia?

Voglio essere drastico, non venditore di fumo. La responsabilità dei LAP è di quegli stessi partiti e del governo nazionale di 2 legislature fa, quello di Prodi, D’Alema e Amato. Il Comune da solo non può invertire questa rotta e chi dice il contrario dice soltanto menzogne. Però attiverei di certo personalmente dei contatti con le aziende di riferimento per proporre facilitazioni economiche e infrastrutturali in cambio di stabilizzazione, ma sarebbe una negoziazione, non starebbe tutto nei miei poteri di sindaco. Posso dire che è un’altra vergogna dei partiti italiani quella di aver condannato i giovani palermitani ad una vita da schiavi senza futuro. Intanto li invito a dare un voto di protesta nell’urna, dove chi li ha messi lì non può vederli, dando fiducia a noi. Noi soltanto possiamo davvero dare un lavoro dignitoso a tutti i Siciliani; i partiti tradizionali li abbiamo già provati e sappiamo cosa hanno fatto.

5. Nel suo programma presente sul web, c’è una parte in cui si fa riferimento a “Palermo Capitale”: in che senso?

Nel senso che Palermo è Capitale e non solo capoluogo della Sicilia. È capitale nel senso che la Sicilia non è una regione qualunque ma una Terra con caratteristiche distintive autonome, secondo me da vera e propria Nazione. Essere capitale significa avere tutte le infrastrutture di servizio centrali dell’Isola, essere la sede delle istituzioni regionali, essere la sede decentrata di ogni ufficio governativo dello Stato Italiano come della Magistratura, avere la rappresentanza della Commissione e del Parlamento europeo. In parte è già così, in parte no. Quello che è consentito a Barcellona o a Edimburgo non può essere negato a Palermo. Ma queste istituzioni non possono soffocare Palermo, devono avere, tranne le sedi storiche, un vero e proprio centro direzionale dotato di ogni servizio, magari in direzione sud-est, dove è più facile lo spostamento verso le maggiori città dell’isola. E poi nel senso che i trasporti con il resto dell’Isola devono essere al centro di ogni attenzione. Ma – lei citava il programma sul web – questo punto, benché importante è solo l’ultimo: noi non vogliamo una piccola Roma, un piccolo parassita che gli altri siciliani debbano sopportare. Palermo deve snellire il burosauro regionale ed essere capitale più in senso morale che amministrativo. Deve cioè brillare di luce propria.

6. Quali sono i tre principali problemi del capoluogo siciliano ancora irrisolti?

La mancanza di un chiaro ruolo produttivo nella divisione internazionale del lavoro e la conseguente sottoccupazione e disoccupazione.

Il traffico urbano e non sembri una parafrasi del noto film di Benigni; è un vero cancro che stritola la nostra metropoli.

L’illegalità, diffusa e crescente, ad ogni livello, il più evidente segno di abbandono da parte dello Stato.

7. Ora, se dovesse vincere le elezioni, quale maggioranza alla Giunta preferirebbe, quella della CDL o quella dell’Unione?

Sa che le dico? Non ne posso più di partiti autonomisti che nemmeno nascono e già dicono “con chi ci schieriamo?” “con chi mangiamo?”. La serietà di una forza consiste nel sapere fare opposizione, a chiunque salga. Vedrà, vedrà, che opposizione e senza sconti per nessuno, sempre che non diventi sindaco io ovviamente.

8. A Palermo vi sono le zone blu, soprattutto al centro. Finito l’orario in cui l’automobilista deve pagare per parcheggiare, subentrano le figure dei “posteggiatori”, abusivi che pretendono una “mancia”, nonostante non siano di certo predisposti alla vigilanza delle vetture. Come risolverebbe questo stucchevole problema?

Con la legalità, ad ogni livello, cioè con la repressione. Capisco i “padri di famiglia”, ma il marciapiedi è demanio comunale. Il disagio sociale va risolto in altro modo. Nel frattempo non resta che la vigilanza della polizia municipale che trasformerei da anonima ripartizione di impiegati comunali a vero e proprio modernissimo corpo di polizia, con carriera separata e stipendi differenziati (ma anche con maggiori responsabilità).

9. Domanda siciliana: lei è per o contro il Ponte di Messina? Perché?

            Contro. Per i seguenti motivi, di cui l’ultimo è veramente decisivo e il più importante. Non si ripaga se non con un’infinità di soldi pubblici. Distoglie risorse a più importanti infrastrutture. Devasta in modo irreparabile la magia di Scilla e Cariddi. Serve solo a ingrassare le imprese “amiche degli amici”. È una follia logistica che costringerebbe per ogni spostamento col resto del mondo 6 milioni di Siciliani a incolonnarsi su questo budello (perché le altre forme di trasporto declinerebbero) e ci renderebbe pertanto più periferici. Perché serve solo a unire la Calabria alla Sicilia, laddove per andare in Europa davvero le strade sono altre, via mare. Creiamo una società che in perpetuo applicherà un balzello su tutti i trasporti da e per la Sicilia, un Cerbero esoso che diventerà ricchissimo a nostre spese perché non avremo altra scelta che rivolgerci a lui. Ma soprattutto perché siamo stati Isola da quando è finita l’ultima glaciazione e mi sta bene continuare così. Il mondo è pieno di stati insulari ricchissimi. Ciò vuol dire che l’insularità non solo non è un ostacolo ma addirittura un vantaggio: dà confini certi, identità e consente di allentare la catena (quando ce ne renderemo conto) da un Continente che prende tutto e non dà alla Sicilia se non miseria e infamia.

10. Che cosa ne pensa del blog a carattere politico?

Che sono utilissimi per la maturazione del senso civico e per stimolare un dibattito più partecipato. Senz’altro non dipendono dai soliti concessionari di pubblicità che non danno mai spazio alle voci nuove. Sono cioè liberi  ed oggi la libertà nell’informazione è merce rara.



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categoria:politica, palermo ieri e oggi
31/03/2007
In attesa della pubblicazione in esclusiva dell'intervista al dottor Massimo Costa, candidato a sindaco di Palermo, appartente al movimento politico l'Altra Sicilia, comunico che questo blog sarà chiuso dalle 18 di oggi a lunedì sera. I commenti entreranno nella coda di moderazione per evitare spam ed offese varie.

Dove sarò?

Qui.

postato da: WG alle ore 14:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:comunicazioni di servizio
31/03/2007


Gli Americani e gli Inglesi non faranno come gli Italiani. Nessuno scambio di prigionieri da pattuire con l'Iran. I quindici soldati britannici non saranno liberati in cambio di cinque pasdaran catturati in Iraq. Naturalmente c'è una differenza fra questa situazione e quella di Mastrogiacomo, non pienamente risolta. I primi fanno un rumore incredibile, perché fanno parte di un esercito, perché dovrebbero essere tutelati dalle leggi internazionali in materia. Il secondo è un giornalista, andato in Afghanistan per documentare ciò che sta accadendo in quella zona di mondo. Gli italiani hanno trattato coi talebani per salvargli la vita. Massimo D'Alema ha, comunque, detto che il governo di Romano Prodi non ha fatto nulla, ma tutto è nato da Kabul. Sono d'accordo con il salvare le vite, sempre e comunque, ma sono contrario a questo scaricabarile. Londra non tratterà con Teheran, perché sa di avere ragione. E Ahmadinejad sta scherzando con il fuoco roventissimo. Se gli inglesi intervenissero militarmente contro il regime teocratico iraniano, nessuno potrebbe dirgli nulla, soprattutto alla luce della presa di posizione netta e rigida dell'Unione Europea. L'Iran vuole la guerra e sta provocando affinché questa accada al più presto. Non si deve cadere nella loro trappola.
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categoria:islam alla guerra
30/03/2007
Nel Forum vi è un topic della sezione dedicata alla letteratura che sta andando bene: Giovani poeti in erba. Sono state pubblicate alcune poesie di alcuni blogger ed utenti e ce ne sono anche tre mie. Se vi piace l'argomento, dategli un'occhiata e magari pubblicate i vostri componimenti...
postato da: WG alle ore 20:38 | Permalink | commenti
categoria:
28/03/2007


Oggi vi propongo una mia intervista realizzata all'avvocato Michele Pivetti, candidato alle imminenti elezioni comunali di Palermo nella lista Vizzini per Palermo.

1) Se un elettore di 18 anni, quindi per la prima volta alle urne, le chiedesse il motivo fondamentale per cui ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni comunali, quale sarebbe la sua risposta?

Per chi ha la passione della politica, per chi ha come scopo il raggiungimento del miglior benessere collettivo, per chi vuole contribuire allo sviluppo della propria città partendo dalle istituzioni, la discesa in campo è un obbligo civico. Si può essere utili alla collettività in molti modi, questo è quello che ho scelto io.

2) E perché con la lista per Palermo del senatore Carlo Vizzini?

Perchè oltre al legame di tipo affettivo e personale che mi lega a Carlo Vizzini, vi è una comune visione sulle problematiche cittadine. Ma soprattutto vi è identità di vedute su come risolvere i problemi ancora irrisolti, a partire da quelli del lavoro, della casa, della legalità.

3) In poche righe, secondo lei, che cosa ha fatto di così buono la Giunta uscente per la città di Palermo?

Il Sindaco Cammarata è stato un Sindaco pragmatico. Niente fumi e molto arrosto. Dalla viabilità, all’acqua, al decentramento, sono tutti argomenti vincenti mediante i quali è lecito ribadirgli la fiducia. Dall’altra parte si ricordano solo i precari, le inutili promesse elettorali, e il menefreghismo più assoluto per i cittadini di serie B.


4) E che cosa si promette di fare la nuova Giunta di centrodestra, se Diego Cammarata dovesse essere rieletto sindaco?

Completare il percorso vincente di questi ultimi anni, ultimare l’iter dei provvedimenti a favore dei cittadini. Naturalmente si stilerà una lista di priorità di comune accordo col Consiglio e si provvederà nel senso di una definitiva risoluzione dei problemi evidenziati.

5) Nel post di esordio del suo blog su Splinder, lei ha scritto che bisogna risolvere a Palermo il problema della casa e dei precari. Può brevemente spiegare i suoi rimedi a tali questioni?

Nello stesso blog accenno qualcosa. Il problema della casa lo si può risolvere mediante un censimento reale (e non sulla carta) degli appartamenti disponibili e della domanda di case vigente. Fatto questo si confronteranno le domande con gli appartamenti e se del caso si provvederà a stanziare delle somme per la costruzione di nuovi alloggi. Per quanto riguarda i precari la soluzione potrebbe essere di immediata applicazione.Ogni persona ha una sua specificità. La Città soffre di numerosi “piccoli” problemi, dal marciapiedi dissestato, al cagnolino abbandonato e quindi pericoloso, ai rifugi-lagher che resistono solo per la passione di alcuni volontari. Ebbene si potrebbe adoperare tutta questa forza lavoro in “squadre di pronto intervento cittadino”. Li dove c’è bisogno corrono gli “angeli del comune” secondo la loro specificità.

6) Ora, a Palermo, così come nel resto del Sud, si sa che i giovani hanno molte difficoltà a trovare un lavoro vero, che non sia un LAP, impossibilitato a dare sicurezze e possibilità di sperare almeno nel tentativo di progettare, ad esempio, le costituzioni di famiglie. Secondo lei, dunque, cosa bisogna fare per loro affinché possano almeno tentare di realizzare qualcosa di dignitoso nell’immediato futuro?

Poco sopra ho dato una delle soluzioni. Ma è ovvio che accanto a questa il Comune e la Giunta dovrebbero farsi carico di rendere facile la vita a chi vuole “intraprendere”. Non è col prestito d’onore di 25.000€ che si risolvono i problemi di un giovane. L’accesso al credito, la reperibilità di strutture di consulenza gratuite e la disponibilità di aree urbane idonee possono rappresentare un buon inizio per chi decide di metter su, ad esempio, una piccola azienda.

7) Ed ora una domanda sulla vivibilità di Palermo: quali sono le tre cose principali che lei proporrebbe per migliorarla ancora?

Col rischio di assomigliare a Jhonny Stecchino……vero è che non abbiamo l’Etna, tuttavia il traffico è ancora una piaga irrisolta. Si deve assolutamente costituire un tavolo di confronto con i commercianti e con gli ambientalisti. Dobbiamo mettere sul piatto della bilancia la nostra salute e la giusta pretesa di chi con il commercio ci vive, di poter guadagnare in onestà e tranquillità. Abbiamo purtroppo il vizio di circolare in automobile anche per fare 100mt, e questo va scoraggiato. Altri due punti sui quali non mi dilungherò. La fruibilità dei mezzi pubblici, aumentare i bus-navetta da 20 posti che fanno la spola tra la stazione e lo stadio lungo l’asse via Libertà via Ruggero VII e via Maqueda partendo da via Croce Rossa. Sul modello romano: vi sono dei pulmini elettrici che fanno da piazza del Popolo a piazza Venezia e sono molto efficaci. Il terzo punto sul quale si dovrebbe agire è l’organizzazione degli uffici periferici. Il decentramento è già a buon punto, ma vi sono ancora problemi da risolvere, come ad esempio la turnazione del personale e gli orari di apertura.


8) Soprattutto al centro di Palermo vi sono le zone blu. Una volta terminato l’orario entro il quale bisogna pagare, compaiono come funghi i posteggiatori abusivi, che chiedono agli automobilisti una mancia per “dare un’occhiata alla macchina”, che naturalmente non danno. Come si potrebbe risolvere questo stucchevole problema?

Eliminiamo le zone blu, assumiamo dei custodi di parcheggio cittadino, almeno dalle piazze. E’ ovvio che le tariffe non dovrebbero essere a tempo ma a giorno.


9) Ed adesso due domande sul rapporto tra politica ed internet: come mai ha deciso di realizzare il suo blog?

Qualche anno fa si girava con i megafoni sulle auto. Oggi si rischierebbe il linciaggio poiché i tempi di percorrenza delle strade sono drammatici. Internet è veloce, facile da usare e diretto. Oggi tra casa e ufficio tutti hanno la possibilità di connettersi alla rete mondiale.


10) E che ne pensa dei blogger politici, la maggioranza dei quali non fanno politica per le strade, ma solo sul web?

Credo che si dovrebbe trovare un giusto punto di incontro, troppo web allontana dal contatto col territorio, troppa strada allontana molti utenti che in quel politico avrebbero la possibilità di trovare un interlocutore valido.



Un ringraziamento vivo e sincero all'avvocato Michele Pivetti. La speranza, adesso, è avere la possibilità di offrirvi altre interviste di candidati alle prossime elezioni amministrative palermitane.
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categoria:politica
28/03/2007


Se Pierferdinando Casini non avesse optato per fare la stampella a Romano Prodi, oggi si parlerebbe a carattere cubitali di sconfitta e semplicemente per i calcoli che ho fatto nel precedente post. A proposito, bisogna notare che le home dei siti del Corriere della Sera e di Repubblica non danno alcuna rilevanza all'assenza di maggioranza politica al Senato, ma si soffermano sulla crisi della Cdl. A parti invertite, naturalmente, i discorsi sarebbero stati differenti. Non sono stato sorpreso dall'atteggiamento voltagabbana dell'Udc, partito spesso criticato in questo blog. Ciò che hanno fatto, comunque, ieri i senatori del partito di Casini irrita più che lasciare perplessi. Senza il loro appoggio, oggi la Cdl avrebbe potuto tranquillamente chiedere udienza al Presidente della Repubblica per dichiarare il fatto dell'assenza della maggioranza politica, giacchè avrebbero vinto solo grazie all'apporto di 5 senatori a vita e di un dissidente di Forza Italia. Ma la voglia di protagonismo e la speranza di creare un grande centro dell'Udc, che ha eredito i vizi della Dc, oggi fa parlare i quotidiani di Stato della crisi della Cdl piuttosto che dell'ipocrisia del centrosinistra.
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categoria:politica
27/03/2007
Cominciamo con il risultato finale della votazione al Senato sul rifinanziamento della missione in Afghanistan: presenti 315, votanti 314, 158 la maggioranza richiesta. 180 hanno votato a favore, 132 gli astenuti, 2 i contrari. Hanno votato a favore i 5 senatori a vita e i 20 dell'Udc. Togliendo 25, dunque, ai 180 il risultato finale è: 155. Risposta: al Senato il centrosinistra non ha la maggioranza politica. A patto che l'Udc non voglia esplicitamente allearsi con Romano Prodi. Il partito di Casini, comunque, è fuori dalla CDL.
postato da: WG alle ore 22:43 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica
27/03/2007
Innanzitutto, il Forum dà il benvenuto a Cogitor, moderatore delle sezioni dedicate al Cristianesimo. A proposito, ricordo che vi sono anche altre sezioni del forum in cerca di moderazione: basta farsi avanti. Inoltre, se c'è qualcuno interessato ad una sezione che al momento non c'è, sono disposto a vagliarla e naturalmente crearla.

Ed ecco gli ultimi interessanti topic:

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categoria:
26/03/2007


Il 20 febbraio scorso, più o meno alla stessa ora di adesso, scrissi questo post, che fu quasi profetico...

Buonanotte, dunque, con la speranza che domani sarà un giorno diverso...
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categoria:politica
25/03/2007


Mentre in Italia la discussione politica è accesissima, a Farah, in Afghanistan, è stata fatta esplodere una bomba al passaggio di un convoglio di nostri soldati. Nessun ferito grazie a Dio. Ma questo ulteriore avvenimento pericoloso  per i nostri militari esorta all'armamento più consistente per l'esercito e al cambiamento delle regole d'ingaggio. Ed in Iran la situazione peggiora sempre di più, soprattutto alla luce dei 15 marinai inglesi fermati dai soldati iraniani per aver violato le acque territoriali, condotti a Teheran. Attenzione, il casus belli è in agguato. Questa notizia si inserisce, poi, nella decisione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di predisporre nuove sanzioni economiche e militari contro l'Iran per il rifiuto del governo di Ahmadinejad di sospendere il programma per l'arricchimento dell'uranio.

Da ciò è facile evincere che la situazione nelle due zone più calde del mondo sta peggiorando. In Afghanistan è in corso una guerra, sminuita volontariamente dal governo di Prodi. In Iran Ahmadinejad sta provocando, cercando di mettere soggezione al mondo, convinto che la bomba atomica s'ha da fare. Londra ovviamente chiede l'immediato rilascio dei suoi soldati, mossi dal fatto che si trovavano in Iraq e non in Iran. Ed in Italia il voto per l'Afghanistan è ormai alle porte. Nell'ultimo momento Prodi ha trovato un altro alleato voltagabbana, cioé l'Udc di Casini, che non fa più parte ormai della CDL. Questo è a dir poco vergognoso. Silvio Berlusconi, invece di convincere l'incomprensibile Casini, dovrebbe rimboccarsi le maniche e sistemare la nuova Casa delle Libertà, che può essere molto più forte di quanto lo sia ora, giacché al Senato si sa come sono vanno le cose. Ho un punto fermo, comunque: i nostri soldati in Afghanistan non possono essere lasciati soli. Hanno bisogno di sentire lo Stato accanto ed hanno bisogno di avere più possibilità di difesa, con un miglior armamento, anziché quello attuale. La CDL dovrebbe andare al Senato chiedendo esplicitamente questo. Poi se dovesse passare al Senato con i voti rilevanti dell'opposizione e dei senatori a vita, allora non ci sarebbe più spazio per Prodi. Ma a questo ci pensiamo a tempo debito.
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categoria:politica, islam alla guerra
24/03/2007


Conosco una persona che ha 51 anni e che oggi ha perso il lavoro. Faceva il fornaio in un panificio, dove era impiegato in nero da molto tempo. Il locale è stato messo in vendita dal titolare e i lavoratori sommersi sono stati mandati a casa. Nessuna liquidazione, naturalmente. La persona è padre di due figli. La moglie non lavora, è casalinga. Ed ora? Questa è Palermo. Questo è il Sud. A Roma si preoccupano delle famiglie formate da due membri dello stesso sesso. Ma chi pensa alle famiglie vere, quelle del meridione, come quella del 51enne palermitano? Sempre di più mi fa schifo l'Italia. E non sono il solo a pensarlo.
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categoria:attualità
24/03/2007


Ieri sera ho avuto l'opportunità di vedere il bellissimo film di Stephen Frears, The Queen, con una superba Hellen Mirren, vincitrice del premio oscar come migliore attrice. Qui trovate la mia recensione. Essendo ambientato nella settimana che ha fatto tremare la corona d'Inghilterra, cioé nel periodo intercorso tra la morte di Lady Diana ed il suo funerale pubblico, non ho potuto non ricordare ciò che provai in quei giorni, soprattutto quando fui svegliato da mio fratello per informarmi che la Principessa era morta. Avevo 16 anni e ne rimasi estremamente colpito, perché volevo bene all'ex moglie del Principe Carlo. Il giorno dopo comprai molti quotidiani e riviste di gossip uscite in edizione straordinaria e creai un album di ritagli apposito, che ancora conservo. Naturalmente fui appiccicato alla televisione durante i funerali ed una lacrima mi scese quando Elton John cantò Goodbye England Rose. Non riesco a spiegarmi, comunque, il motivo per cui fui così attaccato alla Principessa del Galles. E vedendo il film ieri, ho provato sensazioni strane, ma non sono riuscito a condannare la Corona, eccetto l'antipatica figura del consorte della Regine Elisabetta. Non ho mai pensato, ad esempio, che Buckingham Palace avesse quel giorno commesso l'omicidio, "manomettendo i freni", così come dice il portavoce di Tony Blair nel film, non appena sentita la notizia. Credo alla verità ufficiale, cioé allo stato di ubriachezza dell'autista di quella maledetta auto, Henri Paul, mista alla velocità raggiunta per scappare dai paparazzi. Sta il fatto che davvero la Corona rischiò grosso, soprattutto per avere atteso una settimana prima di dimostrare ai suoi sudditi di non essere menefreghista nei confronti di quanto accadde. Ma poi tutto rientrò, anche perché gli inglesi non possono non amare la Regina, non possono non essere attaccati alla Monarchia, perché Elisabetta è l'Inghilterra.
Infine, racconto brevemente un sogno che feci qualche tempo prima la morte di Lady Diana. Mi trovavo fuori dal cancello di Buckingham Palace, al cui interno c'era una festa in corso. Ad un certo punto vidi la Principessa e la chiamai, cercando di convincerla a farmi entrare. Lei, vestita a dir poco in maniera elegante, con tanto di diadema, si avvicinò al cancello e mi disse: "Per te non è ancora il momento di entrare". Mi sorrise e si ridiresse verso il palazzo".
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categoria:storia
23/03/2007


Ieri sera a Porta a Porta, Massimo D'Alema ha detto, in primis di "non essere pentito di aver salvato la vita" a Mastrogiacomo. Poi ha affermato che l'Italia non ha fatto nulla, ma ci ha pensato il governo afgano, a cui è stata data semplicemente la lista con i prigionieri, consegnatagli dai talebani, per mezzo di Emergency.
Da ciò ne consegue che non è stato D'Alema ad aver salvato l'esistenza del giornalista di Repubblica, bensì il governo di Kabul. E quindi gli americani, gli inglesi e i tedeschi non ce l'hanno con l'Italia, ma con l'Afghanistan...

Povera Italia...
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categoria:politica
23/03/2007
Ci sono delle novità per quanto riguarda il forum di questo blog, cioé la nascita di due nuove sezioni, in cerca di moderazione

Si tratta della sezione dedicata alle prossime elezioni amministrative e di quella inerente al mondo dei sogni, che vuole essere non solo un archivio di ciò che abbiamo sognato, ma anche un modo per poterli analizzare insieme, magari grazie alla moderazione di un esperto o di un appassionato...

Per le candidature alla moderazione delle due sezioni, basta chiederlo...



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categoria:
22/03/2007


Marzo è pazzo, si sa. Però è troppo che a Palermo l'inverno sia cominciato a primavera. La cima del Monte Cuccia è innevata, cosa mai successa in tutta la stagione fredda. La temperatura arriva a malapena a dieci gradi. Continuiamo, comunque, a non preoccuparci. Il nostro pianeta è "sanissimo"!
postato da: WG alle ore 20:02 | Permalink | commenti (5)
categoria:attualità
21/03/2007

La vita è sacra e sono contento che Daniele Mastrogiacomo sia sano e salvo ed in Italia, perché i talebani avrebbero potuto sgozzarlo, se solo lo avessero voluto. Tutto bene quel che finisce bene. Però, quella gente che lapida le donne per un niente non ha liberato il giornalista per spirito di fratellanza e misericordia, ma ha stabilito un prezzo, che è stato pagato: la liberazione di altri talebani, che di certo non andranno ad operare per la pace in Afghanistan, anzi. E questo prezzo è stato corrisposto dall’Italia. E’ successo con Mastrogiacomo, è successo con gli altri ostaggi italiani degli ultimi tempi. Qualcuno, purtroppo, non ce l’ha fatta, perché i liberatori sono arrivati troppo tardi, facendo vedere come muore un italiano. Qualcun’altra è stata salvata, ma un eroe ha lasciato questa terra per colpa di un soldato americano. Umanamente parlando, sono favorevole che una vita bisogna salvarla ad ogni costo, anche trattando col peggiore nemico. A proposito, si poteva fare la stessa cosa con Aldo Moro, ma la ragione di stato del governo italiano di allora non ha voluto saperne di trattare con le brigate rosse. Ma se gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si sono incavolati così tanto, un motivo ci sarà. Sappiamo, ad esempio, che la politica estera italiana è ridicola e Massimo D’Alema è attaccato alla sua poltrona di ministro con lo stesso fervore che attacca il plettro ad una chitarra: un principiante non ne può fare a meno. Già, Massimo D’Alema, lo stesso che aveva detto all’Italia che si sarebbe dimesso se non fosse passata al Senato la sua politica estera. Così è successo, ma lui è rimasto al suo posto. Ed è insulsa la proposta della conferenza di pace, soprattutto perché non si dice in giro che lì c’è in corso una guerra spietata, perché non farebbe bene alla sinistra radicale spiattellare la cruda verità. Si dice che lì tutto non va bene, anziché male. Però vogliono la conferenza di pace, desiderando far sedere al tavolo i talebani, che della libertà conoscono a malapena l’esistenza della parola per esprimere astrattamente il concetto. Già, detesto i talebani, anzi mi fanno letteralmente schifo. Altro che conferenza di pace! Bisogna armare meglio i nostri ragazzi, al pari degli altri soldati delle altre nazioni! Tra poco lì si scatenerà l’inferno e bisogna dimostrare ai nostri militari che l’Italia non vuole perdere tempo a mostrarsi bella, così come ha voluto fare ai tempi della recente guerra tra Israele e Libano. Bisogna dare ai nostri ragazzi la possibilità di difendersi, perché saranno attaccati; la possibilità di attaccare, perché dovranno difendere. In conclusione, a Prodi non lo sopporta più la maggioranza degli italiani. Oggi ce l’hanno con lui gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. E nel resto d’Europa di certo non fanno a corsa per stringergli la mano…

postato da: WG alle ore 20:34 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica
21/03/2007
Ieri mi sono accorto che, secondo blogitalia, questo blog si trova all'undicesimo posto nella classifica dei blogger palermitani. E' aperta, quindi, la caccia per entrare nella top ten...
postato da: WG alle ore 07:32 | Permalink | commenti (3)
categoria:websurfing
20/03/2007


Salve Bloggers!
Ho una proposta da farvi. Qualcuno storcerà il naso, qualcuno sarà d’accordo. Come alcuni già sanno, la SBC edizioni ha pubblicato da qualche settimana il mio primo romanzo, il cui titolo è Il Cuore ha sempre Ragione.

Ora, andando sulla pagina di vendita diretta del libro, c’è scritto questo: “Il Cuore ha sempre Ragione è la storia di Alessandro, un ragazzo alle prese con il complesso rapporto tra ragione e fede. Ambientato soprattutto a Palermo il romanzo si contraddistingue per il delicato intreccio tra la vita e la morte, tra il dolore e la gioia. I personaggi, con le loro storie, arricchiscono il testo di grande umanità, approfondendo con acume tanto piccoli sentimenti quanto i grandi interrogativi e i dubbi che da sempre fanno dell’uomo un essere speciale in quanto uomo. Walter Giannò è nato a Palermo nel 1981. Laureando in Scienze Politiche è appassionato di scrittura creativa e di giornalismo. E’ anche blogger abbastanza conosciuto a livello nazionale. Questa è la sua prima opera narrativa”.

Ed ecco cosa vi chiedo spudoratamente: pubblicità. Già, essendo uno scrittore esordiente, di certo non posso ottenere spazi importanti per fare conoscere a più gente possibile la mia prima fatica letteraria. Ma sono un blogger da molto tempo e so come funziona la blogosfera e la sua potenzialità mediatica. Ciò che vorrei, quindi, è che voi dedicaste al mio libro questo semplice link, oppure un post con l’immagine della copertina o senza, con quest’apposito link e magari anche con questo. Naturalmente ogni blogger può scrivere nel post ciò che vuole, anche una sola riga.

Ma non vi chiedo questo senza darvi nulla in cambio! Ebbene, vi assicuro un link nella colonna destra del mio blog ed in questa sezione del forum di C’è Walter, il cui volume delle letture aumenta ogni giorno.

Che ne dite?

Non vi chiedo soldi, non vi chiedo di acquistare il mio libro. Ma solo un attimo del vostro tempo, una piccola porzione dello spazio infinito del vostro blog. Ed io vi compenserò con due link. Ottimo scambio, non credete?

Nel caso di accettazione di questa proposta, basta semplicemente commentare questo post o inviarmi una e-mail. Una volta verificato l'inserimento del link o del post, provvederò subito a dare quanto promesso.

 

postato da: WG alle ore 20:09 | Permalink | commenti (17)
categoria:websurfing, ilcuorehasempreragione
20/03/2007


Ho visto il film "Vero come una Finzione" (Stranger than Fiction), regia di Marc Foster, con Will Ferrell, Maggie Gyllenhaal, Dustin Hoffman ed Emma Thompson. Innanzitutto, è difficile classificarlo in un genere ben preciso, ma in linea di massima è un fantasy, perché è caratterizzato dall'impossibile, cioé dal fatto che si intrecciano nello stesso piano temporale e spaziale una scrittrice (Emma Thompson) ed il protagonista del suo ultimo romanzo di difficile stesura (Will Ferrell). Questa situazione, comunque, si mostra agli occhi dello spettatore non subito, ma durante. All'inizio, infatti, ho pensato di stare assistendo ad un film con la stessa trovata del mitico "La Storia Infinita" (1984), cioé con due mondi paralleli: quello della realtà e quello della fantasia. Poi si capisce, in realtà, che Harold Crick e la sua scrittrice vivono nella stessa dimensione. La domanda di fondo del film è la seguente: Come vive un uomo in seguito alla notizia della sua imminente morte? In questo caso, si lascia andare all'ineluttabilità della fine dell'esistenza, con relativo happy end. In conclusione, il film di Marc Foster (Neverland) non mi ha entusiasmato più di tanto, però è da lodare l'originalità del soggetto, che a Luigi Pirandello avrebbe interessato alquanto.
postato da: WG alle ore 07:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:cinema
19/03/2007


Dal sito del Corriere della Sera: "
L’Inghilterra prova a fare la seconda rivoluzione. Primo Paese ad assegnare i tre punti per la vittoria, con una decisione a sorpresa presa nel dicembre ’80 e adottata a partire dal 29 agosto ’81, il sabato della prima giornata di campionato, ora lancia una nuova proposta fortemente innovativa. I 72 club della Football League, le tre serie immediatamente inferiori alla Premier League (l’equivalente della serie B, C1 e C2 italiane), hanno accettato di studiare la proposta fatta dal presidente Brian Mawhinney di decidere ai rigori le partite che terminano in pareggio".

Il calcio non è la vita, perché nel primo esistono i pareggi, mentre nella seconda si vince o si perde e soprattutto non ci sono mai i calci di rigore: un errore, infatti, si paga subito, senza avere la possibilità di riparare prima di ricevere la botta. Ma dall'Inghilterra giunge una rivoluzionaria proposta per il calcio, già sperimentata negli Stati Uniti, dove il gioco del pallone è soccer, lontano anni luce dal nostro: vorrebbero eliminare il pareggio. Se una gara finisce col segno x, allora nessun punto da spartire, ma tiri dagli undici metri: a chi vince la sfida due punti, a chi perde uno. Morale della favola: si vuole che ad ogni match vi sia sempre un vincitore, come accade nel basket, nella pallavolo, nell'hockey, ecc. Lì dov'è nato il calcio moderno si dice che una simile proposta farebbe contenti tutti, dal tifoso ai gestori dei diritti televisivi. Io, tuttavia, non sono d'accordo. Mi piace l'idea che in una partita possa esserci la possibilità di pareggiare, che al triplice fischio dell'arbitro le due squadre siano dichiarate alla stessa altezza, a prescindere dalla mole di gioco in attacco espresso. Certo ciò non può avvenire nelle cosidette competizioni brevi, come i Mondiali o gli Europei, ma in un campionato il pareggio ci sta benissimo. E' vero che alla fine di ogni stagione le ics già stabilite al primo minuto capitano spesso, ma fanno parte del gioco, rientrano nella logica delle classifiche. Un esempio clamoroso è il famoso biscottone tra Svezia e Danimarca degli Europei del 2004, che eliminò proprio l'Italia. Ma il calcio, in fondo, è bello anche per questo. Sarebbe fantastico, in conclusione, mettere il pareggio nella vita, ma sarebbe nefando toglierlo al calcio, perché la x è "parte della cultura di questo sport", come ha detto Arsène Wenger, tecnico dell'Arsenal.

Nel forum un sondaggio ad hoc...

postato da: WG alle ore 14:39 | Permalink | commenti
categoria:calcio