
- Giovanni Falcone
- Francesca Morvillo
- Rocco Di Cillo
- Vito Schifani
- Antonio Montinaro






Così com’è la prassi istituzionale, i Senatori a vita hanno votato la fiducia per il governo di Romano Prodi, celando ai meno esperti una verità inconfutabile. Sottraendo, infatti, il consenso di Francesco Cossiga, di Oscar Luigi Scalfaro, di Carlo Azeglio Ciampi, di Giulio Andreotti, di Rita Levi Montalcini, di Sergio Pininfarina e di Emilio Colombo, il punteggio diventa il seguente: 158 Unione e 155 Casa delle Libertà. Romano Prodi, inoltre, ha affermato che la giornata è andata benissimo, anche perché la Casa delle Libertà ha perso un voto rispetto alle elezioni del Presidente del Senato, non sapendo che il suffragio è venuto a mancare per una semplice assenza di Giovanni Pistorio, Senatore del Movimento per le Autonomie, che si è presentato con il centrodestra. Se vi fosse stata la presenza di quest’ultimo, allora la distanza reale tra le due coalizioni sarebbe stata soltanto di due, per cui è evidente ciò che già abbiamo saputo all’indomani dell’ufficialità dei risultati delle elezioni del 9 e del 10 aprile: la precarietà della maggioranza al Senato. E’ vero che, senza il voto dei Senatori a vita, medesimamente l’Unione avrebbe raggiunto il quorum per la fiducia (158 voti), ma è anche vero che l’apporto dei parlamentari, che sono lì non per volontà dell’elettorato, bensì o perché sono stati Presidenti della Repubblica (Cossiga, Scalfaro e Ciampi) o perché scelti dallo stesso (i restanti quattro), sarà determinate per il futuro della stabilità della maggioranza parlamentare, perché ricordo che in Italia entrambe le Camere hanno il medesimo valore nella funzione legislativa. E guai agli assenti!
P.S.: Non dimentichiamoci che Cossiga, Andreotti e Pininfarina di certo non voteranno sempre a favore dell'Unione...









Se fossi tifoso della Juventus, oggi non avrei voglia di festeggiare lo scudetto ed avrei soprattutto voglia che la mia squadra sia depurata, affinché io possa essere certo che sul campo la squadra bianconera vinca soltanto per i suoi meriti sportivi e non grazie ad un sistema esterno, che si può benissimo definire mafioso con tanto di cupola. In quest’ultima vigeva un governo diarchico ed il suo potere direttivo era esercitato sugli arbitri, sul giornalismo e sulle forze dell’ordine (e chi più ne ha più ne metta). E le vittime sono state non solo quelli che non hanno voluto accettare un simile sistema, come l’arbitro Paparesta recluso in uno spogliatoio per non essere stato servizievole in un match contro la Reggina, ma soprattutto i tifosi, i bambini e gli adulti. Già, siamo stati presi in giro; abbiamo speso soldi per andare allo stadio o per guardare le partite in televisione, per assistere “allo spettacolo più bello del mondo”. Ed abbiamo avuto in cambio gli ultimi campionati decisi al cellulare. Ora vogliamo il rimborso, non economico ma morale e sanzionatorio.

