
Comincio il post con il ricordare che l’Unione ha avuto il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, avendo ottenuto il 49,8% dei consensi (mentre alla Casa delle Libertà è andato il 49,7%), per cui, non avendo superato il 50,0%, la coalizione di sinistra-centro non sta governando per volontà della maggioranza del Paese, ma per gli effetti della legge elettorale. Nonostante ciò, il prossimo Governo di Prodi sta facendo di tutto per escludere l’altra parte d’Italia, poiché adesso punta a collocare sul Colle un altro suo esponente, magari Massimo D’Alema dei Democratici di Sinistra (in modo tale che diminuiranno i problemi del Professore e di Fassino), così da giungere a ciò che ho prospettato qui il 23 aprile. E nonostante Romano Prodi abbia affermato nella notte dello spoglio delle elezioni politiche in maniera prematura di aver vinto nettamente (ma al Senato allora c’era il vantaggio della CDL) e che avrebbe governato per tutti gli italiani, non appena vi è stata l’assegnazione della Presidenza del Senato a Marini, dopo quella di Bertinotti, ha detto “due a zero”. La maggioranza parlamentare di sinistra-centro, dunque, sta facendo di tutto per ottenere il potere nelle istituzioni fondamentali della Repubblica, spaccando ancora di più l’Italia, poiché la maggioranza dei cittadini non è di sinistra, ma è moderata. E ciò che rileva altresì è il fatto che i sindacati (soprattutto Cgil e Cisl) stanno entrando prepotentemente nel governo, invece che esserne una parte distaccata, non rispettando la libertà e l’autonomia sindacali sancite costituzionalmente dall’articolo 39.


























