30/04/2006

Comincio il post con il ricordare che l’Unione ha avuto il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, avendo ottenuto il 49,8% dei consensi (mentre alla Casa delle Libertà è andato il 49,7%), per cui, non avendo superato il 50,0%, la coalizione di sinistra-centro non sta governando per volontà della maggioranza del Paese, ma per gli effetti della legge elettorale. Nonostante ciò, il prossimo Governo di Prodi sta facendo di tutto per escludere l’altra parte d’Italia, poiché adesso punta a collocare sul Colle un altro suo esponente, magari Massimo D’Alema dei Democratici di Sinistra (in modo tale che diminuiranno i problemi del Professore e di Fassino), così da giungere a ciò che ho prospettato qui il 23 aprile. E nonostante Romano Prodi abbia affermato nella notte dello spoglio delle elezioni politiche in maniera prematura di aver vinto nettamente (ma al Senato allora c’era il vantaggio della CDL) e che avrebbe governato per tutti gli italiani, non appena vi è stata l’assegnazione della Presidenza del Senato a Marini, dopo quella di Bertinotti, ha detto “due a zero”. La maggioranza parlamentare di sinistra-centro, dunque, sta facendo di tutto per ottenere il potere nelle istituzioni fondamentali della Repubblica, spaccando ancora di più l’Italia, poiché la maggioranza dei cittadini non è di sinistra, ma è moderata. E ciò che rileva altresì è il fatto che i sindacati (soprattutto Cgil e Cisl) stanno entrando prepotentemente nel governo, invece che esserne una parte distaccata, non rispettando la libertà e l’autonomia sindacali sancite costituzionalmente dall’articolo 39.

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29/04/2006
I risultati, innanzitutto:
Presidenza della Camera



  1. Fausto Bertinotti (Rifondazione Comunista): 337 voti.
  2. Massimo D'Alema (Democratici di Sinistra): 100 voti.
  3. Schede bianche: 144.
Presidenza del Senato



  1. Franco Marini (Margherita): 165 voti.
  2. Giulio Andreotti (Senatore a vita, candidato della Casa delle Libertà): 156 voti.
  3. Schede bianche: 1.

Ecco le mie considerazioni:

  • In 60 anni di storia della Repubblica, Fausto Bertinotti è il secondo Presidente della Camera di parte comunista (l'altro fu Pietro Ingrao, dal 5 luglio 1976 al 3 giugno 1979). Di certo, il leader di Rifondazione Comunista è un uomo politico coerente e lo è stato anche in occasione del suo primo discorso da Presidente, in cui ha dedicato l'investitura agli operai e alle operaie, ha citato il 25 aprile (dalla parte partigiana) ed il 1° maggio, ha messo sullo stesso piano guerra e terrorismo ("la nostra irriducibile scelta di lotta contro la guerra e il terrorismo"). Ha potuto conseguire questa carica, che dovrà essere super partes, grazie alla rinuncia di Massimo D'Alema, che ha ottenuto 100 consensi dal centro-destra e che rappresenta uno dei favoriti per il Colle. Con Bertinotti alla Presidenza della Camera dei Deputati, Romano Prodi ha accontentato il milanese e la sua parte politica, ma ha evidenziato che il suo governo sarà decisamente spostato a sinistra, per cui non rappresenterà la maggioranza degli italiani, che è collocata più al centro.
  • Franco Marini è stato eletto Presidente del Senato, che è anche il supplente del Presidente della Repubblica. Ex della DC, è stato anche Ministro di un Governo retto dal suo avversario di ieri e di oggi, cioé Giulio Andreotti, Senatore a vita e candidato della Casa delle Libertà. Il risultato delle elezioni ha dimostrato che la maggioranza al Senato è precaria, ma non tanto per l'esiguo scarto che la divide dall'opposizione, bensì piuttosto per la disunione interna, resa evidente dallo stratagemma del "francesco tiratore". E' vero che il potere unisce, però è altrettanto vero che ogni approvazione legislativa non potrà sempre essere caratterizzata da questa situazione di disordine interno all'Unione: la crisi parlamentare sarà sempre dietro l'angolo. Bisogna soltanto avere un pò di pazienza...
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29/04/2006


E’cominciata la seconda giornata di votazioni per stabilire le presidenze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, dopo che ieri tutto si è risolto con un nulla di fatto. Premesso che l’Unione riuscirà senza dubbio a piazzare i suoi candidati, Franco Marini (e non Francesco) al Senato e Fausto Bertinotti alla Camera, perché ha dalla sua la maggioranza parlamentare, è evidente che ciò che è accaduto fino a 9 ore fa deve far riflettere obiettivamente sulla situazione attuale della politica italiana. Ieri mattina, durante l’insediamento al Senato della Repubblica, moltissimi esponenti del centrosinistra erano certissimi che Marini sarebbe stato eletto subito, ma non hanno fatto i conti con i dissidenti interni che hanno volutamente sbagliato la scrittura del nome nei fogli dei suffragi, poiché un Senatore non è uno stupido e conosce la differenza tra un Francesco ed un Franco, soprattutto alla luce di com’è andata la seconda votazione, poiché il primo nome è stato inserito nuovamente nella terza. E ciò che è accaduto al Senato all’interno dell’Unione, che ha dimostrato a tutto il Paese di avere serissimi problemi intestini, è chiaramente un fatto politico, poiché qualcuno non è contento di come stiano andando le assegnazioni dei compiti amministrativi più rilevanti all’interno dell’esecutivo prodiano, per cui ha deciso di utilizzare lo stratagemma del “Francesco”. E non è rilevante il fatto che a Marini sia mancato soltanto un voto, perché chi doveva votare per lui, ma ha optato per il “Francesco”, conosce le regole e sicuramente ha deciso in questo modo consultandosi con tutto il partito a cui fa riferimento e penso che il “disobbediente” sia nell’Udeur, in cui ieri si sarà senza dubbio stabilito che tutti i Senatori tranne uno avrebbero votato per Marini, in modo tale da evitare l’immediata elezione dell’ex della Democrazia Cristiana, che avrebbe dimostrato all’Italia un’Unione compatta, in realtà siamo di fronte ad una maggioranza parlamentare pregna di problemi. Non è stato, dunque, un modo per fare “saltare” il Governo prima del tempo, poiché il disobbediente sa che oggi si voterà con il metodo della maggioranza assoluta, per cui un voto non potrà precludere la seconda carica dello Stato a Marini. Ma ciò che bisogna rilevare è che l’Unione non ha la maggioranza qualificata (né al Senato né alla Camera) e che la stessa situazione si presenterà anche quando bisognerà approvare le leggi fondamentali, i cui progetti sono inseriti nel programma governativo di Romano Prodi, per cui è chiaro che il prossimo governo non può assolutamente durare cinque anni e forse nemmeno sei mesi.
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28/04/2006
Ho ricevuto via e-mail una richiesta particolare da parte di un egiziano e ho deciso di pubblicarla nella sua interezza, senza alcuna correzione. Posso fare, infatti, soltanto questo:

"Buon giorno

Scusami per il disturbo , mi chiamo Ibrahim Obed , sono egiziano , ho fatto la scuola Salesiano Don Boscoal Cairo (( Egitto )), il mio lavoro e' Assisatente operativo di un'agenzia turistica in egitto si chiama Albatros Tours, e la nostra agenzia in italia e' Alba Tour ,
Vi chiedo un favore verso una persona k non sta bene in egitto, qui sto tanto male per tanti mutivi
Il piu' importante che AMO una persona si chiama Arisi Stefania , lei di Cremona
Vi chiedo per farmi visitare la famiglia di quella persona , la voglio sposare , lei e' mia vita e non posso vivere senza di lei .
Per favore fatimi questa cortesia
se potete farmela dimmilo e se vi servono qualche documenti questo e' il mio e-mail (ghandi333@yahoo.com)
Buona giornata
Ibrahim Obed
(( Ghandi ))
Cel. 002 010 45 41 963"

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28/04/2006


Ecco il risultato della prima votazione per la Presidenza del Senato:

  1. Franco Marini 157
  2. Andreotti 140
  3. Calderoli 15
  4. Giulio Marini (Forza Italia 1)
  5. Schede Bianche 4
  6. Schede Nulle 2
Questi risultati sono eccezionali, perché Marini non ce l'ha fatta subito, mentre i politici del centrosinistra erano certi del successo immediato!

Adesso la Lega Nord voterà per Andreotti e saranno fondamentali gli altri voti restanti per il futuro non più tanto prossimo del governo Prodi.
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28/04/2006
Non mi piace il comportamento della Lega Nord al Senato, avendo deciso di non votare per i primi due turni elettorali il candidato della Casa delle Libertà per la Presidenza, Giulio Andreotti, facendo correre il rischio che il candidato di sinistra (Franco Marini) sia eletto già oggi. Non è una dimostrazione di unità, ma di arroganza politica. E non dimentico che una delle cause della sconfitta per poco meno di 24.000 voti sia stata la volontà della Lega di non accettare nella coalizione di centrodestra Alleanza Lombarda. Se fossero stati anche quella volta meno arroganti, di certo staremmo vivendo ben altra giornata politica.
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categoria:politica
27/04/2006

Chi ha gridato l'altro ieri a Roma, falsamente manifestando per la libertà, "10,100,1000 Nassiriya", è stato accontentato. Stamattina un convoglio italiano è stato centrato da una bomba e 3 nostri soldati sono stati uccisi, oltre ad uno rumeno, ed un altro è in condizioni gravissime. Appena 5 giorni fa i terroristi islamici (e non chiamiamoli resistenti, per carità) hanno fatto le prove generali: l'attentato era nell'aria. Lo scopo dei nostri soldati, che hanno dato la vita per l'ordine democratico di uno Stato a noi totalmente straniero, con l'obiettivo di consegnarlo agli iracheni, era quello precipuo di coordinare con la polizia interna l'attività di controllo della zona per assicurare alla tranquillità più possibile il popolo di quella parte dell'Iraq. L'attentato è stato anche politico, in quanto quei bastardi sanno benissimo che nel governo italiano vi sono quelli che vogliono il ritiro immediato delle nostre truppe e, avendo commesso quest'azione di subdola guerriglia (poiché non hanno il coraggio dello scontro convenzionale), hanno ottime possibilità di raggiungere il loro obiettivo, cioé allontanare le forze italiane dall'Iraq per costituire in esso un regime terroristico (ma gli americani e gli inglesi sono, per fortuna, assai rigidi). E di certo a Teheran non aspettano che questo, in modo tale da avere campo libero per diramarsi teocraticamente nella penisola arabica, dopo aver annientato Israele con l'atomica. E ritirarsi subito e non gradualmente significherebbe perdere in maniera zapaterista e vanificare il sacrificio delle nostre valorose vittime.

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categoria:islam alla guerra
26/04/2006

 

  • Se quelli del centro-destra vanno al corteo sono contestati, se non vanno sono accusati di essere dalla parte dei nazisti” (Marcello Veneziani, Libero)
  • Puttana”, “vai a casa”, “hai finito di fare danni”, “fascista”, “Morattila, Milano ti ripudia” (Alcuni slogan contro Letizia Moratti uditi durante la manifestazione milanese del 25 aprile).
  • Volevo portare mio papà sotto lo striscione dei deportati di Dachau, ma non ce l’ho fatta” (Letizia Moratti, Ministro della Pubblica Istruzione del governo Berlusconi).
  • Intifada, Palestina libera, Palestina rossa, stato di Israele, stato terrorista” (Slogan ascoltati sempre a Milano – nota personale: da notare la scarsa intelligenza di coloro che sostengono queste cavolate, poiché affiancano il colore del comunismo alla Palestina).
  • Da ebreo e israeliano, ieri, mi sono colmato di vergogna e di rabbia alla vista del barbaro comportamento dei 'fascisti' della sinistra estremista che hanno profanato la sacralità della festa della liberazione del 25 aprile, assieme alla memoria dei caduti della Brigata Ebraica in Italia, dando alle fiamme le bandiere dello Stato d'Israele nel corso del corteo di Milano”. (Ehud Gol, ambasciatore d’Israele in Italia).
  • Il consigliere comunale di Forza Italia, Manfredi Palmeri, è stato preso a calci da un gruppo di dieci manifestanti a Milano.
  • Tiziana Maiolo, assessore di Forza Italia del Comune di Milano, ha raccontato che “mi hanno strattonata, sputato addosso e insultata. Hanno urlato che sono una traditrice, ma la gente deve anche avere di diritto di cambiare idea. Se questo è il futuro che ci aspetta, significa che è un futuro d’intolleranza, non vorrei che domani dovessimo essere noi a fare la resistenza. Continuerò a manifestare per il 25 aprile”.
  • Gerardo D’Ambrosio, senatore da poco eletto nelle file dei Democratici di Sinistra: “E’ chiaro che in una manifestazione che rappresenta il termine di una lotta di resistenza, che era una resistenza contro questi che sono gli eredi dei fascisti di allora, può anche ritenersi giustificata” (Nota personale: Dopo aver appreso simili affermazioni, è naturale che io mi senta sempre di più uno straniero in patria, poiché un senatore che ha la facoltà, attraverso il suo voto, di interferire attivamente sulla legislazione nazionale, arriva incredibilmente a porre in essere tali nefandezze ed indecenze intellettuali).
  • Per Armando Cossutta (Comunisti Italiani) i fischi e gli insulti sono espressioni di democrazia.
  • “Per i carabinieri e la polizia, 10, 100, 1000 Nassiriya” (Slogan dei Red anarchist skin heads, che si è ascoltato durante la manifestazione del 25 aprile di Roma).


Questi sono soltanto alcuni degli esempi che hanno dimostrato ancora una volta che il 25 aprile non è una festa italiana, ma è una festa che vuole essere soltanto comunista (più che di sinistra). E poi dove erano le bandiere italiane durante le manifestazioni popolari di piazza? C’erano esclusivamente quelle dei sindacati, di Rifondazione Comunista, dei Democratici di Sinistra, arcobaleni, ecc.; gli unici tricolori, si sa, sono quelli di Forza Italia. E poi nella foto si legge: "W la caduta del tiranno": chissà a chi si riferivano quegli idioti che lo hanno creato...

 

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categoria:politica
26/04/2006


Nel post di ieri ho scritto che il 25 aprile, che dovrebbe essere la festa di tutti gli italiani innamorati delle libertà e della democrazia, in realtà è una festa di parte e colorata di rosso. E questo pensiero è stato confermato da ciò che di prevedibile è accaduto a Milano, durante una delle tante manifestazioni per ciò che è successo nel 1945 (e che tantissimi manifestanti disconoscono, non avendo memoria e cultura storica). Letizia Moratti (candidato a sindaco del capoluogo lombardo), infatti, è stata sonoramente fischiata ed insultata, soltanto perché facente parte della Casa delle Libertà. Ed era in compagnia del padre disabile, ex partigiano ed ex deportato a Dachau. Il contenuto di alcuni commenti di sinistra ricevuti ieri, quindi, è soltanto retorico: il popolo di sinistra non vuole che anche quello di destra partecipi alle manifestazioni del 25 aprile (e del 1° maggio), poiché ritengono che sia una commemorazione soltanto propria a loro; ma il rosso delle vittime della Resistenza non è quello del vessillo comunista, bensì del sangue sparso per la libertà, sangue anche cattolico, laico e apartitico, sangue di gente che ha combattutto per la Libertà senza alcuna contaminazione politica, sangue americano, inglese, francese, marocchino e di tutti quei soldati che sono deceduti nel nostro suolo. Però coloro che hanno fischiato ed insultato a Milano hanno dimostrato di essere ignoranti, di non conoscere la storia, o meglio di conoscere soltanto quella che gli hanno propinato durante la loro formazione, o quella che gli fa più comodo. Letizia Moratti, donna coraggiosa che aveva il diritto di manifestare con serenità e di essere rispettata per questo, ha dimostrato il motivo per cui gli esponenti politici della destra decidano di non partecipare alle manifestazioni del 25 aprile, perché queste sono manifestazioni di partito, diramazioni di Feste dell'Unità (nel senso del quotidiano di estrema sinistra). Vergogna, dunque, a coloro che hanno preso di mira il Ministro della Pubblica Istruzione ed a tutti coloro che, pur non essendo lì, avrebbero fatto lo stesso.

Consigli per la lettura:
  1. Ingrao, l'avversario non va mai offeso
  2. Disapprovare non basta
  3. Il 25 aprile trasformato in Festiva dell'Unità
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categoria:politica
25/04/2006


Dopo l'attentato di Taba (ottobre 2004) e quello di Sharm el Sheikh (luglio 2005), ecco Dahab, ed il bilancio provvisorio è di 23 morti. Il terrorismo di matrice islamica ha colpito, dunque, nuovamente l'Egitto e più precisamente una località turistica, frequentata da occidentali soprattutto innamorati del surf. Senza dubbio, lo scopo degli attentatori è sempre il solito in quella zona, cioé mettere a tappeto l'economia turistica egiziana, incutendo timore al turista straniero che vorrebbe passare qualche giorno in quella parte del mondo. Ed anche questa volta il la pare che sia stato dato dal messaggio di Bin Laden dell'altro ieri. Alla base di quest'ultima considerazione, sarebbe senza dubbio opportuno non diffondere pubblicamente gli annunci del Capo di Al Qaeda, però di certo non si può proibire ad Al Jazeera o ad altre emittenti televisive arabe di propagarli nell'etere (essendo sempre degli scoop), facendo però il gioco di Osama. Davvero ridicola, inoltre, la condanna di Hamas: l'organizzazione di terrorismo legittimato, infatti, da un lato ha affermato che gli attentatori di Dahab sono dei criminali, dall'altro ha risposto alla minaccia di Abu Mazen di sciogliere il governo senza un dialogo con Israele in questo modo: "Se ci caccia il prezzo da pagare sarà carissimo". Ed intanto la comunità internazionale si continua ad interrogare su come combattere il terrorismo sui tavoli della diplomazia, mentre Ahmadinejad, il Presidente del pericoloso governo teocratico iraniano, ha affermato: "Israele non sopravviverà". E non dimentichiamoci che quell'uomo vuole la bomba atomica e di certo non per scopi difensivistici: a me ricorda Hitler, a voi?
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categoria:islam alla guerra
24/04/2006


Domani è il 25 aprile, giorno della celebrazione della liberazione dal nazifascismo. In primo luogo, non sono d’accordo con i ragazzi di estrema destra di Forza Nuova che in molte città italiane manifestano contro la festa di domani, perché la considerano come un simbolo dell’odio anti-fascista. Ritengo, infatti, che il fascismo sia da condannare come tutte le dittature che impediscono l’esercizio della democrazia e delle libertà fondamentali e soprattutto condanno a Benito Mussolini l’alleanza militare con Adolf Hitler, il nazista che condusse il mondo poco più di 60 anni fa ad una guerra cruenta e sanguinosa e portò anche alla morte milioni di ebrei (senza dimenticare il genocidio degli zingari, dei Testimoni di Geova, degli omosessuali, dei dissidenti poltici, dei portatori di handicap fisici e psichici). Ora, il 25 aprile 1945 fu un giorno storicamente fondamentale per la nostra Repubblica, ma si dovrebbe celebrare compiutamente e non con spirito di parte. Non ci sto, infatti, a pensare alla festa di domani come una festa esclusivamente partigiana e filocomunista, perché la Resistenza è stata fatta anche da uomini che non hanno mai accolto il pensiero della falce e martello, da cristiani e da laici che hanno combattuto per la libertà e non sotto il vessillo della bandiera rossa. E’ una festa in cui bisognerebbe ricordare l’apporto fondamentale degli Alleati, specie degli Americani, poiché senza di loro la Resistenza avrebbe fatto davvero poco contro l’esercito nazista, logicamente più equipaggiato meccanicamente e strategicamente. E bisognerebbe commemorare altresì anche tutti quegli italiani morti, perché stavano dall’altra parte. Però, molti di sinistra non vogliono pensare al suddetto apporto e ritengono (mettendo al bando la verità storica) che la liberazione dal nazifascismo sia stata soltanto opera dei partigiani, sminuendo il sangue versato dai soldati degli Alleati. E’ chiaro che, in questo contesto di pensiero, la festa della liberazione è divenuta più che una celebrazione che dovrebbe unire la nazione, una commemorazione politica di parte, di colore rosso, che fa tutt’uno con il Primo Maggio, per cui chi sta a destra è messo da parte, considerato come elemento dell’altra sponda...

P.S.: L'immagine si riferisce allo sbarco americano in Sicilia, l'inizio della Liberazione...
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categoria:storia
23/04/2006


Il (purtroppo) prossimo Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha affermato che bisogna ridimensionare Mediaset ed ha creato ulteriori spaccature all'interno della (Dis)Unione. Ad esempio, un altro comunista ma non di Rifondazione, Marco Rizzo, ha ribattutto in questo modo: "Bertinotti sbaglia, i lavoratori non devono pagare". E Clemente Mastella, sempre più lontano dalle posizioni della coalizione di sinistra (il centro è praticamente scomparso), ha affermato che "Mediaset è una risorsa" e che "un conto è garantire il pluralismo, un conto è applicare a Mediaset e agli altri un'idea comunista che non è la nostra". Vi risparmio, naturalmente, i commenti della Casa delle Libertà, poiché già bastano i suddetti per dimostrare quanto già sappiamo, cioé che non solo ha vinto risicatamente le elezioni una coalizione che di Unione ha soltanto il nome, ma anche e soprattutto che il prossimo esecutivo sarà fortemente spostato a sinistra (ma ho scoperto l'acqua calda).

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categoria:politica
23/04/2006


 
Presidente della Repubblica: Massimo D'Alema
Presidente del Consiglio: Romano Prodi
Presidente della Camera: Fausto Bertinotti
Presidente del Senato: Franco Marini



Togliatti sarebbe contento...De Gasperi molto meno...


Estratto da un recente comunicato dell'Udeur di Clemente Mastella: "Intanto prendiamo atto, come prende atto il Paese, che la coalizione va sempre più a sinistra e, per quanto ci riguarda, all'interno di questa coalizione siamo sempre più simili alle ombre dantesche. Nella coalizione che ha vinto di misura le elezioni c'è infatti sempre più il fantasma del Centro, di quel poco di centro che ci fa essere nel Sud il terzo partito nonostante le enormi difficoltà che abbiamo patito e dovuto affrontare. Quanto si potrà durare così? Senza gesti significativi la fine arriverà prima dell'inizio e non certo per colpa nostra".

Il futuro prossimo dell'Italia è sempre più rosso...
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categoria:politica
21/04/2006


Già si litiga nell'Unione (o Disunione)
: D'Alema e Bertinotti pretendono di occupare la medesima carica, cioé la Presidenza della Camera, e Fassino ha demandato a Prodi la decisione, la quale dovrebbe essere resa nota entro due giorni a partire da oggi. Da questa situazione ne consegue che abbiamo un D'Alema sconcertato, che ha affermato "il fatto che ci presentiamo con due candidati alla Camera dimostra che qualcosa non ha funzionato". Bertinotti si vuole mostrare sereno (ma gli garberà tanto che un leader comunista possa occupare la terza carica più importante dello Stato, sebbene per qualche mese) e ha fatto sapere che sull'argomento non ha nulla da dire, ma intanto ha avuto un lungo colloquio con il Professore. E Fassino, demandando la decisione al prossimo Presidente del Consiglio (che sarà uno dei più brevi della storia della Repubblica), implicitamente gli ha passato la patata bollente, altrimenti nota come responsabilità dell'orientamento politico dell'esecutivo.

Bush, intanto, ha telefonato a Prodi. Embé? Di certo il Presidente degli Stati Uniti non può pubblicamente palesare le sue simpatie o antipatie politiche, ma deve pur sempre fare il suo mestiere. Ci aggiorneremo, comunque, sui rapporti Bush-Prodi non appena vi sarà da votare il finanziamento per la missione militare in Iraq (la sinistra radicale è per il ritiro immediato, senza se e senza ma).

Aggiornamento 22 aprile 2006 (ore 10:55): Massimo D'Alema ha rinunciato alla sua pretesa di occupare la carica di Presidente della Camera per evitare "dolorose lacerazioni ed indebolire il governo del Paese"; Romano Prodi ringrazia e così non dovrà fare una scelta che avrebbe a priori condizionato il suo esecutivo e, se dovesse optare per Bertinotti, dimostrerebbe chiaramente che il suo Governo sarebbe completamente (e pericolosamente) spostato all'estrema sinistra comunista. Il passo indietro di D'Alema, comunque, dimostra le spaccature esistenti all'interno dell'Unione e chiarifica il fatto che il futuro Presidente della Camera sarà tale per gentile concessione dei Democratici di Sinistra. La gente di sinistra non ha molto da stare allegra (noi sì).
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categoria:politica
21/04/2006


Il Cardinale Martini, componente del Collegio Cardinalizio, in una intervista lasciata all'Espresso, ha affermato che "bisogna fare tutto per contrastare l'Aids. Nel caso delle coppie il non malato deve potersi proteggere", "e certamente l'uso del profilattico può costituire, in certe situazioni, un male minore". In quelle "certe situazioni" io voglio leggere Africa, cioé il continente in cui il virus dell'Hiv è una vera e propria peste e sono stato sempre convinto che la popolazione africana debba essere educata al profilattico, facendone un uso imparagonabile a quello proprio e principale delle società più sviluppate economicamente e socialmente, dove è soprattutto usato per evitare nascite indesiderate, specie prima del matrimonio. Sono consapevole che il mio pensiero non sia "istituzionale", ma sono convinto che per combattere l'Aids in Africa, che colpisce soprattutto i bambini, bisogna utilizzare tutti i metodi noti, anche quelli contrari alla morale cristiana. Anche perché non vedo niente di contrario alla morale cristiana nel non essere negativamente categorici contro l'utilizzo di uno strumento per evitare in un certo modo il proliferarsi del contaggio nel continente più sfortunato del mondo.
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categoria:religione e società
20/04/2006

Io riconosco la vittoria dell'Unione dal punto di vista legislativo, ma dal punto di vista politico la coalizione di Prodi ne è uscita sconfitta, non solo per la prossima struttura del Senato della Repubblca, ma anche perché ha  fallito il suo obiettivo di dimostrare al Paese la perdita dei consensi della coalizione di centrodestra ed in particolare la discesa dell’affetto politico degli italiani nei confronti di Silvio Berlusconi. E’ chiaro che l’Unione può fare un Governo (da cui non mi sentirò mai rappresentato)soltanto grazie alla legge elettorale promossa dal centrodestra e grazie a qualche errore commesso dalla "superbia" della Lega Nord (che non accettò qualche tempo fa l’ingresso dell’Alleanza Lombarda nella CDL) e dalla cattiva gestione delle candidature nelle circoscrizioni estere. In altre parole ha vinto non specificatamente per suo merito ma soprattutto per alcuni errori gravi della coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Ed inoltre rimane il fatto che l’Unione ha conseguito una vittoria di Pirro, poiché l’esecutivo è chiaramente ingovernabile per l’eterogeneità dei propri elementi e già sono note le prime schermaglie che riguardano le poltrone più importanti tra Democratici di Sinistra, Margherita e Rifondazione Comunista. Romano Prodi guiderà, dunque, un governo che durerà molto probabilmente meno di un anno e saranno molte le prossime occasioni in cui potrà porsi in essere una crisi parlamentare, dal Dpef al finanziamento della missione in Iraq, passando per l’elezione del Presidente della Repubblica, soprattutto alla luce del defilarsi di Carlo Azeglio Ciampi. E la Casa delle Libertà deve riorganizzarsi alla luce di una opposizione che dovrà mettere alla berlina tutti i limiti dell’esecutivo prodiano, magari unendo partiticamente le forze moderate, agendo con la convizione di essere sempre in campagna elettorale, poiché bisogna prendere da subito quel qualche consenso in più che ci porterebbe politicamente e moralmente in vantaggio, attendendo la prossima vittoria istituzionale. Si deve attuare in pochissimo tempo un brevissimo esame di coscienza, un assegnazione delle responsabilità positive e negative, una distribuzione più precisa delle leadership, una definizione dei confini della Casa delle Libertà. Silvio Berlusconi rimane il leader della coalizione di centrodestra e la sua posizione non può essere messa in discussione e non soltanto per il fatto che Forza Italia è il partito italiano che ha avuto più consensi, ma anche perché è inconfutabile la sua potenza centripeta, la sua capacità di convogliare a sé l’immagine del centrodestra. E tuttavia bisogna che altre due figure si espongano molto di più di prima: Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, i quali rappresentanto le individuazioni concrete di due partiti (AN e UDC) altrettanto fondamentali per la CDL, mentre la Lega Nord deve riflettere sugli scarsi risultati conseguiti e deve puntare ad una rapida riorganizzazione del proprio establishment se vuole ritornare ad essere influente, poiché in questo momento è l’anello debole del centrodestra. 

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categoria:politica
19/04/2006
La Corte di Cassazione ha confermato la vittoria dell'Unione (per uno scarto di 24.755 voti, cioé quanti sono la metà degli abitanti del quartiere in cui abito): Romano Prodi, dunque, sarà il prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri, mentre il Parlamento avrà una maggioranza di centrosinistra (o meglio di sinistra-centro). Sono convinto (e non sono affatto uno dei pochi) che il prossimo esecutivo avrà seri problemi di governabilità (soprattutto al Senato della Repubblica) e durerà molto meno di una legislatura, forse a malapena un anno. Non mi sentirò, inoltre, rappresentato dal prossimo Governo, poiché i miei valori sono assai opposti a quelli che pretenderanno di amministrare e tutelare gli interessi di ogni cittadino italiano. E questo blog di conseguenza sarà un blog di rigidissima opposizione, pur salvaguardando sempre il criterio dell'obiettività e dell'avalutatività.
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categoria:politica
18/04/2006


Carlo Azeglio Ciampi non sarà di nuovo Presidente della Repubblica , preferendo optare subito per la carica di Senatore a vita (e di questi tempi non è affatto una scelta irrilevante). A questo punto la domanda sorge spontanea: chi sarà il prossimo inquilino del Colle? E per rispondere, dopo il successo del sondaggio sulle elezioni politiche, eccovene un altro con una lista di personalità scelte non a caso.

Votate e discutiamo questo tema nei commenti...


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categoria:politica
17/04/2006

Non è il titolo ad effetto di un elettore e di un partecipante politico di centrodestra, bensì un accertamento di un fatto più normativo che politico. Secondo la legge elettorale,”la cifra elettorale nazionale di coalizione deriva dalla somma della cifra delle singole liste e la cifra di ciascuna lista è data dalla somma delle cifre circoscrizionali conseguite dalle liste aventi il medesimo contrassegno. Quindi la cifra nazionale deve essere la somma di almeno due circoscrizioni, altrimenti non può essere conteggiata perché il legislatore ha previsto l’ipotesi del conteggio della singola circoscrizione solo nelle regioni ove esiste la tutela delle minoranze linguistiche” (Roberto Calderoli, Lega Nord). Romano Prodi, cioé colui che dovrebbe guidare un governo di sinistra-centro, ha risposto in questo modo: “Quella proprio è un’invenzione, non è un polverone. E’ soltanto un’incredibile organizzazione dei telegiornali che le ha dato peso”. Secondo il leader dell’Unione, dunque, una mancata applicazione dei criteri stabiliti dalla legge elettorale è un’invenzione (naturalmente perché è a suo svantaggio) ed inoltre fomentata dall’informazione televisiva (che è diventata improvvisamente pro Berlusconi), minacciandola implicitamente. Bisogna, senza dubbio, approfondire il caso dal punto di vista strettamente giuridico perché non vi sarà alcuna legittimazione ad un esecutivo “prodiano” finché non sarà fatta seria luce su questa vicenza, perché l’oggetto del problema è la legge. Se dovesse essere accertata la violazione (o meglio la scorretta applicazione) della legge, allora o si dovrebbe considerare il voto del 9 e del 10 aprile alla luce del cambiamento conseguente all’applicazione nel concreto della normativa in questione, o si dovrebbe tornare al più presto alle urne.


Il Financial Times, intanto, ha pubblicato un editoriale in cui è stato scritto che “la risicata vittoria della coalizione di centrosinitra guidata da Romano Prodi costituisce il peggior esito immaginabile in termini di possibilità dell’Italia di rimanere nell’eurozona entro il 2015”. Sostengo coerentemente che i giornali stranieri dovrebbero pensare più a ciò che succede a casa loro, però mi chiedo: come ha preso questa notizia la gente di sinistra che appena qualche giorno fa ha esultato per gli articoli dell'Economist e dell'Independent?

postato da: WG alle ore 19:37 | Permalink | commenti (25)
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17/04/2006


L'attentato a Tel Aviv di oggi, causato da un kamikaze di 16 anni, potrebbe provocare ulteriori serie ripercussioni nel Medio Oriente, soprattutto per il fatto che Hamas (governo legittimo palestinese) ha affermato che si è trattato di "un atto di autodifesa". E ricordo che appena iera si è diffusa la notizia che la pericolissima Iran di Ahmadinejad , che considera Israele un tumore, ha versato 50 milioni di dollari proprio al movimento estremista terrorista islamico della Palestina: si tratta di un finanziamento bellico e non umanitario.
Il mondo non può stare a guardare
o non può semplicemente trincerarsi in parole di circostanza, in speranze di risoluzione diplomatica della vicenda, poiché Hamas è terrorismo legittimato.

Israele, senza dubbio, interverrà ed ha ragione.

Aggiornamento (20:01):

"Dopo l'Iran, anche il Qatar ha reso noto che darà 50 milioni di dollari (41 milioni di euro) al governo dell'Autorità nazionale palestinese, ora controllato da Hamas" (da qui).
postato da: WG alle ore 19:04 | Permalink | commenti (10)
categoria:islam alla guerra