


Palermo,
molti tuoi figli giovani ed onesti, privati della speranza di non essere costretti a sopravvivere, ti ritengono una magra madre che non si cura affatto di loro, poiché si sentono abbandonati, lasciati a sé stessi, quindi prelibate prede di lupi che bramano nutrirsi con ingordigia. Ed io sono ormai d’accordo con loro, sebbene io abbia la speranza che tu possa annullare i tuoi errori, se lo vuoi. Ora, che hai mai fatto per tentare almeno di esaudire i nostri desideri di uguaglianza, di realizzare quei sogni che, per i figli di altre grasse madri, sono paghette? Secondo noi tu non hai attualmente il coraggio di alzare nemmeno un dito per la nostra difesa. E queste parole rappresentano uno stato d’accusa che ti sbatto in faccia per denunciare la tua incapacità materna. Commetti, infatti, troppi errori. Per cominciare non sei una moglie fedele, ma ti comporti da meretrice soltanto per il gusto di esserlo, poiché non vuoi nemmeno in cambio un po’ di denaro non dignitoso per acquistare del cibo anche scaduto per i tuoi tantissimi figli affamati. Infatti, vi è qualche sfortunata donna che offre il proprio corpo e dunque la propria dignità per portare qualcosa alle proprie creature, mentre tu sei una semplice sgualdrina. Ed il tuo "cliente-amante" preferito, poiché sa che cosa vuole una donna egoista e materiale, si fa chiamare Cosa Nostra, che ha il desiderio di stabilire una relazione durevole con te, facendosi bello anche con qualcuno di noi più debole e facilmente ingannabile, dando qualche vermiglio spicciolo in cambio della loro anima. E non sono mai riuscito a comprendere il motivo per cui tu spesso finisci a letto con quel mostro infernale, pur sapendo che da te vuole soltanto il sangue dei tuoi figli. Di conseguenza, come posso perdonarti l’aver permesso a quel vampiro di aver sottratto alla vita due nostri adesso amatissimi fratelli, di cui ci siamo ricordati la loro passione per la nostra liberta colpevolmente troppo tardi? Non riesci ad accorgerti, essendo tu ormai incapace di intendere ma non di volere, della sua infinita cattiveria e le conseguenze della sua e della tua condotta le paghiamo anche nell’impossibilità di avere veri amici, ma soltanto cugini, poiché siamo guardati con sospetto e con arroganza. Ma noi, giovani ed onesti, non abbiamo nulla a che fare con la vostra scabrosa relazione, poiché siamo figli di ben altro padre. Tuttavia non abbiamo la capacità e la forza di condurre alla comprensione di ciò coloro che non sono nostri cugini. E ne consegue una chiusura a riccio, giacché abbiamo purtroppo maturato l’idea dell’inutilità dell’azione chiarificatrice e difensiva. E questo ci porta ad essere eccessivamente vittimisti, ma non è assolutamente colpa nostra. Che c’entriamo, infatti, noi giovani ed onesti, che siamo più di quelli che gli altri immaginano, con gli errori commessi da qualche pecora nera, bastardo nato da uno dei tuoi tanti amplessi con quel mostro malefico? Nulla, eppure ne siamo condizionati da molti punti di vista, come quello doloroso del lavoro. Ad esempio qualche figlio ricco delle solite grasse madri che parlano la tua stessa lingua non ha il coraggio di giungere da te per chiederti anche un piccolissimo spazio che possa non solo ed ovviamente saziare di più la sua ingordigia, ma anche riempire qualche minuzioso buco dei nostri stomachi multiforati. Soltanto pochi hanno sfidato il pregiudizio ma una esigua parte di loro è riuscita nell’intento, anche perché vi è qualche nostro fratello che non ha affatto la dote dell’ospitalità, avendo paura che il dissimile proveniente da lontano sia un pericolo concreto per il suo portafoglio, togliendo clienti alla sua attività microcosmica. Sei attualmente, dunque, un fallimento come madre e attraverso la tua consapevole cecità artificiale non vuoi vedere il tuo cattivo amante che ha anche e spesso trattenuto in molti anni passati rapporti con altre madri, specie con la governatrice centripeta, da cui ha avuto figli, grandi e disonesti, dominati dall’interesse egotista, peggiorando conseguentemente le nostre già difficili esistenze, sfruttando la loro forza di incredibile potenza, derivante dalla commistione di crudeltà e legittimità. Vi sono stati molti che hanno cercato di farti cambiare idea a proposito di ciò con lo scopo di allontanarti dal fomentatore del vero male nelle nostre interazioni all’interno del sistema in cui agiamo. Ti ricordo due esempi, l’uno opposto all’altro. Il primo si chiamava Leonardo Sciascia, un nostro amatissimo fratello che decise di scrivere racconti per tutto il pubblico possibile con lo scopo di evidenziare quel legame insulso e se potessi ti costringerei almeno a leggere "il giorno della civetta". Il secondo, invece, si chiamava Salvatore Giuliano, uno che non viveva proprio nella nostra casa, ma in quella di un’altra molto piccola e magra madre, Montelepre. Ha cercato di convincerti ad allontanarti in maniera netta da ogni contatto con il rapporto tra Cosa Nostra e Roma, spigendoti piuttosto prossima ad un altro uomo, distante un Oceano. Ma ha sbagliato ed ha colpevolmente esagerato, poiché ha scelto i mezzi a volte troppo simili a quelli del tuo sporchissimo amante preferito. Comunque non ti sto dicendo che sarebbe meglio che tu decidessi di non essere più governata da quella Signora, o governandoti da sola o facendoti governare da altro, poiché ti ho pur sempre ricordato un fatto che accadeva qualche anno fa. Oggi puoi anche fidarti di qualche figlio di quella madre centripeta, che tende anche ad essere centrifuga, poiché molti di loro sanno che non c’è alcun premio, alcuna carica positivamente etica nel fare affari con quello che finisce troppo spesso sotto le tue coperte. E a causa di ciò, il tuo abituale cliente-amante è costretto a nascondersi, a non far parlare più di se come prima, ma è assai presente. Ma la tua colpa non sta soltanto nel decidere di donare il tuo corpo soltanto a Cosa Nostra, bensì anche a non rimproverare quei nostri fratelli che ci sfruttano, mossi dal fatto che sanno che ci offrono quello che non possiamo rifiutare, non essendoci altro. Questi ci conducono spesso a svolgere lavoretti pagati sommersamente o sfruttano il nuovo contratto in una maniera troppo indegna e con ciò che ci danno non ci possiamo permettere ciò che i figli di altre madri hanno con estrema facilità e naturalezza. E non serve ribellarci, poiché non siamo uniti: se uno alza la voce, c’è un altro che si starà zitto per prendere il suo posto. E sbaglia grandemente qualcuno che sta in altre case a pensare che la colpa sia nella nostra incapacità a rischiare e nella nostra ricerca del posto fisso, quello grazie al quale siamo certi alla fine del mese di avere quel denaro che ci permette di vincere la sopravvivenza. Noi vogliamo lavorare ma pretendiamo certezze e tutele. Ti odiamo, dunque, ma ti amiamo allo stesso tempo: sei sempre nostra madre (bellissima) ed abbiamo sempre la speranza, anche se ridotta al lumicino, che tu possa di nuovo innamorarti di noi in maniera compiuta ed altruistica. Se vuoi il nostro abbraccio, tendici semplicemente le tue mani.

Innanzitutto facciamo un po’ di (tragica) cronaca. In Nigeria cresce l'odio anticristiano: è stato ucciso anche un sacerdote, padre Michael Ejere. Sono state bruciate fino a questo momento 11 chiese. In Pakistan si saccheggiano i luoghi di culto cristiani, anche perché è stata diffusa la voce che un ragazzo cristiano avrebbe profanato il Corano. In Turchia (che qualcuno vuole che entri nell'Unione Europea) è stata chiusa la Chiesa di Santa Maria di Trebisonda, cioè quella in cui è stato ucciso Don Andrea Santoro. In Libia, durante i funerali delle 11 vittime degli scontri di Bengasi, vi sono state altre situazioni di tensione. Mentre in Italia Romano Prodi dà la colpa a Berlusconi (reo di tutti i mali del mondo), il Vaticano ha finalmente alzato la voce, (per bocca del vescovo Rino Fisichella, rettore dell'Università Lateranense) affermando che: "Non è in gioco soltanto la sorte delle minoranze cristiane che vivono nel mondo musulmano, ma la libertà d'ognuno, i suoi modi di esercizio e la civiltà dei rapporti internazionali. Di fronte a questa posta in gioco non è accettabile l'attuale silenzio degli Stati e degli organismi internazionali: tocca a loro dare concretezza al principio di reciprocità. Che cosa stanno facendo la Lega Araba, l'Unione Europea, le Nazioni Unite?".
In questa situazione estremamente grave per la sicurezza mondiale, analizzata in maniera superficiale e pregiudizievolmente unilaterale dalla sinistra italiana, tutto sembra meramente stato causato dalle vignette su Maometto e dalla maglietta di Calderoli. Che stucchevole analisi semplicistica ed idiota dei fatti! Come ha affermato il direttore del giornale indipendente This Day di Lagos, Eniola Bello, nel precipuo caso nigeriano, "i musulmani fomentano i disordini per dimostrare che i cristiani non sono in grado di governare il Paese. Dunque il potere deve ritornare agli uomini dell'Islam. E le prossime elezioni sono alle porte". Come si può, dunque, pensare che le violente manifestazioni islamiche contro anche l'inviolabilità delle sedi diplomatiche siano soltanto prodotte da 12 raffigurazioni "comiche" di Maometto o dalla t-shirt di un ex Ministro della Repubblica Italiana? Questi due casus belli non sono che pretesti usati dagli estremisti islamici per fomentare la piazza contro la cultura occidentale e cristiana e contro i relativi governi. E gli estremisti islamici sono più forti laddove sono a capo del governo. In Libia, come ho già scritto, non è logicamente pensabile ad una manifestazione contro un'ambasciata italiana senza il beneplacito dell'amministrazione politica: lì non si muove foglia se non lo ordina Gheddaffi. E sono d'accordo con Emma Bonino che ha affermato: "Il rammarico di Gheddafi per i sanguinosi episodi suona un pochino in malafede, per non parlare della sospensione del ministro degli Interni. Come dice Magdi Allam, il presidente del Parlamento di Tripoli ha soffiato sul fuoco da subito, e la Libia non dimentichiamo è stata il primo Paese a chiudere l'ambasciata in Danimarca... Insomma tanti segni premonitori di voler cavalcare la situazione post vignette". Silvio Berlusconi, leader del partito di cui faccio idealmente parte, si è subito premurato a chiedere le dimissioni di Calderoli (giuste per ragionevolezza politica) e a chiedere scusa a Gheddaffi: ma di che? Per una maglietta con una vignetta fatta vedere durante una trasmissione trasmessa in una televisione italiana? Si è chiesto scusa ad un capo di uno Stato che è stato responsabile di attentati che hanno provocato centinaia di morti e ciò si è fatto soltanto per mere ragioni economiche ed energetiche, poiché se Calderoli non se ne fosse andato, si sarebbe senza dubbio rischiata la chiusura dei gasdotti in una situazione di per sé già drammatica. E' vero che il gesto di Berlusconi rientra anche nella ragionevolezza politica, ma è anche vero che bisogna stare attenti a non "calare troppo le braghe". A mio avviso è scandaloso il silenzio di una larga parte del mondo politico, ad esempio, per il massacro cristiano di gravità ascendente che si sta verificando in Nigeria: dove sono le condanne? Dove sono le intimidazioni contro un governo nigeriano che non sta facendo nulla per evitare in maniera dura quello che sta accadendo? Lì gente che ha solo la colpa di credere in Gesù Cristo sta morendo: è inammissibile! Perché non dovere appellarci al principio universale della reciprocità? Perché bisogna chiedere scusa a loro ed invece non si chiede scusa per le stragi attuali? Noi cristiani in tutto questo siamo lasciati umanamente soli a noi stessi ed indifesi: che interessa a quelli della sinistra se è impossibile professare il nostro credo nella penisola arabica? Che interessa a Gianfranco Fini, che ieri è entrato scalzo in una Moschea nel territorio italiano (mentre in molti Paesi, usando come fonte il Corano, non è possibile ergere un luogo di culto diverso da quello islamico), che i cristiani sono massacrati nello stesso momento in cui sto scrivendo? E quant'è stata patetica la manifestazione di ieri pro Palestina, in cui si è organizzato un corteo per un governo in cui il leader (di Hamas) ha sostenuto che non vi sarà alcuna diminuzione dell'intensità della lotta contro Israele? E si è sentito qualche stupido inneggiare in favore di coloro che hanno ucciso i carabinieri italiani a Nassiriya. E a quella manifestazione hanno partecipato deputati comunisti del Parlamento: Oliviero Diliberto e Marco Rizzo che meriterebbero la ineleggibilità. Ritornando all’esponente del Carroccio, Roberto Calderoli, pur avendolo criticato per il suo gesto troppo eccessivo e non conforme alla carica istituzionale che occupava, è stato giudicato più di quello che è effettivamente stato: il leghista non è stato colui che ha provocato i disordini, bensì la miccia di una bomba costruita a priori, e le sue dimissioni dovevano essere chieste non per l’assalto (premeditato) al consolato italiano a Bengasi, piuttosto per il fatto che un Ministro della Repubblica Italiana deve proporsi al pubblico con la dignità propria della carica, senza slacciarsi una camicia per far vedere la t-shirt. Ma, come ho già scritto, Berlusconi si è comportato in questo modo per ragioni economiche ed energetiche e la sua frase “gli scontri di Bengasi sono stati provocati da un atto di leggerezza del nostro ministro” non ha tenuto conto del fatto che il console italiano a Bengasi aveva già da qualche giorno (cioè prima della maglietta di Calderoli) manifestato pubblicamente la sua preoccupazione per la crescita della tensione anti-italiana. Questa proposizione machiavellica (nel senso più alto e dignitoso dell’aggettivo) non deve però essere seguita da altre che potrebbero rinchiudere nei cassetti della storia della filosofia politica il principio della reciprocità. Stiamo attenti, cioè, a non concedere troppo per non avere nulla o l’opposto in cambio.






