30/11/2005


Ho inserito ieri due nuovi oggetti da vendere su eBay:

1) Tallero 1780 di Maria Teresa (non coniato in Italia)
2) Lotto 4 monete Vittorio Emanuele III 1940-1943

P.S.: Se un blogger di Splinder volesse acquistare uno dei due oggetti, allora io farò uno sconto del 10%; se volesse acquistare entrambi, allora lo sconto sarà del 15%. Ricordo che, tuttavia, l'acquisto deve sempre svolgersi all'interno del portale di eBay (per iscriversi cliccare sull'apposito bottone).
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29/11/2005


Dopo il recente caso di Bologna, su Tgcom si può leggere la triste notizia di un altro stupro, avvenuto stavolta in un appartamento di Milano: la vittima è una 25enne rumena mentre i delinquenti sono di nazionalità albanese (5 uomini e 3 donne). Singolare è, invece, l'altro caso di stupro recente avvenuto a La Spezia: una ragazza di venti anni non si è fidata purtroppo di un automobilista che l'aveva avvertita in questo modo: "C'è un uomo che ti segue, se vuoi ti offro un passaggio". Poco dopo, infatti, un criminale (anche questo probabilmente immigrato) ha aggredito e stuprato la giovane ragazza. Comunque si può giustificare la mancata fiducia della vittima, giacché ritengo difficilmente che una donna avrebbe accettato di salire in auto di uno sconosciuto per quel tipo di avvertimento. A questo punto, tuttavia, quell'uomo dovrebbe farsi avanti per aiutare le indagini della polizia.

Ho scritto qui spesso su questo tema, sottolineando la delicatezza del nostro sistema penale a riguardo: io introdurrei in Italia la castrazione chimica (sia per gli stupratori che per i pedofili). E' errato condannare i rei con una sanzione di reclusione, in quanto sarebbero liberi poco tempo dopo e di nuovo potrebbero commettere questi atti indegni (ed a proposito mi viene in mente il tragico caso di Biella). Ora, la castrazione chimica è una sanzione effettiva in molti paesi europei: in Germania dal 1969 (solo se il soggetto ha superato i 25 anni di età e a seguito di una perizia medica che attesti l'idoneità al trattamento), in Danimarca dal 1973 (al reo si chiede di scegliere tra castrazione e prigione), in Svezia dal 1993 (con il consenso dell'interessato recidivo) ed in Francia dal 1997 (per approfondire leggere qui ).

Nel mondo politico nostrano soltanto la Lega Nord si è fatta palesemente portavoce di chiedere l'introduzione di questa particolare sanzione, la quale è più misura di sicurezza che pena: ad esempio, il ministro leghista Roberto Calderoli, a proposito dei recenti casi violenza sessuale, ha affermato: "Purtroppo ci risiamo: tre episodi di violenza carnale nel giro di pochi giorni, ancora una volta ai danni di ragazze giovanissime. E in alcuni casi, come quello di Bologna, gli aggressori, presumibilmente, sarebbero clandestini irregolari. Questa nuova preoccupante ondata di violenza, dopo quella della scorsa estate, ripropone prepotentemente questo problema da affrontare e risolvere con la massima urgenza e con il massimo rigore, senza perdere altro tempo inutilmente. Mesi fa, di fronte ad analoghi e altrettanto gravi casi di violenza sessuale ho proposto di ricorrere alla tolleranza zero e di procedere ad una completa operazione di bonifica del Paese mettendo in campo tutte le forze dell'ordine a disposizione per provvedere, con le buone o con le cattive, all'allontanamento di tutti gli irregolari in circolazione, all' abbattimento delle improvvisate favelas e allo sgombero immediato degli edifici abusivamente occupati. E davanti a delitti così aberranti, come le violenze carnali degli ultimi giorni, ritengo sia necessario insistere sulla mia proposta di introdurre come pena per chi commette reati sessuali la castrazione chimica. Personalmente, e lo ribadisco, reputo che la castrazione chirurgica sia la più idonea a funzionare, anche da un punto di vista della prevenzione, ma anche quella chimica, ancorché non irreversibile, consente di mettere queste bestie in condizioni di non offendere, come del resto hanno già fatto e stanno facendo molti altri Paesi occidentali".
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categoria:attualità
29/11/2005
Motime.com: fratello maggiore, minore, gemello o clonato?
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categoria:websurfing
28/11/2005


Secondo i ricercatori dell'Università di Pavia è la quantita di proteina Ngf a determinare il sentimento; inoltre, dopo 12 mesi, l'amore diventerebbe più stabile, privo del romanticismo tipico dell'innamoramento (per saperne di più cliccate qui).

In primo luogo, il denaro dovrebbe essere usato per altre ricerche piuttosto che per quelle inerenti alla neurobiologia dell'amore: è soltanto uno spreco di materia grigia ed economica. A che serve, infatti, stabilire che l'innamoramento ha una durata inerente alla quantità della proteina Ngf (scoperta da Rita Levi Montalcini)? In secondo luogo, sono innamorato di Margherita da moltissimi anni: la sensazione di "farfalle" nello stomaco (usando le parole dell'articolo di Repubblica) è presente ancora oggi (e non credo possa andarsene). E' sicuramente vero che l'innamoramento è la fase iniziale dell'Amore (in senso formale e tecnico) ma sono convinto del fatto che l'Amore, in quanto sentimento supremo, sfugga ad ogni teorizzazione: non amo Margherita in virtù di una ragione fisiologica ed il mio affetto non dipende, senza dubbio, dalla quantità di una proteina o da nessun altro elemento.

In conclusione cito la seguente frase di Emily Dickinson: "Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore" (mentre l'immagine ritrae un particolare del quadro Love di Gustav Klimt del 1895).
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categoria:quotidianità
28/11/2005
Due giorni fa pubblicai un post sul mio esordio nel mercato di eBay ma qualche ora dopo decisi di cancellarlo, attendendo un momento migliore: ritengo che questo sia arrivato oggi.
Pubblicherò, dunque, qui tutte le mie inserzioni e in alcuni futuri oggetti (di rilevanza ben maggiorevi assicuro che farò uno sconto del 10-15% ai bloggers di Splinder che passeranno da queste mie parti (ho in mente anche particolari vantaggi per le BlogStars).

Ecco gli oggetti fino ad ora messi all'asta:

  1. Pro Guitar 4 + migliaia di spartiti
  2. Modem Adsl Fastrate Usb 100
  3. Pc Calciatori 2005 Panini
  4. Pc Calcio 2005
  5. Tomb Raider the Angel of Darkness
  6. Microsoft Plus! per Windows XP
  7. Ulead Photo Express 4.0 + DVD picture show 2 Se Basic
  8. Immagine Palermo Teatro Politeama 1880
  9. Ulead Video Studio 7 Se Dvd
  10. Norton Internet Security 2005 (English Version)

Per chi non è ancora iscritto ad eBay, consiglio di usare per l'iscrizione il bottone presente su questo sito, affinché io ci guadagni qualcosina...
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28/11/2005


Molti sanno che sono anche un tifoso nerazzurro e in quanto tale voglio commentare brevemente ciò che è accaduto oggi pomeriggio a Messina:

  1. Marco Andrè Kpolo Zoro si è comportato in maniera esemplare e dignitosissima: io, istintivo, avrei risposto in maniera sicuramente diversa.
  2. I tifosi dell'Inter che hanno sbeffeggiato il difensore del Messina sono (oltre che logicamente stupidi) incoerenti: perché non fischiare allora Martins, e perché non averlo fatto prima con giocatori come il mitico Paul Ince? Il razzismo, pare, vi sia soltanto quando un giocatore indossa una maglia diversa da quella nerazzurra.
  3. La società nerazzurra, che si è scusata ufficialmente per l'avvenuto, dovrebbe fare di più: individuare e chiedere l'allontanamento dagli stadi dei razzisti; so che sarebbe un'azione pressocché impossibile ma sarebbe ottima e altamente educativa, nonché prestigiosa.
  4. Se fossi in Moratti, comprerei nell'imminente mercato di riparazione proprio il cartellino di Zoro.
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categoria:calcio
27/11/2005
Nel giro di pochi giorni sono avvenuti due casi che hanno disgustato l'opinione pubblica. Mercoledì sera nella periferia nord di Bologna è stata stuprata una donna da un extracomunitario (forse un marocchino) ed un filmato ha svelato che l'atto criminale è avvenuto sotto gli occhi di almeno quattro automobilisti: Gianfranco Fini ha commentato il fatto affermando che l'indifferenza dei testimoni è stata  "una manifestazione di egoismo, di paura e di insensibilità". L'altro ieri sera, invece, un pensionato di  68 anni è stato pestato fino alla morte in una strada di Trappeto, piccolo centro a pochi chilometri da Palermo ma nessuno ha visto nulla.

Questi due avvenimenti di cronaca sottolineano che non viviamo ancora in una società tout court ma in una comunità di microcosmi, in cui l'egoismo imperversa anche in quelle situazioni in cui dovrebbe essere messo da parte. In entrambi i casi sarebbe stato più che giusto che qualcuno avesse fatto qualcosa di assai utile: a Bologna gli automobilisti avrebbero dovuto difendere la donna e non ci sarebbe voluta un'azione da Superman; a Trappeto occorreva che qualcuno, che sicuramente ha visto il pestaggio da qualche finestra, urlasse contro quei criminali, chiamando tempestivamente la polizia. Ma nulla di ciò è accaduto, tuttavia c'è qualcuno che in questo momento ha qualche peso nella coscienza.

Aggiornamento delle 12:27: Leggere quest'articolo accresce ancora di più la mia rabbia.


 
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25/11/2005
In questi giorni sto scrivendo poco e non è un caso: la mia mente è stata sconvolta dal fatto che a mia madre è stato diagnosticato un tumore al seno, il quale è nel suo stadio iniziale. Naturalmente ho cercato di saperne di più di questo male, compiendo alcune ricerche sul web, cercando soprattutto di consolarmi e ho trovato ad esempio i racconti dei casi di Anastacia e Kily Minogue: anche a queste due famose cantanti è stato diagnosticato il carcinoma mammario e sono uscite ottimamente dal male, grazie al fatto che il tumore è stato scoperto al momento giusto, cioé proprio nel suo stato nascente. Ciò che ho appreso è, ad esempio, che questa malformazione è molto frequente nelle donne, giacché ne colpisce 1 su 10 e si registra un tasso di mortalità sempre più ridotto per merito soprattutto della diagnosi precoce. Naturalmente mia madre, nata nel 1958, è stata soggetta già a due rilevanti sedute mediche, le quali la esortano ad operarsi al più presto; dovrà sottoporsi, inoltre, alla chemioterapia.

E' cominciata, pertanto, una battaglia, la quale sarà senza dubbio vittoriosa e breve, grazie a Dio e ai medici.
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categoria:quotidianità
24/11/2005


La Padania, cioé il quotidiano della Lega Nord, ha commentato duramente il fatto che ieri l'Inter è scesa in campo con 11 stranieri, uno solo dei quali europeo (Figo): Gianluigi Paragone, ha ad esempio scritto che la squadra nerazzurra "che ieri sera ha giocato la sua partita di Champions contro l’Artmedia è il fallimento del calcio" (per leggere l'articolo intero cliccate qui). Ora, ho gia scritto su questa questione il 29 settembre scorso ("La coerenza nel nome") ma è doveroso che io qui ribadisca nuovamente il concetto che "l'Internazionale FC, il cui primo presidente è stato il veneziano Giovanni Paramithiotti, è nata il 9 marzo del 1908 con lo scopo di dare spazio a giocatori non italiani (come il suo primo capitano, lo svizzero Hernst  Manktl) ed il nome è dunque appropriato a quella storica e fortunata scelta". E in quel post fui anche profetico nel sostenere anche che: "Personalmente, dunque, non mi scandalizzerei nemmeno se nell'Inter giocassero 11 stranieri, altrimenti non saremmo "internazionali".

Non ho altro da aggiungere.





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categoria:calcio
23/11/2005


Liberiamolasicilia.it è il sito di "un gruppo di giovani che ha deciso di impegnarsi al fianco di Rita Borsellino in una battaglia di rinnovamento della nostra Regione". Ora, prima di inoltrarci nella breve discussione oggetto di questo post, è giusto ricordare che Rita Borsellino è una delle candidate delle elezioni primarie dell'Unione (che si svolgeranno il 4 dicembre), da cui scaturirà il nome che si opporrà a Salvatore Cuffaro, candidato della Casa delle Libertà, per la carica di Presidente della Regione. Ma Rita Borsellino è anche la sorella di Paolo, il giudice, che tendeva politicamente a destra, assassinato dalla mafia in via D'Amelio il 19 luglio del 1992. La donna ha, pertanto, un cognome che fa "rumore", scelta per l'appunto più per questo che per le sue doti politiche: la scelta, infatti, di personaggi con cognomi forti o privi di esperienza politica è una delle tattiche della campagna elettorale del centrosinistra. E' bastevole pensare, per fare un altro esempio, a Pippo Baudo, a cui l'Unione ha chiesto di candidarsi per lo stesso posto a cui si è candidata la Borsellino e a proposito di ciò il senatore Carlo Vizzini, durante il convegno Insieme per le Riforme del 6 novembre scorso, ha affermato ironicamente: "se Pippo Baudo avesse accettato, allora noi avremmo dovuto optare per Mike Bongiorno". Ora, tornando a questo sito, stamattina ho visto alcuni pali della luce di Piazza Indipendenza pieni di adesivi che lo sponsorizzavano ed, a prima vista, ho pensato ad un nuovo movimento separatista, anche perché il nome di Rita Borsellino è un sottotitolo. Visitando il sito, risalta il fatto che vincere non è solo una possibilità ma addirittura un dovere ("vincere si può e si deve"), inoltre l'immagine della Sicilia con le ali all'interno di una cella è politicamente infima, come se oggi al governo siciliano vi fosse una sorta di dittatore che reprime ogni tipo di democrazia. Naturalmente l'obiettivo di questo non meglio specificato gruppo di giovani è proprio quello di contribuire in tal senso facendo effetto. Ma di certo la Borsellino vincerà le elezioni primarie non per merito loro ma per due motivi fondamentali: a) il suo cognome; b) l'inadeguatezza e l'impopolarità dell'altro candidato: Ferdinando Latteri.
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categoria:politica
20/11/2005


50 goal in due stagioni



3 goal in 12 partite



4 goal in 12 partite



15 goal in 12 partite (contro i 7 della coppia d'attacco del Palermo)
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categoria:calcio
17/11/2005
Il mio primo blog è datato ottobre 2003 e s'intitola  "L´Amico di Sofia", essendo un appassionato di filosofia: fu una creazione dettata dal caso, poiché da poco ero un utente d´internet e altrettanto per caso giunsi sul portale dei blog di Tiscali, cioé della compagnia telefonica che usavo per navigare sul Web con il modem 56k. Prima di allora non conoscevo nulla né della rete né tantomeno della blogosfera e decisi di creare un sito personale soprattutto per due motivi fondamentali: mi piace scrivere e sono egocentrico ed in fondo sono quest´ultime le due caratteristiche fondamentali di un blogger. Infatti, chi non ama scrivere (a prescindere dal fatto che si sappia fare bene o no) e chi non ama porre al centro dell´attenzione le proprie opinioni, difficilmente può essere attratto da questo mondo, che cresce ogni giorno che passa (secondo un´inchiesta di Technorati vi sono sulla rete 20 milioni di blog). Riferendomi ora soltanto a questo, C'è Walter ha superato da poco le 40.000 letture, sebbene non sia un dato attendibile, e secondo sempre Technorati si trova attualmente al 19.514° posto e vale poco più di 35.000 dollari: li ritengo dei buoni risultati, consapevole che ve ne sono tanti altri assolutamente migliori di questo per contenuti, per aspetto e per qualità stilistica. Ma so anche che io sono una persona comune che, prima dell'ottobre di due anni fa, palesava il proprio pensiero in rarissime occasioni verbali e ad una strettissima cerchia di persone: il blog ha dato spazio al mio pensiero, libertà alle mie opinioni, soggette al confronto ed alla critica. E´ un modo per dare voce, dunque, alle persone "normali", che non scrivono sui giornali, che non parlano dai pulpiti, ma che hanno una gran voglia di concretizzare pubblicamente le proprie interpretazioni su tutto ciò che passa nelle loro menti. Un blogger è libero di scrivere un post, ad esempio, sulle repressioni del governo iraniano e subito dopo scriverne un altro sulle sensazioni fomentate da una mera uscita con gli amici: la blogosfera è un mondo varissimo, costituito da appassionati di politici di ogni colore, da ragazzine e ragazzini che hanno portato il loro diario dalla carta alla rete, da aspiranti giornalisti che, sognando di entrare a far parte di una qualsiasi redazione, si dilettano a commentare i fatti dell´attualità, da poeti sognatori e romanzieri in erba che usano l´infinito spazio disponibile per pubblicare le loro opere e porle direttamente all´attenzione del lettore, da "perditempo" (ma appassionati di scrittura creativa) che postano qualcosa che non è categorizzabile. E´, cioè, il blog il luogo in cui è tangibile l´articolo 21 della Costituzione della nostra Italia, che garantisce la libertà di manifestazione del pensiero: ed è in tal senso uno strumento rivoluzionario senza precedenti nella storia della comunicazione, poiché chiunque può crearsi un blog, spendendo solo il costo della connessione, che diviene sempre più accessibile a quasi ogni tasca (ed è pur sempre possibile collegarsi nelle gratuite aule multimediali delle biblioteche comunali e delle scuole e delle università).
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categoria:websurfing
16/11/2005
Quando si discute sulla politica è impossibile non lasciarsi condizionare da alcuni aspetti esterni al giudizio avalutativo. In primo luogo, gioca un ruolo rilevante l´impianto ideologico di ogni individuo, il quale si sviluppa nel corso del tempo per variabili inerenti ai modus vivendi e cogitandi. Come disse in una puntata di Matrix di qualche settimana fa Sandro Curzi, la simpatia politica deriva soprattutto dalle compagnie ("da chi ti sta accanto nel banco") ma, aggiungo, può scaturire dalla storia e dalla collocazione sociale del nucleo familiare a cui si appartiene e dall´attrazione romantica. C´è chi, infatti, è di destra o di sinistra perché ha un cognome "politico" (è difficile che un Berlinguer possa iscriversi ad AN), perché un familiare è un partecipante politico attivo, perché si è attratti romanticamente dalla figure tipo degli estremismi dei due schieramenti (esempio eclatante è l´accostamento di molti giovani alla figura del Che rivoluzionario). Poi, aderire ad una parte politica (beninteso, parte e non partito) può essere frutto di uno dei due seguenti rapporti: adesione del soggetto alla parte per conformità di valori (io la penso in un modo x, mi accorgo che la parte la pensa anche nel modo x, per cui mi sento appartenente a quella parte), oppure adesione del soggetto alla parte per assegnazione di valori (la penso come la parte, perché mi piace pensarla come essa). Ora, non credo che vi possa essere un soggetto che non si interessi di politica o che non sia propenso ad una parte piuttosto che all´altra: non ritengo che vi possa essere davvero il cosiddetto apolitico. Aristotele affermò che l´uomo è un animale politico (o meglio sociale): con ciò volle sostenere che ogni appartenente ad una data società non può naturalmente disinteressarsi della vita politica (e sociale), poiché ne è un membro e non può non esserlo. Gli stoici, che predicarono il distacco del saggio dalla politica, dovettero per forza occuparsi della "scienza per eccellenza", ed un esempio su tutti fu Seneca. Quindi, è un partecipante (attivo o passivo) chiunque di noi, a prescindere dalla collocazione sociale e dalla quantità e dalla qualità della cultura acquisita; ognuno di noi è capace di farsi un opinione politica, a volte bisogna chiederla, altre nasce da sola per interesse o per passione. Ma se tutti siamo "animali politici" non tutti però possiamo pensarla nella stessa maniera: chi sta ideologicamente e politicamente a destra ha posizioni diverse sui temi fondamentali rispetto a chi sta a sinistra, e non c´è possibilità di confronto costruttivo, a meno che non si tratti di argomenti inerenti ai diritti inviolabili dell´umanità; ecco uno dei tantissimi esempi che si possono fare: chi è di destra è assolutamente contrario ai Pacs, chi sta a sinistra no (in questa distinzione non tengo conto dei moderati, cioé di coloro che si spostano verso il centro delle posizioni); ma se qualcuno proponesse di abolire l´articolo 18 della Costituzione (la libertà di associazione), vi sarebbe l´opposizione sia di colui che sta a destra che di colui che sta a sinistra. Poi, la differenziazione politica è anche la chiave discriminante per la ricerca delle informazioni e, soprattutto, per ricavare le interpretazioni sui fatti che accadono quotidianamente: uno di sinistra non acquisterebbe mai il quotidiano Libero di Vittorio Feltri per saperne di più sulla devolution, così come uno di destra non ricorrerebbe mai all´Unità per approfondire il servizio di Rai News 24 su Falluja. Lo "scontro", pertanto, è inevitabile e non c´è spesso mai possibilità di dialogo costruttivo, ma sempre di dibattito che mira alla confutazione reciproca delle posizione espresse.
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categoria:politica, scienza politica
15/11/2005
Ritorno sul servizio di Rai News 24 su Falluja, riportando le dichiarazioni della stampa internazionale in merito, prendendo spunto dall´articolo di Glauco Maggi sull´edizione odierna di Libero (pagina 8). Scott Shane, del New York Times, ha commentato in questo modo: "Un documentario sulla Tv italiana martedì accusa le forze Usa di usare bombe al fosforo bianco nell´assalto di Falluja l´anno scorso non solo per l´illuminazione notturna, ma anche per bruciare a morte insorgenti e civili iracheni. I media americani, i cui reporter sono stati testimoni della battaglia e in modo indiscusso non hanno visto alcun indizio di ciò, hanno largamente ignorato l´accusa". Mentre il giornalista della BBC, Tarik Kafala, ha definito il servizio della Rai "fattualmente non accurato e fuorviante".

Adesso, invece, mi occupo del militare, intervistato nell´inchiesta (unilaterale): Jeff Englehart, attivista antiguerra. Alla Rai ha affermato di essere stato testimone dell´uso di fosforo, ma dopo, alla radio di estrema sinistra Democracy Now, ha invece sostenuto che "non fu direttamente coinvolto nell´azione", come riporta un articolo dello Stocholm Spectator. E sul suo sito personale, Englehart ammette che fu a Falluja "per gli ultimi due giorni dell´assalto". Non è, dunque, un testimone attendibile, anzi il contrario. Ha anche detto, a proposito del fosforo bianco, che "brucia la pelle e penetra nelle carni fino all´osso, ma risparmia i vestiti". Per John Pike, invece, direttore del gruppo di studi militari di Washington GlobalSecurity.Org, "se il fosforo colpisce i tuoi vestiti, questi bruciano eccome, e se raggiunge la pelle continuerà a bruciare".

Ora, a questo punto qualcuno commenterà che il quotidiano Libero è di parte e che le critiche giungono soprattutto dagli USA: ricordo, tuttavia, che sia la BBC che il New York Times non sono affatto favorevoli a Bush e che stranizza il fatto che questo apparente scoop sia stato della Rai, piuttosto che di qualche network statunitense, che non si sarebbe mai lasciata scappare una notizia così grave e così importante anche e soprattutto in relazione alla politica interna: il presidente Bush, infatti, è in calo di popolarità e la veridicità di tale inchiesta avrebbe dato agli oppositori un ottimo strumento per una mazzata pressocché definitiva. Per quanto riguarda, infine, Jeff Englehart, è chiaro che un ex militare, attivista antiguerra, non possa essere un testimone autorevole per montare un´inchiesta che aveva lo scopo di fare molto rumore dappertutto, soprattutto quando si è dimostrata unilateralmente: non dimentichiamoci che nel video sono stati intervistati la Sgrena ed un membro di "Un ponte per" e si può "ammirare" Agnoletto in almeno due scene: tutti personaggi anti-americani, che concepiscono Bush come il nemico, il guastatore dell´ordine mondiale.

Ritengo che una vera inchiesta, soprattutto di questa importanza, debba conformarsi al criterio weberiano dell´avalutatività, poiché la verità non può derivare da una visione della realtà pregiudiziosa. Perché i giornalisti non hanno chiesto informazioni all´altra campana? Perché non è stato interpellato alcun esperto militare e chimico? Perché non hanno appurato ciò che ha facilmente dimostrato il blogger Wellington? Non si tratta, dunque, di un servizio giornalistico vero e proprio, a prescindere dal tema trattato. E´ stato solo un pacchetto regalo per coloro i quali già detestano gli USA e l´amministrazione Bush, cioé per un target di pubblico selezionato a priori.

Questo servizio doveva essere curato meglio, alimentato dalla sete di verità piuttosto che dalla fame di sensazionalismo.
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categoria:
14/11/2005


Pregiudizievolmente non sono mai stato un fan dei film-Tv; in questi giorni, tuttavia, sto visionando alcune produzioni della Rai e ho avuto piacevoli sorprese. Ho già scritto sul Giovane Mussolini, interpretato da Antonio Banderas, mentre ieri ho "divorato" le due puntate di "L'uomo sbagliato", il quale è stato trasmesso da Raiuno il 2 ed il 3 maggio di quest'anno. L'opera, diretta da Stefano Reali, racconta il dramma giudiziario di Daniele Baroni (Beppe Fiorello): per conoscere la trama cliccate qui.

La storia è molto ben articolata, basata liberamente su una reale vicenda accaduta a Daniele Barillà, "giovane imprenditore accusato di essere un pericoloso narcotrafficante per una serie di nefaste coincidenze". L'interpretazione di Beppe Fiorello è ottima, la quale è stata molto compressa nei film "Un cuore nel pozzo" del 2004 e "Il Grande Torino" di quest'anno : ha dimostrato le sue grandi doti artistiche e, sebbene sia l'attore preferito dalle fiction per la Rai, sarebbe ora di vederlo protagonista di un lungometraggio per il Cinema. E devo confessarvi che il film mi ha fatto anche piangere nella scena in cui il protagonista è accompagnato dai gendarmi al cimitero, per rendere omaggio alla tomba di sua madre:  non è un dato di poco conto il fatto che io mi sia commosso, considerato che ciò è avvenuto solo per Ghost (la scena della monetina fluttuante), per Dumbo (quando il piccolo elefante dalle grandi orecchie è cullato dalla madre imprigionata in una roulotte), e per Titanic (quando una madre dà l'ultima buonanotte ai propri figli consapevole dell'imminente disastro). Consiglio vivamente di vederlo (è inserito nell'offerta di Rai Click per i clienti della televisione di Fastweb).
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categoria:cinema
13/11/2005
E' giunto il momento di rispondere dettagliatamente ai commenti ricevuti nel post precedente, dedicato all'inchiesta su Falluja:

  1. Commento numero 3 di Enrico Natoli: " Mi pare che la discussione su questi episodi diverga sempre dal suo nodo centrale. Il punto è: riteniamo noi italiani, americani, ecc. di poter utilizzare qualsiasi mezzo di difesa, anche quelli che condanniamo se ad usarli sono altri? Se la risposta è sì, per la prossima guerra non ravvedo il bisogno di creare documentazioni false per giustificare un intervento armato: si va e basta, col nostro carico di fosforo e quasnt'altro. Se la risposta è no, noi che viviamo in paesi che si autodefiniscono più civili di altri dovremmo essere i primi a rifiutare con assoluta fermezza qualsiasi violazione palese dei diritti umani, anche se chi si vede violare il diritto è un figlio di puttana che ha fatto esplodere una bomba in un bar pieno di civili, per dire. Altrimenti trasformeremo il mondo in un luogo dove avrà luogo un'immensa e temo infinita faida su scala mondiale. Esportare il modello mafioso più di quello che già abbiamo fatto mi sembrerebbe troppo. Che ne pensi?  PS: sono d'accordo con te che in genere questi documentari mostrano solo violazioni dei diritti civili da parte degli americani. Ma non è quello il punto centrale, mi pare. Nessuno di noi che discute su queste cose nei blog sembra ossessionato dall'americanismo o dall'antiamericanismo".
Innanzitutto, caro Enrico, ti ringrazio per il tono placido con cui hai espresso la tua argomentazione, al contrario di moltissimi che hanno prepontemente partecipato alla discussione del post, in maniera davvero irrispettosa per chi la pensa diversamente da loro. Ciò che è accaduto tra i commenti è un'ennesima dimostrazione dell'intollerabilità della diversificazione del pensiero politico di molti che si definiscono di sinistra. Ora, così come ti ho già risposto, qui ribadisco il fatto che non si può vietare ad un Paese di possedere o peggio fare uso di armi chimiche e poi si usano contro di lui per disarmarlo e punirlo. Se davvero fosse accertato che l'esercito americano abbia fatto uso di armi di quel tipo in Iraq, non sono di certo io un difensore di quella pratica. Essere filo-americani non significa accettare in toto ogni politica del governo americano od ogni aspetto della loro società e del loro ordinamento: ad esempio sono contrario al fatto che in alcuni Stati degli USA vige ancora la pena di morte. MI piace, tuttavia, riportare qui un passo del commento (numero 20) del blogger Medjugorje: " La gradezza dell'America sta nel fato che sa processare se stessa, quando sbaglia".

         2.  Commento numero 5 di salvotom: "Se certe cose le fa saddam è un conto. Se le fanno gli stati uniti è un altro. E' ridocolo arrampicarsi così sugli specchi. Poi la tua teoria sull'antiamericanismo del servizio...cosa avremmo dovuto dirgli "bravi"? Chi avrebbero dovuto intervistare, bush?
Leggiti anche i documenti a corredo del servizio".

In primo luogo, ho dimenticato di segnalare nel post che c'è traccia nel servizio di Rai News 24 anche di Vittorio Agnoletto. Ebbene, non ho mai usato due pesi e due misure per interpretare due avvenimenti. Ma Saddam Hussein è stato un dittatore sanguinario, che ha violato ripetutamente i diritti inviolabili dell'uomo; Bush, invece, è il Presidente degli Stati Uniti, eletto legittimamente due volte dal popolo del Paese amministrato. Il servizio di Rai News 24 è stato palesemente anti-americano: un buon giornalista dovrebbe sempre sentire le due campane, prima di affermare ciò che di grave si ascolta, visionando l'inchiesta (unilaterale). A proposito di ciò, vi consiglio di leggere questo post del blogger  Wellington.

      
3.  Commento numero 6 di David Brown: " Walter ma ci sei o ci fai? Che diamine ti frega se il servizio era antiamericano? come volevi che fosse? Si dovevano complimentare forse con gli Usa per l'ottimo lavoro fatto? Poi che c'entra Saddam Hussein adesso? Non si capisce dove tu voglia arrivare.. Rode che l'america che tu ami tanto usi e abbia usato gli stessi metodi del deposto dittatore? Ti farebbe più onore prendere la realtà per quella che davvero è, senza se e senza ma che in questo caso oltre ad essere inutili sfiorano il ridicolo".

Non mi sento affatto ridicolo per quanto ho scritto, e mi sento pienamente consapevole del mio filo-americanismo. Per quanto riguarda le "questioni" presenti nel commento, ho già risposto nei precedenti punti di questo post.

    
4. Commento numero 7 di ilnojoso: "Si può sapere cosa c'entra l'Iraq con la lotta al terrorismo?
Non è mai stato dimostrato un nesso tra Iraq e terrorismo (non prima della guerra), anzi è notizia di questi giorni che in America esiste una specie di Ciagate2 perché la Cia falsificò le inchieste sull'Iraq arrivando alla conclusione falsa di un POSSIBILE legame con Al Quaeda... Questa guerra è stata fatta su due presupposti: - presenza di armi di distruzione di massa (falsa) - legame con Al Quaeda (falso). Che poi abbia tolto ad un Paese un dittatore, ringraziamo il cielo.... però, guarda caso, non è tra le motivazioni della guerra, ed uccidere 30.000 civili(tanti ne sono morti dal 2003), sacrificando 2.000 propri militari, per togliere un dittatore di mezzo.. beh, mi sembra un po' troppo".

L'uso dello strumento bellico per eliminare il governo di Saddam Hussein è risultato eccessivo e controproducente, considerato soprattutto il dopo-guerra. Ho già scritto cosa avrei fatto io prima di attaccare militarmente l'Iraq, governata da un tiranno. Per quanto riguarda la falsità dei due presupposti, ritengo che bisogna ancora fare più chiarezza: dove sono finite tutte le armi che il Rais faceva sfilare nelle strade di Baghdad, durante le auto-celebrazioni del suo regime dittatoriale? E sembrerebbe logicamente impossibile che, visto la comunanza di obiettivi, non vi sia mai stato un legame tra Hussein e Al Qaeda.

     
5. Commento numero 8 di anonimo: " aooooo, ma ti rendi conto di quello che hai detto??? ti ricordo che anche se governato da un dittatore, l'Iraq era uno stato sovrano, Fomentare la rivoluzione? ma che stai dicendo? vorresti che in tutto il mondo succedesse quello che è successo nei paesi del sudamerica? dove democrazia si scrive democraCIA, dove i dittatori come Ortega et simili furono messi al potere con le armi ed i soldi che arrivavano dalla C.I.A. Quello che hai detto è una vera bestialità contro la DEMOCRAZIA, quella vera.Quello che tu affermi è gravissimo, sei pronto a giustificare la guerra la guerra preventiva, è come dire, cheio posso ammazzare una persona solo perchè penso che lui un giorno lo potrebbe fare nei miei confronti. Tutto cio' si chiama ANARCHIA, DITTATURA,Ma stiamo scherzando? Ci manca poco che dici che se attaccano l'Iran, la Siria , ed altri paesi che gli USA dichiarano possibili cattivi, è tutto giusto e corretto. Mi sai spiegare perchè quando in africa gli UTU massacravano oltre un milione di Tutsi, agli americani ed al resto del mondo civile non gliene importava una pippa di portare la la democrazia?
Forse perchè non c'è petrolio nel loro sottosuolo? Non scordare cosa disse il presidente J.W.Bush all'indomani della strage di Nassyria, e se non lo ricordi va a leggere i giornali.Disse che a ricostruire l'Iraq sarebbero stati quei paesi che hanno partecipato con le armi alla guerra contro l'Iraq.
E non mi venire a dire che eravamo costretti a partecipare perché mebri della NATO. in quanto la nato è un patto difensivo e non offensivo,(leggere lo statuto) e l'O.N.U. ha dato il suo benestare dopo tempo che le nostre truppe erano state mandate in Iraq.
Bisogna parlare e scrivere dopo avere acceso il cervello, se non lo si è ancora capito, lo dico io. A presto".

Addirittura, in questo commento sono stato tacciato di essere anti-democratico. Non ho mai giustificato il concetto di guerra preventiva. Per quanto riguarda la situazione africana, sono d'accordo con te: sarebbe stato assai utile intervenire in moltissime occasioni, utilizzando le risorse dell'esercito dei caschi blu. Ma non si può affermare che prima in Iraq si stava meglio.

           6. 
Commento numero 9 di anonimo: "Mi spieghi cosa vuol dire scienziato della POLITICA? è la prima volta che sento un termine del genere, che tu fossi leggermente megalomane? in che laboratorio studi? in che laboratorio fai le tue ricerche? in quale strada vai a sentire i commenti della gente?"

Coloro i quali si laureano in Scienze Politiche (e avverrà nel giro di qualche mese), può definirsi Scienziato della Politica, secondo i decreti che orientano in tal senso. Inoltre, io incrementerò le mie conoscenze, iscrivendomi alla laurea specialistica in Studi Europei. Per quanto riguarda il laboratorio politico: tra poco ne farò parte di uno.
    
         
7. Commento numero 11 di anonimo: "hai l'intelligenza di un chihuahua, complimenti mio imminente scienziato della politica. Ma ne ha uccisi più Bush o Saddam? Chi è che ha le armi di distruzioni di massa E LE HA USATE? Chi dovrebbe finire imputato x crimini contro l'umanità? GIUSTO, IL SERVIZIO ERA ANTIAMERICANO! VOGLIAMO LA PROPAGANDA!"

E' sempre facile offendere, stando anonimi. E' stupido sostenere che Bush abbia fatto più morti di Saddam Hussein: ho già spiegato la differenza fra i due. C'è bisogno di ricordarti le milioni di vittime della guerra decennale Iran-Iraq? C'è bisogno di ricordarti le migliaia di curdi gassati?

          8.
Commento numero 13 di lucacicca: " Perché dici: "non condannerò mai gli Stati Uniti e la loro lotta contro il terrorismo di matrice islamica". Mi sembra una posizione acritica. Perché non si può dire che gli USA sbagliano, quando lo fanno. La legge è uguale per tutti".

Non credo di essere stato incoerente: non sono d'accordo, ribadisco, in toto con gli Stati Uniti.

        9.
Un passo del commento di sofocrazia: " Ps: se cancelli i commenti non sei liberale come ti definisci".

Non sono un censore: ciò lo dimostra il post precedente. Cancello solo i blog eccessivamente offensivi e gratuiti (ad esempio bestemmie o ingiurie).
postato da: WG alle ore 13:04 | Permalink | commenti (9)
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11/11/2005


Esortato dal blogger Anto74, ho deciso di guardare il servizio di Rai News 24 su Fallujah. Ed ecco le mie impressioni:

Le immagini delle vittime sono terribili e lasciano il segno
, ma purtroppo non sono le uniche e non tutte inerenti alla guerra in Iraq. Ho visto, ad esempio, anche le fotografie degli uomini crocifissi e torturati da Saddam Hussein, ma non ho mai assistito ad un'inchiesta di Rai News 24 su questo. Resta il fatto che gli effetti delle armi usate sono spaventosi e sarebbe stato più opportuno (ammesso che possa esistere una scala di opportunità) utilizzare gli strumenti bellici convenzionali, poiché non si possono assolutamente violare le regole d'ingaggio. Da Cristiano condanno la guerra in senso assoluto, ma da imminente scienziato della politica non posso non affermare che la guerra sia l'ultimo strumento di risoluzione delle controversie internazionali di eccessiva gravità. La Storia dell'uomo è soprattutto una storia di guerre: le nostre libertà attuali non sono nate dalla pace ma dalla guerra. Si deve sempre cercare di evitare un conflitto, ma non si può escluderlo in maniera categorica dal punto di vista fattuale. Fallujah è stato un tragico episodio di una guerra che ha diviso l'opinione pubblica mondiale, posta in essere per estirpare il male terroristico e coloro i quali lo appoggiano e non dimentichiamoci mai che il Rais è stato un dittatore sanguinario che ha condotto alla morte milioni di esseri umani (eccovi un esempio). Cosa avrei fatto io al posto di Bush? Avrei cercato di fomentare la rivolta interna, finanziando con ogni mezzo (militare ed economico) gli oppositori al regime, così come è stato fatto parzialmente anche in Afghanistan (dove i Talebani non governano più) e così come si dovrebbe fare subito in Iran. Ma ho fiducia sul fatto che il Presidente degli Stati Uniti abbia preventivamente agito nel modo suddetto, prima di attaccare l'Iraq direttamente. E' chiaro che io condanni l'uso delle armi chimiche, poiché non bisogna predicare bene e razzolare male, ma non condannerò mai gli Stati Uniti e la loro lotta contro il terrorismo di matrice islamica, giacché non bisogna mai cancellare dalla memoria eventi come l'11 settembre né mai permettere che possano riaccadere con terribile frequenza, sebbene il presente non sia assolutamente pregno di ottimismo.

Infine, per quanto riguarda il servizio in sé, è stato palesemente anti-americano; ne è dimostrazione la presenza di un ex-soldato (che avrà avuto un buon compenso per affermare determinate cose), di Giuliana Sgrena (con le sue manie di complotto)  e di un membro dell'associazione "Un Ponte Per", di cui non ricordo il nome e di cui forse fanno ancora parte le celebri due Simone.
postato da: WG alle ore 17:59 | Permalink | commenti (22)
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11/11/2005


Pochi sanno che domani è l'87° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale (1914-1918). Questo blog ricorda tutte le vittime di quella immensa tragedia umana, riportando le parole del testimone John Buchan:

"Gli ufficiali stavano con l'orologio in mano e le truppe attendevano con la stessa compostezza con cui avevano combattuto (si aspettavano le 11, cioé l'ora in cui si doveva porre fine alle ostilità). Alle 10:58 nel settore posto di fronte alla brigata sudafricana, nel punto più orientale raggiunto dalle truppe inglesi, un mitragliere tedesco, dopo aver sparato l'intero caricatore senza mai fermarsi, fu visto mettersi sull'attenti accanto alla sua arma, togliersi l'elmetto, inchinarsi e poi allontanarsi lentamente verso le retrovie. Alle 11 ci fu un attimo di silenzio e di attesa, poi si udì uno strano mormorio, che gli osservatori in posizione molto arretrata rispetto al fronte paragonarono al soffio di una leggera brezza. Erano gli uomini che esultavano dal Vosgi al mare".

A causa di quella guerra perirono più di 9 milioni di soldati e 5 milioni di civili (tra cui decine di migliaia di armeni uccisi nel loro olocausto dimenticato): l'Italia prese parte al conflitto nel 1915.

Dalla Pace di Versailles (gennaio 1919) scaturiranno i germi che condurranno il mondo alla seconda guerra mondiale.
postato da: WG alle ore 00:46 | Permalink | commenti (9)
categoria:storia
09/11/2005
Lo sciopero dei giornalisti provoca sempre un calo delle pubblicazioni dei post dei blogger: vi è, dunque, una stretta connessione tra l'informazione di massa ed il blog, poiché la prima dà al secondo gli spunti su cui imbastire gli scritti.
postato da: WG alle ore 19:04 | Permalink | commenti (15)
categoria:websurfing
07/11/2005


E´ in atto una "rivoluzione" in Francia: non è possibile al momento stabilirne una durata temporale, giacché gli scontri possono terminare domani così come fra moltissimi giorni. Ieri, intanto, è stata l´undicesima notte di tafferugli (o guerriglia?), durante la quale sono stati feriti alcuni agenti di polizia e due di essi sono in gravi condizioni ed ha perso la vita un 60enne, Jean-Jacque Le Chenade, colpito con un pugno mentre cercava di spegnere un cassonneto dato alle fiamme. E´ evidente, dunque, che la situazione sta peggiorando ed è inversamente proporzionale alle esortazioni all´ordine delle autorità governative. E´ ormai, inoltre, una questione non più parigina: a Saint-Etienne, ad esempio, un gruppo di giovani ha chiesto ai passeggeri di scendere e poi ha bruciato il mezzo, mentre a Strasburgo sono state lanciate molotov contro una scuola elementare. Com´è noto, il casus belli è stato il decesso di due giovani di origine sudafricana, fulminati all´interno di una cabina elettrica, dove si erano rifugiati perché erano inseguiti dalla polizia. Da allora sono cominciati gli scontri (notturni), fomentati anche dalle parole di Sarkozy, che ha definito i rivoltosi con il termine "feccia". Secondo lo storico francese Le Goff, è in atto una rivoluzione dei giovani disagiati che non hanno alcuna prospettiva, messi da parte dal resto della società francese; inoltre, continua l´esperto di storia medievale, l´automobile è un simbolo del lusso, la cui distruzione è una risposta simbolica al patimento sociale sofferto. Ora, all´inizio di questo post ho usato il termine "rivoluzione", poiché fa effetto trattandosi di Francia; ovviamente sarebbe preferibile parlare di ribellione di coloro i quali non possono avere alcuna connessione socio-economica con il luogo in cui dovrebbero integrarsi. Di certo occorre ristabilire l´ordine, anche in maniera rigorosa, poiché i danni cominciano ad essere assai rilevanti e gli strumenti della rivolta stanno assumendo connotati fatali (alcuni hanno usato anche fucili da caccia), ma è indubbio che vi è qualcuno nel governo francese che abbia più responsabilità degli altri. Occorrerebbe, inoltre, una discussione a livello europeo sull´argomento, in modo tale da evitare lo spirito di emulazione (proprio com´è accaduto in seguito alla rivoluzione francese del 1789 e com'è successo ieri notte a Berlino), comunque non bisogna comportarsi come Romano Prodi, il quale ha profetizzato che "accadrà anche da noi": un uomo politico, specie se intende governare un paese, non deve senza dubbio esprimersi con proposizioni rassegnate. A tal proposito riporto le parole del Presidente del Senato, Marcello Pera: "Eviterei di portare in campagna elettorale questo argomento con toni così allarmistici e poco prudenti. I problemi della Francia sono dovuti al fallimento delle politiche per l'integrazione. E questo è un problema irrisolto non solo in Francia, ma anche in altri Paesi europei come Inghilterra e Olanda". A  Raincy, infine, è stato decretato il coprifuoco, come se fosse scoppiata una guerra.
 
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categoria:attualitÃ