27/07/2005
Ho saputo che è in corso un secondo allarme bomba, a causa di uno zainetto sospetto lasciato nei pressi del consolato russo di una via molto frequentata di Palermo, a pochi giorni dal primo sempre nella stessa zona. Se fosse accaduto in altri tempi, quello zainetto sarebbe stato lasciato tranquillamente laddove si dovrebbe trovare in questo momento. Tutto ciò è causa della paura, cioé di uno degli obiettivi fondamentali del terrorismo: dobbiamo soccombere alla loro violenza psicologica? dobbiamo reagire con calma? dobbiamo chiudere i nostri confini? Beh, l'unica cosa da fare è fare qualcosa.
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18/07/2005

Per un periodo indefinito di tempo non posterò più con la stessa frequenza a cui eravate abituati. Comunque, cercherò di rendere questo blog più attualizzato possibile, com'è accaduto da un anno a questa parte.

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13/07/2005
Ieri presso la facoltà di Matematica dell'Università di Bologna, Domenico Bottari (32 anni) ha ucciso Massimo Venier (22 ani) perché il secondo non ha corrisposto il suo amore omosessuale. Saputo dell'esistenza di un sito personale appartenente all'omicida, l'ho ricercato e trovato dopo poco tempo, ecco il link: http://domenicobottari.altervista.org/. All'interno di questo spazioe, intitolato il sito speciale della musica, c'è anche una pagina in cui l'autore dà alcuni cenni della sua vita.
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categoria:websurfing, attualità
12/07/2005


"Io ho la vista acuta, eppure non ho mai visto la mafia"

Questa "sentenza" fu affermata dall'avvocato Nello Martellucci nel 1982, in qualità di sindaco di Palermo, rispondendo al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il quale disse invece: "C'è una crescita della mafia che va radicandosi anche come realtà politico-malavitosa". Da sottolineare che Martellucci fu rieletto sindaco nel 1984, sebbene per pochi mesi (dall'ottobre al dicembre).
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categoria:palermo ieri e oggi
11/07/2005
Mio nonno si chiamava Giuseppe Giannò, morto nel 1968, cioé 13 anni prima della mia nascita. L'ho conosciuto dunque indirettamente per mezzo dei ricordi di mio padre, Vittorio, e di mia nonna, Kaden. Fu un membro del Partito Comunista Italiano, deputato del Parlamento Nazionale, ed esponente rilevante della UIL, a tal punto che divenne il segretario provinciale di Palermo e, se non fosse morto così presto, avrebbe potuto aspirare alla carica di segretario nazionale. Tra le persone con cui ebbe dei legami qui cito i nomi di Pietro Nenni, Casimiro Vizzini e Ruggero Ravenna: se mi addentrassi di più nella sua biografia, potrei senza dubbio elencare altri nomi rilevanti di quell'epoca politica. Quasi due anni fa Carlo Vizzini, mosso da un mio SMS inviato ad una trasmissione sportiva siciliana in cui fu ospite, disse a proposito di lui: "il siciliano che voleva rendere il piccolo sindacato un grande sindacato".

Ed ora spazio ad alcune fotografie che lo ritraggono in alcune occasioni politiche:

(In questa foto mio nonno è seduto nell'angolo in fondo)

(In questa è il primo a sinistra)

(Beh, serve ancora indicarvi chi è?)

(La gente applaude mentre sta parlando con particolare veemenza)

(Un'altra foto scattata durante un suo comizio)

(Mi sono spesso chiesto: ma se lo avessi conosciuto e, pertanto, mi avesse cresciuto "politicamente", sarei stato lo stesso di destra?)

(Mia nonna mi ha detto di esser io l'unico che ha preso da lui: magari, potrei arrivare laddove mio nonno è arrivato)

(Purtroppo non conosco i nomi di coloro che parlano in queste foto, se qualcuno avesse la possibilità di darmi una mano in questo, ne sarei assai lieto)

(Ed ecco la "folla di mio nonno")


Sono di destra e mi definisco un anti-comunista (ma non nel senso cruento del termine); in teoria, non dovrei essere contento del passato ideologico di mio nonno; in pratica, sono orgoglioso della sua attività politica in un tempo assai diverso da quello di oggi.
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categoria:storia
11/07/2005
Il genocidio di Srebrenica avvenne nel luglio del 1995 ed è una delle pagine più terribili della guerra jugoslava: più di 7000 persone uccise dai soldati serbi guidati dal generale Mladic, il quale è ancora latitante. Ho deciso di commemorare quel massacro con le fotografie di quella triste vicenda della fine del secolo scorso, quando io ero un ragazzino di 14 anni.

(Il generale Ratko Mladic: è ricercato dal Tribunale dell'Aia per crimini contro l'umanità)

  (Un'immagine di una fossa comune di Srebrenica)

(Altra foto delle vittime della follia omicida di Mladic e delle sue truppe)

(L'ultima volta che, prima di allora, in Europa avvenne qualcosa di simile fu la Shoah)

Per saperne di più:

Bisogna ricordare che alla base di questa tragedia c'è la decisione dell'Onu del 30 giugno del 1995, in base a cui le forze di interposizione dei Caschi Blu in Bosnia dovettero farsi da parte.
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categoria:storia
10/07/2005


Grazie a tutti coloro che sono passati da qui e continuano a passarci. Con me si può essere d'accordo (raramente) o in disaccordo (spesso), si entra in facile polemica, poiché scrivo anche per provocare oltre che per informare, ma qui ognuno può avere lo spazio libero per potere dire la propria (salvo ingiurie e diffamazioni gratuite: il blog è come casa mia). Grazie per le vostre letture.
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10/07/2005


Gli inglesi dicono: we're not afraid. Ma ieri chissà cosa avranno pensato i 20 mila evacuati dal centro di Birmingham. In questi giorni molti hanno fatto similitudini tra i bombardamenti nazisti della seconda guerra mondiale e l'attentato a Londra del 7 luglio; sono due cose estremamente diverse per un motivo fondamentale: quando gli aerei tedeschi stavano per colpire la città londinese, si sentivano poco prima gli allarmi suonare così la gente poteva trasferirsi nei rifugi; in questo caso non c'è alcun segnale di avvertimento: l'esplosione, e la conseguente morte, può avvenire in qualsiasi momento, in ogni luogo, specie in quelli essenziali. Il nemico non indossa una divisa, per cui non è individuabile tra la folla; non è membro di un esercito ufficiale di uno Stato, ma di un'organizzazione terroristica internazionale (Al Qaeda), la quale racchiude in sé tante cellule sparse per il mondo. Non c'è stata alcuna dichiarazione di guerra verbale ma vi è stato un atto concreto, avvenuto l'11 settembre del 2001. Osama Bin Laden è l'Adolf Hitler di questo inizio di millennio: ma non ci sono filmati che ci documentano la sua esistenza; potrebbe anche essere morto per via dei suoi malanni cardiaci ed il suo posto essere stato preso da un altro, il cui nome non conosciamo. Noi "occidentali", obiettivi della loro politica sterminatrice, abbiamo sbagliato a parlare durante l'ultimo anno senza fare alcunché. Si sapeva che Londra sarebbe stata colpita ma ciò è accaduto lo stesso; e si sa che sarà attaccata anche l'Italia: Milano? Roma? Bologna? Possiamo esistere quotidianamente con l'attesa di quel giorno in cui qualche italiano salterà in aria a causa di una bomba del terrorismo islamico? No. Dobbiamo reagire con ogni mezzo disponibile. Roberto Carderoli ha consigliato alle forze politiche di votare lo stato di guerra, consapevole che saranno difficili le attuazioni delle leggi speciali. Anch'io ho scritto a riguardo, mosso dall'ira del momento: ma a quale ambasciatore dovremmo consegnare la dichiarazione di guerra? e contro chi dovremmo scatenare le nostre forze militari? Tuttavia, modificando la celebre frase  del discorso di De Gaulle del 18 giugno 1940: "Questa guerra è una guerra globale". Infatti, questo conflitto è atipico per tanti motivi, alcuni dei quali li ho scritti nel corso di questo post. Bisogna non più rispondere ai nostri nemici (i terroristi islamici e non l'Islam) con le parole urlate ma con tutti i quanti mezzi necessari per sconfiggerlo, per evitare che possa rafforzarsi sempre di più, uccidendoci nelle nostre città. Dobbiamo fare ricorso alla forza militare (magari congiunta con l'istituzione di un esercito occidentale anti-terroristico), all'intelligence, ad una struttura amministrativa ad hoc (istitutuzione di un ministero anti-terrorismo), alla diplomazia assidua con i paesi della penisola araba moderata, alla promulgazione di leggi che siano mirate al controllo rigido dei nostri confini e della presenza extra-comunitaria nel nostro Paese. A proposito dell'ultimo aspetto, sarebbe utile che si istituisse una sezione della polizia o dei carabinieri mirata alla ricerca di tutti coloro che non posseggono, ad esempio, il permesso di soggiorno o che siano stati iscritti nei registri penali dei loro stati per essere stati accusati di appartenenza a qualsivoglia gruppo pericoloso, con lo scopo di cacciarli dall'Italia senza alcun limite o rimorso morale. E non bisogna ritirare assolutamente le nostre truppe dall'Iraq, poiché, ribadisco, concederemmo la vittoria della "battaglia irachena" ai terroristi. Perciò, caro Presidente del Consiglio, non sono d'accordo con la scelta del ritiro di un primo contigente nel prossimo settembre. Comportati, Silvio, come il Capo dell'Esecutivo di uno Stato in Guerra; sii consapevole che l'11 settembre 2001 è scoppiata la Guerra Globale.
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categoria:politica
10/07/2005


Questo è soltanto uno dei tanti risultati che si possono ottenere con lo straordinario sito di LetterJames: provare per credere!
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09/07/2005


Questa è la fotografia che ho inviato al blog We're not Afraid.


Aggiornamento (2.24): questa foto è stata pubblicata sul blog suddetto.
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categoria:websurfing, attualità
09/07/2005


Londra ha risposto agli attacchi terroristici con la normalità, cioé con l'unico modo per combattere idealmente l'obiettivo degli attentatori: la paura. Già all'indomani delle bombe, i londinesi sono tornati nei loro luoghi di lavoro, nelle strade, negli autobus, poiché "the show must go on". Londra è stata sempre così: basti pensare ai bombardamenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale e al celebre aneddoto di Pasquale Esposito: cioé quel barbiere napoletano che accolse Wiston Churchill, dopo un'altra ondata di bombe, con il cartello: "Business as Usual". Come ha scritto ieri Beppe Severgnini, gli inglesi seguono un comandamento stoico, individuabile nella frase Grace Under Fire: "Significa non agitarsi inutilmente, comportarsi con dignità, accettare le circostanze e la sorte". Ed oggi, grazie al Corriere della Sera, ho scoperto il blog We're not Afraid: il titolo è già significativo ed il sottotitolo dice: "mostriamo al mondo che noi non abbiamo paura di ciò che è accaduto a Londra e che il mondo è un miglior posto senza la paura". Consiglio vivamente di darci un'occhiata. Le foto presenti sono fantastiche e caratterizzate dal proverbiale humor inglese. Il tentativo di mostrare più ai colpevoli che al mondo l'assenza di paura è piuttosto una necessità di non mostrarsi sconfitti che una realtà emotiva, in quanto è chiaro che la vita londinese non può essere più la stessa, nonostante sia stato sempre evidente che prima o poi anche la capitale del Regno Unito avrebbe subito un'attacco.
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categoria:attualità
08/07/2005
"Tornare dall'Iraq perché non è più chiaro cosa ci stiamo a fare in un Paese che non ci vuole. Bisogna riconoscere che oggi la difesa dall'invasione islamica comincia da casa nostra, anzi dal campanile dei paesi intesi come luoghi dei valori più profondi". (Roberto Calderoli)

Anche a me è accaduto di pensare di abbandonare l'Iraq non tanto perché siamo occupanti e stiamo partecipando ad una colonizzazione economica (pensiero di sinistra) ma sulla base della considerazione di "lasciarli a loro stessi" per evitare altre Nassiriya. Però sarebbe un grave errore, giacché se ce ne andassimo prima di avere contribuito in modo decisivo all'ordine sociale e politico iracheno, ammetteremmo la nostra sconfitta e la vittoria del terrorismo islamico, il cui obiettivo attuale è proprio quello, attraverso lo strumento della paura, di allontanare le truppe americane, inglesi e italiane da quella zona della penisola arabica. Se tutti i soldati occidentali tornassero adesso nelle loro rispettive caserme nazionali, allora l'Iraq diventerebbe un nuovo Afghanistan, fulcro dinamico di Al Qaeda, vanificando risultati come quello delle elezioni svoltesi qualche mese fa o non dando il giusto valore a tutte quante le persone che hanno lasciato la loro vita in una strada irachena. Calderoli, dunque, sbaglia nella prima parte della sua affermazione ma non nella seconda, poiché i fatti londinesi ci hanno confermato (anche se non ne avremmo dovuto avere il bisogno) che l'Italia è un obiettivo concreto e prossimo, anche per il semplice fatto che è l'unico paese dei partecipanti all'ordine iracheno a non essere stato colpito nel proprio suolo e considerato altresì che nel 2006 vi saranno le elezioni politiche, da cui, se perdesse il centrodestra, ne scaturirebbe un ritiro immediato o progressivo dall'Iraq; vale a dire, se i terroristi ripetessero l'esperienza tragica spagnola da noi, lo farebbero per raggiungere lo stesso obiettivo del marzo dell'anno scorso, cioé la sconfitta di Aznar e la vittoria di Zapatero che in Italia si tradurrebbe in sconfitta di Berlusconi e vittoria di Prodi (o chi per lui). E ciò perché Al Qaeda ritiene di poter terrorizzare il popolo proprio per condurlo politicamente contro le decisioni dell'esecutivo favorevole al ristabilimento dell'ordine in Iraq, convincimento rafforzato dal risultato raggiunto in Spagna. In base a questo ragionamento più comune di quanto si possa immaginare, l'Italia deve rafforzare la sua politica di lotta contro il terrorismo per limitare il più possibile il raggio d'azione del terrorismo islamico a casa nostra. Naturalmente, è praticamente impossibile riuscire ad evitare che un kamikaze si faccia saltare in aria in una stazione della metropolitana di Milano o di Roma ma è possibile porre in essere accorgimenti tali per controllare, ad esempio, l'afflusso degli emigrati, magari con la istituzione di una normativa più rigorosa in materia di clandestini.
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categoria:politica
08/07/2005
"Lo spettacolo dunque continua. E continuerà chissà fin quando. Forse finché da vili quali siamo, o illusi o semplicemente incoscienti, rifiuteremo di affrontare il nemico come va affrontato ogni nemico: con forza. Il che significa adottare misure eccezionali e riconoscere che siamo in emergenza; anzi, in guerra. Il regime di guerra richiede sacrifici speciali, anche la rinuncia a certe libertà. La sicurezza ha un prezzo. Più sicurezza equivale a meno libertà. So che è difficile digerire certi concetti, però bisogna rassegnarsi: non si può avere tutto. Non si possono aprire le frontiere a chiunque; gli immigrati devono essere selezionati con rigore; i clandestini siano rimpatriati; inutile discutere cavillosamente se siano compatibili con il nostro ordinamento i centri di accoglienza, come se il problema fosse questo. Il terrorismo viene da fuori. Viene dal vicino Oriente. Gli assassini sono fondamentalisti islamici. Questa è già una indicazione da non trascurare. Le teste calde siano subito espulse. Smettiamo di dare ospitalità a chi pianifica stragi. Insomma, la guerra è guerra. È da stupidi finanziare la costruzione di moschee; è da stupidi esercitare tolleranza con chi non ne ha; non ha senso eliminare dai luoghi pubblici i simboli della nostra civiltà per non offendere i sentimenti di chi appartiene ad una civiltà "inferiore". Mentre infuria la battaglia si demoliscano i ponti dell'amicizia con i popoli da cui provengono i terroristi. Ma queste, lo so, sono prediche inutili. L'Italia e l'Europa hanno sposato il buonismo. I soldati di Allah massacrano e poi festeggiano, irridono alla putrida decadenza occidentale; per risposta, noi apriamo le scuole a quelli che mirano ad eliminarci; gettiamo via i crocefissi e i presepi; depenniamo il Natale dalle ricorrenze tradizionali; apriamo apriamo apriamo allo straniero, a qualunque straniero. Cerchiamo di conquistarci la simpatia degli assassini nella speranza che ci uccidano per ultimi. Capirai la soddisfazione. Le carceri sono piene zeppe di islamici, gente sbandata e disposta per due euro ad affettarci; non osiamo reagire per paura. Abbiamo soggezione di loro. C'è sempre un magistrato clemente in osservanza della legge; capace di scarcerare per un vizio di forma; c'è sempre una norma che vieta l'espulsione dei tagliagole; c'è sempre una Corte sollecita nell'annullare sentenze dure, eque".

Ho deciso di riportare questa parte dell'articolo di Vittorio Feltri, direttore di Libero, in quanto le sue parole riflettono anche il mio pensiero.
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categoria:attualità
07/07/2005
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categoria:websurfing
07/07/2005


Basta con le voci alzate di qualche governante europeo, è ora di adoperare la forza unitaria ed intollerante contro il terrorismo islamico-globale. Bisognerebbe esortare i potenti dell'Occidente alla costituzione di un esercito unico con l'obiettivo comune di annientare ogni cellula di Al Qaeda; e questa forza armata, una volta organizzata, dovrebbe inseguire questi bastardi in ogni parte del globo, dal Polo Nord al Polo Sud, dagli abissi delle Fosse delle Marianne alle cime dell'Himalaya. Basta con i pacifismi francesi e tedeschi e con coloro i quali manifestano con arcobaleni e girotondi; bisogna coalizzarsi seguendo il modello americano, non lasciandolo solo (così com'è stato fatto) ma convergendo in esso tutte le forze dei governi europei affini e di quelli arabi moderati: isoliamo gli esecutivi di Parigi e Berlino, colpevoli di pigrizia e di esasperante egoismo. E sarebbe assai utile che coloro i quali hanno il potere dichiarassero ufficialmente guerra al terrorismo con tanto di documento da consegnare ai loro "ambasciatori" : non è più il momento della diplomazia ma dell'azione.
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categoria:attualità
07/07/2005


Al Qaeda decise di colpire Madrid alla vigilia dell'elezioni politiche spagnole; oggi ha colpito Londra, nel giorno della prima sessione del G8. L'anno prossimo in Italia ci saranno le elezioni: Roma sarà la prossima? Riconosco che ho appena espresso una domanda triviale ma sono convinto che non è affatto priva di logicità e spero vivamente di sbagliarmi.
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06/07/2005


In Italia l'infibulazione, la clitoridectomia, l'escissione e qualsiasi altra mutilazione stanno per divenire un reato. Il testo della legge è stato approvato dal Senato quasi all'unanimità (solo 4 astenuti). Si aspetta, ora, l'approvazione definitiva del testo emendato da parte della Camera dei Deputati. Accadrà che, anche in caso dell'assenso della donna, il medico non solo dovrà scontare dai 4 ai 12 anni di reclusione (e la pena sarà aumentata di un terzo se la vittima è un minore e in tutti i casi in cui sarà eseguita per fini di lucro), ma anche sarà cancellato dall'Ordine per 10 anni.

Questa legge, seppur arrivata tardi, rappresenta un successo per tutte quelle donne (soprattutto minorenni) costrette a patire la mutilazione dei propri organi genitali. Infatti, grazie a questo testo normativo, non sarà più possibile nel suolo italiano che sia praticata l'infibulazione o le altre mutilazioni. Ora, per comprendere la portata di tale decisione, basta pensare che nel nostro paese ben 40 mila donne hanno dovuto subire queste terribili pratiche, soprattutto emigrate dal Sudan, dalla Somalia e dalla Nigeria. Purtroppo e naturalmente non si può far nulla per nessuna di loro ma almeno si è fatto qualcosa per coloro le quali avrebbero dovuto soccombere a tali pratiche contrarie alla società civiizzata.

Tengo a precisare che ovviamente questa legge non è contraria all'Islam, poiché è assurdo porre all'interno della religione di Maometto questa pratica, seppur sia largamente diffusa proprio tra gli africani musulmani. In primo luogo, infatti, l'infibulazione esisteva nell'Antico Egitto (leggete qui); in secondo luogo, il Corano non prevede assolutamente questa pratica, poiché proibisce ogni azione che possa danneggiare il corpo o la salute ed è praticata anche in Eritrea, laddove il cristianesimo è più diffuso dell'islamismo.

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categoria:politica
06/07/2005


Non sopporto tutto ciò che è mafioso, dall'organizzazione criminale all'atteggiamento. La Mafia è il Male Siciliano: è un fenomeno da annientare soprattutto in questo momento in cui opera di nascosto, giacché non può più contare sull'appoggio omertoso della maggioranza della popolazione. Bisogna combatterla in ogni suo campo d'azione: dal pizzo al traffico degli stupefacenti, dallo sfruttamento della prostituzione all'intromissione nella concessione degli appalti edilizi. Affrontarla a viso aperto è un dovere civico di ogni siciliano; non dobbiamo temerla, poiché altrimenti raggiungerebbe uno dei suoi aberranti obiettivi. E' una piaga dell'umanità, uno strumento demoniaco, un'offesa alla sacralità della vita. Dobbiamo isolarla, giacché in questo modo si sentirà più sola e perderà progressivamente il suo legame "storico" con la comunità siciliana; dobbiamo esasperare il carattere "individualistico e ribelle" di ogni membro dell'organizzazione mafiosa, in modo tale che i delinquenti si scannino fra di loro, mossi dalla loro concezione darwinistica dell'esistenza quotidiana. Dobbiamo istruire i ragazzi dei quartieri più degradati delle città siciliane, mostrando loro l'importanza dei valori sociali della nostra comunità e raccontando loro le storie di coloro i quali hanno sacrificato la vita per rendere quelle di loro più sicure; dobbiamo rendere il mercato del lavoro più idoneo a rispondere alle esigenze dei disoccupati, poiché in tal modo eviteremo che una parte di essi possa scegliere di unirsi alla Mafia per sopravvivere e come luogo di resistenza per degradare tragicamente la società che non ha fatto nulla per poterli sostenere lecitamente; dobbiamo rendere la nostra terra più bella e più aperta possibile, sfruttando al meglio e soprattutto per noi le nostre risorse energetiche, agricole, industriali ed artigianali; dobbiamo sconfiggere la Mafia confidando sulle nostre forze, poiché non c'è nessun uomo politico non siciliano che possa comprendere i nostri problemi più di noi stessi. La Sicilia ci appartiene: sterminiamo la Mafia!

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categoria:politica, palermo ieri e oggi
05/07/2005


Christian Vieri ha scelto di giocare nel Milan
. Ha firmato un contratto che lo legherà ai rossoneri sino al 2007.

Ha dimostrato in questo modo di non aver mai amato la tifoseria nerazzurra: "mi è caduto dal cuore". Ed ora Massimo Moratti deve fare uno sgarbo meraviglioso ai "cugini": acquistare Gilardino.
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categoria:calcio
05/07/2005


Ho spesso difeso alcune proposte provocatrici della Lega Nord, come quella del referendum consultivo per misurare il grado del consenso del popolo italiano circa la moneta unica europea, ma è scandaloso il comportamento tenuto da Borghezio, Salvini e Speroni contro il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Per meglio chiarire il mio pensiero a riguardo, riporto le parole del commento di Alessandra Mussolini: "Vigliacchi, ecco cosa sono, dei vigliacchi. Non trovo altri aggettivi per condannare l'attacco all'immagine dell'Italia dato dalla Lega. Ciampi mentre parlava rappresentava l'Italia e solo per questo non andava contestato pubblicamente. Un conto è condannare, come faccio da tempo, la politica dell'Europa
Delle banche e l'euro, un altro è andare contro il proprio paese". Considerato, inoltre,  il fatto che non solo Ciampi oggi ha rappresentato l'Italia ma gli stessi eurodeputati italiani rappresentano quotidianamente a Strasburgo il nostro Paese, essendo stati eletti nel nostro territorio, è stato irritante vedere la bandiera della Padania tra i seggi del Parlamento Europeo: l'Italia è indivisibile e tanto sangue è stato versato per renderla unita, per cui, avendo accolto favorevolmente le parole di condanna di Silvio Berlusconi, mi piacerebbe che il leader della Casa delle Libertà decidesse di escludere dalla futura coalizione per le elezioni nazionali del 2006 la Lega Nord, poiché nemmeno la proposta federalista è servita per allontanare il loro assurdo ed ingrato desiderio secessionistico. E sono d'accordo addirittura con Romano Prodi, il quale ha affermato: "
solo le dimissioni di tutti i rappresentanti della Lega all'interno dell'esecutivo potranno consentire agli italiani di avere rispetto del loro governo".

P.S.: Il titolo del post è una sintesi del mio pensiero politico interno.
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categoria:politica