L'Italia continentale, nei primi quindici anni dell'Ottocento, fu sotto il controllo diretto o indiretto della Francia. Ad esempio, il Regno di Napoli fu governato da due "napoleonidi", cioé prima da
Giuseppe Bonaparte e poi da
Gioacchino Murat, i quali promisero ai sudditi una costituzione, la quale, tuttavia, mai sarà concessa. In Sardegna ed in Sicilia, invece, resisterono i sovrani legittimi, tutelati dalla Gran Bretagna. Anno clou della vicenda italiana (ed europea) fu il
1848: vi furono moti rivoluzionari a Milano, a Napoli ed a Palermo. Nella città lombarda ricordiamo le famose "
Cinque giornate", la prima delle quali avvenne il 18 marzo, allorquando si seppe che il governo
Metternich fu rovesciato alla luce dell'insurrezione parigina del febbraio. I milanesi decisero di appellarsi al potere civile del municipio per contrastare quello militare dell'Impero Austriaco, le cui truppe penetrarono in Italia nel
1815. Non avendo le truppe di Radetzky rispettata la decisione della concessione della sicurezza della città al municipio, i milanesi insorsero costruendo le barricate sulle strade. A Roma si ebbe una sollevazione popolari nel 1849, la quale costrinse alla fuga Pio IX e portò alla proclamazione della Repubblica Romana con tanto di costituzione, promulgata in Campidoglio il 3 luglio, cioé quando le truppe francesi, guidate dal generale Oudinot, fecero il loro ingresso nella futura capitale del Regno d'Italia. Tuttavia, tutti moti vennero repressi duramente dal potere militare. Tra le costituzioni del 1848, soltanto una sopravvise, cioé lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo: esso sarà attivo sino al 25 giugno 1944, allorché un decreto legislativo sancì la convocazione dell'Assemblea Costituente. Tra le caratteristiche di quella carta costituzionale ricordiamone alcune:
- Il potere esecutivo affidato al Re (articolo 5); il potere legislativo affidato al Re e alle due Camere, del Senato e dei Deputati (articolo 3); il potere giudiziario affidato ai Giudici, istituiti dal sovrano (articolo 68)
- Il Senato era composto da membri designati dal Sovrano e non c'era alcun vincolo numerico, mentre non prevedeva norme per la composizione della Camera dei Deputati, demandate alla legge elettorale.
- Stabilì l'italiano come lingua ufficiale dei lavori parlamentari e il tricolore con lo scudo di Savoia, cioé quello presente il 23 marzo del 1848, durante l'ingresso delle truppe sardo-piemontesi nel Lombardo-Veneto.
La prima seduta del Parlamento dell'Italia unita avvenne il 18 febbraio
1861, ed il primo a parlare fu
Vittorio Emanuele II, il quale, con una legge del 17 marzo di quell'anno, si assunse il titolo di Re d'Italia. La prima capitale d'Italia fu Torino; tuttavia, una delle clausole della "Convenzione di settembre" del
1864, stipulata con la Francia era l'impegno di trasferire la capitale da Torino a Firenze entro sei mesi: appena i torinesi seppero questa notizia, vi furono proteste in tutta la città, specie a Piazza Castello. Ma, in seguito alla presa di Roma del
1870, vi fu la traslocazione della capitale (legge 3 febbraio
1871) all'attuale capoluogo laziale. Logicamente, si dovette risolvere il problema del rapporto con la Chiesa e si scelte di seguire la proposta di
Ruggero Bonghi, in base a cui la si riconobbe come istituzione sociale originaria (
Cavour propose che fosse considerata una società privata, mente
Ricasoli un ente pubblico pienamento subordinato allo Stato). Fondamentale importanza per l'evoluzione dell'impianto italiano post-risorgimentale ebbe
Francesco Crispi, il quale, tra il
1887 ed il
1891, pose in essere oltre 2500 provvedimenti amministrativi, segnando in questo modo il periodo della "
seconda unificazione amministrativa". Ecco alcune decisioni del Presidente del Consiglio siciliano:
- Istituì il Ministero delle Poste e quello del Tesoro
- Il Suffragio amministrativo fu allargato a tutti coloro che avessero 21 anni, sapessero leggere e scrivere e pagassero 5 lire di contribuzione. Il Sindaco fu reso elettivo da parte del consiglio nei comuni con più di 10.000 abitanti e nei capoluoghi di provincia.
- Venne istituita la sezione IV del Consiglio di Stato per la giustizia dell'amministrazione di Stato.
La caduta di Crispi aprì la "
crisi di fine secolo", la quale fu risolta da
Giovanni Giolitti. Ricordo, a proposito, che agli inizi del Novecento il tasso di sviluppo italiano risultò su scala mondiale solo inferioso solo a Stati Uniti e Svezia e l'espansione industriale e agricola fu impetuosa. Ma il declino si ebbe a causa della Prima Guerra Mondiale, a cui l'Italia prese parte nel
1915, conclusasi con la "
vittoria mutilata". Da quella sconfitta ne derivò il Fascismo e la Dittatura di
Benito Mussolini, creatore del Partito Nazionale Fascista, che nacque ufficialmente il 7 novembre
1921: il Duce d'Italia salì al potere l'anno successivo, in seguito agli eventi della Marcia su Roma. Ecco alcune delibere di quel governo, il quale cesserà di esistere nella notte del 25 luglio
1943, quando fu approvato l'ordine del giorno di
Dino Grandi, il quale costerà la vita anche al genero di Mussolini,
Galezzo Ciano.
- La Legge Acerbo (2444/1923): prevedeva scrutino maggioritario di lista e collegio unico nazionale, ripartito in 16 circoscrizioni: alla lista maggioritaria , che abbia ottenuto almeno il 25% dei voti, vengono attributi i 2/3 dei seggi: 356 su 535. Il terzo residuo dei seggi viene assegnato alle minoranze ripartito con il sistema proporzionale. Tuttavia, la legge 17 maggio 1928 istituì un nuovo sistema elettorale, in base a cui il corpo elettorale doveva semplicemente ratificare o meno una lista di 400 deputati stabilita dal Gran Consiglio Fascista.
- Il potere escutivo poteva emanare norme giuridiche (100/1926) e fu introdotta la figura del "primo ministro, segretario di stato, capo del governo". Fu istituito nel 1926 il Ministero delle Corporazioni.
- Il podestà, nominato per cinque anni, assunse i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale, coadiuvato da una consulta municipale. Fu istituito nel 1926 un tribunale speciale per la difesa dello Stato e sempre nello stesso anno, con la legge 1848/1926 fu soppresso ogni partito e furono dichiarati decaduti i deputati "aventiniani".
- L'11 febbraio 1929 furono firmati i Patti Lateranensi, che sopravvissero nella Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio del 1948.
- Furono istitutiti gli attuali codici della legge, tra cui quello civile e penale; Furono create l'IMI (1931), l'IRI (1933), l'ISTAT (1926), il Poligrafico di Stato (1928), l'ACI (1926), l'Ente Protezioni Animali (1938) ed il CONI nel 1942.
Alla vigilia della liberazione, con decreto legislativo del 5 aprile
1945, fu istituita la Consulta Nazionale, costituita da 430 componenti, nominati dal governo su designazione dei maggiori partiti politici. Mentre il 2 giugno
1946 gli italiani votarono nel famoso referendum "Monarchia o Repubblica": vinse la seconda forma di governo con il 54,3%, mentre la Monarchia ebbe il 45,7%: un dato fu che la Repubblica vinse al Nord mentre la Monarchia al Sud. L'Assemblea Costituente, composta da 556 deputati, cominciò il suo lavoro il 25 giugno del
1946 e lo terminò il 31 gennaio del
1948, cioé ad un mese dall'entrata in vigore dell'attuale Costituzione Italiana.
(Per questo post mi sono servito di due libri: Storia della Democrazia in Europa di Salvo Mastellone e Lezioni di Storia delle Istituzioni Politiche di Francesco Bonini).