A volte, affinché si possano comprendere le risultanze del pensiero umano, occorre che sia usata la tecnica dell´esasperazione, in modo tale che sia allargato l´insieme dei referenti di una determinata riflessione su un dato oggetto. E ciò ho fatto, identificando l´eutanasia con l´eugenetica. So benissimo che esiste una differenza strutturale e procedurale tra le due tecniche scientifiche, le quali, tuttavia, hanno molti punti di contatto, sia dal punto di vista tecnico che storico.
1) Entrambe giungono allo stesso punto: la morte di un individuo per due scopi astratti e apparentemente differenti: il raggiungimento della perfezione fisica con l´eugenetica, la "diminuzione della sofferenza" con l´eutanasia.
2) Dal punto di vista del termine, hanno in comune la particella greca "eu", che fa riferimento a qualcosa di positivo e di buono. In italiano la parola eutanasia è anche tradotta con "morte dolce".
3) Sono tutte e due pratiche condannate dalla Chiesa Cristiana, tuttavia nella società laica c´è una condanna astratta soltanto per l´eugenetica, mentre l´eutanasia, ad esempio, è disciplinata normativamente in Olanda.
4) Nel periodo nazista,
l´eugenetica e l´eutanasia erano strettamente collegate, giacché erano due procedure che avevano lo stesso scopo, cioè giungere alla perfezione fisica dell´essere umano ariano. Infatti, oltre allo sterminio degli ebrei, i nazisti hanno ucciso sistematicamente i "disabili". Basti ricordare il famigerato progetto T4, culminato nel 1939. A proposito dell´eutanasia collettiva, riporto alcuni passaggi di un documento presente all´indirizzo
http://digilander.libero.it/lashoah/shoahitalia/deportazionedisabilib.htm: " Nel 1935 Adolf Hitler aveva dichiarato a Gerhard Wagner, capo dei medici del Reich, che una volta iniziata la guerra
avrebbe attuato l'eutanasia; e il Fuhrer fu di parola. Quando, il primo settembre 1939 ebbe inizio la guerra, l'apparato per sopprimere i disabili era pronto e le uccisioni ebbero inizio. E cosi come alla legislazione sulla sterilizzazione emanata contro i portatori di handicap aveva fatto seguito quella promulgata contro gli ebrei e gli zingari, all'assassinio dei disabili segui l'assassinio degli ebrei e degli zingari [...]Il primo passo fu l'assassinio dei bambini disabili. Nel 1938 Hitler prese a pretesto il caso del neonato di una famiglia di nome Knauer per attivare il progettato programma di eutanasia. A quanto pare il figlio (o la figlia: il sesso non ci è noto) degli Knauer era nato con gravi handicap. [...]Il padre del bambino consultò Werner Catel, direttore della Clinica infantile dell'Università di Lipsia, e gli chiese di accogliere il figlio. Catel ricoverò il neonato, ma più tardi avrebbe affermato che il padre gli aveva chiesto di sopprimere il bambino, richiesta cui aveva opposto un rifiuto trattandosi di un atto punito dalla legge.[...]
Hitler ordinò a Karl Branda, suo medico di scorta, di visitare. il neonato degli Knauer, di consultarsi con i medici di Lipsia e di uccidere il bambino nel caso in cui la diagnosi avesse ratificato le condizioni fisiche e psichiche descritte nella supplica. A Lipsia Brandt si consultò con i medici curanti, confermò la diagnosi e autorizzò l'eutanasia: il bambino fu ucciso.[...]". Come si può notare, nella Germania nazista, l´eutanasia e l´eugenetica coincidevano, in quanto miravano ad un unico obiettivo: ecco perché nel post precedente ho concluso con la foto di Hitler.
Ora, è ovvio che l´eutanasia e l´eugenetica nella società attuale non mirano più all´obiettivo del nazismo, condannato storicamente dalla maggioranza della popolazione mondiale, ma ancora oggi hanno un legame, tale che la seconda spesso si risolve nella prima. E qual è la finalità? Da quale disvalore trae origine questo rapporto occulto e sovente inconsapevole?
Può sembrare strano, ma ciò deriva dall´imbarazzo nei confronti dell´ammalato e nella conseguente ricerca della perfezione fisica, considerata più importante della "salute del pensiero" e della propensione all´eticità dei valori fondamentali. Ecco alcuni esempi, che a taluni possono sembrare triviali:
1) Uno spazio pubblicitario rilevante è assegnato a tutto ciò che migliora il fisico, soprattutto per renderlo "snello" cioé confacente all´ideale della bellezza attuale: più si è magri più si è belli; il grasso è brutto. Tra ciò che è sponsorizzato, al primo posto ci sono i farmaci che "bruciano le calorie" o i cibi ipocalorici. Da notare, a proposito, che i soggetti usati per pubblicizzare i rapporti sono spesso ragazze magre con capelli biondi e prive di vestiti. Ebbene, questo aspetto è uno di quelli che genera nelle ragazze adolescenti patologie come la bulimia e l´anoressia.
2) Di contro, c´è uno spazio rarissimo dedicato alla malattia, alla cura degli ammalati. In Italia, solo due volte la televisione si occupa attivamente della ricerca scientifica, in occasione di Telethon e di Trenta ore per la vita. E in quei casi la gente tende a liberarsi da un cruccio della propria coscienza promettendo un pagamento, che spesso non viene concretizzato.
Naturalmente, in questo contesto, muta il concetto di vita. Infatti, l´esistenza è vista come un insieme imprescindibile di facoltà che hanno la funzione di permettere all´essere umano di usufruire dei beni e dei servizi che la società attuale propone e di essere conformi all´ideale della perfezione. Ad esempio, mi è accaduto di leggere in un forum universitario, a proposito del caso di Charlotte Wyatt, che i genitori dovrebbero accettare serenamente la decisione dell´Alta Corte inglese, in quanto la bambina non sta vivendo, giacché "non può correre". Io ritengo che sia vita non solo quella in cui non si può correre, ma anche quella in cui non si può camminare, non si può parlare, non si può vedere. In sintesi, è vita sempre. Non è forse tendenza all´eugenetica, sostenere che l´eutanasia è necessaria per chi non può vivere in maniera normale?
E conseguenza di quanto ho appena scritto è anche la differente concezione e applicazione mentale del diritto inviolabile della vita. E´ risaputo che inviolabilità è sinonimo laico di sacralità, per cui nessuno ha il diritto di violare una disposizione fondamentale, che tutela l´uomo in quanto tale. E questa norma ha carattere di generalità e non può essere usata a discrezione del giudice. Lo Stato è il custode del diritto fondamentale, essendo portatore dell´interesse generale, che non è mero insieme degli interessi particolari, poiché una cosa è la volontà generale (che tende al bene comune), un´altra è la volontà particolare (che tende al privilegio). Tuttavia, i casi di Terri Schindler (Schiavo) e di Charlotte Wyatt evidenziano una pericolosa modifica del concetto di diritto inviolabile, poiché si può notare, nel primo caso, un´intromissione sia del potere giudiziario discrezionale che dell´autonomia privata, mentre nel secondo caso una prevalenza del primo sulla seconda, in materia di potestà. In Italia, invece, il caso di Eluana Englaro ha evidenziato come la Giustizia del nostro Paese abbia rispettato il diritto inviolabile della vita, ponendo come motivazione l´importanza dei valori etici e religiosi. Come si possono spiegare queste differenze di giudizio? Ecco due mie risposte:
a) Il sistema di diritto americano e inglese ha una fonte differente rispetto al diritto italiano.
b) In Italia è presente la forza morale di Città del Vaticano, che è a base della prospettiva etica.
In conclusione, per ragioni di tempo, non ho potuto dare carattere di esaustività a questo post, ma è stato urgente dare una risposta sull´avere, nell´articolo precedente, identificato l´eutanasia con l´eugenetica.