30/04/2005
Dal blog sulla bimba inglese di 18 mesi, tradotto in italiano dal sottoscritto:

29 aprile 2005: La nuova battaglia

A metà maggio il padre e la madre di Charlotte andranno presso la Corte di Appello, chiedendo di annullare l'ordine del DNR. Se dovessero fallire, adiranno la Corte Europea. A questo punto noi non abbiamo molta speranza in un giudizio favorevole, ma faremo tutto ciò che possiamo. A prescindere dal fatto che le corti siano favorevoli o meno, l'ospedale ha perso tutta quanta la nostra fiducia. Dopo aver esposto le diverse opinioni, noi abbiamo deciso che la miglior cosa per Charlotte sia il ritorno a casa. Il nostro piano d'azione adesso è condurla nella sua abitazione e che sia rivalutata da un medico cristiano "pro-life". Charlotte è senza dubbio una bambina "high teach" e l'equipaggiamento necessario per prendersi cura di lei a casa sua costa moltissimi soldi, di cui sono i privi i genitori. Noi vi esporremo i modi per poterli aiutare. Mostreremo al mondo quale sia per noi il valore della vita e faremo delle donazioni per soccorrerli.  Se voi doveste conoscere altri che abbiano il desiderio di contribuire, invitateli a farlo. Questo è importante: mostrare la vostra cura per la bambina.

30 aprile 2005: Il vostro aiuto

La NHS e le corti hanno rifiutato di aiutare Charlotte Wyatt, ma noi continueremo a combattere per la sua vita. Noi stiamo allestendo un fondo medico per contribure a pagare la ri-valutazione indipendente, per la sua cura e per l'equipaggiamento medico sicché la bimba possa essere portata a casa. Per favore, aiutateci come meglio potete. La piccola Charlotte ora dipende da noi e non dobbiamo permettere che muoia.





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30/04/2005
Andando sul sito ufficiale delle "Vibrazioni", è possibile scaricare gratis la suoneria polifonica del singolo "Ovunque andrai".
Infatti, nella home si legge che " Gratuita, sì, perché gli autori non ci guadagnano nulla in tutto il folle mercato delle suonerie che costano più di un litro di latte e di una canzone. Si mettono tutto in tasca le telefoniche e i distributori, quelli grandi però. E la SIAE non fa nulla, dice: le monofoniche e le polifoniche non hanno diritti d'autore. E allora? e allora noi la si regala. D'altronde ci abbiamo messo 10 minuti a farla, prendetela, fatela girare, buttatela e riscaricatela...tanto è gratis. Gratuite saranno pure quelle del nuovo nostro album, sempre qui. E' un piccolo regalo che facciamo a chi ama la nostra musica e, speriamo, un buon dispetto a chi non ama la musica in generale".

Sono pienamente d'accordo con la loro iniziativa, che spero sia intrapresa da più cantanti, in modo tale da portare alla chiusura di tutti quei servizi telefonici e on line che vendono a caro prezzo una suoneria polifonica. Naturalmente, io non ho mai speso un centesimo di euro per ottenerne una, ma mi piacerebbe averne qualcuna nel mio Motorola...


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categoria:websurfing
29/04/2005


Domani è il 60° anniversario della morte di Adolf Hitler.

Pertanto, bisogna festeggiare!



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28/04/2005
Ho posto in essere un nuovo servizio "Cast your Vote", in cui proporrò settimanalmente 4 nuovi sondaggi su temi politici, sociali e storici, mentre uno sarà dedicato sempre al giudizio di questo blog.
I sondaggi di questa settimana, validi sino al 5 maggio, sono:

1) D'accordo con la decisione dell'Alta Corte Inglese su Charlotte Wyatt?
2) Siete contrari all'eutanasia?
3) Volete che si bandiscano i simboli dei regimi autoritari?
4) Quale forma di governo preferireste per l'Italia?

Per potere accedere alla scheda di compilazione dei sondaggi, basta cliccare sul bottone apposito presente poco sotto le categorie.



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28/04/2005


Da Tgcom: " Don Luigi Righi, parroco di un paese del Viterbese, comparirà domani davanti al gip di Viterbo per aver scritto della certezza dell'esistenza di Gesù. Il prelato dovrà comparire in tribunale in seguito alla querela presentata dall'autore di un libro Luigi Cascioli, il quale dice di aver dimostrato il contrario. Il Gip dovrà decidere se rinviarlo a giudizio per i reati di abuso di credulità popolare e sostituzione di persona".

Ma se tutti noi cristiani, invece, querelassimo quel deficiente!
Io, intanto, gli ho inviato per e-mail  il link di questo breve post...

P.S.: GESU' ESISTE! GESU' ESISTE! GESU' ESISTE!

(sarei lieto di essere querelato)



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categoria:attualità
28/04/2005
Ho letto in qualche blog che non è un atto civile astenersi al prossimo referendum. Ora, sostengo fermamente che sbagliano "di grosso" coloro i quali hanno scritto e continueranno a scrivere quel concetto.

  • Il Referendum è un istituto di democrazia diretta. E' previsto dagli articoli 78, 87 e 138 della Costituzione, ai sensi dei quali una legge approvata dal Parlamento può essere sottoposta a una consultazione popolare. Vi può essere il referendum su leggi costituzionali, su leggi ordinarie e su leggi regionali, provinciali e comunali. C'è da sottolineare che non è possibile ricorrere all'istituto del Referendum "abrogativo" per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
  • Il Referendum sulla legge 40 è abrogativo, cioé se è approvato, la legge viene abrogata. E questo avviene, innanzitutto, se vi è una partecipazione elettorale che superi il 50,1% del corpo elettore (quorum) e che la maggioranza assoluta dei votanti si pronunci per l'abrogazione.
  • Il Cittadino che decide di non andare a votare può farlo per 2 motivi: a) non ha alcun interesse al quesito referendario; b) non vuole che si raggiunga il quorum. La seconda ipotesi rileva quando il cittadino ritiene che siano più i sì che i no o i no che sì, cioé che la maggioranza presunta sia contro la sua volontà. Pertanto, comprende che l'unico modo per potere evitare che il risultato del referendum non gli sia sgradevole, confidando anche e soprattutto del tipo (a) di astensionista , sia quello di non andare a votare. In questo modo può accadere che, seppur la maggioranza dei votanti siano effettivamente quelli che abbiano una volontà contraria all'astensionista (b), il referendum sia "rigettato" a causa del mancato raggiungimento del quorum. Naturalmente, c'è anche il fattore-rischio, la cui intensità diminuisce se vi è una vera e propria campagna elettorale in favore dell'astensionismo del secondo tipo.
  • Dunque, l'astensionista (b) è un partecipante politico.
  • Naturalmente, non c'è alcuna violazione dell'articolo 48 della Costituzione, seppur parla di voto come "dovere civico". Infatti, non c'è alcun "dovere al voto" in senso giuridico, mentre è cardine di ogni democrazia il "diritto al voto".

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categoria:politica
27/04/2005




"Non possiamo rotolare verso il 2006 lungo una sorta di piano inclinato, come se tutto fosse gia' deciso: l'assetto dei partiti, la leadership, e magari anche l'esito del voto".  (Marco Follini).







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categoria:politica
27/04/2005



Nella Blogosfera un pò tutti stanno puntando Giulio Tremonti, il neo Vice-Presidente del Consiglio, il quale ha affermato che sarebbe meglio che nel Sud le spiagge siano concesse ad aziende private, in modo da ricavare più profitti per migliorare la situazione economica.
Ora, essendo palermitano, quindi cittadino del Sud, devo ricordare che la prospettiva delineata dall'uomo politico è già in atto da un secolo e continuerà per un altro secolo nella più famosa spiaggia palermitana nel mondo, cioé Mondello, concessa ad una società italo-belga. Questa ha il merito di aver bonificato l'area quando era una palude all'inizio del XX secolo. Infatti, il suolo era melmoso, paludoso e diede luogo a perniciosi miasmi.
Ebbene, non si può dire che abbiano fatto un cattivo lavoro, considerato che ora è il centro estivo più importante e proficuo della Provincia di Palermo!

Siamo, quindi, certi che sia una cattiva idea?

In conclusione, riporto un commento su un forum universitario del Professore Antonello Miranda, docente di Diritto della Comunità Europea presso la Facoltà di Scienze Politiche di Palermo:

"
Già! Anzi a dire il vero Mondello era stata già concessa alla "società italo-belga  per 100 anni e la concessione scaduta alcuni anni fa è stata rinnovata per altri 100 anni (mi pare dal Sindaco Orlando ma ... non ci giurerei). Quindi proprio noi ...
Ad ogni modo, a parte le sparate di Tremonti, l'idea della "governace ambientale" cioè della concessione a determinati soggetti dell'uso di beni demaniali con PESANTISSIMI e RIGIDISSIMi vincoli di destinazione è una cosa molto "europea" ed è diffusa in molti Paesi che riescono in tal modo a sfruttare e mantenere al tempo stesso molti beni ambientali.
Chi di voi sta seguendo il mio corso di "diritto privato dell'Unione Europea" sa di che si tratta.
La mia preoccupazione non è però dovuta allo strumento che di per sè è eccellente. La preoccupazione viene pensando a chi deve "manovrare" lo strumento!"


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categoria:politica, palermo ieri e oggi
26/04/2005
From BlogsforTerri:

"Darren & Debbie are asking if it would be at all possible to bring in a pro-life doctor from elsewhere, with some knowledge in this field, to do an independent assessment on Charlotte. Would you know of any leads, or how we might go about this? They feel strongly that the NHS is not working for her best interest, and just now it seems as if maybe an American doctor might be able to make a less politicized assesment than a British doctor".

In sintesi, i genitori di Charlotte chiedono se ci sia un medico "pro-life", soprattutto americano, disposto ad effettuare una valutazione indipendente su Charlotte.

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26/04/2005


dal sito del Giulivo

Ho il terrore che Romano Prodi abbia in mente di emulare Zapatero, se l'Unione dovesse vincere le elezioni dell'anno prossimo.




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categoria:politica
26/04/2005
" Non c'è una valida definizione di cosa costituisca una buona qualità di vita. Bisogna chiedersi perché si porti avanti questo dibattito sull'opportunità di salvare o meno i bambini prematuri, quando non ci sono dubbi sul fatto che si debba fare di tutto per salvare le persone anziane con il cancro o con malattie cardiache, anche quando presentino altri problemi di ogni genere" .

David Field è professore di medicina perinatale al Leicester Royal Infirmare.


A proposito di questo, ricordo che in Olanda, cioé il primo Stato che ha legalizzato l'eutanasia, è "divenuta prassi comune non effettuare tentativi di rianimazione sui bambini nati a solo 23-24 settimane di gestazione, nonostante la scienza medica offra ad un numero crescente di loro buone possibilità di sopravvivenza. La legge olandese, costruita con il nobile intento di sollevare le sofferenze dei malati terminali, ha avuto l'effetto di privare di ogni valore la vita umana". (Tom Utley, The Telegraph, 8 ottobre 2004).




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25/04/2005
A volte, affinché si possano comprendere le risultanze del pensiero umano, occorre che sia usata la tecnica dell´esasperazione, in modo tale che sia allargato l´insieme dei referenti di una determinata riflessione su un dato oggetto. E ciò ho fatto, identificando l´eutanasia con l´eugenetica. So benissimo che esiste una differenza strutturale e procedurale tra le due tecniche scientifiche, le quali, tuttavia, hanno molti punti di contatto, sia dal punto di vista tecnico che storico.
 
1) Entrambe giungono allo stesso punto: la morte di un individuo per due scopi astratti e apparentemente differenti: il raggiungimento della perfezione fisica con l´eugenetica, la "diminuzione della sofferenza" con l´eutanasia.
2) Dal punto di vista del termine, hanno in comune la particella greca "eu", che fa riferimento a qualcosa di positivo e di buono. In italiano la parola eutanasia è anche tradotta con "morte dolce".
3) Sono tutte e due pratiche condannate dalla Chiesa Cristiana, tuttavia nella società laica c´è una condanna astratta soltanto per l´eugenetica, mentre l´eutanasia, ad esempio, è disciplinata normativamente in Olanda.
4)  Nel periodo nazista, l´eugenetica e l´eutanasia erano strettamente collegate, giacché erano due procedure che avevano lo stesso scopo, cioè giungere alla perfezione fisica dell´essere umano ariano. Infatti, oltre allo sterminio degli ebrei, i nazisti hanno ucciso sistematicamente i "disabili". Basti ricordare il famigerato progetto T4, culminato nel 1939. A proposito dell´eutanasia collettiva, riporto alcuni passaggi di un documento presente all´indirizzo http://digilander.libero.it/lashoah/shoahitalia/deportazionedisabilib.htm: " Nel 1935 Adolf Hitler aveva dichiarato a Gerhard Wagner, capo dei medici del Reich, che una volta iniziata la guerra avrebbe attuato l'eutanasia; e il Fuhrer fu di parola. Quando, il primo settembre 1939 ebbe inizio la guerra, l'apparato per sopprimere i disabili era pronto e le uccisioni ebbero inizio. E cosi come alla legislazione sulla sterilizzazione emanata contro i portatori di handicap aveva fatto seguito quella promulgata contro gli ebrei e gli zingari, all'assassinio dei disabili segui l'assassinio degli ebrei e degli zingari [...]Il primo passo fu l'assassinio dei bambini disabili. Nel 1938 Hitler prese a pretesto il caso del neonato di una famiglia di nome Knauer per attivare il progettato programma di eutanasia. A quanto pare il figlio (o la figlia: il sesso non ci è noto) degli Knauer era nato con gravi handicap. [...]Il padre del bambino consultò Werner Catel, direttore della Clinica infantile dell'Università di Lipsia, e gli chiese di accogliere il figlio. Catel ricoverò il neonato, ma più tardi avrebbe affermato che il padre gli aveva chiesto di sopprimere il bambino, richiesta cui aveva opposto un rifiuto trattandosi di un atto punito dalla legge.[...]
Hitler ordinò a Karl Branda, suo medico di scorta, di visitare. il neonato degli Knauer, di consultarsi con i medici di Lipsia e di uccidere il bambino nel caso in cui la diagnosi avesse ratificato le condizioni fisiche e psichiche descritte nella supplica. A Lipsia Brandt si consultò con i medici curanti, confermò la diagnosi e autorizzò l'eutanasia: il bambino fu ucciso.[...]". Come si può notare, nella Germania nazista, l´eutanasia e l´eugenetica coincidevano, in quanto miravano ad un unico obiettivo: ecco perché nel post precedente ho concluso con la foto di Hitler.
 
 
Ora, è ovvio che l´eutanasia e l´eugenetica nella società attuale non mirano più all´obiettivo del nazismo, condannato storicamente dalla maggioranza della popolazione mondiale, ma ancora oggi hanno un legame, tale che la seconda spesso si risolve nella prima. E qual è la finalità? Da quale disvalore trae origine questo rapporto occulto e sovente inconsapevole?
Può sembrare strano, ma ciò deriva dall´imbarazzo nei confronti dell´ammalato e nella conseguente ricerca della perfezione fisica, considerata più importante della "salute del pensiero" e della propensione all´eticità dei valori fondamentali. Ecco alcuni esempi, che a taluni possono sembrare triviali:
 
1) Uno spazio pubblicitario rilevante è assegnato a tutto ciò che migliora il fisico, soprattutto per renderlo "snello" cioé confacente all´ideale della bellezza attuale: più si è magri più si è belli; il grasso è brutto. Tra ciò che è sponsorizzato, al primo posto ci sono i farmaci che "bruciano le calorie" o i cibi ipocalorici. Da notare, a proposito, che i soggetti usati per pubblicizzare i rapporti sono spesso ragazze magre con capelli biondi e prive di vestiti. Ebbene, questo aspetto è uno di quelli che genera nelle ragazze adolescenti patologie come la bulimia e l´anoressia.
2) Di contro, c´è uno spazio rarissimo dedicato alla malattia, alla cura degli ammalati. In Italia, solo due volte la televisione si occupa attivamente della ricerca scientifica, in occasione di Telethon e di Trenta ore per la vita. E in quei casi la gente tende a liberarsi da un cruccio della propria coscienza promettendo un pagamento, che spesso non viene concretizzato.
 
Naturalmente, in questo contesto, muta il concetto di vita. Infatti, l´esistenza è vista come un insieme imprescindibile di facoltà che hanno la funzione di permettere all´essere umano di usufruire dei beni e dei servizi che la società attuale propone e di essere conformi all´ideale della perfezione. Ad esempio, mi è accaduto di leggere in un forum universitario, a proposito del caso di Charlotte Wyatt, che i genitori dovrebbero accettare serenamente la decisione dell´Alta Corte inglese, in quanto la bambina non sta vivendo, giacché "non può correre". Io ritengo che sia vita non solo quella in cui non si può correre, ma anche quella in cui non si può camminare, non si può parlare, non si può vedere. In sintesi, è vita sempre. Non è forse tendenza all´eugenetica, sostenere che l´eutanasia è necessaria per chi non può vivere in maniera normale?
E conseguenza di quanto ho appena scritto è anche la differente concezione e applicazione mentale del diritto inviolabile della vita. E´ risaputo che inviolabilità è sinonimo laico di sacralità, per cui nessuno ha il diritto di violare una disposizione fondamentale, che tutela l´uomo in quanto tale. E questa norma ha carattere di generalità e non può essere usata a discrezione del giudice. Lo Stato è il custode del diritto fondamentale, essendo portatore dell´interesse generale, che non è mero insieme degli interessi particolari, poiché una cosa è la volontà generale (che tende al bene comune), un´altra è la volontà particolare (che tende al privilegio). Tuttavia, i casi di Terri Schindler (Schiavo) e di Charlotte Wyatt evidenziano una pericolosa modifica del concetto di diritto inviolabile, poiché si può notare, nel primo caso, un´intromissione sia del potere giudiziario discrezionale che dell´autonomia privata, mentre nel secondo caso una prevalenza del primo sulla seconda, in materia di potestà. In Italia, invece, il caso di Eluana Englaro ha evidenziato come la Giustizia del nostro Paese abbia rispettato il diritto inviolabile della vita, ponendo come motivazione l´importanza dei valori etici e religiosi. Come si possono spiegare queste differenze di giudizio? Ecco due mie risposte:
 
a) Il sistema di diritto americano e inglese ha una fonte differente rispetto al diritto italiano.
b) In Italia è presente la forza morale di Città del Vaticano, che è a base della prospettiva etica.
 
 
In conclusione, per ragioni di tempo, non ho potuto dare carattere di esaustività a questo post, ma è stato urgente dare una risposta sull´avere, nell´articolo precedente, identificato l´eutanasia con l´eugenetica.
 
 
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24/04/2005
1) Terri Schindler (Schiavo)



2) Charlotte Wyatt



3) Eluana Englaro




Come tristemente si sa, Terri è stata uccisa dalla decisione del potere giudiziario americano, sostenuta dal marito. Mentre i familiari più stretti della donna avevano chiesto che fosse mantenuta in vita; Charlotte è una bambina di 18 mesi inglese, a cui l'Alta Corte Inglese ha di fatto impedito ogni cura, contro il parere dei genitori; Eluana è la ragazza italiana, che il padre vorrebbe che si lasciasse morire in pace, tuttavia la Corte di Cassazione ha respinto il "desiderio" dell'uomo. Quindi, in Italia la giustizia evidentemente ha più attenzione alla vita rispetto a quella americana e inglese. Comunque, c'è da ricordare che il Presidente degli USA è stato contrario alla scelta di far morire di fame e di sete Terri.

Ho scritto nel titolo che la parola eutanasia può essere sostituita in alcuni casi dalla parola eugenetica. Infatti, ritengo che stiamo vivendo non tanto nell'epoca in cui si sta diffondendo il culto della morte, ma quanto nell'età in cui si sta estendendo il disvalore della perfezione fisica, da cui discendono un concetto grottesco della vita e l'imbarazzo verso l'ammalato. L'uomo sano, infatti, si vergogna dell'uomo malato, perché lo spaventa, ragione per cui è meglio non averlo vicino.

Ora riporto le parole di
Giovanni Paolo II, a proposito dell'eutanasia:

"l fenomeno dell'abbandono del morente, che si sta estendendo nella società sviluppata, ha diverse radici e molteplici dimensioni, ben presenti alla vostra analisi. C'è una dimensione socio-culturale, che va sotto il nome di "occultamento della morte": le società, organizzate sul criterio della ricerca del benessere materiale, sentono la morte come un non senso e, nell'intento di cancellarne l'interrogativo, ne propongono a volte l'anticipazione indolore. La cosiddetta "cultura del benessere" porta spesso con sé l'incapacità di cogliere il senso della vita nelle situazioni di sofferenza e di limitazione, che accompagnano l'avvicinamento dell'uomo alla morte. Una simile incapacità risulta acuita quando si manifesta all'interno di un umanesimo chiuso al trascendente, e si traduce non di rado in perdita della fiducia per il valore dell'uomo e della vita. C'è poi una dimensione filosofica e ideologica, in base alla quale si fa appello all'autonomia assoluta dell'uomo, quasi che egli fosse l'autore della propria vita. In questa ottica si fa leva sul principidell'autodeterminazione, e si giunge anche ad esaltare il suicidio e l'eutanasia come forme paradossali di affermazione ed insieme di distruzione del proprio io. C'è inoltre una dimensione medica ed assistenziale, che si esprime in una tendenza a limitare la cura dei malati gravi, inviati in strutture sanitarie non sempre capaci di fornire un'assistenza personalizzata e umanizzata. La conseguenza è che la persona ospedalizzata si trova non di rado fuori del contatto con la famiglia ed esposta ad una sorta di invadenza tecnologica che ne umilia la dignità. C'è infine la spinta occulta della cosiddetta "etica utilitaristica", che regola molte società avanzate sulla base dei criteri di produttività e di efficienza: in quest'ottica il malato grave e il morente bisognoso di cure prolungate e selezionate vengono sentiti, alla luce del rapporto costibenefici, come un peso ed una passività. Questa mentalità spinge, quindi, ad un diminuito sostegno alla fase declinante della vita. È questo il contesto ideologico al quale attingono le sempre più frequenti campagne d'opinione miranti alla instaurazione di leggi a favore dell'eutanasia e del suicidio assistito. I risultati già ottenuti in alcuni Paesi, ora con sentenze della Corte Suprema ora con voti del Parlamento, sono la conferma della diffusione di certi convincimenti. Si tratta dell'avanzata di quella cultura della morte, che emerge pure in altri fenomeni riconducibili in un modo o nell'altro ad una scarsa valutazione della dignità dell'uomo: tali sono, ad esempio, le morti per fame, per violenza, per la guerra, per mancanza di controllo nel traffico, per scarsa attenzione alle norme di sicurezza sul lavoro. Di fronte alle nuove manifestazioni della cultura della morte la Chiesa ha il dovere di mantenere fede al suo amore per l'uomo "che è la prima strada che essa deve percorrere" (Redemptor hominis, 14). Essa ha oggi il compito di illuminare il volto dell'uomo, in particolare il volto del morente con tutta la luce della sua dottrina, con la luce della ragione e della fede; essa ha il dovere di chiamare a raccolta, come ha già fatto in diverse occasioni cruciali, tutte le forze della comunità e delle persone di buona volontà, perché attorno al morente si stringa con rinnovato calore un vincolo di amore e di solidarietà. La Chiesa è consapevole che il momento della morte è sempre accompagnato da una particolare densità di sentimenti umani: c'è una vita terrena che si compie; l'infrangersi dei legami affettivi, generazionali e sociali che fanno parte dell'intimo della persona; c'è nella coscienza del soggetto che muore e di chi lo assiste il conflitto fra la speranza nell'immortalità e l'ignoto che turba anche gli spiriti più illuminati. La Chiesa leva la sua voce perché non si rechi offesa al morente, ma ci si dedichi con ogni amorevole sollecitudine ad accompagnarlo mentre s'appresta a varcare la soglia del tempo per introdursi nell'eternità".


Adesso, invece, riporto un passo della "Declaratio de Euthanasia (Iura et Bona) del 5 maggio 1980", appoggiata dall'allora cardinale Ratzinger:

"
Per trattare in maniera adeguata il problema dell’eutanasia, conviene, innanzi tutto, precisare il vocabolario. Etimologicamente la parola eutanasia significava, nell’antichità, una morte dolce senza sofferenze atroci. Oggi non ci si riferisce più al significato originario del termine, ma piuttosto all’intervento della medicina diretto ad attenuare i dolori della malattia e dell’agonia, talvolta anche con il rischio di sopprimere prematuramente la vita. Inoltre, il termine viene usato, in senso più stretto, con il significato di “procurare la morte per pietà”, allo scopo di eliminare radicalmente le ultime sofferenze o di evitare a bambini anormali, ai malati mentali o agli incurabili il prolungarsi di una vita infelice, forse per molti anni, che potrebbe imporre degli oneri troppo pesanti alle famiglie o alla società. È quindi necessario dire chiaramente in quale senso venga preso il termine in questo Documento. Per eutanasia s’intende un’azione o un’omissione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. L’eutanasia si situa, dunque, al livello delle intenzioni e dei metodi usati. Ora, è necessario ribadire con tutta fermezza che niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato alla sua responsabilità, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo né permetterlo. Si tratta, infatti, di , di una offesa alla dignità della persona umana, di un crimine contro la vita, di un attentato contro l’umanità. Potrebbe anche verificarsi che il dolore prolungato e insopportabile, ragioni di ordine affettivo o diversi altri motivi inducano qualcuno a ritenere di poter legittimamente chiedere la morte o procurarla ad altri. Benché in casi del genere la responsabilità personale possa esser diminuita o perfino non sussistere, tuttavia l’errore di giudizio della coscienza - forse pure in buona fede - non modifica la natura dell’atto omicida, che in sé rimane sempre inammissibile. Le suppliche dei malati molto gravi, che talvolta invocano la morte, non devono essere intese come espressione di una vera volontà di eutanasia; esse infatti sono quasi sempre richieste angosciate di aiuto e di affetto. Oltre le cure mediche, ciò di cui l’ammalato ha bisogno, è l’amore, il calore umano e soprannaturale, col quale possono e debbono circondarlo tutti coloro che gli sono vicini, genitori e figli, medici e infermieri".


Un'ultima cosa. Voglio ricordarvi uno degli uomini che s'imbarazzava degli ammalati a tal punto di ucciderli:



NO ALL'EUTANASIA!
NO ALL'EUGENETICA!


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24/04/2005
Nel Blog su Charlotte, è stato pubblicato un post dal titolo "Something you can do", di cui riporto la traduzione:

"Un'altra richiesta dai genitori di Charlotte: Chiunque sia stato coinvolto in un caso simile può darci informazioni a riguardo? Le lettere saranno date al giudice nel corso della prossima udienza. Noi dobbiamo dimostrare che le definizioni "disperato" e non "degno di salvezza" siano sbagliate Inoltre, stiamo ricercando ospedali privati che siano disposti a prendere con sé Charlotte e a valutare la sua vita, dal momento che sarebbe opportuno che lasciasse il luogo in cui si trova adesso. La bimba non sta ricevendo tante cure quanto siano quelle gradite dai suoi genitori e l'ospedale deve ancora rilasciare tutti i documenti su di lei. Ed è difficile credere che ci sia qualcuno che ritenga che il proprio bambino stia meglio da morto".


postato da: WG alle ore 10:49 | Permalink | commenti
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23/04/2005


Ho appena creato un banner, che fa riferimento al blog di lingua inglese su Charlotte.

Il codice html è: " <a href="http://www.charlottewyatt.blogspot.com/" target="_blank"><img border="0" src="http://img222.echo.cx/img222/8157/r4086619babcharlotte2038fz6rj.jpg" width="200" height="140" alt="Charlotte, don't give up on me!"></a> "

Spero che molti weblogger dimostrino la loro idea e la loro disapprovazione contro questo atto offensivo nei confronti della vita con l'inserire anche questo banner tra le loro pagine.




postato da: WG alle ore 13:54 | Permalink | commenti
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23/04/2005
Ecco alcune clip  su Charlotte.
Queste immagini fanno comprendere benissimo che l'Alta Corte inglese ha deciso commettere un omicidio "legale".

  1. March Video
  2. Baby "shoul be allowed to die"
  3. The interwiew from BBC
(Questo materiale deriva dal blog "Charlotte Wyapp don't give up on me")


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categoria:websurfing
22/04/2005



Se fosse tua figlia, non lotteresti? Potresti accettare la decisione di una "Corte di Giustizia" che consente ad un medico di impedire che i suoi occhi possano guardarti?

Questo blog è contro la decisione dell'Alta Corte inglese. Charlotte ha il diritto a vivere, anche un solo giorno.

postato da: WG alle ore 15:55 | Permalink | commenti (18)
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22/04/2005
Dal Corriere Della Sera: "Un verdetto dell'Alta corte britannica ha stabilito che i medici che hanno in cura Charlotte Wyatt potranno decidere di lasciarla morire, se le sue condizioni dovessero precipitare. I genitori della piccola, gravemente malata, avevano presentato un ricorso sostenendo che le condizioni di Charlotte stanno migliorando. La bambina e' sempre vissuta in quella clinica dove e' nata prematura di tre mesi, alla fine del 2003, con gravissime malformazioni al cervello, ai polmoni e ai reni". 

Dalla Nazione: " I genitori di Charlotte, una bimba britannica di 18 mesi malata terminale, hanno perso la battaglia giudiziaria per ottenere che la figlia sia rianimata in caso avesse un nuovo blocco respiratorio, come è già accaduto tre volte. Il 7 ottobre 2004 un giudice aveva autorizzato i medici dell'ospedale di PortSmouth, dove la piccola è ricoverata fin dalla nascita, a non praticarle la rianimazione. I genitori di Charlotte, Darren e Debbie Wyatt, avevano presentato l'appello contro quella decisione, ma oggi l'Alta Corte ha respinto il ricorso. Charlotte, che alla nascita pesava 450 grammi, ha una malattia respiratoria cronica ed una condizione neurologica compromessa. La piccola viene alimentata con una sonda".




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categoria:websurfing
22/04/2005
" Do I deserve to die? "

Ieri ho scritto su Charlotte Wyatt, la bimba inglese di 18 mesi, a cui l'Alta Corte ha negato il diritto ad esistere. Ho deciso di occuparmi del caso in questo sito. Innanzitutto, ecco un link di un blog dedicato a questa vicenda: http://charlottewyatt.blogspot.com/

Ritengo che questo caso sia più spinoso di quelli di Terri e di Eluana, in quanto qui i genitori sono contrari alla decisione dell'Alta Corte, poiché non possono accettare che un medico non debba salvare la vita della propria figlia. Dopo aver approfondito il caso, scriverò qualcosa di più dettagliato.

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22/04/2005



"Gijs van Vesterlaken è il produttore di Submission, il film del regista olandese Theo Van Gogh giustiziato l'anno scorso da un fondamentalista islamico proprio a causa della sua pellicola. Ha deciso di ritirare l'opera a tempo indeterminato per la serie incredibile di minacce di morte che gli sono giunte e che sono ritenute credibili dai servizi di sicurezza. Il cortometraggio, di 11 minuti, solo in piccola parte trasmesso alla tv olandese prima del brutale assassinio del suo autore, è diventato quindi pericoloso per chiunque vi si avvicini".

Io non ho paura. Ecco il link del cortometraggio: http://www.tian.cc/theovangogh_submission.wmv



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