Si parla tanto dell'assenza delle radici cristiane nella costituzione della Ue. La gente si è divisa nelle due posizioni dicotomiche, cioé o si è favorevoli alla mancanza del riferimento cristiano o si è sfavorevoli. E' indubbio che un referendum sarebbe molto gradito. Tuttavia, c'è da fare una considerazione ovvia, seppur dimenticata dai piu'. Perchè non giungere ad un compromesso? Perchè non affermare sia la laicità , in senso giuridico, dell'Europa (così com'è in tutte le costituzione degli stati membri della Ue) sia la cristianità , in senso storico?
Infatti, ogni europeo (e specialmente noi italiani) guardandoci intorno abbiamo la certezza quotidiana della rilevanza fondamentale nella nostra società del cristianesimo. Molte chiese sono sorte e continueranno a sorgere e la storia dell'arte è testimone di una presenza fondamentale della religione cristiana in ogni momento storico europeo dal punto di vista culturale, etico e sociale, dal Medioevo ad oggi. E' vero che la laicità è un valore fondamentale della società contemporanea, espressione derivante dalla rivoluzione francese, che va salvaguardata, poiché è uno dei cardini della libertà fondamentale dell'individuo, tuttavia non possiamo non dimenticare "da chi proveniamo e come siamo giunti in questo spazio ed in questo tempo".
Scritto il 25 luglio 2004 nel mio blog precedente a questo. Alla luce della promanazione della Costituzione Europea, sono più convinto di qualche mese fa di un referendum per la ratifica, come sostiene la Lega Nord, anziché essere il primo paese ad averla accolta, come ha sostenuto Silvio Berlusconi, durante la cerimonia di Roma di qualche giorno fa. So di una manifestazione a riguardo di Forza Nuova, svoltasi il 29 ottobre, in Piazza Cinque Lune. Io non sono ideologicamente vicino ai ragazzi di quel gruppo, tuttavia sono stato d'accordo sull'oggetto della loro protesta, con lo scopo di ricavare firme per l'introduzione delle radici cristiane nella Costituzione Europea, il cui significato politico è più rilevante di quello giuridico. Comunque, devo leggerla articolo per articolo e poi tornerò a scriverci sopra.














l'unica città italiana in cui si festeggiano (o si festeggiavano) i morti, a cui sono collegati dei dolci tipici. In primo luogo, la muffulietta, un tipo particolare di pane con poca mollica che si prepara con olio, acciuga, origano, sale e pepe. E poi ci sono i frutti di martorana, preparati con pasta di mandorle, colorati e identici ai frutti naturali o ad altre figure. Inoltre, a Palermo c'è (o c'è stata) una fiera dei morti, che si svolge alla Cala, ma priva veniva svolto nei pressi del Teatro Massimo. Tuttavia, oggi pochi ottemperano a questa tradizione e molti genitori palermitani attuali non raccontano ai propri figli su questa festa, paradossalmente concepita come un ricalco di quella statunitense.
che ha seri problemi fisici. Comunque, non ha alcuna colpa, essendo l'unico vero attaccante della squadra palermitana. Di certo Zamparini sarà una belva in questo momento e naturalmente il suo obiettivo sarà senza dubbio l'allenatore Guidolin, colpevole della sconfitta di oggi. E Zaccheroni sta già preparando il necessario per la sua prossima avventura, cioé per raggiungere la salvezza con una squadra incompleta, che adotta un modulo offensivo senza avere gli uomini per poterlo attuare (basti considerare i pochi goal che sono stati messi a segno fino ad ora). Infine, quanto mi innervosisce aver perso con il Livorno, la squadra della tifoseria del Che! Oltre al danno, la beffa!
per il raggiungimento di un trionfo che noi tifosi nerazzurri attendiamo da troppo tempo. E' giunto il momento di relegare i carissimi campioni del passato nell'archivio dei bei ricordi e vivere una stagione di vittorie con questi fortissimi ragazzi, tra cui spicca l'estro dell'Imperatore Adriano, che sta definitivamente per offuscare la nostalgia per Ronnie. E domenica sera ci sarà il derby con una speranza concretissima di vittoria contro una squadra che ha seri problemi in difesa, nonostante non abbia preso alcun goal dal Barcellona, che, tuttavia, ha colpito due legni. Vieri, che ha segnato il secondo goal in tre giorni, sostiene che occorre conservare questa mentalità . Se si svegliasse definitamente anche Bobo, sarebbero dolori seri per ogni squadra di calcio del pianeta: altro che Arsenal! Altro che Real Madrid! Altro che Juventus!
"I Cartaginesi elessero loro condottiere Amilcare, chiamato Barca e gli affidarono la flotta; capo delle forze navali egli salpò per andare a saccheggiare l'Italia. Era quello il diciottesimo anno della guerra. Dopo aver devastato la Locride e la regione dei Bruzzi, allontanatosi di lì, si volse con tutta la flotta verso la zona di Palermo e occupò la località detta Ercte, che era prossima al mare, a mezza via fra Erice e Palermo e più adatta di tutte le altre ad offrire ad un esercito l'opportunità di una sicura sistemazione anche per lungo tempo. L'Ercte è un monte scosceso, sufficientemente elevato sul paese circostante, la cui sommità ha un perimetro non inferiore a cento stadi; la regione circostante è ricca di pascoli e adatta alle colture, bene esposta com'è ai venti marini, e non vi dimora nessun animale feroce. E' circondata da dirupi inaccessibili del lato del mare e verso l'entroterra, la zona intermedia ha bisogno di opere di difesa scarse o di poca importanza. Vi è infatti un poggio, che ha la posizione contemporaneamente di acropoli e di posto di vedetta rispetto al paese sottostante. Domina anche un porto molto profondo e opportunatamente situato sulla rotta di Trapani e Lilibeo all'Italia; ha poi in tutto tre strade d'accesso, difficili, due da terra, una dal mare. Qui dunque si accampò audacemente Amilcare, senza potere contare sull'appoggio di una città propria, e senza nessun'altra speranza di aiuto, spingendosi proprio nel mezzo dei nemici; pure procurò ai Romani non piccoli né insignificanti pericoli e difficoltà . Prima di tutto infatti, partendo da lì per mare, saccheggiava le coste dell'Italia fino a Cuma; in secondo luogo, poiché i Romani misero il campo contro di lui presso la città di Palermo a meno di cinque stadi: per quasi tre anni ne nacquero molti e vani combattimenti terrestri di cui non è possibile qui fare un particolareggiato racconto"