
(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia) Dieci anni fa il primo bacio. E chi se lo scorda? Sì, confesso: avevo 18 anni. Oggi, ormai, si dà in media a 13 anni, età a cui io e gli altri pensavamo a giocare a calcio per la strada, allontanando l’altra metà del cielo senza mezzi termini.
Il primo bacio, si sa, rimane nella storia di un uomo e di una donna fino alla fine dei giorni (momento malinconico). Ma, diciamolo, se è indubbiamente un momento romantico, da conservare nel cassetto della memoria più utilizzato, è anche uno dei più traumatici.
Innanzitutto, per l’attimo antecedente, quando ci si guarda negli occhi e si capisce che è giunto il secondo per accostare le labbra e baciarsi. E ora? Alla francese, senz’altro. Sì, ma con la lingua che bisogna fare? Quanta? Suvvia, facciamoci guidare dalla passione del diem.
Il mio primo bacio fu al ritorno dal cinema, un sabato pomeriggio. Film scelto all’occorrenza: un horror movie, Presenze. Così l’amata si spaventa e s’afferra (e così fu). Altra nota malinconica: quel cinema non esiste più. Era il mitico Nazionalino, il piccino che affiancava il Nazionale. Al suo posto oggi c’è la sala bingo. Tristezza.
Via Dante, incrocio con via Filippo Parlatore. Ne derivò un trauma per tutta la notte, perché non fui all’altezza, essendo stato “strano”. Per carità, estremamente piacente e atteso. L’altra metà del cielo (essì, insisto con Platone) era stata conquistata dopo intere mattine ante campanella a tallonarla: parevo Cyrano de Bergerac. Insomma, fu il compimento della conquista… e l’inizio della prima relazione nella vita di Walter Giannò.
Ma fu, ribadisco, un dramma. Per lei no (così mi rassicurò) ma io ci pensai per tutta la notte fino all’alba… Ebbene, dopo qualche giorno, divenni un baciatore al cui confronto Brad Pitt è un dilettante.