
Ed è arrivato il giorno dello scudetto: nerazzurro o giallorosso? Lo deciderà, innanzitutto, il campo di Parma dopo il triplice fischio dell'arbitro. Per l'Inter, infatti, è di scena l'ultimo match-point, estremamente più difficile di quello della settimana scorsa, in cui la Beneamata avrebbe dovuto passeggiare sull'appagamento del Siena ed invece sappiamo tutti com'è andata. Materazzi? E' scemato il nervosismo per il rigore sbagliato, che il mitico difensore interista ha voluto battere a tutti i costi, anche se doveva essere compito di Cruz. Gli voglio bene lo stesso, anzi di più. Se avesse segnato, sarebbe stato l'eroe intoccabile del Meazza nerazzurro. E chissà... magari sarà proprio chi ha siglato il goal del pareggio con la Francia nella finale dei mondiali del 2006 (io non me lo dimentico mica) a regalare ai tifosi interisti la gioia del terzo scudetto di fila, che avrebbe un gusto ben differente rispetto a quello vinto per l'onesta e all'altro stravinto perché oltre alla squadra di Mancini c'era il vuoto. Sarebbe un finale da leggenda ma io sono uno di quelli che vorrebbe vincere con il Parma grazie anche ad un autogoal all'ultimo secondo dell'ultimo minuto di recupero del secondo tempo, ma poi dovrei farmi ricoverare d'urgenza al reparto di cardiologia dell'ospedale. Potrebbe anche darsi che il Parma, che non vuole di certo andarsene in serie B senza colpo fierire (e sarebbe la prima retrocessione della squadra emiliana, perché non è mai andata dalla A alla B, una volta promossa nel 1990, quando in panchina c'era Nevio Scala), decidesse di giocare una delle partite più belle della sua storia ed a quel punto ci sarebbe un ulteriore dramma per un interista-palermitano, giacché dovrei fare il tifo per il Catania (non so se mi sono spiegato). Al Massimino, infatti, sarà di scena la Roma di Spalletti, che sono convinto farà di tutto per segnare subito così da mettere il fiato sul collo a Mancini e spingere il Parma all'impresa, che sarebbe informato del risultato dall'isterismo dei suoi tifosi. Comunque vada non sarà un successo. Se l'Inter non dovesse vincere lo scudetto, si ripeterebbe la tragedia del 5 maggio, in seguito alla quale sono rimasto sotto shock per giorni e giorni ed è ancora vivo il ricordo dei caroselli dei tifosi bianconeri con annessa bara interista, che svolazzavano sotto casa mia ed io, in preda ad un attacco sadomasochista, stavo affacciato al balcone per guardarli con la vista da essere inanimato. No, che non si ripeta! Stando alle formazioni, in panchina ci sarà Ibrahimovic, la cui disgraziata assenza ha generato quest'ultima giornata da cardiopalma: è un dato di fatto inconfutabile, perché con lui questa stagione stava sembrando la seconda passeggiata consecutiva. In attacco, dunque, dovrebbero giocare Cruz (il Ganz argentino) e Balotelli, il ghanese-italiano-palermitano-concesiano che ha un talento ineffabile. Ed ora non mi resta che attendere, con l'ansia solida in corpo che non desidera altro che uscire sotto forma di boato. Stamattina potevo alzarmi alle undici, visto che l'azienda mi ha accordato il giorno di ferie (grazie alla TL Gloria, juventina, che ringrazio pubblicamente), però già alle 8 ero in piedi e mi sono catalputato alla ricevitoria più vicina per ricaricare il credito alla scheda di Mediaset Premium. Ed ho pure scommesso: Parma - Inter 2; Siena-Palermo X2; Catania-Roma 1X; Empoli-Livorno 1; Milan-Udinese 1; Lazio-Napoli Goal; Torino-Fiorentina 2. Ora, passo e chiudo... e forza Inter!



























